Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile

Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile 

il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare,

il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste

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La XX edizione del Festival Il Libro Possibile

è cominciata da Polignano a mare con gli ospiti della prima serata:

Sangiorgi, Lagioia, Genisi, Ainis e Pellecchia, Cazzullo, Jebreal, Briganti

L’omaggio a Dante di Ferroni

le ‘Pillole di Scienza’ con Trotta, Lucente e Iacono

7 luglio 2021 – Polignano a Mare

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Polignano a Mare - Sono oltre 200 i nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica che hanno animato il dibattito culturale della XX edizione del Libro Possibile 2021, evento culturale estivo tra i più attesi d’Italia.

In un succedersi di presentazioni, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli e reading il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, ha preso il via con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro i palchi che hanno accolto gli ospiti: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Giuliano Sangiorgi

Si è partiti mercoledì 7 luglio alle ore 19.30 a Polignano a Mare con il primo ospite: Giuliano Sangiorgi, personaggio legato al borgo che ha dato i natali a Domenico Modugno per la sua emozionante interpretazione di ‘Meraviglioso’, ha presentato il suo ultimo romanzo Il tempo di un lento (Mondadori). Il frontman dei Negramaro ha raccontato un periodo mitico, quello in cui all’improvviso si cresce e tutto cambia nel salutare l’adolescenza: ne parla con la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Rosella Santoro e Giuliano Sangiorgi

Porta il titolo di questa edizione, ’Ma il cielo è sempre più blu’, anche l’incontro successivo delle ore 20.15 con Michele Emiliano in dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo per affrontare i temi di politica locale e nazionale e di visioni future.

Da sinistra, Enrica Simonetti e Aldo Cazzullo

Il racconto del contemporaneo al centro degli appuntamenti del festival. È un’analisi tutta sul femminile quella del saggio Le italiane (Solferino), a firma di Aldo Cazzullo. L’inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera ha rievocato alle ore 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo le figure, il carattere e le storie delle donne italiane che ha conosciuto, dalle centenarie che hanno fatto l'Italia, come Franca Valeri e Rita Levi Montalcini, alle giovani promesse di oggi, come Chiara Ferragni e Bebe Vio. Sul palco ha dialogato la responsabile della redazione Cultura e Spettacoli de La Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Rula Jebreal

Alle ore 21.30 Rula Jebreal ha raccontato “come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro” ne Il cambiamento che meritiamo (Longanesi). Pagine in cui, restituendo la voce alla madre Nadia, ha lanciato un messaggio contro la violenza. Ha presentato la giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti.

Erri De Luca

Il focus si è spostato sul ‘nodo’ che lega genitori e figli con Erri De Luca, che alle ore 20.45 ha presentato A grandezza naturale (Feltrinelli): “storie estreme”, come le definisce lo scrittore campano, a partire dalla narrazione biblica di Isacco, simbolo del sacrificio, fino ad arrivare al pittore Marc Chagall. Riflettori sul mondo della moda e sui suoi segreti in piazza San Benedetto alle ore 20.30 con la giornalista televisiva Mariella Milani, pronta a svelarli in Fashion confidential (Sperling & Kupfer) insieme alla conduttrice di Tgnorba24, Daniela Mazzacane.

Narrativa, saggistica e scienza in programma

La narrativa rimane la protagonista della XX edizione del Libro Possibile. A partire da Nicola Lagioia, che in piazza Aldo Moro alle ore 21.15 ha presentato La città dei vivi (Einaudi). Una narrazione che nasce dal crudo omicidio di Luca Varani da parte dall’omicidio di due ragazzi di buona famiglia nella periferia romana. E lo scrittore, procedendo per cerchi concentrici, spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere. Sul palco ha presentato la giornalista de La Repubblica, Antonella Gaeta. Rimaniamo nel campo del crime made in Puglia con Gabriella Genisi alle ore 20 in piazza Aldo Moro: dopo il grande successo del commissario Lolita Lobosco, trasposta di recente in una fiction Rai, ne La regola di Santa Croce (Rizzoli) è la carabiniera Chicca Lopez a dover sciogliere i nodi di una misteriosa scomparsa in una calda estate salentina degli anni ’80. Ha presentato l’incontro il direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà. Un incendio che devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma e il proprietario di un negozio di stoffe morto: sono i particolari da cui si muove la nuova indagine di Nina Mastrantonio in La notte non perdona (Sonzogno). Un intricato mistero da risolvere per la marescialla somala nata dalla penna di Daniela Grandi, giornalista e autrice dell’emittente televisiva La7, presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.

Si è ispirato ancora una volta alla sua storia, l’attore e scrittore Paolo Stella, in Per caso (tanto il caso non esiste) (Mondadori). Un romanzo autobiografico in cui la narrazione si lega al racconto del difetto genetico che, diagnosticato in giovanissima età, gli regalò l'incontro con un bambino davvero speciale. Ha presentato alle ore 22.15 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Donatella Azzone. “Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare”. È la filosofia che lega le Fiabe per adulti consenzienti (Rizzoli) del poeta Guido Catalano. Un piccolo rimedio che regala al pubblico di puazza Aldo Moro alle ore 21.45 per esorcizzare la tristezza e la paura. Ha introdotto la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Nel “silenzio forzato del lockdown, diventato quasi spirituale” è nato il quinto romanzo di Roberto Emanuelli, Adesso lo sai (Sperling & Kupfer), presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.30. Al centro della scrittura, come sempre, le passioni che bruciano in fretta, come quello che vive la protagonista Francesca. Ha presentato la scrittrice e firma culturale de La Repubblica Annarita Briganti. Al festival anche celebri ‘prime volte’ da romanzieri. Ad esempio il costituzionalista Michele Ainis, ospite alle ore 21.30 in piazza San Benedetto con Disordini (La Nave di Teseo), dove ha inscenato un cambio d’identità in puro stile kafkiano. È intervenuto l’attore Pierluigi Corallo, ha presentato il docente dell’Università del Salento Michele Troisi.

A destra, Rocío Muñoz Morales

Esordio nella narrativa anche per l’attrice Rocío Muñoz Morales, sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle ore 23, che in Un posto tutto mio (Sonzogno) tesse una trama che lega Spagna e Puglia, a partire da una masseria ereditata dalla protagonista Camilla. Amatissima voce di Radio 105, Rosario Pellecchia, conosciuto al pubblico come ‘Ross’, mostra un punto di vista insolito in Le balene mangiano da sole (Feltrinelli). Quello di un rider napoletano curioso di scoprire le vite del cliente a cui lo destina la prossima consegna: se ne è parlato con lo speaker radiofonico Carlo Chicco alle ore 21 in piazza San Benedetto. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo romanzo dello scrittore Nicky PersicoIl volo del pettirosso (Les Flâneurs), nella Terrazza dei Tuffi alle ore 21.30.

Al festival spazio anche alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con il professore Giulio Ferroni. In L’Italia di Dante (La nave di Teseo) – vincitore della 46a edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello e del premio Viareggio-Rèpaci 2020 - compie un viaggio all'interno della letteratura e della storia italiane. L’incontro è previsto alle ore 20.45 in piazza Aldo Moro.

XX edizione del Festival Il Libro Possibile: Rosella Santoro

Raccontano anche la società nei suoi mille linguaggi le opere presentate al Libro Possibile. Quello della politica, ad esempio, che Marco Cartasegna prova a declinare a un pubblico sempre più ampio in Political Map (Mondadori).  Alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro è stata presentata la guida per orientarsi in un contesto popolato da fake news, demagogia e interessi di parte, nell’incontro presentato dal giornalista de La Repubblica Piero Ricci. Come si manifestano nel territorio italiano le disuguaglianze sociali e spaziali? Hanno risposto i docenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Bari Arturo Lanzani Maria Valeria Mininni nel saggio che ha aperto alle ore 19.30 gli appuntamenti di piazza Aldo Moro, Ricomporre i divari. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze e per la transizione ecologica (Il Mulino). Un dibattito impreziosito dalle voci dell’avvocato Michele Laforgia e del professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari Gianfranco Viesti. Presentata dall’architetto Mariella Annese. La Terrazza dei tuffi ha fatto da palcoscenico alle ore 19.30 all’inaugurazione dell’inedita sezione Parole di scienza, appuntamento che segna il patrocinio del Libro Possibile con importanti istituzioni scientifiche e accademiche come Ministero della Cultura, CNR, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Premio Asimov, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari e Distretto Tecnologico Aerospaziale. Le prime due pillole a tema comunicate da esperti del settore a partire da una parola chiave sono del ricercatore del Cnr Massimo Trotta (con i termini Ordine e caos), e delle docenti dell’Università di Bari Sandra Lucente e Donatella Iacono (a partire da Infinito). Con loro sul palco il giornalista Onofrio Pagone. Giovanni Scifoni alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro ha lanciato il protagonista di Senza offendere nessuno (Mondadori) in un’impresa apparentemente impossibile: creare un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Se ne è parlato con la giornalista di Mediaset Valentina Petrucci. Focus sulla ‘buona destra’ alle ore 21 in Terrazza dei Tuffi con Filippo Rossi in Dalla parte di Jekyll (Marsilio editore). Un tema che è ritornata anche alle ore 22 in Destra d’Italia (Erga edizioni), di Marco Mensi, un’analisi storica che muove da Cavour per arrivare a Salvini. Penna (o per meglio dire, matita) graffiante, il vignettista de La Gazzetta del Mezzogiorno Nico Pillinini ha raccontato alle ore 23.30 la pandemia e i suoi effetti sulla società da una prospettiva satirica in Coronarisus, il virus infetto della politica (Progedit). Sul palco interviene il giornalista Onofrio Pagone.

Si sposta lo sguardo sul passato, a come si visse il ventennio fascista nella Bari tra le due guerre (Adda Editore) con il medico legale Franco Introna in piazza Aldo Moro alle ore 20Una difficile convivenza domestica è al centro de LAmore Inabitabile (Splendidamente), romanzo della psicologa, psicoterapeuta e scrittrice Donatella Caprioglio, presentato alle ore 23 in piazza San Benedetto. Sullo stesso palco il maratoneta Ignazio Antonacci ha svelato alle ore 19.30 un mezzo naturale molto potente per migliorare la nostra salute e il nostro benessere: la corsa.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono Rocco Anelli, Francesco Dabbicco, Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil, Mariano Rizzo, Silvia Scicchitano.

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Seconda giornata di appuntamenti al Libro Possibile

Gli scenari internazionali nell’analisi di Sangiuliano e Cardini

Attualità e storia nei libri di De Bortoli, Calabresi, Billi, Lillo e Pif

Scienza, Medicina e Ambiente con Bassetti, Quarteroni, Gallina

alla Terrazza Campanella con Ligabue e il duo Tozzi/Favata

8 giugno 2021 / Polignano a Mare

Rosella Santoro

Gli scenari della geopolitica analizzati da Gennaro Sangiuliano, il focus sul fine vita di Marco Billi e Marco Cappato, lo spettacolo tra note e problematiche ambientali con Enzo Favata e Mario Tozzi, i romanzi di Diego De Silva e Lorenzo Beccati. Seconda serata di appuntamenti del Festival Il Libro Possibile l’8 giugno con protagonista un parterre di grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. È proseguito il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Cinque le location che fanno da palcoscenico a presentazioni letterarie, dibattiti e tavole rotonde: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto, la Terrazza dei tuffi e la Terrazza Peppino Campanella. Al Libro Possibile Caffè di Polignano si concentreranno poi gli eventi dedicati ai giovani lettori.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Il racconto tra attualità e storia

L’attualità è la grande protagonista degli appuntamenti della seconda giornata del festival, declinata sui palchi da grandi nomi del settore dell’informazione. Sguardo ai (fragili) equilibri nello scacchiere delle grandi potenze mondiali alle 20.30 in piazza Aldo Moro nell’analisi del direttore del Tg2 Rai, Gennaro Sangiuliano. Si è discusso de La nuova geopolitica globale in piazza Aldo Moro insieme a Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, in un dibattito che spazia dall’egemonia degli Usa al ‘mondo multipolare’.

Alle 21 sul palco del Lungomare Cristoforo Colombo si sono rivissuti gli anni bui del ‘terrorismo rosso’ Mario Calabresi, già direttore dei quotidiani La Stampa e La Repubblica, in Quello che non ti dicono (Mondadori). Pagine in cui scava nei suoi ricordi e in una Milano scossa dagli ideali rivoluzionari delle classi operaie, per ricostruire il contesto storico in cui perse la vita il padre Luigi. Sul palco il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Partipilo.

