Nella giornata odierna ha avuto luogo presso il Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo a Roma a un’importante cerimonia di restituzione all’ambasciatrice irachena Safia Taleb Al-Souhail di una statuina mesopotamica del 4500 a.C., una figura femminile steatopigia, di quelle popolarmente dette “Venere” o “Dea Madre”. L’evento è stato condotto alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del Generale Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Carabinieri Iraq Dea madre

Il recupero, infatti, è stato possibile proprio grazie all’intervento dei Carabinieri, come anche ricordato dallo stesso Franceschini durante l’incontro. Si tratta, ha detto il Ministro, di “un’altra importante prova di collaborazione e dell’eccellente lavoro svolto dal  Comando Carabinieri TPC di cui dobbiamo essere orgogliosi.”

Carabinieri Iraq Dea madre

Il reperto è stato individuato dai Carabinieri durante il controllo giornaliero di una piattaforma commerciale online, la cui foto era corredata da dicitura che la qualificavano come statua “da museo“, di provenienza mediorientale e avente 7000 anni. Dopo le prime valutazioni e gli accertamenti preliminari che ne hanno subito riconosciuto il pregio e la somiglianza con altre rappresentazioni mesopotamiche della cosiddetta “Dea Madre”, i Carabinieri del TPC hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine un decreto di perquisizione e sequestro del bene culturale.

La statuetta è stata poi sottoposta a una valutazione approfondita da parte del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine, che ha confermato l’origine mesopotamica del reperto e l’appartenenza alla cultura di Halaf, rendendo possibile la datazione in un periodo compreso tra il 5900 e il 5100 a.C.
Si è trattato, quindi, di un caso di esportazione illegale di un bene culturale al di fuori dell’Iraq, segnalata dai Carabinieri alle autorità irachene, che hanno riconosciuto nel reperto un esempio del proprio patrimonio culturale e ne hanno richiesto la restituzione.

L’Ambasciatrice Safia Taleb Al-Souhail, quindi, ha espresso un ringraziamento sentito a tutte le Istituzioni, tra cui Ministero degli Esteri, Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e in particolar modo al Comando TPC Carabinieri per il ruolo avuto nel ritrovamento di molti reperti archeologici iracheni, oltre quello della statua della cosiddetta “Dea Madre”.

Il Ministro Franceschini ha così commentato l’incontro per la restituzione dell’opera: “È una giornata significativa che rafforza la storica collaborazione tra l’Italia e l’Iraq in materia di tutela e protezione del patrimonio culturale e che avremo modo ulteriormente di intensificare con la firma del Memorandum sulla cooperazione culturale e sul contrasto al traffico illecito dei beni culturali a cui stiamo lavorando e che vogliamo allargare ai settori della contemporaneità e allo scambio tra artisti e nuove generazioni di studiosi. L’Italia e l’Iraq hanno un grande passato comune e un grande futuro”.

 

Foto dall’Ufficio Stampa Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo