call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Una call internazionale per 13 nuovi direttori di Musei e Parchi italiani

IL MINISTRO FRANCESCHINI CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA ED ESPONE LA CALL INTERNAZIONALE PER I 13 NUOVI DIRETTORI DEI MUSEI ITALIANI.

Il ministro della Cultura Dario Franceschini, il 29 gennaio 2020, ha risposto ad alcune delle più frequenti domande che tormentano il mondo della cultura italiano e non solo. Lo ha fatto durante una conferenza stampa tenutasi presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, convocata in occasione della presentazione dei bandi internazionali per la selezione dei nuovi direttori dei Musei e Parchi archeologici statali.


La call prevede una selezione internazionale per il conferimento dell’incarico di direttore per tredici istituti culturali statali, ora dotati di autonomia, attraverso la procedura di selezione pubblica on line sul sito del Mibact (http://www.beniculturali.it/museitaliani).
“Grazie a questo nuovo bando tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano – dichiara il ministro Franceschini – avranno un direttore selezionato tra i massimi esperti nazionali e internazionali. Come nelle precedenti edizioni, i nuovi direttori saranno valutati da una commissione composta da esperti di chiara fama ed elevato livello scientifico. Ancora un passo avanti nel percorso di innovazione e modernizzazione del sistema museale nazionale. I dati registrati negli ultimi anni parlano chiaro: l’incrocio tra autonomia e qualità dei direttori si è dimostrato un mix vincente per i musei e per lo sviluppo dei territori”.

Questo l’elenco degli istituti per il quali il Ministero cerca un direttore:

  • Galleria Borghese di Roma;
  • Museo Nazionale Romano;
  • Vittoriano e Palazzo Venezia;
  • Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli;
  • Galleria Nazionale delle Marche di Urbino;
  • Museo Archeologico Nazionale di Cagliari;
  • Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila;
  • Museo Nazionale di Matera;
  • Palazzo Ducale di Mantova;
  • Palazzo Reale di Napoli;
  • Parco Archeologico di Ostia antica;
  • Parco Archeologico di Sibari;
  • Pinacoteca Nazionale di Bologna.

Il ministro spiega come si sia manifestato un grande cambiamento dal 2014, dall’avvio della riforma del sistema museale italiano, un sistema che presenta una ricchezza sconfinata di collezioni, di musei e di parchi archeologici dello Stato, i quali seppur ben tutelati dalla legislazione italiana, dalle soprintendenze e dall’opera del Ministero, non sono stati tuttavia accompagnati da un’altrettanto efficace azione dal punto di vista della valorizzazione. Prima della riforma del 2014, i musei italiani non erano dotati di un direttore con un ruolo da dirigente, erano uffici delle soprintendenze diretti da un funzionario gerarchicamente dipendente dal soprintendente che si occupava allo stesso tempo sia di valorizzazione che di gestione del museo che di tutela del territorio. I musei non avevano autonomia, non avevano comitati scientifici, non avevano posti d’amministrazione, non avevano un’identità giuridica, né un bilancio autonomo.
In seguito all’attuazione della riforma sono stati creati trentadue musei autonomi - sostiene il ministro - con un bilancio proprio, un comitato scientifico, un consiglio e un direttore scelto attraverso una procedura di selezione internazionale.
I musei dello Stato sono soggetti a determinate regole di selezione del personale, ma è stata introdotta la possibilità di assumere, entro una soglia di spesa prefissata, dei curatori con specifici contratti di consulenza così da avvicinare i musei italiani agli standard internazionali.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Franceschini si dice orgoglioso per il lavoro di promozione sul sistema museale e soprattutto per la crescita dei cosiddetti “musei minori”.
“Aver investito sui musei italiani e sulla riforma, aver scelto i direttori giusti in base alle loro professionalità - italiani e non italiani hanno fatto un lavoro straordinario - e aver rafforzato la promozione sta portando a una crescita diffusa su tutto il territorio nazionale; non solo i grandi musei ma anche quelli meno conosciuti che vedono un numero di visitatori sempre crescente.”

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

Per quanto riguarda invece le “Domeniche al museo” Franceschini conferma la sua intenzione di proseguire in questa direzione: “A qualche anno dalla riforma dei musei i risultati straordinari si vedono sempre di più grazie al lavoro dei direttori e di tutto il personale. Più incassi vogliono dire più risorse per tutela e ricerca, servizi museali. Andremo avanti sul percorso dell’innovazione”.
“I visitatori dei musei italiani sono stranieri ma anche italiani, anzi, il fenomeno delle domeniche gratuite ha avvicinato molto gli italiani alla visita dei musei delle proprie città”. Questo sistema di promozione, secondo Franceschini, avrebbe portato a far acquisire al Paese la consapevolezza del suo straordinario patrimonio.

call internazionale Dario Franceschini musei italiani

 

Sono inoltre in fase avanzata i lavori per la realizzazione della fermata della metropolitana di Piazza Venezia che consentirà, sul modello di altre esperienze internazionali e di altre fermate della metropolitana di Roma arricchite da reperti archeologici, l’accesso diretto al Museo di Palazzo Venezia e al Vittoriano.

