Dopo i lavori di restauro torna fruibile Villa Regina a Boscoreale

Dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza, riapre Villa Regina a Boscoreale. Il complesso fu scoperto nel 1977, a seguito di alcuni lavori edilizi, e poi portata in luce grazie a numerose campagne di scavo concluse nel 1980. Villa Regina, ad oggi, costituisce l’unica villa rustica interamente visitabile delle numerose fattorie produttive presenti sul territorio pompeiano. Il cortile scoperto ospita la cella vinaria dove sono stati trovati diciotto dolia che servivano per la conservazione del vino.

Villa Regina

L’attività principale della villa era proprio la produzione del vino. Vari sono gli ambienti pregiati della villa: il triclinio con pareti decorate in III e IV stile pompeiano, la cucina, in disuso al momento dell’eruzione con forno in muratura e focolare al centro della stanza, un vano di servizio con cisterna per la conservazione dell’acqua, un granaio per il fieno, la conservazione di cereali e legumi. Di particolare bellezza anche il torcularium con i calchi del torchio ligneo ed i fori e pozzetti per l’ancoraggio al suolo, la vasca di premitura e il contenitore per la premitura e la raccolta del mosto.

Villa Regina

La villa presentava anche un secondo piano, databile nel suo impianto originario al I secolo a.C. e ampliato successivamente in fase augustea e poi giulio-claudia. In una stradina adiacente alla villa furono trovati i solchi lasciati dalle ruote di un carro da trasporto (plaustrum), mentre il piano di calpestio dell’area circostante la villa che si data al 79 d.C. conserva le tracce  delle antiche coltivazioni da cui poi sono stati eseguiti i calchi delle radici di vite.

Un bell’esempio di stratigrafia è possibile essere visionata lungo le pareti dello scavo che mostra la successione dei depositi piroclastici che si sono alternati durante la catastrofica eruzione del 79 d.C.

Villa Regina

Con l’apertura al pubblico della villa, dal 20 settembre 2019, avranno inizio anche le visite guidate serali nell’ambito di Campania by night, progetto di valorizzazione e promozione del patrimonio culturale campano promosso dalla Regione Campania, ideato e curato da Scabec. Le visite guidate in programma ogni giovedì dal 19 al 24 ottobre a partire dalle ore 19 prevedono un percorso guidate sia alla Villa che all’Antiquarium di Boscoreale che raccoglie propriamente reperti del territorio in epoca romana e alcuni reperti provenienti dalla scavo della villa.

Villa Regina

Tutte le informazioni su costi, orari e prenotazioni su www.campaniabynight.it

L’accesso alla Villa e all’Antiquarium sarà, inoltre, possibile il venerdì e il sabato sera, dalle 20,30 alle 23 (ultimo ingresso fino alle 22,45)    fino al 12 ottobre, al costo di 2€, nell’ambito dei progetti di valorizzazione del Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo.


Oltre Pompei. In mostra al MATT i reperti delle Ville di Terzigno

Dal 19 settembre presso il MATT (Museo Archeologico Territoriale di Terzigno) sarà inaugurata la mostra “Pompei oltre le mura – le ville di Terzigno all’ombra del Vesuvio”.

La mostra propone l’esposizione di numerosi reperti archeologici provenienti da diverse ville di epoca romana scoperte nell’area di Terzigno nei pressi della Cava Ranieri e distrutte dall’eruzione del 79 d.C.

La mostra è anche l’occasione per aprire al pubblico il nuovo museo territoriale di Terzigno nelle belle sale che fino a pochi anni fa ospitavano il mattatoio comunale e che un completo recupero ne ha voluto fare un centro espositivo di eccellenza per il territorio vesuviano e per la fruizione archeologica dell’ ager pompeiano.
Locandina Terzigno
Lo stretto e proficuo rapporto intessuto dal 2016 tra l’Amministrazione del Parco Archeologico di Pompei  e l’Amministrazione Comunale, senza dimenticare l’importante contributo dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, permette oggi di presentare, nelle sale del MATT, intere pareti affrescate e una ricchissima selezione di reperti rinvenuti nelle villae rusticae denominate "Villa 1”, “Villa 2” e “Villa 6” venute alla luce durante le varie campagne di scavo condotte dall’allora Soprintendenza Archeologica di Pompei tra il 1985 e il 2016 nella cava di località Boccia al Mauro.
I tre insediamenti produttivi e residenziali, distanti tra loro circa 300-350 metri in linea d’aria, si sviluppano a partire dalla fine del II secolo a.C.-inizio del III e rappresentano i testimoni, insieme ad altre simili strutture rinvenute a Pompei, Boscoreale, Poggiomarino e Striano, dell’organizzazione agricola del territorio pompeiano; le tre ville si trovano a poca distanza dal presunto percorso della via che collegava Pompei con Nola le cui evidenze archeologiche sono, tuttavia, ancora da riscoprire.
La presenza, nelle tre ville, del quartiere destinato alla produzione e conservazione del vino, la cosiddetta pars fructuaria, con torcularium e cella vinaria, è prova della loro funzione agricola e vitivinicola dove, con ogni probabilità, si produceva e commercializzava il Vesvinum, apprezzato in tutto il Mediterraneo e progenitore del nostro Lacryma Christi.

