Ultimi giorni per votare: libera l'arte!

Ultimi giorni per votare l’opera che verrà restaurata da Sanex! Libera l'arte!

Otto sculture di cinque differenti regioni si sfidano per aggiudicarsi il concorso speciale promosso da Sanex, azienda del gruppo Colgate Palmolive, per premiare la statua più votata dal pubblico telematico, che verrà restaurata da Sanex e restituita al pubblico entro gennaio 2020. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Fondaco Italia, società di consulenza che opera mediante progettazione e gestione di interventi di restauro, manifestazioni ed eventi.

Le otto competitrici del concorso non privilegiano di una stanza all’interno di un sontuoso albergo a 4 stelle ma godono dell’alloggio in prestigiose dimore storiche: la splendida Statua di Artemide, copia moderna in marmo bianco da originale greco di inizio IV sec. a.C. collocata nella Corte d’onore di Palazzo Reale di Torino; l’inflessibile figura femminile orante, alloggiata presso il Castello Sforzesco di Milano, detta “Madonna del Coazzone”, termine che richiama la lunga treccia che scende sul dorso, molto in voga tra le dame milanesi del tardo Quattrocento; l’ignota ottocentesca copia in gesso della Venere di Milo ospitata all’Accademia di Belle Arti di Firenze; la meravigliosa Statua di Pomona, opera di Jean-Baptiste Boudard del 1757 in marmo bianco, collocata davanti al Palazzo Ducale di Parma; l’anonima cinquecentesca Fontana del Delfino sita in Piazza del Delfino a Bergamo, probabilmente commissionata da una famiglia locale; La vivace Madonna con Bambino custodita nella Chiesa di Sant’Egidio ad Amatrice, una statua processionale di bottega italiana del XX secolo; la settecentesca e anonima Statua di giovane donna, collocata sotto l’Arengario di Monza; la raffinata Statua di Santa Teresa facente parte del complesso scultoreo collocato nella Basilica di Santa Maria in Montesanto detta ‘Chiesa degli Artisti’ a Roma.

Fino a mercoledì 9 ottobre chiunque potrà votare la preferita delle otto ‘concorrenti’ sul sito www.liberalarte.org, contribuendo così a valorizzare lo splendido patrimonio del nostro Paese e, chissà, incentivando, in maniera più o meno in diretta, iniziative affini.

libera l'arte
Immagine dalla Pagina Facebook Libera l'arte

Brindisi: mostra "Arte liberata - Dal sequestro al museo"

BRINDISI

MOSTRA "ARTE LIBERATA - DAL SEQUESTRO AL MUSEO"

Il trionfo della LEGALITÀ nei BENI CULTURALI

 

 

L’arte contemporanea che torna libera, fruibile e godibile a tutti. È questo il senso della mostra "Arte Liberata – dal sequestro al Museo", che dal 15 dicembre 2018 è possibile ammirare, a Brindisi, presso Palazzo Granafei - Nervegna.

Le sessantanove opere esposte in Puglia, al termine della mostra torneranno in Lombardia (da dove provengono) per essere esposte a Bergamo. Presentata prima a Palazzo Litta, a Milano, la mostra è stata curata da Beatrice Bentivoglio Ravasio, storica dell’arte per il Ministero dei Beni Culturali.

Le opere visibili sono espressione del secondo Novecento fino ai primi anni 2000. Gli autori, italiani e stranieri, alcuni ancora viventi, permettono di entrare in contatto con il variegato mondo dell’arte e degli artisti dell’arte contemporanea. È una esperienza che fa riflettere, immaginare, cambiare la nostra visione prospettica della realtà. Pitture, sculture, fotografie, installazioni, Land Art, Accumulazioni, Impacchettamenti, Estroflessioni, Arte Cinetica, Optical Art, Arte Informale, pittura calligrafica, opere di design, e tanto altra arte contemporanea è possibile contemplare attraverso la maestria di: Arnaldo Pomodoro, Wols, Asger Jorn, Victor Vasarely, Christo, Andy Warhol,  Franco Angeli, Ettore Spalletti, Arman Fernandez, Arp Hains Jean, Emilio Vedova, Sol Lewitt, Berlinde De Bruyckere, Pablo Reinoso, Oscar Dominguez, Pietro Consagra, Wols, Mark Tobey, Giulio Paolini, Nunzio, Chen Zhen, Aitor Ortiz, Carlos Puente, Anton Zoran Musič,  Mario Bionda, Gerges Mathieu, Achille Perilli, Gianni Asdrubali, Arcangelo, Remo Bianco, Wim Delvoye, Gérard Deschamps, Raymond Hains, Arman, César,  Sergio Dangelo, Alik Cavaliere, Ben, Turi Simeti, Paolo Scheggi, Enrico Castellani, Christiane Löhr, Gianni Colombo, Giuseppe Penone, Yan Pei – Ming, Gelitin, Pol Bury, Bruno Ceccobelli, Pier Paolo Calzolari, Giuseppe Uncini, Lucio Del Pezzo.