Da sinistra, Marco Lillo e Pif

L’autore televisivo e scrittore Pif (Pierfrancesco Diliberto) e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo raccontano la storia straordinaria – e paradossale – delle sorelle Maria Rosa e Savina Pilliu: dopo aver fatto incriminare un costruttore legato ai clan, si sono viste recapitare a casa una cartella esattoriale dallo Stato da 23mila euro per un risarcimento mai avuto. Io posso, due donne sole contro la mafia (Feltrinelli) è stato presentato sul lungomare Cristoforo Colombo alle 22.30 con il giornalista de La Repubblica Giuliano Foschini. Tema sempre al centro delle cronache è quello del fine-vita, analizzato alle 21 sotto il profilo giuridico dall’avvocato Marco Billi, con la testimonianza sul palco di piazza Aldo Moro del politico e attivista Marco Cappato, affinché “il legislatore trovi la forza per arrivare a un punto di incontro unitario tra le diverse posizioni culturali e i diversi approcci ideologici e intervenga (seppure tardivamente) a dettare una disciplina”.

A sinistra, Dario Vergassola; a destra Antonio Calabrò

Il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò è stato ospite alle 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con un volume dedicato a uno dei palazzi simbolo dello skyline milanese: il Pirellone, raccontato in Storie del grattacielo (Marsilio). L’incontro, presentato dal direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, ha visto anche la prima incursione del comico Dario Vergassola alla XX edizione del Libro Possibile con le sue pungenti domande. Alle 23.15 lo ritroviamo nei panni di scrittore con un libro legato a filo stretto alla sua Liguria: Storie vere di un mondo immaginario. Cinque racconti delle Cinque Terre (Baldini+Castoldi), presentato dal conduttore Mauro Pulpito.

Da sinistra: Moni Ovadia, Francesca Biagiotti, Riccardo Noury

Da sempre a difesa dei più deboli nel mondo, l’organizzazione umanitaria Amnesty International è stata presente alle 19.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con il portavoce della sezione italiana Riccardo Noury: rievocati Sessant’anni dalla parte dei diritti con la testimonianza dell’attore Moni Ovadia nell’incontro condotto dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Il presente di uno Stato in continuo fermento è al centro dell’incontro con lo storico Franco Cardini, autore di Turchia, ieri, oggi, domani (Edizioni Dedalo). In piazza San Benedetto alle 20 una narrazione-ponte tra passato, presente e futuro per scoprire perché la nazione guidata da Erdogan si propone sempre più come nuova potenza mondiale indipendente.

Paolo Aquilanti e Michele De Feudis

Massimo Bontempelli, lo scrittore artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, è stato al centro del saggio firmato da Paolo Aquilanti, Il caso Bontempelli, una storia italiana (Sellerio). Se ne è discusso con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele De Feudis, sul lungomare Cristoforo Colombo alle 19. Anche nella seconda giornata del festival un contributo dedicato a Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della morte. Lo ha omaggiato l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo in A riveder le stelle (Mondadori). Ha introdutto alle 20 in piazza Aldo Moro la docente Irene Martino.

Contributi tra medicina, scienza e ambiente

Al centro, Alfio Quarteroni; a destra, Matteo Bassetti

Altri temi del contemporaneo vengono approfonditi sui palchi del Libro Possibile. Non si può prescindere dal raccontare l’attualità senza nominare la pandemia: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 2015 l’infettivologo Matteo Bassetti, in prima linea per una corretta informazione sul Covid-19, ha spiegato come affrontare il tema senza abbandonarsi al panico e al catastrofismo in Una lezione da non dimenticare (Cairo). È stato seguito dal matematico Alfio Quarteroni che ha svelato gli Algoritmi per un nuovo mondo (Edizioni Dedalo). Un approccio che sfrutta formule e numeri per descrivere la nostra realtà quotidiana, muovendosi dalle curve epidemiologiche del Covid-19 all'intelligenza artificiale. Nei due appuntamenti, presentati dal giornalista del Tgr Rai Renato Piccoli, anche il comico Dario Vergassola che mette al centro delle sue incursioni satiriche i due luminari.

Il direttore scientifico dell’Irrcs Saverio De Bellis di Castellana Grotte, Gianluigi Giannelli, e il l’ex magistrato Armando Spataro alle 19.15 hanno trovato un link tra giurisprudenza e medicina per raccontare il metodo scientifico tra indagine penale e ricerca sanitaria nell’incontro intitolato In cerca della verità. Ha moderato la giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola. Il mondo dei robot, tra innovazione, sfide e pericoli, è stato presente alle 21.30 in piazza San Benedetto nel contributo di Paolo Gallina, docente dell’Università degli Studi di Trieste. È tornato anche l’appuntamento con la sezione Parole di scienza: alle 19 nella stessa location Giovanni Ciani (Università degli studi di Bari e Istituto nazionale di Fisica Nucleare), Ivana Fuscello (Politecnico di Bari) hanno sviluppato i loro approfondimenti sul tema a partire dai termini ‘Desideri’ e ‘Spazio’ con Marco Circella della sede di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

A destra, Mario Tozzi

Uno speciale appuntamento alle 18.45 tra scienza e jazz nella suggestiva Terrazza di Peppino Campanella con il musicista Enzo Favata e il geologo Mario Tozzi. L’inedita performance Uno scomodo equilibrio ha raccontato con musica e nozioni come l’uomo stia stravolgendo l’ambiente, portandosi all’autodistruzione. Tema che è ritornato in piazza San Benedetto alle 22 - con un occhio speciale sulla sostenibilità - grazie ai contributi di Nicola Armaroli, scienziato dirigente del Centro nazionale ricerche, ed Elena Ioli, fisica teorica autrice di diversi volumi sul tema. Un incontro focalizzato su Il clima che cambia e l’emergenza energia, con un importante appello: “Non abbiamo più tempo”. Le storie di chi ogni giorno combatte per salvare il pianeta tra le pagine di Come osate, l’ultimo libro di Gianfranco Mascia, che alle 23.30 ha chiuso gli appuntamenti della piazza dando parola al movimento ‘Fridays for Future’ in Italia. Si è andati Al cuore della migrazione alle 23 con Anita Paolicchi e Carolina Paolicchi dell’organizzazione umanitaria europea Sos Méditerranée Italia. In piazza San Benedetto presentano un’opera collettiva, costruita da più di 60 scrittori, poeti e artisti provenienti da tutto il bacino Mediterraneo (e non soltanto), per raccontare un fenomeno in crescita. Ha presentato il ballerino e attivista Sonny Olumati.

La grande narrativa al Libro Possibile

La narrativa rimane protagonista al festival. Dopo aver conquistato la giuria del Premio Selezione Campiello e ispirato un film, il romanzo Certi bambini di Diego De Silva torna a Polignano in un’edizione aggiornata curata da Einaudi. Alle 21.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo si è vissuta una Napoli dominata dalla camorra attraverso gli occhi del piccolo Rosario. Si è riso e si è riflettuto alle 22 in piazza Aldo Moro con la coppia Giobbe Covatta - Paola Catella, autori di Donna Sapiens (Giunti). Un racconto surreale, intelligente, esilarante per diffondere una lezione: “In natura l’essere superiore è la femmina”. Si muove tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, lo scrittore Lorenzo Beccati. Il pescatore di Lenin (Oligo), presentato alle 23 sul lungomare Cristoforo Colombo dall’inviato di Striscia La Notizia Alessio Giannone (Pinuccio), muove le fila da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre. Affonda le radici nella storia anche l’ultima opera di Luigi Panella: alle 20.30 in piazza San Benedetto si è scoperta la spy story Nel nome di Dio (Rizzoli), che si dipana tra le macerie fumiganti della Roma di Nerone e l’avanzata inarrestabile delle cariche della cavalleria templare. Ha presentato il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini. È un romanzo sull'impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, Sembrava bellezza (Mondadori). Alle 21 in piazza San Benedetto Teresa Ciabatti ha scavato a fondo nell’animo umano, comprendendone le debolezze nascoste. Ha presentato la giornalista di Mediaset Maria Luisa Sgobba. Sono ‘diversi’, o per meglio dire Spatriati, i protagonisti dell’omonimo romanzo di Mario Desiati: Claudia e Francesco, così lontani per carattere, ma legati da un destino comune, che abbiamo incontrato alle 22.30 in piazza Aldo Moro. Cos’è Un cuore pieno di robba (Il seme bianco)? L’attrice Federica Zacchia lo ha svelato alle 23.30 nell’incontro conclusivo della piazza: “Una raccolta di ricordi, annotazioni e pensieri che si sommano e si sgranano uno dopo l'altro, senza un ordine preciso”. Ogni famiglia ha un segreto, piccolo o grande che sia: è l’incipit da cui muove la penna della scrittrice Corinna De Cesare in Ciao Per sempre (Salani), alle 23 nella Terrazza dei Tuffi. Che ha accolto alle 22.30 l’abbraccio tra le atmosfere del noir e il mondo dello streaming de Il segreto di Mr Willer (Les Flaneurs) di Chicca Maralfa. È seguita alle 23 Anna Martellato, che ci ha accompagnati alla scoperta delle bugie che hanno connotato la vita di Mia, protagonista di Il nido delle cicale (Giunti). L’avvocato Michele Di Donna ha raccontato alle 19.30 in piazza San Benedetto una storia di cambiamento vissuta attraverso gli occhi del protagonista de L’alienazione del bene (Kimerik).

Rosella Santoro

Non mancano gli incontri ‘in musica’. A partire dal rocker Marco Ligabue, atteso alle 18 sulla Terrazza di Peppino Campanella, che in Salutami tuo fratello (Pendragon) ha rievocato i ricordi dell’infanzia e di quel momento in cui tutto cambiò per sempre: l’improvviso successo del fratello Luciano. Si è passati dal rock alla musica classica alle 22.30 in piazza San Benedetto con il pianista Emanuele Arciuli, autore de La bellezza della nuova musica (Edizioni Dedalo). I critici Ugo Sbisà e Nicola Gaeta hanno presentato in Terrazza dei Tuffi alle 20.30 Alchimia dell’istante (Auditorium), opera postuma del virtuoso del pianoforte, Gianni Lenoci.

Spazio ai giovani lettori negli incontri in programma al Libro Possibile Caffè. Pamela Giotta e Vitantonio Fanizza hanno raccontato alle 17.30 la storia di un’amicizia apparentemente impossibile nella favola illustrata La bambina e la gallina (Creativity Communications Labs). È seguito alle 18 Trifone Gargano con il suo Dante Pop e Rock (Progedit editore), presentato insieme agli alunni dell'Istituto Comprensivo ‘Balilla-Imbriani’ di Bari. Sono invece gli studenti della ‘Massari-Galilei’ di Bari a intervenire alle 18.30 durante la presentazione del libro di Dario Vergassola, Storie vere di un mondo immaginario.

A sinistra, Dario Vergassola

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Giuse Alemanno, Giuseppina Bonaviri, Domenico Diacono, Tommaso Forte, Andrea Maricelli, Francesco Minervini, Roberto Riccardi.

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TERZA GIORNATA DI APPUNTAMENTI AL FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE

A POLIGNANO

ATTUALITÀ ED ECONOMIA CON SANTORO, COTTARELLI E SCANZI

APPROFONDIMENTI SU GIUSTIZIA E SOSTENIBILITÀ CON SISTO E TABACCI

I ROMANZI DI CAROFIGLIO, CAROFIGLIO E ALBERTINI

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

La ricetta per la crescita economica del Paese con l’economista Carlo Cottarelli, Antonio Manzini con la nuova indagine del commissario Rocco Schiavone, i ritratti dell’attualità negli scritti dei giornalisti Michele Santoro e Andrea Scanzi, gli approfondimenti su giustizia e sostenibilità curati dai sottosegretari Francesco Paolo Sisto e Bruno Tabacci. È proseguito venerdì 8 luglio il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro le location che hanno ospitato gli incontri con grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Continuano poi gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori al Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Un festival da vivere in piena sicurezza, con il pieno rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Letteratura e attualità protagonisti al festival

Antonio Manzini e Diego De Silva

I più importanti nomi del panorama letterario nazionale scelgono i palchi del festival per presentare le loro ultime opere dai toni noir. Sul lungomare Cristoforo Colombo ci siamo immersi alle 20.10 in un misterioso omicidio nella nuova avventura di Rocco Schiavone, l’amato commissario nato dalla penna di Antonio Manzini. Che in Vecchie conoscenze (Sellerio), presentato per la prima volta in Puglia al Libro Possibile, deve scontrarsi con un nemico invisibile: il suo passato. Presenta lo scrittore Diego De Silva.

Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

Un omicidio è anche al centro de La disciplina di Penelope (Mondadori): nel thriller di Gianrico Carofiglio a far luce sulla misteriosa scomparsa è un ex pubblico ministero, donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Alle 19.30 è la giornalista di Rai News 24 Francesca Biagiotti a dialogare con lo scrittore.

Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

È una Famiglia straordinaria (Sellerio) quella raccontata da Andrea Albertini alle 21.30 in piazza San Benedetto. Al centro dell’opera, la narrazione di tre dinastie destinate a unirsi: i Tolstoj, la figlia e la nipote del genio russo; i Giacosa, la famiglia del più famoso drammaturgo italiano del tempo; gli Albertini, i fratelli che fecero grande il ‘Corriere della Sera’ e osarono dire no a Mussolini. Presenta il giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno Michele Cozzi.

