Recuperati reperti provenienti dalle Catacombe di San Callisto e di Domitilla

RECUPERATI REPERTI PROVENIENTI DALLE CATACOMBE ROMANE DI SAN CALLISTO E DOMITILLA

Giovedì 2 dicembre 2021, ore 11.00, presso il “Casale della Torretta”, comprensorio delle Catacombe di S. Callisto, Via Appia Antica, 110.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla Oggi 2 dicembre 2021, alle ore 11.00, presso il casale detto della Torretta nel comprensorio delle catacombe di S. Callisto (Roma, Via Appia antica, 110), la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra (PCAS) si è data comunicazione del recupero, da parte del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) – Sezione Archeologia, di un piccolo ma significativo gruppo di reperti scultorei antichi, iscrizioni e frammenti di sarcofagi, provenienti dalle catacombe romane di S.Callisto e di Domitilla.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla

Per la PCAS erano presenti il Presidente, Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Gianfranco Ravasi, il Segretario, Rev.do Mons. Pasquale Iacobone, il Sovrintendente Archeologico delle Catacombe, Prof. Fabrizio Bisconti, ed alcuni loro collaboratori. Per il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale era presente il Comandante, Generale di Brigata Roberto Riccardi, insieme ai Carabinieri specializzati della Sezione Archeologia. La presentazione darà l’opportunità al Cardinale Ravasi di ringraziare personalmente il Comando TPC non solo per i recenti recuperi, ma anche per tutta la lunga e fruttuosa collaborazione tra il Comando e la PCAS.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla

Dopo gli indirizzi di saluto e di ringraziamento dei partecipanti, vi è stata una breve illustrazione dei reperti oggetto di restituzione alla PCAS e quindi, in piccoli gruppi secondo le modalità prescritte dalla situazione sanitaria, una visita del Museo allestito nel Casale, nel quale una sezione è dedicata proprio ai reperti recuperati nel corso degli anni dalle attività dei Carabinieri e di altre forze di polizia.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla

Testo dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla
Recuperati reperti provenienti dalle Catacombe di San Callisto e di Domitilla

Nell’ambito dei controlli antiquari che vengono periodicamente svolti dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) e del monitoraggio delle compravendite di antichità attraverso le case d’asta nazionali e internazionali, sono stati individuati e acquisiti, nel mese di maggio del 2020, alcuni reperti archeologici che erano stati lasciati in conto vendita a un operatore del settore, potenziale provento di ricettazione.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla

Tra questi reperti vi era una piccola epigrafe in marmo, spezzata in due frammenti che, a seguito dello studio di un archeologo, risultava identica a un’analoga iscrizione proveniente dalle Catacombe romane di Santa Domitilla e pubblicata sul catalogo online della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra che le sovraintende.

Benché dal controllo nella “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando TPC, non risultasse alcuna denuncia specifica di furto, a seguito di un sopralluogo congiunto con gli Ispettori delle catacombe si è potuto constatare che, effettivamente, in data imprecisata, erano state sottratte le seguenti epigrafi:

  • Iscrizione funeraria con epitaffio del piccolo Marcianus pubblicata in “Inscriptiones Cristianae Urbis Romae di Angelo Silvagni e Angelo Ferrua”, III volume, n. 7697. L’epigrafe era collocata nella galleria N1 del piano inferiore della catacomba di Domitilla.

 

  • Frammento di alzata di sarcofago decorato con cavalli marini e parte di tabula inscriptionis del defunto pubblicata in ICVR, Volume III, n. 8061. Tale frammento era collocato nella galleria G2 del piano superiore della Catacomba di Domitilla.

  • Frammento di sarcofago romano in marmo, raffigurante un personaggio femminile stante di profilo, musa, pubblicata nei volumi Max Wegner sui sarcofagi romani con le rappresentazioni di muse.

Il frammento, proveniente dalle Catacombe di San Callisto, venne denunciato come asportato il 13 luglio 1982 unitamente ad altri reperti.

L’opera è stata recuperata da personale del Reparto Operativo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma il 12 febbraio 2019 a Londra presso una casa d’aste nel contesto di una procedura penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

Frammento di sarcofago romano raffigurante “Talia”, musa della commedia, altezza 46 cm, II secolo d.C.

