Veleni, piante e cacciatori Paleolitici

21 Marzo 2015
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Dozzine di piante comuni sono tossiche. Gli archeologi hanno sospettato a lungo che i nostri antenati del Paleolitico utilizzassero i veleni dalle piante per rendere più letali le loro armi nella caccia. Adesso la dott.ssa Valentina Borgia si è unita a un chimico forense per sviluppare una tecnica per rilevare residui di sostanze letali presenti su reperti archeologici.
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Siamo circondati da piante velenose, che prosperano nei nostri parchi e giardini, cespugli e boschi. La digitale (Digitalis) sembra affascinante ma i suoi semi possono uccidere. I fiori dell'aconito (Aconitum napellus) sono di un blu intenso, ma le sue radici possono essere letali. La cicuta (Conium maculatum) è sia comune ed estremamente tossica, come ci ricordano Socrate e Platone, o Shakespeare nel Macbeth con gli incantesimi delle streghe.
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Gli archeologi hanno creduto a lungo che i nostri antenati estraessero i veleni da queste piante per rendere le loro armi più letali e uccidere le loro prede più rapidamente. Immergendo una punta di freccia in una pasta velenosa, il cacciatore poteva assicurarsi che l'animale ricevesse una dose di sostanze tossiche (alcaloidi o cardenolidi) che l'avrebbero ucciso immediatamente o rallentato.
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Meteoriti nelle leggende aborigene australiane

3 Marzo 2015
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In una ricerca pubblicata su Archaeoastronomy, il dott. Duane Hamacher della University of New South Wales ha collegato le leggende aborigene dell'Australia agli eventi naturali verificatisi nell'arco di millenni: tra questi anche gli impatti dei meteoriti.
Hamacher suggerisce che il livello di dettaglio contenuto nelle tradizioni orali locali suggerisce che il meteorite caduto a Henbury 4.700 anni fa sia divenuto leggenda tramandata di generazione in generazione. Gli aborigeni si rifiutavano di andare presso i crateri, affermando che lì il diavolo di fuoco discese dal sole sulla terra, uccidendo tutti. Ci sono storie simili in tutta l'Australia, di stelle di fuoco che cadendo incendiarono la terra. In alcuni casi, addirittura, queste storie portarono i locali al ritrovamento di meteoriti.
[Dall'Abstract:] La descrizione di eventi naturali, come palle di fuoco e impatti di meteoriti, si ritrovano nelle tradizioni orali degli indigeni australiani. Lo studio delle tradizioni orali dimostra che essi estesero il reame del mito e della leggenda: queste contengono conoscenze strutturate circa il mondo naturale come sui resoconti storici di eventi naturali e pericoli geologici. Queste tradizioni potevano condurre alla scoperta di meteoriti e siti ove si era verificato l'impatto, che erano precedentemente ignoti alla scienza occidentale. Oltre a beneficiare lo studio scientifico dei meteoriti, questo studio può aiutare gli scienziati sociali a meglio comprendere la natura e la longevità delle tradizioni orali e supportare ulteriormente il crescente corpo di prove sul fatto che le tradizioni orali contengano resoconti storici di eventi naturali. In un precedente studio dell'autore nel 2009, nessuna tradizione orale relativa a meteoriti era ancora identificata, portando alla scoperta di meteoriti e crateri determinati dall'impatto. Questo documento sfida quei risultati iniziali.
Lo studio "Recorded Accounts of Meteoritic Events in the Oral Traditions of Indigenous Australians", di Duane W. Hamacher, è pubblicato sull'ultima edizione di Archaeoastronomy.

Link: arXiv; University of New South Wales 1, 2; The Conversation
Henbury Meteorites Conservation Reserve, foto di W & S Roddom - (Flickr), da WikipediaCC BY 2.0, caricata da FlickreviewR.