Intanto il turismo con la Cina prosegue; “non è stata annullata nessuna iniziativa, saranno le autorità competenti a valutare le implicazioni che derivano dall’emergenza sanitaria. È probabile che ci sarà un problema di flussi da entrambe le direzioni. Noi ci occupiamo essenzialmente del turismo in entrata, sosteniamo certo il turismo in uscita ma è chiaro che ci sarà un cambiamento di flussi del turismo cinese in entrata a causa delle restrizioni che ci sono in questo momento”, dichiara il ministro.

 

La sede distaccata del MAXXI a L’Aquila a Palazzo Ardinghelli è stata invece un’idea importata da altri paesi, che hanno sedi distaccate dei loro musei maggiori; nel capoluogo abruzzese, dopo il trauma del grande terremoto avvenuto nel 2009, sono stati effettuati interventi importanti, grazie anche ad un contributo economico del Governo della Federazione Russa che ha finanziato proprio il recupero del Palazzo adibito a futura sede della filiale del MAXXI - il museo destinato alle arti del XXI secolo; la scelta delle opere sarà effettuata dal MAXXI stesso e i lavori sono praticamente completati; si sta quindi ragionando sulla data di inaugurazione, prevista per i primi mesi del 2020.

 

L’idea della capitale italiana della cultura è nata - racconta Franceschini - durante la medesima competizione tra le città italiane per la capitale europea; “in quell’occasione la competizione tra le sei città italiane finaliste è stata virtuosissima, spingendo a identità locale e progettazione, a mettere insieme pubblico e privato, al pensare la città complessivamente; si è pensato dunque di replicare il programma in ambito italiano. L’Italia è il luogo delle cento città d’arte e dei borghi dunque perché non estendere questa competizione anche alle capitali italiane della cultura?”
Quest’anno le domande pervenute per l’edizione del 2021 sono ben quarantaquattro tra città e piccoli borghi e si prevede un successo crescente dell’iniziativa.

 

Sbilanciandosi invece sul destino della collezione Torlonia, Franceschini svela che l’intesa firmata con gli eredi Torlonia prevede non solo la gestione della mostra, che partirà tra marzo e aprile 2020, ma anche l’individuazione di un luogo, a Roma, che possa diventare la sede permanente di questa incredibile raccolta; il ministro sta attualmente visionando degli immobili per una eventuale sede che naturalmente dovrà essere, sia per dimensioni che per prestigio, adeguata a quella che è una collezione straordinaria.

 

Il ministro conclude la conferenza con la questione delle barriere a fontana di Trevi, sostenendo che il problema della pressione turistica nei luoghi della cultura più famosi del mondo continua ad essere annoso; questi luoghi non possono contenere un numero illimitato di persone perché esiste un problema di fragilità del patrimonio oltre che un problema di sicurezza dei visitatori; l’intenzione di queste barriere è di certo quella di allentare e rallentare la pressione turistica ma - secondo il ministro - non sembra plausibile pagare un biglietto per entrare in una piazza pubblica. Dice invece sì a delle misure tecnologiche e non invasive per il conteggio degli accessi o per fermare i flussi in entrata finché non si avrà un deflusso in uscita. Sistemi che alcune città e alcuni musei dovranno necessariamente adottare nei luoghi e nei comuni con maggiore pressione turistica.


Giò Ponti

Della vita dentro l'architettura di Giò Ponti

Giò PontiGiò PontiIntellettuale poliedrico, Giò Ponti sembra interpretare nel XX secolo una variante moderna dell’uomo rinascimentale. Promotore del design made in Italy e anticipatore di una sensibilità contemporanea riguardo gli ambiti del “vivere” e dell’“abitare”, Ponti porta in sé tutti i tratti della cultura italiana del ‘900, riuscendo, allo stesso tempo, a distaccarsene nettamente. La mostra Giò Ponti - Amare l’architettura, visitabile preso il MAXXI di Roma dal 27 Novembre 2019 al 13 Aprile 2020, propone per la prima volta, dopo quarant’anni dalla sua morte, un viaggio esaustivo all’interno della mente di un creativo, il quale toccò, durante la sua lunga attività professionale, tutte le scale della progettazione, dal cucchiaio al grattacielo.

