Nadia Fusini Shakespeare

A lezione da Shakespeare: Giulietta e Cleopatra insegnano l’amore

Nadia Fusini, Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre - recensione

Cosa insegna la letteratura? Davvero i grandi autori del passato riescono a parlarci attraverso i secoli per consegnarci lezioni preziose e tuttora valide? Chi ama le pagine dei classici non può avere dubbi: sì, quei racconti che di generazione in generazione ci tramandiamo, quei libri che ci hanno appassionato e che con emozione regaliamo a chi saprà coglierne il segreto, quelle parole che sotto le ceneri dell’antico continuano instancabilmente ad ardere sono scrigni magici in grado di dischiudere orizzonti.

«Shakespeare non vuole insegnare, non l’ha mai voluto fare», avverte Nadia Fusini in Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre, saggio denso e avvincente recentemente pubblicato da Einaudi. Con la leggiadria e l’arguzia che caratterizzano la sua penna, la studiosa spiega che il drammaturgo non interferisce mai con l’azione dispensando commenti o giudizi, ma lascia che siano i personaggi stessi a farsi portavoce della Weltanschauung dell’autore e a incarnare così la visione dialettica che Shakespeare ha del mondo.

Ecco perché leggere le pagine del Bardo, assistere ai suoi plays significa assorbire nel respiro gli insegnamenti sulla vita di cui le sue opere sono pregni. Tuttavia, non si tratta mai di forme sterili di indottrinamento o erudizione, ma di un’energia vibrante che dalla sua parola poetica si propaga e che con slancio ci investe e ci travolge. E noi lettori, noi spettatori, volentieri pronunciamo il nostro sì a questo patto che da secoli si rinnova, come se fossimo stregati da uno degli incantesimi di Oberon, come se fossimo noi i destinatari dei sortilegi irriverenti di Puck – e questa magia porta il nome, e con sé il mistero, del teatro e dell’amore.

Proprio alle intermittenze del cuore, rese immortali dalle protagoniste shakespeariane, è dedicato il nuovo approdo della ricerca inesausta di Nadia Fusini. Il suo sguardo, incessantemente rivolto all’universo femminile, si posa in particolare sulla capacità che hanno le eroine di rappresentare le ambiguità che l’amore sottende e i conflitti che immancabilmente scatena, sino agli esiti tragici dalle altezze vertiginose o alle riconciliazioni che la commedia consente. Che siano sacerdotesse di purezza, innocenza e giovinezza, come Desdemona e Giulietta, o navigate seduttrici come la lussuriosa Cleopatra, le donne dell’universo visionario di Shakespeare sono iniziatrici, introducono il loro uomo a un’esperienza d’amore totalizzante che, se non può farsi corpo, risuona nella potenza evocativa e immaginifica della parola. L’eros si riappropria cioè della sua verità nella finzione del palcoscenico, il godimento accade perché viene pronunciato, nel tripudio della lingua che si prende la sua rivincita sui vincoli sociali e fa breccia nel cuore della modernità.

È vero, oggi avvertiamo in maniera netta la distanza incolmabile che ci separa dal contesto storico-culturale del teatro elisabettiano e giacomiano e ricusiamo energicamente alcuni retaggi ormai per fortuna superati, eppure siamo consapevoli di essere eredi dell’immaginario shakespeariano, perché i suoi personaggi, compiutamente costruiti e immediatamente riconoscibili, contribuiscono a definire la nostra identità collettiva, continuano a essere per noi dei punti di riferimento e a determinare la nostra capacità di orientarci nella giungla del sentire. Nonostante Shakespeare ci porga una bussola dal valore inestimabile, però, non manchiamo di essere facili prede del tormento dell’amore e delle sue imprevedibili insidie.

Conclude a tal proposito Nadia Fusini: «Ecco la questione che alla fine di questo libro lascio in eredità a chi legge. Questione etica, che chiama in causa il senso della letteratura, il suo valore. Questione che la letteratura custodisce e conserva in tutto il suo peso e la sua leggerezza, restituendo a noi che leggiamo e viviamo la complessità di un’esperienza necessaria, irrinunciabile. La profonda gratitudine per tale funzione, e servizio che presta alla conoscenza e alla vita stessa, è quel che sostiene e motiva la mia passione per la letteratura». Catturare il segreto dell’amore, come fa Shakespeare attraverso le sue maestre d’amore, significa riconoscerne e accoglierne l’indecifrabile mistero: l’altissimo compito della letteratura consiste proprio nel tramandarne i contrasti e le contraddizioni, e insieme la meraviglia.

Nadia Fusini Maestre amore Shakespeare
La copertina del saggio di Nadia Fusini, Maestre d’amore. Giulietta, Ofelia, Desdemona e le altre, è stato pubblicato da Giulio Einaudi editore (2021)

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.

 


Writers and Lovers Lily King

La stroncatura: Scrittori e amanti di Lily King

Da pochissimo è uscita per Fazi la traduzione italiana di “Writers & Lovers”: “Scrittori e amanti”, appunto, della scrittrice americana Lily King, e la notizia ha riportato alla memoria l’atroce giorno e mezzo che ho sprecato a leggere questo romanzetto (in originale) lo scorso anno. Una riflessione più profonda, poi, scaturisce al pensiero della ricchezza assoluta della letteratura anglofona non tradotta (tempo fa scrissi di “A week in December” di Faulks, successo totale in tutto il mondo, ma malamente ignorato dall’editoria italiana), anche tra i più recenti successi di critica e di pubblico (mi viene in mente, al volo, “Love and other thought experiments” di Sophie Ward).

Ecco, a fronte delle sterminate opzioni che la letteratura contemporanea offriva, Fazi sceglie di proporci una delle peggiori commediole romantiche che il mercato editoriale ci ha offerto lo scorso anno. I motivi sono chiari: il titolo è accattivante e le ragazzine innamorate del sogno di diventare scrittrici - come la protagonista - non vedranno l’ora di comprarlo. Senza nulla togliere ai meriti della traduttrice italiana, che, senz’altro, ha fatto un lavoro di precisione encomiabile, è mio dovere procedere alla necessaria bruciante stroncatura.

Scrittori e amanti Lily King
La copertina di Scrittori e amanti di Lily King (titolo originale Writers & Lovers), nell'edizione tradotta da Mariagrazia Gini e pubblicata da Fazi Editore (2021) nella collana Le strade

Premetto che la mia opinione estremamente negativa confligge drammaticamente con le molte recensioni da cinque stelle (si veda, ad esempio, Goodreads), tanto che per un po’ di tempo ho temuto di non aver colto il senso di ciò che Lily King voleva trasmetterci con la sua scrittura. Poi, per fortuna, lo scorso luglio, il Times Literary Supplement ha pubblicato una recensione che condivideva tutti i miei pensieri (la penna è quella di Evelyn Toynton), e mi sono finalmente sentita compresa…

Quando ho comprato questo libro all’inizio del 2020 avrei dovuto ben sapere che una copertina assai carina e un titolo accattivante dovevano nascondere qualcosa che non andava…

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