Viaggio nell'antico Egitto alla scoperta dell'immortalità

"Mummie, viaggio verso l'immortalità" è la nuova mostra inaugurata presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze realizzata in collaborazione con Contemporanea Progetti s.r.l. e visitabile fino al 2 febbraio 2020.

Il progetto espositivo nasce già nel 2000 quando Maria Cristina Guidotti, curatrice della mostra, pensa ad un allestimento in grande in occasione di un momento di studio sulle mummie delle sezione egizia del museo fiorentino ad opera dell'Università di Pisa. In mostra oltre cento reperti appartenenti alla collezione del museo e fino ad ora mai esposti e silenti nei magazzini.

Sarcofago di Padimut. Crediti: Museo Archeologico Nazionale di Firenze 

Il tema condurrà il visitatore ad intraprendere un viaggio ultraterreno che lo porterà a scoprire il regno dei morti secondo l'idea degli Egizi, attraverso l'esposizione di reperti particolarmente interessanti e inediti. Tra questi il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 - 656 a.C.) e fino ad ora mai esposto e mai studiato prima della mostra; la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa abiti persiani (525 - 404 a.C.) e ancora una testa mummificata recentemente sottoposta a TAC e indagini radiografiche che ne hanno consentito la ricostruzione del volto e la cassetta per ushabti di Nekhtamontu (1550 - 1070).

Il percorso scientifico punta ad illustrare il concetto di vita nell'aldilà in Egitto e il significato di tutti gli oggetti del corredo funerario inseriti all'interno delle tombe. Per gli antichi Egizi la vita non finiva con la morte corporale ma questa costituiva un momento di passaggio ad un'altra forma dell'esistenza che continuava nel regno dei morti. L'anima, per continuare a vivere, aveva bisogno di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e soprattutto doveva poi reincarnarsi nel proprio corpo che, proprio per questo motivo, doveva essere quanto più perfetto e mantenuto al meglio grazie alle pratiche di imbalsamazione.

Testa di mummia. Crediti: Museo Archeologico Nazionale di Firenze

La vita dopo la morte è sicuramente un argomento affascinante e purtroppo non pone risposte certe e definitive, ma sicuramente sorprende come già un popolo, come quello degli Egizi, potesse avere delle idee ben chiare su quello che era il percorso dell'anima dopo la morte e la sua successiva reincarnazione. Certo è che di informazione errate ne sono state date tante e fornendo un'idea macabra del mondo degli Egizi tramite la diffusione di informazioni sbagliate sulle mummie.

La mostra, proprio per questo rigore altamente specifico, vuole presentare il procedimento dell'imbalsamazione dei corpi dal punto di vista scientifico, in maniera chiara e quanto più vicina alle pratiche antiche. L'esposizione è inoltre organizzate in due sezioni: la prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell'anima e alla mummificazione del corpo del defunto, la seconda parte, invece, è dedicata agli oggetti che accompagnavano il viaggio del defunto nell'aldilà. Si presentano così gli oggetti dei corredi funerari come stele, ushabti, tavole d'offerta e gli oggetti di vita quotidiana che dovevano ricreare nella tomba l'esistenza perduta come abbigliamento, gioielli, parrucche, trucchi, mobili ecc.

Ricordiamo che la collezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze è la seconda in Italia per ricchezza di reperti dopo quella del Museo Egizio di Torino e si è formata nel corso del XIX secolo in occasione della famosa spedizione franco - toscana di Ippolito Rosellini e di Jean François Champollion in Egitto.

Papiro Funerario di epoca tolemaica 330-320 a.C. Crediti: Museo Archeologico Nazionale di Firenze

In seguito a questo viaggio, diversi furono i reperti portati in Europa tra cui il famoso carro rinvenuto in una tomba tebana della XVIII dinastia (1550 - 1291 a.C.) appartenuto ad un ricco privato e i bassorilievi della tomba di Seti I, tutti esposti al Museo di Firenze. Nel 1939 il Museo ricevette ulteriori reperti dall'Istituto Papirologico di Firenze provenienti dagli scavi nella città di El-Hibeh (soprattutto sarcofagi) e di Antinoe con l'importante collezione di tessuti copti. Attualmente la collezione del Museo è costituita da oltre 15.700 oggetti che vanno dall'età preistorica all'epoca copta e da 11 sale rinnovate solo 4 anni fa in occasione dell'XI Congresso Internazionale di Egittologia.

Cassetta per ushabti di Nekhtamontu. Crediti: Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Foto: Contemporanea Progetti s.r.l.


Svezia: il corpo mummificato di Peder Winstrup

16 Giugno 2015
Winstrup,_Peder_(in_Pandectae,_1666)
 
Il corpo mummificato del vescovo Peder Winstrup (1605-1679), a Lund, rappresenta una capsula temporale di grande importanza, perché permetterà di ricavare informazioni circa le condizioni di vita e di salute dell'epoca.
Oltre a vestiti e piante, anche gli organi interni sono infatti tutti al loro posto, mentre la pratica dell'imbalsamazione ne vorrebbe la rimozione. Winstrup soffriva di osteoartrite, calcolosi biliare, aveva perso alcuni denti, aveva problemi ad una spalla e sembra che nell'ultimo periodo della sua vita sia rimasto confinato a letto.
A stupire gli studiosi è stato però anche il ritrovamento di un feto nella bara: potrebbe trattarsi di un parente o di qualcuno che colse l'occasione per porlo ai piedi di Winstrup. L'esame del DNA potrà gettare luce sulla vicenda.
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Studio sull'imbalsamazione riscrive un capitolo chiave sul tema

13 Agosto 2014
Ricercatori delle Università di York, Macquarie e Oxford avrebbero scoperto che le tecniche di imbalsamazione risalirebbero addirittura a 1500 anni prima di quanto finora creduto. Fino ad oggi si riteneva che le prime testimonianze della pratica risalissero al 2200 a.C. circa: questo studio, partendo dall'esame di bendaggi in lino di epoca precedente, provenienti da Mostagedda, nella regione del Badari, invita a rivedere queste posizioni.
Link: PLOS ONE; University of York; Heritage Daily