In mostra sarà possibile ammirare anche la pittura del Larario rinvenuto in un ambiente adibito a cucina della Villa 6 con la famosa rappresentazione di due Lari, divinità del pantheon romano che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che vegliavano secondo la religio romana sulla famiglia, e del Genio sacrificante con la raffigurazione di due serpenti agatodemoni che si avvicinano ad un piatto ricolmo di offerte.

La mostra è cofinanziata dall’Ente Parco Nazionale del Vesuvio ed è stata pensata per far riscoprire ai cittadini e non le immense bellezze del “fuori Pompei” con le numerose ville di campagna dedite all’otium e all’importante produzione agricola e vinicola che hanno reso il territorio vesuviano così famoso e noto sin dall’antichità


Noctes Stabianae VIlla San Marco

Dal 16 agosto, le "Noctes Stabianae". Passeggiate notturne a Villa San Marco

VILLA SAN MARCO
AL VIA LE PASSEGGIATE NOTTURNE
"Noctes Stabianae"
Da venerdì 16 agosto, tutti i venerdì e sabato fino al 21 settembre
dalle ore 20,30 alle 22,30 
INGRESSO GRATUITO
Noctes Stabianae VIlla San Marco
Passeggiate notturne a Villa San Marco a partire dal 16 agosto. Tutti i venerdì e sabato sera fino al 21 settembre sarà possibile visitare dalle 20,30 alle 22,30 (ultimo ingresso alle 22,00) la Villa San Marco, appositamente illuminata. Un itinerario suggestivo in una tra le più grandi ville romane residenziali, con i suoi 11mila mq, posta in posizione panoramica sulla collina di Varano, a Castellammare di Stabia.
Noctes Stabianae VIlla San Marco
L’iniziativa fa parte delle aperture serali promosse dal Ministero per i beni e le attività culturali, nell’ambito dei progetti di valorizzazione 2019. 
In programma, per la fine di agosto e settembre i percorsi notturni anche negli altri siti vesuviani del Parco Archeologico di Pompei.
L’ingresso  alla Villa è gratuito.
Testo e immagini da UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
Noctes Stabianae VIlla San Marco

Firmato protocollo d'intesa tra Parco Archeologico di Pompei e Procura di Torre Annunziata

GIOVEDÌ 1 AGOSTO 2019

Procura della Repubblica - Tribunale di Torre Annunziata

 

Da Pompei un modello pilota per contrastare il saccheggio e il traffico di reperti archeologici

 

FIRMA DEL PROTOCOLLO D'INTESA

TRA IL PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI

e LA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TORRE ANNUNZIATA

protocollo d'intesa
Il momento della firma del protocollo d'intesa

Un modello pilota di contrasto al fenomeno criminale di saccheggio dei siti archeologici e di  traffico dei reperti e opere d’arte è l’obbiettivo alla base dalla collaborazione istituzionale tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, già avviata con successo da tempo e che si è formalizzato, con la firma di un protocollo d’intesa tra i due enti.

Giovedì 1 agosto 2019 presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Torre Annunziata, il Procuratore F.F, Pierpaolo Filippelli e il Direttore Generale, Massimo Osanna hanno firmato il protocollo e illustrato i vari punti e gli impegni reciproci, del Parco e della Procura, alla base dell’accordo.

Il territorio di competenza del Parco Archeologico di Pompei, in particolare l’area suburbana dove sono presenti vari insediamenti (tra cui alcune ville e necropoli), la cui tutela è anche tra gli obbiettivi di natura giurisdizionale  della Procura,  è stato interessato negli anni da diversi episodi di danneggiamento e di furto.

Scopo del protocollo è l’attivazione di un costante e rapido canale di scambio di informazioni e notizie e l’attuazione di procedure condivise, nel rispetto delle reciproche attribuzioni e competenze, volte ad interrompere l’azione criminale e arrestare la spoliazione di siti archeologici, spesso reiterata, scongiurandone la prosecuzione.

L’ efficace operazione congiunta degli scorsi anni, che ha visti impegnati il  Parco e la Procura, assieme  agli investigatori del Comando Gruppo Carabinieri  di Torre Annunziata e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli per salvare il patrimonio archeologico in pericolo presso l’area suburbana di Civita Giuliana (nella zona Nord fuori le mura del sito archeologico di Pompei), oggetto di cunicoli clandestini, ha sottolineato l’importanza di formalizzare le buone prassi operative avviate, allo scopo di creare uno strumento modello da riproporre in diverse situazioni.

In quel caso la Procura che da tempo aveva rilevato l’esistenza di attività illecite di tombaroli aveva richiesto al Parco archeologico di avviare un vero e proprio scavo, per le acquisizioni probatorie, che ha consentito tra l’altro di portare in luce ambienti di una ricca villa suburbana oltre al rinvenimento di importanti reperti archeologici e scientifici.

Tra i principali punti dell’accordo:

la Procura si impegnerà a trasmettere tempestivamente e formalmente al Parco tutte le notizie in proprio possesso relative ad attività clandestine nelle aree di competenza ed eventualmente a richiedere la realizzazione di saggi archeologici o vere e proprie attività di scavo. Sul cantiere sarà autorizzata la presenza di ufficiali della Polizia Giudiziaria autorizzati a ispezionare tunnel e cunicoli, a sequestrare gli oggetti e strumenti di reato, oltre che  a prendere visione dei reperti rinvenuti, che saranno affidati in custodia al Parco.

Il Parco, per sua parte, si impegnerà ad attivare in caso di richiesta, procedure di somma urgenza per avviare i relativi scavi, nell’area di interesse investigativo. Le attività di scavo, oltre a garantire il rispetto di tutti gli standard di intervento scientifico, contribuiranno a fornire tutti gli elementi di prova di attività illecite, utili alle indagini.

Dovrà fornire, inoltre, periodicamente una carta archeologica aggiornata del territorio di pertinenza, con indicazione delle aree d’interesse non esplorate e suddivise per tipologia (necropoli, ville suburbane, monumenti infrastrutturali ecc), eventuali scavi legalmente condotti  e re-interrati, o anche scavi clandestini precedenti, di cui si abbia avuto notizia.

E ancora il Parco si impegnerà a fornire un dettagliato elenco dei beni trafugati, anche quelli che attraverso varie fonti risultino attualmente esportati in territorio estero, al fine di consentire una visione complessiva e aggiornata del fenomeno e poter meglio orientare le azioni investigative.

La validità del protocollo sarà di due anni, con possibilità di rinnovo.

 

Testo e immagini dall'UFFICIO STAMPA Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale


L'ultimo pasto a Pompei in mostra all'Ashmolean Museum di Oxford

L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha cancellato storie, vite umane e città, ma il ricordo e l’identità di queste genti sopravvive in tutto ciò che gli archeologi nel corso del tempo sono riusciti a riportare alla luce. “Last Supper in Pompeii” inaugurata all’Ashmolean Museum of Art and Archaeology di Oxford (UK) intende offrire ai visitatori un chiaro quadro della vita quotidiana nella città vesuviana grazie ai numerosi reperti, oggetti del vivere comune, provenienti da importanti musei italiani ed europei.

Pompei era un fiorente centro del sud Italia inserito tra rigogliosi vigneti e frutteti fertili e le generose acque del golfo di Napoli. La città produceva vino, olio e salsa di pesce più del necessario tanto che era ben inserita nei fiorenti traffici commerciali del Mediterraneo. Tutto quello che è stato trovato a Pompei sugli affreschi, sui mosaici, sulle pitture e addirittura negli scarichi ci rivela ciò che i Pompeiani hanno consumato e mangiato nel corso della storia della città. L'ultima cena a Pompei esplora questa antica storia d'amore tra l'Italia e il cibo mostrando dove e come i romani del I secolo d.C. mangiavano, quali erano le loro specialità culinarie e fino a dove le loro pietanze e loro ricette arrivavano viaggiando con i carri e le genti.


