espositivi 2021 Bargello Dante

Progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello - 700 anni dalla morte di Dante Alighieri

Il 23 settembre alle ore 10:00, nel Salone di Donatello del Museo Nazionale del Bargello, sono stati anticipati alla stampa, alla presenza del ministro dell’Università e della Ricerca, professor Gaetano Manfredi, i progetti espositivi organizzati per il 2021 dai Musei del Bargello, in occasione delle celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri.

Oltre al Ministro sono intervenuti: Tommaso Sacchi, assessore alla cultura del Comune di Firenze; Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; Lugi Dei, Rettore dell’Università di Firenze; Andrea Mazzucchi, ordinario di Filologia dantesca e membro del Comitato nazionale per le celebrazioni dantesche del 2021; e Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello che ha moderato gli interventi dei relatori e presentato i curatori delle mostre programmate per il prossimo anno.

In occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri, i Musei del Bargello e l’Università di Firenze stanno lavorando alla realizzazione di una prima mostra dedicata alla ricostruzione del rapporto tra Dante e Firenze nei decenni immediatamente successivi alla sua morte, presentandone gli attori, le iniziative, i luoghi, e i temi.

Nell’autunno del 2018 è stata, infatti, avviata una collaborazione istituzionale sottoscritta tra i Musei del Bargello e due dipartimenti dell’ateneo fiorentino, il DILEF (Dipartimento di Lettere e Filosofia) e il SAGAS (Dipartimento di Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo), che ha portato nell’ultimo biennio a frequenti incontri tra professionalità del mondo museale e della ricerca, instaurando un serrato dialogo con esperti in ambito nazionale e internazionale, tra le istituzioni che hanno concesso i prestiti.

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Laurenziana e la Biblioteca Riccardiana sono tra gli enti promotori della mostra e hanno contribuito in maniera determinante, concedendo in prestito un nucleo significavo di manoscritti. L’Accademia della Crusca e l’Opificio delle Pietre Dure sono stati interlocutori istituzionali fondamentali nell’articolazione del progetto scientifico.

La mostra, dal titolo «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante, si svolgerà dal 23 marzo al 25 luglio 2021, e sarà curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis dell’Università di Firenze, con un comitato scientifico di esperti filologi e di storici dell’arte, composto da Andrea De Marchi, Giovanna Frosini, Andrea Mazzucchi, Marco Petoletti, e Stefano Zamponi.

Il Museo Nazionale del Bargello è punto di partenza imprescindibile per la ricostruzione del rapporto tra Dante e la sua città dopo la condanna e la morte in esilio. Al suo interno, infatti, si trova l’affresco che testimonia la sorprendente inclusione del Poeta tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Il dipinto è stato realizzato nel 1337 dagli allievi e collaboratori di Giotto di Bondone e si trova nella Cappella del Podestà, luogo simbolo del connubio tra la giustizia degli uomini e quella divina. Si tratta di una scelta di rilievo pubblico, punto di arrivo della riappacificazione tra Firenze e il suo illustre figlio, con la quale comincia un processo di ricostruzione e invenzione della memoria. Le pitture della cappella, ma anche gli altri affreschi trecenteschi del Palazzo, costituiranno parte della mostra, volta a richiamare l’attenzione sul valore esemplare dei loro contenuti in rapporto alla funzione dell’edificio, quale sede della suprema autorità giudiziaria della città.