Da sinistra, Carlo Cottarelli e Rosella Santoro

Il racconto del contemporaneo è uno dei fil rouge che unisce gli appuntamenti della terza giornata del Libro Possibile. L’attualità torna al centro del dibattito con l’economista Carlo Cottarelli, autore di All'inferno andata e ritorno (Feltrinelli). Alle 20.50 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo ha spiegato la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale, dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Durante l’incontro sono intervenuti il CEO di Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano e l’imprenditrice Gina Cassetta. Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani della Cattolica è anche la prima vittima delle ‘incursioni’ del comico Dario Vergassola, sempre pronto a far ridere (e riflettere) con i suoi interventi satirici.

Michele Santoro e Rosella Santoro

Da un maestro del giornalismo italiano come Michele Santoro, il ritratto di un “killer perfetto, obbediente, preciso, silenzioso, e proprio per questo indispensabile nei momenti decisivi”: Maurizio Avola. Mafia e antimafia, politica e potere, informazione e depistaggi, vicende personali e derive sociali si intrecciano in Nient’altro che la verità (Marsilio). Ha introdotto l’incontro in sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Andrea Scanzi

È invece il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, al centro dell’ultimo libro di Andrea Scanzi, Demolition Man (Rizzoli), presentato alle 23 nella stessa location. Un’analisi che si intreccia a stretto giro con l’instabilità governativa che ha caratterizzato gli ultimi governi italiani. Trasformazioni che ha vissuto in prima persona anche il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Grande esperto di diritto, ha portato alle 22.30 in piazza Aldo Moro il suo progetto di riforma del sistema giudiziario, nell’incontro intitolato In nome della Costituzione: una giustizia da riformare, insieme al presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante. Presenta Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. L’incontro Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonimo progetto nato per evitare altre morti in mare come contraltare del fenomeno dilagante delle migrazioni. Se ne parla insieme ai curatori delle iniziative dell’associazione, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo, nell’incontro presentato dal direttore di TgNorba, Enzo Magistà, alle 21.35 sul lungomare Cristoforo Colombo. È sempre pronto a trovare il risvolto comico dell’attualità, Federico Palmaroli, diventato un fenomeno social con i suoi post satirici firmati dal santone Osho. In “Vedi de fa poco 'o spiritoso” (Rizzoli) raccoglie il meglio (e il peggio) nella sua pagina da oltre un milione di follower. Introduce l’incontro alle 23.45 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Quanto c’è di vero nelle immagini patinate che condividiamo quotidianamente? Vogliamo davvero condividere un contenuto interessante o è solo vanità? Quali insidie galoppano nel web? Sono alcune delle domande a cui hanno risposto il corrispondente di Striscia La Notizia Pinuccio – al secolo Alessio Giannone – in Annessi e connessi (Mondadori), alle 23 sul palco di piazza San Benedetto insieme a Dario Vergassola. Sempre più figure femminili raggiungono ruoli di comando in una società ancora (troppo) maschilista: un cortocircuito analizzato alle 20 in piazza San Benedetto da Emanuela Griglié e Guido Romeo in Per soli uomini (Codice). Ha presentato il docente dell’Università del Salento, Nicola Grasso. Il web e le insidie – umane – che nasconde sono al centro di Hai comprato il perizoma o sei con il pigiamino? (Caro Diario): alle 23 nella stesa piazza Natasha Galano ha acceso un riflettore sugli adescamenti online dei pedofili, con la storia di Lucia, vittima 13enne di uno di questi ‘orchi’. Previsto l’intervento della dirigente dei Licei Cartesio di Triggiano, Maria Morisco, nell’incontro presentato dalla docente Irene Martino.

Passando a un omaggio a un’opera imprescindibile nel panorama letterario italiano, nel 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri: alle 21.15 sul palco di piazza Aldo Moro Luca Sommi in Il cammin di nostra vita (Baldini + Castoldi) ci ha guidati tra le pagine della Divina Commedia, “l’esempio più lampante ed emblematico – racconta - della storia della letteratura di un classico che non smette mai di essere attuale”.

Spazio poi a ritratti di personaggi di spicco e racconti autobiografici, per innescare importanti riflessioni e svelare aneddoti di grande arricchimento morale. Alle 20.15 in piazza Aldo Moro Il direttore di Rai News 24 Andrea Vianello si è raccontato al pubblico attraverso la sua battaglia con l’ictus, che all’improvviso lo lasciò incapace di parlare in maniera chiara. “Una prospettiva terribile per chiunque – spiega in Ogni parola che sapevo (Mondadori) - ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo”. L’incontro, presentato dalla responsabile della redazione pugliese dell’Ansa, Paola Laforgia, ha visto anche un’incursione di Dario Vergassola. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo libro di monsignor Filippo Santoro, Consumare la suola delle scarpe (Edizioni Paoline): intervistato alle 20.45 in piazza Aldo Moro dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, l’arcivescovo di Taranto ha ripercorso i suoi 25 anni di episcopato. Ha dato voce ai più importanti attori internazionali, da Russell Crowe a Samuel L. Jackson; alle 23.15 sullo stesso palco Luca Ward, il più celebre doppiatore italiano, si è messo a nudo tra ricordi e confessioni nel suo esordio letterario: Il talento di essere nessuno (Sperling & Kupfer), presentato da Nica Ruggiero.

Da sinistra, Roby Facchinetti, Dario Vergassola, Rosella Santoro e Gianni Messa

L’ha resa immortale con una canzone che rimarrà nella storia della musica; ora il frontman dei Pooh Roby Facchinetti l’ha resa anche protagonista del suo ultimo libro: Katy per sempre (Sperling & Kupfer). Conosciamo così meglio la ‘Piccola Katy’ protagonista nell’omonimo brano, “una ragazza dolce e un po' ribelle con tanti sogni e un grande amore per la musica” racconta il cantautore. A chiudere l’incontro, presentato alle 23.40 sul lungomare Cristoforo Colombo dal vice caporedattore di Repubblica Bari Gianni Messa, è una nuova incursione di Dario Vergassola. Dopo il lucido ritratto di Alda Merini, la giornalista de La Repubblica Annarita Briganti ha raccontato alle 22.30 in piazza San Benedetto una delle intramontabili icone della moda, che ha portato lo stile francese ad essere amato in tutto il mondo: Coco Chanel. Una donna del nostro tempo (Cairo Editore) viene presentato dalla docente Chiara Dell’Acqua.

Roby Facchinetti

Riflessioni su ambiente e scienza

Al Libro Possibile anche riflessioni sulla scienza e sulle sfide moderne che pone la salvaguardia dell’ambiente. Temi al centro dell’incontro La sostenibilità del blu: dagli oceani allo Spazio: hanno portato il loro expertise in piazza Aldo Moro alle 19.30 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Draghi, Bruno Tabacci, il presidente del Distretto tecnologia aerospaziale, Giuseppe Acierno, la studiosa del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Rita Lecci, e il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete. Riflessione su Scienza e Ricerca in piazza San Benedetto alle 19 con il confronto tra Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini e il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino. Spesso al centro del dibattito, anche politico, ma come si può realizzare il progetto di ‘transizione ecologica’? La ricetta per un Rinascimento Green arriva dal confronto tra Annalisa Corrado, autrice di Le ragazze salveranno il mondo (People), l’attivista Marco Cappato e Mattia Santori, leader delle Sardine. Ha presentato alle 21.45 in piazza Aldo Moro Alessio Giannone.

Si parla di Neuroscienze e nuovi farmaci: una sfida all’incrocio tra innovazione, ricerca ed assistenza con il neurologo pugliese Giancarlo Logroscino: con lui sul palco di piazza San Benedetto alle 21 il direttore generale degli ‘Ospedali riuniti’ di Foggia, Vitangelo Dattoli. Rimanendo in campo medico, alla scoperta di ciò che è invisibile agli occhi con il chimico Gianfranco Pacchioni, autore di Il nanomondo dai virus ai transistor (Dedalo), presentato da Felice Vitulano, Head-Innovation, Marketing & Technology di Exprivia alle 22 nella stessa piazza. Le prospettive portate dai big data in rete al centro del saggio Web reputation (Giacovelli) di Angelo Deiana, presentato alle 19.30 sulla Terrazza dei Tuffi.

I tributi comunali dentro e oltre la crisi approfonditi da Antonio Uricchio e Mario Aulenta (Università degli studi di Bari). Sul palco di piazza Moro alle 19 sono intervenuti i sindaci di Bari e Polignano, Antonio Decaro e Domenico Vitto. Francesco Cristino, giornalista del Tg1, alle 22.30 nella Terrazza dei Tuffi ci ha riportati ai tempi della DDR con uno dei pochi simboli russi sopravvissuti a Berlino alla caduta del Muro: Sabbiolino, il pupazzo-conduttore della più importante trasmissione per bambini del dopoguerra. Chiude gli appuntamenti in piazza San Benedetto a mezzanotte l’opera corale Rinati - Ricomincio da me, con le storie educative sul tema dell’obesità e dei rischi ad essa legati. La pandemia è il fil rouge che lega I racconti del Coronavirus (Wip Edizioni), presentati sulla Terrazza dei Tuffi alle 20.30 da Domenico Semisa con gli interventi del direttore del Dipartimento promozione salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. Ha raccontato un decennio con addosso la fascia tricolore il sindaco di Capurso Francesco Crudele, tra le pagine di Mano a mano (Scripta Moment). Il festival torna poi a essere vetrina del concorso letterario indetto dalla Fondazione Megamark: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 sono stati annunciati i cinque autori finalisti del premio, tra gli sketch in musica della Rimbamband e gli interventi della direttrice di I Like Puglia, Annamaria Ferretti.

Il Premio della Fondazione Megamark, al centro Annamaria Ferretti

Tre gli appuntamenti per i piccoli lettori in programma al Libro Possibile Caffè: Marzia Stano ha raccontato alle 17.30 gli effetti positivi che la musica ha suoi più piccoli, Valentina Tafuni ha insegnato ai giovani a Essere piUmani, Paolo Comentale in Occhio d’argento (Edizioni Di Pagina) ha narrato alle 18 un'amicizia imprevista capace di trasformare la vita di un pescatore e un cane, e Roberta Leporati alle 18.30 con una storia di scoperte legate al ritrovamento di un diario in Il tesoro di carta (All Around).

La terza giornata del festival ha accolto anche un’importante inaugurazione: ha aperto le porte a Polignano in una sede rinnovata la Biblioteca di comunità ‘Raffaele Chiantera’, cresciuta negli anni con i libri donati alla città dal Libro Possibile sin dalle primissime edizioni. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla cerimonia, il direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno, e il sindaco di Polignano Domenico Vitto.

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Rosa Indellicato, Federica Introna, Mariano Loiacono, Vito Marangelli, Tommaso Putignano e Gabriele Zanini, Cosimo Luigi Russo.

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IL PREMIO NOBEL WOLE SOYINKA

e

IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA EMANUELE TREVI

TRA GLI OSPITI DELL’ULTIMA SERATA

DEL 'LIBRO POSSIBILE’ A POLIGNANO A MARE.

LA TAPPA SUCCESSIVA DEL FESTIVAL il 22, 23 e il 29, 30 LUGLIO a VIESTE

Vieste

Il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, il vincitore del Premio Strega Emanuele Trevi, i segreti della magistratura secondo Palamara e Sallusti, il ‘golpe al rallentatore’ della politica italiana raccontato da Travaglio, debutti tra romanzi e biografie con Esposito e Hassan, focus su medicina e salute con Antonella Viola e Antonio Moschetta. Un cartellone di grandi appuntamenti per concludere la prima parte del festival del Libro Possibile, che da Polignano a Mare si è preparata così a trasferirsi a Vieste per quattro serate (22-23 e poi il 29-30 luglio) a Vieste e proseguire con il programma formato eXXtra della XX edizione. Sabato 10 giugno i più importanti nomi italiani e internazionali della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica si sono alternati fino a tarda serata sui palchi del lungomare Cristoforo Colombo, di piazza Aldo Moro, di piazza San Benedetto e della Terrazza dei tuffi. Spazio anche per i giovani lettori Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Garantite come sempre per la sicurezza del pubblico il rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Dal Premio Nobel Soyinka al vincitore del Premio Strega: le grandi anteprime del festival.

Sabato 10 luglio, alle ore 22 sul palco del Libro Possibile a Polignano a Mare (del lungomare Cristoforo Colombo), il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, grande poeta, drammaturgo e scrittore nigeriano è stato protagonista di un incontro che ripercorre la sua, a dir poco, straordinaria biografia e produzione letteraria, nel giorno successivo al suo reading alla Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

In esclusiva per il pubblico del Libro Possibile, Soyinka ha raccontato alcune anticipazioni sul prossimo libro che ha segnato dopo 50 anni il suo annunciato ritorno al romanzo, opera che sarà tradotta e pubblicata a fine anno in Italia da La Nave di Teseo. L’autore di Sul far del giorno (La nave di Teseo) viene intervistato dal direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis.

A seguire sullo stesso palco, a poche ore dall’assegnazione del Premio Strega, il vincitore Emanuele Trevi è stato atteso al Libro Possibile per la sua prima partecipazione pubblica dopo la premiazione. Assieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che organizza l’ambito premio letterario, l’autore del titolo appena premiato, Due Vite (Neri Pozza), ha raccontato al pubblico di Polignano a Mare il romanzo che ha ‘stregato’ giuria e lettori, con la storia dei due protagonisti Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori e cari amici di Emanuele Trevi, morti prima di diventare anziani. Ha presentato l’incontro il responsabile della redazione cronaca di Repubblica Roma, Stefano Costantini.

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Esordio tra i romanzieri per Salvatore Esposito, l’attore che ha prestato il volto a ‘Genny Savastano’ nella serie televisiva Gomorra. Con Lo sciamano (Sperling & Kupfer) ha portato il pubblico in una cupa spirale di orrore con un macabro doppio omicidio tra Ostia e Napoli. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 23 si sono sottoposti poi alle esilaranti domande di Dario Vergassola nell’incontro presentato dal vice caporedattore di Repubblica Bari, Gianni Messa. Marina Di Guardo ha portato in piazza Aldo Moro alle 19.30 una storia di violenze domestiche e di rinascita in Nella buona e nella cattiva sorte (Mondadori): al centro del thriller, presentato Barbara Donarini, la fuga dell’illustratrice Irene dall’influenza soggiogante del marito. Parla di sentimenti anche l’ultimo romanzo di Francesco Sole, Così è l’amore (Sperling & Kupfer), dove una relazione nasce e cresce attraverso un confronto epistolare. Presentato alle 19 in piazza Moro la giornalista Giorgia Messa. Toni noir, nella stessa location alle 20.30, per il secondo romanzo di Roberto Oliveri del Castillo, Indagine su un burattino (Città del sole). Una narrazione dove emerge la concezione della centralità della giustizia come unico argine possibile per ‘imbrigliare il Leviatano’. Si è tornati indietro nel tempo, fino all’antica Roma, alle 22 in piazza San Benedetto con l’ultimo libro di Antonella Prenner, Caesar (Rizzoli): attraverso la voce inedita di Servilia, ripercorre la vita dell’uomo che ha cambiato il destino di Roma, in bilico tra delirio di onnipotenza, trionfo e tragedia. Sul palco il rettore emerito dell’Università degli Studi di Bari, Corrado Petrocelli. Gianni Sebastiano ha portato in anteprima al Libro Possibile il suo romanzo La distanza del dubbio (Florestano): alle 21 nella Terrazza dei tuffi abbiamo scoperto un intreccio narrativo che parte dall’incontro di un manager con un vecchio amico degli anni ’70, presentato dalla responsabile della redazione cultura della Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Tra attualità e storia si muovono altri interessanti appuntamenti del festival. I segreti della magistratura italiana, tra potere, politica e affari, sono stati svelati alle 22.45 sul lungomare Cristoforo Colombo dal magistrato Luca Palamara e dal direttore del quotidiano Libero, Alessandro Sallusti. È l’ex membro del Csm a raccontare cosa sia Il sistema (Rizzoli) e come il potere di giudici e pm non possa essere scalfito. “Tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze – racconta - o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato”. Gli intrighi nei palazzi di potere al centro anche dell’inchiesta a firma del giornalista Marco Travaglio, I segreti del Conticidio (PaperFirst). Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha ripercorso le vicende – e i colpi di scena - che hanno portato al ‘golpe al ralenti’ durato tre anni per rovesciare il governo di Giuseppe Conte. Ha introdotto l’incontro conclusivo sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro. Un’altra importante firma del quotidiano, Marco Lillo ha puntato alle 20 in piazza Aldo Moro una lente su uno spinoso intrigo internazionale ne Il Caso Kashoggi (PaperFirst): analisi della morte di Jamal Khashoggi, il giornalista del Washington Post ucciso nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre del 2018. Sul palco anche il giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori. Ripartire, ricostruire, rinascere: è la via indicata dall’inviato de La Repubblica Federico Rampini tra le pagine de I cantieri della storia (Mondadori). Un ciclo che per l’Italia deve semplicemente ripetersi: come raccontato dal giornalista, già in passato l’Italia aveva storie di tragedie collettive, sconfitte, decadenze, seguite da ‘miracoli’. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 la direttrice artistica del festival Rosella Santoro e il presidente della BCC San Marzano Emanuele Di Palma. È seguito Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, che alle 19.45 ha analizzato metodi, tecniche ed esperienze dell’Archeologia pubblica (Carocci editore). Sul palco l'assessore alla Cultura della Regione Puglia Massimo Bray e il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, che sono intervenuti anche durante la presentazione in lingua inglese del libro Puglia, viaggio nel colore (Adda Editore) di Enrica Simonetti. Segue una speciale video intervista con il ministro della cultura Dario Franceschini per approfondire le sfide legate alla valorizzazione dei tesori culturali del Paese. Alle 20 in piazza San Benedetto si è parlato invece dell’’oro nero’ nella guida Turismo del vino in Italia (Edagricole – New Business Media) con l’esperta enologa Donatella Cinelli Colombini e il presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefàno, nell’incontro presentato dal direttore di Tgnorba24 Enzo Magistà. Giuseppe Cruciani, caustica voce del programma La Zanzara su Radio 24, ha raccontato alle 23 sullo stesso palco il sesso degli italiani in Nudi (La nave di Teseo). Con il conduttore Mauro Pulpito, passa in rassegna storie, confessioni e esperienze di persone comuni, vip, e di chi col proprio corpo lavora ogni giorno.

Approfondimenti su tematiche di rilievo nei saggi presentati al festival. L’immunologa Antonella Viola ci ha guidati alle 20.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alla scoperta del sistema immunitario umano in Danzare nella tempesta (Feltrinelli), invitando a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi. L’incontro, condotto dalla direttrice di I Like Puglia Annamaria Ferretti, ha visto gli interventi del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e le ‘irriverenti incursioni’ del comico Dario Vergassola. Il focus si è spostato invece su un “organo chiave per il benessere” in Ci vuole fegato (Mondadori): lo specialista di Medicina Interna Antonio Moschetta ha svelato alle 23.30 in piazza San Benedetto i segreti del più importante ‘laboratorio’ all’interno dell’uomo, che può preannunciare la vulnerabilità del nostro corpo rispetto a patologie future. Alle 21 in piazza Moro, Ardian Vehbiu - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – ha indagato i rapporti dell'Albania con il mondo oltre l'Adriatico in Cose portate dal mare (Besa). Il focus dedicato alla letteratura balcanica a trent’anni dall’approdo della nave Vlora a Bari è proseguito poi con Tom Kuka - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – autore del romanzo L’ora del male, edito dalla stessa casa editrice. Un percorso di crescita è quello presentato anche da Andrea Colamedici e Maura Gancitano, conosciuti al pubblico come il Gruppo Tlon, in Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins). Ne hanno discusso alle 21.45 in piazza Moro con il l’inviato di Striscia la Notizia Alessio Giannone. Ha raccontato il potere della ‘leadership gentile’ alle 19.30 in piazza San Benedetto Guido Stratta, autore di Ri-evoluzione (Franco Angeli). Le 100 regole per raggiungere il successo in piazza San Benedetto alle 19 nel manuale del giornalista Giuseppe Cristini, Uno su mille… come farcela da soli. Alle 22.30 in piazza San Benedetto Sara Lucaroni, autrice di Il buio sotto la divisa (Round Robin), ha indagato le morti misteriose tra i servitori dello Stato. Con lei sul palco la giornalista Elisa Forte. Mauro Carparelli ha ripercorso alle 22.30 sulla Terrazza dei Tuffi la vita di un importante filosofo del 1600 in Giulio Cesare Vanini (Liberilibri). Simon Knight con Reset & Restart (Il mio libro) ha indicato poi alle 23 consigli sulla crescita personale a partire dalla comprensione del modo in cui funziona la mente umana e di come si può gestire.

Non sono mancate presentazioni di opere nate da riflessioni sulle esperienze personali degli autori. Omar Hassan, ex pugile e oggi affermato pittore di livello internazionale, alle 20.45 in piazza Aldo Moro ha presentato al pubblico il suo debutto in libreria: Per le strade (Baldini + Castoldi). Una biografia ‘a colori’ dove traccia una linea di congiunzione tra le sue due grandi passioni. Intreccia poi vicende biografiche ed elementi di finzione Andrea Montovoli in Io non sono grigio (Mondadori). Un romanzo intimo, appassionante e pieno di vita sulla formazione di un ragazzo che è costretto a diventare uomo troppo presto. Ha presentato in piazza Moro alle 22.15 la giornalista di Tgnorba24 Grazia Rongo. Un racconto personale, ma soprattutto una filosofia di vita: è Il Luismo (Rizzoli), l’esordio letterario di Luis Sal, star di Youtube con oltre un milione e mezzo di follower, che ha chiuso gli appuntamenti della piazza alle 23.15. Il dramma dell’abbandono da piccolissima, l’adozione, poi il contatto via web della madre naturale. Eventi che hanno formato Aurora Betti, diventata adulta prima del tempo, come racconta nel libro Mamma, sei tu? (Caro Diario), presentato alle 22.45 in piazza Moro da Gabriele Parpiglia, firma del settimanale Chi. “Un inno all’imperfezione, all’autenticità, al coraggio di rompere gli schemi, che dissacra l’immagine social-perfetta”: Alice Basso alle 21.15 in piazza Aldo Moro si è raccontata tra le pagine di Una mamma imperfetta (Caro diario), presentato dalla giornalista Giorgia Messa.

Focus sulla letteratura per i giovani al Libro Possibile Caffè con un trittico di presentazioni, impreziosite dagli interventi degli alunni delle scuole sul territorio. Si è partiti alle 17.30 con Natale Pannofino, curatore del workshop Il libro che parli, per poi proseguire alle 18 con Angelica Corrado Salati, che ha presentato i racconti fotografici per piccoli e grandi pollici verdi contenuti in Piantando piantando fioriscono storie. Ha chiuso gli appuntamenti alle 18.30 Patrizia Zammaretti con le avventure di Ghirilla…Nuvola Monella (Zarkov) che, attraverso la sua diversità, troverà una soluzione originale per risolvere un drammatico problema nella Valle dei Desideri: la siccità.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Nicola D’Onghia, Donato Marinelli, Ferdinando Menga, Aldo Pagano, Antonio Romano, Giandonato Salvia.

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A VIESTE con IL LIBRO POSSIBILE XX EDIZIONE

per la seconda tappa del Festival

su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica

TRA GLI OSPITI: lo scrittore inglese PATRICK MCGRATH

e il presidente della Camera ROBERTO FICO

AL VIA IL 22 LUGLIO

con

PIERO PELÙ, FRANCESCO COSTA, GIOVANNA PANCHERI, ALESSIO GIANNONE, VITTORIO SGARBI

22, 23 luglio e 29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

Vieste

Il Libro Possibileha inaugurato a Vieste (FG) una nuova pagina della sua storia ventennale. Il 22 luglio 2021, per la prima volta in assoluto, il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro ha fatto tappa nell’antico borgo marinaro a Nord della Puglia, ribattezzato ‘La Perla del Gargano’ per la sua suggestiva bellezza.

Conclusa con successo la prima sezione nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), la XX edizione del Libro Possibile è proseguita a Vieste con quattro ulteriori serate: il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio si sono attesi sul palco della centralissima piazza Marina Piccola autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

L’ospite internazionale è Patrick McGrath (23 luglio). L’autore inglese, in quei giorni in Italia per presentare il suo ultimo thriller new gothic, ‘La lampada del diavolo ‘(La nave di Teseo), è intervenuto a Vieste accompagnato sul palco dalla lettura di alcuni suoi brani a cura del talentuoso attore foggiano, Gianmarco Saurino.

C’è stata grande attesa per l’intervento della terza carica dello Stato Roberto Fico (29 luglio) su 'SUD, cultura e ripartenza’ introdotto dal giornalista di La7 Paolo Celata. Mentre il divulgatore, geologo, saggista e presentatore TV Mario Tozzi (23 luglio) ha presentato, in anteprima assoluta per Il Libro Possibile, lo spettacolo inedito dal titolo 'I padroni del mondo’ ovvero i virus e la loro incidenza su ecologia, evoluzione e storia raccontati con il contrappunto jazz di un maestro della musica come Enzo Favata.

D’intesa con il Comune di Vieste, ampio spazio è stato dedicato al tema della LEGALITÀ, con una serie d’incontri importanti che hanno affidato alla ‘cultura della Giustizia’ l’ulteriore difesa di un territorio, come quello garganico, ancora troppo segnato dalla criminalità organizzata. A Vieste infatti Roberto Saviano (30 luglio) ha aperto la serata con il suo ultimo libro ‘Gridalo’ (Bompiani), mentre Lirio Abbate (29 luglio)tra i più apprezzati giornalisti che scrive di mafia, autore di ‘Faccia da mostro’ (Rizzoli), ha partecipato in dialogo con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato. Salvatore Borsellino (29 luglio), fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel '92 a Palermo, per un tributo la figura di Paolo Borsellino in dialogo con il giornalista Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it. 

