La scuola cattolica

La scuola cattolica: il film con la trama sbagliata

La scuola cattolica è il titolo del nuovo film di Stefano Mordini, tratto dall'omonimo libro di Edoardo Albinati. La pellicola, presentata presso la 78esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, puntò la propria campagna pubblicitaria su quella che, in definitiva, è una sottotrama: il massacro del Circeo.

La scuola cattolica
La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

 

La storia

Il film inizia presentandoci colui che sarà il filo conduttore dell'intera narrazione: Edoardo Albinati (Emanuele Maria Di Stefano). Ci troviamo nella Roma del 1975. Un anno il 1975 noto per due atrici delitti: l'omicidio di Pier Paolo Pasolini e il Massacro del Circeo. Edoardo frequenta un istituto cattolico maschile (Il San Leone Magno) ed è circondato da compagni di classe ricchi di famiglia. I pariolini (nome affibbiato ai ragazzi che vivono nel ricco quartiere Parioli, sono il perno centrale su cui si concentra la narrazione di Edoardo.

Per raccontare, Mordini decide di optare per la voce fuori campo. Al San Leone Magno troviamo anche Salvatore Izzo (Leonardo Ragazzini) fratello minore di Angelo Izzo (Luca Vergoni) e altri adolescenti fragili figli di una borghesia che ha perso il fascino tanto decantato da Bunuel un paio d'anni prima.

Il film pare voler seguire due binari narrativi. Da una parte scopriamo l'educazione ricevuta dagli adolescenti presso l'Istituto San Leone Magno e dall'altra ci scontriamo con personaggi di contorno come Gianni Guido (Francesco Cavallo) e Andrea Ghira (Giulio Pranno) seguiti da Donatella Colasanti (Benedetta Porcaroli) e Rosaria Lopez (Federica Torchetti). Questi due binari, secondo l'intento iniziale del regista, dovrebbero condurci verso quello che fu il Massacro del Circeo.

La scuola cattolica
La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

 

La cronaca

La cronaca nera dell'epoca, descrisse il massacro del Circeo come uno degli omicidi più efferati del Novecento italiano. Le immagini di Donatella mentre cerca di abbandonare il cofano dell'auto degli aguzzini, fa parte della storia italiana contemporanea. A commettere il reato furono Angelo Izzo, Gianni Guido e Andrea Ghira. Rosaria Lopez, purtroppo, fu brutalmente uccisa e la Colasante si salvò fingendo la sua morte e restando in silenzio assoluto mentre i ragazzi riportavano l'auto di famiglia dal Circeo a Roma. L'impatto mediatico e giuridico di questa cupa pagina di storia, risiede in quella che fu una vera e propria rivoluzione. Difatti, dopo la condanna in primo grado per gli imputati, la Stato Italiano decise di aprire una riflessione riguardo al concetto di violenza carnale.

Nel 1975 i giovani erano vicini ai movimenti neofascisti, i tre aguzzini del Circeo si dichiaravano fascisti e camerati.
Secondo quanto raccontato da Donatella, stuprarono e torturano le due ragazze in quanto donne (quindi ritenute inferiori) e in quanto appartenenti ad una classe sociale inferiore (Donatella e Rosaria erano due "borgatare").

Tuttavia, per motivi non particolarmente convincenti, Stefano Mordini decide di eliminare tutto il background politico, rileggendo l'azione del massacro del Circeo a suo modo, ovvero puntando il dito verso un certo tipo di educazione ricevuta.

La locandina del film La scuola cattolica, una produzione Warner Bros, Entertainment Italia e Picomedia

La scuola cattolica: confusione e mancanze

La regia di Mordini, per quanto virtuosa ed un'unita ad una squisita fotografia, non riesce a penetrare l'animo di ciò che realmente fu il massacro del Circeo. E tutto ciò perché, come si evince nel libro di Albinati, il massacro del Circeo NON è l'elemento principale della storia. I due binari su cui si basa la narrazione cozzano continuamente tra di loro. Non riusciamo ad entrare pienamente nella vite di Edoardo e dei suoi compagni come - ahinoi - non riusciamo nemmeno a comprendere quale sia il ruolo di Izzo e degli altri.
Sarebbero il braccio armato dell'educazione sessista ricevuta? Il risultato di un'educazione parentale disattente e menefreghista?

Questi quesiti, tuttavia, creano un secondo ed enorme problema: anche se la produzione ha stigmatizzato "una censura operata su un film che denuncia la violenza sulle donne", più volte il film pare quasi giustificare la carneficina fatta al Circeo.

Il regista Stefano Mordini ha così ribattuto sul punto:

“Nella motivazione della commissione censura si lamenta il fatto che le vittime e i carnefici siano equiparati, con particolare riferimento a una lezione di un professore di religione, ma questo è esattamente il contrario di quello che racconta il film, e cioè che, provenendo dalla stessa cultura, è sempre possibile compiere una scelta e non deviare verso il male. Una delle due vittime, all’epoca, era minorenne e il nostro è un film di adolescenti interpretato da adolescenti. Trovo assurdo che oggi si vieti ai ragazzi anche solo di vedere, attraverso un libero mezzo di espressione, quello che due ragazze come loro anni fa hanno subito, questo atto censorio priva una generazione di una possibile presa di coscienza che potrebbe essere loro utile per difendersi da quella violenza spesso protagonista nella nostra cronaca.
E questo perché alcune delle ragioni di quella tragedia sono purtroppo ancora attuali.”

Come abbiamo letto ovunque, La scuola cattolica è un film vietato ai minori di 18 anni. In molti si sono chiesti il perché di questo divieto, pensando che forse la scena del Massacro fosse stata resa con eccesiva crudezza. Il divieto non è stato imposto per la violenza, bensì per una lezione in cui Golgota (Fabrizio Giufini) analizza un dipinto in cui Gesù viene flagellato. Golgota afferma che Gesù sia responsabile di tale azione quanto i suoi aguzzini. Risulta palese, quindi, che l'intento metaforico dietro questa affermazione sia quello di traslare la figura di Gesù sulle due giovani e quella dei flagellatori sui rampolli/aguzzini. Per tale motivo (e non per una questione religiosa) il film è stato vietato ai minori, poiché la sua riflessione è ritenuta alquanto ambigua.

Sfortunatamente, per quanto sicuramente l'intento di Mordini non sia quello di benedire i tre assassini, il suo film pare dirci le stesse parole di Golgota: "Per subire il male ci sarà pure bisogno di qualcuno che lo commetta". Peccato che il massacro del Circeo non fu solo un atto nato dal "male" ma figlio di un contesto sociale e politico ben più complesso rispetto a quello presentato nel film. La scelte di estromettere il movente politico e le condizioni psichiatriche dei tre uccisori, non fanno altro che incrementare il senso di parità che si vuol creare tra vittima e carnefice. Tutto ciò, oltre a non ricostruire la cronaca del tempo, risulta essere un messaggio pericoloso, specialmente in un clima come il nostro dove i femminicidi sono all'ordine del giorno.


Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno

Le memorie del comandante.

Plinio il Vecchio da Como a Miseno

(Bacoli, Napoli 22-25 ottobre 2021)

Comandante in capo della flotta imperiale di stanza a Miseno, celebre naturalista, autore della più antica enciclopedia conosciuta, la Naturalis Historia, storico, retore, grammatico, uomo di pensiero e d’azione perito durante la disastrosa eruzione vesuviana del 79 d.C. nel tentativo di soccorrere gli abitanti delle zone colpite, Plinio il Vecchio è oggi considerato come ineguagliabile storico dell’arte antica (Silvio Ferri), antesignano della Protezione civile (Flavio Russo), “protomartire delle scienza sperimentale” (Italo Calvino), “un uomo che dimostra una attenzione senza precedenti all’umanità” (Michel Onfray).

Quale figura meglio di Plinio il Vecchio può allora segnare il riscatto dopo oltre un anno di pandemia? Certo non molti possono unire l’Italia con un esempio più efficace del suo: nato a Como, dopo una lunga parentesi a Roma e in quasi tutta l’Europa romana, fu prefetto della flotta a Miseno e morì a Stabiae (odierna Castellammare di Stabia) nella tragica eruzione vesuviana che distrusse anche Pompei ed Ercolano.

Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno
La locandina dell'evento Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno

L’evento Le memorie del comandante. Plinio il Vecchio da Como a Miseno, che si svolgerà a Bacoli e Napoli e dal 22 al 25 ottobre 2021, mira proprio a mettere in luce i diversi aspetti di una figura eccezionale. E lo fa legandoli ai luoghi della sua vita: a Como, dove nacque; a Miseno, dove esercitò il suo ultimo comando militare; a Stabia, dove morì.

All’evento, organizzato dai Comuni di Bacoli e Como, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dall’Accademia Pliniana, dalla Biblioteca Universitaria di Napoli, dalla Fondazione Alessandro Volta di Como, dall’Associazione Stabiae 79 A.D., e coordinato dall’archeologo e scrittore Alessandro Luciano, parteciperanno alcuni dei principali studiosi nazionali e internazionali di Plinio il Vecchio. Prevista la diretta Facebook sulla pagina del Comune di Bacoli.

La quattro giorni, ad ingresso libero, si articolerà in un ciclo di conferenze e presentazioni di libri, visite guidate ai luoghi “pliniani” e spettacoli dal vivo, nonché in un’esposizione bibliografica e una mostra con video-installazioni, fotografie e riproduzioni artistiche.

Link alla Pagina Facebook.

Testo, locandina e video dall'Ufficio Comunicazione dell'evento.


Il Museo Ninfeo fa rivivere il lusso degli Horti Lamiani a Roma

Riscoprire Roma attraverso uno dei suoi luoghi più incantevoli, gli Horti Lamiani, residenza privata di molti imperatori e locus amoenus per le meraviglie che vi si potevano trovare. Il tutto rivivrà grazie alla creazione di un nuovo museo nella capitale, il Museo Ninfeo che sorge proprio nel luogo mitico della storia romana.

Il museo che sarà inaugurato con due open day il 30 e 31 ottobre e poi aperto al pubblico dal 6 novembre custodisce reperti che vanno dal periodo giulio-claudio, quando gli Horti entrarono a far parte del demanio imperiale sotto Tiberio e Caligola e fino ai Severi, a cui si devono le ultime lussuosissime trasformazioni di alcuni ambienti.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Ogni epoca ha lasciato qui testimonianze preziose e reperti di ogni sorta che ricostruiscono una lunga vita. 3000 oggetti selezionati ed esposti, affiancati da ricostruzioni e video che restituiscono in maniera molto suggestiva i diversi aspetti della cultura della città imperiale.

Il Museo Ninfeo di Piazza Vittorio nasce come un importante progetto di musealizzazione e si pone ad essere come luogo emblematico della Roma imperiale. Gli Horti Lamiani restituiscono un’importante evoluzione architettonica e una precisa realtà storico-archeologica in un arco cronologico che va dal I secolo a.C. al III d.C. donando ai visitatori la visione di tanti resti recuperati in questi anni e musealizzati con rigore e scientificità.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Fin dall’età preistorica utilizzato come luogo di sepoltura, l’Esquilino, il più alto ed esteso tra i sette colli di Roma, tra le attuali Piazza di Santa Maria Maggiore e Piazza Vittorio venne diviso in due dalla costruzione delle Mura Serviane. In età repubblicana nella parte esterna alla città erano presenti una vasta necropoli, dove spiccava la tomba dei Fabii, coltivazioni e cave di pozzolana, attività di cui lo scavo ha restituito importanti testimonianze.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

I ritrovamenti più importanti risalgono ad epoca giulio-claudia quando Gaio Clinio Mecenate nella seconda metà del I secolo a.C. fece bonificare il sepolcreto per edificare uno spazio privato destinato alla residenza di molti aristocratici, gli homines novi di Augusto, tra cui Lucio Elio Lamia. Lamia che da rango equestre passò a quello di senatore grazie all’intercessione imperiale si fece costruire qui una lussuosa residenza, gli Horti Lamiani che alla sua morte, nel 33 d.C. lasciò al demanio imperiale.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Ma ancora la lunga storia degli Horti Lamiani non finisce qui e se Tiberio non si interessò molto alle questioni di Roma fu con Caligola che l’area assunse nuovamente un grande sfarzo, ordinando una nuova sistemazione e facendo costruire una grande residenza.

Tra i preziosi reperti dell’epoca degli imperatori giulio-claudii spicca una monumentale scala ricurva in marmo, affreschi, decorazioni e molti materiali di vita quotidiana. Tra questi, un impianto idrico con il nome dell’imperatore Claudio – il successore di Caligola–, impresso sui tubi di piombo, certifica l’epoca della sua costruzione. Particolarmente suggestivo è stato il rinvenimento di frammenti di vetro per finestre: Filone Alessandrino scrive infatti che Caligola

«Prima si precipitò di corsa nella sala grande, ne fece il giro e ordinò che le finestre tutto intorno venissero restaurate con materiale trasparente come il vetro bianco…» (Legatio ad Gaium).

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Ma risale ad epoca severiana una delle impronte più importanti e imponenti dell’intero complesso: un’ aula priva di copertura con pareti lastricate di marmi pregiati e pavimentata a grandi lastre in marmo bianco con una ampia fontana ninfeo, ancora esistente.

Si tratta del ritrovamento architettonicamente più importante per quello che può raccontare della residenza imperiale e che le fonti antiche fanno risalire ad Alessandro Severo. La piazza ninfeo era decorata con gruppi scultorei, erme, vasi da fiori: un luogo evocativo, dove l’imperatore poteva trovare suoi momenti di svago personale o accogliere ospiti importanti da tutto l’impero.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Ricostruzione della piazza ninfeo. Foto: Fabio Caricchia

Anche la cultura materiale abbonda nella lunga esistenza degli Horti Lamiani, reperti importanti per ricostruire non solo il lungo arco di vita dell’area ma anche capire Roma da un particolare punto di vista… quello di Roma stessa.

Oltre a marmi preziosi provenienti dalle province più lontane, abbondanti anfore permettono di identificare le rotte dei commerci durante le varie epoche, da nord a sud, da est ad ovest, sia nel bacino del Mediterraneo sia nel nord Europa. Per facilitarne la lettura, gli archeologi hanno ideato una sorta di mappa con esempi delle tipologie di anfore e la loro provenienza.

Museo Ninfeo
Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Fragili e preziosi, i ritrovamenti vegetali permettono di aprire una ulteriore finestra sugli Horti Lamiani: sono state rinvenuti le piantumazioni, in terra e in vaso, che ci permettono di avere un’idea della sontuosità dei giardini nelle varie epoche, ma è anche emerso come un’ampia parte dell’area fosse lasciata a coltura spontanea offrendo così l’effetto di una residenza urbana in un contesto di campagna.

Particolari sono anche i reperti animali, tra cui le ossa di leone, di cerbiatto, di struzzo, denti di orso. Oltre a questa testimonianza di animali esotici e non anche esempi di fauna marina che testimoniano gli usi culinari dei Romani e in particolare dell’aristocrazia. Nel menù di un aristocratico o di un principe non potevano mancare le ostriche.

Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Gli Horti Lamiani mantennero la loro funzione di rappresentanza imperiale fino al IV secolo dopo Cristo, periodo del loro probabile abbandono. Durante il medioevo il paesaggio dell’Esquilino, ormai ruralizzato, era caratterizzato da piccoli nuclei abitativi e da campi e orti coltivati in prossimità di chiese e conventi, tra cui Santa Maria Maggiore, Sant’Eusebio, Santa Croce in Gerusalemme e San Giovanni in Laterano. Nel XVI secolo, con la costruzione dell’acquedotto Felice voluto da Sisto V, l’area tra le Mura Serviane e quelle Aureliane tornò a essere una zona residenziale di lusso di proprietà delle più importanti famiglie romane.

Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

«È un eccezionale risultato scientifico – secondo Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma –, questo museo porta alla luce uno dei luoghi mitici dell’antica Roma, quegli Horti Lamiani che erano una delle residenze giardino più amate dagli imperatori. L’aspetto virtuoso è la collaborazione tra il Ministero della Cultura ed Enpam, che ha permesso la creazione di un laboratorio di studio per progettare un museo innovativo: non solo la bellezza e la rarità dei reperti, ma a essere esposta è la vera vita della Capitale dell'impero romano».

Museo Ninfeo negli Horti Lamiani. Foto: Fabio Caricchia

Realizzato congiuntamente dalla Soprintendenza Speciale di Roma e da Enpam, il nuovo Museo nasce proprio sul luogo del ritrovamento di un eccezionale contesto archeologico, venuto alla luce nell’area di Piazza Vittorio all’Esquilino, durante i lavori per la costruzione della sede dell'Ente.


