traffico illegale Ca' Foscari

Traffico illegale di beni culturali: a Ca' Foscari focus su Italia e Vicino Oriente

TRAFFICO ILLEGALE DI BENI CULTURALI

A CA’ FOSCARI FOCUS SU ITALIA E VICINO ORIENTE

Lunedì 9 dicembre dalle 9 in Aula Baratto convegno su saccheggio, furto, traffico illegale, esportazione clandestina di oggetti archeologici e artistici

traffico illegale Ca' FoscariVENEZIA – Il saccheggio, il furto, il traffico illegale, l’esportazione clandestina di beni culturali sono fenomeni che colpiscono tutti i paesi ricchi di giacimenti storico-artistici, Italia compresa, che nei secoli ha visto il proprio patrimonio culturale lentamente e inesorabilmente saccheggiato, arricchendo collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. La tematica sarà affrontata coinvolgendo studiosi, esperti, forze dell’ordine e l’Unesco in “Patrimonio sottratto / Stolen heritage”, giornata di approfondimento organizzata nell’Aula Baratto dell’Università Ca’ Foscari Venezia lunedì 9 dicembre dalle 9 alle 17.

Promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari e dal Center for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nell’ambito del progetto NETCHER, finanziato dal programma HORIZON 2020 dell’UE, il convegno guarderà alla tematica del saccheggio, distruzione e traffico illegale di oggetti archeologici e artistici attraverso prospettive multiformi: dopo un inquadramento normativo a livello internazionale e nazionale, la giornata si svolgerà analizzando e presentando casi di crimini ai danni del Patrimonio Culturale, prima secondo una prospettiva Italiana, quindi dalla prospettiva delle aree del Vicino Oriente più fortemente danneggiate. Concluderanno la giornata una serie di interventi che presenteranno alcune iniziative di studio, monitoraggio e contrasto ai crimini culturali.

Il progetto NETCHER – NETwork and digital platform for Cultural Heritage Enhancing and Rebuilding - ha l’obiettivo di mettere in connessione attraverso un network di scala europea enti, istituzioni, associazioni e singoli coinvolti nella salvaguardia del Patrimonio Culturale. NETCHER comprende sette entità Europee e diversi third parties: in Italia l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il Center of Cultural Heritage Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Science Gallery della Fondazione Ca’ Foscari, in Francia il Centre National de la Recherque Scientifique, con l’istituto HiSoMa dell’Università di Lione2, l’École National Supérieure de la Police e Capital High Tech, in Belgio Michael Culture Association, in Spagna Interats e in Germania il Deutsches Archäologische Institut.

NETCHER mira ad armonizzare e coordinare varie iniziative di contrasto al traffico di beni culturali attraverso un approccio partecipativo che porterà alla creazione di un network formato da organizzazioni internazionali, governi nazionali, ricercatori, legislatori, organizzazioni non governative, così come fondazioni pubbliche e private. Questo progetto è il passo iniziale verso una efficiente, internazionale e multidisciplinare lotta contro il traffico e il saccheggio di Beni Culturali e per future azioni a livello europeo.

Questo progetto ha ricevuto il finanziamento dal programma ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea con il grant agreement no. 822585.

Programma

9:00-9:15 – Registrazione ospiti

 

9:15-9:30 – Saluti istituzionali

 

9:30-10:30 – Il Quadro legislativo nazionale e internazionale

  • Edouard Planche – UNESCO Head of Culture Unit - "The UNESCO International Conventions for the Protection of Cultural Heritage in Emergency Situation"
  • Marina Schneider – Senior Legal Officer & Treaty Depositary UNIDROIT - "L’impatto della Convenzione UNIDROIT del 1995 e la sua influenza sul mercato delle antichitá"
  • Lauso Zagato – Docente di Diritto internazionale ed europeo dei Beni Culturali Ca’ Foscari - "Il contributo di UE e CoE alla lotta contro il traffico illecito di beni culturali: recenti sviluppi"

 

10:30-11:00 – Pausa

 

11:00-12:00 – Il saccheggio e il traffico di Beni Culturali sul territorio italiano

  • Ten. Col. Christian Costantini – Tenente Colonnello Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia - "Il compito del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Venezia"
  • Daniela Rizzo, Maurizio Pellegrini – Già funzionari archeologi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Etruria Meridionale - "Il Patrimonio archeologico italiano all'estero tra accordi, dispute e indifferenza"
  • Simonetta Bonomi – Direttore Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia - "Alcuni casi italiani di furti e recuperi di Beni Archeologici"

 

12:00-12:30 – Discussioni e domande

 

12:30-14:00 – Pausa

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4:00-15:00 – Il saccheggio, la distruzione e il traffico di Beni Culturali nel Vicino Oriente