La mostra «Onorevole e antico cittadino di Firenze». Il Bargello per Dante sarà articolata in sezioni, con prestiti di manoscritti e dipinti che saranno allestiti in dialogo con gli affreschi e altre opere coeve, provenienti dalle collezioni del Bargello e da istituzioni italiane e straniere. Si tratta di un itinerario espositivo che ripercorrerà tappe e protagonisti di questo rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera nella prima metà del Trecento, presentando artefici, copisti, commentatori, miniatori e lettori della Commedia intorno all’anno 1337. La mostra intende dare voce proprio a questi protagonisti, i cui nomi sono a volte noti ma più spesso restano sepolti nelle pieghe del passato, ricostruendo così il percorso che avrebbe portato Giovanni Villani a definire Dante «onorevole e antico cittadino di Firenze» e Giovanni Boccaccio a costruire il suo personale monumento cartaceo. Sarà un’occasione straordinaria per approfondire la conoscenza di studi di filologia, paleografia, storia dell’arte e restauro e per mostrare anche al grande pubblico un capitolo unico della storia civile di Firenze che in quel momento assurge ad una dimensione molto più ampia, dando vita al testo vulgato con cui Dante sarà letto e recepito per secoli. La mostra, progettata per consentire livelli di lettura differenziati, non si rivolge solo agli studiosi ma anche al grande pubblico, considerando con particolare attenzione i giovani e le scuole, ai quali sarà dedicato un programma di iniziative collaterali.

La collaborazione tra i Musei del Bargello e l’Università di Firenze sarà inoltre un’occasione formativa per studenti, dottorandi e giovani studiosi, coinvolti nel progetto.

Sempre al Museo Nazionale del Bargello si terrà un secondo evento espositivo dedicato alla fortuna dantesca nella seconda metà dell’Ottocento.

La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista, si terrà dal 23 settembre 2021 al 9 gennaio 2022 e sarà curata da Carlo Sisi, con il contributo di storici dell’arte e della letteratura di Otto e Novecento che collaboreranno con un Comitato Scientifico composto da Emanuele Bardazzi, Ilaria Ciseri, Flavio Fergonzi, e Laura Melosi.

Nel 1865, ricorrenza del sesto centenario della nascita di Dante, quando il Bargello riaprì le porte come primo Museo Nazionale del Regno d’Italia con una mostra dedicata all’Alighieri, la figura del Poeta si identifica sempre più con l’idea nazionale sancita dagli esiti della politica risorgimentale, per cui Dante è definito “precursore della unità e libertà d’Italia”. Dedicata alla complessa percezione della figura di Dante e della Divina Commedia nel contesto letterario tra Otto e Novecento, la mostra intende presentare una selezione di opere che, dalle correnti naturaliste agli influssi europei del Simbolismo, narrino lo straordinario catalogo di immagini – sublimi, mistiche e oniriche – che il poema dantesco offriva al mondo dell’arte. Articolata in sezioni, la mostra è concepita come una narrazione tematica e interdisciplinare per cui le opere esposte formeranno una stringente sequenza, collegando tra loro dipinti, sculture e i rimandi concettuali e letterari impliciti nella vicenda biografica e poetica di Dante: dalla vigilia del centenario del 1865, alla temperie simbolista e all’importante concorso bandito da Vittorio Alinari nel 1900 per l’illustrazione della Divina Commedia.

Nell’arco del 2021, attraverso i due progetti espostivi saranno ripercorsi i due momenti nodali del legame tra Dante e il Palazzo del Podestà, poi divenuto Museo Nazionale del Bargello, e con la città di Firenze, che il Poeta non avrebbe più visto dopo la condanna del 10 marzo 1302 all’esilio perpetuo e al rogo se fosse tornato nella città gigliata. La presentazione dei progetti espositivi si è tenuta nel Salone di Donatello che, ai tempi di Dante, era la grande Sala dell’Udienza, dove fu emanata la terribile sentenza.

Il Palazzo del Bargello. Presentati i progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Foto di Francesco Bini, CC BY 3.0

Info: www.bargellomusei.beniculturali.it

Testo e video dall'Ufficio Comunicazione e Promozione Musei del Bargello sui progetti espositivi 2021 dei Musei del Bargello in occasione delle celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri


Avviata la procedura per l'incarico di Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei

Avviata ieri 12 Agosto 2020 la procedura d’interpello volta al conferimento ad interim dell'incarico dirigenziale di livello generale (Direttore) per il Parco Archeologico di Pompei. La circolare segue il recente conferimento a Massimo Osanna, l’uomo che ha cambiato l’immagine di Pompei nel Mondo, del ruolo di nuovo Direttore Generale dei Musei. Massimo Osanna, professore ordinario di archeologia alla Università Federico II di Napoli, prenderà servizio alla Direzione generale Musei del MiBACT il primo di settembre 2020, subentrando ad Antonio Lampis a chiusura del suo mandato.