Homo ludens, Ponti non rinunciò mai alla dimensione ludica nel progetto e nell’approccio ai materiali e alla natura e fece del perseguire la bellezza delle forme il suo principio di vita, nel rispetto del gusto e del buon vivere.

Giò PontiL’architettura è un cristallo”, uno dei più noti aforismi di Ponti, nonché una sezione del percorso mostra, esprime l’idea della forma finita, assoluta e pura dell’architettura e trova riscontro in ognuno degli oggetti esposti. Dallo schizzo d’autore al sistema di pannelli autoportanti in metallo e laminato colorato, che sostengono i disegni, le fotografie e i modelli dell’architetto, tutto rimanda alla visione spaziale di Ponti, soprattutto grazie al sapiente allestimento di cui ci parla Silvia La Pergola (Architetto museale presso il MAXXI di Roma).

Giò Ponti

 

Quello che spesso succede in alcune mostre di architettura, dove il percorso risulta spesso didascalico e l’allestimento simile al layout di un libro, ci spiega l’architetto La Pergola, è stato qui ribaltato nel tentativo di lasciare al visitatore lo spazio per relazionarsi anacronisticamente all’opera dell’architetto, quasi come in una mostra di un artista. Nulla è lasciato al caso: le pareti discontinue, le forme cristalline, il “verde caraibi” e “il blu mediterraneo”. Dio è nel dettaglio e nel dettaglio c’è il talento. Quella che ci viene raccontata al MAXXI in questi giorni dall’apertura della mostra è la storia di un gesamtkunstler – letteralmente artista totale – che sviluppò la propria idea di abitazione “esatta” ricamandola sulla vita dell’uomo come lo conosceva, ricercando nella meccanizzazione non solo la tecnica, ma anche l’energia per dar vita ai suoi edifici.

Giò PontiTutte le foto sono di Sveva Ventre


Maria Lai tenendo per mano il sole fiaba cucita MAXXI

Maria Lai: una fiaba tessuta "tenendo per mano il sole"

Galleria 3, MAXXI – Roma. Si celebra qui il centenario della nascita di Maria Lai con la mostra Tenendo per mano il sole, interamente dedicata alle opere dell’artista realizzate dagli anni ’60 dello scorso millennio ai primi anni duemila.

Lo spazio espositivo è a prova di eco; un’immensa distesa di bianco in cui l’arte ci tiene per mano, in cui l’arte è guida e voce narrante. Nella sala una serie di spazi si susseguono senza la necessità di percorrerli secondo un filo crono-logico. Proprio il filo, come elemento tangibile e concreto nella sua dimensione fisica, diviene principio e fine della mostra.

Maria Lai tenendo per mano il sole fiaba cucita MAXXILa tecnica utilizzata da Maria Lai è la tessitura: cucita, tratteggiata, ricamata o lievemente accennata. Questa procedura millenaria tesse la trama di una storia che affonda le sue radici nella Sardegna montuosa, quella contadina e rurale da cui Maria Lai si allontana e verso la quale avverte una condizione di doppia estraneità: come sarda e come donna. L’arte come pedagogia è dunque la visione che più si adatta a semantizzare il percorso della mostra.

L’allestimento si articola in un primo ambiente informativo dove tramite una linea del tempo si ripercorrono le tappe fondamentali della vita di Maria Lai. Il corridoio conduce lo spettatore in uno spazio in cui da subito si evince la celebrazione del libro; il quale è fiaba, rinascita e forza motrice. Affascinante è lo strabordare dei fili che, quasi senza peso, amano stare qua e là attorno al libro, simili nella forma alle reti dei pescatori. La mano dell’artista affonda l’ago per poi risalire con un tratto di filo; questo gesto, ripetuto, è la creazione di uno spazio vitale su cui vibrano emozioni, pensieri ed esperienze.

Tenendo per mano il sole è il primo esempio di fiaba cucita, in cui l’artista tesse i passi del cammino per raggiungere il sole dalle tenebre come metafora di salvezza. Seguono la serie di tappeti, giochi d’artista e le carte geografiche su stoffa e foglio acetato.

Maria Lai tenendo per mano il sole fiaba cucita MAXXIL’ultima sezione L’arte ci prende per mano. Incontrare e partecipare insiste sugli interventi pubblici e sulle azioni partecipative. Teli bianchi pendono dal soffitto a mo’ di stendarti, troppo in alto per passare inosservati, troppo grandi per non essere leggibili. Lo spazio sembra lievitato improvvisamente come a catapultare il visitatore in una realtà esterna.

Ulassai è lo scenario in cui i teli dovrebbero essere immaginati dall’osservatore; svolazzanti dalle finestre e dai balconi delle case quasi a scendere fino a terra ed essere intrattenimento per i bambini. Si tratta in fin dei conti di un espediente didattico, di un foglio bianco dai margini sconfinati in cui frasi e parole si adagiano con rispetto all’interno delle righe. Può che non essere Maria Lai la miglior tessitrice di fiabe per un pubblico ancora bisognoso di magia?

