I monaci stiliti: in alto per avvicinarsi a Dio

I MONACI STILITI

Strani uomini in posa su colonne.

Ma chi sono?

E cosa ci fanno sulle colonne?

Siamo alle porte del Medioevo e loro sono i monaci stiliti.

Sono anacoreti, religiosi che vivono in luoghi deserti e isolati, lontano dagli uomini. Gli stiliti sono monaci che vivono in cima ad un pilastro o una colonna per meditare ed entrare in maggiore rapporto con Dio.

È un fenomeno non prettamente legato al cristianesimo, che ha interessato il Vicino Oriente, come Siria e Palestina, che si diffuse in Egitto dal III secolo d.C. e maggiormente nel IV secolo d.C.

Il vivere da stilita si protrasse, in Russia, fino al XV secolo.

 

 

stiliti Simeone Stilita il Vecchio
Simeone, su di una colonna, riceve i viveri per sopravvivere. Immagine [1] in pubblico dominio
Nel cristianesimo, l’iniziatore fu Simeone, chiamato poi Simeone Stilita il Vecchio. Nato a Sisan, nella Siria settentrionale intorno al 388/390 d.C. e morto nel 459 d.C., a 15 anni si fece monaco, lasciando il suo lavoro di pastore.

Simeone iniziò la sua attività monacale vivendo, a digiuno e sempre in piedi, per tre anni, in una capanna (presso Tell Neshim), poi salì su di una roccia nel deserto ed infine trovò l’abitazione consona ai suoi desideri: una colonna.

Iniziò da colonne di media altezza (3 metri) fino a giungere a colonne alte 20 metri!

Le fonti narrano che visse ben 37 anni, sulla sommità di una colonna, esposto alle intemperie, che riceveva acqua e pochissimo cibo per mezzo di ceste e corde, e veniva “disturbato” da folle di pellegrini in cerca di una sua parola.

Anche l'imperatore romano Teodosio I venerò Simeone.

 

 

La Rocca di San Simeone (Qal'at Dair Sim'an). Foto di Herbert Frank, CC BY 2.0

Oggi, in Siria, a Qal‛at Sim‛ān (Rocca di Simeone) esiste un sito archeologico (patrimonio UNESCO) di un complesso architettonico, datato tra il V e il VII secolo d.C.
Sono stati identificati dagli archeologi: Il monastero dove vivevano i monaci, una basilica, eretta anche grazie all'elargizione dell’imperatore d’Oriente Zenone (430 d.C. circa - 491 d.C.), e non ancora con certezza, rilevata anche una costruzione identificabile come un battistero. Il tutto testimonia la presenza di edifici costruiti intorno alla colonna dove visse Simeone.

Per approfondimenti sull'area archeologica di San Simeone, in Siria, dal Sito UNESCO:

https://whc.unesco.org/en/news/1499 (in lingua inglese)

https://en.unesco.org/syrian-observatory/news/ancient-villages-northern-syria (in lingua inglese)

 

Una curiosità: esisteva una pratica simile allo stilitismo, anche prima del periodo Tardo Antico e della nascita del cristianesimo. A Ierapoli, in Frigia (una regione dell’Anatolia, oggi più o meno l'attuale Turchia), si trovava una colonna, sulla quale un uomo saliva per una settimana, in contemplazione di una divinità. Ciò si verificava due volte durante l’anno.


Roma: mostra "La storia della Palestina dal 1880 al 1948 in foto d'epoca"

La storia della Palestina dal 1880 al 1948 in foto d'epoca: alla Casa del Cinema dal 9 al 19 maggio

L’inaugurazione di mercoledì 9 sarà accompagnata da un reading artistico di Dalal Suleiman e Nabil Salameh. Mercoledì 16 mini rassegna con due film

 

Roma, 7 maggio 2018 – Un percorso fotografico che ripercorre la storia del popolo palestinese dal periodo dell’Impero Ottomano fino al Mandato Britannico e alla “Scomparsa della Palestina”. Nell’anno del settantesimo anniversario della Nakba (esodo palestinese) la Casa del Cinema è lieta di ospitare, da mercoledì 9 maggio, la mostra fotografica La Palestina della Convivenza, a cura dell’Associazione di volontariato Cultura è libertà.

Composta da 22 pannelli illustrati in cui immagini fotografiche d’archivio interagiscono con una documentazione storica rigorosa, l’esposizione racconta il periodo immediatamente antecedente alla grande catastrofe che colpì il popolo palestinese nel 1948. Tutti gli scatti sono testimoni parziali e inconfutabili di un paese che nei 70 anni precedenti si dimostrava vivace, lanciato verso la modernità e inserito in un contesto internazionale. Un paese soggetto al flusso continuo di civiltà e culture ma ancora ignaro di ciò che lo avrebbe colpito.

Il percorso  rappresenta una testimonianza unica e preziosa di conoscenza di un popolo e delle sue condizioni sociali e storiche. Un viaggio nella Palestina autentica restituita attraverso gli occhi di chi l’ha vissuta realmente. Come Karima Abud, ad esempio, prima fotografa palestinese, che visse a Nazareth fra il 1896 e 1955. Nei suoi scatti incontriamo i volti della Palestina colta e borghese, emancipata e aperta alla vita e alla modernità. In quelli dello scrittore e fotografo francese Felix Bonfils invece, altro artista presente in mostra, scopriamo l’altra faccia della Palestina: quella urbana e rurale. Con i suoi campi coltivati, con le sue fortificazioni maestose, con la sua varietà di persone e etnie.

L’inaugurazione di mercoledì 9 maggio alle ore 19.00 sarà introdotta da un reading artistico di Dalal Suleiman, attrice di origini palestinesi, e Nabil Salameh, cantautore e giornalista palestinese nonché curatore della mostra. La loro performance introdurrà il pubblico nel mondo evocato dal percorso fotografico, con letture di autori e autrici palestinesi e siriani, interpreti profondi e appassionati della cultura araba.

Mercoledì 16, invece, sarà la volta di una mini rassegna cinematografica curata in collaborazione con l’Al Ard film Festival e l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD). Alle ore 19.00 sarà proiettato il film di Maryse Gargour Incontro con la terra perduta (A la rencontre d’un pays perdu) mentre alle ore 20 sarà in programma il film Nun wa Zaytoun di Emtiaz Diab.

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Milano: Area P. Domenica a Palazzo Marino omaggio a Mahmud Darwish

Cultura

Area P. Domenica a Palazzo Marino omaggio a Mahmud Darwish

Torna la rassegna letteraria. Appuntamento alle ore 10.30 con i testi del poeta palestinese letti in forma di concerto da Anna Delfina Arcostanzo e Marco Gobetti, con musica dal vivo di Beppe Turletti. I brani saranno anche letti in lingua originale da Fawzi-al-Delmi. Per maggiori informazioni: 02-884.50300

Palazzo Marino
Palazzo Marino

Milano, 12 giugno 2015 – Domenica 14 giugno, alle ore 10.30, torna la rassegna letteraria “Area P, Milano incontra la poesia”, promossa dal Comune di Milano. Palazzo Marino, si apre alla città per l’omaggio al poeta palestinese Mahmud Darwish. Il testo sarà letto integralmente in forma di concerto da Anna Delfina Arcostanzo e Marco Gobetti, con musica dal vivo di Beppe Turletti. Il poeta irakeno Fawzi-al-Delmi, esperto di poesia araba, traduttore di Adonis e dello stesso Darwish, presenterà l’autore e leggerà alcuni brani in lingua originale.

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