È una collezione ritrovata, è Arte Liberata, perché composta da beni culturali tenuti nascosti in una casa di un privato cittadino, indagato per gravi reati finanziari: ora i quadri, le sculture, le installazioni tornano libere per merito di una legge figlia di quella estate del 1982, quando personalità del calibro di Pio La Torre, politico e sindacalista, e del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, furono brutalmente uccisi dalla mafia. Da quel momento lo Stato dichiarò legge che si bloccassero e si sequestrassero i beni finanziari, i beni culturali e che questi  tornassero fruibili a tutti, destinati a musei, pinacoteche, gallerie d’arte.

Arte e Legalità un connubio perfetto che si cerca di spiegare e trasmettere a chi si reca in vista per vedere la mostra. Le visite guidate e i Laboratori Didattici sono tenuti da personale qualificato del Past (Patrimonio Archeologico, Storico, Turistico di Brindisi): storici dell’arte, dottori in scienze dei beni culturali, archeologi, esperti in lingue straniere, storici.

 

Pablo Reinoso (Buenos Aires, 1955), White Monochrome, installazione
(foto Claudia Di Cera)

 

César (Marsiglia, 1921 - Parigi, 1998). Bouillotte avec expansion, 1976. Scultura assemblata in bronzo fuso a cera persa, alluminio e plexiglass.(foto Claudia Di Cera)

 

Arnaldo Pomodoro (Morciano di Romagna, 1926). Senza titolo. Scultura in argento e ottone, fusione su osso di seppia in un unico esemplare.(foto Claudia Di Cera)

 

Enrico Catellani (Castelmassa, 1930 – Celleno, 2017). Superficie Opaline N°3, 1972. Olio e cera d’api su tela estroflessa. (foto Claudia Di Cera)

 

Carlos Puente (Santander, 1950). Negrito n.5. Scultura in legno dipinto. (foto Claudia Di Cera)

 

Hains Jean Arp (Strasburgo, 1887 - Basilea, 1966). Couronne Végétale, (1938) 1948. Rilievo in bronzo agganciato a tavola in legno. (foto Claudia Di Cera)

 

Victor Vasarely, (Pécs, 1906 - Parigi, 1997). Riu-Kare, 1956. Tempera su masonite. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Bruno Ceccobelli (Montecastello di Vibio, 1952). L’ultima Cena, 1991. Legno dipinto, guanti in pelle, bombolette industriali. (foto Claudia Di Cera)

 

Franco Angeli (Roma, 1935-1988). E pluribus unum, anni ’60. Olio su tela e tulle blu. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Berlinde De Bruyckere (Ghent,1964). Slaapzaal IV, 2000. Installazione: metallo, legno, coperte, lenzuola. (foto Claudia Di Cera)

 

 

Gelitin (Vienna, 1978). Roni, 2006. Scultura in plastilina su legno. (foto Claudia Di Cera)

 

Pol Bury (Haine Saint Pierre, 1922 – Parigi, 2005). Ramollissement virtuel n°77/n°40: Antonello da Messina, 2001. Elaborazione fotografica su tela. (foto Claudia Di Cera)

 

Anton Zoran Musič (Gorizia, 1909 – Venezia, 2005). Paesaggio, 1950. Olio Su Tela. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Sol Lewitt (Hartford, 1928 – New York, 2007). Horizontal brushstrokers, 2002. Tempera su carta. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
ARCANGELO (Avellino, 1956). Senza titolo, 1993. Scultura in ferro, legno, e pittura a olio. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Gérard Deschamps (Lione, 1937). Chiffons belges, 1962. Accumulazione di foulards su pannello. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Mario Bionda (Torino, 1913 – Penango, 1985). Espansione Bianca, 1961. Tecnica Mista Su Tela. (foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Wim Delvoye (Wervik, 1965). Marble Floor, 1989. Fotografia a colori.
(foto Claudia Di Cera)

 

arte liberata
Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 - Trevi, 2008). Spazi di ferro n. 49 (rilievo), 1989. Rete in ferro e resina a simulazione di malta cementizia. (foto Claudia Di Cera)

 

Informazioni:

MOSTRA "ARTE LIBERATA - DAL SEQUESTRO AL MUSEO"

- Quando: Dal 15 dicembre 2018 al 7 aprile 2019

- Ingresso libero

- Orario mostra:

Mattina: 9:00-13:00 (ultimo ingresso 12:30)

Pomeriggio: 16:00- 20:00 (ultimo ingresso 19:30)

- Dove: Palazzo Granafei Nervegna, via Duomo, 20, Brindisi.