Maria Lai tenendo per mano il sole fiaba cucita MAXXITutte le foto sono di Valerio Bellavia


Al Museo dei Fori Imperiali la mostra NEW DESIGN 2019

Il 6 e 7 il novembre 2019 i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali ospiteranno la mostra “NEW DESIGN 2019. La creatività nell’istruzione artistica italiana”, legata al concorso nazionale ideato per celebrare la nuova identità del Liceo Artistico, luogo di manualità colta e di eccellenze.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita Culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del Sistema Nazionale di Istruzione, che la sostiene, è organizzata dal Liceo Artistico Statale “Enzo Rossi” di Roma, con il supporto della Rete Nazionale dei Licei Artistici. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

La manifestazione verrà inaugurata il 5 novembre presso l’Auditorium dell’Hotel Parco Tirreno.  

La mostra esporrà le 86 opere finaliste provenienti da 55 licei italiani, guidando i visitatori alla scoperta della creatività e originalità dei lavori delle studentesse e degli studenti dell’ultimo triennio di studi, chiamati a confrontarsi sul tema: “Da Cosa Nasce Cosa, forma e funzione del passato nell’ottica del presente”, sollecitazione che li ha visti impegnati in un’esperienza di progettazione capace di portarli ad acquisire la consapevolezza delle radici della storia del design.

Questo progetto testimonia come le scuole artistiche in Italia abbiano sempre dimostrato una grande capacità di cambiamento, trasformandosi da luoghi di insegnamento/apprendimento di tecniche finalizzate in veri e propri laboratori di ricerca e di valorizzazione dei più svariati linguaggi espressivi.

L’allestimento espositivo nei suggestivi spazi della Grande Aula dei Mercati di Traiano non è casuale: esso costituisce infatti il punto di arrivo di un percorso condiviso, iniziato con la realizzazione del plastico del sito medievale di Cencelle, proseguito con lo svolgimento di progetti di Alternanza Scuola Lavoro e culminato nel 2016 nella mostra celebrativa dei 50 anni dell’Istituto “Arte in Cattedra nei Mercati di Traiano”.

La manifestazione “New Design 2019” rappresenta dunque un evento espositivo particolare, rivolto alla valorizzazione del museo e della scuola come luoghi privilegiati di formazione e di cultura.

Alle 55 scuole finaliste del concorso è stato assegnato il riconoscimento di un soggiorno premio a Roma per uno studente e un docente accompagnatore in rappresentanza dell’istituto partecipante.

Ai primi tre classificati, selezionati dal Comitato Tecnico-Scientifico istituito dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, verranno invece assegnate un’opera artistica originale prodotta dalla sezione vetraria del Liceo Artistico Statale Enzo Rossi e una Menzione Speciale. La premiazione verrà svolta il 7 novembre, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso il MAXXI, il Museo delle Arti del XXI secolo.

Il Comitato Tecnico-Scientifico è composto da: Flaminia Giorda (Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale d’istruzione), Marina Bonavia (architetto); Rolando Meconi (membro Nucleo di valutazione dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone), Daniela Ricci (Flower Designer), Roberto Borchia (docente e web designer), Francesco Branca (dirigente Miur); Paolo Tamborrini (Architettura e Design, Politecnico di Torino), Giacomo Molitierno (dirigente Miur); Alessandro Pedron (architetto), Rocco Fiano (Ateneo Veneto), Mariagrazia Dardanelli (presidente onorario ReNaLiArt, Rete Nazionale dei Licei Artistici Italiani).


Lazio Cammini della Spiritualità arte contemporanea

Arte contemporanea sui Cammini del Lazio

Oggi al MAXXI sono stati presentati i 7 progetti vincitori del bando ARTE SUI CAMMINI che porteranno installazioni e sculture sui cammini della spiritualità del Lazio

REGIONE LAZIO: ARTE SUI CAMMINI

 

Presentati i 7 progetti di arte contemporanea per la valorizzazione

dei Cammini della Spiritualità che saranno completati entro l’estate 2019

La Regione Lazio, importante crocevia di itinerari storici e religiosi, ha avviato nel 2017 un progetto per la realizzazione e l’installazione di opere d’arte contemporanea lungo i Cammini della spiritualità che attraversano il suo territorio, andando così ad arricchire il lavoro di valorizzazione e fruizione dei diversi percorsi avviato negli scorsi anni.

