Diversificazione corporea e variazione spaziale e temporale nei primi Homo

26 - 27 Marzo 2015
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Si continua a parlare di evoluzione e di diversificazione nei primi Homo. Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Human Evolution, evidenzia come il genere sia stato molto differenziato sin dalle sue origini, due milioni di anni fa.
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[Dall'Abstract: ] La stima della dimensione corporea dei primi membri del genere Homo (2,4 - 1,5 milioni di anni fa) è centrale nelle interpretazioni della loro biologia. C'è ampio consenso sul fatto che l'Homo ergaster possedesse una dimensione maggiore in confronto a quelle dell'Homo habilis e dell'Homo rudolfensis, e che questo può esser stato un fattore nella dispersione dell'Homo "fuori dall'Africa". Lo studio delle differenze tassonomiche nella dimensione corporea, comunque, è problematico, [...] e poco è noto della variazione geografica e cronologica di questa dimensione nei primi Homo. Nella ricerca, si investigano proprio queste ultime utilizzando un approccio privo di taxon, e considerando le prove per la variazione della dimensione da resti isolati e frammentari postcraniali. [...] I risultati dimostrano la variazione ma nessuna semplice tendenza temporale o geografica per l'evoluzione della dimensione del corpo nei primi Homo. [...] Le migrazioni verso l'Eurasia non erano quindi contingenti su corpi più grandi. Le significative differenze nella dimensione corporea tra i resti di Koobi Fora e Olduvai supportano le prove craniali di almeno due morfotipi coesistenti nel Primo Pleistocene nell'Africa Orientale.
Lo studio "Spatial and temporal variation of body size among early Homo", di Manuel Will, Jay T. Stock, è stato pubblicato su Journal of Human Evolution.
Link: Journal of Human EvolutionPast Horizons; Science Daily; Phys.org via University of Cambridge; Daily Mail
Ricostruzione facciale forense del ragazzo di Turkana/di Nariokotome (Homo ergaster), da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata e di Cicero Moraes.
Ragazzo di Turkana, Claire Houck (da New York City, USA - Turkana Boy), foto da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da FunkMonk.
 
 


Il collo di bottiglia della riproduzione nel Neolitico

24 - 25 Marzo 2015
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Un'analisi di 456 cromosomi Y, provenienti da tutto il mondo e   trasmessi chiaramente per via maschile, ha rivelato un collo di bottiglia risalente agli ultimi 10 mila anni. Cosa significa questo? Che solo pochi maschi riuscirono a passare il loro DNA alle generazioni successive: per la precisione, uno ogni diciassette femmine. Non bisogna stupirsi: ancora oggi esistono gruppi umani nei quali la disponibilità delle donne è riservata al capo. Più difficile appare trovare oggi i meccanismi coi quali si poteva rendere questa situazione accettabile a tutti i membri della società.
[Dall'Abstract: ] Si ritiene comunemente che la diversità genetica umana nelle popolazioni non africane si sia modellata essenzialmente con una dispersione "fuori dall'Africa" di 50 - 100 migliaia di anni fa. Nello studio si presentano 456 sequenze di cromosomi Y ad alta copertura e differenziati geograficamente, inclusi 299 nuovi campioni. [...] In contrasto con le ricostruzioni basate sul mtDNA, si implica qui un secondo collo di bottiglia forte nelle stirpi di cromosomi Y, e datato agli ultimi 10 mila anni. Si ipotizza che questo collo di bottiglia sia causato da cambiamenti culturali che influenzano la varianza del successo riproduttivo tra i maschi.
Lo studio "A recent bottleneck of Y chromosome diversity coincides with a global change in culture", di Monika KarminLauri SaagMário VicenteMelissa A. Wilson SayresMari JärveUlvi Gerst TalasSiiri RootsiAnne-Mai IlumäeReedik MägiMario MittLuca PaganiTarmo PuurandZuzana FaltyskovaFlorian ClementeAlexia CardonaEne MetspaluHovhannes SahakyanBayazit YunusbayevGeorgi HudjashovMichael DeGiorgioEva-Liis LoogväliChristina EichstaedtMikk EelmetsGyaneshwer ChaubeyKristiina TambetsSergei LitvinovMaru MorminaYali XueQasim AyubGrigor ZoraqiThorfinn Sand KorneliussenFarida AkhatovaJoseph LachanceSarah TishkoffKuvat MomynalievFrançois-Xavier RicautPradiptajati KusumaHarilanto RazafindrazakaDenis PierronMurray P. CoxGazi Nurun Nahar Sultana, Rane WillerslevCraig MullerMichael WestawayDavid LambertVedrana SkaroLejla KovačevićShahlo TurdikulovaDilbar DalimovaRita KhusainovaNatalya TrofimovaVita AkhmetovaIrina KhidiyatovaDaria V. LichmanJainagul IsakovaElvira PocheshkhovaZhaxylyk SabitovNikolay A. BarashkovPagbajabyn NymadawaEvelin MihailovJoseph Wee Tien SengIrina EvseevaAndrea Bamberg MiglianoSyafiq AbdullahGeorge AndriadzeDragan PrimoracLubov AtramentovaOlga UtevskaLevon YepiskoposyanDamir MarjanovićAlena KushniarevichDoron M. BeharChristian GilissenLisenka VissersJoris A. VeltmanElena BalanovskaMiroslava DerenkoBoris MalyarchukAndres MetspaluSardana FedorovaAnders ErikssonAndrea ManicaFernando L. MendezTatiana M. KarafetKrishna R. VeeramahNeil BradmanMichael F. HammerLudmila P. OsipovaOleg BalanovskyElza K. KhusnutdinovaKnut JohnsenMaido RemmMark G. ThomasChris Tyler-SmithPeter A. UnderhillEske WillerslevRasmus NielsenMait MetspaluRichard Villems e Toomas Kivisild, è stato pubblicato su Genome Research.
Link: Genome Research; Ars Technica
Figurina antropomorfica del Neolitico, foto © Michael Greenhalgh
(Source :http://rubens.anu.edu.au/raider5/greece/thessaloniki/museums/archaeological/neolithic/
With full permission, transmitted to [email protected]), da WikipediaCC BY-SA 2.5, caricata da 120.
 


Israele: teschio di 55 mila anni fa intravedere i moderni Europei

28 Gennaio - 4 Marzo 2015
La scoperta di un teschio di 55 mila anni fa, dalla caverna di Manot in Galilea, nel Nord di Israele, getterebbe nuova luce sulla migrazione dall'Africa dei moderni umani. L'espansione in Eurasia dei moderni umani di origine africana ha costituito un fattore chiave nell'evoluzione, rimpiazzando tutti gli altri ominidi tra i 40 e i 60 mila anni fa.
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