Le pagine viestane del Libro Possibile dedicate alla scienza sono affidate all’immunologa Antonella Viola (30 luglio), autrice di ‘Danzare nella tempesta' (Feltrinelli) e alla biologa Barbara Gallavotti (30 luglio), giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Una riflessione sulla nostra società post pandemica è stata affidata a Paolo Crepet (29 luglio) e al suo libro ‘Oltre la Tempesta’ (Mondadori).

Dal Gargano si è guardato all’America contemporanea di Trump e Biden con l’intervista incrociata dei giornalisti Francesco Costa Giovanna Pancheri (22 luglio), rispettivamente autori di ‘Una storia americana’ (Mondadori) e ‘Rinascita Americana’ (Sem). Mentre il mondo ammira la magnificenza artistica italiana con il critico Vittorio Sgarbi (22 luglio) che ha presentato il suo libro ‘Ecce Caravaggio’ (La Nave di Teseo).

Si è parlato di diritti inviolabili e del sogno possibile di salvare vite umane nell’incontro a tre voci con Cecilia Strada, responsabile della comunicazione di ResQ - People Saving People, Gabriella Nobile fondatrice dell’associazione Mamme per la pelle e l’ex magistrato di 'Mani Pulite' Gherardo Colombo, oggi presidente onorario dell’Associazione ResQ (30 luglio)

A spiegare al pubblico ‘Le regole di un mondo senza regole’ ci hanno pensato gli imprenditori italiani tra i più apprezzati anche all’estero per il nostro made in Italy: Brunello Cucinelli, Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani (30 luglio). Mentre l’economista Carlo Cottarelli (23 luglio) è partito dal suo libro ‘All’inferno e ritorno’ (Feltrinelli) per una riflessione sulla rinascita del nostro Paese e con un’incursione telefonica di Alessio Giannone in arte Pinuccio, l’inviato da Bari di Striscia La Notizia, a sua volta protagonista (il 22 luglio) della presentazione del suo libro 'Annessi e Connessi' (Mondadori). Un altro popolare volto TV e imprenditore nella ristorazione Joe Bastianich (29 luglio) è intervenuto con il suo ultimo decalogo ‘Le regole per il successo’ (Mondadori). E il vicedirettore di Rai1, giornalista di origine tarantina, Angelo Mellone (23 luglio) ha presentato il suo libro ‘Nelle migliori famiglie’ (Mondadori).

Ancora il 23 luglio, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio nell’appuntamento ‘Il Golpe Buono e il Governo dei migliori’ ha proposto una personale e lucida analisi di attualità politica che parte dal suo ultimo lavoro editoriale ‘I segreti del Conticidio’ (PaperFirst).

La musica apre e chiude il capitolo viestano del Libro Possibile con un’incipit decisamente rock affidato all’opening del 22 luglio con il cantante Piero Pelù in veste di scrittore con il suo libro ‘Spacca l’infinito’ (Giunti). Si è proseguito con la band salentina Boomdabash (29 luglio), già in testa alle classifiche con il nuovo tormentone dell'estate firmato con Baby K, e presente a Vieste per parlare del libro ‘Salentu d’amare’ (DeAgostini). Gran finale con l’ultimo appuntamento dell’ultima sera (30 luglio) con il rapper BLIND che ha raccontato la sua storia di riscatto dalla strada al podio di XFactor, per poi scalare le classifiche musicali e adesso al suo debutto in libreria con Cicatrici’ (Mondadori).

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Il Festival rappresenta un risultato di straordinario prestigio nell’offerta di cultura che la città è pronta ad offrire ai suoi visitatori unitamente al suo straordinario patrimonio di bellezze naturali – ricorda l’assessore alla Cultura di Vieste, Graziamaria Starace - La manifestazione si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale riscoperto e rilanciato da questa Amministrazione, che dal binomio radici-paesaggio ripone negli investimenti culturali un’aspettativa accattivante al pari della sua vocazione balneare.

Non c’era modo migliore per celebrare il ventennale del Festival del Libro Possibile anche nella prestigiosa e suggestiva cornice di Vieste, che con i suoi 2 milioni di presenze, è riconosciuta la regina del turismo in Puglia”.

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Seconda giornata di incontri a Vieste per il Libro Possibile

Atmosfere new gothic nel thriller di McGrath

Focus sulle problematiche ambientali nel nuovo spettacolo del duo Tozzi-Favata

La Puglia archeologica nel focus di Volpe

Il ‘Conticidio’ raccontato da Travaglio

23 luglio 2021 / Vieste

Le atmosfere new gothic di Patrick McGrath, l’inedito spettacolo tra musica e sostenibilità del duo Mario Tozzi / Enzo Favata, le ricette della ripartenza di Carlo Cottarelli, la Puglia dell’archeologia raccontata da Giuliano Volpe, gli intrighi della politica italiana svelati da Marco Travaglio.

Parterre di grandi nomi per la serata di venerdì 23 luglio al festival Il Libro Possibile, nel secondo giorno di appuntamenti a Vieste (Foggia). A fare da palcoscenico agli incontri nella ‘Perla del Gargano’ è piazza di Marina Piccola, che ha accolto il programma eXXtra della XX edizione della kermesse, diretta da Rosella Santoro e presieduta da Gianluca Loliva, anche il 29 e il 30 luglio. La tappa viestana del festival, sostenuto dalla Regione Puglia, ha visto il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma

Un grande ospite internazionale sceglie il palco del Libro Possibile per presentare alle 20.45 il suo ultimo thriller: Patrick McGrath ha portato a Vieste La lampada del diavolo (La nave di Teseo), un viaggio a ritroso nella Londra degli anni ’70, accompagnati dalle ombre di un passato inconfessabile del protagonista Francis McNulty. Costretto a confrontarsi con i suoi fantasmi quando un’oscura presenza verrà a fargli visita. Atmosfere neo gotiche che rivivono sul palco anche grazie alle letture dell’attore Gianmarco Saurino, nell’incontro presentato dalla direttrice del festival Rosella Santoro.

Ecologia, evoluzione, storia e pandemie sono alcuni dei temi che si intrecciano tra le note nel nuovo spettacolo del geologo Mario Tozzi e del musicista Enzo Favata. In piazza di Marina piccola hanno spiegato come sia un errore di prospettiva per l’umanità sentirsi I padroni del mondo. Suggerendo “di fare un passo indietro rispetto all’ambiente”, così da far sopravvivere 7 miliardi e mezzo di sapiens su un solo pianeta con le risorse limitate. Ha introdotto l’appuntamento di apertura della seconda serata del festival alle 20 la giornalista Giorgia Messa.

Alle 21.30 è stato l’economista Carlo Cottarelli a spiegare la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale del Paese. Un’analisi necessaria dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale, a partire dal saggio All’inferno e ritorno (Feltrinelli). Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, al termine dell’incontro presentato dal giornalista del Corriere della Sera Michelangelo Borrillo, è anche il bersaglio di un’irriverente telefonata del comico Pinuccio (Alessio Giannone).

Siamo andati poi alla scoperta dei tesori archeologici del territorio alle 22.15 con Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, autore di Passeggiate archeologiche - Venti proposte per conoscere siti e storie della Puglia (EdiPuglia). Un incontro, presentato dal conduttore televisivo Mauro Pulpito, per fare da ponte tra passato e presente, con un focus sulle ultime spedizioni archeologiche in Puglia; tra cui quella, recentissima, della grotta di Venere Sosandra, santuario marittimo situato sull’Isola di Sant'Eufemia prospiciente la costa viestana, dove sono state riportate alla luce anche alcune sepolture. “Un luogo di grande importanza storica – assicura l’archeologo e accademico – con un tesoro costituito anche dal faro, che ci auguriamo non venga trasformato in un resort per pochi privilegiati, ma che invece possa diventare un museo della storia e dell’archeologia dell’Adriatico”.

Un tema che ha animato per lungo tempo i dibattiti politici in Italia è invece al centro dell’incontro conclusivo della serata, intitolato Il «golpe buono» e il «governo dei migliori». Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ci ha portati alle 22.45 a scoprire I segreti del Conticidio (PaperFirst), tra accordi sottobanco e alleanze fragili per rovesciare il premier più apprezzato dall’opinione pubblica e più odiato dall’establishment, Giuseppe Conte. Ha introdotto la direttrice artistica del festival Rosella Santoro.

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LIBRO POSSIBILE XX

GRAN FINALE a VIESTE tra legalità, attualità, letteratura e scienza

con il presidente della Camera ROBERTO FICO

Roberto Saviano, Barbara Gallavotti, Antonella Viola, Cecilia Strada,

Salvatore Borsellino, Peter Gomez, Lirio Abbate, Roberto Scarpinato, Paolo Crepet, Blind, Boomdabash

29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

Vieste

La ventesima edizione del ‘Libro Possibile’ si è conclusa a Vieste (FG) il 29 e 30 luglio. Il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro è giunto alla tappa conclusiva con le ultime due serate nella nuova location eXXtra, ovvero la suggestiva ‘Perla del Gargano’, inaugurata quest’anno in occasione del XX anniversario.

Decisamente eXXtra anche la presenza di pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito sia durante il primo capitolo del ‘Libro Possibile’ nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), e sia nelle quattro ulteriori serate viestane il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio nella centralissima piazza Marina Piccola con autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Programma terza serata - 29 luglio

La terza serata viestana del festival si è aperta alle ore 20 con Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio. Assieme al direttore de IlFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, presentano il progetto editoriale La casa di Paolo (PaperFirst): pagine che trasmettono, soprattutto alle nuove generazioni, l’eredità dei valori che hanno contraddistinto la lotta alle mafie del giudice.

Alle ore 20.40 lo psichiatra Paolo Crepet ha raccontato “come torneremo a stare insieme” attraverso le riflessioni contenute nel saggio Oltre la tempesta (Mondadori). Potente metafora per definire il periodo della pandemia, che ci ha lasciato “spaventati, disorientati, ora depressi o inclini all'ira, ora fiduciosi nella solidarietà collettiva – spiega – cercando di resistere nella speranza di arrivare presto a un approdo”. Ha introdotto l’incontro la giornalista Nica Ruggiero.

Sud, cultura, ripartenza: tre temi cardine da cui muove l’intervento della terza carica dello Stato, Roberto Fico, in programma alle ore 21.20. Una riflessione sul Mezzogiorno e sui suoi strumenti per tornare a crescere dopo il difficile periodo vissuto tra lockdown e restrizioni legate alla pandemia, insieme con il giornalista di La7 Paolo Celata.

Alle ore 22 invece si è andati alla scoperta del Salentu d’amare (DeAgostini), con un gruppo che attraverso la musica ha fatto conoscere in tutta Italia la cultura di un territorio dalle mille risorse: i Boomdabash. Insieme all’inviato di Striscia La Notizia, Alessio Giannone (Pinuccio), hanno raccontato i luoghi del cuore in Salento con una speciale guida ‘coast to coast’ attraverso grotte e cale, masserie e pagliare, dancehall e lidi da sogno.

Lo strapotere della criminalità organizzata è tornato al centro dell’incontro in programma alle ore 22.40 con il vicedirettore de L’Espresso, Lirio Abbate, autore di Faccia da mostro (Rizzoli). Libro in cui tratteggia il ritratto di Giovanni Pantaleone Aiello, ex agente della Squadra Mobile di Palermo, accusato di aver collaborato ai più importanti omicidi di mafia alla fine degli anni ’80. Se ne è parlato con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Puglia, Giancarlo Fiume.

Programma quarta serata - 30 luglio

In accordo con l’amministrazione del Comune di Vieste si è voluto dedicare l’ultima serata del Libro Possibile ai temi della giustizia. Ad aprire gli appuntamenti del 30 luglio è stato il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega Saviano – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle ore 20.45 il racconto del nuovo progetto umanitario per salvare le vite in mare ovvero Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Gherardo Colombo e Cecilia Strada, quest’ultima in collegamento in diretta con Vieste a bordo della nave varata la scorsa settimana. Ha moderato l’incontro il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle ore 21.25 una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle ore 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci dell’imprenditoria che a Vieste hanno dibattuto sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle ore 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci ha accompagnati in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Alle ore 23.35 ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

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Si è conclusa a Vieste la XX edizione del Libro Possibile

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Saviano

Focus tra pandemia e medicina con Gallavotti e Viola

L’imprenditoria italiana si racconta con Farinetti, Stigliano e Andriani

Il progetto umanitario di ResQ con Colombo, Nobile e Strada

L’esordio letterario del rapper Blind

30 luglio 2021 / Vieste

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Roberto Saviano, un focus tra pandemia e medicina con Barbara Gallavotti e Antonella Viola, le regole dell’imprenditoria italiana nel dialogo tra Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani. E ancora: un progetto umanitario raccontato da Gherardo Colombo, Gabriella Nobile e Cecilia Strada e l’esordio letterario del rapper Blind. Il festival del Libro Possibile, diretto da Rosella Santoro e presieduto da Gianluca Loliva, ha concluso la sua XX edizione a Vieste il 30 luglio con un’ultima serata di presentazioni letterarie, lectio magistralis e dibattiti, ospitati in piazza di Marina piccola.