L’iniziativa ha coinvolto il mondo degli artisti e degli operatori del settore, chiamati a misurarsi con i valori storici e spirituali dei Cammini per realizzare una serie di produzioni artistiche in grado di interagire armoniosamente con il paesaggio naturale e urbano dei 4 cammini regionali: la Via Francigena nel nord, dal confine con la Toscana a Roma; la Via Francigena nel sud, da Roma a Minturno e a Cassino, ai confini con la Campania e il Molise; il Cammino di Francesco, dall'Umbria a Roma attraverso la Valle Santa reatina e il Cammino di Benedetto che attraversa il Lazio interno dal territorio di Leonessa a Montecassino.

7 progetti vincitori sono stati scelti tra i 35 partecipanti all’Avviso pubblico e sono stati finanziati dalla Regione Lazio con un importo massimo di 150 mila euro. La selezione è stata effettuata da un’apposita commissione in cui Bartolomeo Pietromarchi, Direttore MAXXI Arte, ha ricoperto il ruolo di esperto esterno.

Grazie al lavoro degli artisti e in uno spirito di collaborazione tra pubblico e privato, entro l’estate del 2019 saranno realizzate opere di scultura, land artstreet art, installazioni sonore e interattive che favoriranno un rapporto diretto con il paesaggio, anche nella sua dimensione più spirituale.

CULTURA: ZINGARETTI, CAMMINI FEDE IMPORTANTI PER TERRITORIO

(ANSA) - ROMA, 7 NOV - "Siamo a un importantissimo giro di boa di un percorso culturale e amministrativo per arricchire l'offerta culturale dei nostri territori. L'assegnazione del bando, ci tengo molto, è figlia della pianificazione amministrativa. Noi abbiamo fatto una scelta di campo per individuare la valorizzazione di alcuni asset di sviluppo, e questo è legato ai cammini di fede". Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, presentando i vincitori del bando per l'installazione di opere d'arte contemporanea lungo i cammini di fede.

"Vogliamo accendere dei fari per valorizzare il nostro patrimonio - ha aggiunto - quello di una regione talmente ricca di beni culturali da dimenticarsi a volte delle sue potenzialità. I cammini di fede, in particolare, sono importantissimi per il nostro territorio: i pellegrinaggi non sono importanti solo per la meta ma perché il viaggiatore si 'forma' nell'incontro con l'altro. Da qui l'idea di collocare opere contemporanee, su tracciati che noi vogliamo rilanciare. È, credo, un unicum del pianeta - ha concluso Zingaretti - non ci sono altri interventi di questo tipo che coniugano la fede e la forza dell'arte di oggi". (ANSA).

Questi i progetti vincitori:

 

Cammino di Benedetto

 

VIA DEI CANTI

Tre opere scultoreo-musicali adattive Foce, Aquiloni, Terra e Cielo 

di LAURA BIANCHINI e LICIA GALIZIA

Realizzazione a cura di: Centro Ricerche Musicali – CRM di Roma

Trevi nel Lazio (FR)

Incastonate in tre diversi luoghi del centro storico, le opere ridisegnano lo spazio pubblico in maniera visiva e acustica. La scelta dei siti è stata dettata dall'analisi della vita del borgo e dalle suggestioni dell'artista Laura Bianchini (compositrice), originaria di Trevi nel Lazio, in collaborazione con Licia Galizia(artista visiva). Le forme e i materiali delle tre opere permanenti scaturiscono non solo da un pensiero rispettoso del paesaggio, ma anche da un approccio innovativo nell’impiego di complesse tecnologie, sensori, software, sistemi di diffusione audio (Planofoni®) che animano le opere rendendole interattive e adattive.

La prima, Foce, interviene su una fontana già esistente e richiama le sorgenti naturali e la nascita dell’Aniene; la seconda, Aquiloni, dal nome del vento locale che emette un suono peculiare, sarà appesa sul soffitto ligneo ad arco di una zona di passaggio, mentre Terra e cielo, situata nel punto più alto e panoramico del paese, alle spalle del Castello Caetani, sarà una sintesi tra la dura vita dei contadini di montagna e la levità del cielo.

 

Via Francigena del Nord

LO SPAZIO DEL CIELO      

di ALFREDO PIRRI, ELENA MAZZI, TEODOSIO MAGNONI, MATTEO NASINI

Realizzazione a cura di: Società Cooperativa Culture

Viterbo, Vetralla, Caprarola e Sutri (VT)

Lo spazio del cielo: Lanterna termale, Alfredo Pirri

Il titolo deriva dalla radice del termine contemplazione ovvero dal latino cum templum: “nel mezzo dello spazio del cielo”, lo spazio tracciato dagli antichi aùguri per trarre presagi dal volo e che quindi rappresenta la geografia sacra del paesaggio.

Lo spazio del cielo: Lanterna termale. Alfredo Pirri

Le 4 opere che compongono il progetto, curato da Marco Trulli/Cantieri d'Arte, saranno realizzate lungo un percorso ad anello e rappresenteranno altrettanti punti di riferimento simbolici in grado di illuminare il percorso come lanterne (con Alfredo Pirri all’Ex Terme INPS di Viterbo), risuonare nel paesaggio (Matteo Nasini nella riserva naturale del Lago di Vico), orientare il passo (Teodosio Magnoni nel parco archeologico di Sutri) e riflettere sul palinsesto di stratificazioni geologiche e sociali del territorio (Elena Mazzi nell’area del Fossato Callo di Vetralla) per interrompere la temporalità ordinaria ed aprire un varco ad una dimensione contemplativa, di comprensione e osservazione del paesaggio.

 

THREE GATES OF INPERFECTION

di DAVIDE DORMINO, GOLDSCHMIED & CHIARI, GIANCARLO NERI, ANGELO CRICCHI

Realizzazione a cura di: Fondazione Allori

in collaborazione con Associazione Culturale Bianca

Campagnano di Roma e Formello (RM)

Three Gates of InPerfection: Davide Dormino

Tre installazioni site specific, coordinate e curate dall’artista e fotografo Angelo Cricchi. La prima “porta” o “gate”, Atlante, di Davide Dormino rappresenta nel marmo, a dimensioni amplificate, la vertebra di ricongiungimento tra il corpo e la testa dell’uomo, anello di congiunzione e sostegno, nonché finestra aperta sul paesaggio della Valle del Sorbo.

Three Gates of InPerfection: Giancarlo Neri

Il Dialogo Infinito di Giancarlo Neri rappresenta il confronto del viaggiatore con l’alterità con due grandi sedie posizionate su un prato poco distante dal Santuario della Madonna del Sorbo.

Three Gates of InPerfection: Goldschmied e Chiari

La Connessione delle artiste Goldschmied & Chiari rappresenta, invece, il confronto del viaggiatore con l’infinito e la dimensione interiore del cammino, con un’ampia seduta circolare in legno. Il percorso sarà completato dall’Epilogo di Cricchi, una mostra documentaria video-fotografica permanente ospitata all’interno del Santuario della Madonna del Sorbo. Opera nell’opera, l’intervento artistico curatoriale di Cricchi è un racconto di viaggio degli artisti lungo la Via Francigena e al contempo uno strumento finalizzato a facilitare la fruizione, la comprensione e l’accesso alle opere esposte nel territorio.

Three Gates of InPerfection: Angelo Cricchi

VIANDANTE

di ANDREA AQUILANTI, LEONARDO PETRUCCI

Realizzazione a cura di: Accademia Nazionale di San Luca

Viterbo

Nel sottopasso del centro storico di Viterbo due opere di Andrea Aquilanti riflettono sul concetto di itinerario spirituale attraverso la riproposizione di un movimento reale o suggerito. Nella parte superiore del muro sarà dipinta l’immagine della Scala Santa adiacente alla Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma cui si sovrapporrà la proiezione in presa diretta dei passanti. Il secondo intervento è composto da due lunghe opere disposte frontalmente e realizzate a partire da stampe fotografiche manipolate dall’artista, che raffigurano i due lati speculari di via di Porta Angelica e di via della Conciliazione. L’opera di Leonardo Petrucci prosegue l’idea di tensione motrice sintetizzando l’eredità storica e culturale della via Francigena in una scultura che verrà disposta nel Parco delle Piscine Carletti: un grande masso in travertino attraversabile dai visitatori, sulle cui facciate sarà inciso il primo documento che ha consentito l’identificazione di questo Cammino.

EPIFANIE     

di RENZOGALLO, ANDRECO

Realizzazione a cura di: Quasar Progetto srl

Acquapendente e San Lorenzo Nuovo (VT)

Ad Acquapendente, su di un muro di contenimento prossimo all’antica Porta della Ripa, Andreco realizzerà con i giovani del posto un intervento pittorico, Il Benvenuto, che prende ispirazione dalla flora locale e dall’elemento simbolico per eccellenza del pellegrino: il bastone.

Dalla seconda tappa in poi, nel comune di San Lorenzo Nuovo, le opere saranno realizzate da Renzogallo: La Partenza, una piazzola scultorea in prossimità dello stadio; Il Cammino, con schegge di marmo policromo che via via si perdono nel terreno erboso a simboleggiare le emozioni di chi si accinge al viaggio e la natura che inizia a imporsi; L’Incontro con una serie di stele metalliche, disseminate irregolarmente che rappresentano la diversa umanità; La direzione che indica la strada in un punto in cui è facile il disorientamento. Infine, La Testimonianza che, con un pozzo pieno di pietre colorate, simboleggia il passaggio di varie etnie, religioni, umanità senza religione ma con senso religioso della vita.

Cammino di Francesco

LE RADICI AUREE  

di MARIAGRAZIA PONTORNO

Realizzazione a cura di: Fondazione Mondo Digitale

Rivodutri (RI): Faggio di S. Francesco

Il luogo individuato per realizzare il progetto è il percorso che conduce al Faggio di Rivodutri, in provincia di Rieti, da poco entrato nel registro degli alberi monumentali e storica meta di pellegrinaggio. La leggenda narra infatti che il faggio si modificò geneticamente per proteggere Francesco durante un temporale e che il santo lasciò una impronta sulla roccia lì accanto, ancora oggi venerata.

Proprio nel sentiero che porta al Faggio Mariagrazia Pontorno posizionerà tre sculture in bronzo, realizzate con i ragazzi del territorio e immaginate come simboliche protesi delle radici dell’albero sacro, snodandosi lungo la strada in funzione anche di sedute per i pellegrini in cammino.

Cammino di Benedetto -  Via Francigena del Sud

 

MERIDIANI

di FRANCESCO ARENA, CHIARA CAMONI, GIORGIO ANDREOTTA CALÒ

Realizzazione a cura di: Gruppo Internazionale Affari G.I.A. srl

Leonessa (RI), Rocca Massima e Cori (LT)

In Meridiani, i cammini segnati nel tempo da pellegrini e viaggiatori si estendono oltre i confini geopolitici, storici, personali, narrazioni sul senso attribuito al tempo e allo spazio, alle relazioni umane, al vivere civile, alla stratificazione della storia, alla coscienza collettiva e individuale.

Francesco Arena riproporrà una distanza ideale pari a quella che percorrono i migranti attuali da sud verso nord. A 113 km l’una dall’altra lungo la Via Francigena del Sud, sarannno collocate due parti di una stessa opera, un cilindro diviso a metà.

Sempre lungo la Via Francigena del Sud, Chiara Camoni ubicherà una piazzola di sosta per viaggiatori a piedi e a cavallo, spazio di socialità che invita a riappropriarsi del capolavoro organico italiano, il paesaggio, ancora oggi bene comune in grado di restituire eguaglianza estetica. Infine, “Senza titolo (Gloria)” di Giorgio Andreotta Calò è un’opera articolata in tre parti: un cammino compiuto nell’arco di un mese dall’artista – a piedi e in solitaria – da Venezia ad Amatrice; un segno tangibile di questo percorso lasciato a Leonessa sul tradizionale Cammino di San Benedetto; e infine un libro d’artista. Percezione della precarietà, senso dell’abitare e ricostruzione di una comunità: queste le riflessioni che animano il cammino. La nozione di motus, movimento, viene quindi indagata e tradotta attraverso il gesto del camminare ma al contempo in riferimento al terrae motus fino a quel moto di spirito, legato alle istanze ed alle urgenze del presente.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Regione Lazio


La collezione del MAXXI a Buenos Aires con la mostra Art on Stage

LA COLLEZIONE DEL MAXXI A BUENOS AIRES con la mostra ART ON STAGE alla Fondazione Proa

Il museo partecipa alle celebrazioni dell’anno dell’Italia in America Latina.
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Una significativa selezione di opere della collezione d’arte e architettura del Museo sarà infatti esposta, a partire da sabato 19 marzo, alla Fondazione Proa di Buenos Aires, nella mostra Art on Stage, a cura di Anna Mattirolo.
La mostra, organizzata dal MAXXI con l’Ambasciata d’Italia in Argentina  e l’Istituto italiano di Cultura di Buenos Aires, resterà nelle sale della Fondazione Proa dal 19 marzo al 5 giugno 2016, e fa parte delle celebrazioni per l’Anno dell’Italia in America Latina, iniziativa promossa dal Ministero degli affari esteri  in collaborazione con il Ministero dei beni culturali, il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Istituto nazionale per il commercio estero, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, con il contributo di molte imprese.
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In mostra opere di Ilya &Emilia Kabakov, Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Gibert & George, Grazia Toderi, Armin Linke, Matthew Barney, Michelangelo Pistoletto, Francesco Vezzoli, Yan Pei?Ming, Mario Airo, Massimiliano  e  Gianluca De Serio, Luigi Ontani, Aldo Rossi, Francesco Venezia, Carlo Aymonino, Danilo Guerri, William Kentridge.

