Gli Inca ritenevano che Tiwanaku (500-950 d. C.) fosse il luogo della creazione del mondo; le sue rovine rappresentano una sfida da un punto di vista archeologico, poiché il sito è stato intensamente depredato in epoca coloniale. Un edificio in particolare, noto come Pumapunku, era descritto come meraviglioso, per quanto incompiuto: entrate e finestre erano scolpite nei singoli blocchi di pietra. Senza paralleli nel mondo precolombiano, questa costruzione è stata a lungo considerata come una meraviglia architettonica e della tecnologia andina. Negli ultimi cinquecento anni l’edificio è stato depredato al punto che nessuno dei 150 blocchi che lo costituivano è rimasto nel suo luogo originale.

Modello 3d per l’antico sito di Tiwanaku. Credits: Dr Alexei Vranich, 2018

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista open source Heritage Science, ha ora riprodotto proprio una parte di Pumapunku, grazie alla stampa 3D.

Come spiega il dottor Alexei Vranich, “Una sfida importante qui è data dal fatto che la maggior parte delle pietre a Pumapunku sono troppo grandi da spostare, mentre le annotazioni prese sul campo da altri nelle precedenti ricerche ci offrono dati complessi e di notevole dimensione, che sono difficili da visualizzare. L’intento del nostro progetto era quello di tradurre quei dati in qualcosa che sia le mani che la mente potessero cogliere. La stampa di modelli 3D in miniatura della pietra ci ha permesso di maneggiare rapidamente e ristrutturare i blocchi per provare a ricreare la struttura.” Vranich ritiene anche che la stampa 3D potrebbe essere utile per siti come Angkor Wat in Cambogia o per Palmira, vittima recente delle distruzioni dell’uomo.

La stampa 3D non si limita a mostrare possibili configurazioni del luogo, ma permette anche di intuirne gli scopi: le entrate erano disposte in modo da creare un effetto “specchio”, l’impressione di guardare l’infinito. Per l’edificio Pumapunku di Tiwanaku gli autori hanno stampato modelli 3D relativi a un totale di 140 pezzi di andesite e 17 lastre di arenaria, sulla base delle misurazioni effettuate dagli studiosi nell’arco dell’ultimo secolo e mezzo.

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Modello 3d di Pumapunku. Credits: Dr Alexei Vranich, 2018

Lo studio Reconstructing ancient architecture at Tiwanaku, Bolivia: the potential and promise of 3D printing, di Alexei Vranich, è stato pubblicato su Heritage Science (2018 6:65); https://doi.org/10.1186/s40494-018-0231-0