Buon compleanno Roma!

Probabilmente Roma è l’unica città del mondo latino per cui disponiamo un’ampia documentazione sia letteraria che archeologica e ciò giustifica anche l’ampio dibattito sull’origine della città. La tradizione ci trasmette due filoni di leggende, uno legato al ciclo troiano-latino incentrato sulla figura di Enea, capostipite del popolo romano e onorato forse già dal VI secolo a.C., mentre l’altro è legato ai gemelli Romolo e Remo che più propriamente rappresentano il mito di fondazione della città.

Questo insieme leggendario offre però alcuni punti cardine nella storia della fondazione, cioè il nome del fondatore, Romolo, il luogo della fondazione, il Palatino, la data, il 21 aprile del 753 a.C. Questa cronologia venne stabilita già in antico dall’erudito Varrone nel I secolo a.C., mentre il giorno 21 aprile si deve invece ai calcoli astrologici del suo amico Lucio Taruzio. Da questa data in poi derivava la cronologia romana, definita infatti con la locuzione latina Ab Urbe condita, ovvero “dalla fondazione della Città”, che contava gli anni a partire da tale presunta fondazione.

Romolo e Remo

Capitoline Museums [Public domain]
Secondo la leggenda, Rea Silvia, figlia di Numitore, si innamorò del dio Marte da cui ebbe due gemelli. Lo zio della ragazza, Amulio, impossessatosi illecitamente del trono di Alba Longa, fece rinchiudere la nipote in prigione e ordinò di gettare i bambini nelle acque del fiume Tevere, decretandone di fatto la morte certa. Amulio temeva infatti che, da adulti, i ragazzi potessero rovesciare il suo trono e impossessarsi della città, governando al suo posto. Il Tevere però in quei giorni era straripato facendo arrivare la cesta in cui erano stati collocati i bambini, sotto un anfratto del colle Palatino. Fortunatamente, passava di lì una lupa che si avvicinò a loro e cominciò a nutrirli e riscaldarli. Poco tempo dopo, un pastore di nome Faustolo, vide con stupore la lupa con i gemelli e decise di portare con sé i bambini per accudirli a casa. Il pastore li chiamò Romolo e Remo e li allevò come se fossero figli suoi. Diventati adulti, raccontò loro la vera storia e cioè che non erano figli suoi; saputa la verità, i giovani andarono ad uccidere Amulio e liberarono la madre Rea Silvia.

La storia continua e lo storico Livio nella sua opera Ab Urbe Condita, nel libro I cap. 7 dice: ” Così, affidata Alba a Numitore, Romolo e Remo furono presi dal desiderio di fondare una città in quei luoghi in cui erano stati esposti e allevati. Inoltre la popolazione di Albani e Latini era in eccesso. A questo si erano anche aggiunti i pastori. Tutti insieme certamente nutrivano la speranza che Alba Longa e Lavinio sarebbero state piccole nei confronti della città che stava per essere fondata. Su questi progetti si innestò poi un tarlo ereditato dagli avi, cioè la sete di potere, e di lì nacque una contesa fatale dopo un inizio abbastanza tranquillo. Siccome erano gemelli e il rispetto per la primogenitura non poteva funzionare come criterio elettivo, toccava agli dei che proteggevano quei luoghi indicare, attraverso gli auspici, chi avessero scelto per dare il nome alla nuova città e chi vi dovesse regnare dopo la fondazione. Così, per interpretare i segni augurali, Romolo scelse il Palatino e Remo l’Aventino. Il primo presagio, sei avvoltoi, si dice toccò a Remo. Dal momento che a Romolo ne erano apparsi il doppio quando ormai il presagio era stato annunciato, i rispettivi gruppi avevano proclamato re l’uno e l’altro contemporaneamente. Gli uni sostenevano di aver diritto al potere in base alla priorità nel tempo, gli altri in base al numero degli uccelli visti. Ne nacque una discussione e dal rabbioso scontro a parole si passò al sangue: Remo, colpito nella mischia, cadde a terra. È più nota la versione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato le mura appena erette e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ammazzato aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura.» In questo modo Romolo si impossessò da solo del potere e la città appena fondata prese il nome del suo fondatore.

​Italian Wikipedi user Cristiano64 [GFDL (http://www.gnu.org/copyleft/fdl.html)]
Dal punto di vista storico e archeologico è difficile pensare che Roma sia sorta dall’oggi al domani per una scelta individuale; la città, sorse piuttosto, attraverso un lento e lungo processo di organizzazione di villaggi sparsi sui singoli colli. Probabilmente alcuni villaggi situati sullo stesso colle Palatino possono essere considerati come il nucleo originario della futura Roma, la cui storia iniziò intorno all’VIII secolo a.C.

Sembra inoltre improbabile che Roma abbia preso il nome da un fondatore, Romolo, semmai è più probabile che l’esistenza di una città chiamata Roma fece immaginare un fondatore di nome Romolo, un eroe eponimo, così come era stato anche per le poleis greche. Ad oggi, nessuno studioso è in grado di stabilire l’origine del nome di Roma. Tra le varie ipotesi c’è quella che il nome derivi dalla parola ruma, mammella, intesa come collina, oppure da Rumon, il termine arcaico con cui si designava il fiume Tevere.

Gli scavi condotti a partire dal 1985 da Andrea Carandini ai piedi del Palatino, nel Foro, hanno messo in luce porzioni di mura, una fossa e uno spazio libero dietro le mura. Per Carandini non ci sono dubbi nel datare questi elementi all’ultimo quarto dell’VIII secolo a.C. e nell’interpretarli come testimonianza reale e non come gesto metaforico del solco di fondazione tracciato da Romolo. Scavare a Roma significa aggiungere sempre più tasselli alla storia millenaria e affascinante dell’Urbe, arricchendo sempre di più il dibattito sulle sue origini. In ogni scavo e ritrovamento c’è una verità ma, ad oggi, nessuna di queste porta ad una soluzione definitiva sul “mistero” della fondazione.

 


Villa Giulia

Gli eventi al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia per Aprile e primi di Maggio

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Scopri i prossimi eventi a Villa Giulia - Aprile e primi di Maggio 2019 


Piazzale di Villa Giulia 9, Roma
Apertura: dal martedì alla domenica Orari: 9-20 (ultimo ingresso ore 19)
[email protected]beniculturali.it
Telefono: 063219698 


Anche durante le festività ETRU vi aspetta per scoprire i colori della Primavere a Villa Giulia. SEMPRE APERTI PER VOI, dalle 9 alle 20.


PRESENTAZIONE LIBRI

DIALOGHI DI ARCHEOLOGIA - 6° INCONTRO

Mercoledì 17 aprile 2019 ore 17.00
Sala della Fortuna

Per parlare dell’affascinante figura di Heinrich Schliemann che nel 1858 compie il suo primo viaggio in Italia da turista e uomo di affari. Quale è stato il rapporto tra lo studioso tedesco e l’Italia? Quali i suoi contatti con gli ambienti accademici nazionali, ma anche con personalità del mondo della politica e della cultura?
Di questo e di molto altro si discuterà con Massimo Cultraro (Primo Ricercatore CNR-IBAM), con noi per presentare il suo nuovo libro: “L’ultimo sogno dello scopritore di Troia. Heinrich Schliemann e il suo viaggio in Italia”. Ingresso in Sala della Fortuna libero e consentito fino ad esaurimento posti

CONFERENZA

"LE NOZZE, UNIONE DEL DIRITTO UMANO E DIVINO" (Modestino, Digesto 23,2,1)

Giovedì 18 aprile 2019 alle ore 17.00
Sala della Fortuna

In occasione della mostra “MÆTERNITÀ. Maternità e allattamento nell’Italia antica”, visitabile dal 23 marzo al 2 giugno nella Sala di Venere del Museo, ospitiamo la conferenza del prof. Arduino Maiuri dal titolo “Le nozze, unione del diritto umano e divino”.
A seguire visita guidata alla mostra con una delle curatrici.

Ingresso in Sala della fortuna è libero e consentito fino ad esaurimento posti.


LABORATORI DIDATTICI

ANIMALI DOMESTICI, BELVE E CREATURE ESOTICHE DEL MONDO ETRUSCO

Sabato 20 aprile 2019 ore 16.00
Sale espositive del Museo  

Quanti animali sai riconoscere?
Sabato 20 aprile alle 16 aspettiamo tutti i bambini per un super laboratorio didattico. In compagnia dell'archeologo e dello zoologo esploriamo tutte le specie animali rappresentate sugli oggetti esposti al Museo. Un percorso guidato in un mondo affascinante che ci ispirerà per plasmare poi con l'argilla il nostro piccolo animale.
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16.00 di venerdì 19 aprile

BIRDWATCHING A VILLA GIULIA

Sabato 27 aprile 2019 ore 16.00

Uno zoologo ci guiderà con l'uso del binocolo, al riconoscimento delle diverse specie di uccelli dipinte sui soffitti affrescati della villa del Papa e di quelle che vivono nei giardini del Museo.
Prenotazione obbligatoria entro le ore 16.00 di venerdì 26 aprile

Costo del singolo laboratorio: 6 euro a bambino; 4 euro a partire dal secondo figlio.
E' possibile richiedere, previa prenotazione, una visita guidata per gli accompagnatori nello stesso orario dei laboratori didattici (al costo di 6 euro).

Per info e prenotazioni: tel. 06 8803562 - 333.9533862. E-mail: arte[email protected][email protected]


VISITA GUIDATA IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI DEL MUSEO

MUSE, ARTI E VIRTÙ: LE FIGURE ALLEGORICHE DI VILLA GIULIA. NUOVE LETTURE E NUOVE INTERPRETAZIONI 

Venerdì 26 aprile 2019 ore 16.30

Visita guidata a cura di Francesca Montuori.
Un  viaggio attraverso gli splendidi affreschi del Piano Nobile di Villa Giulia in esclusiva per gli Abbonati del Museo. La visita ci condurrà attraverso la lettura degli affreschi nelle sale del piano nobile di Villa Giulia, rivisti alla luce di nuovi studi iconografici: tre sale distinte ma tematicamente legate fra loro in cui prendono forma la natura e gli dèi.

Per info e prenotazioni [email protected]beniculturali.it 


Villa GiuliaVISITA GUIDATA IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI DEL MUSEO

RITI DI INIZIAZIONE E CERIMONIE DI PASSAGGIO NEL MONDO ETRUSCO

Venerdì 3 maggio 2019 ore 16,30

Visita guidata a cura di Alessia Argento.
Presso gli Etruschi, i momenti di passaggio più significativi della vita privata e della collettività erano accompagnati da riti e cerimonie religiose. Attraverso un percorso tematico, tenteremo di comprendere il funzionamento del sistema religioso e ideologico antico, fornendo una lettura interpretativa di alcune delle opere esposte al Museo.

Per info e prenotazioni [email protected]beniculturali.it


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Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia Roma


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QUESTA SETTIMANA L'OPERA DI #ETRUScopri"Bronzetto Nuragico di Vulci"

Per l'#Operadellasettimana il Direttore Valentino Nizzo presenta il bronzetto nuragico rinvenuto a Vulci nella Tomba dei Bronzetti Sardi presso la necropoli di Cavalupo. In questo video, oltre ad analizzare il contesto, si presentano le varie interpretazioni del bronzetto e i suoi rapporti con le statue monumentali rinvenute nel complesso di Mont'e Prama.


Nuovo Cinema Europa Casa del Cinema Roma

"Nuovo Cinema Europa" alla Casa del Cinema di Roma

NUOVO CINEMA EUROPA

Aspettando le elezioni del 26 maggio, l’Europa che vorremmo in una rassegna di tredici film alla Casa del Cinema

Dal 19 aprile al 1 maggio una lunga programmazione per raccontare la storia e l’idea di Europa attraverso alcune delle pellicole più significative

Nuovo Cinema Europa Casa del Cinema RomaRoma, 16 aprile 2019 – In occasione delle prossime elezioni europee del 26 maggio su tutto il territorio continentale, la Casa del Cinema, particolarmente attenta all’attualità e agli anniversari delle realtà culturali, politiche e sociali, presenta da venerdì 19 aprile a mercoledì 1 maggio, un ciclo di film che vedono al centro la storia, l’idea e la realizzazione dell’unità europea. Il ciclo propone posizioni ideologiche (Europa di Lars von Trier, che inaugura la rassegna), sarcastiche ed autoironiche (Quo Vado di Checco Zalone), metaforiche (L’appartamento spagnolo, di Cédric Klapisch), politiche come L’altro volto della speranza di Aki Kaurismaki o Io, Daniel Blake di Ken Loach che prende di mira proprio quella burocrazia dei palazzi europei così aspramente contestata anche nel nostro paese.