Ciliegina sulla torta di un evento che dal 7 luglio ha portato a Polignano e nella ‘Perla del Gargano’ oltre 200 ospiti, con i più grandi nomi della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. Che anche nella nuova tappa ha visto il sostegno della Regione Puglia e il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma nella terza serata

Roberto Saviano

Proprio in accordo con l’amministrazione comunale si è voluto dedicare anche nell’ultima serata un focus sui temi della giustizia. E ad aprire gli appuntamenti il 30 luglio è un giornalista e scrittore che si è sempre speso nel denunciare lo strapotere della criminalità: Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega la firma de Il Corriere della Sera – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle 20.45 un progetto umanitario con l’obiettivo di fermare le morti connesse alle grandi migrazioni in mare. Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonima iniziativa attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo. Se ne è parlato con il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle 21.25 è stata poi in programma una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti sul tema Virus e Libertà. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti. Introduce la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci del settore che a Vieste dibattono sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci accompagna in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind alle 23.35. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X-Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Giorgia Messa e Rosella Santoro

La XX edizione del Libro Possibile è stata sostenuta dalla Regione Puglia.

Partner istituzionali: Comune di Polignano a Mare e Comune di Vieste.

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Sito ufficiale: https://www.libropossibile.com

Testi, video e foto di anteprima dall'Ufficio Stampa nazionale e regionale Il libro possibile.


Ricerche a Cerreto Sannita (2012-15) e archeologia dei paesaggi dal Titerno alla bassa valle del Calore

L. Lonardo, M. T. Di Cecio, Ricerche a Cerreto Sannita (2012-15) e archeologia dei paesaggi dal Titerno alla bassa valle del Calore, Edipuglia, Bari 2020

Le indagini condotte dal 2012 al 2015 nella vecchia Cerreto Sannita hanno rappresentato un’occasione straordinaria per acquisire la conoscenza dell’insediamento, mai indagato in precedenza nelle sue strutture materiali, che presenta continuità di vita dall’alto medioevo dal X secolo alla seconda metà del XVII, allorché la località venne devastata dal sisma del 5 giugno 1688.

Cerreto Sannita
Il parco archeologico della vecchia Cerreto (foto Lester Lonardo)

Ciò comportò la successiva ricostruzione dell’abitato in altro sito, ubicato poco più a valle, per iniziativa del feudatario Marzio III Carafa e del vescovo Giovan Battista de Bellis che si avvalsero della competenza tecnica dell’ingegner Giovan Battista Manni.

Le attività archeologiche che hanno contribuito alla conoscenza, valorizzazione, conservazione e fruizione del sito-monumento hanno evidenziato le fasi di impiego e le trasformazioni dell’insediamento.
L’importanza politica ed economica che assunse Cerreto in età normanna, in particolare con la famiglia dei Sanframondo, fu favorita dalla sua ubicazione nella media valle del Titerno, una via di comunicazione fra i contesti tirrenici e quelli della costa adriatica. La fase normanna, documentata da un riallestimento delle opere difensive con l’ampliamento ed il rafforzamento della cinta muraria, è testimoniata dalle poderose strutture della Magna turris. Edificato tra gli ultimi decenni del XII secolo e i primi del XIII, il donjon cerretese, cilindrico e con base a scarpa, presenta caratteristiche architettoniche peculiari ed elementi significativi che ne avvalorano l’utilizzo residenziale: per dimensioni e tecnica costruttiva, esso è assimilabile alle coeve torri cilindriche presenti in contesti vicini, ma documentate anche su un ampio scenario internazionale.

Ricerche Cerreto Sannita
La copertina del saggio di Lester Lonardo, Maria Teresa Di Cecio, Ricerche a Cerreto Sannita (2012-15) e archeologia dei paesaggi dal Titerno alla bassa valle del Calore, pubblicato da Edipuglia (Bari, 2020) nella collana Archeologia postclassica - 6


L’edizione dello scavo si integra nello studio di un’ampia porzione di territorio che si è ritenuto di analizzare per la migliore contestualizzazione storica, topografica e culturale dei dati archeologici: una vasta area del Beneventano settentrionale gravitante sul bacino inferiore del fiume Calore e sul corso del torrente Titerno.
I risultati delle attività di survey svolte fra il 2012 e il 2014 e, più sporadicamente, negli anni successivi hanno inoltre offerto l’opportunità di redigere quattro carte archeologiche che costituiscono un documento nuovo per la conoscenza della storia e dell’assetto del territorio.

 

Su ClassiCult abbiamo pubblicato anche l'articolo "L’archeologia al servizio della comunità: la riscoperta della vecchia Cerreto Sannita".

La locandina della diretta di mercoledì 9 Giugno 2021, presentazione della monografia “Ricerche a Cerreto Sannita (2012-15) e archeologia dei paesaggi dal Titerno alla bassa valle del Calore” (Edipuglia, Bari 2020); presenti l'autore Lester Lonardo e il professor Alfredo Maria Santoro

Mercoledì 9 Giugno 2021, a partire dalle ore 18:00, sulla Pagina Facebook di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale YouTube di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale Twitch della Wunderkammer (https://www.twitch.tv/wunderkammer), la diretta con presentazione della monografia “Ricerche a Cerreto Sannita (2012-15) e archeologia dei paesaggi dal Titerno alla bassa valle del Calore” (Edipuglia, Bari 2020), di Lester Lonardo e Maria Teresa Di Cecio.

Ad animare la discussione l'autore, dottor Lester Lonardo dell'Università della Campania "Luigi Vanvitelli", e il professor Alfredo M. Santoro dell’Università degli Studi di Salerno.

In collaborazione con GRIMM, Gruppo di Ricerca per il Mezzogiorno Medievale.

L'evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/4309110189152871/


affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta

La scoperta degli affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta di Torcello

LA SCOPERTA DEGLI AFFRESCHI DI TORCELLO

Approfondimento sul rinvenimento nella Basilica di Santa Maria Assunta a cura di Diego Calaon, Flavia de Rubeis, Martina Bergamo, Jacopo Paiano dell’Università Ca’ Foscari Venezia

La storia architettonica e archeologica della Basilica di Santa Maria Assunta di Torcello è tra le più complesse e affascinanti del Medioevo Italiano e Mediterraneo. La sua data di fondazione, le trasformazioni antiche, i famosi apparati decorativi a mosaico: l’edificio è uno dei massimi esempi di cultura artistica medievale in area mediterranea ed è stato indissolubilmente collegato alla storia delle origini di Venezia. Studiare, analizzare e comprendere gli affreschi e le epigrafi dipinte di IX secolo a Santa Maria Assunta di Torcello – pitture appena svelate - ci impone di ripensare ancora una volta all’affascinante groviglio delle origini di Venezia. Lo straordinario rinvenimento è stato reso possibile durante le operazioni di restauro e controllo archeologico finanziate da Save Venice, dirette da Paolo Tocchi, in coordinamento con il Patriarcato, con l’alta supervisione della Soprintendenza e con la collaborazione scientifica per la parte archeologica di Ca’ Foscari.

affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta
La Vergine Maria dagli affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Non c’è dubbio che quei segni di colore, aggrappati tenacemente a quasi 10 metri di altezza sulla superfice di uno dei più antichi frammenti di muratura conservati in laguna rappresentino le pitture “più antiche” note per Venezia. Quasi miracolosamente si sono conservate al di sopra delle volte decorate a mosaico. Nel corso del restauro, eseguito per motivi statici e permettere il rinforzo con misurate iniezioni di nuovo legante nelle murature antiche, si è deciso di svuotare gli spazi superiori alla contro-volta collocata presso l’abside sud della chiesa (il cosiddetto Diaconicon, o cappella del SS. Sacramento) che ospita la celebre decorazione di tardo XI secolo, a finissimo mosaico, del Cristo Pantocrator (nel catino absidale) e nello spazio antecedente, di un Agnello mistico sorretto da quattro angeli.

Coperti da calcinacci medievali, collocati con funzione di distribuzione dei pesi in epoca moderna, lo scavo archeologico in quota ha permesso di scoprire tracce sbiadite ma ben leggibili di antiche pitture. Il loro studio e la loro attribuzione animeranno per lungo tempo il dibattito scientifico intorno alla formazione della cultura artistica in laguna e nell’Adriatico, lasciando ancora una volta che Torcello ci stupisca per la sua ricchezza di memorie.

Gli archeologi di Ca’ Foscari, guidati da Diego Calaon, non hanno dubbi. La struttura architettonica indagata e studiata nei suoi rapporti stratigrafici fin dalle fondamenta, con un saggio stratigrafico al di sotto dell’altare della cappella stessa, è sicuramente ascrivibile ad una fase costruttiva collocabile nel IX secolo, e quindi probabilmente associabile alle operazioni di restauro promosse dal vescovo Deusdedit II (†864), come la celebre cronaca del diacono Giovanni ci ha riportato. Le murature all’epoca erano decorate da pannelli di affreschi che - come nella tradizione altomedievale - si snodavano attraverso dei riquadri sovrapposti in più registri che raccontavano storie di particolare valore religioso. Nonostante i frammenti scoperti nell’estate del 2020 si limitino a pochi metri quadrati di decorazione e siano fortemente compromessi dalle attività edilizie successive e dai segni di un forte sisma di XII secolo, possiamo immaginare cosa raccontavano ai fedeli di Torcello nell’altomedioevo. In un pannello pare - con ogni probabilità - distinguersi il clipeo e il velo della Vergine Maria, accompagnata da un'ancella e seduta su una sedia importante, quasi un trono. La debole traccia di un’altra aureola vicina potrebbe suggerire - ma si tratta di un’ipotesi da verificare - la presenza di un pannello che racconta l’incontro tra due figure “Sante” nella storia di Maria, ovvero l’Annunciazione. Toccanti e ben definiti sono i tratti fisiognomici della Vergine e del suo velo impreziosito da ricami. Sul lato opposto, le pitture - evidentemente eseguite dalla stessa mano e all'interno dello stesso ciclo decorativo – raccontavano invece un'altra storia, ovvero alcuni aspetti della vita di san Martino: ne siamo certi perché in questo caso si legge indubitabilmente sanctus Martinus.

affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta
Affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Le iscrizioni, in corso di studio da parte di Flavia De Rubeis, non solo sono fra le più antiche in area veneta, ma sono sicuramente le più antiche di Venezia e del suo territorio con una cronologia riferibile, per una prima datazione, al secolo IX. L’iscrizione più conservata riguarda appunto la figura del santo: “sanctus Martinus”,  con la abbreviazione scs per sanctus, secondo la prassi consolidata dei nomina sacra. Altri testi dovevano corredare l’intero programma iconografico come si evince dalla presenza di alcune lettere residue affiancate alle figure e, come già il ciclo pittorico, sono da riferire tutte ad una medesima mano, per  le ornamentazioni e la morfologia delle lettere.

Lo scavo archeologico “aereo”, al di sopra delle volte, ha permesso di tracciare la storia delle murature e dei depositi ad esse connessi, e nel si sono raccolti campioni per avviare una analisi archeometrica puntuale. Lo scavo ha permesso di conoscere anche come questi affreschi si siano conservati nel tempo, sottolineando - ad esempio - come in alcuni settori dove mancano le pitture ciò sia da attribuire a fenomeni specifici di biodeterioramento. In un angolo numerose ossa di pipistrello sono ricollegabili alla frequentazione del sottotetto in antico da parte di questi animali: le loro deiezioni hanno purtroppo contribuito allo scolorimento di alcuni brani di pittura.

affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta
Affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Nel IX secolo i pannelli erano incorniciati da festoni decorati con cornucopie contrapposte, melograni e animali simbolici. In origine colori erano molto vividi, e la rappresentazione assai naturalistica con tratti a pennello marcati, quasi a rilievo, per permettere un'ottima visione del disegno da chi le osservava dal basso. La realizzazione era indubitabilmente di alta fattura e si suppone che tutta la chiesa fosse uniformemente decorata e dipinta. Queste decorazioni si integravano con un arredo architettonico e plastico di elevata qualità (cibori, altari, stipiti, plutei) che, riusati, in molti casi risultano ancora essere all'interno della chiesa.

Due nuovissimi frammenti di un ciborio di IX secolo sono emersi proprio durante questa campagna di restauri: erano utilizzati come base per due angeli scolpiti in epoca moderna per l'altare barocco dello stesso Diaconicon. Mosaici e plutei si specchiavano in un raffinato pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, conservato in pochi punti al di sotto dell'attuale pavimento. L'edificio religioso che si va delineando negli studi era una chiesa che pare avere riferimenti culturali e artistici non tanto ad Oriente, ma nel pieno dell'Italia padana e dell’Europa alpina, in una cornice politico-culturale che potremmo definire “carolingia”. Cornice che si associa adeguatissimamente alla presenza di una storia agiografica come quella di san Martino.

L’analisi archeologica degli elevati, iniziata nel 2019, ci sta premettendo di individuarne anche i resti più antichi, riferibili al VII secolo: l’antica abside inglobata oggi nelle murature della cripta, si lega per tecnica edilizia e quote, inequivocabilmente alle murature del battistero, oggi conservato solo nelle sue fondazioni. È chiaro oramai come il primitivo edificio religioso, molto più piccolo di quello attuale, era separato dal battistero, forse da un portico. Questo spazio, lasciato semi-aperto in una prima fase, viene occupato dalla grande chiesa di IX secolo, che si addossa al battistero tramite un nartece. Questo complesso decorativo viene completamente reinventato circa 150 anni dopo, all’inizio dell’XI secolo, quando il vescovo Orseolo, figlio del Doge di Venezia, opera una rinnovazione architettonica e artistica dell’edificio, che coincide con una sorta di riappropriazione da parte di Rialto di un centro lagunare – ovvero Torcello – che fino da allora aveva avuto la sua storia indipendente, protraendo nell’altomedioevo l’antica storia di Altino.  Sappiamo come Orseolo abbia chiamato a Torcello mosaicisti di Bisanzio, e sappiamo come dai primissimi anni del XI secolo Santa Maria Assunta abbia indossato un “vestito” orientale magnifico. Un vestito fatto di mosaici e marmi che ben si addicevano alla nuova situazione politica della Serenissima che ormai guardava Costantinopoli come luogo primario di contatti commerciali e culturali. In questo momento a Venezia vengono scritte le prime cronache e le prime storie di autocelebrazione: consapevolmente o meno, si decide di non sottolineare troppo una parte delle origini degli abitati lagunari, ovvero quelle che legavano a doppio filo Rialto e gli altri insediamenti della laguna con il regno longobardo (prima) e carolingio (dopo).

L'intuizione della direzione dei lavori nell’associare la presenza degli archeologi e lo studio stratigrafico delle murature durante le operazioni di controllo e rinforzo dei paramenti murari, è stata vincente. È stato, infatti, possibile raccogliere dettagliato materiale che ci descrive come l'abside nella cappella del Diaconicon e la stessa abside maggiore siano coeve, e con ogni probabilità siano fondate nel IX secolo. La tecnica edilizia, le malte e i leganti, i materiali scavati nelle fosse di fondazione all'interno dell’edificio e i rapporti stratigrafici con le strutture a cui si addossano i mosaici datati all’XI secolo parlano chiaro. Le datazioni al C14 ci permetteranno di avere un'ulteriore conferma alle nostre ipotesi. Per la prima volta si sono ritrovati elementi concordi che permettono, in maniera piuttosto definitiva, di affermare con certezza che la pianta attuale della chiesa sia in massima parte databile ad un periodo cronologico preciso, ovvero ad una fase che per molti anni è sfuggita nella sua definizione a storici dell'arte e archeologi.

affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta
Affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Per definire lo “stile” della chiesa in passato è stato coniato un termine, che l'edificio ha condiviso con la basilica di San Marco: stile “Veneto-Bizantino”. Un luogo di culto che, dunque, fin dalle sue origini tradirebbe una forte connotazione orientale e un’adesione a canoni stilistici e artistici di tipo bizantino. Questo è ciò che impariamo dalla storia ufficiale di Venezia, quella scritta sui libri paludati del passato e mediata dalle cronache storiche celebrative, scritte proprio dalla Serenissima stessa, che ha sempre individuato in Bisanzio l’archetipo su cui modellare le proprie gloriose origini. L'archeologia ha da tempo messo in crisi questo modello raccontandoci come le origini dell'insediamento siano più complesse e profondamente legate alle trasformazioni ambientali e territoriali della costa tardo romana del Veneto (lo spostamento della linea di costa e la variazione della navigabilità dei fiumi) e allo sviluppo e ripresa dei mercati e delle relazioni commerciali con il sud del Mediterraneo prima (Alessandria) e l'oriente (Bisanzio/Costantinopoli) dopo. Ancora una volta le pieghe degli strati archeologici e i vecchi materiali edilizi ci insegnano una storia fatta di complessità, dove molti elementi si intrecciano, portando con sé esperienze culturali che vengono da lontano e che in laguna, luogo di incontro e mediazione grazie all’acqua, si rigenerano e reinventano.

Le news di Ca’ Foscari: news.unive.it

Immagini, video e testo sugli affreschi dalla Basilica di Santa Maria Assunta di Torcello dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia

 

PATRIARCATO DI VENEZIA

Chiesa Rettoria di Santa Maria Assunta - Torcello

Lavori per l’intervento conservativo sui prospetti esterni e interni dell’abside centrale e dell’abside del diaconicon

Prima dei mosaici

dai restauri nella basilica di Torcello emergono frammenti di affreschi del IX secolo,

i più antichi in area veneziana

affreschi Torcello Basilica di Santa Maria Assunta
Affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello

Nel corso dei restauri conservativi delle murature e dei mosaici delle absidi, centrale e del diaconicon, della basilica di Santa Maria Assunta di Torcello sono emersi eccezionali frammenti di antichi affreschi che decoravano la chiesa tra IX e X secolo, prima della decorazione a mosaico.

Grazie allintervento conservativo sulle superfici musive e all’attento lavoro di consolidazione delle murature - affiancato ad uno studio sulla qualità edilizia, sulla stratigrafia archeologica degli elevati e sulla caratterizzazione di malte e intonaci – è stato possibile consolidare gli alzati dell’antica basilica e, allo stesso tempo, raccogliere dati inediti, eccezionali dal punto di vista storico e artistico, per la conoscenza di uno dei monumenti alto-medievali più importanti del Mediterraneo.

Gli affreschi, conservati in alto verso il tetto, al di sopra delle volte e coperti da uno strato di macerie fin dal Medioevo, non sono mai stati visti né studiati fino ad oggi. Rappresentano un tassello fondamentale per la ricostruzione della storia artistica non solo della chiesa di Torcello, ma di tutto l’alto medioevo veneziano e adriatico.

È emerso un toccante pannello pittorico con storie della Vergine, dove appare una straordinariamente vivida rappresentazione di Maria e di un’ancella, mentre un secondo pannello pittorico, probabilmente relativo ad un ciclo parallelo, narra una delle vicende agiografiche di San Martino.

Le immagini dei Santi sono accompagnate da didascalie dipinte, con caratteri alto-medievali. Secondo archeologi ed epigrafisti dell’Università Ca’ Foscari Venezia che hanno collaborato alle attività, affreschi e didascalie ci permettono di ricostruire l'aspetto decorativo della chiesa prima che fosse ricoperta dai mosaici dell’XI secolo.

Lo stato di questi affreschi è in corso di studio e gli eventuali interventi di restauro saranno concordati con il personale della Soprintendenza.

Il restauro conservativo dei paramenti murari (così come già avvenuto per gli interventi sulla facciata principale negli scorsi anni con la rimessa in luce della muratura dell’antico battistero) sta permettendo agli archeologi e agli storici dell’arte di ridefinire la storia dell’edificio architettonico.

Un saggio di scavo, infatti, presso l’altare barocco del diaconicon, ha permesso di raccogliere importanti informazioni stratigrafiche circa la cronologia delle fasi edilizie dell’intero complesso basilicale. Nello stesso intervento sono stati individuati due eccezionali frammenti scolpiti, pertinenti ad una decorazione architettonica databile al IX secolo.

La lettura integrata dei dati raccolti durante i restauri, i nuovi affreschi, le analisi sulle murature e le letture archeologiche, sembrano suggerire che la forma e il volume della chiesa attuale siano da attribuire al IX secolo. In quegli anni, che coincidono con la costruzione a Venezia del Palazzo Ducale e della prima chiesa di San Marco, a Torcello si sarebbe (quasi) raddoppiato un antico edificio ecclesiastico del VII secolo, di cui finalmente oggi è possibile comprendere quale sia l’originale catino absidale. Questa nuova grande chiesa, inglobava la precedente, aggiungendo un percorso martiriale e processionale che passava dietro l’altare.

Le absidi di tale edificio erano decorate ad affresco, il pavimento a mosaico bianco e nero, ed erano presenti molte sculture (nel ciborio, nei cancelli, nei plutei, nel recinto presbiteriale): sembra leggersi un arredo liturgico di grande valore artistico, che ben si inserisce nella tradizione artistica adriatica di età carolingia.

I restauri conservativi stanno mettendo in luce come questa chiesa sia stata trasformata successivamente nell’XI secolo per permettere la nuova decorazione a mosaico, quella che ammiriamo ancora oggi, e che potremo ammirare ancora per lungo tempo grazie ai sapienti interventi di consolidamento e pulitura dei mosaici stessi. Gli interventi eseguiti negli anni Ottanta, infatti, hanno garantito un’ottima conservazione dei mosaici, tanto che oggi sono necessarie solo alcune puliture e consolidamenti rispetto a pochi sollevamenti.

I restauri sono finanziati da “Save Venice”, all'interno di un programma di messa in sicurezza dell'edificio ecclesiastico condiviso e discusso con il Patriarcato di Venezia.

Con il finanziamento di questo ambizioso e straordinario progetto, “Save Venice” celebra 50 anni di grandi interventi di restauro in città nei quali i luoghi di culto hanno rappresentato una grande parte. Edifici, capolavori quali l’Assunta del Tiziano, oggetti preziosi e documenti del passato hanno avuto vita grazie alla generosità e alla attenta scelta degli interventi dei donatori americani che in Torcello hanno individuato il luogo delle origini della laguna e che questa nuova scoperta riafferma inequivocabilmente. Il Patriarcato di Venezia è pertanto grato della collaborazione attenta, competente e magnanima di “Save Venice” e di tutti coloro che questa istituzione è riuscita a coinvolgere nella sua mission di conservare Venezia.

Un notevole esempio è stato la campagna “#AmericaLovesVenice” lanciata dalla Ambasciata d’Italia a Washington e “Save Venice” per dare un’ulteriore sostegno alla Basilica di Santa Maria Assunta a seguito dell’acqua alta del 2019.

I lavori di consolidamento a Torcello, sono uno dei cantieri più importanti che il Patriarcato di Venezia sta realizzando con l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la sua laguna; essi hanno un carattere di eccezionalità e rispondono alle necessità statiche delle murature e dell'apparato decorativo. Rientrano in un piano di interventi programmato che è stato accelerato dalle conseguenze dell'ultima grande acqua alta del 2019, che ha provocato danni ingenti in oltre 80 chiese veneziane, per le quali sono stati attivati altrettanti cantieri, grazie anche ai contributi offerti dallo Stato. Questi lavori permetteranno una lunga vita alle eccezionali opere d'arte in esse contenute.

Scheda Tecnica

Committenza, progetto, indagini e alta sorveglianza

Committente

Chiesa-Rettoria Santuario di S. Maria Assunta di Torcello

Rappresentante Legale: S.E. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia

Procuratore del R.L.: Rev.do Fabrizio Favaro, vicario episcopale per l’Amministrazione

Sorveglianza: Rev.do arch. Gianmatteo Caputo, Ufficio Beni Culturali ed Edilizia di Culto della Curia Patriarcale di Venezia

Progettazione Restauro Conservativo e strutturale

arch. Paolo Tocchi

Studio associato architetti Tocchi Paolo e Gualdi Silvia, Venezia.

Impresa Affidataria

Impresa Silvio Pierobon Srl

Restauro e consolidamento delle murature – categoria SOA OG2

Interventi sulle superfici di interesse storico ed artistico - categoria SOA OS2A Restauratori: Maestro Giovanni Cucco e Magdelena Stoyanova (Mosaici)

Giuseppe Tonini e Elisabetta Longega (elementi lapidei).

Indagini conoscitive e diagnostiche per il restauro.

Arcadia Ricerche Srl di Dott. Guido Driussi

Analisi Archeologiche degli alzati e dei depositi, analisi epigrafiche

dott. Diego Calaon con l’equipe: Martina Bergamo, Jacopo Paiano

Prof. Flavia de Rubeis

Università Ca’ Foscari di Venezia

Alta Sorveglianza - Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e la sua Laguna

arch. Emanuela Carpani - Soprintendente

arch. Maria Rosaria Gargiulo - Funzionario Architetto

dott. Massimo Dadà - Funzionario Archeologo

dott. Devis Valenti - Funzionario Storico dell’Arte

dott.sa Lucia Bassotto – Funzionario Restauratore

Ente finanziatore

Save Venice

attraverso i contributi di Jon e Barbara Landau; Howard e Roberta Ahmanson; VISA, The Manitou Fund con Nora McNeely Hurley Silo; GRoW @ Annenberg; Tina Walls; Italian Embassy in Washington DC’s #AmericaLovesVenice campaign; Casey Kohlberg con The Camalotte Foundation; Molly e David Borthwick; e altri donatori.