Inaugurato il nuovo Museo delle navi di Fiumicino

Si amplia l’offerta del Parco Archeologico di Ostia Antica con la suggestiva apertura di una delle più importanti collezioni di navi romane del Mediterraneo. Cinque relitti sono accolti nel rinnovato Museo delle Navi di Fiumicino in un percorso di visita a due livelli in cui si potranno ammirare carene e chiglie, due grandi navi fluviali a diversi livelli di altezza e in più materiali archeologici ritrovati vicino ai relitti e negli scavi dell’antico complesso portuale di Ostia-Portus.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. Il Museo delle Navi prima dei recenti lavori di ristrutturazione – anno 2020 (foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

“La più grande nave caudicaria della collezione del museo – annuncia D'Alessio – è attualmente interessata da una fase di restauro che non la sottrarrà alla vista del pubblico: si potranno anzi osservare le operazioni dei restauratori, vedere come si interviene per conservare il legno giunto a noi dopo un viaggio sotterraneo di quasi duemila anni. Uno spettacolo da non perdere”.

“Le imbarcazioni custodite nel Museo hanno molto da raccontarci,” continua il Direttore D'Alessio “i visitatori resteranno impressionati dal prodigio tecnologico e organizzativo dei nostri antenati romani: in esposizione vediamo tre imbarcazioni fluviali, quelle del tipo caudicaria. Ebbene, non si tratta di sporadici exploit artigianali, bensì di prodotti che oggi definiremmo industriali: prue e poppe realizzate in serie per essere saldate con corpi centrali di diverse grandezze.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. Ricostruzioni dei Relitti Fiumicino 1, Fiumicino 4 e Fiumicino 5 (modello 3D Pierre Poveda, CNRS, CCJ e Daniela Peloso, Ipso Facto)

Giganti lignei in grado di trasportare anche 70 tonnellate di merce. Insieme a questi abbiamo una quarta nave capace di affrontare il mare e infine una barca da pesca unica nel suo genere, una navis vivaria, con un acquario per mantenere vivo il pescato. Un esempio della tecnologia romana capace di abbreviare le distanze fra le sponde del Mediterraneo e di generare rapporti culturali e commerciali, benessere e sviluppo: forse il più riuscito esempio di nation building della storia”.

STORIA DEL MUSEO

Il Museo delle Navi di Fiumicino è stato realizzato nel luogo stesso in cui le navi furono ritrovate, all’interno dell’antico bacino portuale di Claudio e Traiano, il Portus Ostiensis Augusti. L’insieme dei 5 relitti formano un insieme davvero eccezionale per la storia del trasporto e del commercio antico: tre imbarcazioni fluviali per il trasporto di merci lungo il Tevere tra Portus e Roma, una nave da trasporto marittimo e una rara barca da pesca di età romana con acquario centrale per la conservazione in vivo del pescato.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. Il Relitto Fiumicino 5 in corso di scavo, 1959 (foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

Durante i lavori per la costruzione dell’aeroporto “Leonardo Da Vinci” e della connessa viabilità, a partire dal 1957, cominciarono a venire alla luce imponenti resti di una parte del porto imperiale, il molo monumentale e la “Capitaneria” che ospita una volta affrescata con la raffigurazione del faro di Portus. Nel corso delle ricerche vennero scoperti anche i resti di otto imbarcazioni:

la prima (Fiumicino 2), una nave fluvio-marittima (navis caudicaria) per il trasporto sul Tevere e nei canali dei bacini portuali, fu rinvenuta nel 1958, mentre tra il 1959 e il 1961 si portarono alla luce altre due navi caudicarie, le Fiumicino 1 e Fiumicino 3, la barca da pesca Fiumicino 5 (navis vivara), e due parti di fiancata che appartenevano ad altre navi (Fiumicino 6 e Fiumicino 7). L’ultimo scafo recuperato, quello della Fiumicino 4, apparteneva a un piccolo veliero destinato probabilmente al commercio regionale lungo costa. Un ulteriore relitto (Fiumicino 8) non venne scavato a causa del pessimo stato di conservazione.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. Ricostruzione di Portus (Credits: 3DS Max, Mental Ray, Photoshop per Portus Project)

L’acqua, depositi di limo e sabbia hanno permesso che molte delle parti delle navi si conservassero bene per un buon stato di lettura, soprattutto di chiglie e carene. I relitti giacevano a ridosso del molo settentrionale del porto di Cluadio in cui si venne a creare un vero e proprio cimitero di navi molte delle quali troppo vecchie o mal ridotte per la navigazione e quindi abbandonate.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. Uno dei relitti in corso di scavo – anni ’60 (foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

Lo step successivo è stato quello di salvarle dal rapido degrado una volta a contatto con l’aria per cui si è reso necessario costruire delle strutture in legno per sorreggerne le fiancate e recuperare i relitti nella loro interessa. Il recupero fu coordinato dall’ingegnere del Genio Civile Otello Testaguzza che progettò nell’area del rinvenimento un luogo dove le navi vennero trasportate per il recupero e i primi interventi di restauro.

PERCORSO ESPOSITIVO

Il nuovo percorso espositivo che riapre dopo vent’anni si articola intorno ai cinque relitti recuperati durante gli scavi. La presenza di tre navi caudicarie, imbarcazioni fluvio-marittime destinate al trasporto lungo il Tevere, ha permesso infatti uno studio approfondito di questa tipologia di battelli, rivelandone il sistema seriale di costruzione, per cui alla prua e alla poppa veniva assemblato un corpo centrale di maggiore o minore dimensione, a seconda delle necessità.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. I relitti esposti al Museo delle Navi di Fiumicino (Foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

Le tre caudicarie di Fiumicino potevano trasportare rispettivamente ca. 70, 50 e 30 tonnellate. Anche la cd. “barca del pescatore”, naves vivara, è un reperto eccezionale nel suo genere e per stato di conservazione: l’acquario centrale per mantenere vivo il pescato era dotato di fori sul fondo per il ricambio dell’acqua, chiusi con tappi di pino.

La lunga esposizione all’aria aperta, il successivo spostamento nell’hangar (poi museo), le innumerevoli sollecitazioni climatiche e meccaniche subite dai relitti in questi sessant’anni, hanno evidenziato uno stato conservativo fortemente alterato che rende necessario un ampio intervento di restauro, al fine di ristabilire le condizioni adeguate nell’area espositiva e sui manufatti, in modo da consentirne la fruizione al pubblico.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. I relitti esposti al Museo delle Navi di Fiumicino (Foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

I lavori di restauro saranno effettuati in sito, concepiti come un “work in progress”, senza smontare le navi dai supporti e grazie alla messa in opera di una sorta di teca trasparente all’interno della quale gli interventi di restauro potranno essere direttamente osservati dal pubblico.

Museo delle Navi di Fiumicino
Museo delle Navi di Fiumicino. I relitti esposti al Museo delle Navi di Fiumicino (Foto Archivio Fotografico Parco archeologico di Ostia antica)

Ai cinque relitti che formano il corpo principale del museo si aggiunge una selezione di materiali sulla struttura e sul funzionamento delle navi, sulla vita di bordo, sulla struttura portuale, sui commerci.

INFO VISITE

Il Museo apre gratuitamente al pubblico a partire da martedì 12 ottobre da martedì a domenica dalle ore 10 alle 16. Per raggiungere il Museo, sarà disponibile una linea autobus del Comune di Fiumicino, e  un servizio di navetta grazie ad un accordo con Aeroporti di Roma.


Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno

“Correndo coi lupi” (“Running with wolves”), mostra a Lacco Ameno

CORRENDO COI LUPI / RUNNING WITH WOLVES
Mostra e workshop gratuito di grafica a Villa Arbusto, Lacco Ameno
 
Si intitola  “Correndo coi lupi” (“Running with wolves”) la mostra delle opere di illustratori provenienti da Estonia, Lettonia, Lituania scelte dall’artista estone Viive Noor, che si inaugura il 7 ottobre, ore 18:00, a Villa Arbusto in Lacco Ameno.
Promossa dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia nell’ambito delle sue attività di ricerca sui patrimoni narrativi tradizionali, la mostra resterà aperta fino al 2 novembre.
Mercoledì 6 ottobre, ore 16:00, l’artista estone Viive Noor terrà un workshop gratuito sulla grafica e l’illustrazione (prenotazioni inviando una mail a: [email protected] o collegandosi alla pagina Facebook @CeicIschia). Giovedì 7 ottobre alle 18:00 si aprirà la mostra con gli interventi di Viive Noor, di Ulle Toode (Centro Studi Baltici), Carla Tufano (Vice Sindaco di Lacco Ameno e Delegata alla Cultura), Marco Cortese (architetto, grafico d’arte e fotografo), Massimo Ielasi (esperto d’arte e gallerista), Ugo Vuoso (direttore Istituto CEiC e docente all’Università di Salerno).
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
 
Il filo conduttore delle opere - tutte illustrazioni di libri per bambini - è il lupo, figura importantissima nelle tradizioni popolari e nelle fiabe europee.
Il lupo è simbolo di sopravvivenza, di confronto con le proprie paure, di collaborazione e convivenza, ma anche di forza e di potere in tante culture, in tutto il mondo. Nel mondo nordico è considerato simbolo di saggezza e indipendenza, di collaborazione e protezione. Nelle culture nord-europee sono molto diffuse le leggende sulla Donna-Lupa. Nell’antica tradizione estone esiste la credenza, secondo cui ogni donna porti dentro di sé lo spirito selvaggio della lupa che crea un’energia potente e vitale e lo esprima a diretto contatto con la natura. Non è un caso che in Estonia nel Medioevo la maggior parte dei processi alle streghe coinvolgessero donne accusate di possedere lo spirito del lupo e la saggezza di questo animale - totem per la gente del Baltico. La lupa sa di essere la matriarca del branco e sa guidare il suo gruppo, e nel contempo può diventare la leader per gli altri, senza timore né complessi, e impara dall’esperienza prendendo cura di se stessa.
 
Secondo le credenze popolari estoni vedere un lupo porta fortuna. La studiosa di folklore Marju Kõivupuu dice:
“Per questo a chi parte si augura: “Che tu abbia fortuna sul tuo cammino, e che un lupo ti venga incontro!””
La mostra “Correndo coi lupi” intende promuovere l’illustrazione come forma d’arte che accompagna l’uomo dalla nascita e che sa educare alla libertà, ai sentimenti e alle emozioni. La curatrice Viive Noor è già conosciuta in Italia per varie mostre che ha organizzato in collaborazione con l’Associazione Italia Estonia negli anni tra il 2014 e il 2019, come per esempio quella dal titolo “C’era una volta” dedicato alle illustrazioni delle fiabe dei fratelli Grimm.
 
Il progetto "Correndo coi lupi" è promosso dal Centro per la Letteratura Estone per Bambini di Tallinn, in collaborazione con l'Associazione Italia Estonia e il centro Studi sul Baltico presso l’Università della Sapienza di Roma, dal Ministero della Cultura in Estonia, dalle Ambasciate di Estonia, Lettonia e Lituania a Roma, dal Laboratorio di Antropologia “A. Rossi” Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno.  
Correndo coi lupi running with the wolves mostra Lacco Ameno
Testo e foto dal CEiC - Istituto di Studi Storici e Antropologici di Ischia

Pyrgi Nuove scoperte

Pyrgi: nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario

PYRGI: NUOVE SCOPERTE E NUOVI PROGETTI GRAZIE ALLASINERGIA TRA REGIONE LAZIO,

SAPIENZA UNIVERSITÀ DI ROMA, SOPRINTENDENZA PER L’ETRURIA MERIDIONALE

E COMUNE DI SANTA MARINELLA

Grazie alla collaborazione tra Regione Lazio, Sapienza Università di Roma, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e Comune di Santa Marinella negli ultimi anni si sta lavorando alla costruzione di un sistema territoriale unico sia dal punto di vista naturalistico, sia archeologico sia paesaggistico che va dal complesso monumentale del Castello di Santa Severa, al Monumento Naturale e all’area archeologica di Pyrgi, fino ad arrivare alla Riserva Naturale di Macchiatonda.

Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Un modello virtuoso che sta mettendo in atto sinergie a vari livelli e multidisciplinari, dalla ricerca alla valorizzazione, dalla tutela dell’ambiente e dei reperti archeologici alla divulgazione nei confronti della comunità.

Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Un grande polo culturale e turistico in un tratto della costa laziale unico per le ricchezze naturali e per le testimonianze storiche che rappresenta un modello per le ricche potenzialità di impatto positivo sul territorio e che sarà ulteriormente valorizzato grazie a nuove, importanti novità.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

È in corso fino al 30 settembre la campagna annuale di scavo didattico diretta dalla professoressa Laura M. Michetti con gli studenti di Etruscologia del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma mentre la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale sta portando avanti dal 2019 due progetti: il primo è un progetto di musealizzazione all’aperto dell’area archeologica, che prevede di rendere l’area accessibile a tutti, tramite un sistema di pedane e passerelle, e di realizzare un importante intervento di ingegneria ambientale per la riqualificazione del sistema dei fossi esistenti, al fine di drenare il terreno ed evitare così gli allagamenti periodici - particolarmente dannosi per la conservazione dei resti archeologici e che rendono impossibile la fruizione dell’area nei mesi invernali.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Il progetto è stato realizzato in piena collaborazione tra la Soprintendenza e la Regione Lazio (Direzioni Ambiente e Demanio e Patrimonio, Riserva Naturale di Macchiatonda e Laziocrea spa) e sarà complementare al progetto regionale di difese a mare della costa e ricostruzione della duna lato spiaggia.

Pyrgi Nuove scoperte
Studenti a lavoro in cantiere

Il secondo progetto riguarda il nuovo allestimento del deposito archeologico con funzioni di sala-studio/laboratorio di restauro e del nuovo centro visita, per la fruizione congiunta della Riserva di Macchiatonda e del Monumento Naturale e dell’area archeologica di Pyrgi. Lo studio e il perfezionamento di questi percorsi condivisi saranno oggetto di un protocollo di intesa, in corso di definizione, tra il Ministero e la Regione.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Infine, sul piano della divulgazione, una importante novità è rappresentata dai nuovi pannelli concepiti dall’équipe della Sapienza e realizzati dalla Regione Lazio, in collaborazione con la falegnameria del Parco dei Castelli Romani, nei quali vengono illustrati il percorso naturalistico-archeologico e i risultati delle ricerche dell’Università di Roma nel porto e nel santuario etrusco di Pyrgi.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Sono inoltre in corso di elaborazione progetti relativi a una migliore fruizione dei resti archeologici tramite la realtà aumentata.

LO SPAZIO MUSEALE DENOMINATO “ANTIQUARIUM DI PYRGI”

La Regione Lazio e il MIC - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale hanno siglato nel 2019 un apposito Protocollo di Intenti con l’obiettivo di ampliare la fruizione dell’offerta culturale, favorire l’accesso al Castello di un pubblico sempre più vasto, creando un unico circuito di visita con l’Antiquarium ed i templi monumentali di Pyrgi.  Grazie a questo protocollo, la Soprintendenza in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, potrà allestire negli ambienti della Manica Lunga - all’interno del Castello di Santa Severa - il nuovo Antiquarium; questo spazio costituirà la naturale integrazione della sala dedicata alle antichità di Pyrgi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

Vi saranno esposti, in modo accattivante e fruibile a tutti, anche con l’ausilio di tecnologie multimediali, gli eccezionali rinvenimenti provenienti dalle indagini della Sapienza nelle due aree sacre che componevano il grande Santuario marittimo, proiezione sul mare dell’importante città etrusca di Caere.

Saranno rappresentati gli straordinari rivestimenti in terracotta policroma dei due grandi templi e dei diversi sacelli ed esposti per la prima volta nel loro insieme i numerosi reperti votivi rinvenuti: statue in terracotta rappresentanti gli offerenti, come una, di dimensioni reali, di una giovane fanciulla che reca in dono un porcellino, preziosi vasi greci dalle forme peculiari, rarissimi in Etruria, offerte di frutti di mare rinvenuti eccezionalmente intatti all’interno di recipienti in ceramica, ornamenti in oro, argento e ambra (orecchini, bracciali, scarabei), che costituivano i doni prediletti per le divinità femminili, in primo luogo Cavatha, una dea assimilabile alla greca Persefone.

Molto peculiari e privi di confronti anche gli oggetti realizzati in piombo: pesantissime barre, grandi ceppi d’ancora, piccoli lingotti, proiettili a forma di “ghianda” e centinaia di colature di metallo fuso che rappresentano l’offerta principale per il dio “Nero”, in etrusco “Sur”, divinità dell’oltretomba paragonabile al greco Ade, al quale ben si addiceva, appunto, l’offerta di un metallo scuro.