Come da MiBACT, Redattrice Antonella Corona


2016: Il MAXXI si presenta con 17 nuove mostre

2016: IL MAXXI SI PRESENTA
17 nuove mostre tra impegno sociale, ricerca, qualità, condivisione e collaborazioni internazionali

Superstudio. 50 anni di Superarchitettura
Superstudio. 50 anni di Superarchitettura
DOPO L’INGRESSO DI ENEL, ANCHE LA REGIONE LAZIO CONFERMA L’ADESIONE ALLA FONDAZIONE MAXXI E MINI DIVENTA PARTNER DEI PUBLIC PROGRAMS DEL MUSEO
Shazia Sikander
Shazia Sikander
 tra i protagonisti:
JIMMIE DURHAM, PIER LUIGI NERVI, AMOS GITAI, WILLIAM KENTRIDGE, SUPERSTUDIO, SISLEJ XHAFA, SHAZIA SIKANDER, ALVARO SIZA
Extraordinary Visions
Extraordinary Visions
inoltre
l’omaggio per i 70 anni della Repubblica con la mostra fotografica EXTRAORDINARY VISIONS. ITALIA; L’ARCHITETTURA IN GIAPPONE; I GIOVANI TALENTI DI YAP E DEL PREMIO MAXXI
Genealogy of house architecture in Japan
Genealogy of house architecture in Japan
nel 2017:
I CAPOLAVORI DEL MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI TEHERAN
E IL FOCUS SU BEIRUT E IL LIBANO

Amos Gitai
Amos Gitai
Diciassette nuove mostre e quattro produzioni del museo “esportate” all’estero nel 2016; l’ingresso nel Consiglio di Amministrazione di un rappresentante di Enel (la Presidente Patrizia Grieco) e della Regione Lazio (Caterina Cardona), che conferma la sua adesione alla Fondazione MAXXI; la nuova collaborazione con MINI, partner del MAXXI per i Public Programs, i programmi di approfondimento delle mostre.
Questo, oggi, è il MAXXI, dopo un anno importante come il 2015 che ha visto la Collezione esposta in modo permanente e accessibile a tutti gratuitamente, anche grazie a Enel, primo socio fondatore privato della Fondazione MAXXI.
Il programma del 2016 – frutto del lavoro di squadra del direttore artistico Hou Hanru con lo staff del MAXXI Arte e del MAXXI Architettura diretto da Margherita Guccione - risponde a un’idea di museo aperto e protagonista del dibattito culturale, sociale e politico contemporaneo: dal focus sul bacino del Mediterraneo e sul Medioriente ai temi dell’immigrazione, dell’accoglienza, dell’urbanizzazione, della sostenibilità, raccontati attraverso mostre collettive e personali, progetti speciali, incontri.
Dice Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI: “Le pratiche artistiche sono laboratorio di futuro, di nuove visioni. E’ anche attraverso l’Arte che si possono gettare ponti e la creatività può e deve essere strumento di diplomazia culturale”.
Dice Hou Hanru, Direttore Artistico MAXXI “Il MAXXI vuole essere un moderno foro per l'espressione artistica e il confronto fra talenti creativi, italiani e internazionali. Un laboratorio per ideatori di progetti dal forte carattere immaginativo che si confrontano con le sfide della realtà di oggi”.
MAXXI nel mondo - Amos Gitai.
MAXXI nel mondo - Amos Gitai.

Benvenuto - Sislej Xhafa
Benvenuto - Sislej Xhafa

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone
 


Pasqua e Pasquetta al Maxxi, otto mostre e installazioni e un week-end di laboratori

3 Aprile 2015

PASQUA E PASQUETTA AL MAXXI, aperto domenica 5 e lunedì 6 aprile

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8 mostre e installazioni e un weekend di laboratori per ragazzi e famiglie
www.fondazionemaxxi.it | Ingresso €11,00, ridotto € 8,00
Arte, architettura, design, moda, storia, religioni e culture lontane.
E’ l’offerta del MAXXI che, con 8 mostre e installazioni, sarà aperto la domenica di Pasqua e , in via eccezionale, lunedì di Pasquetta (ore 11 – 19, ingresso € 11, ridotto € 8).
In corso le mostre BELLISSIMA. L’ITALIA DELL’ALTA MODA 1945-1968, che racconta attraverso abiti fantastici, gioielli, accessori, opere d’arte e fotografie una stagione di creatività straordinaria per il nostro Paese. Il confronto tra culture e religioni diverse è il tema della mostra HAUANG YONG PING. BATON SERPENT, mentre le architetture della Seconda Guerra Mondiale sono raccontate in ARCHITETTURA IN UNIFORME. Ancora una riflessione sulla nostra storia recente con le installazioni di Flavio Favelli GLI ANGELI DEGLI EROI e di Adrian Paci e Roland Sejko SUE PROPRIE MANI. E poi il focus su LINA BO BARDI, il progetto THE INDEPENDENT e  le icone romane realizzate in Alcantara interpretate da sette designer in LOCAL ICONS. GREETINGS FROM ROME.
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