Importo lavori: Euro 877.981,99 oneri fiscali esclusi

Durata dei lavori: 365 giorni

 

Testo sugli affreschi della Basilica di Santa Maria Assunta a Torcello dal Patriarcato di Venezia


La storia genetica della popolazione dell’Umbria

La storia genetica della popolazione dell’Umbria, studio dei ricercatori degli Atenei di Perugia, Pavia e Firenze

Un nuovo articolo dal titolo “The mitogenome portrait of Umbria in Central Italy as depicted by contemporary inhabitants and pre-Roman remains” e pubblicato dall’autorevole rivista internazionale “Scientific Reports” ricostruisce per la prima volta la storia genetica della popolazione dell’Umbria. Dall’analisi del DNA di campioni antichi e moderni, i ricercatori delle Università di Perugia, Pavia e Firenze hanno evidenziato molteplici input genetici da parte di diverse popolazioni che nel tempo hanno plasmato il pool genico mitocondriale degli antichi Umbri, compresi flussi genici con l'Europa centrale.

genetica Umbria Umbri DNA antico genoma mitocondriale
Origine dei campioni Umbri analizzati e distribuzione delle principali linee genetiche mitocondriali identificate nei campioni antichi e moderni

Recenti studi di genetica di popolazione hanno evidenziato una straordinaria complessità del patrimonio genetico degli Italiani, molto maggiore di quella che si osserva nel resto d’Europa. In questo contesto i ricercatori hanno voluto affrontare uno studio a livello micro-geografico focalizzando l’attenzione, per la prima volta, sull’Umbria. Situata nel cuore dell’Italia, questa regione ha rappresentato fin dalla preistoria un punto nodale della comunicazione tra il mar Tirreno e il mare Adriatico. Seppur annoveri una delle più antiche popolazioni italiche di cui si abbia traccia, con una identità culturale forte e ben definita, quello degli Umbri rimane ancora un popolo sottovalutato, soprattutto se confrontato con i “vicini” Etruschi e Piceni.

Professori Hovirag Lancioni e Alessandro Achilli

La ricerca è frutto di una collaborazione tra gruppi di ricercatori, coordinati dai Professori Alessandro Achilli (Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “L. Spallanzani”, Università di Pavia) e Hovirag Lancioni (Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie, Università degli Studi di Perugia), a cui hanno contribuito anche genetisti dell’Università di Firenze, di Porto (Portogallo) e i genetisti forensi di Innsbruck (Austria). A sottolineare l’aspetto multidisciplinare della ricerca, va menzionato il prezioso apporto (sia in termini di materiale da analizzare che di conoscenze storiche) di esperti archeologi, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell'Umbria e il contributo degli studenti dell’Istituto Comprensivo Statale Foligno 5 (Perugia) e di tutti i volontari che hanno partecipato alla ricerca.

genetica Umbria Umbri DNA antico genoma mitocondriale
Alcuni reperti ossei rinvenuti nella necropoli di Plestia, Colfiorito, utilizzati per l’analisi del DNA antico

La Prof. Hovirag Lancioni sottolinea come “grazie all’Archeogenetica, una nuova disciplina che associa dati genetici a studi storici e preistorici, i ricercatori hanno messo a confronto i dati genetici di 545 volontari Umbri con quelli ottenuti da 19 reperti ossei umani rinvenuti nella necropoli pre-Romana di Plestia, Colfiorito, risalenti tra il IX e III secolo a. C.” La Dott.ssa Alessandra Modi aggiunge che “dall’analisi diacronica della variazione di sequenza di interi genomi mitocondriali è emerso il quadro genetico della popolazione umbra, come risultato di una lunga e complessa storia di migrazioni e mescolamenti favoriti dalla posizione geografica al centro della penisola Italiana.”

Dottori Irene Cardinali e Marco Rosario Capodiferro

La Dott.ssa Irene Cardinali riassume che i risultati ottenuti indicano che “alcune varianti mitocondriali sono state introdotte nella regione dagli antenati degli Umbri antichi e mantenute fino ai tempi nostri nelle aree più orientali, probabilmente per il loro isolamento geografico. Questi antenati ebbero origine da diverse popolazioni che in tempi diversi raggiunsero l'Umbria a partire dai primi agricoltori neolitici che si diffusero attraverso il Mediterraneo.” Inoltre, precisa il Dott. Marco Rosario Capodiferro, “le successive connessioni risalenti all’età del Bronzo e periodi medievali con gli europei centro-orientali, probabilmente includendo anche alcuni gruppi di nomadi (Yamnaya) dalle steppe pontico-caspiche sono a sostegno dell'ipotesi di un input genetico da nord-est fin da tempi antichi, come confermato anche dall'origine indoeuropea della lingua degli antichi Umbri”.

Conclude il Prof. Alessandro Achilli, dicendo che “il lavoro dimostra ancora una volta come il genoma mitocondriale sia uno strumento indispensabile per analizzare tracce genetiche e riscoprire eventi storici e preistorici che rimarrebbero altrimenti sconosciuti. In particolare, questi risultati genetici rappresentano un primo passo verso la ricostruzione della storia genetica della popolazione dell’Umbria e dei complessi rapporti di interscambio con le popolazioni confinanti (come gli Etruschi e i Piceni prima, e i Romani poi), ma anche con quelle più lontane. Più in generale questo approccio multidisciplinare basato su dati archeologici, storici e genetici rappresenta uno strumento indispensabile per la conoscenza del nostro patrimonio storico-culturale e quindi per la valorizzazione del nostro territorio.”

Alcuni tra gli autori principali delle Università di Perugia e Pavia coinvolti nel lavoro, da sinistra: Hovirag Lancioni, Irene Cardinali, Marco Rosario Capodiferro, Alessandro Achilli

“The mitogenome portrait of Umbria in Central Italy as depicted by contemporary inhabitants and pre-Roman remains”, di Alessandra Modi#, Hovirag Lancioni#, Irene Cardinali#, Marco R. Capodiferro#, Nicola Rambaldi Migliore, Abir Hussein, Christina Strobl, Martin Bodner, Lisa Schnaller, Catarina Xavier, Ermanno Rizzi, Laura Bonomi Ponzi, Stefania Vai, Alessandro Raveane, Bruno Cavadas, Ornella Semino, Antonio Torroni, Anna Olivieri, Martina Lari, Luisa Pereira, Walther Parson, David Caramelli, Alessandro Achilli è pubblicato sulla rivista Scientific Reports 10:10700. doi.org/10.1038/s41598-020-67445-0 www.nature.com/scientificreportsEqual contribution

 

Testo e foto sullo studio della storia genetica della popolazione dell'Umbria dall'Ufficio Stampa dell'Università degli Studi di Perugia


La Cultura di Golasecca: un ponte tra Mediterraneo e mondo celtico

Un territorio ricco di laghi e fiumi, corsi d'acqua che consentono di percorre lunghi tragitti, di trasportare merci e persone, oltre che di garantirne la sussistenza. Un territorio così, come possiamo facilmente immaginare, era sicuramente considerato appetibile fin dai tempi più remoti.

Per ciò che concerne il territorio varesino la presenza dell'uomo è attestata fin dal Paleolitico e numerosissime sono le testimonianze raccolte nell'area che ad oggi consentono di seguire una linea di racconto continuativo fino alla romanizzazione.

Le fonti antiche non tramandano un nome nazionale per le genti che, a più riprese, abitarono la Lombardia occidentale. Del resto è cosa nota come non sia mai stato proprio della cultura mitteleuropea unirsi sotto un unico comando e come, pur legate da una matrice culturale comune, le genti d'oltralpe non furono mai un sol popolo.

Di queste tribù, calate dalle Alpi e in diversi momenti stanziatesi in area cisalpina abbiamo informazioni materiali numerose, che trovano appoggio in fonti scritte di età posteriore. Già Tito Livio, ad esempio, narrava di un'ondata gallica “Prisco Tarquinio Romae regnante”, ma certamente dobbiamo far risalire la celtizzazione del territorio anteriormente agli inizi del VI sec. a.C.

Fenomeni culturali e relative culture materiali possono essere seguiti in un percorso lineare dal Baltico al Mediterraneo e il territorio varesino, fertile terreno per sovrapposizioni e stratificazioni culturali, diventa così il nodo di collegamento tra mondo transalpino e culture meridionali.

Già nell'XI sec. a.C. parte della Lombardia occidentale, del Piemonte orientale e del Canton Ticino furono abitate da popolazioni di matrice celtica, le cui manifestazioni culturali sono identificate con il nome di Cultura di Golasecca, dal nome della cittadina nelle vicinanze dell'aeroporto Malpensa dove furono rinvenute le prime significative e numerose testimonianze.

Cultura di Golasecca
Vaso ad anatrelle, Cultura di Golasecca, Museo della Preistoria di Milano. Foto di Francesco Bini, CC BY 3.0

Le origini di queste genti sembrano risalire all'età del Bronzo (XIII sec. a.C.) e sarebbero rimaste per lungo tempo aperte all'assorbimento di elementi culturali vari, mediterranei e mitteleuropei: è su questa base, difatti, che si innesta probabilmente l'ondata celtica del VI sec. e, più tardi, la romanizzazione.

Caratteri di continuità sono rintracciabili nell'area del Lago Maggiore, nell'area della Malpensa, di Castelletto Ticino, Sesto Calende, Golasecca, Como, e Canton Ticino: comune denominatore le vie d'acqua (di cui il Ticino è il grande protagonista) che furono cerniera per unire l'Oltralpe con il Po, l'Adriatico e infine il Mediterraneo.

Le principali reti di traffico comprendevano materie prime che viaggiavano da nord verso sud (metalli, in particolare stagno, ambra) e beni commestibili da sud verso nord (olio, cereali, vino).

Le nostre conoscenze della cultura celtica di Golasecca si basano soprattutto sul ritrovamento di sepolture, raggruppate in necropoli, e dei relativi corredi. Il rito era quello della cremazione, la modalità di sepoltura a “pozzetto”, a fossa o a cassa litica: in ciascuna di queste forme ricorre la presenza di uno scavo nel terreno, rivestito di ciottoli o coperto con lastra litica dove era deposta l'urna biconica contenente le ceneri del defunto e il corredo di accompagnamento.

Supponiamo una distinzione di ruoli sociali in base alla tipologia di oggetti rinvenuta: sicuramente importante era la posizione di coloro che erano deposti con le loro armi e vasellame bronzeo.

Elmo e schinieri di bronzo dalla tomba del guerriero di Sesto Calende, Cultura di Golasecca, Museo della Preistoria di Milano. Foto di Francesco Bini, CC BY 3.0

Per ciò che concerne la produzione ceramica, questa risulta costituita da vasellame modellato a mano (dal VI sec. a.C. al tornio lento) decorata con motivi geometrici standardizzati e ripetuti: il motivo decorativo tipico è il cosiddetto “dente di lupo”, costituito da una serie di triangoli riempiti a tratteggio.

Non mancano però testimonianze di contatto culturale con altre realtà coeve: motivi decorativi tratti dal repertorio orientalizzante etrusco e riadattati al modo locale, così come è stata evidenziata la presenza di oggetti di importazione dallo stesso ambito etrusco, ma anche magnogreco, piceno, veneto, villanoviano e hallstattiano, in una combinazione molto complessa di culture che si innestano sullo strato locale.

Urna cineraria da Varallo Pombia, Cultura di Golasecca, Museo della Preistoria di Milano. Foto di Francesco Bini, CC BY 3.0

Feste e incontri di culture dell'Età del Bronzo a Roca Vecchia in Salento

6 Dicembre 2015
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Roca Vecchia (anche Rocavecchia o semplicemente Roca) è oggi un affermato centro turistico sulla costa salentina. L'area è però ricchissima di storia, una storia che giunge fino all'Età del Bronzo, quando Roca era un (piccolo ma molto significativo) insediamento monumentale fortificato.
Oggi come allora, sembra che la condivisione del cibo e di alcolici abbia giocato un ruolo fondamentale da un punto di vista sociale e per l'interazione umana, e su una scala che supera di molto i confini locali.
Un nuovo studio ha esaminato le interazioni tra le società del mondo Egeo e del Mediterraneo centrale durante l'Età del Bronzo, delle quali si rivaluta l'importanza. Proprio Roca sarebbe un caso assai rilevante in tal senso: mentre di solito le prove di tali feste per il passato riguardano solo comunità locali, il centro salentino costituirebbe la dimostrazione di una serie di eventi pubblici e festeggiamenti su una scala molto più ampia. Persone provenienti da regioni e culture diverse si sarebbero qui incontrate: a beneficiarne sarebbe stata pure la stessa comunità locale, mentre la circolazione di metalli e ceramiche aumentava con l'aumento delle interazioni tra culture del Mediterraneo orientale ed occidentale.
Le relazioni con la Grecia minoica e micenea daterebbero a partire dal 1400 a. C. circa, mentre le prove dei festeggiamenti si collocherebbero attorno al 1200 a. C. Il nuovo studio poggia pure su un recente studio, pubblicato sulla Rivista di Scienze Preistoriche (2008), che aveva interpretato i resti archeologici come risultato di festeggiamenti su larga scala da parte di persone con culture differenti.
Roca Vecchia è una delle marine di Melendugno, a pochi km da Lecce, e situata tra San Foca e Torre dell'Orso.
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