  • Michela De Bernardin - Ricercatrice e co-direttrice The Journal of Cultural Heritage Crime - "Guerra e saccheggio: mercato lecito e illecito dei ritratti funerari palmireni"
  • Samuel Hardy – Post-Doctoral Research Fellow in Cultural Heritage and Conflicts, Norwegian Institute in Rome (DniR), University of Oslo (UiO) - "Il Crimine Organizzato per il Traffico di Beni Culturali in Turchia"
  • Deodato Tapete, Francesca Cigna – Ricercatori Agenzia Spaziale Italiana - "Le tecnologie satellitari per il monitoraggio dei siti archeologici a rischio"

 

15:00-15:30 – Pausa

 

15:30-16:30 – Il Contrasto al saccheggio e traffico di Beni Culturali: prospettive multidisciplinari

  • Marianne Moedlinger – Ricercatrice European Association of Archaeologists - "‘EAA Community on the Illicit Trade in Cultural Material’: funzione, attivitá e responsabilitá"
  • Serena Epifani – Direttrice The Journal of Cultural Heritage Crime - "L'informazione come strumento di contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale"
  • Arianna Traviglia – Coordinatrice CCHT-IIT – “NETCHER, un progetto di interconnessione multidisciplinare per la salvaguardia, il monitoraggio e la ricostruzione del Patrimonio Culturale a rischio”

 

16:30-17:00 – Discussioni, domande e saluti

 

Testo dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia


Sardinia Archeo Festival

Cagliari: al via la prima edizione del Sardinia Archeo Festival

Dal 19 al 21 luglio, Cagliari ospiterà la prima edizione del Sardinia Archeo Festival, promosso dall’Associazione Culturale Itzokor, da anni impegnata nell’ambito della divulgazione culturale e realizzato grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna; tra gli appuntamenti più noti, impossibile non citare gli Aperitivi Culturali, una serie di piccoli convegni a cadenza settimanale che dal 2007 animano la vita culturale cittadina.

Il festival si aprirà il 19 luglio con l’introduzione del concetto di Patrimonio Culturale e della sua percezione, soprattutto tra i non addetti ai lavori, e di come lo stesso possa e debba diventare un ponte per la costruzione di relazioni con le comunità di riferimento. Da queste connessioni, infatti, dipendono anche i concetti di tutela, valorizzazione e salvaguardia del Patrimonio Culturale: quando un Bene Culturale non viene percepito come rilevante per una comunità, la sua valorizzazione, tutela e salvaguardia, oltre ad avvenire ‘a senso unico’, possono diventare anche oggetto di propaganda elettorale, che difficilmente porterà dei benefici reali non solo al Bene in sé, ma anche, e soprattutto, alla comunità di riferimento.

Sardinia Archeo Festival

L’intenso e vivace programma, proposto per le tre giornate, vede alternarsi conferenze, presentazioni di libri, proiezioni di docu-film e musica, cercando di svolgere il filo delle rotte mediterranee, antiche e moderne. In questo contesto, l’archeologia non sarà intesa solamente come disciplina in sé, che accomuna non solo i membri dell’associazione Itzokor e molti dei protagonisti dell’evento, ma soprattutto come metodo di indagine: i vari interventi e le tematiche proposte sono stati pensati ed organizzati come i diversi livelli di un’indagine archeologica (unità stratigrafiche), che restituiscono non solo un quadro preciso di ciascun livello, ma soprattutto un quadro d’insieme del tema indagato. Tema che, per questa prima edizione, sarà interamente dedicato al Mediterraneo ed alle civiltà che, ancora oggi, vi si affacciano e lo attraversano, ragionando in termini di ‘Rotte e Approdi.

Sardinia Archeo Festival sarà una riflessione collettiva sul significato di patrimonio culturale, un’opportunità per conoscere progetti di salvaguardia culturale in paesi non pacificati o in stato di difficoltà economica e instabilità politica; uno strumento per indagare incontri e scambi avvenuti sulle rotte del Mediterraneo nel corso della storia, ma anche importante occasione per volgere lo sguardo all’attualità di quel mare e ai problemi sociali ed etici che essa pone. Per questo, tra i vari appuntamenti della prima giornata, abbiamo scelto la proiezione del film Living amid the ruins, prodotto da The British Institute at Ankara (BIAA) per la regia di Işılay Gürsu, che esplora l’antica regione della Pisidia, nella Turchia sud-occidentale, per cercare di capire che rapporto abbiano comunità e beni culturali.