Dinner party. Museo Archeologico di Napoli

Molti dei reperti provengono dal Museo Archeologico di Napoli con la sua immensa collezione di reperti , dal Parco Archeologico di Pompei, custode della memoria della tragedia, dal Parco Archeologico di Paestum, dal British Museum, dal Museo Archeologico di Londra e da varie collezioni private. Molti dei 300 oggetti in mostra non hanno mai lasciato l'Italia. 

Grande supporto organizzativo all'esposizione è stato dato dal Gruppo Sanpaolo che in un più ampio programma di collaborazioni con la prestigiosa Oxford University ha siglato attività di formazione, di ricerca scientifica, scambi e borse di studio, segno della grande importanza che da sempre la Banca con i suoi numerosissimi impegni culturali  da alla diffusione dell’arte italiana nel mondo.

In mostra saranno esposti oltre 300 reperti archeologici provenienti da prestigiose collezioni e alcuni anche di recente scoperta che racconteranno la vita quotidiana degli antichi Romani, dai campi coltivati, alle taverne e ai triclini, alle cucine e luoghi di culto. Cibi carbonizzati daranno un’idea delle antiche preparazioni culinarie che si sono preservate dalla furia del vulcano, così come statue e mosaici racconteranno la ricchezza delle ville aristocratiche degli antichi signori.

Fish. Museo Archeologico di Napoli

"La collaborazione, che perdura da diversi anni, con la Oxford University, un'istituzione riconosciuta tra le migliori al mondo nel campo della ricerca e della formazione, rappresenta per Intesa Sanpaolo una delle partnership più qualificanti. Grazie ad essa, Intesa Sanpaolo e i suoi manager - così come giovani studenti meritevoli - hanno la possibilità di accrescere le proprie competenze in un luogo storicamente consacrato alla conoscenza e all'approfondimento. Un legame che oggi si arricchisce di un nuovo significato  con il nostro sostegno a una mostra che racconta la vita quotidiana degli antichi Romani e offre un notevole contributo scientifico alla diffusione della storia e della cultura italiana, a partire da scoperte archeologiche anche recenti. E' una ulteriore testimonianza di come l'arte e la cultura siano parte integrante del nostro operare come Banca, un aspetto che non viene tralasciato anche in una collaborazione di tale importanza, una delle più ampie stabilite finora da Intesa Sanpaolo con atenei esteri", ha commentato Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer Intesa Sanpaolo.

 


La locanda di Asellina. Viaggio tra sapori e storia della città di Pompei

Un libro di veloce lettura, fresco e ricco di informazioni, La locanda di Asellina racconta un mistero che vede come protagonista una donna realmente esistita nella Pompei di 2000 anni fa che l’autrice Rosa Tiziana Bruno racconta con passione e accuratezza, senza tralasciare nessun dettaglio. Potrebbe apparentemente sembrare un libro per ragazzi, così come annunciato sul retro del volumetto, ma la storia appassiona e diverte fino all’ultima pagina che arriva un po’ presto e chiede all’autrice di continuare a raccontarci la vicenda.

Un intreccio ben scritto tra invenzione e caratterizzazione di un personaggio storico con continui riferimenti, mai banali e ben approfonditi, sui costumi dell’epoca, la terminologia latina e il cibo che, a fine di ogni capitolo, è possibile leggere in schede ben preparate anche graficamente. A Pompei inoltre, passeggiando su via dell’Abbondanza, si può ancora ammirare la locanda realmente appartenuta ad Asellina che con le schiave – locandiere Maria, Egle e Smyrina lavorava tra tavoli affollati e chiassosi. Tra il bancone di marmo e le scritte elettorali sui muri, chiudendo gli occhi, è ancora possibile immaginare il profumo dei piatti e il gran vocio degli avventori. Dagli scavi archeologici sappiamo anche che fu rinvenuto tutto il servizio necessario all’attività della locanda, tra cui brocche, orci, un bollitoio, una caldaia e una grande lampada di bronzo appesa, segno che la caupona con thermopolium rimaneva aperta fino a sera tarda.

E poi un viaggio alla ricerca di sapori antichi e ricette che allietano le papille gustative, e ci informano sulle pietanze più ricercate dalla nobiltà pompeiana che tra i profumi delle spezie, delle carni e del garum, protagonista di molte ricette presenti nella storia e dei piatti più famosi dell’epoca, ci racconta una storia multietnica di una delle città sicuramente più ricche della Campania antica.

Rosa Tiziana Bruno con la sua scrittura curata e ricca, riesce a raggiungere la curiosità del giovane lettore invitandolo ad appassionarsi alla storia antica che non è un semplice racconto sterile ma trova, nel corso del suo dispiegarsi, ricchi intrecci e storie affascinanti. Ma il libro può e deve essere letto anche dagli adulti perché il linguaggio non è assolutamente banale e si può riscoprire un mondo che, anche se abbandonato sui banchi di scuola, è sempre attuale, vivo e appassionante.

Come nasce La locanda di Asellina?

L’idea nasce dalla mia passione per la Storia, una disciplina viva e meravigliosa. E nasce anche dalle emozioni forti che ho provato, fin da bambina, passeggiando per le strade millenarie della Pompei romana.

Una donna protagonista di un mondo maschilista, forte e determinata. Come si è immaginata questo personaggio per la sua storia?

La locanda di Asellina è il primo romanzo ambientato nella Pompei dell’Impero romano che ha per protagonista un personaggio femminile reale: una donna imprenditrice che con la sua storia ci fa entrare nel mondo dell’antichità e ci guida nella scoperta di usanze, pensieri, giochi e ricette buonissime. Per raccontare di lei sono partita dalle notizie storiche che gli archeologici hanno raccolto, per poi proseguire immaginando emozioni e carattere di questa donna audace. Asellina gestiva una locanda in pieno centro, forse la più famosa e frequentata della città, e non era di certo un lavoro semplice, specie all’epoca. Infine, ho condito la trama con una punta di giallo, perché il mistero rende più divertenti le storie.

Dalla colazione alla cena, i Romani amavano il buon cibo e curavano ogni dettaglio. Quale ricetta l’ha incuriosita di più?

Difficile scegliere! Forse la ricetta del “moretum”, formaggio condito con erbe aromatiche e aglio, è fra quelle più interessanti perché ci ricorda la semplicità delle cose buone e, soprattutto, che il passato non è mai veramente passato, ma vive nel nostro quotidiano. Ancora oggi in molti paesi europei, oltre che in Italia, si preparano ricette a base di erbe e formaggio; dobbiamo ringraziare gli antichi Greci e Romani per la nostra tradizione culinaria e per la nascita della Dieta mediterranea.

Qual è il messaggio del suo libro?

Preferisco che siano i lettori a trovare fra le righe un messaggio. Mi limito a scrivere storie, anche se in questo caso, oltre che una trama inventata, ci sono tante notizie storiche approfondite. Ecco, sicuramente la mia speranza più grande è riuscire ad avvicinare i bambini e le loro famiglie alla Storia e al Patrimonio Culturale. Passeggiare nei siti archeologici con un libro tra le mani fa bene, sapete che in Canada prescrivono le passeggiate culturali come terapia per molte malattie?

Insegnante e sociologa. La scuola sembra aver dimenticato l’insegnamento della storia che vede sempre più una progressiva diminuzione delle ore d’insegnamento. Cosa rappresenta per lei questa materia che in realtà è fondamentale non solo per i giovani?

La conoscenza della Storia ci permette di essere liberi perché offre la possibilità di comprendere meglio il presente, di capirne i lati oscuri e apparentemente incomprensibili, e dunque ci aiuta a capire noi stessi e a fare delle scelte in piena consapevolezza.

Prossimo libro a cui sta lavorando?

Mi sono talmente divertita a scrivere di Asellina che poi ho pensato di pubblicare un altro libro ambientato a Pompei, stavolta con un protagonista maschile: un gladiatore (L’ultimo gladiatore di Pompei)! Adesso, invece, sto lavorando a una storia ambientata nella Magna Grecia. Spero di potervi parlare presto anche di questo nuovo libro, che sarà abbinato a un progetto educativo importante, per piccoli e adulti.


Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei

Apre il cantiere di Villa Regina a Boscoreale

Villa Regina, apre le porte del suo cantiere venerdì 14 giugno, in occasione delle Giornate dell’Archeologia  per raccontare gli interventi di messa in sicurezza e restauro che la stanno interessando, offrendo al contempo l’opportunità di visita alla Villa rustica, in attesa della sua riapertura definitiva.