EPITAFFIO DI MARCIANO

hic infans qui hic positus est no
mine Marcianus vixit ann(is) VII dieb(us)
XLIIII hor(is) noctis IIII
extinctum puerum crudeli funere plango
occidit infelix spes artis maxima flave
cuius per occasu(m) perit palestre(m) voluptas
cuius et ipse dolens immitem defleo sortem
Felicio et Ammias filio
innocentissimo

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

recuperati reperti catacombe romane di San Callisto e Domitilla


Carabinieri 11 mila reperti archeologici scavi clandestini

I Carabinieri TPC restituiscono oltre 11 mila reperti archeologici

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono allo Stato oltre 11 mila reperti archeologici provento di scavi clandestini

I Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Palermo, in collaborazione con la dipendente Sezione di Siracusa e il Comando Compagnia Carabinieri di Santo Stefano di Camastra, hanno sequestrato oltre 11 mila reperti archeologici provento di scavi clandestini.

Carabinieri 11 mila reperti archeologici scavi clandestiniL’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti e ha origine da una segnalazione pervenuta alla Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Messina su scavi clandestini avvenuti all’interno dell’area archeologica di “Halaesa Arconidea” nel territorio di Tusa (ME), sito risalente al 403 a.C.

Grazie agli immediati riscontri positivi ottenuti dal Nucleo TPC di Palermo, l’Autorità Giudiziaria ha emesso un decreto di perquisizione, la cui esecuzione ha permesso di sequestrare in due diverse abitazioni, a Caronia (ME) e a Siracusa, oltre 11.000 reperti archeologici costituiti da lucerne, pesi da telaio, testine, oscilla, tessere di mosaico, elementi in pasta vitrea, elementi in bronzo, frammenti ceramici di varia tipologia e risalenti a varie epoche (arcaica, a vernice nera, rosa, di età medioevale), corredati da “pizzini” con l’indicazione dei siti archeologici siciliani di provenienza, tra cui Himera, Morgantina e Megara Hyblea. È stata emessa una denuncia per ricerche archeologiche non autorizzate e impossessamento di beni culturali appartenenti allo Stato, reati previsti dal “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

Carabinieri 11 mila reperti archeologici scavi clandestini

Questo recupero è il prodotto della mirata e costante attività di controllo e di monitoraggio dei siti archeologici siciliani svolta dal Comando TPC, in sinergia con i Comandi dell’Arma territoriale e gli Enti regionali di tutela, finalizzata anche all’individuazione di raccolte amatoriali non autorizzate dalle Autorità competenti, che causano danni irreparabili e permanenti nelle aree archeologiche.

L’operazione costituisce un importante segno della presenza dello Stato nella prevenzione e nella repressione dei reati contro il patrimonio culturale.

Testo, video e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Carabinieri Messico tre reperti archeologici

I Carabinieri TPC restituiscono al Messico tre reperti archeologici

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono al Messico tre reperti archeologici illecitamente trafugati

Carabinieri Messico tre reperti archeologici
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono al Messico tre reperti archeologici illecitamente trafugati

Questa mattina, 29 ottobre 2021, presso l’Ambasciata degli Stati Uniti Messicani a Roma, un vaso globulare di origine preispanica (300 a.C.–600 d.C.) e due testine fittili antropomorfe della cultura di Teotihuacan risalenti al periodo Classico (250-600 d.C.) sono stati restituiti dal Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC), Gen. B. Roberto Riccardi, all’Ambasciatore S.E. Carlos Garcìa de Alba, alla presenza del Ministro degli Esteri, On. Marcelo Ebrard, in qualità di testimone d’onore.

Carabinieri Messico tre reperti archeologici
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono al Messico tre reperti archeologici illecitamente trafugati

I reperti, ritenuti patrimonio storico della Nazione messicana, sono stati recuperati dai militari del Nucleo TPC di Torino e di Ancona. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino e condotte dai due Nuclei tra il 2020 e il 2021, hanno accertato l’esportazione illecita dal territorio degli Stati Uniti del Messico.

Carabinieri Messico tre reperti archeologici
I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono al Messico tre reperti archeologici illecitamente trafugati: un vaso globulare e due testine fittili

Il recupero è stato possibile, per le due testine fittili, grazie alle attività di controllo e di monitoraggio dell’e-commerce che i militari del Reparto specializzato dell’Arma dei Carabinieri svolgono quotidianamente; il vaso globulare è stato recuperato in seguito ad attività investigative finalizzate al contrasto della commercializzazione illecita di opere d’arte, per cui una persona è stata deferita in stato di libertà al Tribunale di Torino non avendo fornito alcuna documentazione sulla provenienza e l’acquisto.

I Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale restituiscono al Messico tre reperti archeologici illecitamente trafugati

Testo e foto dall’Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale


Scansano: Carabinieri TPC restituiscono terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia

Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dopo 49 anni dal furto, restituisce alla Comunità di Scansano (GR) ed alla chiesa di San Giovanni Battista, una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia.