Sarà anche possibile ammirare una copia delle tre famose lamine auree con iscrizioni, due, di diversa lunghezza, in lingua etrusca ed una in fenicio, quest’ultima traduzione della lamina etrusca più lunga. Rinvenute nel 1964, esse ricordano come Thefarie Velianas, re/tiranno di Caere, avesse dedicato una statua ed un luogo di culto alla dea Uni (chiamata Astarte nel testo fenicio). I visitatori avranno dunque la meravigliosa opportunità di approfondire la conoscenza del comprensorio archeologico di Pyrgi, il più importante santuario e scalo marittimo dell'antica Caere che ha svolto un ruolo di fondamentale importanza nella storia del Mediterraneo antico, uno dei pochi menzionati dalle fonti letterarie antiche, essendo connesso con eventi storici cruciali per l’equilibrio politico ed economico nell’area mediterranea.

Direttore dell’Antiquarium: dott.ssa Rossella Zaccagnini.

LO SCAVO DI PYRGI

Pyrgi, porto e grande santuario marittimo sulla costa del Lazio etrusco, ha svolto una funzione primaria nella storia del Mediterraneo antico ed è stato lo scenario di eventi di fondamentale rilevanza, come evidenziato in modo esemplare dallo straordinario documento storico delle lamine d'oro. L’insediamento di Pyrgi ha svolto differenti funzioni grazie alla favorevole ubicazione lungo le rotte tirreniche. A causa dell’abbandono successivo alla fase della “romanizzazione” (prima metà del III sec. a.C.), rappresenta per gli archeologi un eccezionale caso-studio per la possibilità di condurre un’indagine su larga scala delle differenti componenti del suo assetto urbanistico.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte a Pyrgi. Veduta aerea degli scavi Sapienza e particolare sull'area dei templi

Stabilmente finanziato tra i "Grandi Scavi" dell'Ateneo romano, è una delle più antiche e illustri imprese di scavo dell'Università di Roma e costituisce un esempio di ricerca in ambito archeologico nel quadro della cosiddetta "Terza Missione" dell'Università, per l'impatto positivo sul territorio che le attività sul campo hanno finora avuto e potranno sempre più avere nel futuro grazie alla preziosa realtà locale e alle diverse collaborazioni in atto. Attività che coinvolgono, infatti, a vario livello, la Regione Lazio, nelle sue diverse strutture, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale e il Comune di Santa Marinella.

Il progetto di ricerca è incentrato sull’analisi del rapporto tra la città di Caere (Cerveteri) e Pyrgi, il suo principale porto, collegato alla città da un monumentale percorso viario.

Il primo colpo di piccone nel 1957

Gli scavi della Sapienza, condotti a partire dal 1957 da Massimo Pallottino e Giovanni Colonna, hanno portato alla luce un esteso complesso santuariale il cui fulcro è il grande santuario di Uni-Astarte voluto dal re/tiranno di Caere Thefarie Velianas con il tempio B (510 a.C.) e l’“Edificio delle Venti Celle”, forse destinato alla pratica della prostituzione sacra. A questo nucleo si è aggiunto, raddoppiando l’estensione del santuario, il grande tempio A (470/460 a.C.) decorato sulla facciata posteriore con un eccezionale altorilievo in terracotta rappresentante il mito dei Sette contro Tebe, considerato tra i capolavori assoluti dell’arte antica.

Giovani scavatori universitari e funzionari della Soprintendenza alle Antichità dell'Etruria Meridionale nel 1957

Area dei templi con il grande altorilievo del tempio A e modellino ricostruttivo

Una seconda area sacra è dedicata alla coppia di divinità Śur e Cavatha citate nelle iscrizioni votive in etrusco; largamente frequentata da greci, vi si praticavano culti di tipo demetriaco e connessi a divinità infere, come attestato da depositi votivi costituiti in gran parte da ceramiche importate da Atene.

Dal 2009, le indagini dirette da M. Paola Baglione e dal 2016 da Laura M. Michetti hanno interessato l’area a Nord del santuario, dove sono stati messi in luce una serie di isolati con un complesso di edifici anche di carattere pubblico, delimitati verso l’entroterra dal tratto parallelo alla costa della via Caere-Pyrgi. La vicinanza con l’area sacra, la monumentalità delle strutture e lo svolgimento di pratiche rituali hanno suggerito di interpretare questo settore di cerniera tra il santuario e l’abitato come un quartiere “pubblico-cerimoniale” che ha svolto funzioni amministrative e di rappresentanza in rapporto con il porto orientale anche prima della monumentalizzazione dell’area sacra. Negli ultimi anni, le ricerche sono riprese nell’area del grande santuario monumentale e hanno consentito di mettere in evidenza il tratto terminale della via monumentale che dalla città di Caere giungeva nel porto di Pyrgi dopo un tragitto di circa 10 km.

Il grande altorilievo dei Sette contro Tebe, dal Tempio A

Le straordinarie scoperte di Pyrgi, esposte in una sala dedicata nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, hanno contribuito all’attivazione da parte della Sapienza del finanziamento dedicato ai “Grandi Scavi di Ateneo”, grazie al quale ogni anno una cinquantina di studenti – anche stranieri – specializzandi e dottorandi in Etruscologia sono coinvolti nelle attività sul campo e nei laboratori di schedatura e documentazione dei reperti che si svolgono nel corso dell’inverno nelle strutture universitarie. Fin dal suo inizio, infatti, lo scavo di Pyrgi è stato concepito come uno “scavo-scuola” e in esso si sono formate generazioni di archeologi che hanno poi ricoperto ruoli importanti nelle Soprintendenze, nei Musei, nelle Università.

Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Le attività di ricerca, condotte dal settore di Etruscologia e Antichità italiche del Dipartimento di Scienze dell’Antichità in regime di concessione con il MIC, contano da anni sulla collaborazione interdisciplinare di varie componenti dell’Ateneo romano, come i Dipartimenti di Scienze della Terra (analisi geologiche e pedologiche), Ingegneria Civile Edile Ambientale e Ingegneria dell'Informazione Elettronica e Telecomunicazioni (prospezioni elettromagnetiche e georadar), Biologia e Biotecnologie "Charles Darwin" (studio dei resti osteologici), Chimica e Tecnologie del Farmaco e Scienze di base ed applicate per l’Ingegneria (analisi archeometriche), Storia Disegno Restauro dell’Architettura (ricostruzioni 3D), Architettura e Progetto (progetto di valorizzazione dell’area archeologica), Scienze Giuridiche (studio delle fonti letterarie, giuridiche, epigrafiche); la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio svolge attività di restauro delle strutture, mentre il Polo Museale Sapienza è impegnato nelle attività di musealizzazione e valorizzazione nel Museo delle Antichità Etrusche e Italiche della Sapienza).

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Direzione scientifica dello scavo: Laura M. Michetti; coordinamento del cantiere di scavo: Barbara Belelli Marchesini; responsabili dei settori di scavo: Alessandro Conti, Manuela Bonadies, Martina Zinni; responsabile del laboratorio reperti: Alessandro Conti; valorizzazione: Claudia Carlucci.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

 

DI BERARDINO VISITA AREA ARCHEOLOGICA DI PYRGI

L’Assessore alla Scuola e Formazione, Claudio Di Berardino ha visitato questa mattina l’area archeologica di Pyrgi, porto-santuario della città etrusca di Caere, l’odierna Cerveteri, gestita dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale, oggetto da decenni degli scavi condotti dalla Sapienza Università di Roma e situata accanto al Castello di Santa Severa.

Pyrgi Nuove scoperte
Il comprensorio di Pyrgi oggetto degli Scavi Sapienza

All’evento hanno partecipato Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università Sapienza di Roma, Margherita Eichberg, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e il Sindaco di Santa Marinella, Pietro Tidei.

L’evento, concepito come una giornata di “archeologia pubblica”, ha consentito all’Assessore di visitare il cantiere di scavo della Sapienza e di interagire con gli studenti impegnati nelle attività sul campo.

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere

Questi scavi sono un grande progetto di sviluppo e raccontano una grande forza di questa Regione - ha dichiarato l’Assessore, Claudio Di Berardino, che ha aggiunto- sul nostro territorio insiste una delle più grandi concentrazione di beni artistici e archeologici che esista in tutto il pianeta, ma questo patrimonio è inerte se lo lasciamo a sé stesso. Siamo una superpotenza dei beni culturali, ma con una occupabilità al di sotto della media europea nel settore e questo è un paradosso che va superato.

Abbiamo fra le migliori scuole archeologiche del mondo, tra cui la facoltà di Scienze archeologiche della Sapienza di Roma, e non possiamo accettare che i nostri giovani archeologi debbano andare via per trovare lavoro nonostante tutto ciò che c'è ancora nel Lazio da scoprire. Per questo la Regione ha investito, fra le altre iniziative, nel progetto 'Lazioantico' per realizzare la mappatura completa di tutte le aree archeologiche regionali, effettuata dagli studenti universitari attraverso le borse di studio finanziate grazie al contributo complessivo di circa 500 mila euro. A questi si aggiungono 42 milioni di euro destinati al finanziamento di un distretto tecnologico per i beni culturali per mettere in rete università, centri di ricerca, industrie culturali e creative, imprese digitali e creative, comuni e altri enti pubblici e privati; una delle più grandi infrastrutture europee dedicate alla valorizzazione dei beni culturali.”

Pyrgi Nuove scoperte
Nuove scoperte a Pyrgi: veduta aerea degli scavi Sapienza

Le più recenti acquisizioni dagli scavi in corso a Pyrgi

Riti e cerimonie in un porto etrusco

Il porto di Pyrgi era il principale scalo della grande città etrusca di Caere (Cerveteri), fondato alla fine del VII sec. a.C. in corrispondenza di un’ampia insenatura, nel III sec. a.C. l'abitato è stato inglobato per metà della sua estensione all'interno della colonia marittima romana, a sua volta in parte occupata dal Castello di Santa Severa.

Le ricerche della Sapienza Università di Roma si sono recentemente concentrate sull’analisi dell’assetto urbanistico, nel quale un ruolo fondamentale è svolto dal tracciato della monumentale via Caere-Pyrgi, un’eccezionale opera di ingegneria che collegava la città al suo porto (lunga 10 km circa, con una carreggiata larga tra i 6 e i 10 m), in un’organizzazione degli spazi che vede il grande santuario parte integrante di un piano urbanistico complessivo.

Nuove scoperte e nuovi progetti per l'antico porto e santuario di Pyrgi. Studenti a lavoro in cantiere. Fig. 1 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 2 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Gli scavi sono condotti dalla sezione di Etruscologia e coinvolgono annualmente decine di studenti della Sapienza per i quali l’attività di scavo rappresenta una fondamentale esperienza didattica (fig. 1). Nelle ultime campagne di scavo si sta portando alla luce un complesso di edifici certamente di carattere pubblico nei quali hanno probabilmente trovato spazio attività di tipo economico, amministrativo, doganale in relazione con il porto, ma che hanno avuto funzioni di rappresentanza e di tipo cerimoniale e rituale a partire almeno dalla metà del VI sec. a.C. Si segnala in particolare un grande edificio porticato con un tetto rivestito da decorazioni in terracotta dipinta (530-520 a.C.) (fig. 2), dedicato tra l’altro all'immagazzinamento di derrate.

Fig. 3a © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 3b © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 4 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Molto numerose e interessanti le tracce di pratiche rituali che suggellano i momenti di fondazione, cambiamento d’uso o dismissione di edifici o specifici ambienti: si segnalano in particolare il sacrificio di un cane (fig. 3) all’entrata di uno degli edifici, la presenza di fosse votive come quella “dei pesi da telaio” contenente decine di questi strumenti in terracotta, le deposizioni di anfore e altri contenitori con offerte alimentari (fig. 4), ceramiche, lingotti di piombo, bronzo fuso con carattere premonetale, punte miniaturistiche di frecce in bronzo, il seppellimento di una brocca conficcata nel suolo con un chiodo di ferro ad indicare la sua inamovibilità. L’offerta di vasi greci (fig. 5), di lucerne di produzione cartaginese (fig. 6) e di un’ancora in pietra (fig. 7) di un tipo usato anche nel mondo vicino-orientale testimoniano la frequentazione del porto da parte di stranieri.

Fig. 5 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 6 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 7 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Tutti questi ritrovamenti, indizio sicuro di cerimonie che si svolgevano nell’area, suggeriscono di interpretare questo settore come un quartiere “pubblico-cerimoniale” la cui vita si è sviluppata anche a servizio del vicino santuario.

Reperti eccezionali per il nuovo Antiquarium di Pyrgi

nella Manica Lunga del Castello di Santa Severa

Materiali degli Scavi Sapienza stoccati nella Manica Lunga in attesa del nuovo allestimento

La collaborazione tra Sapienza Università di Roma, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e Regione Lazio nel comprensorio di Pyrgi sta dando ottimi frutti sia sul piano della tutela sia su quello della valorizzazione, nell’ottica di un’ampia divulgazione presso le comunità locali dei risultati dell’attività di ricerca universitaria.

Materiali degli Scavi Sapienza stoccati nella Manica Lunga in attesa del nuovo allestimento

Sono infatti in avanzata fase di elaborazione sia i progetti relativi alla musealizzazione all’aperto dell’aerea archeologica, sia quelli inerenti al nuovo allestimento dell’Antiquarium, che sarà ospitato nella Manica Lunga del Castello di Santa Severa e costituirà la naturale integrazione, a pochi passi dal luogo di ritrovamento, della sala dedicata alle antichità di Pyrgi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, dove sono esposti il celebre altorilievo in terracotta con il mito dei “Sette contro Tebe” e le famosissime lamine d’oro con iscrizioni in etrusco e in fenicio.

Materiali degli Scavi Sapienza stoccati nella Manica Lunga in attesa del nuovo allestimento

L’allestimento consentirà di esporre, in modo accattivante e fruibile a tutti, anche con tecnologie multimediali all’avanguardia, gli eccezionali rinvenimenti provenienti dalle pluriennali indagini della Sapienza nelle due aree sacre che componevano il grande Santuario marittimo, proiezione sul mare dell’importante città etrusca di Caere (odierna Cerveteri - RM).

Fig. 2 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 3 Busto in terracotta raffigurante la divinita fluviale Acheoloo, dal  Santuario Merdionale © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 4 Statua di offerente con porcellino, dal Santuario meridionale © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 5 Brocca configurata a testa femminile importata da Atene, dal Santuario meridionale © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Saranno ampiamente rappresentati gli straordinari rivestimenti in terracotta policroma dei due grandi templi e dei diversi sacelli (Figg. 1-3) e saranno esposti per la prima volta nel loro insieme i numerosi reperti votivi rinvenuti: statue in terracotta rappresentanti gli offerenti, come una, di dimensioni reali, di una giovane fanciulla che reca in dono un porcellino (Fig. 4), preziosi vasi greci dalle forme peculiari, rarissimi in Etruria (Fig. 5), offerte di frutti di mare rinvenuti eccezionalmente intatti all’interno di recipienti in ceramica, oggetti in materiale prezioso realizzati in oro, argento e ambra (orecchini, bracciali, scarabei: Fig. 6) che costituivano i doni prediletti per le divinità femminili, in primo luogo Cavatha, una dea assimilabile alla greca Persefone.

Fig. 6a Coppia di orecchini in oro dal Santuario meridionale © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 6b Orecchino in oro dal Santuario meridionale © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma
Fig. 7 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Molto peculiari e privi di confronti anche gli oggetti realizzati in piombo: pesantissime barre (Fig. 7), grandi ceppi d’ancora, piccoli lingotti, proiettili a forma di “ghianda” e centinaia di colature di metallo fuso, che rappresentano l’offerta principale per il dio “Nero”, in etrusco “Sur”, divinità dell’oltretomba paragonabile al greco Ade, al quale ben si addiceva, appunto, l’offerta di un metallo scuro.

Fig. 8 © Missione archeologica a Pyrgi, Dip. Scienze dell'Antichità, Sapienza Università di Roma

Testi, foto e video dall'Ufficio Stampa Regione Lazio


Mythos III

Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Il 30 e il 31 luglio, a Genzano di Roma, presso l’idilliaco contesto del parco e del palazzo Sforza Cesarini, si è tenuto il seminario “Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy”. L’iniziativa si inserisce all’interno di un percorso avviato nel 2019 dal Museo col fine di aprire un dibattito nel mondo accademico italiano circa la possibilità di analizzare la produzione di fantascienza e fantasy quale documento storico.