- Visite guidate gratuite in lingua italiana, inglese e spagnola, necessaria prenotazione, telefonando al numero: 0831229784.

- Laboratori didattici e visita guidata, gratuita, telefonando al numero: 0831229784.

 

 


Ermanno Olmi, il regista gentile

Nato a Bergamo il 24/07/1931, Ermanno Olmi è tra i più grandi registi italiani del ‘900. Uno stile unico il suo, che ha raccontato l’Italia degli ambienti contadini degli anni cinquanta, approdando poi a diverse tematiche con tratto fortemente storico e artistico.

Di famiglia cattolica, rimase orfano di padre in giovane età, a seguito di quella che passò poi alla storia come la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver frequentato il liceo scientifico, si iscrisse al liceo artistico senza però mai completare gli studi. Trasferitosi a Milano per seguire i corsi di recitazione presso l’Accademia di Arte Drammatica, riuscì a trovarvi un impiego presso la Edison-Volta, realizzando dei servizi cinematografici incentrati su alcune produzioni industriali. È qui che Ermanno Olmi cominciò ad appassionarsi e a dimostrare la sua tenacia, riuscendo a realizzare una quarantina di documentari, ponendo sempre attenzione sulle difficili condizioni di lavoro nelle fabbriche del suo tempo.

Alla Mostra del Cinema di Venezia (1965)

Il suo primo lungometraggio è targato 1959, dal titolo “Il Tempo si è fermato”. Film girato da attori non professionisti e con suoni in presa diretta, una storia ambientata sul Monte Adamello che rivelò da subito le sue indubbie capacità e quella sensibilità autoriale che da sempre lo contraddistinguono. I temi della natura, della fragilità umana, della solitudine, dell’umiltà e della tradizione furono delle costanti in tutti i suoi lavori.

Sandro Panseri, protagonista del film Il posto (1961)

Due anni dopo riuscì a realizzare il suo secondo lungometraggio, “Il Posto”, attirando le attenzioni della critica, tanto da vincere il Premio della critica alla Mostra del cinema di Venezia del 1961.

L'albero degli zoccoli: la scartocciatura del granoturco

Nel decennio seguente non riuscì però a replicare gli stessi consensi. È infatti solo nel 1978 con “L’albero degli zoccoli” che riuscirà nuovamente a mettere d’accordo pubblico e critica, vincendo la Palma d’oro al Festival di Cannes e il Premio César come miglior film straniero.

Ermanno Olmi sul set de I recuperanti, Foto Radiocorriere (1973)

Si trasferì in seguito a Milano, dove fondò la scuola “Ipotesi Cinema”, continuando a girare altri film, nonché documentari e spot televisivi per la RAI. Gli anni ’80 lo videro inizialmente assente a causa del manifestarsi di una grave malattia che lo spinse lontano dai riflettori. Si trattava della sindrome di Guillain-Barré che immobilizzò i suoi arti e che purtroppo contrassegnò parte della sua vita. Nonostante tutto, nel 1987 diresse “Lunga vita alla signora!”, con il quale vinse il Leone d’argento al Festival di Venezia. L’anno seguente fu, invece, la volta di “La leggenda del santo bevitore”, altro capolavoro con il quale si aggiudicò il Leone d’oro e quattro David di Donatello.

Nel 1993 uscì nelle sale “Il segreto del bosco vecchio”, ripreso dall’omonimo romanzo di Dino Buzzati. Il protagonista della pellicola è Paolo Villaggio nel ruolo inconsueto di un colonnello in pensione incattivito dalla solitudine, redentosi al seguire di alcune vicende fantastiche accadute nella foresta di Somadida. Nel 1994 gira poi “Genesi: La creazione e il Diluvio”, facente parte della collana internazionale “Le storie della Bibbia”. Torna sul maxischermo nel 2001 con “Il mestiere delle armi”, film storico ambientato nel Cinquecento, con il quale vinse ben nove David di Donatello.

Nel 2003 è la volta di “Cantando dietro i paraventi”, film storico-fantastico sulla Cina imperiale, che vede la partecipazione di Carlo Pedersoli, alias Bud Spencer, il quale riesce a ottenere nuovamente diversi riconoscimenti. Nel 2005 gira il film “Tickets”e nel 2007 “Centochiodi”, nonché “Il viaggio di cartone” (2011) e “Torneranno i pirati” (2014), il suo ultimo film realizzato. Si dedicherà infine, negli ultimi anni di vita, a una delle sue prime e più grandi passioni: il documentario.

Ermanno Olmi, ritaglio a partire da foto dell'Associazione Amici di Piero Chiara, CC BY 2.0

Tra le varie onorificenze ricevute vi sono da annoverare quelle di Commendatore, Grande ufficiale e Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, la Medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, nonché la laurea ad honorem in Scienze umane e pedagogiche conferita dall’Università di Padova.

Abbiamo voluto celebrare oggi un grande regista, un uomo semplice e colto, un autore raffinato e da sempre impegnato nella rivalutazione storico-letteraria del nostro paese.

Grazie, Maestro!

 


Firmato Protocollo candidatura "Le Opere di Difesa Veneziane tra il XV e il XVII Secolo" Lista Patrimonio Mondiale UNESCO

FIRMATO PROTOCOLLO PER CANDIDATURA DE “LE OPERE DI DIFESA VENEZIANE TRA IL XV ED IL XVII SECOLO” LISTA PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

RINNOVATO IL PROGRAMMA ESECUTIVO DI COOPERAZIONE CULTURALE TRA ITALIA E CROAZIA
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È stato firmato oggi, alla presenza del Ministro Dario Franceschini e del Ministro della Cultura croato Berislav Šipuš, il Protocollo d’Intesa tra i Ministeri della cultura di Italia, Croazia e Montenegro che impegna i tre Paesi a coordinarsi per una gestione congiunta dei beni culturali inclusi nella proposta  di candidatura de “Le opere di difesa veneziane tra il xv ed il xvii secolo” per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Il progetto è stato promosso dall’amministrazione comunale di Bergamo nel 2010 e coordinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in raccordo con il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e con le altre istituzioni partecipanti.
L’intesa è stata sottoscritta dal Segretario Generale Antonia Pasqua Recchia per l’Italia, e dall’Ambasciatore Damir Grubisa per la   Repubblica di Croazia; a seguire, avverrà la firma da parte del rappresentante del Montenegro. Presenti alla firma anche Sindaci e rappresentanti dei Comuni inclusi nel progetto, tra cui Giorgio Gori Sindaco di Bergamo e Francesco Martines Sindaco di Palmanova.
Il progetto di candidatura, di tipo seriale e transnazionale, mira a presentare al Comitato del Patrimonio Mondiale la tematica delle architetture di difesa della Repubblica di Venezia, destinate a proteggere le attività commerciali sulla terraferma e in Adriatico. Tali beni rappresentano un selezionato elenco di opere  di tipologia diversa – tra cui sistemi fortificati, città-fortezze, forti isolati - del periodo così detto “alla moderna” in quanto progettate e realizzate dopo l’introduzione delle armi da fuoco, ad opera dei più famosi architetti ed ingegneri militari dell’epoca. Il progetto include le opere realizzate a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda, Venezia, per l’Italia; Zara, Sebenico, Curzola e Kvar in Croazia; il Golfo di Cattaro con Cattaro e Castelnuovo, e Dulcigno in Montenegro.

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97 tombe dalla necropoli di età romana a Lovere

22 - 23 Aprile 2015
Aggiornamento sugli scavi nella Necropoli di età romana di Lovere, in provincia di Bergamo, che cominciarono già nel 2013. Con gli ultimi scavi, partiti nel dicembre 2014, si sono scoperti 6 recinti funerari di dimensione variabile, con un totale di 97 tombe, 60 delle quali sono inumazioni, mentre le restanti 37 sono incinerazioni. Si stimano 120 - 130 tombe per la fine degli scavi (prevista per maggio).
Ritrovati anche oggetti di varia tipologia e natura: sono presenti vaghi di collana in pasta vitrea; armille in bronzo; anelli in argento con castone, alcuni dei quali conservano l’elemento decorativo originario (predomina la gemma, che in via preliminare sembra realizzata in pasta vitrea); vasi in ceramica di differente forma e tipologia (bicchieri, olpai, coppe a pareti sottili, olle, Henkeldellenbecker ovvero bicchiere tipo Lovere con depressione sotto l’ansa), anfore ad anse apicate; lucerne; orecchini; fibule e fibbie; dadi da gioco.
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La Rotonda di San Tomè in Lemine

Breve articolo fotografico sulla Rotonda di San Tomè in Lemine, nei pressi di Bergamo.
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Foto credits: © Storvandre Photography