“La nostra funzione culturale – spiega Giorgio Gosetti, direttore della Casa del Cinema – viene in queste occasioni, particolarmente messa in risalto perché la cinematografia accompagna da sempre gli avvenimenti politici e storici sia attraverso film di genere drammatico sia con le commedie, i docudrama, le fiction. Un cinema di qualità, di intrattenimento e perfino comico a sostegno di quell’impegno europeo nel quale il nostro Paese ha rappresentato fin dalla nascita dell’Europa sovrannazionale, un punto di riferimento costante. Insomma, tredici film per raccontare un’altra idea dell’Europa diversa da quella della propaganda elettorale”.

Il giorno europeo o Festa dell'Europa si celebra il 9 maggio di ogni anno. Questa data ricorda il giorno del 1950 in cui vi fu la presentazione da parte di Robert Schuman del piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet ed esposto nella Dichiarazione Schuman, che segna l'inizio del processo d'integrazione europea con l'obiettivo di una futura unione federale. La data coincide anche con il giorno che segna, de facto, la fine della Seconda guerra mondiale: il 9 maggio è infatti il giorno successivo alla firma della capitolazione nazista, quando furono catturati Hermann Göring e Vidkun Quisling. La Comunità Economica Europea adottò invece come "Giorno dell'Europa" il 9 maggio in occasione del vertice tenutosi a Milano nel 1985, in ricordo della proposta che Robert Schuman presentò il 9 maggio 1950 per la creazione di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo verso una futura Europa federale, ritenuta indispensabile al mantenimento della pace.

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Roma: mostre "David LaChapelle" e "Aftermodernism" alle Gallerie Mucciaccia

mercoledì 17 aprile, ore 18.00

inaugurano le mostre

 

DAVID LACHAPELLE
Galleria Mucciaccia
Largo della Fontanella di Borghese 89, Roma

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AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art

Chapter 1. JAMES BUSBY - JUSTIN SAMSON

Mucciaccia Contemporary
Piazza Borghese 1/A,  Roma

 

Mercoledì 17 aprile 2019, alle ore 18.00, inaugurano due importanti mostre nei due spazi espositivi che animano da qualche anno piazza Borghese.

La Galleria Mucciaccia presenta il notissimo artista americano David LaChapelle in una mostra che celebra la sua carriera, dagli esordi agli ultimi lavori.

La galleria Mucciaccia Contemporary, invece, dà avvio a una nuova sfida, esponendo in Italia un inedito gruppo di artisti internazionali riuniti dal grande collezionista americano Hubert Neumann sotto la sigla AFTERMODERNISM: il primo capitolo di questa serie di mostre è dedicato a James Busby e Justin Samson.

Le due esposizioni, che hanno ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, si propongono come vetrina sull’America odierna, una singolare analisi sull’evoluzione dell’arte contemporanea e sull’approccio del collezionismo attuale.

 

Galleria Mucciaccia
David LaChapelle

David LaChapelle Aftermodernism Gallerie MucciacciaTrentaquattro opere in mostra ripercorrono tutta la produzione del grande artista americano, a partire dagli anni Ottanta, quando si allontana dal mondo dei rotocalchi e della pubblicità per avvicinarsi all’arte, fino alle opere più recenti.

Atmosfere hawaiane, paesaggi inaspettati, figure mitologiche e suggestioni oniriche, popolano le opere di LaChapelle, in una mostra che procede a ritroso nel tempo: dagli ultimi lavori, New WorldLost and Found e Behold, suggestive foto scattate nel 2017 nell’incontaminata foresta pluviale delle Hawaii, dense di misticismo e spiritualità, a quelli meno recenti, realizzati a Los Angeles, come i due grandi pannelli della serie Aristocracy (2014), della monumentale Showtime at the Apocalypse (2013), il famoso ritratto di Natale della famiglia Kardashian, dei Landscape, delle floreali Earth Laughs in Flowers e di Rape of Africa (2009), un’opera provocatoria contro la violenza subita dal continente africano, che dà il titolo all’omonimo progetto presentato nel 2008.

Del 2007, l’anno di svolta della produzione di Lachapelle, è la serie The deluge e After the deluge, ispirato dalla visione della Cappella Sistina. Il riferimento al capolavoro michelangiolesco si mescola a quello di marchi della società dei consumi, generando una visione apocalittica con un finale dove oggetti, opere d’arte e persone appaiono sommerse dall’acqua, come in CathedralStatue e Awakened.

Concludono l’esposizione la serie di fotografie realizzate tra il 1984 e il 2009 che guardano al mondo dello spettacolo e delle star di Hollywood, come i tre ritratti di Michael Jackson che ne celebrano la beatificazione mediatica, quello hollywoodiano di Faye Dunaway in Day of the Locust (1996),Dynamic Nude e l’unica fotografia in bianco e nero scattata a New York: Good News for Modern Man del 1984.

Con l’occasione verrà pubblicato un libro con le immagini della mostra, edito da Carlo Cambi Editore.

David LaChapelle è oggi uno degli artisti più riconosciuti e apprezzati al mondo. Nato a Fairfield nel 1963, ha sposato uno stile post-Pop e per certi versi surrealista che lo rende unico al mondo.  Le opere di David LaChapelle sono presenti in numerose importanti collezioni pubbliche e private internazionali, ed esposte in vari musei, tra i quali il Musée D’Orsay di Parigi, il Brooklyn Museum di New York, il Museum of contemporary Art di Taipei, il Tel Aviv Museum of Art a Tel Aviv, il Los Angeles County Museum of Art (LACMA) a Los Angeles, The National Portrait Gallery di Londra, il Fotographfiska Museet di Stoccolma e The National Portrait Gallery a Washington DC.  David LaChapelle vive e lavora tra Los Angeles e l’isola hawaiana di Maui.

