bando MiBACT

MArRC: presentazione del bando MiBACT "Memoria Europea" e auguri al nuovo Rettore UniStraDa

MARTEDÌ 5 NOVEMBRE LA PRESENTAZIONE DEL BANDO MIBACT "MEMORIA EUROPEA"

MALACRINO: «OCCASIONE SPECIALE PER RIFLETTERE SU INCLUSIONE E ACCOGLIENZA»

bando MiBACT "Memoria Europea" Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Gina LollobrigidaSi conferma il successo della prima domenica del mese al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, con migliaia di persone che gratuitamente hanno visitato le straordinarie sale espositive del MArRC e ammirato i Bronzi di Riace e di Porticello grazie all’iniziativa #domenicalmuseo voluta dal ministro Dario Franceschini. Tra i visitatori della giornata, ospite speciale è stata la grande attrice Gina Lollobrigida.

Inizia una settimana densa di appuntamenti per il Museo. Nell'ambito del programma "Europa per i cittadini", nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi, il 5 novembre sarà presentato il bando MiBACT "Memoria Europea", con inizio alle ore 9.00.

Il MArRC ospiterà Elisabetta Scungio e Patrizia Carratta, funzionari del Segretariato Generale Mibact, insieme a Rita Sassu, Project Officer Programma Europa per i cittadini (ECP) Italia, David Vezzoni, della cooperativa Tempo per l'infanzia Onlus, Roberto Ameruso, sindaco del Comune di Tarsia, Roberto Cannizzaro, delegato alla cultura della stessa amministrazione, Francesco Altimari, docente di lingua e letteratura albanese dell'Unical e Annunziato Squillaci, membro della comunità grecanica calabrese.

«Accogliamo con grande piacere la presentazione di questa iniziativa - dichiara Carmelo Malacrino. La memoria deve sempre essere tramandata alle future generazioni. Le civiltà classiche hanno gettato le basi dello Stato moderno e diffuso i valori della cittadinanza e della democrazia. Nonché – aggiunge – le qualità etiche che da esse scaturiscono. In questa promozione del sapere antico, il MArRC contribuisce a veicolare i principi della legalità e dell'inclusione. In una dimensione aperta all'accoglienza - afferma - che ci rende partecipi di una battaglia culturale contro ogni forma di nazionalismo e intolleranza. L'iniziativa del Ministero presieduto da Franceschini - dunque - è significativa perché consentirà, attraverso i progetti che saranno finanziati, di sensibilizzare la collettività sui temi attuali nelle politiche europee dei nostri giorni e, in particolare, sulla difesa delle minoranze, contro ogni forma di discriminazione».

L'iscrizione, gratuita, potrà essere effettuata al link dedicato sul sito web: eventbrite.it

Martedì, inoltre, il direttore Malacrino sarà anche relatore alla presentazione del protocollo di intesa tra il Consiglio Regionale della Calabria e il Rotary Distretto 2010, volto a promuovere le attività del Polo culturale "Mattia Preti". All'auditorium "Nicola Calipari" il direttore esporrà i cambiamenti del Museo dal suo insediamento nel 2015. Un excursus culturale che sancirà il legame tra MArRC con il Polo "Mattia Preti" per la cura e la tutela del materiale bibliografico dell'antichità.

«Anche il Museo - ricorda Malacrino - nel 2017 ha aperto al pubblico la sua ricca biblioteca, una realtà che ospita circa 25 mila volumi dedicati agli aspetti culturali, letterari e sociali delle civiltà antiche. Ritengo - conclude - che l'iniziativa a Palazzo Campanella, potrà costituire un momento di riflessione per la costituzione di una rete di azione che faciliti la fruizione e la conoscenza del patrimonio librario calabrese anche oltre i confini regionali».

 

GLI AUGURI DEL DIRETTORE MALACRINO AL PROFESSOR ZUMBO - RETTORE DELL'UNIVERSITÀ PER STRANIERI

«Esprimo i miei auguri e quelli di tutto lo staff del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria al Professor Antonino Zumbo, docente di Filologia Classica e nuovo Rettore dell'Università per Stranieri "Dante Alighieri".

Antonino Zumbo, studioso di chiara fama, al pari del suo predecessore, professor Salvatore Berlingò, rappresenterà un fermo punto di riferimento per la ricerca e la divulgazione del sapere accademico oltre i confini di Reggio Calabria. La "Dante Alighieri" costituisce, infatti, un ateneo che, oltre a contribuire alla divulgazione e conoscenza della lingua italiana nel mondo, forma i propri studenti nei settori della mediazione, nell'inclusione sociale, nell'intercultura. Elementi che consolidano i legami tra l'università e il Museo, da sempre ispirato alle politiche dell'accoglienza e dell'integrazione. Un ateneo che, con i corsi estivi di approfondimento della lingua italiana, contribuisce ad accrescere il numero di presenze nella città di Reggio.

Sono sicuro che, nel corso del suo mandato, il professore Zumbo consoliderà le sinergie, già proficue, con il MArRC, nel comune interesse di diffondere la storia, le tradizioni e la cultura di questa nostra straordinaria regione».

I testi sul bando MiBACT "Memoria Europea" e sugli auguri di Malacrino a Zumbo, e la foto di Gina Lollobrigida al MArRC sono gentilmente forniti dalla Direzione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria


Ercolano. Dopo anni di chiusura ecco la Casa del Bicentenario

Si è svolta Mercoledì 23 Ottobre ad Ercolano la conferenza stampa di riapertura della Casa del Bicentenario, lussuosa domus posta al centro dell'antica città vesuviana e chiusa al pubblico da ben 36 anni, precisamente dal 1983. A determinarne l'inaccesibilità, gravi problematiche di ordine strutturale che hanno coinvolto l'edificio sin dalla sua scoperta, avvenuta grazie all'opera dell'archeologo Amedeo Maiuri nel 1938.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, il Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, il Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile restauro e conservazione  per il Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. L'inaugurazione è stata inoltre arricchita dalla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini.
Nel corso della cerimonia sono state illustrate le tappe fondamentali che hanno condotto alla riapertura dell'elegantissima domus, sottolineando a tal proposito come la stretta e proficua collaborazione pubblico-privato - soprattutto grazie agli sforzi compiuti dall'erede della dinastia della multinazionale dell'informatica Hewlett Packard (David W. Packard) a partire dal "lontano" 2006 - abbia costituito e costituisca tuttora una condizione imprescindibile per il rilancio della cultura e dei Beni Culturali nel nostro paese. In questa direzione, infatti, si sono spinti gli interventi del Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, del Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile del Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. Costoro hanno voluto focalizzare l'attenzione sull'importanza che il proficuo lavoro portato avanti - a partire dal 2010 e in sinergia tra le istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto -ha rappresentato nella risoluzione, anche se non definitiva, delle problematiche connesse alla fruizione dell'edificio, a favore del quale sono state introdotte tecniche pilota di monitoraggio e conservazione delle superfici decorate, sia parietali che pavimentali.
Casa del Bicentenario
Interessante e meritevole di attenzione anche l'illustrazione del programma di "Close Up" attuato all'interno del Parco, che consiste nel dare la possibilità ai visitatori di poter assistere al dietro le quinte del lavoro svolto da archeologi e restauratori, impegnati nello scavo e nel restauro di diverse domus ercolanesi, tra le quali la Casa dell'Albergo e quella del Tramezzo di Legno, e allo stesso tempo nel coinvolgere gli stessi alla partecipazione attiva verso la prevenzione del degrado di questi ambienti.
Molto centrato sul corretto utilizzo dei fondi pubblici per ciò che concerne l'avanzamento dei lavori relativi al Grande Progetto Pompei, l'intervento del prof. Osanna, il quale ha ribadito altresì come l'autonomia da poco acquisita dal Parco Archeologico di Ercolano e le collaborazioni di quest'ultimo con le migliori istituzioni scientifiche internazionali abbiano rappresentato un deciso salto in avanti qualitativo, ancor più sostenuto ed incoraggiato dalla stessa Direzione del Parco Archeologico di Pompei, prima del passaggio del testimone avvenuto nel 2017.
Casa del Bicentenario
Casa del Bicentenario
Per il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, prof. Francesco Sirano, "il progetto del Bicentenario deve essere inteso attraverso un approccio bifronte, rivolto non solo alla cura ed alla conservazione del sito, ma anche alla riconnessione al territorio di riferimento", ed è proprio sul solco delle sue parole che si è innestato l'annuncio fatto dal sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, il quale ha rivelato il lancio della fase finale di un importante progetto strategico realizzato congiuntamente da enti pubblici e privati, il cosiddetto Progetto "Via mare". Questo progetto non è rivolto alla conservazione, né allo studio archeologico, ma rappresenta un'iniziativa di largo respiro mirata all'integrazione tra parco e territorio circostante, tesa alla creazione di un nuovo ecosistema culturale dove passato e presente possano convivere, per contribuire a riqualificare l'identità della moderna Ercolano.
A suggello della importante mattinata ercolanese sono arrivate le dichiarazioni del ministro Franceschini, il quale nel sottolineare ancora una volta il prezioso risultato della riapertura dell'edificio caduto in abbandono alla fine del XX secolo attraverso la preziosa collaborazione tra l'ente pubblico ed il privato, che deve ormai segnare sempre di più la strada futura dei beni culturali nel nostro paese, ha anche assicurato che il clima positivo creatosi a seguito della riapertura sarà accompagnato attivamente dal Ministero di sua competenza, che sosterrà ancora di più gli sforzi per riportare al centro dell'attenzione internazionale un sito che - insieme a quello di Pompei - è unico al mondo per lo studio e la comprensione del mondo antico,  e che è proiettato a raggiungere traguardi sempre più lusinghieri in termini di presenze ( ad oggi si registrano infatti già 500.000 visitatori).
La Casa del Bicentenario, cosi chiamata in quanto scoperta a 200 anni esatti dai primi scavi condotti nel sito (1738), è una residenza patrizia sorta in età augustea nei pressi del centro politico e amministrativo di Ercolano, e si sviluppa su tre piani occupando un'area di circa 560 mq. L'edificio accoglie il canonico inquadramento architettonico della casa romana, impostato sull'asse ingresso, atrio, tablino e peristilio, determinatosi  a seguito di modifiche realizzate nel corso del tempo; l'ingresso, aperto sul Decumano massimo e decorato ad affresco con una scacchiera in rosso e bianco, immette direttamente nell'atrio, su cui si affacciano alcune camere da letto e stanze di servizio.
L'atrio è certamente l'ambiente più grande dell'intera dimora, decorato con un raffinato mosaico risalente all'età augustea e semplici pitture in IV stile, realizzate prima del sisma che colpì i centri vesuviani nel 62 d.C.; sul fondo, nella parte destra, è stato rinvenuto un eccezionale cancello di chiusura in legno diviso in due battenti scorrevoli, che fa supporre come lo spazio che esso era destinato a chiudere contenesse oggetti preziosi o venisse destinato al culto domestico.  
Al centro della parete di fondo dell'atrio si apre il sontuoso tablino della domus, caratterizzato da un pavimento a mosaico bianco bordato da fasce nere, con al centro lastre di marmo che compongono un complesso motivo geometrico; le pareti sono dipinte in IV stile a fondo giallo con quadri figurati nei pannelli centrali rappresentanti nella parete di destra Dedalo e Pasifae, a sinistra Marte e Venere e medaglioni con Satiri e Menadi in quelli laterali. Alle spalle del tablino si sviluppa il quartiere del peristilio dove furono realizzate sale di rappresentanza, alcuni locali di servizio e un giardino in cui lo scavo ha rivelato tracce di un roseto. La casa presenta anche due nuclei di ambienti disposti al piano superiore, il primo, prospiciente la strada, era accessibile attraverso due scale di legno, mentre il secondo, affacciato sul peristilio, era raggiungibile dalla scala posta al lato del tablino.
Casa del Bicentenario
Ercolano: attività di conservazione del Tablinum della Casa del Bicentenario
Lo scavo ha restituito una eccezionale serie di tavolette lignee (si parla di ben 150 pezzi) sulle quali erano incise preziose informazioni riguardanti attività economiche, finanziarie e documenti processuali del dominus, il padrone di casa, che coprono un periodo temporale compreso tra il 40 ed il 75 d.C e dovevano trovarsi in una cassa lignea nascosta in un ambiente al primo piano. Ma la  scoperta più ad effetto compiuta all'interno della casa, nell'ambiente ad ovest del primo piano è sicuramente quella costituita dalla cosiddetta "Croce di Ercolano", vale a dire una croce incisa nella parete sopra stucco a fondo bianco, con al di sotto della stessa la presenza di una cassa o ara votiva lignea carbonizzata, che venne in un primo tempo considerata come la prima testimonianza di proliferazione del culto cristiano nel mondo domestico romano in pieno I sec. d.C.
Successivamente diversi elementi smentirono questa ipotesi, ricollegandola piuttosto ad un vero e proprio modello di arredo architettonico della casa, la cui croce doveva con buona probabilità costituire una mensola per il deposito di oggetti d'ornamento.

La prima grande mostra della collezione dei marmi Torlonia a Roma nel 2020

Dal 25 marzo 2020 al 10 gennaio 2021 novantasei marmi della collezione Torlonia saranno visibili al pubblico in una grande mostra a Roma, nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli di Roma Capitale.
L’esposizione “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces” segna il primo passo dell’accordo siglato il 15 marzo 2016 tra il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e la Fondazione Torlonia, ed è il risultato dell’intesa istituzionale sottoscritta dalla Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dalla Soprintendenza Speciale di Roma con la stessa Fondazione Torlonia.
Il progetto scientifico di valorizzazione della collezione è stato affidato a Salvatore Settis che cura la mostra con Carlo Gasparri, archeologi e accademici dei Lincei, e con l’organizzazione di Electa, anche editore del catalogo. Le sculture esposte in mostra sono restaurate grazie al contributo di Bvlgari.
Sarà questa l’occasione per inaugurare la nuova prestigiosa sede espositiva di Roma Capitale dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli. La scelta della sede è stata dettata dal proposito di incentrare il percorso espositivo sulla storia del collezionismo: un aspetto sotto il quale la vicenda del Museo Torlonia alla Lungara (fondato dal principe Alessandro Torlonia nel 1875), che conta 620 pezzi catalogati, appare di eccezionale rilevanza.
Questa raccolta è infatti l’esito di una lunga serie di acquisizioni e di alcuni significativi spostamenti di sculture fra le varie residenze della famiglia.
Si può anzi dire che i marmi Torlonia costituiscono una collezione di collezioni o, meglio, uno spaccato altamente rappresentativo e privilegiato della storia del collezionismo di antichità in Roma dal XV al XIX secolo. Le sculture in mostra non sono solo insigni esempi di scultura antica (busti, rilievi, statue, sarcofagi ed elementi decorativi), ma anche il riflesso di un processo culturale -gli inizi del collezionismo di antichità e il passaggio dalla collezione al Museo- di fondamentale importanza: un processo in cui Roma e l’Italia hanno avuto un primato incontestabile. Perciò la mostra ripercorre il formarsi della raccolta Torlonia, e l’ultima delle sue cinque sezioni si legherà in modo eloquente all’adiacente esedra dei bronzi e del Marco Aurelio nei Musei Capitolini, evidenziando il nesso fra gli inizi del collezionismo privato di antichità e il significato della donazione dei bronzi del Laterano al Comune da parte di Sisto IV nel 1471.
Il progetto di allestimento della mostra sulla collezione Torlonia, nei rinnovati ambienti del nuovo spazio dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli, tornati alla vita grazie all’impegno e al progetto della Sovrintendenza di Roma Capitale, è di David Chipperfield Architects Milano.
L’appuntamento di marzo 2020 è la prima tappa di un tour espositivo – e sono in corso accordi con importanti musei internazionali – che si concluderà con l’individuazione di una sede espositiva permanente per l’apertura di un nuovo Museo Torlonia.

Dalla Regio V di Pompei torna alla luce un affresco con gladiatori

“Il sito archeologico di Pompei, fino a qualche anno fa, era conosciuto nel mondo per la sua immagine negativa: i crolli, gli scioperi e le file dei turisti sotto il sole. Oggi è una storia di riscatto e di milioni di turisti in più. Oggi è un sito accogliente, ma soprattutto è un luogo in cui si è tornati a far ricerca, attraverso nuovi scavi. La scoperta di questo affresco dimostra che davvero Pompei è una miniera inesauribile di ricerca e di conoscenza per gli archeologi di oggi e del futuro”. Commenta così la nuova scoperta nel sito archeologico di Pompei, il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.

https://www.youtube.com/watch?v=NvmRXTWRuYw

 

A darne l'annuncio il direttore Massimo Osanna che rivela la scoperta di un affresco con gladiatori da un'attività commerciale della Regio V, probabilmente una bottega. Un mirmillone e un trace, una coppia nota nei combattenti tra gladiatori in una città come Pompei così apertamente votata a questo tipo di spettacoli, vista la presenza di uno degli anfiteatri più famosi e antichi al mondo.

Affresco gladiatori. Foto: Parco archeologico di Pompei

Su uno sfondo bianco, delimitato su tre lati da una fascia rossa, così si compone la scena trapezoidale rinvenuta in un ambiente alle spalle dello slargo di incrocio tra il Vicolo dei Balconi e il Vicolo delle Nozze d'Argento, probabilmente un sottoscala. Al di sopra della pittura si intravede anche l'impronta della scala lignea, facendo ipotizzare la presenza di ambienti superiori forse alloggi per il proprietario o per l'esercizio della prostituzione vista la possibile frequentazione della bottega da parte dei gladiatori.

Dalla scena raffigurata è possibile visionare le armi dei combattenti: il mirmillone impugna il gladium, corta spada romana e un grande scudo rettangolare (scutum) e veste un elemo a tesa larga dotato di visiera con pennacchi, il cimiero. L'altro, il trax, è in posizione soccombente con elmo (galea) a tesa larga ed ampia visiera a protezione del volto, anch'esso sormontato da un alto cimiero.

Affresco gladiatori. Foto: Parco archeologico di Pompei

“E’ molto probabile che questo luogo fosse frequentato da gladiatori - dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna. Siamo nella Regio V, non lontani dalla caserma dei gladiatori da dove, tra l’altro, provengono il numero più alto di iscrizioni graffite riferite a questo mondo. In questo affresco, di particolare interesse è la rappresentazione estremamente realistica delle ferite, come quella al polso e al petto del gladiatore soccombente, che lascia fuoriuscire il sangue e bagna i gambali.  Non sappiamo quale fosse l’esito finale di questo combattimento. Si poteva morire o avere la grazia. In questo caso c’è un gesto singolare che il trace ferito fa con la mano, forse, per implorare salvezza; è il gesto di adlocutio, abitualmente fatto dall’imperatore o dal generale per concedere la grazia. L’ambiente di rinvenimento  è solo parzialmente portato in luce - su un lato emerge un'altra piccola porzione di affresco che rivela la presenza di un’altra figura- in quanto lo scavo dello stesso è stato possibile a seguito dell’intervento di rimodulazione dei pendii dei fronti e alla loro messa in sicurezza, che costituisce l’esigenza prioritaria di tutto il cantiere della Regio V”.

https://www.youtube.com/watch?v=sqq__TTvu5g

 


impressionisti segreti

Capolavori dalle grandi collezioni private nella mostra “Impressionisti Segreti”

Dal 6 ottobre 2019 Roma si arricchisce di una doppia offerta culturale: l’apertura al pubblico di Palazzo Bonaparte, spazio Generali Valore Cultura, che ospita la prima mostra sugli “Impressionisti Segreti”, ovvero quei capolavori noti a tutti ma nascosti nelle più grandi collezioni private del mondo.

impressionisti segretiPalazzo Bonaparte, splendido edificio barocco in Piazza Venezia che prende il nome da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che vi abitò fino al 1836. Da sempre utilizzato come residenza privata, oggi diventa accessibile al pubblico grazie alla partnership tra Generali Italia e Arthemisia.

Berthe Morisot, Devant la psyché, 1890. Olio su tela, 55x46 cm. 
Collection Fondation Pierre Gianadda, Martigny, Suisse
Foto © Michel Darbellay, Martigny

Impressionisti Segreti, la prima mostra ospitata a Palazzo Bonaparte, è un’opportunità unica per ripercorrere la storia dell’Impressionismo tramite cinquanta capolavori di grandi artisti quali Monet, Renoir, Cézanne, Pissarro, Gauguin e tanti altri, custoditi nelle più importanti collezioni private e generosamente prestati solo per questa straordinaria occasione.
Un affascinante viaggio alla scoperta del movimento artistico più emozionante e coinvolgente della storia dell’arte, tra fermo-immagini di una Parigi di fine Ottocento, seducenti ritratti di donne dell’elite dell’epoca e pennellate di luce vibrante.

impressionisti segretiLa cura della mostra è affidata a due esperte di fama internazionale: Marianne Mathieu, direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi - sede delle più ricche collezioni al mondo di Claude Monet, e Claire Durand-Ruel, discendente di Paul Durand-Ruel, colui che ridefinì il ruolo del mercante d’arte e primo sostenitore degli impressionisti.

Camille Pissarro, Gardener standing by a Haystack, overcast sky, Eragny, 1899, Olio su tela, 60x73 cm,
Isabelle and Scott Black Collection

La mostra Impressionisti Segreti è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia.
Gode del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, dell’Ambasciata di Francia in Italia e della Regione Lazio. È realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, ed è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per rendere l’arte e cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

Special partner della mostra è Q8 che, dopo il sostegno alle mostre di Pollock ed Escher, prosegue il suo impegno nella promozione dei valori legati alla cultura e all’arte.
La mostra Impressionisti Segreti fa parte del progetto “L’Arte della solidarietà”, realizzato da Susan G. Komen Italia e Arthemisia, insieme per portare bellezza anche nelle vite delle persone meno fortunate.

La mostra vede come hospitality partner Hotel de Russie e Hotel de la Ville, del gruppo Rocco Forte Hotels.
L’evento è consigliato da Sky Arte.
Catalogo edito da Arthemisia Books.

Pierre-Auguste Renoir, Bougival, 1888, Olio su tela, 54x65 cm, Collezione Pérez Simón, Messico

Testo e foto da Ufficio Stampa Arthemisia


Ercolano. Continuano ad ottobre le visite nei cantieri

Il Parco Archeologico di Ercolano prosegue il suo programma di inclusione del pubblico e di partecipazione nelle attività di restauro e manutenzione dell’eccezionale patrimonio archeologico dell’antica città. Nel mese di ottobre il pubblico potrà continuare ad assistere da protagonista al lavoro in diretta di restauratori e archeologi all’opera all’interno delle sito: si rinnoveranno infatti i fortunati appuntamenti del Venerdì mattina “Close-Up”.  Anche per il mese di ottobre il personale esperto del Parco incontrerà alle ore 11:00 e alle ore 11:30 i visitatori per condividere gli ultimi sviluppi e i risultati dei lavori sul campo per assicurare sempre migliori condizioni di conservazione dei beni archeologici. Un dietro le quinte da non perdere.

Ercolano

Il programma di ottobre inizia dalla Casa dell’Albergo, ma intanto proseguono le attività che porteranno alla grande inaugurazione della “Casa del Bicentenario”, dimora chiusa dagli anni ’80 che sarà finalmente restituita alla fruizione. Il progetto, che corona più di dieci anni di ricerche e attività di conservazione, sarà un punto di riferimento privilegiato del  programma Close up, per un coinvolgimento del pubblico nel restauro del patrimonio del Parco.

Torna intanto l’appuntamento con l’iniziativa ministeriale #iovadoalmuseo Domenica al Museoed il pubblico del Parco Archeologico di Ercolano potrà approfittare dell’ingresso gratuito domenica 6 ottobre.