Il film è parte del progetto di ricerca del BIAA riguardo al Cultural Heritage Management (CHM), e adotta un approccio innovativo all’utilizzo del patrimonio archeologico in Turchia. Uno dei punti focali del progetto CHM è sempre stato quello di capire cosa significano i siti archeologici per le comunità locali che vivono nei dintorni e i modi in cui questa relazione può essere migliorata. Concentrandosi sulla Pisidia, dove si sta svolgendo l’attuale progetto di gestione del patrimonio culturale della BIAA, la ricerca proposta è tripartita: indagare sul rapporto che le persone che vivono nei siti archeologici hanno con questi luoghi, costruire la capacità creando benefici sociali ed economici e una crescita sostenibile per e in dialogo con le comunità rurali locali, intensificare il rapporto tra il sito archeologico e le comunità locali nelle loro vicinanze, in modo da garantire un futuro migliore per il patrimonio culturale stesso. Il tutto attraverso un nuovo percorso di trekking a lunga distanza, il Pisidia Heritage Trail. Lungo 350 chilometri, collega i siti archeologici indagati, per circa 30 anni, dagli archeologi affiliati alla BIAA, il prof. Stephen Mitchell e la dott.ssa Lutgarde Vandeput.

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L’essenza di questo progetto ci sembra rappresentare perfettamente l’idea alla base del Sardinia Archeo Festival e degli eventi creati dall’associazione Itzokor, come spiegato anche dalla dott.ssa Alice Nozza (Itzokor). “Il festival vuole essere una sorta di cittadella nella quale avverrà uno scambio di esperienze e di saperi, e soprattutto sarà in relazione con la comunità locale, perché la partecipazione è aperta a tutti.” Oltre agli spazi di riflessione, caratterizzati dai diversi interventi che si susseguiranno nell’arco delle tre giornate, saranno presenti uno spazio libreria, curato da Itzokor e dalla libreria Miele Amaro, ed uno spazio dedicato alla musica, curato da Pitano Perra, che col suo laboratorio “Vibrazioni del Passato” si occupa da quasi trent’anni della ricostruzione di strumenti musicali scomparsi, attraverso un lavoro di ricerca delle fonti archeologiche, iconografiche e letterarie, ma soprattutto attraverso l’esperienza acquisita sul campo dallo stesso Perra. Sarà presente, inoltre, una postazione dedicata a Radio Brada, media partner dell’evento, che seguirà gli interventi in diretta e si occuperà di mettere a disposizione, online, i podcast degli stessi, mentre gli appuntamenti musicali delle tre serate saranno curati da Gerardo Ferrara, giornalista e creatore del ‘cantiere aperto e libertario’ Buon compleanno Faber.

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Per restare aggiornati sugli appuntamenti del Festival, seguite la pagina Facebook dedicata e l’hashtag #SardiniaArcheoFestival: scoprirete un microcosmo con vari livelli di lettura, le cui trame vi porteranno ad esplorare le diverse sfumature di un mondo che -oggi più che mai- necessita di essere raccontato, con tutti i suoi strati, le sue rotte ed i suoi approdi.

https://www.facebook.com/ClassiCult/posts/2299971616790427?__xts__%5B0%5D=68.ARBtMZmNdNaykKx316iUeuLIpqkHNpKgi71dqOTPQoZmVPO-5c2gTmsZFuq2S9X-kCkgLptgbfLuJnc6egH7MItSGpCvQySJc-MslkJ0HINipCWth_H2uQpu8Tyzj1-5TJ4x_qkk4Pi_GMlTuS5GN9Ha7S6ltMLa6XwhRCZ-iGlVJ39MqpCdMxXu6cqqNJLqhdwhlgU7HTLLS6SobnQwcFjE0mbllbCQsZcNJGkGhWS6EPw94vGwC44PTw8SDj4WTRXLjIfVZnZ-2TYoYVBgmZL9yPXhtqjTYz-BB6biXoV-Ubtw3kCmX6nGCw8CBNdSzrk6XWzYegcBL7wXcZYO0woCb1l3nT452Ibhlmny83C7gIJVlETu9Y_GFApkpvtmssEklRdjM2MJwQLTdEIjF6yUlgCrBOKW0FGfus9G3DehB2lY0ms5ushJEL4ho3GBuiF4VXdHVAgicV3rSnU1&__tn__=-R

È possibile consultare il programma della manifestazione dal sito ufficiale.

Sardinia Archeo Festival

 

 

 

 

 

 


Regione Sicilia. Approvate le ultime proposte dell'Assessore Sebastiano Tusa

La Giunta regionale si è riunita stamane a Palazzo d'Orleans per la prima volta dopo la tragica scomparsa dell'assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa, avvenuta nell'incidente aereo di domenica scorsa in Etiopia. In apertura della seduta - presieduta dal vicepresidente Gaetano Armao, vista l'assenza del presidente Nello Musumeci, ancora convalescente dopo un piccolo intervento chirurgico - l'archeologo è stato ricordato con un commosso minuto di silenzio: al posto che l'assessore normalmente occupava nella sala Giunta un mazzo di fiori. Quindi il Governo regionale ha deciso di approvare proprio le ultime proposte avanzate da Sebastiano Tusa nelle scorse settimane.

Con la prima delibera è stato deciso di finanziare - con cinque milioni di euro del Patto per il Sud - sei interventi di risanamento e valorizzazione di alcuni edifici dell'Isola. In particolare, circa 2,6 milioni di euro verranno utilizzati per il Castello di Maredolce a Palermo (restauro dell'edificio del Complesso, realizzazione di una piazza nell'area antistante e sistemazione del Parco). Gli altri 2,4 milioni di euro sono destinati per il completamento del rifacimento e la manutenzione straordinaria delle coperture, il restauro delle superficie decorate e il trattamento dei soffitti del Duomo di Monreale.

Il governo Musumeci ha dato il via libera anche a due disegni di legge proposti in precedenza da Sebastiano Tusa che modificano la precedente normativa sul 'Consiglio regionale per i Beni culturali e paesaggistici' (Legge 80/1977) e sulla 'Istituzione del sistema dei Parchi archeologici in Sicilia' (Legge 20/2000).


conservazione dei beni culturali Università Ca' Foscari Istituto Italiano di Tecnologia

Da Venezia le tecnologie del futuro per conservare i beni culturali

BENI CULTURALI A RISCHIO: DA VENEZIA LE TECNOLOGIE DEL FUTURO PER CONSERVARE I BENI CULTURALI

SVILUPPATE DAL NUOVO CENTRO DELL’ISTITUTO ITALIANO DI TECNOLOGIA IN COLLABORAZIONE CON UNIVERISTÀ CA’ FOSCARI VENEZIA

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), in collaborazione con l’Università Ca’Foscari, apre a Venezia un nuovo centro del network nazionale IIT per lo sviluppo di nuove tecnologie e materiali nel campo della conservazione dei beni culturali

Le tecnologie sviluppate proteggeranno e assicureranno la conservazione digitale e fisica dei beni culturali del nostro Paese e del mondo, grazie ad intelligenza artificiale, machine learning e scienze dei materiali avanzate

Venezia 19 novembre 2018 – l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) inaugura oggi, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia, un nuovo centro IIT dedicato allo sviluppo di nuove tecnologie e materiali nel campo dello studio e della conservazione dei beni culturali. Il Centre for Cultural Heritage Technology ([email protected]’Foscari) si aggiunge al network nazionale dell’Istituto composto da 10 centri in Italia e due outstation all’estero (presso MIT e Università di Harvard in USA).

Fenomeni naturali e azione dell’uomo mettono a rischio i beni culturali, di cui l’Italia è tra i maggiori custodi. Venezia, emblema del patrimonio dell’umanità da proteggere, grazie a questo nuovo centro della rete IIT e alle competenze di Ca’ Foscari, diventa laboratorio per lo studio, l’analisi, la conservazione anche preventiva, e la protezione della ricchezza architettonica, artistica e archeologica conservata in Italia e nel mondo.

Il centro a regime sarà composto da oltre 20 unità di personale che comprendono amministrativi, studenti di dottorato, ricercatori post dottorato, personale tecnico e ricercatori senior (Principal Investigator) e inizierà l’attività di ricerca a partire da gennaio 2019, non appena si concluderanno le procedure, già in corso, di assunzione dello staff e il loro insediamento nei laboratori già allestiti presso l’Università Ca’Foscari.

L’attività scientifica di [email protected]’Foscari verrà pianificata in base ai bisogni reali di chi ogni giorno si impegna a conservare e restaurare il patrimonio artistico nazionale ed internazionale e si snoderà su diversi piani sfruttando le competenze acquisite dai team di ricerca IIT che lavorano nel campo delle scienze dei materiali, della computer vision, dell’intelligenza artificiale e del machine learning in un’ottica multidisciplinare.

Gli scienziati dei materiali coinvolti nelle attività del centro analizzeranno i materiali con cui i beni sono realizzati allo scopo di individuarne le caratteristiche e sviluppare adeguate strategie di conservazione e protezione da agenti naturali o artificiali. Verranno così creati, ad esempio, rivestimenti per la protezione da umidità, microorganismi, erosione del vento e areosol marini progettati per rispettare le caratteristiche chimico fisiche di tessuti, di opere in muratura, di affreschi, tele o sculture in modo che ogni trattamento sia sviluppato ad hoc in base alle caratteristiche dei materiali e ai fattori esterni a cui sono sottoposti, siano essi di tipo meteorologico o legati ad attività umane.

D’altra parte mediante tecniche di visione computerizzata e machine learning si potranno digitalizzare e rendere così indistruttibili e perenni beni culturali di ogni genere inserite nel loro contesto originale, per consentirne uno studio più articolato, la riproduzione o il restauro in seguito al loro danneggiamento, avvenuto per cause naturali – quali alluvioni, terremoti – o cause dovute all’intervento umano – quali atti di vandalismo o terrorismo e inquinamento. A tal fine si sperimenteranno nel centro nuove tecnologie – come sensori e dispositivi - mai usati nell’ambito della conservazione dei beni culturali e nuovi strumenti sempre più economici e compatti sviluppati ad hoc che possano essere anche integrati in dispositivi di uso comune come smartphone o tablet.

Il lavoro del [email protected]’Foscari sarà anche dedicato alla valorizzazione delle risorse artistiche, archeologiche e architettoniche del nostro Paese, e non solo, mediante l’utilizzo delle nuove tecnologie sviluppate in percorsi espositivi o museali per portare l’Intelligenza artificiale, la computer vision e le scienze dei materiali avanzati a beneficio della divulgazione in campo culturale.

La multidisciplinarietà sarà un elemento chiave del nuovo centro della rete IIT” afferma Arianna Traviglia la Coordinatrice di [email protected]’Foscari appena insediata “le persone che lavoreranno qui a Venezia combineranno i loro background differenti per ottenere risultati concreti che soddisfino le reali esigenze del nostro patrimonio culturale; potremo così vedere, ad esempio, sistemi automatizzati per lo studio  e l’analisi dei manufatti che si avvalgono di dispositivi robotici in grado di manipolare manufatti da digitalizzare o trattare. Un incontro fra tecnologie di frontiera e patrimonio culturale senza precedenti” conclude Traviglia.

Questo centro non poteva che nascere a Venezia, laboratorio naturale per gli studi sulla conservazione del patrimonio culturale, in sinergia con altre importanti iniziative come il Patto per Venezia che doterà le università Iuav e Ca' Foscari di strumentazioni scientifiche d’avanguardia – afferma Michele BugliesiRettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia - Abbiamo già scelto il Parco Scientifico come sede di alcune nostre attività, dalla Challenge School al Centro congiunto con Cmcc per lo studio dei cambiamenti climatici. E oggi questa nuova iniziativa in partnership con una istituzione di altissimo livello come l'IIT, che porta la nostra presenza al Vega a superare gli 800 studenti e i 60 ricercatori. Nella nostra agenda di ricerca abbiamo promosso strategie volte ad attivare attività scientifiche ad alto impatto e fra queste ci sono i due ambiti di cui si occuperà il centro: le tecnologie digitali e informatiche e le nanotecnologie la conservazione e il restauro del patrimonio culturale”.

Il nuovo centro IIT realizzato in collaborazione con Ca’ Foscari si aggiunge al nostro network nazionale di centri tematici che è cresciuto negli anni e si è rafforzato grazie alla collaborazione con enti e università di altissimo livello – dichiara Roberto CingolaniDirettore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia -. Il CCHT nasce con tutti gli strumenti per diventare un centro di rilevanza internazionale in grado di attrarre talenti da tutto il mondo. IIT e il suo network di centri ad oggi hanno attirato 30 vincitori di ERC - prestigioso finanziamento della comunità europea - depositato circa 700 domande di brevetto e fondato 18 nuove aziende. La grande competenza dell’Università Ca’ Foscari Venezia nell’area dei beni culturali e la grande professionalità della coordinatrice del centro Arianna Traviglia, appena selezionata da un panel internazionale di esperti, sono i due elementi fondamentali che, sono certo, determineranno il successo delle attività di ricerca del nuovo centro della rete IIT realizzato in collaborazione con l’Ateneo veneziano”.

conservazione dei beni culturali Università Ca' Foscari Istituto Italiano di TecnologiaTesto e immagini da Ufficio Comunicazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Ufficio Comunicazione Università Ca’ Foscari Venezia

 


Report Unione Nazionale Pro Loco d’Italia alla fine del 2017

Report UNPLI

Provincia di Cosenza

Ad Amantea, ridente cittadina del Tirreno cosentino, in un noto hotel di Campora San Giovanni, si è svolto un incontro indetto dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) provinciale per evidenziare lo stato dell’arte del sodalizio e per definire le prospettive future.

Alla presenza di delegati dell’associazione e di istituzioni di vario livello Antonello Grosso La Valle, presidente provinciale e consigliere nazionale dell’UNPLI, ha tracciato le linee guida ed ha esortato i politici presenti, su tutti il consigliere regionale Mauro D’Acri, ad un impegno mirato alla valorizzazione dei nostri paesi ricchi di storia, tradizioni e cultura, meritevoli di attenzione e di adeguato supporto.

L’impegno dell’UNPLI provinciale di Cosenza è quello di cooperare con la P.A., le Istituzioni Scolastiche e Religiose, con le associazioni di Volontariato, con il Terzo Settore, con le organizzazioni di categoria, con altri enti, con l’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, per la promozione e la valorizzazione dell'Italia, della Calabria e della Provincia di Cosenza, in campo sociale, turistico, culturale, ambientale, ecologico, naturalistico, paesaggistico, sportivo, nell’ambito della solidarietà, del volontariato e delle politiche giovanili. È necessario tener presente l’appeal del brand UNPLI / Pro Loco che cresce a livelli esponenziali considerando la presenza capillare e i tanti percorsi di cittadinanza attiva nei territori calabresi; la molteplicità delle iniziative culturali, sociali, turistiche, ambientali per la promozione e valorizzazione dell’immenso patrimonio materiale e immateriale; il percorso dedicato ai Borghi (2017 Anno dei Borghi); Anno internazionale del turismo sostenibile (2017) per lo sviluppo, per favorire l'ambiente e le economie in difficoltà; l’impegno costante per la valorizzazione delle risorse umane (progetti servizio civile, artisti: musica, arte, pittura, teatro, ecc…); il percorso dei Cammini; il percorso itinerari per l’ampliamento della offerta turistica; la volontà di partecipare e condividere il percorso di sinergie e di coesione attraverso lo scambio di idee/progetti, e un costante confronto per una maggiore conoscenza dei territori/comunità con la logica integrata (bottom up), innovativa nell’attuazione delle politiche di inclusione sociale, per lo sviluppo dell’economia sociale e per tutte le forme di Turismo (accessibile/sociale, scolastico, culturale, naturalistico, ecc…).

In particolare sono stati enunciati i seguenti obiettivi:

  • creazione di dipartimenti con il coinvolgimento di personalità anche esterne; - il coinvolgimento dei calabresi in Italia e all’Estero con la realizzazione di un osservatorio/dipartimento; - il recupero di economie dal basso anche con lo strumento delle tecnologie (crowdfunding, ecc..); - nuovo portale web; - partecipazione a meeting e fiere; - responsabilità sociale d’impresa; - convenzioni con le imprese per rafforzare le eccellenze dei territori; - guida dei territori; - circuito degli artisti locali / artigianato tipico.

Ha sottolineato, altresì, il presidente provinciale, la necessità del sostegno da parte della politica e dagli imprenditori attivi nel territorio per dare slancio, entusiasmo e motivazioni ai nostri centri e per renderli sempre più competitivi e aperti.

Nel corso dell’iniziativa sono stati, inoltre, consegnati attestati di merito a persone che si sono distinte nell’espletamento delle proprie funzioni.

Amantea (Cosenza), 30 dicembre 2017

SILVIO RUBENS VIVONE

Report UNPLI

Provincia di Cosenza


Prima fase programma salvataggio del patrimonio culturale attaccato dall'ISIS

TERMINATA PRIMA FASE DEL PROGRAMMA ITALO-IRACHENO PER LA SALVEZZA DEL PATRIMONIO CULTURALE ATTACCATO DA ISIS

Momento del corso di primo intervento sul patrimonio archeologico Erbil, Sito di Qalinji Agha
È terminata agli inizi di marzo la prima parte del programma “Sostegno all’azione istituzionale di protezione e recupero del patrimonio culturale iracheno”, finanziata al Segretariato Generale MIBACT e dal Ministero Affari Esteri/Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Momento del corso sui manufatti in pietra Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)
Presso l’Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH) di Erbil si è tenuta la cerimonia di chiusura dei due corsi di formazione “Monitoraggio e protezione del paesaggio archeologico: dal Remote Sensing alla Prospezione Archeologica” (Monitoring and Saving Archaeological Landscape: from Remote Sensing to Field Survey)  e “Attività di primo intervento e tecniche di conservazione del patrimonio archeologico” (First Aid and Conservation Techniques of Damaged Archaeological Sites), avviati il 15 gennaio 2017.
Momento delle lezioni sul rilevamento satellitare delle condizioni dei territori occupati da ISIS Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)

Momento delle lezioni sul rilevamento satellitare delle condizioni dei territori occupati da ISIS Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)
I due corsi, incentrati sul trasferimento tecnologico e di competenze (Remote Sensing; cartografia archeologica GIS-based; survey; conservazione dei materiali archeologici: pietra e mattone crudo) hanno coinvolto venti studenti iracheni e curdi per un totale di 420 ore di lezioni frontali e sul campo.
Momento del corso di primo intervento sul patrimonio archeologico Erbil, Sito di Tell Lashkar
Dal 2014 il MIBACT ha intrapreso, in collaborazione con l’UNESCO e con lo State Board of Antiquities and Heritage iracheno e in sinergia interistituzionale con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il monitoraggio satellitare dei danni inflitti da ISIS sul patrimonio culturale dei territori sotto occupazione. Nell’ambito di questa azione è stata realizzata la formazione di personale del Ministero della Cultura iracheno e della Regione Autonoma del Kurdistan all’uso di queste metodiche al fine di rendere gli uffici iracheni autonomi nell’applicazione di queste avanzate tecnologie.
Il programma, che si concluderà il prossimo ottobre, prosegue ora con missioni di restauratori italiani presso i laboratori di restauro del Museo Archeologico Nazionale di Baghdad per l’assistenza ai colleghi iracheni nei settori della conservazione del libro e materiale di archivio, di sculture archeologiche in pietra e di reperti antichi in avorio e metallo.
Consegna dei certificati di partecipazione ai tecnici iracheni e curdi Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)

Consegna dei certificati di partecipazione ai tecnici iracheni e curdi Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)

Foto di gruppo delle due classi di tecnici iracheni e curdi, Erbil, Iraqi Institute for the Conservation of Antiquities and Heritage (IICAH)
Roma, 10 marzo 2017
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Cafoscarina inventa Nasier Gel per pulire il patrimonio artistico

CAFOSCARINA INVENTA IL ‘NANOGEL’

PER PULIRE IL PATRIMONIO ARTISTICO

Da un’idea avuta a lezione, Irene Scarpa ha sviluppato in laboratorio e brevettato un nuovo prodotto per la pulitura enzimatica. Testato alle Terme di Caracalla, è già richiesto dai restauratori

Credit: Andrea Avezzù / Ca' Foscari
Credit: Andrea Avezzù / Ca' Foscari

VENEZIA –  Da studentessa cafoscarina a inventrice, il passo è stato breve. Affascinata da una lezione sull'efficacia della biopulitura della pietra, ma delusa dalla scarsa applicabilità della tecnica sul patrimonio artistico, la ventinovenne veneziana Irene Scarpa, durante gli studi all'Università Ca’ Foscari Venezia ha pensato che una soluzione ci doveva essere. L’ha trovata nella sinergia tra sistemi biologici e nanoparticelle inorganiche, sviluppando un prodotto che è stato brevettato e darà vita presto a uno spin-off universitario.

 Statue, facciate in pietra, monumenti esposti alle intemperie sono terreno fertile per i microorganismi responsabili del proliferare di licheni e della caratteristica patina biologica, nera o verdastra, che spesso li ricopre. Per pulire il prezioso patrimonio artistico italiano di solito si utilizzano prodotti chimici tossici o prodotti enzimatici costosi e laboriosi da applicare.

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Un approccio diverso alla conservazione dei beni aventi rilevanza storica

31 Marzo 2016
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Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of the American Planning Association, esplora la relazione tra pianificazione urbana e conservazione dei beni culturali.
Lo studio esplora la crescente preoccupazione che la conservazione dei beni culturali sia diventato un problema di élite, evidenziando come questi processi non riescano a coinvolgere le minoranze svantaggiate.
Un approccio differente è però possibile, ma deve partire da una collaborazione tra gli esperti dei due campi, che superi i tradizionali sforzi di conservazione e che presti attenzione ai valori intangibili dei diversi gruppi sociali ed etnici.
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24ª Edizione delle Giornate FAI di primavera

24ª EDIZIONE DELLE GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
900 beni culturali aperti straordinariamente il 19 e 20 marzo 2016
Scopri i luoghi aperti in tutta Italia e iscriviti al FAI per saltare le code e avere ingressi esclusivi.

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Oltre 900 visite straordinarie a contributo libero in 380 località in tutte le regioni d’Italia: è il più importante evento di piazza dedicato ai beni culturali, una grande festa che si svolge fuori e dentro di noi. Fuori ci sono i luoghi dove darsi appuntamento per “riconoscersi” e vivere la gioia della cultura, tutti insieme in una serena atmosfera di condivisione. Dentro ci siamo noi, con le nostre storie e con la nostra curiosità a personalizzare ciò che vediamo.
Molte cose non sono le stesse, nei due giorni di aperture eccezionali organizzate dal FAI: gli italiani non si innervosiscono mentre sono in coda in attesa di visitare un luogo, ma ne approfittano per confrontarsi e condividere esperienze; gli adulti non sono coloro che trascinano i giovani, ma al contrario sono i giovani, volontari e Apprendisti Ciceroni del FAI, a guidare gli adulti, accompagnandoli nelle visite e raccontandone le storie. E tanti luoghi si trasformano: da chiusi e invisibili ora si aprono, da ignoti diventano  noti e anche quelli che fanno parte della vita di tutti i giorni (stazioni ferroviarie, fabbriche, porti) vengono raccontati e si svelano ricchi di sorprese.
Per il secondo anno consecutivo le Giornate di Primavera chiudono la settimana di raccolta fondi dedicata dalla Rai ai beni culturali in collaborazione con il FAI. Dal 14 al 20 marzo infatti la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano la varietà, la bellezza e l’unicità del nostro patrimonio: una maratona televisiva a sostegno del FAI, per conoscere e amare l’Italia ma soprattutto per promuovere attivamente la partecipazione. Tutti potranno essere protagonisti del grande progetto Insieme cambiamo l’Italia. Ricordiamocelo! inviando un sms o chiamando il 45599. Una settimana in cui ogni giorno ci sarà un motivo in più per sentirsi orgogliosi di essere italiani. Con il Patrocinio di Rai - Segretariato Sociale.

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300 milioni di euro per 241 interventi per il Patrimonio Culturale

FRANCESCHINI, ALTRI 300 MILIONI PER IL PATRIMONIO CULTURALE. APPROVATO PROGRAMMA TRIENNALE DEGLI INTERVENTI DEL FONDO PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO
"241 interventi in tutta Italia che tengono conto delle esigenze dei territori e che contribuiranno a rilanciare l'economia"

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Dopo i 360 milioni per il Sud, arrivano altri 300 milioni di euro per la tutela del patrimonio culturale. Il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini ha approvato il programma triennale degli investimenti per il patrimonio che contiene 241 interventi in tutta Italia. Risorse nuove e immediatamente disponibili, che hanno già avuto il via libera del Consiglio superiore dei beni culturali, tengono conto delle esigenze e delle segnalazioni venute dai territori e contribuiranno al rilancio dell'economia.
“Si tratta di un investimento di 300 milioni di euro per 241 interventi in tutta Italia – dichiara il Ministro Franceschini - che conferma quanto la cultura sia tornata al centro della politica nazionale. Dall'arte all'archeologia, dalle biblioteche agli archivi, dai musei alle eccellenze del restauro, non c'è settore dei beni culturali che non stia ricevendo un impulso significativo in termini economici e politici da questo governo”.
I 300 milioni di euro - che integrano i circa 360 milioni del Pon Cultura destinati agli interventi di tutela nelle 5 regioni del Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) - serviranno anche a rafforzare i sistemi e le misure di sicurezza dei musei italiani e a cofinanziare i progetti che si avvarranno dell'ArtBonus. Parte rilevante del programma sono infatti i 50 milioni per i sistemi di allarme e videosorveglianza dei luoghi della cultura nazionali e i 45 milioni per il cofinanziamento dei progetti che si avvalgono del credito d'imposta del 65% previsto dall'Art Bonus.
Altrettanto importanti gli interventi segnalati dagli uffici territoriali e dagli Istituti autonomi del MiBACT tra i quali ad esempio: i 13 milioni per il restauro della Domus Aurea, i 1,5 milioni per il recupero del Teatro Valle e i 5,4 milioni per il rilancio di Palazzo Venezia a Roma; i 700 mila euro per il recupero degli affreschi della cripta della Cattedrale di Matera; il milione di euro per la messa in sicurezza dello sperone della Chiesa di S. Pietro a Roccascalegna in provincia dell’Aquila; lo stanziamento di 1.050.000 di euro per l’ampliamento della Galleria Nazionale di Cosenza; i 2.430.000 euro per il restauro del Museo di San Martino a Napoli; la climatizzazione della Pinacoteca di Ferrara per 970.00 euro;  gli 1,15 milioni per il Museo del Cenacolo Vinciano a Milano; i 3 milioni di euro per il restauro delle mura di Palmanova; gli interventi post sisma al Palazzo Ducale di Mantova per 1,5 milioni di euro; gli oltre 2 milioni per il restauro della cinta muraria di Siena; gli oltre 3,5 milioni di euro per la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; i circa 1,2 milioni di euro per il Parco e il Museo del Castello di Miramare a Trieste; i 2,1 milioni di euro per il restauro della Certosa di Calci a Pisa; gli oltre 6 milioni per Venezia.
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