Le visite al cantiere si svolgeranno alle ore 9:00 alle ore 12:00 e dalle 13:00 alle 16:30, con ingresso gratuito ai  visitatori, che saranno accolti da un responsabile dell'Impresa ACF Restauri e da un funzionario del Parco Archeologico

Le Giornate dell’archeologia, in programma dal 14 al 16 giugno 2019 nei luoghi di cultura statali e non, promosse dal Mibac, nascono su  iniziativa dell’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva(INRAP – lnstitut national de recherches archéologiques préventives), che per il decimo anniversario ha coinvolto tutti i paesi Europei, come occasione per  promuovere il patrimonio e far conoscere il lavoro dell’archeologo,attraverso conferenze, spettacoli, laboratori didattici e visite guidate a cantieri di scavo.

Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei
Villa Regina, Boscoreale. Crediti Parco archeologico di Pompei

Villa Regina è l’unica villa rustica interamente scavata delle numerose fattorie specializzate nella produzione agricola presenti sul territorio  pompeiano. Fu scoperta nel 1977, a seguito di lavori edilizi, e poi portata in luce con accurate campagne di scavo concluse nel 1980.

E’ composta da vari ambienti disposti sui tre lati di un cortile scoperto che ospita la cella vinaria con diciotto dolia (orci per la conservazione del vino). L’attività principale era infatti la produzione del vino.

Nella villa si conservano alcuni calchi degli infissi in legno di porte e finestre.  Gli ambienti pregiati della Villa, oltre  all’ampio porticato, al torcularium con i calchi del torchio ligneo ed i fori e pozzetti per il suo ancoraggio al suolo, la vasca di premitura ed il contenitore per la raccolta del mosto; includono il triclinio, dalle pareti decorate da pitture attribuite alla fase di transizione tra il III e il IV stile; la cucina, in disuso al momento dell’eruzione, con forno in muratura e focolare al centro della stanza, un vano di servizio con la cisterna per l’acqua, sormontata da un vaso di argilla ; il granaio per la conservazione di fieno, cereali e legumi, adiacente all’aia scoperta.

La villa, che presentava anche un piano superiore, è databile nel suo impianto originario al I sec. a.C. e fu ampliata in almeno due fasi successive in età augustea e giulio-claudia. Nel portico venne ritrovato durante lo scavo un carro da trasporto (plaustrum), di cui restano evidenti, in una stradina adiacente alla villa, i solchi lasciati dalle ruote nel terreno.

Il piano di calpestio dell’area circostante la villa è costituito dal terreno agricolo del 79 d.C., che conserva le tracce delle antiche coltivazioni e di cui sono stati eseguiti i calchi delle radici di vite. Accanto ad esse sono state ripiantate le viti per la ricostruzione dimostrativa dell’impianto del vigneto.
Lungo le pareti dello scavo la stratigrafia del terreno mostra chiaramente la successione dei depositi di materiale piroclastico determinati dall’eruzione del 79 d.C. che causò la distruzione della piccola fattoria

 
Gli interventi  finalizzati alla messa in sicurezza dell’edificio e alla futura fruizione da parte del pubblico, hanno previsto la sistemazione e  ripristino delle coperture, oltre ad interventi conservativi di pulitura degli apparati decorativi.
 
L’ingresso all’adiacente Antiquarium di Boscoreale permane a pagamento.


Geronimo Stilton e il sito UNESCO "Aree Archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata"

​​Al via le iniziative rivolte ai più piccoli nei siti archeologici vesuviani
Geronimo Stilton

GERONIMO STILTON

presenta

la guida e le mappe per ragazzi

del SITO UNESCO 829

“AREE ARCHEOLOGICHE DI POMPEI,

ERCOLANO E TORRE ANNUNZIATA”

                                                

 Giovedì 13 giugno ore 10,30

Teatro Piccolo degli scavi di Pompei

Ingresso Piazza Esedra

A un anno di distanza dalla sua prima visita  e dopo un intenso lavoro al fianco degli alunni di 12 istituti comprensivi di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Trecase e Napoli, torna agli scavi di Pompei Geronimo Stilton, il topo giornalista più amato dai bambini di tutto il mondo, per presentare le nuove mappe e la guida del sito Unesco 829 “Aree archeologiche di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, dedicate ai più piccoli e ai ragazzi.

Giovedì 13 giugno presso il Teatro Piccolo degli scavi di Pompei sarà presentato il risultato finale delle attività.