Il 5 settembre 2020, alle ore 11, alla presenza del Vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello (GR), Mons. Giovanni Roncari e del Sindaco di Scansano, Francesco Marchi, il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) di Roma, ha restituito alla comunità scansanese un’importantissima terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia, trafugata la notte del 9 agosto del 1971 dalla chiesa di San Giovanni Battista.

terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia Scansano chiesa di San Giovanni Battista

Erano gli anni del cosiddetto “grande saccheggio” in cui beni d’arte, in particolar modo della Chiesa, e i reperti archeologici venivano trafugati in numero elevatissimo dall’Italia e, quelli di maggiore rilevanza come la terracotta della chiesa di San Giovanni Battista, esportati illecitamente. Tale situazione, diffusa o con ripercussioni anche all’estero, portò la Comunità internazionale, al termine di un lungo e complesso processo di elaborazione, a sottoscrivere la Convenzione UNESCO del 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà di beni culturali, primo strumento internazionale dedicato alla lotta al traffico illecito di beni culturali in tempo di pace.

Ed è in questo contesto storico che, il giorno seguente al furto, l’allora Parroco, Don Francesco Mascalzi, denunciò il grave fatto alla locale Stazione Carabinieri, producendo la fotografia del bassorilievo asportato, tratta dalla pagina n. 73 del libro, a cura di C.A. Nicolosi, “La montagna Maremmana” stampato dalle Arti Grafiche di Bergamo. Tale immagine si rivelò fondamentale per la prosecuzione delle indagini: infatti, venne acquisita dai Carabinieri dell’allora Nucleo Tutela Patrimonio Artistico di Roma che la pubblicarono sul primo numero del Bollettino delle opere da ricercare, edito dal Comando Generale dell’Arma, all’epoca strumento pressoché unico per informare, anche a livello internazionale, della sottrazione dei beni più importanti. Negli anni ‘80, con lo sviluppo delle prime tecnologie in campo informatico, l’immagine del bene fu inserita nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti gestita dal TPC.

Nel 2013 i militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze accertarono che la terracotta, dopo essere stata venduta nel 2011 presso una nota casa d’aste di Londra, era confluita nelle collezioni di un canadese che l’aveva acquistata in buona fede, per la somma di 340.000 dollari, da una galleria d’arte statunitense. L’opera venduta era, senza ombra di dubbio, quella asportata da Scansano: la comparazione fotografica tra l’immagine presente nel catalogo di vendita e quella trafugata inserita in Banca dati, permetteva di accertare oltre all’identica corrispondenza iconografica, la presenza di contrassegni identificativi univoci (al pari delle impronte digitali) quali la sbeccatura del naso del Bambino, la mancanza di forma triangolare nel mantello sopra al gomito del braccio destro della Vergine e diverse cadute dello smalto su tutta la superficie.

Nel marzo del 2016, personale del TPC avviava con il collezionista canadese le prime trattative extragiudiziali finalizzate alla restituzione dell’opera mediante l’intermediazione dell’Ambasciata italiana in Canada e dell’Ufficiale dei Carabinieri impiegato, quale Esperto per la Sicurezza presso quella Rappresentanza, che organizzava un primo incontro a Londra.

Nel gennaio 2018, il Nucleo fiorentino presentava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca un’informativa di reato per esportazione illecita della scultura a carico di ignoti che permetteva di ottenere, il 27 febbraio successivo, dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lucca, la confisca della stessa con successiva emissione di Commissione Rogatoria Internazionale. Contemporaneamente, essendo emerse difficoltà di natura giuridica in ordine all’accettazione della rogatoria da parte della controparte canadese, venivano intraprese molteplici attività di mediazione extragiudiziale tra gli eredi del collezionista, personale del Comando TPC e funzionari della Rappresentanza diplomatica italiana in Canada, culminate con la decisione dei possessori dell’opera di restituirla all’Italia.

Rimpatriata dai Carabinieri del Nucleo di Firenze l’8 aprile 2019, in attesa del perfezionamento delle misure di sicurezza necessarie per la ricollocazione del bene nella sua sede originaria, la scultura veniva esposta dal 3 maggio al 14 luglio 2019 al Palazzo del Quirinale in occasione della mostra, inaugurata dal Presidente Repubblica, intitolata “L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia” realizzata in occasione del 50° anniversario dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.