Sono stati presi in analisi romanzi fantasy considerati capisaldi della letteratura di questo genere come Queste oscure materie del geniale Philip Pullman, cui la ricercatrice Laura Bressan ha analizzato il substrato mitologico e quello religioso con riferimenti a Lucrezio e suggestioni provenienti dalla cosmogonia e cosmologia cristiana.

 

Mythos III
La locandina del seminario Mythos III. I Miti e l’Epica dell’Antichità Classica e del Mondo Medievale nella Fantascienza e nel Fantasy

Le associazioni con il pensiero cristiano sono state prese in considerazione anche da Gloria Larini, la quale ha sottolineato l’importanza del sacrificio di Cristo e la sua diretta corrispondenza nella morte del leone Aslan nelle Cronache di Narnia. Paolo Pizzimento nell’affrontare l’opera immensa di Tolkien e nello specifico la profezia di Mandos ha suggerito dei precisi parallelismi con l’Apocalisse giovannea e con il Ragnarok della tradizione norrena. Tolkien ha avuto un grande spazio, grazie anche all’intervento di Roberto Arduini e Cecilia Barella, entrambi appartenenti all’Associazione Italiana Studi Tolkieniani, i quali hanno presentato un volume da loro curato dal titolo Paesaggi della Terra di Mezzo. La natura nelle opere di Tolkien.

Ma non si è trattato solo dei classici della letteratura fantastica contemporanea. Infatti, durante la prima giornata, hanno preso la parola anche due scrittori: Livio Gambarini, che ha parlato della quadrilogia fantasy Eternal War, da lui ideata, sottolineando l’interdipendenza con il mondo dantesco; e Valerio La Martire che ha ricostruito attraverso i suoi romanzi una trasposizione contemporanea dei miti della città di Roma. Le affascinazioni dantesche sono state le protagoniste anche dell’intervento di Gianni F. Trapletti che è intervenuto sul romanzo Terre Divise di Francesco Gungui.

Gregorio Nazianzeno in un Carme sosteneva: “E il sommo Logos gioca in forme di ogni genere, giudicando il suo mondo come vuole, in un senso o in un altro”. Massimo il Confessore commenta questa frase dicendo che Dio introduce nel gioco la rivelazione di verità più alte. Il gioco, perciò, diventa lo strumento attraverso cui la divinità comunica con gli uomini. Qualcosa di apparentemente fino a sé stesso prende una dignità di natura celeste. In tal senso l’importanza del gioco è fondamentale. In un seminario incentrato sul fantasy non poteva venir meno un momento di studio su questo aspetto della vita e, infatti, gli ultimi due studiosi hanno incentrato le loro esposizioni su questo. Enzo Franchini ha preso in analisi la figura di Zeus e dei centurioni e la loro rilevanza nei videogame. Michele Campopiano, invece, ha parlato di un gioco da tavolo, Lex Arcana, il quale è stato concepito come una reinvenzione fantasy della religione romana.

Igor Baglioni, Direttore del Museo delle Religioni "Raffaele Pettazzoni"

Sono state giornate molto stimolanti, ricche di spunti di riflessione. Il clima come sempre è stato conviviale. I pasti sono stati consumati insieme e si è degustata la ricca cucina locale. L’estate purtroppo è giunta quasi al termine, così come gli appuntamenti di questa stagione del Museo delle Religioni, consiglio quindi di tutto cuore la partecipazione agli ultimi due. Il prossimo avrò luogo dal 9 al 12 settembre, sempre presso il palazzo Sforza Cesarini di Genzano e sarà la terza edizione del Festival di Antropologia e Storia delle Religioni “Nella Terra di Diana”; l’ultimo, ad ad Albano, sarà dal 23 e al 25 settembre e avrà come protagoniste Atena e Minerva.


Il testimone Paolo Biondi AD

Il testimone di Paolo Biondi, l’antica Roma in “realtà aumentata”

Paolo Biondi, Il testimone, Edizioni di Pagina - recensione

Avete presente quelle meravigliose puntate di "Ulisse, il piacere della scoperta" in cui Alberto Angela, grazie ad elaborate ricostruzioni digitali, ci mostra le più antiche città o i più famosi monumenti storici nell’aspetto che dovevano avere all’epoca dei loro fasti?

Ebbene, nessun complicato lavoro di grafica computerizzata occorre a Paolo Biondi per farci rivivere in maniera vivida e altrettanto affascinante il passato della Roma imperiale: solo carta e penna.
Dietro alla carta e alla penna, però, ci sono anni di studi, ricerche, approfondimenti, curiosità intellettuale, amore per la storia e voglia di raccontare, di divulgare, di coinvolgere.

Ecco che, così, prendono corpo personaggi, edifici, strade, piazze, quartieri, selve, fiumi e mari, come in una cartina tridimensionale dove tutto, però, è in movimento, sia nello spazio che nel tempo.

Il testimone, romanzo storico di Paolo Biondi
Il testimone, romanzo storico di Paolo Biondi, pubblicato da Edizioni di Pagina (2021) nella Collana LEBELLEPAGINE n. 21. Foto di Annapaola Digiuseppe

Il testimone di Paolo Biondi (Edizioni di Pagina, 2021) ci conduce nella Roma della dinastia giulio-claudia, quella dominata da figure epiche come i principi Caligola, Claudio e Nerone, o le potenti e intriganti Agrippina e Messalina, o ancora gli apostoli Pietro e Paolo. Ma tutto diventa a portata di mano, diventa vita vera, diventa semplicemente la storia di uomini che, persa la distanza conferita dalla leggenda, pensano, soffrono, temono, amano, tramano, predicano, tradiscono, sodalizzano, esattamente come tutti i comuni mortali.

Chi è il testimone?

Il testimone del titolo è l’obelisco in granito rosso che, partendo dall’Egitto, nel I secolo d.C. attraversa il Mediterraneo in una smisurata nave mercantile, ammortizzato da un letto di lenticchie, per giungere a Roma e trovare collocazione al centro della spina del circo privato dell'imperatore, opera iniziata da Caligola e portata a termine da Nerone presso gli Orti di Agrippina, laddove oggi si trova la basilica di San Pietro in Vaticano.

L’altissimo monolite di granito rosso delle cave della Tebaide è, appunto, testimone di tutta la vita che scorre ai suoi piedi, lì nel cuore pulsante dell’impero romano in cui è stato posizionato.

Né il primo né l’ultimo. Né il più grande né il più piccolo. Né il più bello né il più brutto. Predestinato. Semplicemente: predestinato a essere testimone di avvenimenti, nei secoli.
(P. Biondi, Il testimone, p. 9)

Come spiega lo stesso obelisco, che parla in prima persona nel bellissimo prologo, la sua è una muta testimonianza, non solo in quanto oggetto inanimato, ma anche per via della non comune assenza di incisioni alla sua base, dovuta alla damnatio memoriae del vanaglorioso prefetto Gaio Cornelio Gallo, voluta dal principe Ottaviano.

Sono nato e rimasto muto. Non ho un messaggio mio da trasmettere a chi mi guarda, posso solo raccontare quello che vedo e ho visto accadere ai miei piedi. Testimone sì, ma testimone muto.
(P. Biondi, Il testimone, p. 12)

Annapaola Digiuseppe
Il testimone di Paolo Biondi, lettura in corso. Foto di Annapaola Digiuseppe

Accanto al protagonista in granito ve n’è uno in carne ed ossa, del quale il lettore segue il percorso formativo dall’inizio alla fine del romanzo, dall’adolescenza ad Alessandria d’Egitto all’età adulta a Roma, e che fa da tratto d’unione tra le varie vicende e i tanti personaggi: si tratta dell’ebreo Daniele, appassionato di cavalli, abile e competente nelle sue mansioni, misurato e saggio nel suo modo di pensare e di agire. Egli ha un compito fondamentale da svolgere, snodo importante nella storia umana, civile, politica e religiosa d’occidente, che si scopre alla fine del romanzo, quando la parola torna al muto testimone di granito rosso.

I personaggi

Intorno a Daniele si delinea una moltitudine di personaggi: Marco Terenzio, un romano alto da terra fino alla calvizie, che pareva liberare la testa verso il cielo, ben più di quanto la toga non ne slanciasse la figura e il portamento (p. 21); le due giovani e pacate cugine Pomponia e Giulia; il potente liberto Narcisso; l’emblematica coppia formata da Aquila e Prisca, lui ebreo, lei matrona romana; l’instabile Caligola con i suoi eccessi e la sua battaglia contro gli ebrei di Alessandria; l’insidiosa moglie di Claudio, Messalina; il pescatore galileo di nome Simone, detto Pietro, e l’inseparabile compagno di viaggio Giovanni, detto Marco, giunti a Roma per predicare la loro fede, non solo e non tanto fra noi delle sinagoghe, ma anche a tutti i romani, per convertirli (p. 74); il mite e accogliente Girolamo, orgoglioso testimone della stesura della lettera ai messinesi dettata dalla Vergine Maria allo scriba Simone; la bella Lucia, che sposerà il protagonista; l’apostolo Paolo, che senza giri di parole volle sottolineare la sua differenza rispetto a chi l’aveva preceduto (p. 144).

E ancora tanti altri personaggi, che il lettore potrà scoprire lungo la narrazione.

Il testimone, Paolo Biondi, Edizioni di Pagina, 2021
Il testimone di Paolo Biondi, Edizioni di Pagina, 2021. Foto di Annapaola Digiuseppe

Diverse sono le ambientazioni, da Alessandria a Roma, dalla Sicilia di Messina e Tindari a Corinto; magnifiche le descrizioni dei luoghi, non solo quelli urbani, minuziosamente resi in ogni dettaglio architettonico di interni e di esterni, ma anche quelli naturali.

Da lì la vista del mare si poteva accarezzare ancora di più e la luce alta del giorno proiettava sullo stretto una nebbiolina a pelo dell’acqua, mentre le montagne alle spalle di Regium, sull’altro lato dello stretto, apparivano scure, in controluce, facendo risaltare il blu del mare e l’azzurro del cielo. Lo stretto pareva attraversato da un ponte di scintille: il blu dell’acqua era tagliato dai riflessi luminosi che brillavano di mille splendori, come pietre a segnare quella strada abbagliante e argentea da un lato all’altro della costa.
(P. Biondi, Il testimone, p. 112)

Un romanzo, quindi, che unisce vicende umane, fatti storici, suggestioni e riflessioni, facendo muovere il tutto intorno a un originalissimo e inaspettato cardine narrativo: un monumento pagano, dedicato al dio del Sole, che diventa simbolo cristiano in quanto custode della tomba di San Pietro, unico monolite a Roma a rimanere sempre in piedi attraverso i secoli, più o meno luminosi, più o meno bui… (p. 182).

Il testimone, Paolo Biondi, Edizioni di Pagina
Il testimone di Paolo Biondi, Edizioni di Pagina, Collana LEBELLEPAGINE n. 21. Foto di Annapaola Digiuseppe

Il testimone: l'autore, Paolo Biondi

Paolo Biondi, giornalista e scrittore riminese residente a Roma, ha scritto altri tre romanzi storici, pubblicati dalla stessa casa editrice: Livia, una biografia ritrovata (2015); I misteri dell’Ara Pacis (2017); Giulia. Passione, poesia, potere (2019), tutti ambientati durante l’impero di Gaio Giulio Cesare Augusto, dal 27 a.C. al 14 d.C.

Leggere i romanzi di Paolo Biondi, insomma, equivale ad acquistare un biglietto in prima fila per godersi una spettacolare messa in scena della Storia antica e dei suoi protagonisti.
Non servono occhiali 3D: bastano le parole dell’autore per creare l’effetto realtà aumentata.

IL TESTIMONE
di Paolo Biondi
Collana LEBELLEPAGINE, n. 21
ISBN 978-88-7470-815-4
2021
pp. 184

Open House Italia: un viaggio nell’architettura italiana da Nord a Sud

Open House Italia: un viaggio nell’architettura italiana da Nord a Sud

Open House Italia
Open House Napoli View Hotel NH Panorama Ex Jolly ©Carlo Oriente Archivio Scenario

Dal 18 settembre al 10 ottobre 2021 quattro città italiane, Torino, Milano, Roma e Napoli, apriranno le porte delle loro architetture in occasione della nascita della nuova rete Open House Italia. L’evento, che avrà luogo nei quattro fine settimana consecutivi a partire da sabato 18 settembre a Torino, aprirà gratuitamente al pubblico circa 700 siti e percorsi per tornare ad osservare da vicino, conoscere e celebrare un patrimonio architettonico eterogeneo, multiforme e in continua trasformazione, tra i più rilevanti al mondo.

Open House Italia
Open House Roma - Foto di Flavia Rossi

Presentata in conferenza stampa dai direttori delle quattro edizioni presso Triennale Milano lo scorso 24 giugno, Luca Ballarini (Open House Torino), Maya Plata (Open House Milano) Davide Paterna (Open House Roma); Stefano Fedele – Alessandra Thomas (Open House Napoli), Open House 2021 mira ad unire le quattro metropoli e a dare un segnale forte e propositivo di riapertura nel segno della condivisione e della cultura, che costituiscono da sempre la filosofia di Open House.

Open House Milano Palazzo Visconti

Fondato a Londra nel 1992, Open House Worldwide è il festival internazionale dell’architettura che coinvolge ormai 46 città in cinque continenti, con oltre un milione di cittadini in tutto il mondo. Questo evento rappresenta un prezioso strumento di conoscenza che apre il dialogo tra cittadini e spazio urbano, un contributo non indifferente che ha l’obiettivo di sensibilizzare rispetto alla qualità del patrimonio e di incoraggiare a reclamare un ruolo centrale nella progettazione, nella tutela e nella cura dell’architettura come esercizio di cittadinanza.

Open House Italia
Open House Torino - Foto di Fabio Oggero

Questo Grand Tour contemporaneo ci porta nel 2021 da Nord a Sud a visitare quattro tra le maggiori città italiane, ognuna contraddistinta da tipologie edilizie e da un impianto urbanistico diversi, ma tutte accomunate da spazi urbani dal “carattere italiano”, ovvero da quel certo modo di definire e vivere gli spazi che da sempre ci è peculiare. Ciò che rende quest’anno il progetto Open House ancor più interessante è la capacità di unire trasversalmente istituzioni, enti pubblici, imprese, professionisti, associazioni e volontari di diversi centri urbani, permettendo un confronto determinante tra i cittadini e la creazione di un osservatorio nazionale sulla contemporaneità.

Open House Italia si arricchisce, inoltre, dell’inedito progetto video-editoriale “Trame Urbane” che vedrà protagonisti autrici e autori italiani - protagonisti il regista Marco Ponti che racconterà Torino, lo scrittore Marco Missiroli che svelerà la sua Milano, il fotografo Francesco Zizola che rivelerà il suo sguardo su Roma e la scrittrice Valeria Parrella che condurrà le persone a un inedito skyline di Napoli - che ci accompagneranno in una narrazione autobiografica ed evocativa, sullo sfondo della loro ricerca artistica, attraverso i luoghi a loro più cari o significativi, per aggiungere un ulteriore tassello di contenuto nella grande continua storia delle nostre città.

Open House Roma ©Flavia Rossi Scenario

Si ringrazia Open House Italia per le foto.


Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile

Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile 

il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare,

il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

La XX edizione del Festival Il Libro Possibile

è cominciata da Polignano a mare con gli ospiti della prima serata:

Sangiorgi, Lagioia, Genisi, Ainis e Pellecchia, Cazzullo, Jebreal, Briganti

L’omaggio a Dante di Ferroni

le ‘Pillole di Scienza’ con Trotta, Lucente e Iacono

7 luglio 2021 – Polignano a Mare

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Polignano a Mare - Sono oltre 200 i nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica che hanno animato il dibattito culturale della XX edizione del Libro Possibile 2021, evento culturale estivo tra i più attesi d’Italia.