Si è difatti pubblicata ieri la Circolare n.209 del 12/08/2020 avente come oggetto "Disponibilità di incarico di funzione dirigenziale di livello generale ad interim – Avvio di interpello – Parco Archeologico di Pompei"; le istanze di conferimento dovranno pervenire entro le ore 24.00 del 24 agosto.

Come indicato dalla circolare stessa, “si precisa che tale incarico avrà durata fino all'espletamento della procedura di selezione pubblica internazionale - di prossima indizione - prevista dall'articolo 14, comma 2-
bis, del decreto-legge 3l maggio 2014, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, e dal decreto ministeriale 27 novembre 2014, sopra citato, per il conferimento dell’incarico di Direttore del Parco Archeologico di Pompei, e alla conseguente effettiva assunzione delle funzioni da parte del titolare dell'ufficio.”

Massimo Osanna. Foto: Alessandra Randazzo

Il Ministro Dario Franceschini aveva difatti già anticipato, al momento dell'annuncio del conferimento dell'incarico di nuovo Direttore Generale dei Musei a Massimo Osanna, che “il nuovo direttore del Parco archeologico di Pompei verrà scelto con la procedura internazionale di selezione che dal 2014 ha consentito di scegliere i migliori, esclusivamente in base al curriculum, in Italia e nel mondo, per le direzioni dei più grandi musei e parchi archeologici italiani”.

Lo stesso Franceschini aveva elogiato il lavoro di Massimo Osanna: “ha cambiato il volto di Pompei che, grazie al suo lavoro, è diventato un modello gestionale e un punto di riferimento internazionale”.

Direttore interim Pompei
Pompei. Foto FORTEPAN / Krasznai Gyula, CC BY-SA 3.0

La Circolare n.209 del 12/08/2020 volta al conferimento ad interim dell'incarico di Direttore del Parco Archeologico di Pompei è consultabile sul sito del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.


Grazie ai Carabinieri torna in Iraq una statuina di "Dea Madre"

Nella giornata odierna ha avuto luogo presso il Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo a Roma a un'importante cerimonia di restituzione all'ambasciatrice irachena Safia Taleb Al-Souhail di una statuina mesopotamica del 4500 a.C., una figura femminile steatopigia, di quelle popolarmente dette "Venere" o "Dea Madre". L'evento è stato condotto alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del Generale Roberto Riccardi, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Carabinieri Iraq Dea madre

Il recupero, infatti, è stato possibile proprio grazie all'intervento dei Carabinieri, come anche ricordato dallo stesso Franceschini durante l'incontro. Si tratta, ha detto il Ministro, di “un’altra importante prova di collaborazione e dell’eccellente lavoro svolto dal  Comando Carabinieri TPC di cui dobbiamo essere orgogliosi.”

Carabinieri Iraq Dea madre

Il reperto è stato individuato dai Carabinieri durante il controllo giornaliero di una piattaforma commerciale online, la cui foto era corredata da dicitura che la qualificavano come statua "da museo", di provenienza mediorientale e avente 7000 anni. Dopo le prime valutazioni e gli accertamenti preliminari che ne hanno subito riconosciuto il pregio e la somiglianza con altre rappresentazioni mesopotamiche della cosiddetta "Dea Madre", i Carabinieri del TPC hanno ottenuto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Udine un decreto di perquisizione e sequestro del bene culturale.

La statuetta è stata poi sottoposta a una valutazione approfondita da parte del Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Udine, che ha confermato l'origine mesopotamica del reperto e l'appartenenza alla cultura di Halaf, rendendo possibile la datazione in un periodo compreso tra il 5900 e il 5100 a.C.
Si è trattato, quindi, di un caso di esportazione illegale di un bene culturale al di fuori dell'Iraq, segnalata dai Carabinieri alle autorità irachene, che hanno riconosciuto nel reperto un esempio del proprio patrimonio culturale e ne hanno richiesto la restituzione.

L’Ambasciatrice Safia Taleb Al-Souhail, quindi, ha espresso un ringraziamento sentito a tutte le Istituzioni, tra cui Ministero degli Esteri, Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e in particolar modo al Comando TPC Carabinieri per il ruolo avuto nel ritrovamento di molti reperti archeologici iracheni, oltre quello della statua della cosiddetta "Dea Madre".

Il Ministro Franceschini ha così commentato l'incontro per la restituzione dell'opera: “È una giornata significativa che rafforza la storica collaborazione tra l’Italia e l’Iraq in materia di tutela e protezione del patrimonio culturale e che avremo modo ulteriormente di intensificare con la firma del Memorandum sulla cooperazione culturale e sul contrasto al traffico illecito dei beni culturali a cui stiamo lavorando e che vogliamo allargare ai settori della contemporaneità e allo scambio tra artisti e nuove generazioni di studiosi. L’Italia e l’Iraq hanno un grande passato comune e un grande futuro”.

 

Foto dall'Ufficio Stampa Ministero per i beni e le Attività Culturali e per il Turismo


call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Una call internazionale per 13 nuovi direttori di Musei e Parchi italiani

IL MINISTRO FRANCESCHINI CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA ED ESPONE LA CALL INTERNAZIONALE PER I 13 NUOVI DIRETTORI DEI MUSEI ITALIANI.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini, il 29 gennaio 2020, ha risposto ad alcune delle più frequenti domande che tormentano il mondo della cultura italiano e non solo. Lo ha fatto durante una conferenza stampa tenutasi presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, convocata in occasione della presentazione dei bandi internazionali per la selezione dei nuovi direttori dei Musei e Parchi archeologici statali.


La call prevede una selezione internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore per tredici istituti culturali statali, ora dotati di autonomia, attraverso la procedura di selezione pubblica on line sul sito del Mibact (http://www.beniculturali.it/museitaliani).
“Grazie a questo nuovo bando tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano – dichiara il ministro Franceschini – avranno un direttore selezionato tra i massimi esperti nazionali e internazionali. Come nelle precedenti edizioni, i nuovi direttori saranno valutati da una commissione composta da esperti di chiara fama ed elevato livello scientifico. Ancora un passo avanti nel percorso di innovazione e modernizzazione del sistema museale nazionale. I dati registrati negli ultimi anni parlano chiaro: l’incrocio tra autonomia e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per i musei e per lo sviluppo dei territori”.

Questo l’elenco degli istituti per il quali il Ministero cerca un direttore:

  • Galleria Borghese di Roma;
  • Museo Nazionale Romano;
  • Vittoriano e Palazzo Venezia;
  • Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli;
  • Galleria Nazionale delle Marche di Urbino;
  • Museo Archeologico Nazionale di Cagliari;
  • Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila;
  • Museo Nazionale di Matera;
  • Palazzo Ducale di Mantova;
  • Palazzo Reale di Napoli;
  • Parco Archeologico di Ostia antica;
  • Parco Archeologico di Sibari;
  • Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il ministro spiega come si sia manifestato un grande cambiamento dal 2014, dall’avvio della riforma del sistema museale italiano, un sistema che presenta una ricchezza sconfinata di collezioni, di musei e di parchi archeologici dello Stato, i quali seppur ben tutelati dalla legislazione italiana, dalle soprintendenze e dall’opera del Ministero, non sono stati tuttavia accompagnati da un’altrettanto efficace azione dal punto di vista della valorizzazione. Prima della riforma del 2014, i musei italiani non erano dotati di un direttore con un ruolo da dirigente, erano uffici delle soprintendenze diretti da un funzionario gerarchicamente dipendente dal soprintendente che si occupava allo stesso tempo sia di valorizzazione che di gestione del museo che di tutela del territorio. I musei non avevano autonomia, non avevano comitati scientifici, non avevano posti d’amministrazione, non avevano un’identità giuridica, né un bilancio autonomo.
In seguito all’attuazione della riforma sono stati creati trentadue musei autonomi - sostiene il ministro - con un bilancio proprio, un comitato scientifico, un consiglio e un direttore scelto attraverso una procedura di selezione internazionale.
I musei dello Stato sono soggetti a determinate regole di selezione del personale, ma è stata introdotta la possibilità di assumere, entro una soglia di spesa prefissata, dei curatori con specifici contratti di consulenza così da avvicinare i musei italiani agli standard internazionali.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Franceschini si dice orgoglioso per il lavoro di promozione sul sistema museale e soprattutto per la crescita dei cosiddetti “musei minori”.
“Aver investito sui musei italiani e sulla riforma, aver scelto i direttori giusti in base alle loro professionalità - italiani e non italiani hanno fatto un lavoro straordinario - e aver rafforzato la promozione sta portando a una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale; non solo i grandi musei ma anche quelli meno conosciuti che vedono un numero di visitatori sempre crescente.”

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Per quanto riguarda invece le “Domeniche al museo” Franceschini conferma la sua intenzione di proseguire in questa direzione: “A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione”.
“I visitatori dei musei italiani sono stranieri ma anche italiani, anzi, il fenomeno delle domeniche gratuite ha avvicinato molto gli italiani alla visita dei musei delle proprie città”. Questo sistema di promozione, secondo Franceschini, avrebbe portato a far acquisire al Paese la consapevolezza del suo straordinario patrimonio.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

 

Sono inoltre in fase avanzata i lavori per la realizzazione della fermata della metropolitana di Piazza Venezia che consentirà, sul modello di altre esperienze internazionali e di altre fermate della metropolitana di Roma arricchite da reperti archeologici, l’accesso diretto al Museo di Palazzo Venezia e al Vittoriano.

Intanto il turismo con la Cina prosegue; “non è stata annullata nessuna iniziativa, saranno le autorità competenti a valutare le implicazioni che derivano dall’emergenza sanitaria. È probabile che ci sarà un problema di flussi da entrambe le direzioni. Noi ci occupiamo essenzialmente del turismo in entrata, sosteniamo certo il turismo in uscita ma è chiaro che ci sarà un cambiamento di flussi del turismo cinese in entrata a causa delle restrizioni che ci sono in questo momento”, dichiara il ministro.

 

La sede distaccata del MAXXI a L’Aquila a Palazzo Ardinghelli è stata invece un’idea importata da altri paesi, che hanno sedi distaccate dei loro musei maggiori; nel capoluogo abruzzese, dopo il trauma del grande terremoto avvenuto nel 2009, sono stati effettuati interventi importanti, grazie anche ad un contributo economico del Governo della Federazione Russa che ha finanziato proprio il recupero del Palazzo adibito a futura sede della filiale del MAXXI - il museo destinato alle arti del XXI secolo; la scelta delle opere sarà effettuata dal MAXXI stesso e i lavori sono praticamente completati; si sta quindi ragionando sulla data di inaugurazione, prevista per i primi mesi del 2020.

 

L’idea della capitale italiana della cultura è nata - racconta Franceschini - durante la medesima competizione tra le città italiane per la capitale europea; “in quell’occasione la competizione tra le sei città italiane finaliste è stata virtuosissima, spingendo a identità locale e progettazione, a mettere insieme pubblico e privato, al pensare la città complessivamente; si è pensato dunque di replicare il programma in ambito italiano. L’Italia è il luogo delle cento città d’arte e dei borghi dunque perché non estendere questa competizione anche alle capitali italiane della cultura?”
Quest’anno le domande pervenute per l’edizione del 2021 sono ben quarantaquattro tra città e piccoli borghi e si prevede un successo crescente dell’iniziativa.