Firenze, 5 settembre 2020

Testo e foto dall'Ufficio Stampa Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale


Grazie ai Carabinieri torna in Iraq una statuina di "Dea Madre"

Nella giornata odierna ha avuto luogo presso il Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo a Roma a un'importante cerimonia di restituzione all'ambasciatrice irachena Safia Taleb Al-Souhail di una statuina mesopotamica del 4500 a.C., una figura femminile steatopigia, di quelle popolarmente dette "Venere" o "Dea Madre". L'evento è stato condotto alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del Generale Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Carabinieri Iraq Dea madre

Il recupero, infatti, è stato possibile proprio grazie all'intervento dei Carabinieri, come anche ricordato dallo stesso Franceschini durante l'incontro. Si tratta, ha detto il Ministro, di “un’altra importante prova di collaborazione e dell’eccellente lavoro svolto dal  Comando Carabinieri TPC di cui dobbiamo essere orgogliosi.”

Carabinieri Iraq Dea madre

Il reperto è stato individuato dai Carabinieri durante il controllo giornaliero di una piattaforma commerciale online, la cui foto era corredata da dicitura che la qualificavano come statua "da museo", di provenienza mediorientale e avente 7000 anni. Dopo le prime valutazioni e gli accertamenti preliminari che ne hanno subito riconosciuto il pregio e la somiglianza con altre rappresentazioni mesopotamiche della cosiddetta "Dea Madre", i Carabinieri del TPC hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine un decreto di perquisizione e sequestro del bene culturale.

La statuetta è stata poi sottoposta a una valutazione approfondita da parte del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine, che ha confermato l'origine mesopotamica del reperto e l'appartenenza alla cultura di Halaf, rendendo possibile la datazione in un periodo compreso tra il 5900 e il 5100 a.C.
Si è trattato, quindi, di un caso di esportazione illegale di un bene culturale al di fuori dell'Iraq, segnalata dai Carabinieri alle autorità irachene, che hanno riconosciuto nel reperto un esempio del proprio patrimonio culturale e ne hanno richiesto la restituzione.

L’Ambasciatrice Safia Taleb Al-Souhail, quindi, ha espresso un ringraziamento sentito a tutte le Istituzioni, tra cui Ministero degli Esteri, Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e in particolar modo al Comando TPC Carabinieri per il ruolo avuto nel ritrovamento di molti reperti archeologici iracheni, oltre quello della statua della cosiddetta "Dea Madre".

Il Ministro Franceschini ha così commentato l'incontro per la restituzione dell'opera: “È una giornata significativa che rafforza la storica collaborazione tra l’Italia e l’Iraq in materia di tutela e protezione del patrimonio culturale e che avremo modo ulteriormente di intensificare con la firma del Memorandum sulla cooperazione culturale e sul contrasto al traffico illecito dei beni culturali a cui stiamo lavorando e che vogliamo allargare ai settori della contemporaneità e allo scambio tra artisti e nuove generazioni di studiosi. L’Italia e l’Iraq hanno un grande passato comune e un grande futuro”.

 

Foto dall'Ufficio Stampa Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo


traffico illegale Ca' Foscari

Traffico illegale di beni culturali: a Ca' Foscari focus su Italia e Vicino Oriente

TRAFFICO ILLEGALE DI BENI CULTURALI

A CA’ FOSCARI FOCUS SU ITALIA E VICINO ORIENTE

Lunedì 9 dicembre dalle 9 in Aula Baratto convegno su saccheggio, furto, traffico illegale, esportazione clandestina di oggetti archeologici e artistici

traffico illegale Ca' FoscariVENEZIA – Il saccheggio, il furto, il traffico illegale, l’esportazione clandestina di beni culturali sono fenomeni che colpiscono tutti i paesi ricchi di giacimenti storico-artistici, Italia compresa, che nei secoli ha visto il proprio patrimonio culturale lentamente e inesorabilmente saccheggiato, arricchendo collezioni pubbliche e private in tutto il mondo. La tematica sarà affrontata coinvolgendo studiosi, esperti, forze dell’ordine e l’Unesco in “Patrimonio sottratto / Stolen heritage”, giornata di approfondimento organizzata nell’Aula Baratto dell’Università Ca’ Foscari Venezia lunedì 9 dicembre dalle 9 alle 17.

Promosso dal Dipartimento di Studi Umanistici di Ca’ Foscari e dal Center for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia, nell’ambito del progetto NETCHER, finanziato dal programma HORIZON 2020 dell’UE, il convegno guarderà alla tematica del saccheggio, distruzione e traffico illegale di oggetti archeologici e artistici attraverso prospettive multiformi: dopo un inquadramento normativo a livello internazionale e nazionale, la giornata si svolgerà analizzando e presentando casi di crimini ai danni del Patrimonio Culturale, prima secondo una prospettiva Italiana, quindi dalla prospettiva delle aree del Vicino Oriente più fortemente danneggiate. Concluderanno la giornata una serie di interventi che presenteranno alcune iniziative di studio, monitoraggio e contrasto ai crimini culturali.