In un succedersi di presentazioni, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli e reading il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, ha preso il via con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro i palchi che hanno accolto gli ospiti: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giuliano Sangiorgi

Si è partiti mercoledì 7 luglio alle ore 19.30 a Polignano a Mare con il primo ospite: Giuliano Sangiorgi, personaggio legato al borgo che ha dato i natali a Domenico Modugno per la sua emozionante interpretazione di ‘Meraviglioso’, ha presentato il suo ultimo romanzo Il tempo di un lento (Mondadori). Il frontman dei Negramaro ha raccontato un periodo mitico, quello in cui all’improvviso si cresce e tutto cambia nel salutare l’adolescenza: ne parla con la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro e Giuliano Sangiorgi

Porta il titolo di questa edizione, ’Ma il cielo è sempre più blu’, anche l’incontro successivo delle ore 20.15 con Michele Emiliano in dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo per affrontare i temi di politica locale e nazionale e di visioni future.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Enrica Simonetti e Aldo Cazzullo

Il racconto del contemporaneo al centro degli appuntamenti del festival. È un’analisi tutta sul femminile quella del saggio Le italiane (Solferino), a firma di Aldo Cazzullo. L’inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera ha rievocato alle ore 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo le figure, il carattere e le storie delle donne italiane che ha conosciuto, dalle centenarie che hanno fatto l'Italia, come Franca Valeri e Rita Levi Montalcini, alle giovani promesse di oggi, come Chiara Ferragni e Bebe Vio. Sul palco ha dialogato la responsabile della redazione Cultura e Spettacoli de La Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rula Jebreal

Alle ore 21.30 Rula Jebreal ha raccontato “come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro” ne Il cambiamento che meritiamo (Longanesi). Pagine in cui, restituendo la voce alla madre Nadia, ha lanciato un messaggio contro la violenza. Ha presentato la giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Erri De Luca

Il focus si è spostato sul ‘nodo’ che lega genitori e figli con Erri De Luca, che alle ore 20.45 ha presentato A grandezza naturale (Feltrinelli): “storie estreme”, come le definisce lo scrittore campano, a partire dalla narrazione biblica di Isacco, simbolo del sacrificio, fino ad arrivare al pittore Marc Chagall. Riflettori sul mondo della moda e sui suoi segreti in piazza San Benedetto alle ore 20.30 con la giornalista televisiva Mariella Milani, pronta a svelarli in Fashion confidential (Sperling & Kupfer) insieme alla conduttrice di Tgnorba24, Daniela Mazzacane.

Narrativa, saggistica e scienza in programma

La narrativa rimane la protagonista della XX edizione del Libro Possibile. A partire da Nicola Lagioia, che in piazza Aldo Moro alle ore 21.15 ha presentato La città dei vivi (Einaudi). Una narrazione che nasce dal crudo omicidio di Luca Varani da parte dall’omicidio di due ragazzi di buona famiglia nella periferia romana. E lo scrittore, procedendo per cerchi concentrici, spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere. Sul palco ha presentato la giornalista de La Repubblica, Antonella Gaeta. Rimaniamo nel campo del crime made in Puglia con Gabriella Genisi alle ore 20 in piazza Aldo Moro: dopo il grande successo del commissario Lolita Lobosco, trasposta di recente in una fiction Rai, ne La regola di Santa Croce (Rizzoli) è la carabiniera Chicca Lopez a dover sciogliere i nodi di una misteriosa scomparsa in una calda estate salentina degli anni ’80. Ha presentato l’incontro il direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà. Un incendio che devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma e il proprietario di un negozio di stoffe morto: sono i particolari da cui si muove la nuova indagine di Nina Mastrantonio in La notte non perdona (Sonzogno). Un intricato mistero da risolvere per la marescialla somala nata dalla penna di Daniela Grandi, giornalista e autrice dell’emittente televisiva La7, presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.

Si è ispirato ancora una volta alla sua storia, l’attore e scrittore Paolo Stella, in Per caso (tanto il caso non esiste) (Mondadori). Un romanzo autobiografico in cui la narrazione si lega al racconto del difetto genetico che, diagnosticato in giovanissima età, gli regalò l'incontro con un bambino davvero speciale. Ha presentato alle ore 22.15 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Donatella Azzone. “Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare”. È la filosofia che lega le Fiabe per adulti consenzienti (Rizzoli) del poeta Guido Catalano. Un piccolo rimedio che regala al pubblico di puazza Aldo Moro alle ore 21.45 per esorcizzare la tristezza e la paura. Ha introdotto la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Nel “silenzio forzato del lockdown, diventato quasi spirituale” è nato il quinto romanzo di Roberto Emanuelli, Adesso lo sai (Sperling & Kupfer), presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.30. Al centro della scrittura, come sempre, le passioni che bruciano in fretta, come quello che vive la protagonista Francesca. Ha presentato la scrittrice e firma culturale de La Repubblica Annarita Briganti. Al festival anche celebri ‘prime volte’ da romanzieri. Ad esempio il costituzionalista Michele Ainis, ospite alle ore 21.30 in piazza San Benedetto con Disordini (La Nave di Teseo), dove ha inscenato un cambio d’identità in puro stile kafkiano. È intervenuto l’attore Pierluigi Corallo, ha presentato il docente dell’Università del Salento Michele Troisi.

XX edizione libro possibile
A destra, Rocío Muñoz Morales

Esordio nella narrativa anche per l’attrice Rocío Muñoz Morales, sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle ore 23, che in Un posto tutto mio (Sonzogno) tesse una trama che lega Spagna e Puglia, a partire da una masseria ereditata dalla protagonista Camilla. Amatissima voce di Radio 105, Rosario Pellecchia, conosciuto al pubblico come ‘Ross’, mostra un punto di vista insolito in Le balene mangiano da sole (Feltrinelli). Quello di un rider napoletano curioso di scoprire le vite del cliente a cui lo destina la prossima consegna: se ne è parlato con lo speaker radiofonico Carlo Chicco alle ore 21 in piazza San Benedetto. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo romanzo dello scrittore Nicky PersicoIl volo del pettirosso (Les Flâneurs), nella Terrazza dei Tuffi alle ore 21.30.

Al festival spazio anche alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con il professore Giulio Ferroni. In L’Italia di Dante (La nave di Teseo) – vincitore della 46a edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello e del premio Viareggio-Rèpaci 2020 - compie un viaggio all'interno della letteratura e della storia italiane. L’incontro è previsto alle ore 20.45 in piazza Aldo Moro.

Rosella Santoro

Raccontano anche la società nei suoi mille linguaggi le opere presentate al Libro Possibile. Quello della politica, ad esempio, che Marco Cartasegna prova a declinare a un pubblico sempre più ampio in Political Map (Mondadori).  Alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro è stata presentata la guida per orientarsi in un contesto popolato da fake news, demagogia e interessi di parte, nell’incontro presentato dal giornalista de La Repubblica Piero Ricci. Come si manifestano nel territorio italiano le disuguaglianze sociali e spaziali? Hanno risposto i docenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Bari Arturo Lanzani Maria Valeria Mininni nel saggio che ha aperto alle ore 19.30 gli appuntamenti di piazza Aldo Moro, Ricomporre i divari. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze e per la transizione ecologica (Il Mulino). Un dibattito impreziosito dalle voci dell’avvocato Michele Laforgia e del professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari Gianfranco Viesti. Presentata dall’architetto Mariella Annese. La Terrazza dei tuffi ha fatto da palcoscenico alle ore 19.30 all’inaugurazione dell’inedita sezione Parole di scienza, appuntamento che segna il patrocinio del Libro Possibile con importanti istituzioni scientifiche e accademiche come Ministero della Cultura, CNR, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Premio Asimov, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari e Distretto Tecnologico Aerospaziale. Le prime due pillole a tema comunicate da esperti del settore a partire da una parola chiave sono del ricercatore del Cnr Massimo Trotta (con i termini Ordine e caos), e delle docenti dell’Università di Bari Sandra Lucente e Donatella Iacono (a partire da Infinito). Con loro sul palco il giornalista Onofrio Pagone. Giovanni Scifoni alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro ha lanciato il protagonista di Senza offendere nessuno (Mondadori) in un’impresa apparentemente impossibile: creare un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Se ne è parlato con la giornalista di Mediaset Valentina Petrucci. Focus sulla ‘buona destra’ alle ore 21 in Terrazza dei Tuffi con Filippo Rossi in Dalla parte di Jekyll (Marsilio editore). Un tema che è ritornata anche alle ore 22 in Destra d’Italia (Erga edizioni), di Marco Mensi, un’analisi storica che muove da Cavour per arrivare a Salvini. Penna (o per meglio dire, matita) graffiante, il vignettista de La Gazzetta del Mezzogiorno Nico Pillinini ha raccontato alle ore 23.30 la pandemia e i suoi effetti sulla società da una prospettiva satirica in Coronarisus, il virus infetto della politica (Progedit). Sul palco interviene il giornalista Onofrio Pagone.

Si sposta lo sguardo sul passato, a come si visse il ventennio fascista nella Bari tra le due guerre (Adda Editore) con il medico legale Franco Introna in piazza Aldo Moro alle ore 20Una difficile convivenza domestica è al centro de LAmore Inabitabile (Splendidamente), romanzo della psicologa, psicoterapeuta e scrittrice Donatella Caprioglio, presentato alle ore 23 in piazza San Benedetto. Sullo stesso palco il maratoneta Ignazio Antonacci ha svelato alle ore 19.30 un mezzo naturale molto potente per migliorare la nostra salute e il nostro benessere: la corsa.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono Rocco Anelli, Francesco Dabbicco, Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil, Mariano Rizzo, Silvia Scicchitano.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Seconda giornata di appuntamenti al Libro Possibile

Gli scenari internazionali nell’analisi di Sangiuliano e Cardini

Attualità e storia nei libri di De Bortoli, Calabresi, Billi, Lillo e Pif

Scienza, Medicina e Ambiente con Bassetti, Quarteroni, Gallina

alla Terrazza Campanella con Ligabue e il duo Tozzi/Favata

8 giugno 2021 / Polignano a Mare

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro

Gli scenari della geopolitica analizzati da Gennaro Sangiuliano, il focus sul fine vita di Marco Billi e Marco Cappato, lo spettacolo tra note e problematiche ambientali con Enzo Favata e Mario Tozzi, i romanzi di Diego De Silva e Lorenzo Beccati. Seconda serata di appuntamenti del Festival Il Libro Possibile l’8 giugno con protagonista un parterre di grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. È proseguito il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Cinque le location che fanno da palcoscenico a presentazioni letterarie, dibattiti e tavole rotonde: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto, la Terrazza dei tuffi e la Terrazza Peppino Campanella. Al Libro Possibile Caffè di Polignano si concentreranno poi gli eventi dedicati ai giovani lettori.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Il racconto tra attualità e storia

L’attualità è la grande protagonista degli appuntamenti della seconda giornata del festival, declinata sui palchi da grandi nomi del settore dell’informazione. Sguardo ai (fragili) equilibri nello scacchiere delle grandi potenze mondiali alle 20.30 in piazza Aldo Moro nell’analisi del direttore del Tg2 Rai, Gennaro Sangiuliano. Si è discusso de La nuova geopolitica globale in piazza Aldo Moro insieme a Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, in un dibattito che spazia dall’egemonia degli Usa al ‘mondo multipolare’.

Alle 21 sul palco del Lungomare Cristoforo Colombo si sono rivissuti gli anni bui del ‘terrorismo rosso’ Mario Calabresi, già direttore dei quotidiani La Stampa e La Repubblica, in Quello che non ti dicono (Mondadori). Pagine in cui scava nei suoi ricordi e in una Milano scossa dagli ideali rivoluzionari delle classi operaie, per ricostruire il contesto storico in cui perse la vita il padre Luigi. Sul palco il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Partipilo.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Marco Lillo e Pif

L’autore televisivo e scrittore Pif (Pierfrancesco Diliberto) e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo raccontano la storia straordinaria – e paradossale – delle sorelle Maria Rosa e Savina Pilliu: dopo aver fatto incriminare un costruttore legato ai clan, si sono viste recapitare a casa una cartella esattoriale dallo Stato da 23mila euro per un risarcimento mai avuto. Io posso, due donne sole contro la mafia (Feltrinelli) è stato presentato sul lungomare Cristoforo Colombo alle 22.30 con il giornalista de La Repubblica Giuliano Foschini. Tema sempre al centro delle cronache è quello del fine-vita, analizzato alle 21 sotto il profilo giuridico dall’avvocato Marco Billi, con la testimonianza sul palco di piazza Aldo Moro del politico e attivista Marco Cappato, affinché “il legislatore trovi la forza per arrivare a un punto di incontro unitario tra le diverse posizioni culturali e i diversi approcci ideologici e intervenga (seppure tardivamente) a dettare una disciplina”.

A sinistra, Dario Vergassola; a destra Antonio Calabrò

Il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò è stato ospite alle 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con un volume dedicato a uno dei palazzi simbolo dello skyline milanese: il Pirellone, raccontato in Storie del grattacielo (Marsilio). L’incontro, presentato dal direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, ha visto anche la prima incursione del comico Dario Vergassola alla XX edizione del Libro Possibile con le sue pungenti domande. Alle 23.15 lo ritroviamo nei panni di scrittore con un libro legato a filo stretto alla sua Liguria: Storie vere di un mondo immaginario. Cinque racconti delle Cinque Terre (Baldini+Castoldi), presentato dal conduttore Mauro Pulpito.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra: Moni Ovadia, Francesca Biagiotti, Riccardo Noury

Da sempre a difesa dei più deboli nel mondo, l’organizzazione umanitaria Amnesty International è stata presente alle 19.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con il portavoce della sezione italiana Riccardo Noury: rievocati Sessant’anni dalla parte dei diritti con la testimonianza dell’attore Moni Ovadia nell’incontro condotto dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Il presente di uno Stato in continuo fermento è al centro dell’incontro con lo storico Franco Cardini, autore di Turchia, ieri, oggi, domani (Edizioni Dedalo). In piazza San Benedetto alle 20 una narrazione-ponte tra passato, presente e futuro per scoprire perché la nazione guidata da Erdogan si propone sempre più come nuova potenza mondiale indipendente.

Paolo Aquilanti e Michele De Feudis

Massimo Bontempelli, lo scrittore artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, è stato al centro del saggio firmato da Paolo Aquilanti, Il caso Bontempelli, una storia italiana (Sellerio). Se ne è discusso con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele De Feudis, sul lungomare Cristoforo Colombo alle 19. Anche nella seconda giornata del festival un contributo dedicato a Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della morte. Lo ha omaggiato l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo in A riveder le stelle (Mondadori). Ha introdutto alle 20 in piazza Aldo Moro la docente Irene Martino.

Contributi tra medicina, scienza e ambiente

XX Edizione del Festival Il libro possibile: al centro, Alfio Quarteroni; a destra, Matteo Bassetti

Altri temi del contemporaneo vengono approfonditi sui palchi del Libro Possibile. Non si può prescindere dal raccontare l’attualità senza nominare la pandemia: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 2015 l’infettivologo Matteo Bassetti, in prima linea per una corretta informazione sul Covid-19, ha spiegato come affrontare il tema senza abbandonarsi al panico e al catastrofismo in Una lezione da non dimenticare (Cairo). È stato seguito dal matematico Alfio Quarteroni che ha svelato gli Algoritmi per un nuovo mondo (Edizioni Dedalo). Un approccio che sfrutta formule e numeri per descrivere la nostra realtà quotidiana, muovendosi dalle curve epidemiologiche del Covid-19 all'intelligenza artificiale. Nei due appuntamenti, presentati dal giornalista del Tgr Rai Renato Piccoli, anche il comico Dario Vergassola che mette al centro delle sue incursioni satiriche i due luminari.

Il direttore scientifico dell’Irrcs Saverio De Bellis di Castellana Grotte, Gianluigi Giannelli, e il l’ex magistrato Armando Spataro alle 19.15 hanno trovato un link tra giurisprudenza e medicina per raccontare il metodo scientifico tra indagine penale e ricerca sanitaria nell’incontro intitolato In cerca della verità. Ha moderato la giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola. Il mondo dei robot, tra innovazione, sfide e pericoli, è stato presente alle 21.30 in piazza San Benedetto nel contributo di Paolo Gallina, docente dell’Università degli Studi di Trieste. È tornato anche l’appuntamento con la sezione Parole di scienza: alle 19 nella stessa location Giovanni Ciani (Università degli studi di Bari e Istituto nazionale di Fisica Nucleare), Ivana Fuscello (Politecnico di Bari) hanno sviluppato i loro approfondimenti sul tema a partire dai termini ‘Desideri’ e ‘Spazio’ con Marco Circella della sede di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

A destra, Mario Tozzi

Uno speciale appuntamento alle 18.45 tra scienza e jazz nella suggestiva Terrazza di Peppino Campanella con il musicista Enzo Favata e il geologo Mario Tozzi. L’inedita performance Uno scomodo equilibrio ha raccontato con musica e nozioni come l’uomo stia stravolgendo l’ambiente, portandosi all’autodistruzione. Tema che è ritornato in piazza San Benedetto alle 22 - con un occhio speciale sulla sostenibilità - grazie ai contributi di Nicola Armaroli, scienziato dirigente del Centro nazionale ricerche, ed Elena Ioli, fisica teorica autrice di diversi volumi sul tema. Un incontro focalizzato su Il clima che cambia e l’emergenza energia, con un importante appello: “Non abbiamo più tempo”. Le storie di chi ogni giorno combatte per salvare il pianeta tra le pagine di Come osate, l’ultimo libro di Gianfranco Mascia, che alle 23.30 ha chiuso gli appuntamenti della piazza dando parola al movimento ‘Fridays for Future’ in Italia. Si è andati Al cuore della migrazione alle 23 con Anita Paolicchi e Carolina Paolicchi dell’organizzazione umanitaria europea Sos Méditerranée Italia. In piazza San Benedetto presentano un’opera collettiva, costruita da più di 60 scrittori, poeti e artisti provenienti da tutto il bacino Mediterraneo (e non soltanto), per raccontare un fenomeno in crescita. Ha presentato il ballerino e attivista Sonny Olumati.

La grande narrativa al Libro Possibile

La narrativa rimane protagonista al festival. Dopo aver conquistato la giuria del Premio Selezione Campiello e ispirato un film, il romanzo Certi bambini di Diego De Silva torna a Polignano in un’edizione aggiornata curata da Einaudi. Alle 21.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo si è vissuta una Napoli dominata dalla camorra attraverso gli occhi del piccolo Rosario. Si è riso e si è riflettuto alle 22 in piazza Aldo Moro con la coppia Giobbe Covatta - Paola Catella, autori di Donna Sapiens (Giunti). Un racconto surreale, intelligente, esilarante per diffondere una lezione: “In natura l’essere superiore è la femmina”. Si muove tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, lo scrittore Lorenzo Beccati. Il pescatore di Lenin (Oligo), presentato alle 23 sul lungomare Cristoforo Colombo dall’inviato di Striscia La Notizia Alessio Giannone (Pinuccio), muove le fila da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre. Affonda le radici nella storia anche l’ultima opera di Luigi Panella: alle 20.30 in piazza San Benedetto si è scoperta la spy story Nel nome di Dio (Rizzoli), che si dipana tra le macerie fumiganti della Roma di Nerone e l’avanzata inarrestabile delle cariche della cavalleria templare. Ha presentato il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini. È un romanzo sull'impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, Sembrava bellezza (Mondadori). Alle 21 in piazza San Benedetto Teresa Ciabatti ha scavato a fondo nell’animo umano, comprendendone le debolezze nascoste. Ha presentato la giornalista di Mediaset Maria Luisa Sgobba. Sono ‘diversi’, o per meglio dire Spatriati, i protagonisti dell’omonimo romanzo di Mario Desiati: Claudia e Francesco, così lontani per carattere, ma legati da un destino comune, che abbiamo incontrato alle 22.30 in piazza Aldo Moro. Cos’è Un cuore pieno di robba (Il seme bianco)? L’attrice Federica Zacchia lo ha svelato alle 23.30 nell’incontro conclusivo della piazza: “Una raccolta di ricordi, annotazioni e pensieri che si sommano e si sgranano uno dopo l'altro, senza un ordine preciso”. Ogni famiglia ha un segreto, piccolo o grande che sia: è l’incipit da cui muove la penna della scrittrice Corinna De Cesare in Ciao Per sempre (Salani), alle 23 nella Terrazza dei Tuffi. Che ha accolto alle 22.30 l’abbraccio tra le atmosfere del noir e il mondo dello streaming de Il segreto di Mr Willer (Les Flaneurs) di Chicca Maralfa. È seguita alle 23 Anna Martellato, che ci ha accompagnati alla scoperta delle bugie che hanno connotato la vita di Mia, protagonista di Il nido delle cicale (Giunti). L’avvocato Michele Di Donna ha raccontato alle 19.30 in piazza San Benedetto una storia di cambiamento vissuta attraverso gli occhi del protagonista de L’alienazione del bene (Kimerik).

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Rosella Santoro

Non mancano gli incontri ‘in musica’. A partire dal rocker Marco Ligabue, atteso alle 18 sulla Terrazza di Peppino Campanella, che in Salutami tuo fratello (Pendragon) ha rievocato i ricordi dell’infanzia e di quel momento in cui tutto cambiò per sempre: l’improvviso successo del fratello Luciano. Si è passati dal rock alla musica classica alle 22.30 in piazza San Benedetto con il pianista Emanuele Arciuli, autore de La bellezza della nuova musica (Edizioni Dedalo). I critici Ugo Sbisà e Nicola Gaeta hanno presentato in Terrazza dei Tuffi alle 20.30 Alchimia dell’istante (Auditorium), opera postuma del virtuoso del pianoforte, Gianni Lenoci.

Spazio ai giovani lettori negli incontri in programma al Libro Possibile Caffè. Pamela Giotta e Vitantonio Fanizza hanno raccontato alle 17.30 la storia di un’amicizia apparentemente impossibile nella favola illustrata La bambina e la gallina (Creativity Communications Labs). È seguito alle 18 Trifone Gargano con il suo Dante Pop e Rock (Progedit editore), presentato insieme agli alunni dell'Istituto Comprensivo ‘Balilla-Imbriani’ di Bari. Sono invece gli studenti della ‘Massari-Galilei’ di Bari a intervenire alle 18.30 durante la presentazione del libro di Dario Vergassola, Storie vere di un mondo immaginario.

A sinistra, Dario Vergassola

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Giuse Alemanno, Giuseppina Bonaviri, Domenico Diacono, Tommaso Forte, Andrea Maricelli, Francesco Minervini, Roberto Riccardi.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

TERZA GIORNATA DI APPUNTAMENTI AL FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE

A POLIGNANO

ATTUALITÀ ED ECONOMIA CON SANTORO, COTTARELLI E SCANZI

APPROFONDIMENTI SU GIUSTIZIA E SOSTENIBILITÀ CON SISTO E TABACCI

I ROMANZI DI CAROFIGLIO, CAROFIGLIO E ALBERTINI

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

La ricetta per la crescita economica del Paese con l’economista Carlo Cottarelli, Antonio Manzini con la nuova indagine del commissario Rocco Schiavone, i ritratti dell’attualità negli scritti dei giornalisti Michele Santoro e Andrea Scanzi, gli approfondimenti su giustizia e sostenibilità curati dai sottosegretari Francesco Paolo Sisto e Bruno Tabacci. È proseguito venerdì 8 luglio il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro le location che hanno ospitato gli incontri con grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Continuano poi gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori al Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Un festival da vivere in piena sicurezza, con il pieno rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Letteratura e attualità protagonisti al festival

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Antonio Manzini e Diego De Silva

I più importanti nomi del panorama letterario nazionale scelgono i palchi del festival per presentare le loro ultime opere dai toni noir. Sul lungomare Cristoforo Colombo ci siamo immersi alle 20.10 in un misterioso omicidio nella nuova avventura di Rocco Schiavone, l’amato commissario nato dalla penna di Antonio Manzini. Che in Vecchie conoscenze (Sellerio), presentato per la prima volta in Puglia al Libro Possibile, deve scontrarsi con un nemico invisibile: il suo passato. Presenta lo scrittore Diego De Silva.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

Un omicidio è anche al centro de La disciplina di Penelope (Mondadori): nel thriller di Gianrico Carofiglio a far luce sulla misteriosa scomparsa è un ex pubblico ministero, donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Alle 19.30 è la giornalista di Rai News 24 Francesca Biagiotti a dialogare con lo scrittore.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

È una Famiglia straordinaria (Sellerio) quella raccontata da Andrea Albertini alle 21.30 in piazza San Benedetto. Al centro dell’opera, la narrazione di tre dinastie destinate a unirsi: i Tolstoj, la figlia e la nipote del genio russo; i Giacosa, la famiglia del più famoso drammaturgo italiano del tempo; gli Albertini, i fratelli che fecero grande il ‘Corriere della Sera’ e osarono dire no a Mussolini. Presenta il giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno Michele Cozzi.

Da sinistra, Carlo Cottarelli e Rosella Santoro

Il racconto del contemporaneo è uno dei fil rouge che unisce gli appuntamenti della terza giornata del Libro Possibile. L’attualità torna al centro del dibattito con l’economista Carlo Cottarelli, autore di All'inferno andata e ritorno (Feltrinelli). Alle 20.50 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo ha spiegato la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale, dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Durante l’incontro sono intervenuti il CEO di Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano e l’imprenditrice Gina Cassetta. Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani della Cattolica è anche la prima vittima delle ‘incursioni’ del comico Dario Vergassola, sempre pronto a far ridere (e riflettere) con i suoi interventi satirici.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Michele Santoro e Rosella Santoro

Da un maestro del giornalismo italiano come Michele Santoro, il ritratto di un “killer perfetto, obbediente, preciso, silenzioso, e proprio per questo indispensabile nei momenti decisivi”: Maurizio Avola. Mafia e antimafia, politica e potere, informazione e depistaggi, vicende personali e derive sociali si intrecciano in Nient’altro che la verità (Marsilio). Ha introdotto l’incontro in sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Andrea Scanzi

È invece il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, al centro dell’ultimo libro di Andrea Scanzi, Demolition Man (Rizzoli), presentato alle 23 nella stessa location. Un’analisi che si intreccia a stretto giro con l’instabilità governativa che ha caratterizzato gli ultimi governi italiani. Trasformazioni che ha vissuto in prima persona anche il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Grande esperto di diritto, ha portato alle 22.30 in piazza Aldo Moro il suo progetto di riforma del sistema giudiziario, nell’incontro intitolato In nome della Costituzione: una giustizia da riformare, insieme al presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante. Presenta Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. L’incontro Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonimo progetto nato per evitare altre morti in mare come contraltare del fenomeno dilagante delle migrazioni. Se ne parla insieme ai curatori delle iniziative dell’associazione, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo, nell’incontro presentato dal direttore di TgNorba, Enzo Magistà, alle 21.35 sul lungomare Cristoforo Colombo. È sempre pronto a trovare il risvolto comico dell’attualità, Federico Palmaroli, diventato un fenomeno social con i suoi post satirici firmati dal santone Osho. In “Vedi de fa poco 'o spiritoso” (Rizzoli) raccoglie il meglio (e il peggio) nella sua pagina da oltre un milione di follower. Introduce l’incontro alle 23.45 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Quanto c’è di vero nelle immagini patinate che condividiamo quotidianamente? Vogliamo davvero condividere un contenuto interessante o è solo vanità? Quali insidie galoppano nel web? Sono alcune delle domande a cui hanno risposto il corrispondente di Striscia La Notizia Pinuccio – al secolo Alessio Giannone – in Annessi e connessi (Mondadori), alle 23 sul palco di piazza San Benedetto insieme a Dario Vergassola. Sempre più figure femminili raggiungono ruoli di comando in una società ancora (troppo) maschilista: un cortocircuito analizzato alle 20 in piazza San Benedetto da Emanuela Griglié e Guido Romeo in Per soli uomini (Codice). Ha presentato il docente dell’Università del Salento, Nicola Grasso. Il web e le insidie – umane – che nasconde sono al centro di Hai comprato il perizoma o sei con il pigiamino? (Caro Diario): alle 23 nella stesa piazza Natasha Galano ha acceso un riflettore sugli adescamenti online dei pedofili, con la storia di Lucia, vittima 13enne di uno di questi ‘orchi’. Previsto l’intervento della dirigente dei Licei Cartesio di Triggiano, Maria Morisco, nell’incontro presentato dalla docente Irene Martino.

Passando a un omaggio a un’opera imprescindibile nel panorama letterario italiano, nel 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri: alle 21.15 sul palco di piazza Aldo Moro Luca Sommi in Il cammin di nostra vita (Baldini + Castoldi) ci ha guidati tra le pagine della Divina Commedia, “l’esempio più lampante ed emblematico – racconta - della storia della letteratura di un classico che non smette mai di essere attuale”.

Spazio poi a ritratti di personaggi di spicco e racconti autobiografici, per innescare importanti riflessioni e svelare aneddoti di grande arricchimento morale. Alle 20.15 in piazza Aldo Moro Il direttore di Rai News 24 Andrea Vianello si è raccontato al pubblico attraverso la sua battaglia con l’ictus, che all’improvviso lo lasciò incapace di parlare in maniera chiara. “Una prospettiva terribile per chiunque – spiega in Ogni parola che sapevo (Mondadori) - ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo”. L’incontro, presentato dalla responsabile della redazione pugliese dell’Ansa, Paola Laforgia, ha visto anche un’incursione di Dario Vergassola. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo libro di monsignor Filippo Santoro, Consumare la suola delle scarpe (Edizioni Paoline): intervistato alle 20.45 in piazza Aldo Moro dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, l’arcivescovo di Taranto ha ripercorso i suoi 25 anni di episcopato. Ha dato voce ai più importanti attori internazionali, da Russell Crowe a Samuel L. Jackson; alle 23.15 sullo stesso palco Luca Ward, il più celebre doppiatore italiano, si è messo a nudo tra ricordi e confessioni nel suo esordio letterario: Il talento di essere nessuno (Sperling & Kupfer), presentato da Nica Ruggiero.

Da sinistra, Roby Facchinetti, Dario Vergassola, Rosella Santoro e Gianni Messa

L’ha resa immortale con una canzone che rimarrà nella storia della musica; ora il frontman dei Pooh Roby Facchinetti l’ha resa anche protagonista del suo ultimo libro: Katy per sempre (Sperling & Kupfer). Conosciamo così meglio la ‘Piccola Katy’ protagonista nell’omonimo brano, “una ragazza dolce e un po' ribelle con tanti sogni e un grande amore per la musica” racconta il cantautore. A chiudere l’incontro, presentato alle 23.40 sul lungomare Cristoforo Colombo dal vice caporedattore di Repubblica Bari Gianni Messa, è una nuova incursione di Dario Vergassola. Dopo il lucido ritratto di Alda Merini, la giornalista de La Repubblica Annarita Briganti ha raccontato alle 22.30 in piazza San Benedetto una delle intramontabili icone della moda, che ha portato lo stile francese ad essere amato in tutto il mondo: Coco Chanel. Una donna del nostro tempo (Cairo Editore) viene presentato dalla docente Chiara Dell’Acqua.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roby Facchinetti

Riflessioni su ambiente e scienza

Al Libro Possibile anche riflessioni sulla scienza e sulle sfide moderne che pone la salvaguardia dell’ambiente. Temi al centro dell’incontro La sostenibilità del blu: dagli oceani allo Spazio: hanno portato il loro expertise in piazza Aldo Moro alle 19.30 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Draghi, Bruno Tabacci, il presidente del Distretto tecnologia aerospaziale, Giuseppe Acierno, la studiosa del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Rita Lecci, e il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete. Riflessione su Scienza e Ricerca in piazza San Benedetto alle 19 con il confronto tra Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini e il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino. Spesso al centro del dibattito, anche politico, ma come si può realizzare il progetto di ‘transizione ecologica’? La ricetta per un Rinascimento Green arriva dal confronto tra Annalisa Corrado, autrice di Le ragazze salveranno il mondo (People), l’attivista Marco Cappato e Mattia Santori, leader delle Sardine. Ha presentato alle 21.45 in piazza Aldo Moro Alessio Giannone.

Si parla di Neuroscienze e nuovi farmaci: una sfida all’incrocio tra innovazione, ricerca ed assistenza con il neurologo pugliese Giancarlo Logroscino: con lui sul palco di piazza San Benedetto alle 21 il direttore generale degli ‘Ospedali riuniti’ di Foggia, Vitangelo Dattoli. Rimanendo in campo medico, alla scoperta di ciò che è invisibile agli occhi con il chimico Gianfranco Pacchioni, autore di Il nanomondo dai virus ai transistor (Dedalo), presentato da Felice Vitulano, Head-Innovation, Marketing & Technology di Exprivia alle 22 nella stessa piazza. Le prospettive portate dai big data in rete al centro del saggio Web reputation (Giacovelli) di Angelo Deiana, presentato alle 19.30 sulla Terrazza dei Tuffi.

I tributi comunali dentro e oltre la crisi approfonditi da Antonio Uricchio e Mario Aulenta (Università degli studi di Bari). Sul palco di piazza Moro alle 19 sono intervenuti i sindaci di Bari e Polignano, Antonio Decaro e Domenico Vitto. Francesco Cristino, giornalista del Tg1, alle 22.30 nella Terrazza dei Tuffi ci ha riportati ai tempi della DDR con uno dei pochi simboli russi sopravvissuti a Berlino alla caduta del Muro: Sabbiolino, il pupazzo-conduttore della più importante trasmissione per bambini del dopoguerra. Chiude gli appuntamenti in piazza San Benedetto a mezzanotte l’opera corale Rinati - Ricomincio da me, con le storie educative sul tema dell’obesità e dei rischi ad essa legati. La pandemia è il fil rouge che lega I racconti del Coronavirus (Wip Edizioni), presentati sulla Terrazza dei Tuffi alle 20.30 da Domenico Semisa con gli interventi del direttore del Dipartimento promozione salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. Ha raccontato un decennio con addosso la fascia tricolore il sindaco di Capurso Francesco Crudele, tra le pagine di Mano a mano (Scripta Moment). Il festival torna poi a essere vetrina del concorso letterario indetto dalla Fondazione Megamark: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 sono stati annunciati i cinque autori finalisti del premio, tra gli sketch in musica della Rimbamband e gli interventi della direttrice di I Like Puglia, Annamaria Ferretti.

Il Premio della Fondazione Megamark, al centro Annamaria Ferretti

Tre gli appuntamenti per i piccoli lettori in programma al Libro Possibile Caffè: Marzia Stano ha raccontato alle 17.30 gli effetti positivi che la musica ha suoi più piccoli, Valentina Tafuni ha insegnato ai giovani a Essere piUmani, Paolo Comentale in Occhio d’argento (Edizioni Di Pagina) ha narrato alle 18 un'amicizia imprevista capace di trasformare la vita di un pescatore e un cane, e Roberta Leporati alle 18.30 con una storia di scoperte legate al ritrovamento di un diario in Il tesoro di carta (All Around).

La terza giornata del festival ha accolto anche un’importante inaugurazione: ha aperto le porte a Polignano in una sede rinnovata la Biblioteca di comunità ‘Raffaele Chiantera’, cresciuta negli anni con i libri donati alla città dal Libro Possibile sin dalle primissime edizioni. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla cerimonia, il direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno, e il sindaco di Polignano Domenico Vitto.

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Rosa Indellicato, Federica Introna, Mariano Loiacono, Vito Marangelli, Tommaso Putignano e Gabriele Zanini, Cosimo Luigi Russo.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

IL PREMIO NOBEL WOLE SOYINKA

e

IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA EMANUELE TREVI

TRA GLI OSPITI DELL’ULTIMA SERATA

DEL 'LIBRO POSSIBILE’ A POLIGNANO A MARE.

LA TAPPA SUCCESSIVA DEL FESTIVAL il 22, 23 e il 29, 30 LUGLIO a VIESTE

Vieste

Il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, il vincitore del Premio Strega Emanuele Trevi, i segreti della magistratura secondo Palamara e Sallusti, il ‘golpe al rallentatore’ della politica italiana raccontato da Travaglio, debutti tra romanzi e biografie con Esposito e Hassan, focus su medicina e salute con Antonella Viola e Antonio Moschetta. Un cartellone di grandi appuntamenti per concludere la prima parte del festival del Libro Possibile, che da Polignano a Mare si è preparata così a trasferirsi a Vieste per quattro serate (22-23 e poi il 29-30 luglio) a Vieste e proseguire con il programma formato eXXtra della XX edizione. Sabato 10 giugno i più importanti nomi italiani e internazionali della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica si sono alternati fino a tarda serata sui palchi del lungomare Cristoforo Colombo, di piazza Aldo Moro, di piazza San Benedetto e della Terrazza dei tuffi. Spazio anche per i giovani lettori Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Garantite come sempre per la sicurezza del pubblico il rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Dal Premio Nobel Soyinka al vincitore del Premio Strega: le grandi anteprime del festival.

Sabato 10 luglio, alle ore 22 sul palco del Libro Possibile a Polignano a Mare (del lungomare Cristoforo Colombo), il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, grande poeta, drammaturgo e scrittore nigeriano è stato protagonista di un incontro che ripercorre la sua, a dir poco, straordinaria biografia e produzione letteraria, nel giorno successivo al suo reading alla Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

In esclusiva per il pubblico del Libro Possibile, Soyinka ha raccontato alcune anticipazioni sul prossimo libro che ha segnato dopo 50 anni il suo annunciato ritorno al romanzo, opera che sarà tradotta e pubblicata a fine anno in Italia da La Nave di Teseo. L’autore di Sul far del giorno (La nave di Teseo) viene intervistato dal direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis.

A seguire sullo stesso palco, a poche ore dall’assegnazione del Premio Strega, il vincitore Emanuele Trevi è stato atteso al Libro Possibile per la sua prima partecipazione pubblica dopo la premiazione. Assieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che organizza l’ambito premio letterario, l’autore del titolo appena premiato, Due Vite (Neri Pozza), ha raccontato al pubblico di Polignano a Mare il romanzo che ha ‘stregato’ giuria e lettori, con la storia dei due protagonisti Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori e cari amici di Emanuele Trevi, morti prima di diventare anziani. Ha presentato l’incontro il responsabile della redazione cronaca di Repubblica Roma, Stefano Costantini.

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Esordio tra i romanzieri per Salvatore Esposito, l’attore che ha prestato il volto a ‘Genny Savastano’ nella serie televisiva Gomorra. Con Lo sciamano (Sperling & Kupfer) ha portato il pubblico in una cupa spirale di orrore con un macabro doppio omicidio tra Ostia e Napoli. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 23 si sono sottoposti poi alle esilaranti domande di Dario Vergassola nell’incontro presentato dal vice caporedattore di Repubblica Bari, Gianni Messa. Marina Di Guardo ha portato in piazza Aldo Moro alle 19.30 una storia di violenze domestiche e di rinascita in Nella buona e nella cattiva sorte (Mondadori): al centro del thriller, presentato Barbara Donarini, la fuga dell’illustratrice Irene dall’influenza soggiogante del marito. Parla di sentimenti anche l’ultimo romanzo di Francesco Sole, Così è l’amore (Sperling & Kupfer), dove una relazione nasce e cresce attraverso un confronto epistolare. Presentato alle 19 in piazza Moro la giornalista Giorgia Messa. Toni noir, nella stessa location alle 20.30, per il secondo romanzo di Roberto Oliveri del Castillo, Indagine su un burattino (Città del sole). Una narrazione dove emerge la concezione della centralità della giustizia come unico argine possibile per ‘imbrigliare il Leviatano’. Si è tornati indietro nel tempo, fino all’antica Roma, alle 22 in piazza San Benedetto con l’ultimo libro di Antonella Prenner, Caesar (Rizzoli): attraverso la voce inedita di Servilia, ripercorre la vita dell’uomo che ha cambiato il destino di Roma, in bilico tra delirio di onnipotenza, trionfo e tragedia. Sul palco il rettore emerito dell’Università degli Studi di Bari, Corrado Petrocelli. Gianni Sebastiano ha portato in anteprima al Libro Possibile il suo romanzo La distanza del dubbio (Florestano): alle 21 nella Terrazza dei tuffi abbiamo scoperto un intreccio narrativo che parte dall’incontro di un manager con un vecchio amico degli anni ’70, presentato dalla responsabile della redazione cultura della Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Tra attualità e storia si muovono altri interessanti appuntamenti del festival. I segreti della magistratura italiana, tra potere, politica e affari, sono stati svelati alle 22.45 sul lungomare Cristoforo Colombo dal magistrato Luca Palamara e dal direttore del quotidiano Libero, Alessandro Sallusti. È l’ex membro del Csm a raccontare cosa sia Il sistema (Rizzoli) e come il potere di giudici e pm non possa essere scalfito. “Tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze – racconta - o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato”. Gli intrighi nei palazzi di potere al centro anche dell’inchiesta a firma del giornalista Marco Travaglio, I segreti del Conticidio (PaperFirst). Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha ripercorso le vicende – e i colpi di scena - che hanno portato al ‘golpe al ralenti’ durato tre anni per rovesciare il governo di Giuseppe Conte. Ha introdotto l’incontro conclusivo sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro. Un’altra importante firma del quotidiano, Marco Lillo ha puntato alle 20 in piazza Aldo Moro una lente su uno spinoso intrigo internazionale ne Il Caso Kashoggi (PaperFirst): analisi della morte di Jamal Khashoggi, il giornalista del Washington Post ucciso nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre del 2018. Sul palco anche il giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori. Ripartire, ricostruire, rinascere: è la via indicata dall’inviato de La Repubblica Federico Rampini tra le pagine de I cantieri della storia (Mondadori). Un ciclo che per l’Italia deve semplicemente ripetersi: come raccontato dal giornalista, già in passato l’Italia aveva storie di tragedie collettive, sconfitte, decadenze, seguite da ‘miracoli’. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 la direttrice artistica del festival Rosella Santoro e il presidente della BCC San Marzano Emanuele Di Palma. È seguito Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, che alle 19.45 ha analizzato metodi, tecniche ed esperienze dell’Archeologia pubblica (Carocci editore). Sul palco l'assessore alla Cultura della Regione Puglia Massimo Bray e il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, che sono intervenuti anche durante la presentazione in lingua inglese del libro Puglia, viaggio nel colore (Adda Editore) di Enrica Simonetti. Segue una speciale video intervista con il ministro della cultura Dario Franceschini per approfondire le sfide legate alla valorizzazione dei tesori culturali del Paese. Alle 20 in piazza San Benedetto si è parlato invece dell’’oro nero’ nella guida Turismo del vino in Italia (Edagricole – New Business Media) con l’esperta enologa Donatella Cinelli Colombini e il presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefàno, nell’incontro presentato dal direttore di Tgnorba24 Enzo Magistà. Giuseppe Cruciani, caustica voce del programma La Zanzara su Radio 24, ha raccontato alle 23 sullo stesso palco il sesso degli italiani in Nudi (La nave di Teseo). Con il conduttore Mauro Pulpito, passa in rassegna storie, confessioni e esperienze di persone comuni, vip, e di chi col proprio corpo lavora ogni giorno.

Approfondimenti su tematiche di rilievo nei saggi presentati al festival. L’immunologa Antonella Viola ci ha guidati alle 20.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alla scoperta del sistema immunitario umano in Danzare nella tempesta (Feltrinelli), invitando a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi. L’incontro, condotto dalla direttrice di I Like Puglia Annamaria Ferretti, ha visto gli interventi del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e le ‘irriverenti incursioni’ del comico Dario Vergassola. Il focus si è spostato invece su un “organo chiave per il benessere” in Ci vuole fegato (Mondadori): lo specialista di Medicina Interna Antonio Moschetta ha svelato alle 23.30 in piazza San Benedetto i segreti del più importante ‘laboratorio’ all’interno dell’uomo, che può preannunciare la vulnerabilità del nostro corpo rispetto a patologie future. Alle 21 in piazza Moro, Ardian Vehbiu - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – ha indagato i rapporti dell'Albania con il mondo oltre l'Adriatico in Cose portate dal mare (Besa). Il focus dedicato alla letteratura balcanica a trent’anni dall’approdo della nave Vlora a Bari è proseguito poi con Tom Kuka - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – autore del romanzo L’ora del male, edito dalla stessa casa editrice. Un percorso di crescita è quello presentato anche da Andrea Colamedici e Maura Gancitano, conosciuti al pubblico come il Gruppo Tlon, in Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins). Ne hanno discusso alle 21.45 in piazza Moro con il l’inviato di Striscia la Notizia Alessio Giannone. Ha raccontato il potere della ‘leadership gentile’ alle 19.30 in piazza San Benedetto Guido Stratta, autore di Ri-evoluzione (Franco Angeli). Le 100 regole per raggiungere il successo in piazza San Benedetto alle 19 nel manuale del giornalista Giuseppe Cristini, Uno su mille… come farcela da soli. Alle 22.30 in piazza San Benedetto Sara Lucaroni, autrice di Il buio sotto la divisa (Round Robin), ha indagato le morti misteriose tra i servitori dello Stato. Con lei sul palco la giornalista Elisa Forte. Mauro Carparelli ha ripercorso alle 22.30 sulla Terrazza dei Tuffi la vita di un importante filosofo del 1600 in Giulio Cesare Vanini (Liberilibri). Simon Knight con Reset & Restart (Il mio libro) ha indicato poi alle 23 consigli sulla crescita personale a partire dalla comprensione del modo in cui funziona la mente umana e di come si può gestire.

Non sono mancate presentazioni di opere nate da riflessioni sulle esperienze personali degli autori. Omar Hassan, ex pugile e oggi affermato pittore di livello internazionale, alle 20.45 in piazza Aldo Moro ha presentato al pubblico il suo debutto in libreria: Per le strade (Baldini + Castoldi). Una biografia ‘a colori’ dove traccia una linea di congiunzione tra le sue due grandi passioni. Intreccia poi vicende biografiche ed elementi di finzione Andrea Montovoli in Io non sono grigio (Mondadori). Un romanzo intimo, appassionante e pieno di vita sulla formazione di un ragazzo che è costretto a diventare uomo troppo presto. Ha presentato in piazza Moro alle 22.15 la giornalista di Tgnorba24 Grazia Rongo. Un racconto personale, ma soprattutto una filosofia di vita: è Il Luismo (Rizzoli), l’esordio letterario di Luis Sal, star di Youtube con oltre un milione e mezzo di follower, che ha chiuso gli appuntamenti della piazza alle 23.15. Il dramma dell’abbandono da piccolissima, l’adozione, poi il contatto via web della madre naturale. Eventi che hanno formato Aurora Betti, diventata adulta prima del tempo, come racconta nel libro Mamma, sei tu? (Caro Diario), presentato alle 22.45 in piazza Moro da Gabriele Parpiglia, firma del settimanale Chi. “Un inno all’imperfezione, all’autenticità, al coraggio di rompere gli schemi, che dissacra l’immagine social-perfetta”: Alice Basso alle 21.15 in piazza Aldo Moro si è raccontata tra le pagine di Una mamma imperfetta (Caro diario), presentato dalla giornalista Giorgia Messa.

Focus sulla letteratura per i giovani al Libro Possibile Caffè con un trittico di presentazioni, impreziosite dagli interventi degli alunni delle scuole sul territorio. Si è partiti alle 17.30 con Natale Pannofino, curatore del workshop Il libro che parli, per poi proseguire alle 18 con Angelica Corrado Salati, che ha presentato i racconti fotografici per piccoli e grandi pollici verdi contenuti in Piantando piantando fioriscono storie. Ha chiuso gli appuntamenti alle 18.30 Patrizia Zammaretti con le avventure di Ghirilla…Nuvola Monella (Zarkov) che, attraverso la sua diversità, troverà una soluzione originale per risolvere un drammatico problema nella Valle dei Desideri: la siccità.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Nicola D’Onghia, Donato Marinelli, Ferdinando Menga, Aldo Pagano, Antonio Romano, Giandonato Salvia.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

A VIESTE con IL LIBRO POSSIBILE XX EDIZIONE

per la seconda tappa del Festival

su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica

TRA GLI OSPITI: lo scrittore inglese PATRICK MCGRATH

e il presidente della Camera ROBERTO FICO

AL VIA IL 22 LUGLIO

con

PIERO PELÙ, FRANCESCO COSTA, GIOVANNA PANCHERI, ALESSIO GIANNONE, VITTORIO SGARBI

22, 23 luglio e 29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

XX Edizione del Festival Il libro possibile: Vieste

Il Libro Possibileha inaugurato a Vieste (FG) una nuova pagina della sua storia ventennale. Il 22 luglio 2021, per la prima volta in assoluto, il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro ha fatto tappa nell’antico borgo marinaro a Nord della Puglia, ribattezzato ‘La Perla del Gargano’ per la sua suggestiva bellezza.

Conclusa con successo la prima sezione nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), la XX edizione del Libro Possibile è proseguita a Vieste con quattro ulteriori serate: il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio si sono attesi sul palco della centralissima piazza Marina Piccola autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Patrick McGrath

L’ospite internazionale è Patrick McGrath (23 luglio). L’autore inglese, in quei giorni in Italia per presentare il suo ultimo thriller new gothic, ‘La lampada del diavolo ‘(La nave di Teseo), è intervenuto a Vieste accompagnato sul palco dalla lettura di alcuni suoi brani a cura del talentuoso attore foggiano, Gianmarco Saurino.

Roberto Fico

C’è stata grande attesa per l’intervento della terza carica dello Stato Roberto Fico (29 luglio) su 'SUD, cultura e ripartenza’ introdotto dal giornalista di La7 Paolo Celata. 

Mario Tozzi ed Enzo Favata

Mentre il divulgatore, geologo, saggista e presentatore TV Mario Tozzi (23 luglio) ha presentato, in anteprima assoluta per Il Libro Possibile, lo spettacolo inedito dal titolo 'I padroni del mondo’ ovvero i virus e la loro incidenza su ecologia, evoluzione e storia raccontati con il contrappunto jazz di un maestro della musica come Enzo Favata.

Roberto Saviano

D’intesa con il Comune di Vieste, ampio spazio è stato dedicato al tema della LEGALITÀ, con una serie d’incontri importanti che hanno affidato alla ‘cultura della Giustizia’ l’ulteriore difesa di un territorio, come quello garganico, ancora troppo segnato dalla criminalità organizzata.

XX Edizione del Festival Il libro possibile: da sinistra, Lirio Abbate, Giancarlo Fiume, Roberto Scarpinato

A Vieste infatti Roberto Saviano (30 luglio) ha aperto la serata con il suo ultimo libro ‘Gridalo’ (Bompiani), mentre Lirio Abbate (29 luglio)tra i più apprezzati giornalisti che scrive di mafia, autore di ‘Faccia da mostro’ (Rizzoli), ha partecipato in dialogo con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato. 

XX edizione libro possibile
Vieste. Salvatore Borsellino in collegamento con Peter Gomez

Salvatore Borsellino (29 luglio), fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel '92 a Palermo, per un tributo la figura di Paolo Borsellino in dialogo con il giornalista Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it. 

Barbara Gallavotti

Le pagine viestane del Libro Possibile dedicate alla scienza sono affidate all’immunologa Antonella Viola (30 luglio), autrice di ‘Danzare nella tempesta' (Feltrinelli) e alla biologa Barbara Gallavotti (30 luglio), giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Una riflessione sulla nostra società post pandemica è stata affidata a Paolo Crepet (29 luglio) e al suo libro ‘Oltre la Tempesta’ (Mondadori).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giovanna Pancheri e Francesco Costa

Dal Gargano si è guardato all’America contemporanea di Trump e Biden con l’intervista incrociata dei giornalisti Francesco Costa Giovanna Pancheri (22 luglio), rispettivamente autori di ‘Una storia americana’ (Mondadori) e ‘Rinascita Americana’ (Sem).

Vittorio Sgarbi

Mentre il mondo ammira la magnificenza artistica italiana con il critico Vittorio Sgarbi (22 luglio) che ha presentato il suo libro ‘Ecce Caravaggio’ (La Nave di Teseo).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Vittorio Sgarbi
XX edizione libro possibile
Vieste: Vittorio Sgarbi

Si è parlato di diritti inviolabili e del sogno possibile di salvare vite umane nell’incontro a tre voci con Cecilia Strada, responsabile della comunicazione di ResQ - People Saving People, Gabriella Nobile fondatrice dell’associazione Mamme per la pelle e l’ex magistrato di 'Mani Pulite' Gherardo Colombo, oggi presidente onorario dell’Associazione ResQ (30 luglio)

Oscar Farinetti

A spiegare al pubblico ‘Le regole di un mondo senza regole’ ci hanno pensato gli imprenditori italiani tra i più apprezzati anche all’estero per il nostro made in Italy: Brunello Cucinelli, Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani (30 luglio).

Carlo Cottarelli

Mentre l’economista Carlo Cottarelli (23 luglio) è partito dal suo libro ‘All’inferno e ritorno’ (Feltrinelli) per una riflessione sulla rinascita del nostro Paese e con un’incursione telefonica di Alessio Giannone in arte Pinuccio, l’inviato da Bari di Striscia La Notizia, a sua volta protagonista (il 22 luglio) della presentazione del suo libro 'Annessi e Connessi' (Mondadori).

XX edizione libro possibile
Alessio Giannone (Pinuccio)

Un altro popolare volto TV e imprenditore nella ristorazione Joe Bastianich (29 luglio) è intervenuto con il suo ultimo decalogo ‘Le regole per il successo’ (Mondadori). E il vicedirettore di Rai1, giornalista di origine tarantina, Angelo Mellone (23 luglio) ha presentato il suo libro ‘Nelle migliori famiglie’ (Mondadori). Ancora il 23 luglio, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio nell’appuntamento ‘Il Golpe Buono e il Governo dei migliori’ ha proposto una personale e lucida analisi di attualità politica che parte dal suo ultimo lavoro editoriale ‘I segreti del Conticidio’ (PaperFirst).

Piero Pelù

La musica apre e chiude il capitolo viestano del Libro Possibile con un’incipit decisamente rock affidato all’opening del 22 luglio con il cantante Piero Pelù in veste di scrittore con il suo libro ‘Spacca l’infinito’ (Giunti).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Piero Pelù
Boomdabash

Si è proseguito con la band salentina Boomdabash (29 luglio), già in testa alle classifiche con il nuovo tormentone dell'estate firmato con Baby K, e presente a Vieste per parlare del libro ‘Salentu d’amare’ (DeAgostini). Gran finale con l’ultimo appuntamento dell’ultima sera (30 luglio) con il rapper BLIND che ha raccontato la sua storia di riscatto dalla strada al podio di XFactor, per poi scalare le classifiche musicali e adesso al suo debutto in libreria con Cicatrici’ (Mondadori).

Blind

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Il Festival rappresenta un risultato di straordinario prestigio nell’offerta di cultura che la città è pronta ad offrire ai suoi visitatori unitamente al suo straordinario patrimonio di bellezze naturali – ricorda l’assessore alla Cultura di Vieste, Graziamaria Starace - La manifestazione si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale riscoperto e rilanciato da questa Amministrazione, che dal binomio radici-paesaggio ripone negli investimenti culturali un’aspettativa accattivante al pari della sua vocazione balneare. Non c’era modo migliore per celebrare il ventennale del Festival del Libro Possibile anche nella prestigiosa e suggestiva cornice di Vieste, che con i suoi 2 milioni di presenze, è riconosciuta la regina del turismo in Puglia”.

XX edizione libro possibile
Vieste: da sinistra, Giorgia Messa e Rosella Santoro

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Seconda giornata di incontri a Vieste per il Libro Possibile

Atmosfere new gothic nel thriller di McGrath

Focus sulle problematiche ambientali nel nuovo spettacolo del duo Tozzi-Favata

La Puglia archeologica nel focus di Volpe

Il ‘Conticidio’ raccontato da Travaglio

23 luglio 2021 / Vieste

Le atmosfere new gothic di Patrick McGrath, l’inedito spettacolo tra musica e sostenibilità del duo Mario Tozzi / Enzo Favata, le ricette della ripartenza di Carlo Cottarelli, la Puglia dell’archeologia raccontata da Giuliano Volpe, gli intrighi della politica italiana svelati da Marco Travaglio.

Parterre di grandi nomi per la serata di venerdì 23 luglio al festival Il Libro Possibile, nel secondo giorno di appuntamenti a Vieste (Foggia). A fare da palcoscenico agli incontri nella ‘Perla del Gargano’ è piazza di Marina Piccola, che ha accolto il programma eXXtra della XX edizione della kermesse, diretta da Rosella Santoro e presieduta da Gianluca Loliva, anche il 29 e il 30 luglio. La tappa viestana del festival, sostenuto dalla Regione Puglia, ha visto il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Patrick McGrath

Un grande ospite internazionale sceglie il palco del Libro Possibile per presentare alle 20.45 il suo ultimo thriller: Patrick McGrath ha portato a Vieste La lampada del diavolo (La nave di Teseo), un viaggio a ritroso nella Londra degli anni ’70, accompagnati dalle ombre di un passato inconfessabile del protagonista Francis McNulty. Costretto a confrontarsi con i suoi fantasmi quando un’oscura presenza verrà a fargli visita. Atmosfere neo gotiche che rivivono sul palco anche grazie alle letture dell’attore Gianmarco Saurino, nell’incontro presentato dalla direttrice del festival Rosella Santoro.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Mario Tozzi ed Enzo Favata

Ecologia, evoluzione, storia e pandemie sono alcuni dei temi che si intrecciano tra le note nel nuovo spettacolo del geologo Mario Tozzi e del musicista Enzo Favata. In piazza di Marina piccola hanno spiegato come sia un errore di prospettiva per l’umanità sentirsi I padroni del mondo. Suggerendo “di fare un passo indietro rispetto all’ambiente”, così da far sopravvivere 7 miliardi e mezzo di sapiens su un solo pianeta con le risorse limitate. Ha introdotto l’appuntamento di apertura della seconda serata del festival alle 20 la giornalista Giorgia Messa.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Carlo Cottarelli

Alle 21.30 è stato l’economista Carlo Cottarelli a spiegare la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale del Paese. Un’analisi necessaria dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale, a partire dal saggio All’inferno e ritorno (Feltrinelli). Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, al termine dell’incontro presentato dal giornalista del Corriere della Sera Michelangelo Borrillo, è anche il bersaglio di un’irriverente telefonata del comico Pinuccio (Alessio Giannone).

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giuliano Volpe e Mario Pulpito

Siamo andati poi alla scoperta dei tesori archeologici del territorio alle 22.15 con Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, autore di Passeggiate archeologiche - Venti proposte per conoscere siti e storie della Puglia (EdiPuglia).

Scavi sull'Isola di Sant'Eufemia

Un incontro, presentato dal conduttore televisivo Mauro Pulpito, per fare da ponte tra passato e presente, con un focus sulle ultime spedizioni archeologiche in Puglia; tra cui quella, recentissima, della grotta di Venere Sosandra, santuario marittimo situato sull’Isola di Sant'Eufemia prospiciente la costa viestana, dove sono state riportate alla luce anche alcune sepolture. “Un luogo di grande importanza storica – assicura l’archeologo e accademico – con un tesoro costituito anche dal faro, che ci auguriamo non venga trasformato in un resort per pochi privilegiati, ma che invece possa diventare un museo della storia e dell’archeologia dell’Adriatico”.

Scavi sull'Isola di Sant'Eufemia

Un tema che ha animato per lungo tempo i dibattiti politici in Italia è invece al centro dell’incontro conclusivo della serata, intitolato Il «golpe buono» e il «governo dei migliori». Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ci ha portati alle 22.45 a scoprire I segreti del Conticidio (PaperFirst), tra accordi sottobanco e alleanze fragili per rovesciare il premier più apprezzato dall’opinione pubblica e più odiato dall’establishment, Giuseppe Conte. Ha introdotto la direttrice artistica del festival Rosella Santoro.

da "inutile" ad appetibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Marco Travaglio

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

LIBRO POSSIBILE XX

GRAN FINALE a VIESTE tra legalità, attualità, letteratura e scienza

con il presidente della Camera ROBERTO FICO

Roberto Saviano, Barbara Gallavotti, Antonella Viola, Cecilia Strada,

Salvatore Borsellino, Peter Gomez, Lirio Abbate, Roberto Scarpinato, Paolo Crepet, Blind, Boomdabash

29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

XX edizione libro possibile
Vieste

La ventesima edizione del ‘Libro Possibile’ si è conclusa a Vieste (FG) il 29 e 30 luglio. Il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro è giunto alla tappa conclusiva con le ultime due serate nella nuova location eXXtra, ovvero la suggestiva ‘Perla del Gargano’, inaugurata quest’anno in occasione del XX anniversario.

Decisamente eXXtra anche la presenza di pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito sia durante il primo capitolo del ‘Libro Possibile’ nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), e sia nelle quattro ulteriori serate viestane il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio nella centralissima piazza Marina Piccola con autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Programma terza serata - 29 luglio

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Paolo Borsellino in collegamento con Peter Gomez

La terza serata viestana del festival si è aperta alle ore 20 con Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio. Assieme al direttore de IlFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, presentano il progetto editoriale La casa di Paolo (PaperFirst): pagine che trasmettono, soprattutto alle nuove generazioni, l’eredità dei valori che hanno contraddistinto la lotta alle mafie del giudice.

XX edizione libro possibile
Nica Ruggiero e Paolo Crepet

Alle ore 20.40 lo psichiatra Paolo Crepet ha raccontato “come torneremo a stare insieme” attraverso le riflessioni contenute nel saggio Oltre la tempesta (Mondadori). Potente metafora per definire il periodo della pandemia, che ci ha lasciato “spaventati, disorientati, ora depressi o inclini all'ira, ora fiduciosi nella solidarietà collettiva – spiega – cercando di resistere nella speranza di arrivare presto a un approdo”. Ha introdotto l’incontro la giornalista Nica Ruggiero.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roberto Fico in collegamento con Rosella Santoro e Paolo Celata

Sud, cultura, ripartenza: tre temi cardine da cui muove l’intervento della terza carica dello Stato, Roberto Fico, in programma alle ore 21.20. Una riflessione sul Mezzogiorno e sui suoi strumenti per tornare a crescere dopo il difficile periodo vissuto tra lockdown e restrizioni legate alla pandemia, insieme con il giornalista di La7 Paolo Celata.

Alle ore 22 invece si è andati alla scoperta del Salentu d’amare (DeAgostini), con un gruppo che attraverso la musica ha fatto conoscere in tutta Italia la cultura di un territorio dalle mille risorse: i Boomdabash. Insieme all’inviato di Striscia La Notizia, Alessio Giannone (Pinuccio), hanno raccontato i luoghi del cuore in Salento con una speciale guida ‘coast to coast’ attraverso grotte e cale, masserie e pagliare, dancehall e lidi da sogno.

Lo strapotere della criminalità organizzata è tornato al centro dell’incontro in programma alle ore 22.40 con il vicedirettore de L’Espresso, Lirio Abbate, autore di Faccia da mostro (Rizzoli). Libro in cui tratteggia il ritratto di Giovanni Pantaleone Aiello, ex agente della Squadra Mobile di Palermo, accusato di aver collaborato ai più importanti omicidi di mafia alla fine degli anni ’80. Se ne è parlato con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Puglia, Giancarlo Fiume.

Programma quarta serata - 30 luglio

In accordo con l’amministrazione del Comune di Vieste si è voluto dedicare l’ultima serata del Libro Possibile ai temi della giustizia. Ad aprire gli appuntamenti del 30 luglio è stato il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega Saviano – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle ore 20.45 il racconto del nuovo progetto umanitario per salvare le vite in mare ovvero Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Gherardo Colombo e Cecilia Strada, quest’ultima in collegamento in diretta con Vieste a bordo della nave varata la scorsa settimana. Ha moderato l’incontro il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle ore 21.25 una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle ore 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci dell’imprenditoria che a Vieste hanno dibattuto sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle ore 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci ha accompagnati in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Alle ore 23.35 ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Vieste

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Si è conclusa a Vieste la XX edizione del Libro Possibile

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Saviano

Focus tra pandemia e medicina con Gallavotti e Viola

L’imprenditoria italiana si racconta con Farinetti, Stigliano e Andriani

Il progetto umanitario di ResQ con Colombo, Nobile e Strada

L’esordio letterario del rapper Blind

30 luglio 2021 / Vieste

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Roberto Saviano, un focus tra pandemia e medicina con Barbara Gallavotti e Antonella Viola, le regole dell’imprenditoria italiana nel dialogo tra Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani. E ancora: un progetto umanitario raccontato da Gherardo Colombo, Gabriella Nobile e Cecilia Strada e l’esordio letterario del rapper Blind. Il festival del Libro Possibile, diretto da Rosella Santoro e presieduto da Gianluca Loliva, ha concluso la sua XX edizione a Vieste il 30 luglio con un’ultima serata di presentazioni letterarie, lectio magistralis e dibattiti, ospitati in piazza di Marina piccola.

Ciliegina sulla torta di un evento che dal 7 luglio ha portato a Polignano e nella ‘Perla del Gargano’ oltre 200 ospiti, con i più grandi nomi della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. Che anche nella nuova tappa ha visto il sostegno della Regione Puglia e il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma nella terza serata

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Roberto Saviano

Proprio in accordo con l’amministrazione comunale si è voluto dedicare anche nell’ultima serata un focus sui temi della giustizia. E ad aprire gli appuntamenti il 30 luglio è un giornalista e scrittore che si è sempre speso nel denunciare lo strapotere della criminalità: Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega la firma de Il Corriere della Sera – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle 20.45 un progetto umanitario con l’obiettivo di fermare le morti connesse alle grandi migrazioni in mare. Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonima iniziativa attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo. Se ne è parlato con il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle 21.25 è stata poi in programma una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti sul tema Virus e Libertà. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti. Introduce la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci del settore che a Vieste dibattono sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci accompagna in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Vieste

Ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind alle 23.35. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X-Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

XX edizione libro possibile
XX Edizione del Festival Il libro possibile: Giorgia Messa e Rosella Santoro

La XX edizione del Libro Possibile è stata sostenuta dalla Regione Puglia.

Partner istituzionali: Comune di Polignano a Mare e Comune di Vieste.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Sito ufficiale: https://www.libropossibile.com

Testi, video e foto di anteprima dall'Ufficio Stampa nazionale e regionale Il libro possibile.