 

Sbilanciandosi invece sul destino della collezione Torlonia, Franceschini svela che l’intesa firmata con gli eredi Torlonia prevede non solo la gestione della mostra, che partirà tra marzo e aprile 2020, ma anche l’individuazione di un luogo, a Roma, che possa diventare la sede permanente di questa incredibile raccolta; il ministro sta attualmente visionando degli immobili per una eventuale sede che naturalmente dovrà essere, sia per dimensioni che per prestigio, adeguata a quella che è una collezione straordinaria.

 

Il ministro conclude la conferenza con la questione delle barriere a fontana di Trevi, sostenendo che il problema della pressione turistica nei luoghi della cultura più famosi del mondo continua ad essere annoso; questi luoghi non possono contenere un numero illimitato di persone perché esiste un problema di fragilità del patrimonio oltre che un problema di sicurezza dei visitatori; l’intenzione di queste barriere è di certo quella di allentare e rallentare la pressione turistica ma - secondo il ministro - non sembra plausibile pagare un biglietto per entrare in una piazza pubblica. Dice invece sì a delle misure tecnologiche e non invasive per il conteggio degli accessi o per fermare i flussi in entrata finché non si avrà un deflusso in uscita. Sistemi che alcune città e alcuni musei dovranno necessariamente adottare nei luoghi e nei comuni con maggiore pressione turistica.


impressionisti segreti

Capolavori dalle grandi collezioni private nella mostra “Impressionisti Segreti”

Dal 6 ottobre 2019 Roma si arricchisce di una doppia offerta culturale: l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura, che ospita la prima mostra sugli “Impressionisti Segreti”, ovvero quei capolavori noti a tutti ma nascosti nelle più grandi collezioni private del mondo.

impressionisti segretiPalazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia che prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata, oggi diventa accessibile al pubblico grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia.

Berthe Morisot, Devant la psyché, 1890. Olio su tela, 55x46 cm. 
Collection Fondation Pierre Gianadda, Martigny, Suisse
Foto © Michel Darbellay, Martigny

Impressionisti Segreti, la prima mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, è un’opportunità unica per ripercorrere la storia dell’Impressionismo tramite cinquanta capolavori di grandi artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Gauguin e tanti altri, custoditi nelle più importanti collezioni private e generosamente prestati solo per questa straordinaria occasione.
Un affascinante viaggio alla scoperta del movimento artistico più emozionante e coinvolgente della storia dell’arte, tra fermo-immagini di una Parigi di fine Ottocento, seducenti ritratti di donne dell’elite dell’epoca e pennellate di luce vibrante.

impressionisti segretiLa cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi - sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet, e Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti.

Camille Pissarro, Gardener standing by a Haystack, overcast sky, Eragny, 1899, Olio su tela, 60x73 cm,
Isabelle and Scott Black Collection

La mostra Impressionisti Segreti è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
Gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’Ambasciata di Francia in Italia e della Regione Lazio. È realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, ed è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per rendere l’arte e cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

Special partner della mostra è Q8 che, dopo il sostegno alle mostre di Pollock ed Escher, prosegue il suo impegno nella promozione dei valori legati alla cultura e all’arte.
La mostra Impressionisti Segreti fa parte del progetto “L’Arte della solidarietà”, realizzato da Susan G. Komen Italia e Arthemisia, insieme per portare bellezza anche nelle vite delle persone meno fortunate.

La mostra vede come hospitality partner Hotel de Russie e Hotel de la Ville, del gruppo Rocco Forte Hotels.
L’evento è consigliato da Sky Arte.
Catalogo edito da Arthemisia Books.

Pierre-Auguste Renoir, Bougival, 1888, Olio su tela, 54x65 cm, Collezione Pérez Simón, Messico

Testo e foto da Ufficio Stampa Arthemisia