INFORMAZIONI:

Mostra: David LaChapelle

Mostra a cura di LaChapelle Studio e Galleria Mucciaccia

Sede: Galleria Mucciaccia, Largo della Fontanella Borghese 89, Roma

Inaugurazione: mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00

Apertura al pubblico: 18 aprile –18 giugno 2019

Orari: lunedì– sabato, 10.00 – 19.00; domenica chiusi

Informazioni: T. +39 06 69923801 | [email protected]| www.galleriamucciaccia.com

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Mucciaccia Contemporary

AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson

aftermodernism LaChapelle Gallerie MucciacciaLa Galleria Mucciaccia Contemporary apre al pubblico la mostra Aftermodernism. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson, a cura di Cesare Biasini Selvaggi.

Con dieci opere di James Busby (Rock Hill, SC, USA, 1973) e quindici di Justin Samson (Milford, CT, USA, 1979), il progetto espositivo intende presentare in Italia un nuovo gruppo di artisti internazionali (prevalentemente americani o residenti in USA, ma con una discreta presenza anche di europei) riuniti sotto la sigla AFTERMODERNISM, da parte di uno dei più grandi e singolari collezionisti del nostro tempo, Hubert Neumann. Ottantasettenne con una passione smodata per l’arte contemporanea ereditata dal padre Morton, Neumann possiede una raccolta di oltre 2.600 opere (molte delle quali capolavori) del Cubismo, Astrattismo europeo, Scultura d’avanguardia, Espressionismo Astratto americano, Pop Art e Graffitismo, di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo. Tra questi Picasso, Léger, Miró, Kandinsky, Kline, Giacometti, Dubuffet, Rauschenberg, Lichtenstein, Haring, Basquiat, Koons, solo per citarne alcuni.

L’unico filo conduttore su cui si basa questa straordinaria collezione è la conoscenza diretta degli artisti. Dotato di un fiuto eccezionale come il padre, Neumann ha continuato a selezionare, all’albore dei loro esordi, artisti che sarebbero poi diventati di fama internazionale.

Negli ultimi anni la sua attenzione di collezionista si è focalizzata su un gruppo di artisti (per lo più generazione anni Settanta, Ottanta e Novanta), attualmente una quarantina in tutto, in cui Neumann ravvisa quella che per lui è una vera e propria nuova corrente artistica su cui investire, definita appunto AFTERMODERNISM, di cui James Busby e Justin Samson sono i primi esponenti a essere presentati in Italia.

Il catalogo in mostra, a cura di Cesare Biasini Selvaggi ed edito per i tipi di Carlo Cambi editore, rappresenta il primo di una serie che sarà dedicata agli artisti diAFTERMODERNISM.

James Busby è nato nel 1973 a Rock Hill (South Carolina) e vive e lavora a Chapin in South Carolina. Sue mostre si sono tenute in numerose gallerie e musei, ha partecipato a 40 mostre collettive negli Stati Uniti. Busby ha esposto inoltre in mostre a Londra, Parigi, Stoccolma e Instanblul. Ha partecipato a diverse fiere d’arte a Miami, Houston, Stoccolma, Istanbul e New York City, tra cui l'International Armory Show di New York, Untitled Art Fair, Scope NY e Untitled Art Fair, Miami.

Justin Samson è nato nel 1979 a Milford (Connecticut) e vive e lavora a New York. Nel 2003 consegue la laurea in Fine Arts presso la School of Visual Arts di New York.Samson ha collaborato con le gallerie John Connelly Presents e Kravets|Wehby Gallery ed è attualmente rappresentato dalla Neumann Wolfson Art. Gli sono state dedicate diverse mostre personali e collettive.

INFORMAZIONI:

Mostra: AFTERMODERNISM. A Perspective on Contemporary Art. Chapter 1. James Busby - Justin Samson

Curatore: Cesare Biasini Selvaggi

Sede: Mucciaccia Contemporary, piazza Borghese 1/A, Roma

Inaugurazione: mercoledì 17 aprile 2019, ore 18.00

Apertura al pubblico: 18 aprile – 29 giugno 2019

Orari: martedì – sabato, 10.30 – 19.00; domenica e lunedì chiusi

Informazioni: T. +39 06 68309404 | [email protected] | mucciacciacontemporary.com


Enrico Benaglia Vuoi giocare con me? Casina di Raffaello Roma

Mostra “Vuoi giocare con me?” con opere di Enrico Benaglia alla Casina di Raffaello

Alla Casina di Raffaello la mostra

“Vuoi giocare con me?” con opere di Enrico Benaglia

Esposti oli, collages e sculture in bronzo del maestro che ha fatto

dell’iconografia legata al mondo del fantastico, la cifra stilistica della sua arte

 

Da oggi, 13 aprile, al 2 giugno 2019

Inaugurazione: oggi, sabato 13 aprile alle ore 15.30

 

Enrico Benaglia Vuoi giocare con me? Casina di Raffaello Roma
Benaglia, Concorso ippico, 2006, olio su tela

Roma, 12 aprile 2019 – La Casina di Raffaello in Villa Borghese, lo Spazio Arte e Creatività dell’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale, gestita in collaborazione con Zètema Progetto Cultura ospiterà dal 13 aprile al 2 giugno 2019 la mostra “Vuoi giocare con me?” opere del maestro Enrico Benaglia che presenta oli, collages e sculture in bronzo realizzati dal noto artista romano che ha fatto dell’iconografia legata al mondo del fantastico, la cifra stilistica della sua arte.

L’esposizione che vede la Direzione artistica di Francesco Zero e la cura di Serena Borghesani, è organizzata in collaborazione con il Museo Demoantropologico del Giocattolo di Zagarolo, che per l’occasione esporrà alcuni giocattoli della sua preziosa collezione.