Interverranno:

-        Il Direttore ad interim del Parco Archeologico di Pompei, Alfonsina Russo

-        il prof. Massimo Osanna assieme al Direttore del Grande Progetto Pompei, Generale  Mauro Cipolletta;

-        il Direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano;

-        Laura Acampora del Segretariato generale del Ministero per i beni e le attività culturali -  Servizio I, Ufficio Unesco del Mibac;

-        Elena Pagliuca dell'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco;

-        Rachele Geraci di Atlantyca​, Responsabile eventi culturali e relazioni con le Istituzioni;

-         e, naturalmente, Geronimo Stilton, protagonista e autore della serie editoriale pubblicata in Italia da Edizioni Piemme e in altre 49 lingue nel mondo e dei cartoni animati in onda su RAI,  qui presente in pelliccia e baffi assieme agli alunni e professori delle classi partecipanti al progetto.

Le mappe saranno in distribuzione presso gli ingressi dei tre siti, assieme alla guida che sarà distribuita in questa prima fase gratuitamente.

L’ingresso all’evento di presentazione è aperto ai visitatori, fino ad esaurimento posti (max. 150).

 

Geronimo Stilton è stato  testimonial d’eccezione del progetto educativo  “Itinerario didattico formativo tra i siti di Pompei, Ercolano, Torre Annunziata, Napoli” rivolto ai giovani cittadini del sito UNESCO, finanziato con i fondi della L. 77/2006 (legge per “misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “Lista del patrimonio mondiale” posti sottola la tutela dell’UNESCO).  Il progetto -  svoltosi in collaborazione con l'Osservatorio Permanente del Centro Storico di Napoli-sito Unesco - ha avuto l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la sensibilità dei più giovani nei confronti del patrimonio culturale mondiale, anche attraverso l’osservazione delle tecniche di conservazione e valorizzazione.

L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Atlantyca Entertainment, l’azienda milanese che gestisce i diritti editoriali internazionali, di animazione e di licensing del personaggio Geronimo Stilton.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
via Viale Villa Regina - 80041 Boscoreale (Napoli)

web: www.pompeiisites.org
FaceBook: https://www.facebook.com/pompeiisoprintendenza/
Twitter: https://twitter.com/pompeii_sites
Instagram: https://www.instagram.com/pompeii_parco_archeologico/
YouTube: https://www.youtube.com/c/PompeiiSites79dc

Giorgio Sommer [Public domain]

Il pioniere dell'archeologia pompeiana: Giuseppe Fiorelli

L’8 giugno, in occasione della data di ricorrenza del compleanno di Giuseppe Fiorelli, l’ingresso al Parco archeologico di Pompei sarà gratuito grazie all’iniziativa promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “Io vado al Museo”. Fiorelli fu una delle personalità più importanti nel mondo dell'archeologia pompeiana, soprattutto durate il periodo dell’Unità d’Italia. Già dal 1860 l’archeologo napoletano era stato chiamato a dirigere gli scavi succedendo ad Alexandre Dumas, per pochi mesi alla guida delle antichità napoletane dopo la presa della città da parte di Garibaldi.

Giuseppe Fiorelli
Giuseppe Fiorelli

Fiorelli si dedicò con impegno e dedizione al suo incarico riprendendo le attività di scavo a Pompei con metodi totalmente innovativi sia nella fase manuale vera e propria sia nel restauro, tanto che il periodo della sua direzione rappresenta uno dei momenti sicuramente più felici dell’archeologia italiana. A lui si deve la suddivisione di Pompei in nove regiones ulteriormente ripartite in insulae, e l’introduzione nello scavo del metodo stratigrafico, facendo così partire i lavori di scavo dall’alto degli edifici e non più dal fianco come si era fatto fino ad allora. In questa maniera non andavano a perdersi informazioni importantissime come la dinamica dei crolli dei tetti degli edifici e delle abitazioni e si andavano ad acquisire dati che poi sarebbero serviti a ripristinare le volumetrie architettoniche nella successiva fase di restauro.