 


Lo Zeus in trono torna nella sua casa flegrea

Dopo un anno dal suo arrivo in Italia, lo Zeus in trono ritorna a casa. L’operazione di restituzione venne siglata lo scorso anno tra il MIBAC(T) e il Paul Getty Museum che ospitava il reperto nella sua collezione. La statua, che dopo accurati studi sembra provenire da area flegrea, rappresenta il padre degli dei in trono e si data al I secolo a.C. Venne acquistato dal Getty Museum nel lontano 1992, dopo una serie di scambi illeciti e di traffici che dall’Italia portarono il reperto negli USA.

Zeus in trono. Credits: MIBACT

Per le piccole dimensioni, solo 75 centimetri, lo Zeus in trono doveva essere oggetto di culto domestico appartenuto a qualche ricca famiglia greca o romana, molto somigliante nella posa e nelle forme al più famoso Zeus di Olimpia, celebre statua di culto del santuario panellenico opera di Fidia. Dalle condizioni si può ipotizzare che, nel corso della sua storia millenaria, la statua trascorse gran parte del suo tempo sott’acqua, capovolta su un lato, sommersa nelle acque flegree di Bacoli e recante ancora delle incrostazioni sulla superficie.

Durante la cerimonia di consegna presso il Museo Archeologico di Napoli, il direttore del prestigioso museo americano, Timothy Potts, aveva dichiarato che il Getty intende dare un grande valore alle sue relazioni con i colleghi italiani nei musei e in altri settori culturali e la decisione di restituire questo reperto prosegue la pratica di collaborazione con il Ministero italiano per risolvere questioni riguardanti la provenienza e la proprietà di opere della collezione, in maniera tale da rispondere a ogni nuova informazione disponibile e di rispettare la buona fede e la missione culturale di entrambe le parti.

Sono state le informazioni raccolte con le indagini, fornite al Getty Museum dalle autorità italiane e corroborate dalla  scoperta di un frammento della statua, a motivare la decisione di restituzione da parte del museo americano che, da tempo, sta sensibilmente collaborando con l’Italia per far chiarezza sulla provenienza di molte opere entrate illecitamente nella sua collezione.

Il nuovo direttore ad interim Paolo Giulierini annuncia così che giorno 27 ottobre Zeus tornerà nella sua casa, il Castello di Baia nonché Museo Archeologico dei Campi Flegrei. Durante la cerimonia, verrà inaugurata la mostra “Il visibile, l’invisibile e il mare” e verranno presentate le attività del Parco Archeologico dei Campi Flegrei.


Musei Statali aperti per Pasqua e Pasquetta

MUSEI STATALI APERTI PER PASQUA E PASQUETTA
Ingresso gratuito a Pasqua per #domenicalmuseo, al via la campagna social di aprile dedicata ai fiori nell’arte

Domenica 1 e lunedì 2 aprile in occasione delle festività di Pasqua e del Lunedì dell’Angelo i principali musei, parchi archeologici, monumenti e luoghi della cultura statali resteranno aperti, rispettando il normale piano orario e tariffario che prevede, per la sola giornata di Pasqua, l’ingresso gratuito in occasione di #domenicalmuseo. E a Pasqua prende il via la campagna social dei musei italiani per il mese di aprile dedicata ai fiori nell’arte, con l’invito ai visitatori a fotografare e condividere sui social immagini di opere d’arte presenti nelle collezioni raffiguranti le bellezze del regno vegetale.
Dagli Scavi di Ercolano alla Pinacoteca  Brera, dal Castello di Miramare di Trieste al Museo di Capodimonte a Napoli, da Paestum agli Uffizi, dal Parco Archeologico di Ostia Antica al Cenacolo Vinciano, dalla Reggia di Caserta alle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini e Palazzo Corsini, dai Musei Reali di Torino alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia a Castel Sant’Angelo, dal Museo Archeologico Nazionale di Taranto a quello di Reggio Calabria. Un lungo fine settimana all’insegna della cultura in cui cittadini e turisti potranno visitare le vaste collezioni dei principali musei italiani, cogliendo anche l’opportunità della visita gratuita nel giorno di Pasqua in occasione di #domenicalmuseo.
Su www.beniculturali.it/pasqualmuseo l’elenco completo e tutte le informazioni delle aperture straordinarie di domenica 1 e lunedì 2 aprile.
Roma, 28 marzo 2018
Ufficio Stampa MiBACT

Come da MiBACT, redattore Renzo De Simone


Musei italiani, Sistema nazionale: l'esperienza della Calabria

Musei italiani – Sistema nazionale

Roma - Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano

Venerdì 16 marzo 2018 – Ore 16.30/20.00

Venerdì 16 marzo 2018, nel corso dell’incontro Musei italiani – Sistema nazionale, organizzato dalla Direzione generale Musei del MiBACT, che si terrà a Roma dalle ore 16.30 alle ore 20.00, presso l’Aula Ottagona (Planetario) delle Terme di Diocleziano, Angela Acordon, direttore del Polo Museale della Calabria, racconterà e condividerà la sua esperienza lasciando in esposizione al Planetario un’opera rappresentativa dell’archeologia calabrese.

L’iniziativa, secondo appuntamento di un ciclo di conferenze, ha la finalità di promuovere il patrimonio museale del nostro Paese e di mettere in sinergia tutti i musei italiani, da quelli statali ai privati, in una rete più ampia capace di creare maggiore impulso e operatività.

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Lungo le coste della Calabria: templi, fari e torri costiere tra archeologia e paesaggio

LUNGO LE COSTE DELLA CALABRIA: TEMPLI, FARI E TORRI COSTIERE TRA ARCHEOLOGIA E PAESAGGIO

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

14 marzo 2018

Mercoledì 14 marzo 2018, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, a Crotone, presso il Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, in collaborazione con la locale Capitaneria di Porto, verrà organizzata un’iniziativa volta a mettere in rilievo il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, sito appartenente al Polo Museale della Calabria (organismo del MiBACT diretto da Angela Acordon) posto sull’estremità del promontorio omonimo, di estrema rilevanza dal punto di vista storico e archeologico in quanto sede, tra VII secolo a.C. e III secolo d.C., di uno dei principali santuari del Mediterraneo, intitolato alla dea greca Hera Lacinia. In prossimità del parco archeologico è presente un faro, ancora attivo per la navigazione lungo il mar Jonio, che ha offerto lo spunto per un progetto dal titolo “I fari della Calabria” che verrà illustrato nella giornata del 14 marzo p.v.. Promosso dalla Marina Militare Italiana e dal Polo Museale della Calabria, tale progetto vede coinvolto anche il Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna ed il Parco Archeologico Nazionale dell’antica Kaulon presso punta Stilo e vuole puntare l’attenzione sul paesaggio mediante tutte le sue componenti. Entrambi i siti di Capo Colonna e Punta Stilo, infatti, vedono l’interessante legame tra due aree archeologiche di fondamentale importanza per la storia della Magna Grecia, significative per la loro valenza paesaggistica e unite dalla presenza di alcuni tra i più bei fari che costellano le coste calabresi. Entrambi i siti aderiscono inoltre al Museo Navigante, la rete dei Musei del Mare e della Marineria d’Italia, patrocinata dal MiBACT e dall’ICOM - International Council of Museums.


Aperta alla cittadinanza e a tutte le scuole, la giornata vedrà la partecipazione di rappresentanti della Capitaneria di Porto, del direttore del Museo Archeologico Nazionale di Capo Colonna, Gregorio Aversa, e dell’avv. Romano Carratelli, che illustrerà l’omonimo codice manoscritto del XVI secolo, prezioso documento che attesta l’importante sistema difensivo costiero dell’epoca. Con l’occasione sarà anche organizzata una visita guidata al Museo Archeologico, nonché alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio” attualmente in corso presso il Museo e strettamente connessa alla storia del santuario di Hera Lacinia, luogo di culto e riferimento per la navigazione del Mediterraneo antico.

Dettagli iniziativa:

Ore 11.00: partecipazione delle scuole che verranno accompagnate a conoscere le problematiche del paesaggio di Capo Colonna anche attraverso la visita alla mostra “Annibale. La fine di un viaggio”;

Ore 17.00: incontro per illustrare l’iniziativa “I fari della Calabria tra archeologia e paesaggio”, volta a valorizzare il faro ed il patrimonio paesaggistico oltre che archeologico di Capo Colonna.

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