La mostra si plasma nelle sale della Casina di Raffaello tra oli, collages e sculture in bronzo dal sapore accattivante per grandi e piccini, senza preferenza di sorta, perché ancora una volta Benaglia racconta per tutti la storia e la cultura dell’uomo nel mondo.

 

Le più influenti sedi private e le più note Istituzioni pubbliche hanno ospitato e riconosciuto la poetica e il messaggio universale del Maestro Benaglia, al di là di qualunque moda o corrente commerciale del momento. L’arte per l’arte guida da sempre Benaglia che parla di ambienti inattesi, capaci di correggere ogni contesto difficile a favore della libera scelta.

Disperdere il senso di angoscia è la missione del suo lavoro che affronta ogni timore liberando l’uomo dalla schiavitù del pensiero che a volte sembra già scritto.

Una storia fantastica, fatta di particolari e di rivelazioni viene raccontata dal Maestro attraverso i suoi personaggi e le immagini giocose; messaggi colmi di ispirazioni oniriche, di giardini colorati, di angeli, di bolle di sapone, di giocattoli colorati, di bimbi che si rincorrono felici e di grandi che restano a bocca aperta davanti a quei ricordi personali e tanto intimi.

In occasione dell’inaugurazione, sabato 13 aprile verranno realizzati laboratori tematici (alle ore 16.00 e alle 17.00) per bambini e ragazzi (dai 3 ai 14 anni) ad accesso gratuito fino ad un massimo di 25 posti con prenotazione obbligatoria allo 060608. Il materiale promozionale e i laboratori dell’inaugurazione della mostra sono offerti dall’artista con il contributo di QOODER.

Durante il periodo espositivo verranno organizzati incontri con l’artista nei giorni 4-5, 11-12, 18-19 maggio e 1-2 giugno.

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Casa del Cinema Roma VIsioni sarde del mondo

"Visioni sarde nel mondo" alla Casa del Cinema di Roma

Visioni sarde nel mondo: alla Casa del Cinema la rassegna di cortometraggi per promuovere i giovani talenti sardi

Lunedì 15 aprile dalle ore 16 le proiezioni dei corti selezionati e, al termine, incontro pubblico con la premiazione del pubblico al miglior lavoro

Casa del Cinema Roma VIsioni sarde del mondoRoma, 12 aprile 2019 – Visioni sarde si propone di promuovere e valorizzare nel mondo il cinema sardo. Nata nel 2014, la rassegna è diventata sempre più importante mantenendo la sua duplice vocazione: vetrina per il cinema di qualità prodotto in Sardegna, scoperta e valorizzazione dei giovani talenti sardi, a cui offre l’occasione di raggiungere il più vasto pubblico nazionale e anche internazionale.

Il progetto Visioni sarde nel mondo si propone infatti di diffonderne le opere in più continenti attraverso la rete dei Circoli sardi, degli Istituti Italiani di Cultura, dei Comites e della Società Dante Alighieri grazie ai contribuiti della Regione Autonoma della Sardegna - Assessorato del Lavoro. Quest’anno i compiti organizzativi sono stati affidati al Circolo Su Nuraghe di Alessandria che porterà nel corso della giornata di programmazione di lunedì 15 alla Casa del Cinema i seguenti titoli selezionati per l’estero: Dans l’attente di Chiara Porcheddu, Eccomi (Flamingos) di Sergio Falchi, Il nostro concerto di Francesco Piras, La notte di Cesare di Sergio Scavio, Sonus di Andrea Mura, Spiritosanto - Holy Spirit di Michele Marchi, The Wash - La lavatrice di Tomaso Mannoni, Warlords di Francesco Pirisi. Tutti i film sono sottotitolati in inglese.

PROGRAMMA

 

ore 16.00 Dans l’attente di Chiara Porcheddu (2018, 3’)

Da diversi anni l’Italia è terra di sbarco per migliaia di persone in fuga dall’Africa a causa di guerre, povertà, fame. Il corto, di forma documentaristica, racconta l’attesa di alcuni giovani migranti che hanno appena attraversato il Mediterraneo e aspettano il loro domani.

Eccomi (Flamingos) di Sergio Falchi (2017, 10’)

Un pescatore vecchio e burbero scova una ragazzina migrante nascosta nel suo capanno da pesca. Dopo un momento di paura, i pregiudizi e l’indifferenza saranno superati, il vecchio soccorrerà la ragazzina e pian piano entrambi riusciranno a comunicare.

Il nostro concerto di Francesco Piras (2018, 15’)

Antonio è un anziano ed eccentrico pensionato che vive solo in un appartamento nel centro storico di Cagliari. Trascorre il suo tempo connesso alle chat-room musicali di Superstar, dove si esibisce cantando i classici della canzone italiana. In una di queste chat-room incontra Karen, una bravissima pianista tedesca, e tra i due nasce una singolare amicizia fatta di musica e piccoli momenti di quotidianità.

La notte di Cesare di Sergio Scavio (2018, 19’)

Cesare è un uomo anziano e solitario. Una sera la sua vicina di casa gli chiede di badare a suo figlio Kadim per la notte. Cesare accetta. Fra il vecchio e il bambino si crea un rapporto che travalica l’età e le differenze culturali.

Sonus di Andrea Mura (2019, 3’)

Raccogliendo i suoni primordiali della natura e quelli creati dall’uomo, un fonico-musicista compie un viaggio onirico di ricerca in una Sardegna sospesa nel tempo.

Spiritosanto - Holy Spirit di Michele Marchi (2018, 19’)

Giovanni è un adolescente borderline che vive affidato ai servizi sociali in un paesino del nord Italia. Quando manifesta il desiderio di fare la cresima i suoi tutori sono contenti, ma ben presto scoprono che il ragazzo sta usando il sacramento soltanto per tentare di risolvere i suoi problemi giudiziari.

The Wash - La lavatrice di Tommaso Mannoni (2018, 21’)

Capo Teulada. Una donna raccoglie i panni lavati, stende su una terrazza. Alcuni militari ritirano le divise lavate e stirate. A Capo Teulada c’è un poligono militare. Esercitazioni che fanno tremare la città e inquinano. Militari silenziosi vivono questa terra come un campo di battaglia. Un avvocato aiuta M. a intraprendere un percorso legale che si inserirà in un più ampio lavoro di ricerca della verità sulla causa dei decessi per tumore riconducibili alle esercitazioni militari.

Warlords di Francesco Pirisi (2018, 5’)

Malik e Sultan sono due bambini, il primo dall’Africa sub-sahariana, il secondo dalla Siria. Entrambi affrontano la guerra che distrugge senza pietà i rispettivi paesi. Per cercare di sopravvivere il primo deve combattere in una milizia para-militare, il secondo deve fuggire dalle bombe.

A seguire incontro moderato da Antonio Maria Masia con Sergio FalchiTommaso MannoniMichele MarchiAndrea MuraFrancesco PirasFrancesco PirisiChiara Porcheddu

Nel corso dell’incontro avrà luogo la premiazione da parte del pubblico per il miglior cortometraggio.

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Vi mostriamo la Domus Transitoria. La prima magnifica reggia di Nerone

Doveva essere una reggia lussuosa e opulenta la prima abitazione di Nerone sul Palatino e finalmente ora sarà fruibile al pubblico. Il progetto si inserisce nel programma del Parco archeologico del Colosseo di restituire ai visitatori luoghi e percorsi da tempo inaccessibili. Inoltre, questa straordinaria apertura, contribuisce a definire un itinerario neroniano all’interno dell’area archeologica che si estenderà dal Colle Oppio al Palatino. Il visitatore potrà fare un’esperienza reale, circondato da ciò che resta della residenza e virtuale, attraverso le ricostruzioni in alta definizione di quelle che dovevano essere le straordinarie decorazioni pittoriche e marmoree della Domus Transitoria.

Padiglione centrale visto dalla fontana - ninfeo. Ricostruzione virtuale. Credits: Parco archeologico del Colosseo. Foto: Progetto Katatexilux

Svetonio racconta che l’impegno di Nerone nella costruzione di questa sua prima residenza fu un vero e proprio scandalo. Sul Palatino sono ancora visibili alcuni suggestivi ambienti: tra questi spicca uno spazio originariamente occupato da un ricco ninfeo con giochi d’acqua, un triclinio circondato da colonne di porfido e pilastri in marmi policromi che doveva fungere da luogo di riposo e svago dell’imperatore.

Fatta costruire per sé una casa che dal Palatino andava all’Esquilino, dapprima la chiamò Transitoria; poi, quando un incendio la distrusse, la fece ricostruire e la chiamò Aurea”. (G. Svetonio, Vita di Nerone, 31)

È possibile ammirare altre due stanze di cui restano tangibili i segni preziosi della decorazione con affreschi, stucchi e pavimenti marmorei. Una buona parte di reperti sono oggi conservati nel vicino Museo del Palatino, ma altri ritornano a Roma dopo ben 300 anni e grazie ad un importante accordo siglato qualche mese fa con il Museo archeologico di Napoli. Alcuni affreschi furono distaccati al momento della scoperta da un ambiente coperto con volta a botte, due fregi e delle formelle che i visitatori potranno riammirare grazie a questo importante prestito. Lo stile delle immagini ha suggerito l’attribuzione a Famulus o Fabullus, il pittore della Domus Aurea citato da Plinio.

Decorazione pittorica del Ninfeo della Domus Transitoria. Particolare della lunetta. Roma, Museo Palatino. Credits: Parco archeologico del Colosseo

Identificati erroneamente come i Bagni di Livia, nel settecento furono scoperti dai Farnese e letteralmente depredati vista la preziosità delle decorazioni, dei marmi e delle colonne che man mano venivano fuori dagli sterri. Una parte delle decorazioni vennero portate a Parma, altre furono disperse e altre furono trasferite nel 1728 dal duca di Beaufort nella sua residenza di Badminton per rivestire un’intera sala. Un secolo dopo, l’area venne nuovamente indagata, questa volta con criteri scientifici da Giacomo Boni.

Oggi, dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza, viene offerto al pubblico un itinerario di visita unico, arricchito da un progetto multimediale che intende far rivivere lo splendore del I secolo d.C. Il percorso porterà il visitatore ad attraversare una delle due antiche scale d’accesso che si configurano come “parodoi”, accessi, ai lati della scaenae frons di un teatro fino ad arrivare in uno spazio anticamente scoperto e occupato da una fontana ornata da nicchie che si ripropone scenograficamente come una quinta teatrale arricchita da giochi d’acqua e zampilli. L’idea di Nerone era quella di stupire, anche con effetti scenografici strabilianti e l’acqua era onnipresente nell’edificio. Di fronte a quest’area, si apre poi un imponente triclinio estivo a padiglione, circondato da colonne di porfido e pilastri in marmi policromi. In questo spazio, una proiezione introduce alla storia della prima residenza di Nerone e del suo inserimento topografico nel complesso palaziale, la sua costruzione e il rapporto con la successiva Domus Aurea.

Volta decorata (Ambiente A3, alcova) Roma, Domus Transitoria. Credits: Parco archeologico del Colosseo

L’itinerario prosegue in uno spazio con una grande latrina con 50 posti. Uscendo da questa si potrà ammirare un’intera parete completamente in rosso che reca le tracce dell’originaria decorazione con foglie ed elementi vegetali tipici della pittura da giardino.

Il progetto di valorizzazione scientifica, che potenzia la comprensione del monumento agli occhi del pubblico, si costituisce ancora da un'apposita illuminazione studiata per differenziare gli spazi originariamente scoperti rispetto a quelli chiusi, e da tre installazioni multimediali. In particolare, una postazione consentirà di indossare un visore per la realtà virtuale con cui si osserverà una ricostruzione realistica del triclinio e del ninfeo.

La Domus cosiddetta Transitoria fu costruita prima dell’incendio del 64 d.C. e deriva il suo nome dal “passaggio” che creava tra i possessi imperiali sul Palatino e sull’Esquilino (giardini di Mecenate) e costituisce un primo esempio di dimora regia ispirata alle grandi residenze dei sovrani orientali e in particolare a quelle dei faraoni d’Egitto. La concezione del palazzo a padiglioni, intervallato da boschetti e con fontane, ninfei e laghi si rifà, tra l’altro, alla grande reggia dei Tolomei ad Alessandria d’Egitto, luogo ben noto dalle fonti letterarie come un gigantesco complesso che occupava gran parte della città e descritto dal poeta Latino Lucano con riferimenti alla luxuria orientale ripresa da Nerone e causa dei tanti mali per Roma e per il suo Impero.

Con le lacune derivanti dall'asportazione delle losanghe (Ambiente A2. Particolare della volta) Roma, Domus Transitoria. Credits: Parco Archeologico del Colosseo

La reggia di Nerone sarà visitabile dal venerdì al lunedì e rientra nel nuovo biglietto Foro – Palatino SUPER di 16 euro e valido un giorno. Nel biglietto è compreso l’accesso al Museo Palatino e al Criptoportico neroniano, alle case di Augusto e di Livia, all’Aula Isiaca con la Loggia Mattei, al Tempio di Romolo, a Santa Maria Antiqua con l’Oratorio dei Quaranta Martiri e alla rampa di Domiziano.

La riapertura al pubblico si accompagna anche di una pubblicazione edita da Electa in cui si esamina la topografia e l’architettura delle due regge neroniane (Domus Transitoria e Domus Aurea) e delle loro decorazioni pittoriche e in marmo, fino al resoconto degli interventi di restauro più recenti.

Info biglietto SUPER: https://www.electa.it/iniziative-speciali/s-u-p-e-r/

 


Ala sud di Palazzo Barberini

Ala sud di Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento

Ala sud di Palazzo Barberini: il nuovo allestimento dei capolavori del Settecento

a cura di Flaminia Gennari Santori

con Maurizia Cicconi e Michele Di Monte.

Gallerie Nazionali di Arte Antica - Palazzo Barberini

Ala sud di Palazzo Barberini
Gaspar Van Wittel, Roma, la passeggiata di Villa Medici, tempera su pergamena, cm 22,9x43,6.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Dal 12 aprile 2019 le Gallerie Nazionali di Arte Antica si presentano al pubblico con un nuovo allestimento delle 10 sale espositive nell’Ala sud del piano nobile di Palazzo Barberini, restituite tre anni fa dal Ministero della Difesa che le aveva in gestione da più di ottant’anni.

Dopo un accurato restauro, l’Ala sud ha accolto da maggio a ottobre 2018 Eco e Narciso, la mostra prodotta dalle Gallerie Nazionali in collaborazione con il MAXXI, che metteva a confronto arte antica e arte contemporanea con opere provenienti dalle collezioni dei due musei nazionali.

Queste sale, per un totale di 750 mq di nuovo spazio espositivo, diventano definitivamente parte integrante del nuovo percorso museale con 78 opere esposte secondo un nuovo progetto allestitivo, un nuovo impianto di illuminazione, una nuova grafica, nuovi apparati, pannelli e didascalie. Il tutto al fine di rendere più visibile e leggibile il percorso di visita del museo.

Si potranno vedere le opere che vanno dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, con i ritratti, le vedute, i pittori del Grand Tour e i dipinti della donazione Lemme.

Ala sud di Palazzo Barberini Gallerie Nazionali di Arte Antica
Francesco Furini, Giuditta e Oloferne, olio su tela, cm 116 x 151.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Sarà l’occasione per scoprire o riscoprire capolavori che non si vedevano da tempo, opere recentemente restaurate e dipinti esposti raramente come la Giuditta e Oloferne di Francesco Furini, le monumentali tele degli Apostoli realizzate da Carlo Maratti per il cardinal Antonio Barberini, le vedute di van Wittel, appena restituite alla loro originaria, smagliante luminosità.

Ala sud di Palazzo Barberini
Carlo Maratti, San Giovanni evangelista, olio su tela, cm 223x151.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Inoltre alcune sale, in particolare quella della Pittura napoletana e quella dedicata a Pompeo Batoni, saranno oggetto di un avvicendamento semestrale di alcune opere (Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Pompeo Batoni, Pierre Subleyras) al fine di esporre più opere – da ottobre infatti saranno 82 –  senza alterare l’impianto dell'allestimento.

Pompeo Batoni, Don Abbondio Rezzonico, olio su tela, cm 297,5x196,5.
Courtesy Gallerie Nazionali di Arte Antica

Si potrà ammirare nella sua completezza la raccolta di dipinti donata da Fabrizio e Fiammetta Lemme nel 1998: una serie notevole e coerente di 21 modelli di presentazione (i bozzetti finali che i pittori presentavano ai committenti per l'approvazione, prima dell'esecuzione materiale dell'opera vera e propria) di opere realizzate per alcune tra le più importanti imprese decorative della Roma del XVIII secolo, con opere, fra gli altri, di Giuseppe Chiari, Sebastiano Conca, Domenico Corvi e Pier Leone Ghezzi.

Le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini riacquistano così un nuovo respiro e un rinnovato equilibrio: i visitatori potranno finalmente apprezzarne le opere e gli spazi in tutta la loro ampiezza, da un capo all’altro, dallo scalone di Bernini a quello di Borromini. E questo è solo l’inizio, in attesa di ritrovare così rinnovate il prossimo autunno anche le sale dei pittori caravaggeschi.

Molte le iniziative collaterali previste: visite animate ai capolavori dell’Ala sud per bambini di 5-12 anni e famiglie, tutte le domeniche alle ore 11.30 dal 14 aprile fino al 30 giugno e il 1° maggio, stesso orario. Per info: [email protected]

Inoltre, per tre sabati, il 13, il 27 aprile e l’11 maggio, alle ore 16.30, alcune delle opere esposte saranno oggetto dell’iniziativa Museo Adagio, un progetto di slow art per vivere l’arte con lentezza, contemplazione e condivisione, per osservare i capolavori con maggiore attenzione e consapevolezza. Per info: [email protected]

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Università La Sapienza Roma

Università La Sapienza a Roma: eventi dal 15 al 19 aprile

Università La Sapienza Roma

Per la settimana prossima, si segnalano i seguenti eventi di carattere culturale presso l’Università La Sapienza a Roma (ove non indicato diversamente). Ai link relativi a ciascun evento è possibile approfondire.

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Viaggi nell'antica Roma Foro di Augusto Paco Lanciano

Viaggi nell’antica Roma, torna il progetto multimediale per rivivere la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto

Viaggi nell’antica Roma, torna il progetto multimediale per rivivere

la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto

Dal 17 aprile al 3 novembre, ogni sera due straordinari ed innovativi spettacoli multimediali

a cura di Piero Angela e Paco Lanciano disponibili in 8 lingue

Roma, 04 aprile 2019 – Dopo i successi degli scorsi anni torna, dal 17 aprile al 3 novembre 2019, lo straordinario progetto Viaggi nell’antica Roma che, attraverso due appassionanti ed innovativi spettacoli multimediali, racconta e fa rivivere la storia del Foro di Cesare e del Foro di Augusto.

I due spettacoli, che utilizzano tecnologie all’avanguardia, vedono l’ideazione e la cura di Piero Angela e Paco Lanciano con la storica collaborazione di Gaetano Capasso e con la Direzione Scientifica della Sovrintendenza Capitolina. Sono promossi da Roma CapitaleAssessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotti da Zètema Progetto Cultura.

Grazie ad appositi sistemi audio con cuffie e accompagnati dalla voce di Piero Angela e dalla visione di magnifici filmati e proiezioni che ricostruiscono i due luoghi così come si presentavano nell’antica Roma, gli spettatori potranno godere di una rappresentazione emozionante e allo stesso tempo ricca di informazioni dal grande rigore storico e scientifico.

I due spettacoli possono essere ascoltati in 8 lingue (italiano, inglese, francese, russo, spagnolo, tedesco, cinese e giapponese).

Le modalità di fruizione dei due spettacoli sono differenti. Per il “Foro di Augusto” sono previste tre repliche ogni sera (durata 40 minuti) mentre per il “Foro di Cesare” è possibile accedervi ogni 20 minuti secondo il calendario pubblicato (percorso itinerante in quattro tappe, per la durata complessiva di circa 50 minuti, inclusi i tempi di spostamento).

FORO DI CESARE

Viaggi nell'antica Roma Piero Angela Foro di Cesare
Foro di Cesare. C. Papi

Lo spettacolo all’interno del Foro di Cesare è itinerante. Si accede dalla scala situata accanto alla Colonna Traiana e si attraversa poi il Foro di Traiano su una passerella realizzata appositamente. Attraverso la galleria sotterranea dei Fori Imperiali si raggiunge poi il Foro di Cesare e si prosegue così fino alla Curia Romana.

Il racconto di Piero Angela, accompagnato da ricostruzioni e filmati, parte dalla storia degli scavi realizzati tra il 1924 e il 1932 per la costruzione dell’allora Via dell’Impero (oggi Via dei Fori Imperiali), quando un esercito di 1500 muratori, manovali e operai fu mobilitato per un’operazione senza precedenti: radere al suolo un intero quartiere e scavare in profondità tutta l’area per raggiungere il livello dell’antica Roma. Quindi si entra nel vivo della storia partendo dai resti del maestoso Tempio di Venere, voluto da Giulio Cesare dopo la sua vittoria su Pompeo e si può rivivere l’emozione della vita del tempo a Roma, quando funzionari, plebei, militari, matrone, consoli e senatori passeggiavano sotto i portici del Foro. Tra i colonnati rimasti riappaiono le taberne del tempo, cioè gli uffici e i negozi del Foro e, tra questi, il negozio di un nummulario, una sorta di ufficio cambio del tempo. All’epoca c’era anche una grande toilette pubblica di cui sono rimasti curiosi resti. Per realizzare il suo Foro, Giulio Cesare fece espropriare e demolire un intero quartiere per una spesa complessiva di 100 milioni di aurei, l’equivalente di almeno 300 milioni di euro. Accanto al Foro fece costruire la Curia, la nuova sede del Senato romano, un edificio tuttora esistente e che attraverso una ricostruzione virtuale è possibile rivedere come appariva all’epoca.

In quegli anni, mentre la potenza di Roma cresceva a dismisura, il Senato si era molto indebolito e fu proprio in questa situazione di crisi interna che Cesare riuscì a ottenere poteri eccezionali e perpetui. Grazie al racconto di Piero Angela si potrà conoscere più da vicino quest’uomo intelligente e ambizioso, idolatrato da alcuni, odiato e temuto da altri.

FORO DI AUGUSTO

Viaggi nell'antica Roma Foro di Augusto Paco Lanciano
Foro di Augusto. Foto di Andrea Franceschini

Il racconto del Foro di Augusto, al quale gli spettatori assistono seduti su tribune allestite su Via Alessandrina, parte dai marmi ancora visibili nel Foro. Attraverso una multiproiezione di luci, immagini, filmati e animazioni, il racconto di Piero Angela si sofferma sulla figura di Augusto, la cui gigantesca statua, alta ben 12 metri, era custodita accanto al tempio dedicato a Marte Ultore. Con Augusto, Roma ha inaugurato un nuovo periodo della sua storia: l’età imperiale è stata, infatti, quella della grande ascesa che, nel giro di un secolo, ha portato Roma a regnare su un impero esteso dall’attuale Inghilterra ai confini con l’odierno Iraq, comprendendo gran parte dell’Europa, del Medio Oriente e tutto il Nord Africa. Queste conquiste portarono all’espansione non solo di un impero, ma anche di una grande civiltà fatta di cultura, tecnologia, regole giuridiche, arte. In tutte le zone dell’Impero ancora oggi sono rimaste le tracce di quel passato, con anfiteatri, terme, biblioteche, templi, strade.

Dopo Augusto, del resto, altri imperatori come Nerva e Traiano lasciarono la loro traccia nei Fori Imperiali costruendo il proprio Foro. Roma a quel tempo contava più di un milione di abitanti: nessuna città al mondo aveva mai avuto una popolazione di quelle proporzioni. Era la grande metropoli dell’antichità: la capitale dell’economia, del diritto, del potere e del divertimento.

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