Cereali, legumi, prodotti caseari e carne nella dieta di Çatalhöyük

L'analisi dei lipidi assorbiti dalla ceramica ha rivoluzionato lo studio delle diete e della cucina del passato; si tratta tuttavia di una tecnica che ha i suoi limiti. Un nuovo studio, pubblicato su Nature Communications, espone ora l'analisi delle proteine estratte dalle antiche ceramiche dall'insediamento di Çatalhöyük, nell'Anatolia centrale. Con questo nuovo approccio si è riusciti a identificare gli alimenti contenuti in ciotole e giare dall'antico insediamento, con uno spettro e una risoluzione senza precedenti.

Un sommario delle proteine identificate: sulla sinistra quelle sul lato interno del frammento, sulla destra i depositi calcificati sul lato interno. Credit: Jessica Hendy; Hendy et al. 2018

Gli studiosi del Max-Planck-Institut für Menschheitsgeschichte, della Freie Universität di Berlino e dell'Università di York sono così scesi nei dettagli della dieta di questi agricoltori di ottomila anni fa. Hanno così mostrato come questa comprendesse cereali, legumi, prodotti caseari e carne, in alcuni casi giungendo addirittura a individuare le singole specie.

 

Depositi calcificati antichi e moderni a Çatalhöyük. Credit: Ingmar Franz; Hendy et al. 2018

Gli agricoltori che abitavano a Çatalhöyük costruivano le loro case una di fronte all'altra in ogni direzione. L'insediamento, che si trova in quella che è l'attuale Turchia centrale, fu abitato tra il 7100 a. C. e il 5600 a. C. ed è oggetto di intense ricerche da venticinque anni. I resti ceramici esaminati nella ricerca in questione datano tra il 5900 e il 5800 a. C.; siamo quindi verso la fine dell'occupazione del sito.

I prodotti caseari provenivano principalmente da ovini e caprini, ma pure da bovini. Le ossa di questi animali son state ritrovate nel sito e in passato si sono estratti pure grassi del latte dai resti ceramici, ma è la prima volta che si identificano quali animali si utilizzavano per il loro latte. I cereali identificati sono invece orzo e frumento, i legumi comprendevano piselli e veccie. La carne proveniva da ovini e caprini, e in alcuni casi da bovini e cervidi.

Uno degli aspetti più interessanti è dato dal fatto che le prove fanno desumere che gli abitanti di Çatalhöyük mescolassero gli alimenti nella loro cucina, creando porridge e minestre. Ci sarebbero anche prove della realizzazione di prodotti caseari e si suggerisce che gli abitanti separassero cagliata e siero di latte, e che utilizzassero quest'ultimo per scopi ulteriori in seguito. Insomma, sembrerebbe che le attività casearie possano rimontare qui al sesto millennio a. C., con l'utilizzo di latte di vacca, pecora e capra.

Tuttavia, i ricercatori sottolineano pure come sia ben possibile che gli alimenti consumati a Çatalhöyük fossero persino di più, in particolare per quanto riguarda quelli di origine vegetale. La tecnica utilizzata, con approcci proteomici "shotgun", purtroppo dipende dal database a disposizione, e questo in futuro potrà essere ampliato a quelle specie vegetali che oggi non sono rappresentate o sono rappresentate limitatamente. In ogni caso il nuovo approccio ha dimostrato con questo studio tutte le sue straordinarie potenzialità.

 

Çatalhöyük. Credit: Jason Quinlan

Lo studio Ancient proteins from ceramic vessels at Çatalhöyük West reveal the hidden cuisine of early farmers, di Jessica Hendy, Andre C. Colonese, Ingmar Franz, Ricardo Fernandes, Roman Fischer, David Orton, Alexandre Lucquin, Luke Spindler, Jana Anvari, Elizabeth Stroud, Peter F. Biehl, Camilla Speller, Nicole Boivin, Meaghan Mackie, Rosa R. Jersie-Christensen, Jesper V. Olsen, Matthew J. Collins, Oliver E. Craig ed Eva Rosenstock, è stato pubblicato su Nature Communications 9 (2018).


Scoperte dalla stagione di scavi 2015 a Çatalhöyük

13 - 21 Gennaio 2016
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La stagione 2015 a Çatalhöyük è stata una stagione di notevoli scoperte, illustrate nel resoconto annuale disponibile presso il sito del progetto di ricerca.
Tra i ritrovamenti più notevoli, una testa modellata nell'intonaco, con occhi di ossidiana e dipinta. Era originariamente unita al muro dell'Edificio 132 [B.132], che risulta essere il più grande della città. Fu abbandonato ma doveva avere un significato particolare, poiché l'edificio costruito al di sopra [B.77] era molto elaborato e conteneva un numero insolitamente grande di sepolture al di sotto dei piani. Si segnala pure una figurina in pietra, tra le migliori mai ritrovate nel sito. I muri sono pure molto spessi. Un bucranio molto danneggiato è stato ritrovato nell'Edificio 89 [B.89]: era inutilizzato, e seppellito dal terreno che si era accumulato attorno allo stesso.
Çatalhöyük è un insediamento di 9.000 anni fa nel distretto di Çumra della provincia di Konya, nell'Anatolia centrale. Gli scavi furono effettuati per la prima volta nel 1958 da James Mellaart. Il sito è nella Lista dei Siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO. I lavori sono ripresi a partire dal 1993, sotto la guida del Prof. Ian Hodder dell'Università di Stanford.
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Uguaglianza di genere a Çatalhöyük

2 Ottobre 2014
L'importantissimo sito neolitico a Çatalhöyük, incluso nella UNESCO World Heritage List del 2012, continua a fornire informazioni preziose sulla vita del periodo.
Il Professor Ian Hodder della Stanford University, ritiene infatti che vigesse lì una sostanziale uguaglianza tra generi: uomini e donne mangiavano gli stessi alimenti, e non sembra ci fosse un leader. Inoltre, pare che gli abitanti non vivessero coi loro genitori biologici.
Link: Hurriyet Daily