Giorgio Sommer [Public domain]
Giorgio Sommer [Public domain]
Fiorelli fu inoltre inventore della tecnica dei calchi in gesso che permise di recuperare elementi della vita della città e informazioni eccezionali su piante, animali e individui. Con del gesso si andavano a riempire le cavità lasciate nella cenere compattata restituendo quelle che un tempo erano persone colte negli ultimi istanti di vita, ma anche complementi di arredo, strutture, infissi, porte, mobili e vari oggetti di cui altrimenti non ne avremmo più traccia. Questo procedimento fu applicato anche alle cavità lasciate dalle radici decomposte che ha permesso di riconoscere piante e di ripristinare coltivazioni, giardini con alberi da frutto, fiori e orti. Con Fiorelli, inoltre, si afferma un nuovo modo di concepire il restauro che porterà a lasciare le pitture degli affreschi in situ e ad un maggior rispetto dell’aspetto originario degli edifici scavati, evitando drastiche ricostruzioni su di essi. Per quanto positiva l’intenzione e senza una dovuta manutenzione ordinaria, molti reperti purtroppo sono andati incontro al deterioramento.

Plastico di Pompei, Museo archeologico di Napoli. Foto di Alessandra Randazzo
Plastico di Pompei, Museo archeologico di Napoli. Foto di Alessandra Randazzo

Sotto la sua guida e di Tascone, tra il 1870 e il 1885, venne realizzata la grande pianta generale di Pompei che successivamente avrà aggiornamenti e nuovi inserimenti cui si abbinò il dettagliatissimo Plastico di Pompei in scala 1:100 ancora oggi visibile al Museo Archeologico di Napoli. Sistematica fu anche la sua attività di documentazione degli scavi che culminò tra il  1860-64 nella pubblicazione "Pompeianorum Antiquarium Historia" nella quale furono raccolte tutte le testimonianze degli scavi borbonici condotti dal 1748 al 1860. Dal 1861 in poi Fiorelli cominciò a pubblicare con fare divulgativo il “Giornale degli Scavi” con il quale si dava notizia a livello nazionale delle attività in corso. A coronamento di tutta questa grandiosa attività scientifica, fu creata a Pompei la “Scuola di Archeologia”, concepita per ospitare giovani archeologi provenienti da ogni parte d’Europa.  La sua sede era nella Regio VI, Insula Occidentalis 27, in un edificio moderno fatto costruire appositamente e che oggi ospita il Laboratorio delle ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei.

A Fiorelli si devono inoltre interventi di scavo nella Regio VII, a completamento dei vecchi scavi borbonici, e delle insulae fiancheggianti la via Stabiana, gli edifici adiacenti la porta di Stabia e Porta Marina. Tra i complessi più importanti venuti alla luce si ricordano la Casa di Sirico, la Casa del Citarista, Porta Marina, il vicolo del Lupanare, la casa di M. Lucretius e il Tempio di Apollo.


Osanna

Torna Massimo Osanna alla guida del Parco Archeologico di Pompei

Osanna si, Osanna no, Osanna forse. Finalmente si sciolgono le riserve sul nuovo direttore del Parco Archeologico di Pompei e il ministro Alberto Bonisoli riconferma il professore lucano nonostante le perplessità degli ultimi giorni. Ieri infatti aveva dichiarato a margine della riunione della commissione di studio sul design a proposito della nomina del direttore di Pompei che stava facendo una selezione di persone - “una selezione che faccio guardando i curriculum, li incontro, e quando voglio capire di più li incontro un’altra volta”. A sorpresa oggi l’annuncio ufficiale.

Osanna
Osanna. Courtesy Parco Archeologico di Pompei

Massimo Osanna ricopriva questo ruolo già dal 4 gennaio 2016, mentre dal 2014 al 2016 ha ricoperto l’incarico di Soprintendente Speciale delle aree di Pompei e dei siti di Ercolano e Stabia. Dal 2015 è professore ordinario di Archeologia classica presso la Federico II di Napoli ed è stato Direttore per un decennio della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera.

In questi anni e grazie al Grande Progetto Pompei, molti sono stati i risultati positivi ottenuti dal team guidato da Osanna, risultati che sicuramente hanno proiettato il sito campano sull’Olimpo dei media mondiali.  Per un sito così complesso l’attenzione dovrà essere sempre massima, ma il capitolo crolli è una parentesi chiusa da tempo. Ora bisognerà programmare la manutenzione ordinaria, risolvere il problema custodi, problema che più volte Osanna aveva posto all'attenzione ma che un direttore non può risolvere perché competenza Mibac e perché no, avviare nuovamente quel programma di studio e ricerche nella Regio V che in questi mesi ha fatto sognare curiosi e studiosi grazie alle nuove scoperte.