Il progetto NETCHER – NETwork and digital platform for Cultural Heritage Enhancing and Rebuilding - ha l’obiettivo di mettere in connessione attraverso un network di scala europea enti, istituzioni, associazioni e singoli coinvolti nella salvaguardia del Patrimonio Culturale. NETCHER comprende sette entità Europee e diversi third parties: in Italia l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il Center of Cultural Heritage Technologies dell’Istituto Italiano di Tecnologia e Science Gallery della Fondazione Ca’ Foscari, in Francia il Centre National de la Recherque Scientifique, con l’istituto HiSoMa dell’Università di Lione2, l’École National Supérieure de la Police e Capital High Tech, in Belgio Michael Culture Association, in Spagna Interats e in Germania il Deutsches Archäologische Institut.

NETCHER mira ad armonizzare e coordinare varie iniziative di contrasto al traffico di beni culturali attraverso un approccio partecipativo che porterà alla creazione di un network formato da organizzazioni internazionali, governi nazionali, ricercatori, legislatori, organizzazioni non governative, così come fondazioni pubbliche e private. Questo progetto è il passo iniziale verso una efficiente, internazionale e multidisciplinare lotta contro il traffico e il saccheggio di Beni Culturali e per future azioni a livello europeo.

Questo progetto ha ricevuto il finanziamento dal programma ricerca e innovazione Horizon 2020 dell'Unione Europea con il grant agreement no. 822585.

Programma

9:00-9:15 – Registrazione ospiti

 

9:15-9:30 – Saluti istituzionali

 

9:30-10:30 – Il Quadro legislativo nazionale e internazionale

  • Edouard Planche – UNESCO Head of Culture Unit - "The UNESCO International Conventions for the Protection of Cultural Heritage in Emergency Situation"
  • Marina Schneider – Senior Legal Officer & Treaty Depositary UNIDROIT - "L’impatto della Convenzione UNIDROIT del 1995 e la sua influenza sul mercato delle antichitá"
  • Lauso Zagato – Docente di Diritto internazionale ed europeo dei Beni Culturali Ca’ Foscari - "Il contributo di UE e CoE alla lotta contro il traffico illecito di beni culturali: recenti sviluppi"

 

10:30-11:00 – Pausa

 

11:00-12:00 – Il saccheggio e il traffico di Beni Culturali sul territorio italiano

  • Ten. Col. Christian Costantini – Tenente Colonnello Carabinieri Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia - "Il compito del Comando Tutela Patrimonio Culturale di Venezia"
  • Daniela Rizzo, Maurizio Pellegrini – Già funzionari archeologi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell'Etruria Meridionale - "Il Patrimonio archeologico italiano all'estero tra accordi, dispute e indifferenza"
  • Simonetta Bonomi – Direttore Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli-Venezia Giulia - "Alcuni casi italiani di furti e recuperi di Beni Archeologici"

 

12:00-12:30 – Discussioni e domande

 

12:30-14:00 – Pausa

1

4:00-15:00 – Il saccheggio, la distruzione e il traffico di Beni Culturali nel Vicino Oriente

  • Michela De Bernardin - Ricercatrice e co-direttrice The Journal of Cultural Heritage Crime - "Guerra e saccheggio: mercato lecito e illecito dei ritratti funerari palmireni"
  • Samuel Hardy – Post-Doctoral Research Fellow in Cultural Heritage and Conflicts, Norwegian Institute in Rome (DniR), University of Oslo (UiO) - "Il Crimine Organizzato per il Traffico di Beni Culturali in Turchia"
  • Deodato Tapete, Francesca Cigna – Ricercatori Agenzia Spaziale Italiana - "Le tecnologie satellitari per il monitoraggio dei siti archeologici a rischio"

 

15:00-15:30 – Pausa

 

15:30-16:30 – Il Contrasto al saccheggio e traffico di Beni Culturali: prospettive multidisciplinari

  • Marianne Moedlinger – Ricercatrice European Association of Archaeologists - "‘EAA Community on the Illicit Trade in Cultural Material’: funzione, attivitá e responsabilitá"
  • Serena Epifani – Direttrice The Journal of Cultural Heritage Crime - "L'informazione come strumento di contrasto ai crimini contro il patrimonio culturale"
  • Arianna Traviglia – Coordinatrice CCHT-IIT – “NETCHER, un progetto di interconnessione multidisciplinare per la salvaguardia, il monitoraggio e la ricostruzione del Patrimonio Culturale a rischio”

 

16:30-17:00 – Discussioni, domande e saluti

 

Testo dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia