Napoli svelata. Open House Napoli racconta la città tra architettura e spazi privati

Napoli si svela e racconta il suo immenso patrimonio artistico antico e moderno in due giorni di visite gratuite grazie all’evento Open House Napoli, in programma nella città partenopea nelle giornate di sabato e domenica 26-27 ottobre 2019.

L’evento Open House non è nuovo in Italia, infatti, già Milano, Torino e Roma, ospitano da qualche anno aperture tra cantieri, case private, studi di architettura e spazi rigenerati. Il primo festival Globale dell’Architettura nasce a Londra nel 1992 per coinvolgere i cittadini e testimoniare quanto un’adeguata progettazione possa influenzare in meglio la qualità della vita.

Open House Napoli
Conferenza stampa Open House Napoli. In foto: Alessandra Thomas, Luigi De Magistris e Stefano Fedele

Saranno cento gli edifici aperti al pubblico e già 400 volontari hanno accettato la sfida di raccontare ai napoletani e ai tanti affezionati di open house edifici storici e contemporanei, sedi istituzionali, uffici, spazi riqualificati, teatri, cantieri attivi, luoghi sacri, infrastrutture, spazi verdi, residenze private, factory creative ma anche eventi e percorsi nei diversi quartieri della città.

Protagonisti gli architetti che arricchiranno l’esperienza attraverso curiosità tecniche e particolari che il più delle volte possono sfuggire ad occhi non allenati. E allora Studio Gnosis Progetti, X Studio Architettura, Casa Bianca – Studio Pica Ciamarra Associati e Studio Veneziatre apriranno le porte dei loro studi e racconteranno i loro progetti e le loro visioni, spesso surreali e innovative, per la città del futuro. Occasione unica e in esclusiva per la Prima edizione di Open House Napoli anche la visita a Villa Oro, progettata negli anni ’30 da due grandi architetti, Luigi Cosenza e Bernard Rudofsky e meta assolutamente imperdibile.

Conferenza Stampa di Open House Napoli

Protagonista sarà anche il verde urbano con visite esclusive al Parco di Re Ladislao, splendido esempio di hortus conclusus a ridosso della Chiesa di San Giovanni a Carbonara e luogo di assoluto fascino architettonico, o il Parco del Poggio, sottratto all’edificazione degli anni ’60 e ’70 ed esempio di recupero di un’area cava. Ma aperto eccezionalmente per Open House Napoli ci sarà anche Nisida con il suo Parco Letterario e alcuni dei suggestivi sentieri che la percorrono fino a Porto Paone.

Per chi invece fosse interessato ai palazzi storici e alle chiese, ricordiamo che diversi saranno aperti proprio per l’occasione. Uno di questi è la Sede della Banca d’Italia, luogo conosciuto e spesso ignorato ma dall’immenso valore architettonico, oppure il Palazzo delle Poste, anch’esso luogo di passaggio ma perfetto esempio di avanguardia espressiva e tecnologica.

Open House Napoli
Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli- Open House Napoli

Tanti ancora i luoghi fruibili giorno 26 e 27 ottobre ma non vogliamo svelarvi proprio tutto. Per i più curiosi è possibile consultare il programma a questo link: https://www.openhousenapoli.org/images/OHN/OHN_Programma_web.pdf

Open House Napoli può considerarsi un’esperienza semplice ed efficace che già a livello internazionale ha riscosso un enorme successo, un modo di presentare a tutti, liberamente e gratuitamente, l’architettura spesso sconosciuta delle nostre città. Open House Napoli, attraverso il suo messaggio invita tutti ad esplorare e scoprire il valore di un ambiente ben costruito e che ha una storia tutta da scoprire. Curiosare tra gli studi, luoghi spesso non fruibili al pubblico, l’edificio sotto casa di cui spesso ignoriamo la storia, palazzi, paesaggi nascosti trasmetterà ai cittadini un senso di appartenenza ancora più forte del territorio.

L’esperimento Open House Napoli ha inoltre permesso una proficua collaborazione tra pubblico e privato, aprendo a tutti la rete di ascolto con le istituzioni. Napoli si mostra così come un’opera aperta e un laboratorio di continua sperimentazione così come è intrinseca nella sua cultura e nella sua gente.

Maggiori informazioni sul sito dell'evento: https://www.openhousenapoli.org/

 


Arriva Canova alla Galleria d'Arte Moderna di Milano

Dal 25 ottobre 2019, la Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la mostra Canova. I volti ideali, che ricostruisce la genesi e l’evoluzione della tipologia di busti femminili realizzati dallo scultore all’apice della sua carriera.

Curata da Omar Cucciniello e Paola Zatti, con la collaborazione di Fernando Mazzocca, l’esposizione è promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, Galleria d’Arte Moderna di Milano e dalla casa editrice Electa.

Antonio Canova
Busto di Beatrice, 1812
Gesso, cm 74 x 45 x 30
Gypsotheca e Museo Antonio Canova,
Possagno

Negli ultimi dodici anni della sua attività, quando è lo scultore vivente più famoso e più richiesto d’Europa, Antonio Canova (Possagno, 1757 – Venezia, 1822) elabora una tipologia di busti che ha immediata fortuna tra i contemporanei, sia tra la committenza che tra la critica dell’epoca e che chiamò “teste ideali”. Un filone fortunatissimo di cui l’esposizione ricostruisce per la prima volta la genesi e l’evoluzione attraverso circa 30 opere, di cui oltre 20 di Canova, provenienti da musei internazionali.

Si tratta di una serie di volti esclusivamente femminili, molti dei quali realizzati senza commissione, nati forse con l’occasione di un ritratto idealizzato, quello di Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone. I volti non effigiano personaggi reali, ma indagano le infinite variazioni della bellezza femminile, basate sull’equilibrio perfetto tra l’idealizzazione, derivante dalla scultura classica e lo studio della natura. Sottoposti a sottili, raffinatissime variazioni nelle acconciature, nelle espressioni, nella resa virtuosistica del marmo, questi volti giungono a una progressiva semplificazione formale ed espressiva che trova il suo culmine nella Vestale.

Realizzata tra il e 1818 e il 1819, fu replicata in tre marmi: se il più noto è conservato proprio alla GAM di Milano, gli altri due sono alla Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona e al J. Paul Getty Museum di Los Angeles, e sono per la prima volta riuniti in occasione della mostra e messi a confronto in un dialogo inedito, al centro del percorso espositivo.

Immagine di copertina:

Antonio Canova
Vestale
1818-1819
marmo di Carrara
cm 58 x 31 x 23
Galleria d’Arte Moderna, Milano


Open House alla conquista del sud Italia. Da ottobre a Napoli

Open House arriva nel sud Italia e precisamente a Napoli. Dal 26 al 27 ottobre 2019 la prima edizione di Open House Napoli animerà le vie e i palazzi della città con aperture gratuite di edifici storici e contemporanei, sedi istituzionali, uffici, spazi riqualificati, teatri, luoghi sacri, infrastrutture, residenze private, factory creative, cantieri attivi e tanto altro ancora: Napoli si svela ai visitatori accogliendoli dietro le quinte di decine di siti di straordinario interesse architettonico, spesso inaccessibili, aperti al pubblico con visite guidate gratuite.

Un festival globale dell’architettura antica e moderna, del design che accompagnerà il visitatore a scoprire eccezionalmente le complesse storie della città di Napoli, un’esperienza unica da vivere come moderni esploratori urbani.

Open House nel mondo

Open House Napoli fa parte della rete internazionale di Open House Worldwide, il primo festival globale dell’architettura fondato a Londra nel 1992 per coinvolgere i cittadini e far comprendere quanto una migliore progettazione degli spazi urbani influisca positivamente sulla qualità della vita. Un prezioso strumento di conoscenza, dialogo e contributo al disegno della città che verrà.

Open House è oggi un fenomeno in vertiginosa crescita che coinvolge ormai 46 città nei cinque continenti con oltre un milione di cittadini coinvolti in tutto il mondo. In Italia sono già tre le città che aderiscono al network di Open House: Roma, Milano e Torino. E da quest’anno, finalmente, Napoli.

Per tutti gli aggiornamenti ecco il link al sito: https://www.openhousenapoli.org/


Plessi a Caracalla inaugura i sotterranei mai aperti delle Terme

Metti una mattinata all’anteprima esclusiva ed emozionante alle Terme di Caracalla, più precisamente nei sotterranei, nel suo cuore pulsante, sotto l’area del Calidarium. Da Martedì 18 Giugno, fino a Domenica 29 Settembre 2019, infatti, apre al pubblico l’area sotterranea mai prima aperta alla pubblica fruizione, contestualmente alla mostra “Plessi a Caracalla: il segreto del tempo “.
Plessi a Caracalla. Foto: Luana D'Alessandro

Le Thermae Antoninianae, uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell’antichità, furono costruite nella parte meridionale della città per iniziativa di Caracalla che dedicò l’edificio centrale nel 216 d.C. La pianta rettangolare è tipica delle “grandi terme imperiali”. Le terme non erano solo un edificio per il bagno, lo sport e la cura del corpo, ma anche un luogo per il passeggio e lo studio. Si entrava nel corpo centrale dell’edificio da quattro porte sulla facciata nord-orientale. Sull'asse centrale si possono osservare in sequenza il calidarium, il tepidarium, il frigidarium e le natatio; ai lati di questo asse sono disposti simmetricamente attorno alle due palestre altri ambienti. Le Terme di Caracalla sono uno dei rari casi in cui è possibile ricostruire, sia pure in parte, il programma decorativo originario.

Plessi a Caracalla. Foto: Luana D'Alessandro
Le fonti scritte parlano di enormi colonne di marmo, pavimentazione in marmi colorati orientali, mosaici di pasta vitrea e marmi alle pareti, stucchi dipinti e centinaia di statue e gruppi colossali, sia nelle nicchie delle pareti degli ambienti, sia nelle sale più importanti e nei giardini. Per l’approvvigionamento idrico fu creato un ramo speciale dell’acquedotto dell’ Aqua Marcia, l’ Aqua Antoniniana. Restaurato più volte, l’impianto termale cessò di funzionare nel 537 d.C.
Oggi dopo un lungo intervento di restauro, condotto dalla Soprintendenza speciale di Roma il sito ha aperto al pubblico il 18 Giugno. Le gallerie si trovano proprio sotto il Calidarium e nei tempi antichi vedevano centinaia di schiavi impegnati a portare grandi cesti di legna su e giù dalle scale in un ambiente surriscaldato fino all'inverosimile.
Plessi a Caracalla. Foto: Luana D'Alessandro

Si tratta di un vero e proprio labirinto che si snoda nelle gallerie che ospitavano gli impianti idraulici, i forni, le caldaie e i camini che riscaldavano l'acqua per garantire il massimo del benessere nelle saune delle terme stesse. Una grande arteria sotterranea, il tutto fa da contrappunto a Plessi a Caracalla. L’artista, Plessi scende nelle viscere del monumento e per queste grotte misteriose ha progettato Il segreto del tempo: 12 video installazioni su grandi strutture in ferro, ove è evidente il rimando all’architettura romana, in un progetto site-specific che, tanto nelle strutture di supporto agli schermi, che nei contenuti degli stessi video, spaziano su temi classici, tra i protagonisti della videoarte contemporanea internazionale, con le musiche di Michael Nyman che narrano l'atmosfera di Caracalla lungo un percorso di 200 metri, in un’alternanza che contiene una serie di interventi inediti sulla storia di Roma.

La mostra, curata da Alberto Fiz, è organizzata dalla Soprintendenza Speciale Roma in collaborazione con Electa editore.

Alessandro Melis nominato curatore Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2020

Sarà Alessandro Melis il curatore del Padiglione Italia alla 17. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia del 2020”. Lo rende noto il Ministro per i beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli che fa sapere come il nome di Melis sia stato individuato al termine di una procedura di selezione a cui sono stati invitati a partecipare cinque nomi rappresentativi del panorama nazionale. Il progetto è stato scelto dal Ministro nell'ambito dell’istruttoria effettuata dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e Periferie urbane.

Credits La Biennale.org

Tra le proposte presentate, tutte molto attente ad esplorare le tendenze attuali di crescita e di sviluppo delle aree urbane italiane, tenendo in considerazione i grandi mutamenti ai quali stiamo assistendo, è stato selezionato il progetto di Alessandro Melis che presenta una riflessione sulle urgenze dell’architettura in Italia, e suggerisce prospettive future per le periferie italiane ed opportunità per la ridefinizione del ruolo strategico e multidisciplinare dell’architettura.

'Il progetto Comunità Resilienti di Alessandro Melis - ha detto Bonisoli - affronta temi di grande urgenza come il cambiamento climatico e la resilienza delle comunità. Si tratta di un percorso di mostra molto divulgativo e coinvolgente, il Padiglione Italia sarà un’occasione per riflettere su come rispondere positivamente in futuro alla pressione sociale ed ambientale attualmente in atto.”

Alessandro Melis, Cagliari (1969), architetto di formazione, è oggi Direttore della Cluster for Sustainable Cities, e fondatore del Media Hub, il primo open lab della University of Portsmouth, nato con l’obiettivo di studiare l’innovazione tecnologica nel campo della progettazione climatica ed ambientale.

I suoi temi di ricerca riguardano l’innovazione nel campo della sostenibilità ambientale, della resilienza e della rigenerazione del tessuto urbano, sui quali è stato curatore e key speaker in numerose conferenze e simposi presso istituzioni come il MoMA a New York, e la China Academy of Art.

Tra le innovazioni di carattere accademico per cui è riconosciuto: l’introduzione in architettura dei cosiddetti “Hybrid tecahing methods” (High Education Fellowship 2018) e l’integrazione di BIM, computazione, e fluidodinamica nella progettazione climatica. Attualmente coordina progetti di ricerca internazionali sulla resilienza in architettura, finanziati da fondi di ricerca internazionali sulla pianificazione urbana attraverso il nexus cibo-energia-acqua e sul riciclo della plastica come strumento di ripensamento infrastrutturale della città del futuro.

La selezione dei curatori è stata eseguita tenendo conto delle esperienze maturate in campo nazionale e internazionale, garantendo la presenza di giovani ed affermati curatori.​


Arte di esistere e resistere. Galleria d’Arte Moderna

Venerdì 8 marzo 2019 ore 17.00

Un confronto fra donne sulle donne e la loro energica partecipazione alla vita sociale culturale e scientifica dell’Italia contemporanea, del loro “esistere” e “resistere” in una società che non sempre riconosce la specificità del loro ruolo. Per l’8 marzo 2019 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, dalle 17.00 alle 19.00, è in programma la tavola rotonda Arte di esistere e resistere, promossa da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Susan G. Komen Italia.

L’incontro apre il programma di eventi, incontri e proiezioni previsto nell’ambito della mostra DONNE. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione. L’esposizione, in corso dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019, è una riflessione, attraverso le arti, sulla figura femminile nella visione di artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali. Il periodo storico analizzato è compreso tra fine Ottocento e i giorni nostri, epoca in cui la consapevolezza di una nuova identità femminile sembra essere ormai al centro della cultura occidentale così come della ricerca di molte artiste.

La tavola rotonda sarà introdotta da Federica Pirani (Sovrintendenza Capitolina) e Daniela Terribile (Vice-Presidente Komen Italia. Chirurga senologa Policlinico Gemelli, Roma). Moderatrice Livia Azzariti. Con la partecipazione di Barbara Alberti (scrittrice), Simona Argentieri (medico psicanalista),Matilde D'Errico (scrittrice, autrice e regista televisiva, ideatrice del programma RAI “Amore Criminale”), Patrizia Gabrielli (storica, Università di Siena),Claudia Hassan (sociologa, Università di Roma Tor Vergata) e Daniela Terribile.

Susan G. Komen Italia è un’organizzazione basata sul volontariato, in prima linea nella lotta ai tumori del seno, su tutto il territorio nazionale. Nasce nel 2000 a Roma come primo affilato europeo della Susan G. Komen di Dallas, con gli obiettivi di investire nella formazione e nella ricerca e stimolare l'innovazione in tema di salute femminile, promuovere la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani, tutelare il diritto alle cure di eccellenza per ogni donna con un tumore del seno. Oggi Komen Italia è presente in 6 regioni italiane (Lazio, Puglia, Emilia Romagna, Lombardia, Abruzzo e Basilicata) e opera in collaborazione con una vasta rete di associazioni “amiche” in oltre 100 città in tutta Italia tramite le quali opera anche a livello organizzativo e sociale. Fra le iniziative realizzate da Komen Italia la Race for the Cure, la più grande manifestazione per la lotta ai tumori del seno in Italia e nel mondo. Ogni anno, più di 120mila persone partecipano alle edizioni di Roma, Bari, Bologna e Brescia. Le protagoniste della Race sono le Donne in Rosa, donne che si sono confrontate con il tumore del seno e a cui è dedicata un'area esclusiva per incontrarsi e condividere emozioni ed esperienze.

INFO

 Incontro gratuito con ingresso a pagamento del biglietto d’entrata alla mostra

Per i possessori della MIC Card l’ingresso alla mostra è gratuito

Max 60 posti, fino a esaurimento. Prenotazione consigliata allo 060608

Galleria d’Arte Moderna di Roma

Via Francesco Crispi, 24

 060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museiincomune.itwww.galleriaartemodernaroma.it


L'Aquila, la fontana luminosa. Luci accese e acqua sgorgante dopo i lavori

L'AQUILA, LA FONTANA LUMINOSA. Luci accese e acqua sgorgante dopo i lavori

Un giorno atteso da tutti gli aquilani, quello che si festeggia oggi e che segna il riappropriarsi, per la città, di uno dei suoi monumenti più rappresentativi: dopo gli interventi di restauro e di riallestimento degli impianti idrico e d’illuminazione, torna alla sua piena funzionalità la FONTANA LUMINOSA, il “biglietto d’ingresso” più conosciuto al centro storico dell’Aquila.
Realizzata nel 1933 nell’ambito della pianificazione urbanistica della “Grande Aquila” su progetto dell’ingegner Bernardino Valentini e dell’artista Nicola D’Antino, che ha creato il gruppo scultoreo in bronzo, la Fontana Luminosa è al centro della geografia cittadina, ridisegnata nella vicinanza con il Forte spagnolo e con l’Auditorium progettato da Renzo Piano, che fanno di questa zona una porta di accesso prestigiosa al cuore della città, in corrispondenza all’asse prioritario della ricostruzione.
Proprio questa sua rilevanza simbolica ha innescato, subito dopo il sisma del 2009, una sinergica e fattiva collaborazione tra le istituzioni per il suo restauro e la sua riattivazione, stimolate dalla generosità dell’Associazione Nazionale Alpini, che non a caso ha scelto di legare il proprio impegno a questo luogo, Piazza Battaglione Alpini, e a questo monumento, adottato contemporaneamente anche dalla Circoscrizione 1 – L’Aquila Centro.
Così, grazie agli accordi sottoscritti tra la ex Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, l’Associazione Nazionale Alpini e il Comune dell’Aquila e alla somma totale di € 128.000,00 (per la precisione € 94.000,00 donati dall’ANA e € 34.000,00 provenienti dai fondi della Circoscrizione 1) si è avviato a giugno 2013 il I Lotto d’interventi, seguito da un II Lotto di completamento, finanziato per € 100.000,00 con fondi del Ministero dei Beni culturali, gestiti dal Segretariato Regionale MiBACT per l’Abruzzo in qualità di stazione appaltate, affidato per le competenze tecniche a funzionari della Soprintendenza A.B.A.P. per la città dell’Aquila e i Comuni del cratere (arch. Valerio Piovanello, RUP – arch. Gianfranco D’Alò e dott.ssa Biancamaria Colasacco, direzione dei lavori) e al Settore Patrimonio del Comune per il riallestimento e l’adeguamento funzionale degli impianti.
La Fontana, ad avvio cantiere, versava in uno stato di conservazione precario anche per effetto delle variazioni climatiche e del mancato uso, negli ultimi anni, di una delicata e complessa struttura; per questi motivi l’intervento di consolidamento e restauro ha previsto lavori importanti sia sull’impiantistica che sulle superfici bronzee e lapidee. In particolare è stato effettuato un controllo della statica e del sistema di ancoraggio del gruppo in bronzo, la sua pulitura e le operazioni di restauro e protezione. Per le parti in pietra si è proceduto con la pulitura meccanica di tutte le superfici, l’integrazione di parti mancanti, la stuccatura di fessurazioni e piccole lacune, e, infine, con la disinfestazione e la protezione finale. La novità degli impianti è legata soprattutto alla possibilità di “colorare” l’acqua che sgorga dalla conca con le nuove e molteplici sfumature delle luci, capaci di sottolineare ricorrenze e feste, come anticipato dal tricolore che ha illuminato la Fontana in omaggio agli Alpini in occasione della loro Adunata nazionale, svoltasi a L’Aquila a maggio 2015 (una riattivazione temporanea, nel corso del II Lotto, resa peraltro necessaria per calibrare i successivi interventi di finitura).
Malgrado alcune interruzioni tecnico-amministrative dei lavori e una sospensione dovuta alle temperature e alle condizioni meteorologiche, che non consentivano di procedere con le operazioni più delicate, la Fontana Luminosa viene ora riconsegnata alla città come l’augurio più significativo per le imminenti festività e per una ricomposizione del tessuto urbano, che riconquista così uno dei suoi più importanti tasselli.
Segretariato Regionale MiBACT per l'Abruzzo


Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Grand Tour d'Italie: progetto per far conoscere artisti italiani all'estero

GRAND TOUR D’ITALIE
Un progetto per far conoscere all’estero gli artisti italiani e valorizzarne le ricerche

e02328381d09e1c8d8d6a71ff8374165b1a408c
Un progetto di DGAAP - Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBACT e VIAFARINI – per far conoscere all’estero artisti italiani e valorizzarne le ricerche
ARTISTI
Nico Angiuli, Francesco Arena, Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Beatrice Catanzaro, Leone Contini, Luigi Coppola, Cherimus, Nicolò Degiorgis, Gianluca e Massimiliano De Serio, Chiara Fumai, Stefania Galegati Shines, Riccardo Giacconi, Adelita Husni Bey, Invernomuto, Claudia Losi, Marzia Migliora, Moira Ricci, Diego Tonus, Valentina Vetturi, Zimmerfrei
ISTITUZIONI STRANIERE INVITATE
Akademie Schloss Solitude (Stoccarda), Delfina Foundation (Londra), Futura Projects (Praga), ISCP International Studio & Curatorial Program (NYC), Kadist Foundation (Parigi), Manifesta, The European Biennial of Contemporary Art (Amsterdam), Residency Unlimited (NYC), Rijksakademie van beeldende kunsten (Amsterdam)

Leggere di più


15 Ottobre 2016: Dodicesima Giornata del Contemporaneo

15 OTTOBRE 2016 | GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
Dodicesima edizione

3846324aa1564b857e4acf2ad1a973b9e62623

24 musei AMACI e 1000 realtà in tutta Italia per il dodicesimo anno consecutivo aprono gratuitamente al pubblico i loro spazi e inaugurano ufficialmente la stagione dell’arte contemporanea. L'immagine guida dell'evento, Preghiera per l’Europa, è stata realizzata da Emilio Isgrò. Per aderire è sufficiente registrarsi o autenticarsi al sito AMACI come Aderente GDC e pubblicare il proprio evento.
AMACI ha scelto sabato 15 ottobre 2016 per la Dodicesima Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione organizzata ogni anno per portare l’arte del nostro tempo al grande pubblico.
Anche per questa edizione la Giornata del Contemporaneo aprirà gratuitamente le porte dei 24 musei AMACI e di un migliaio di realtà in tutta Italia per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che di anno in anno ha saputo regalare al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea, portando la manifestazione organizzata da AMACI a essere considerata l’appuntamento annuale che ufficialmente inaugura la stagione dell’arte in Italia.
Come per le ultime edizioni, la possibilità di aderire alla Giornata del Contemporaneo per gli enti interessati è offerta tramite questo sito internet: gli aderenti possono caricare autonomamente i propri dati e il programma delle manifestazioni promosse dopo essersi registrati al sito AMACI in qualità di “Aderente GDC”.
Per questa dodicesima edizione, i direttori dei 24 musei associati hanno chiamato a realizzare l'immagine guida Emilio Isgrò, proseguendo il progetto avviato nel 2006 di affidare a un artista italiano di fama internazionale la creazione dell’immagine guida della manifestazione. Isgrò succede a Michelangelo Pistoletto (2006), Maurizio Cattelan (2007), Paola Pivi (2008), Luigi Ontani (2009), Stefano Arienti (2010), Giulio Paolini (2011), Francesco Vezzoli (2012), Marzia Migliora (2013), Adrian Paci (2014) e Alfredo Pirri (2015).

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Sedicesima Quadriennale d'Arte di Roma

QUADRIENNALE D'ARTE DI ROMA
13 Ottobre 2016 | 8 Gennaio 2017

141246e6d99de1ad2749637516c7309937454dab
La 16a Quadriennale aprirà il 13 ottobre 2016 al Palazzo delle Esposizioni con il titolo “Altri tempi, altri miti”. La mostra è dedicata alle espressioni più interessanti dell’arte contemporanea italiana dopo il Duemila. 11 curatori, 99 artisti, 150 opere per offrire al visitatore un patrimonio di possibili chiavi di lettura dei nostri tempi e delle loro narrazioni. I lavori  spaziano da temi di attualità come il digitale, il rapporto tra città-natura e centro-periferie, il valore della democrazia a ambiti di indagine più intimistici. Molte performance, video, installazioni sonore e lavori che interagiscono con lo spettatore.
ulteriori informazioni sul sito www.quadriennalediroma.org

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone