Un esercito di Lego Classicist pronto ad invadere i social

Grandi e piccoli, tutti conoscono i Lego. Ma gli appassionati del mondo classico non possono perdersi, grazie ai social, il progetto LEGO CLASSICIST. Da un’idea di Liam D. Jensen, alias The Lego Classicist, archivista storico australiano, un esercito di classicisti ha invaso il web e ha conquistato gli studiosi del mondo antico in un sapiente mix fatto di pop art e storica antica.

Come rivela lo stesso Liam, tutto è iniziato per caso. Ricreare studiosi classici in mattoncini Lego ha superato ogni aspettativa ed è stata una voluta celebrazione del mondo antico e soprattutto del lavoro dei tanti studiosi che in più svariati enti e campi adorano il loro lavoro e ci permettono di conoscere quanto più della storia e dell’archeologia. Elemento innovativo e inclusivo l’utilizzo dei social, dove Liam annuncia di volta in volta nuovi membri della famiglia Lego Classicist.

Liam al lavoro nella realizzazione di uno dei suoi LC

In breve tempo e grazie al folto numero di curiosi, il progetto è diventato internazionale. Il potere della comunicazione passa anche attraverso il gioco e la capacità di abbattere ogni tipo di frontiera è tipica anche dei famosi omini LEGO amati in tutto il mondo e capaci di creare sempre scenari e avventure diversi. Tanti sono i personaggi che hanno aderito alla famiglia LC tra cui Mary Beard la cui minifigure è diventata virale tanto da essere stata ripresa anche dal canale BBC, dalla prestigiosa rivista tedesca di archeologia, Antike Welt, dal giornale della Society of Antiquaries of London, SALON e dalla Cambridge University. La stessa Beard ha in seguito utilizzato la sua minifigure all’interno di un suo programma televisivo, Front Row Late.

L’Italia al momento può vantare ben tre personaggi ritratti in minifigure Lego: Alessandra Giovenco, archivista della British School at Rome, il Prof. Massimo Osanna, archeologo e Direttore del Parco Archeologico di Pompei e il Prof. Giacomo Pardini, archeologo e numismatico, docente presso l’Università di Salerno. Allora abbiamo chiesto proprio a Liam, di parlarci del suo progetto e di alcuni dei suoi più importanti personaggi.

LEGO CLASSICIST
Alessandra Giovenco, Massimo Osanna e Giacomo Pardini

Liam, quando e come è nato il progetto Lego Classicist?

La prima minifigure Lego è stata pubblicata sui social media il 20 febbraio del 2016, ma il nome Lego Classicist è stato pensato solo dopo altre 3 minifigure e così ho creato una pagina Facebook dedicata al progetto. Questo è stato il vero momento in cui è nato Lego Classicist.

Quanti classicisti include il progetto e chi fa parte della famiglia LC?

In questo momento la famiglia LC include 90 studiosi scelti direttamente nell’ambito della disciplina classica ma presto mi piacerebbe includere anche categorie differenti come egittologi e chiunque sostenga lo studio della storia non solo antica come conservatori, bibliotecari e archivisti.

Chi è stato il primo personaggio LC?

Tecnicamente la prima minifigure realizzata quasi per caso è quella del Dott. Tom Hillard, docente di storia romana e vecchio amico di famiglia. Ma Michael Turner, creatore e designer dei tre modelli famosi del mondo antico tra cui Lego Pompeii , Lego Colosseo e Lego Acropoli, può ritenersi il primo vero ispiratore per la famiglia Lego Classicist.

Dall’Australia hai conquistato il mondo dei classicisti. Ti aspettavi tutto questo clamore?

Tutto è iniziato come gioco tra me e i miei amici e mai avrei pensato al fatto che LC potesse raggiungere il mondo dei classicisti con così tanto entusiasmo.

L’Italia è stata rappresentata attraverso tre personaggi. Cosa ci puoi dire di loro?

Massimo Osanna e il suo alter LC

La minifigure del Prof. Massimo Osanna mi è stata richiesta dal Nicholson Museum, Università di Sydney che voleva omaggiare il Professore  e inserire il suo personaggio all’interno del modello Lego Pompeii. Due accademici dell’Università di Sydney hanno consegnato di persona il piccolo Lego e lui ha diffuso la notizia tramite il suo canale Twitter.

Alessandra Giovenco è archivista alla British School di Roma e ho avuto il grande piacere di conoscerla personalmente nel 2016. Le nostre conversazioni quotidiane mi hanno ispirato e così è entrata a far parte della famiglia LC. La minifigure le è stata consegnata dal Direttore della BTR a nome mio.

Giacomo Pardini con il suo LC

Infine, il Prof. Giacomo Pardini mi aveva taggato in una foto che lo ritraeva come minifigure Lego, realizzato da suo nipote, con la scritta “quasi Lego Classicist”. Da allora abbiamo avuto una fitta corrispondenza legata sia al mondo dei Lego che a quello dell’archeologia e quindi ho sentito la necessità di farlo divenire membro della famiglia LC anche se penso che la minifigure di suo nipote sia sicuramente migliore della mia! Il Prof. Pardini ha ricevuto giusto poche settimane fa la sua minifigure LC presso l’Università di Salerno.

Tutti e tre hanno risposto con grande entusiasmo che non può essere espresso a parole ma è visibile sui loro volti e nelle foto che mi hanno inviato assieme alle minifigures. I Romani hanno avuto un grande ruolo nella storia antica ed è giusto che nella famiglia LC ci siano molti altri membri in futuro.

Quale messaggio vuoi trasmettere attraverso il tuo progetto?

Spero che LC possa dare la possibilità a tutti di diffondere quanto più possibile il mondo antico e il suo studio. LC ha lo scopo di aiutare ad unire la comunità di classicisti così da evidenziare il loro lavoro e renderlo quanto più fruibile per tutti e ad un pubblico sempre più ampio. Il mondo LC vuole unire la classicità senza banalizzarla ma rendendola solo un po’ più giocosa.

Il primo Lego Classicist di questo 2020 è stato realizzato per il Prof. Pardini, ci puoi dire se ci saranno altri italiani nella famiglia?

Sono in contatto con un classicista italiano che spero presto possa entrare a far parte di LC e ne ho altri due in mente che saranno rivelati più in là.

Cos’è l’Internation Lego Classicism Day e come si svolgerà?

LEGO CLASSICIST

è un evento social che gestisco dal 2017 e che ricade proprio il 20 di febbraio. È l’anniversario dei Lego Classicist e mi piace utilizzare questa data per invitare tutti a festeggiare e celebrare la storia antica attraverso i mattoncini Lego. Ognuno lo può fare  a modo suo. Può condividere il suo modello Lego preferito, quello che ritrae Pompei al Nicholson Museum è il mio preferito, oppure puoi scattare una foto dove ci sono rovine classiche e una figura Lego seduta in un famoso sito antico. L’hashtag ufficiale di quest’anno è #LCD2020

 

 

 


Nuove indagini a Pompei. Gli speleologi indagano il sottosuolo tra cunicoli e canali

Questa volta si scende nel ventre della città antica e un gruppo di speleologi esplora 457 metri di cunicoli e canali di drenaggio delle acque che attraversavano l’area del Foro da Porta Marina alla villa Imperiale. Le ricerche sono state possibili grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e il gruppo di speleologi dell’Associazione Cocceius con cui si è stipulato un accordo di collaborazione già dal 2018 e che porterà alla ricognizione e allo studio del sistema di drenaggio delle acque della città a partire dal Foro Civile.

In questi anni l’analisi del sottosuolo è risultata assai complessa sia per una mancanza di adeguata preparazione sia per diversi fattori che ne hanno impedito l’approfondimento. Anzitutto la difficoltà logistica delle strutture, irrangiungibili senza la dovuta attrezzatura e l'adeguata preparazione da parte del personale oltre che di mezzi idonei per scendere al di sotto del terreno calpestabile. La recente esplorazione ha portato ad un’analisi dettagliata del sistema delle acque e informazioni importanti sul contesto di scavo e sul materiale recuperato ma anche dati sulle potenziali criticità del sistema e le modalità di rimedio in caso di necessità.

Massimo Osanna. Foto: Parco archeologico di Pompei

La prima fase del progetto si è conclusa agli inizi di gennaio. La seconda mirerà alla rifunzionalizzazione di canali e cisterne per il drenaggio delle acque con forte impulso ai fini della tutela. Le indagini hanno permesso l’identificazione di una rete di cunicoli e canali che si dirama da una coppia di cisterne al di sotto del Foro, corre sotto via Marina e arriva fino alla Villa Imperiale. In antico, il sistema permetteva lo scarico dell’acqua piovana in eccesso nel condotto di via Marina verso il mare. Il sistema è stato ripristinato e ripulito dai depositi antichi e sono state ripristinate le funzionalità.

Foto: Parco Archeologico di Pompei

Sebbene ancora in via preliminare sono state datate le strutture antiche e si sono ipotizzate tre fasi principali di vita; una prima fase di età ellenistica (fine III – II secolo a.C.); una seconda fase di età tardo repubblicana (inizio – fine I secolo a.C.); una terza fase di età augustea fino al 79 d.C.

Foto: Parco Archeologico di Pompei

Il progetto di esplorazione dei cunicoli fa parte delle attività del Parco Archeologico di Pompei, finalizzate ad ampliare la conoscenza del sito, base imprescindibile di ogni intervento di monitoraggio e tutela dello stesso. – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – Questa prima, ma completa esplorazione del complesso sistema di canali sotterranei conferma il potenziale conoscitivo che il sottosuolo di Pompei conserva, e dimostra quanto ancora ci sia da indagare e studiare. Inoltre, molte lacune del passato sulla conoscenza di alcuni aspetti o aree della città antica si stanno colmando, grazie alla collaborazione di esperti nei vari settori, che rendono l’acquisizione dei dati sempre più accurata, grazie a competenze specialistiche che in altre epoche di scavo o di studio mai erano state coinvolte.”

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Arriva POMPEI 365 L’abbonamento per visitare Pompei ogni volta che vuoi – dal 1 gennaio 2020

​Dal 1 gennaio 2020 gli appassionati di Pompei potranno visitare i siti archeologici ogni volta che vorranno ad un prezzo agevolato, grazie all’abbonamento annuale Pompei 365.

La tessera di accesso avrà il costo di 60€ per Pompei e di 80€ per Pompei, Oplontis e Boscoreale (l’ingresso a Stabia è gratuito). Un’ ulteriore agevolazione è prevista per i giovani tra i 18 e i 25 anni (non compiuti), che potranno accedere illimitatamente al solo costo di 8€.

In occasione delle festività natalizie inoltre, - dal 15 dicembre al 31 dicembre - attraverso la piattaforma www.ticketone.it  (senza alcun costo di commissione nel periodo di lancio)  sarà possibile acquistare e/o regalare  l’abbonamento ad un prezzo ulteriormente ridotto: 50€ per Pompei e 70€ per tutti i siti. Sarà rilasciato un documento di prenotazione che darà poi diritto al ritiro della tessera cartacea in biglietteria a partire dal 1 gennaio.

Dal 2020 l’abbonamento sarà, poi, acquistabile sia on-line sul sito www.ticketone.it sia presso lo sportello dedicato della biglietteria di Porta Marina.

La tessera nominativa e non trasferibile, con durata annuale dalla data di emissione, darà diritto - previa esibizione del documento d’identità - ad ingressi illimitati ai siti archeologici nonché alle mostre temporanee in corso. Sarà utilizzabile esclusivamente nei giorni e negli orari di apertura ordinari. E saranno escluse dall’abbonamento le iniziative non gestite dal Parco e non comprese nella bigliettazione o nella programmazione ordinaria.

Inoltre, sempre a partire dal 1° gennaio, il prezzo del biglietto ordinario di accesso al sito di Pompei sarà di 16€.

“La scelta di introdurre un abbonamento per i siti archeologici, a cui già da tempo pensavamo, - dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna - ha voluto rispondere alle forti sollecitazioni dei tanti appassionati di archeologia e dei tanti cittadini che hanno manifestato il loro interesse attraverso una recente petizione fattaci pervenire. Un’iniziativa che abbiamo deciso di omaggiare, riprendendo il nome proposto di Pompei365.

Se contestualmente abbiamo aumentato il costo del biglietto di ingresso agli scavi di 1€, in considerazione delle esigenze di spesa di un’area archeologica tanto vasta e tanto visitata, ma restando in linea anche con gli standard dei principali musei italiani e stranieri, dall’altro siamo fortemente voluti andare incontro alle richieste del territorio al fine di garantire la più ampia partecipazione e inclusione di tutta la cittadinanza. Un coinvolgimento che consideriamo fondamentale per trasferire in maniera sempre più profonda la consapevolezza dell’inestimabile tesoro culturale che ci è stato consegnato e dell’importanza di salvaguardarlo.

L’abbonamento assieme all’iniziativa delle domeniche gratuite, introdotta dal Mibact,  sono mirati ad ampliare le possibilità di visita al sito e avvicinare ogni categoria di utente a questo patrimonio unico che è a portata di mano, ma va riscoperto e fruito sempre al meglio.”


Osanna racconta il "Tempo ritrovato di Pompei" al Teatro Mercadante

Martedì 26 novembre, nella prestigiosa cornice del Teatro Mercadante di Napoli, si è svolta la presentazione del libro “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte” scritto dal Direttore del Parco Archeologico di Pompei Massimo Osanna e pubblicato da Rizzoli.

Durante l’evento, l’autore ha dialogato con il direttore del Corriere del Mezzogiorno Enzo D’Errico e il professor Stefano De Caro.

Massimo Osanna al Teatro Mercadante. Foto: Teresa Pergamo

Dieci anni fa le immagini del crollo della Schola Armaturarum, avvenuto nella notte del 6 novembre 2009, fecero il giro del mondo denunciando lo stato d’incuria e degrado in cui versava il sito archeologico di Pompei. Da allora le cose sono cambiate e con l’avvio, alcuni anni dopo, del Grande Progetto Pompei si è potuto mettere in sicurezza la maggior parte delle rovine e riprendere le indagini e gli interventi di scavo. 

Libro. Foto: Teresa Pergamo

Nel volume, corredato da un ricco apparato fotografico, Osanna ha raccontato, con un approccio scientifico ma usando un linguaggio divulgativo, le recenti scoperte avvenute durante lo scavo della Regio V in cui sono stati trovati affreschi, mosaici, architetture e oggetti del quotidiano che hanno restituito uno spaccato della vita degli uomini e delle donne travolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Firma copie. Foto: Teresa Pergamo

Osanna ha raccontato di aver pensato di scrivere un libro sul suo lavoro a Pompei già dall’inizio del suo primo mandato da Direttore del Parco ma che il progetto ha preso forma concreta, anche grazie alla proposta della casa editrice Rizzoli, soltanto a inizio anno, nei mesi intercorsi tra la fine del primo mandato e la riconferma per il secondo. L’autore ha anche sottolineato il suo desiderio di realizzare un’opera scientifica ma al contempo comprensibile anche ai non addetti ai lavori.

Nel successivo dibattito con D’Errico e De Caro sono stati affrontati diversi argomenti cominciando dal fondamentale cambiamento nel modo di gestire il sito di Pompei dopo il crollo del 2009, che si è rivelato fondamentale per riscoprire l’importanza della manutenzione delle strutture. Altro tema dibattuto è stato quello dell’opportunità di effettuare nuovi scavi. Se De Caro ha evidenziato la necessità di considerare la sostenibilità economica degli scavi, Osanna ha ribadito che è necessario procedere a nuovi scavi quando servono a mettere in sicurezza il fronte di scavo. Infine, si è parlato del turismo di massa e dell’esigenza di coniugare la valorizzazione, che deve essere prima di tutto culturale, con la tutela del sito, realizzabile anche spostando l’ingente flusso turistico dal Parco Archeologico di Pompei verso altre zone meno note ma ugualmente importanti come le Ville di Stabia e i Campi Flegrei.

Massimo Osanna. Foto: Teresa Pergamo

Dopo la presentazione, Massimo Osanna si è fermato con il pubblico in sala per firmare le prime copie di “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte”.


Pompei tra "Il tempo ritrovato" e le nuove aperture

Giornata importante e densa di appuntamenti quella di lunedi 25 Novembre per il Parco Archeologico di Pompei. Si comincia con la riapertura di Via del Vesuvio, dove, in seguito agli interventi di messa in sicurezza dei fronti di scavo che stanno interessando circa 3 Km di perimetro che costeggia l'area non scavata della città è tornata fruibile al pubblico - grazie al Grande Progetto Pompei - un'ampia zona degli scavi.
Presentazione stampa. Foto: Pompei Parco archeologico
In particolare, proprio nell'area interessata, è stato possibile ammirare, ad un anno dal ritrovamento, lo splendido affresco raffigurante il mito di Leda e il Cigno, certamente uno dei più suggestivi ritrovamenti nell'area della Regio V. La visita continua ancora con l'ingresso negli ambienti delle Terme Centrali, riaperti dopo importanti lavori di restauro e messa in sicurezza.
I visitatori, inoltre, potranno accedere  anche nella Casa degli Amorini Dorati, riaperta dopo alcuni anni in seguito ad importanti interventi di manutenzione.
Massimo Osanna. Foto: Pompei parco archeologico
Al termine dell'anteprima stampa,  presso la saletta convegni San Paolino, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, prof. Massimo Osanna, ha illustrato le varie fasi dello scavo e della messa in sicurezza dell'area della regio V, presentando in anteprima alla stampa il suo nuovo libro edito da Rizzoli: "Pompei. il Tempo Ritrovato. Le Nuove Aperture", nel quale vengono trattati gli straordinari ritrovamenti sia nel loro aspetto puramente scientifico sia da un punto d'osservazione quasi romantico, legato certamente all'emozione della scoperta e alla responsabilità avvertita nell'adottare tutte le possibili cautele affinchè il pubblico dei visitatori ne potesse goderne appieno.
Leda e il Cigno. Foto: Pompei parco archeologico
La Domus di Leda 
La casa è stata cosi ribattezzata in seguito al ritrovamento, in uno dei cubicoli (forse una camera da letto), di un raffinato affresco che illustra la scena del congiungimento tra Giove, trasformatosi in cigno, e Leda, moglie di Tindaro re di Sparta.
Dal doppio amplesso, prima con Giove poi con Tindaro, nasceranno i gemelli Castore e Polluce (I Dioscuri), Elena, futura moglie di Menelao, re di Sparta e generatrice della Guerra di Troia, e Clitennestra, sposa e assassina di Agamennone, re di Argo e fratello di Menelao.
L'intera stanza è impreziosita da decori raffinati in IV stile, caratterizzati da delicati ornamenti floreali intervallati da grifoni con cornucopie,amorini volanti, nature morte e scene di lotta fra animali; alle spalle di quest'ambiente, in una delle pareti dell'atrio, è l'Affresco di Narciso che si specchia nell'acqua rapito dalla sua immagine, secondo l'iconografia classica.
Interessante in questo ambiente, precisamente nello spazio del sottoscala, probabilmente utilizzato come deposito, il ritrovamento di una dozzina di contenitori in vetro, otto anfore e un imbuto in bronzo, mentre una situla (contenitore per liquidi) bronzea è stata rinvenuta accanto all'impluvio.
L'amore e la soavità dei sensi, raffigurate nelle più svariate forme, caratterizzano gli ambienti di questa elegante domus che già dal corridoio d'ingresso accoglieva gli ospiti con l'immagine apotropaica del Priapo, vigorosamente affrescato.
Terme Centrali. Foto: Pompei parco archeologico
Le Terme Centrali  
Il complesso è posto all'incrocio tra via di Nola e via Stabiana e si sviluppa occupando lo spazio di un intero isolato, quello dell'insula 4 nella Regio IX, riutilizzato a seguito dello spianamento di edifici preesistenti, probabilmente danneggiati in maniera irreversibile dal terremoto del 62 d.C.
Al momento dell'eruzione la costruzione del complesso non risultava ultimata ma l'ambiziosità del progetto si intuisce già dalla monumentale facciata che da sul cortile; le sale per i bagni erano molto più spaziose e luminose rispetto alle altre Terme pompeiane mentre risulta mancante la separazione tra ambienti maschili e femminili, che ha fatto supporre fasce orarie diverse per le donne e per gli uomini.
L'intero complesso e' stato sottoposto a interventi di consolidamento e di restauro, realizzati con fondi ordinari.
Bambino delle Terme Centrali. Foto: Pompei parco archeologico
Nell'Aprile del 2018, all'interno del complesso, è stato rinvenuto lo scheletro di un bambino di 7-8 anni, emerso durante la pulizia di un ambiente d'ingresso, al di sotto di uno strato di circa 10 centimetri, probabilmente travolto dal flusso piroclastico mentre cercava riparo nell'ambiente chiuso.
La Casa Degli Amorini Dorati    
La casa, certamente da annoverare tra le più eleganti abitazioni di età imperiale, deve il suo nome agli Amorini incisi su due medaglioni d'oro che decorano un cubicolo del portico.
Casa degli amorini dorati. Foto: Pompei parco archeologico
La dimora si sviluppa intorno allo scenografico peristilio caratterizzato da un giardino di tipo rodio, ossia munito su un lato di colonne di maggiore altezza sormontate da un frontone, che donava un accentuato tono di sacralità agli ambienti che vi si affacciavano.
Il carattere marcatamente religioso del peristilio è riscontrabile anche dalla presenza di ben due luoghi di culto al suo interno, ossia un edicola ed un sacello; l'edicola era infatti destinata al culto domestico dei Lari, divinità connesse agli antenati, mentre il sacello era destinato al culto delle divinità egizie ritratte nei dipinti, cioè Anubi, dio dei morti con la caratteristica testa da sciacallo, Arpocrate, dio bambino figlio di Iside, la stessa Iside e infine Serapide, dio guaritore.
La presenza di oggetti legati al culto isiaco fanno ritenere che il proprietario della casa, individuato da graffiti e da un anello-sigillo in Cnaeus Poppaeus Habitus, imparentato con Poppea Sabina Minore, era forse un sacerdote.
La Domus è stata interessata da interventi di manutenzione che hanno interessato principalmente la messa in sicurezza degli apparati decorativi mediante integrazioni delle lacune dei mosaici pavimentali e degli intonaci, la messa in opera di dissuasori anti volatili, la realizzazione di una passerella di accesso ed infine la pulitura delle strutture archeologiche.

Ercolano. Dopo anni di chiusura ecco la Casa del Bicentenario

Si è svolta Mercoledì 23 Ottobre ad Ercolano la conferenza stampa di riapertura della Casa del Bicentenario, lussuosa domus posta al centro dell'antica città vesuviana e chiusa al pubblico da ben 36 anni, precisamente dal 1983. A determinarne l'inaccesibilità, gravi problematiche di ordine strutturale che hanno coinvolto l'edificio sin dalla sua scoperta, avvenuta grazie all'opera dell'archeologo Amedeo Maiuri nel 1938.
Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto, il Direttore Generale del Grande Progetto Pompei, Mauro Cipolletta, il Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna, il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, Francesco Sirano, il Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, il Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile restauro e conservazione  per il Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. L'inaugurazione è stata inoltre arricchita dalla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, on. Dario Franceschini.
Nel corso della cerimonia sono state illustrate le tappe fondamentali che hanno condotto alla riapertura dell'elegantissima domus, sottolineando a tal proposito come la stretta e proficua collaborazione pubblico-privato - soprattutto grazie agli sforzi compiuti dall'erede della dinastia della multinazionale dell'informatica Hewlett Packard (David W. Packard) a partire dal "lontano" 2006 - abbia costituito e costituisca tuttora una condizione imprescindibile per il rilancio della cultura e dei Beni Culturali nel nostro paese. In questa direzione, infatti, si sono spinti gli interventi del Presidente dell'Istituto Packard Beni Culturali, Michele Barbieri, del Responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, Jane Thompson, e il Responsabile del Getty Conservation Institute, Leslie Rainer. Costoro hanno voluto focalizzare l'attenzione sull'importanza che il proficuo lavoro portato avanti - a partire dal 2010 e in sinergia tra le istituzioni scientifiche coinvolte nel progetto -ha rappresentato nella risoluzione, anche se non definitiva, delle problematiche connesse alla fruizione dell'edificio, a favore del quale sono state introdotte tecniche pilota di monitoraggio e conservazione delle superfici decorate, sia parietali che pavimentali.
Casa del Bicentenario
Interessante e meritevole di attenzione anche l'illustrazione del programma di "Close Up" attuato all'interno del Parco, che consiste nel dare la possibilità ai visitatori di poter assistere al dietro le quinte del lavoro svolto da archeologi e restauratori, impegnati nello scavo e nel restauro di diverse domus ercolanesi, tra le quali la Casa dell'Albergo e quella del Tramezzo di Legno, e allo stesso tempo nel coinvolgere gli stessi alla partecipazione attiva verso la prevenzione del degrado di questi ambienti.
Molto centrato sul corretto utilizzo dei fondi pubblici per ciò che concerne l'avanzamento dei lavori relativi al Grande Progetto Pompei, l'intervento del prof. Osanna, il quale ha ribadito altresì come l'autonomia da poco acquisita dal Parco Archeologico di Ercolano e le collaborazioni di quest'ultimo con le migliori istituzioni scientifiche internazionali abbiano rappresentato un deciso salto in avanti qualitativo, ancor più sostenuto ed incoraggiato dalla stessa Direzione del Parco Archeologico di Pompei, prima del passaggio del testimone avvenuto nel 2017.
Casa del Bicentenario
Casa del Bicentenario
Per il Direttore del Parco Archeologico di Ercolano, prof. Francesco Sirano, "il progetto del Bicentenario deve essere inteso attraverso un approccio bifronte, rivolto non solo alla cura ed alla conservazione del sito, ma anche alla riconnessione al territorio di riferimento", ed è proprio sul solco delle sue parole che si è innestato l'annuncio fatto dal sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto, il quale ha rivelato il lancio della fase finale di un importante progetto strategico realizzato congiuntamente da enti pubblici e privati, il cosiddetto Progetto "Via mare". Questo progetto non è rivolto alla conservazione, né allo studio archeologico, ma rappresenta un'iniziativa di largo respiro mirata all'integrazione tra parco e territorio circostante, tesa alla creazione di un nuovo ecosistema culturale dove passato e presente possano convivere, per contribuire a riqualificare l'identità della moderna Ercolano.
A suggello della importante mattinata ercolanese sono arrivate le dichiarazioni del ministro Franceschini, il quale nel sottolineare ancora una volta il prezioso risultato della riapertura dell'edificio caduto in abbandono alla fine del XX secolo attraverso la preziosa collaborazione tra l'ente pubblico ed il privato, che deve ormai segnare sempre di più la strada futura dei beni culturali nel nostro paese, ha anche assicurato che il clima positivo creatosi a seguito della riapertura sarà accompagnato attivamente dal Ministero di sua competenza, che sosterrà ancora di più gli sforzi per riportare al centro dell'attenzione internazionale un sito che - insieme a quello di Pompei - è unico al mondo per lo studio e la comprensione del mondo antico,  e che è proiettato a raggiungere traguardi sempre più lusinghieri in termini di presenze ( ad oggi si registrano infatti già 500.000 visitatori).
La Casa del Bicentenario, cosi chiamata in quanto scoperta a 200 anni esatti dai primi scavi condotti nel sito (1738), è una residenza patrizia sorta in età augustea nei pressi del centro politico e amministrativo di Ercolano, e si sviluppa su tre piani occupando un'area di circa 560 mq. L'edificio accoglie il canonico inquadramento architettonico della casa romana, impostato sull'asse ingresso, atrio, tablino e peristilio, determinatosi  a seguito di modifiche realizzate nel corso del tempo; l'ingresso, aperto sul Decumano massimo e decorato ad affresco con una scacchiera in rosso e bianco, immette direttamente nell'atrio, su cui si affacciano alcune camere da letto e stanze di servizio.
L'atrio è certamente l'ambiente più grande dell'intera dimora, decorato con un raffinato mosaico risalente all'età augustea e semplici pitture in IV stile, realizzate prima del sisma che colpì i centri vesuviani nel 62 d.C.; sul fondo, nella parte destra, è stato rinvenuto un eccezionale cancello di chiusura in legno diviso in due battenti scorrevoli, che fa supporre come lo spazio che esso era destinato a chiudere contenesse oggetti preziosi o venisse destinato al culto domestico.  
Al centro della parete di fondo dell'atrio si apre il sontuoso tablino della domus, caratterizzato da un pavimento a mosaico bianco bordato da fasce nere, con al centro lastre di marmo che compongono un complesso motivo geometrico; le pareti sono dipinte in IV stile a fondo giallo con quadri figurati nei pannelli centrali rappresentanti nella parete di destra Dedalo e Pasifae, a sinistra Marte e Venere e medaglioni con Satiri e Menadi in quelli laterali. Alle spalle del tablino si sviluppa il quartiere del peristilio dove furono realizzate sale di rappresentanza, alcuni locali di servizio e un giardino in cui lo scavo ha rivelato tracce di un roseto. La casa presenta anche due nuclei di ambienti disposti al piano superiore, il primo, prospiciente la strada, era accessibile attraverso due scale di legno, mentre il secondo, affacciato sul peristilio, era raggiungibile dalla scala posta al lato del tablino.
Casa del Bicentenario
Ercolano: attività di conservazione del Tablinum della Casa del Bicentenario
Lo scavo ha restituito una eccezionale serie di tavolette lignee (si parla di ben 150 pezzi) sulle quali erano incise preziose informazioni riguardanti attività economiche, finanziarie e documenti processuali del dominus, il padrone di casa, che coprono un periodo temporale compreso tra il 40 ed il 75 d.C e dovevano trovarsi in una cassa lignea nascosta in un ambiente al primo piano. Ma la  scoperta più ad effetto compiuta all'interno della casa, nell'ambiente ad ovest del primo piano è sicuramente quella costituita dalla cosiddetta "Croce di Ercolano", vale a dire una croce incisa nella parete sopra stucco a fondo bianco, con al di sotto della stessa la presenza di una cassa o ara votiva lignea carbonizzata, che venne in un primo tempo considerata come la prima testimonianza di proliferazione del culto cristiano nel mondo domestico romano in pieno I sec. d.C.
Successivamente diversi elementi smentirono questa ipotesi, ricollegandola piuttosto ad un vero e proprio modello di arredo architettonico della casa, la cui croce doveva con buona probabilità costituire una mensola per il deposito di oggetti d'ornamento.

pecunia non olet

Pecunia non olet. L’odore dei soldi nell’antica Pompei

Quali erano gli odori prodotti dagli antichi artigiani di Pompei? Ce lo racconta il film: "Pecunia non olet. L'odore dei soldi nell'antica Pompei", prodotto da Produzioni TILE assieme al Centre Jean Bérard e a Pompeii - Parco Archeologico, per la regia di Nicola Barile.
Il documentario verrà proiettato alle 17.30 di sabato, 19 ottobre, alla "Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea".

 

Pecunia non olet – L’odore dei soldi nell’antica Pompei

pecunia non oletNazione: Italia/Francia

Regia: Nicola Barile

Durata: 40’

Anno: 2018

Produzione: Tile, CNRS/Centre J. Bérard, Parco Arch. di Pompei

Sinossi:

Come avrebbe detto Vespasiano «pecunia non olet», ma i soldi anche a Pompei un odore ce l’avevano. A volte sgradevole, come l’odore dei corpi nei lupanari, il sudore dei vogatori, il pesce marcio nel garum, l’urina per smacchiare; a volte piacevole, come quello delle profumerie e delle panetterie. Il documentario è un viaggio negli odori dell’antica Pompei che oggi il nostro olfatto non riesce più a percepire. Il lavoro dei ricercatori sulle attività produttive all’interno degli scavi di Pompei permette di compiere un suggestivo viaggio attraverso gli odori perduti che le attività umane generavano durante il lavoro per produrre ricchezza.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • Firenze ArcheoFilm

  • Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico – Rovereto (TN)

Informazioni regista: Nicola Barile (Santa Maria Capua Vetere, 5 febbraio 1962) è uno sceneggiatore, scrittore e regista italiano. Considerato uno dei pionieri dell'animazione in Campania, dopo aver lavorato diversi anni alle sceneggiature di Un posto al sole, nel 2003 comincia a dedicarsi alla scrittura per ragazzi e, l'anno dopo, pubblica il suo primo romanzo: "Gli scheletri nell'armadio" edito da Tilapia/Colonnese Editore. Da questa pubblicazione prese vita il personaggio "Edo, il piccolo principe di Sansereno". Questi diverrà, qualche anno dopo, il protagonista di un mediometraggio animato realizzato dalla Rai e trasmesso su Rai Due. Parallelamente all'attività di autore, fonda Tilapia, casa editrice e casa di produzione leader nella realizzazione di cartoni animati e di prodotti educational per bambini. Nel decennio 2003-2013 collabora a pieno ritmo con la Rai, firmando come produttore o come regista gli special "Il mistero dell'Uovo di Virgilio" e "La cantata dei Pastori". Nel 2008 scrive e dirige il cortometraggio di animazione "Dalla cella alla brace" realizzato insieme ai detenuti del Carcere di Secondigliano. Nel 2014 produce per Peppino Di Capri il cartone animato "Champagne" in onore del 40º anniversario della canzone. Nel 2015 presenta alla XXVI Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto la serie di documentari Docoons "Arti e Mestieri, Uomini al Lavoro a Pompei". Nel 2016 conduce la direziona artistica della fortunata serie degli spot a cartoni di Caffè Borbone, firmati da Guido Bozzelli e Giovanni Calvino, prodotti da Digitalcomoedia e TILE Storytellers, per poi ritornare nel 2017 alla regia del cartoon-movie "Ninna nanna di sua Maestà", una delle canzoni dello Zecchino D'Oro cantate dal coro dell'Antoniano di Bologna. Nel 2018 scrive, insieme a Calvino, sei nuovi episodi di Giga & Stick, pensati completamente per la nuova frontiera del Virtuale Reality Cartoon. A marzo del 2019 completa la graphic novel “Fiammetta” prodotta da Guido Bozzelli e Giovanni Parisi sulla sceneggiatura scritta da Giovanni Calvino. Prima di imporsi come pioniere dall'animazione in Campania, firma numerosi soggetti e sceneggiature di documentari trasmessi dalla Rai. Il più famoso, ritrasmesso spesse volte sui canali tematici quali Rai Cultura e Rai Storia è "Lo sposo di Napoli" un documentario sulla vita di Achille Lauro. Di rilevanza i documentari firmati con Tilapia e CNRS-Centre Jean Bérard di Napoli, alcuni dei quali presentati alla Rassegna Internazionale di Rovereto. Tra questi, l'ultimo lavoro realizzato è "Pecunia non olet" ovvero "L'odore dei soldi nell'Antica Pompei. Documentario prodotto da Tile in collaborazione col CNRS ed il Parco Archeologico di Pompei selezionato anche per il Firenze Archeofilm organizzato da Archeologia Viva.

Informazioni casa di produzione: https://www.tilestorytellers.com/ http://centrejeanberard.cnrs.fr http://pompeiisites.org/

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Lonely Planet Campania

Quattro itinerari Lonely Planet per riscoprire la Campania

La Regione Campania costituisce da sempre un serbatoio incredibile di meraviglie artistiche, culturali, naturali ed enogastronomiche a cui bisognerebbe necessariamente attingere nei modi più corretti e rispettosi, per provare a tradurre in economia reale le enormi potenzialità derivanti da questo immenso patrimonio.
Ed è a nostro avviso proprio in quest'ottica che sembrano muoversi i quattro itinerari creati da Lonely Planet che attraversano la Campania. La conosciutissima casa editrice australiana, diventata ormai una Bibbia per i viaggiatori di tutto il mondo, ha realizzato infatti questi itinerari che non mancano certamente di rivelare anche luoghi e peculiarità finora tenuti in secondo piano. Lo fa attraverso una ripartizione in aree territoriali - anche piuttosto ampie - ed evidenziando ciò che sarebbe meritevole dell'occhio attento del visitatore.
Si cerca in particolare anche di uscire un po' fuori dagli stereotipi tradizionali e consolidati, che vedono la Regione Campania essenzialmente divisa in tre macro distretti turistici fondamentali, corrispondenti alla città di Napoli, al Parco Archeologico di Pompei ed alla "Divina" Costa D'Amalfi.
Lonely Planet Campania
Il Sentiero degli Dei sui Monti Lattari, una delle scelte di Lonely Planet per questi itinerari in Campania. Foto di Jack45, CC BY 3.0
Di Napoli infatti ritroviamo labili tracce nella proposta turistica, Pompei stessa risulta appena citata mentre la Costiera Amalfitana lo è in modo più sostanzioso ma solo per focalizzare l'attenzione su Positano e la spettacolare passeggiata naturalistica del cosiddetto Sentiero degli Dei, oltre alla splendida Villa Romana recentemente scoperta.
Lonely Planet Campania
Annuncio a Zaccaria, dettaglio degli affreschi (fine VIII-inizi IX secolo) di Santa Sofia a Benevento. Foto di Sailko
Attenta, puntuale e mai banale risulta la descrizione di Benevento e dei suoi tesori, tra i quali lo splendido complesso di S. Sofia, e della sua provincia; ardito ma tutto sommato riuscito il "salto" tra le meraviglie naturali amalfitane e vesuviane ed il conseguente aggancio a quelle archeologiche di Ercolano, così come precise, dettagliate e piene di spunti risultano le digressioni sul Cilento e sull'area flegrea, quest'ultima troppo spesso abbandonata al proprio destino in maniera colpevole, ma recentemente rientrata nell'occhio attento degli operatori turistici.
Fin qui ci siamo soffermati sui meriti che indubbiamente vanno riconosciuti - a prescindere - a Lonely Planet, se non altro per la modernità con cui ha saputo sdoganare intere aree attrattive regionali della Campania, portandole o in taluni casi riportandole all'attenzione del vastissimo pubblico di cui dispone; alcune osservazioni crediamo vadano fatte, certamente non per spirito polemico ma - al contrario - nella direzione di una più completa e agevole lettura delle attrazioni turistiche regionali.
Non convince pienamente, ad esempio, il modo - che riteniamo troppo frettoloso e decontestualizzato - con cui sono indicate alcune evidenze artistiche della provincia di Caserta, quali la celebre Reggia vanvitelliana, l'Acquedotto Carolino e l'Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, mentre ad esempio la meravigliosa Casertavecchia non viene minimamente citata.
Sarebbe stato necessario, a nostro avviso, creare un ulteriore itinerario che comprendesse ed anzi approfondisse gli aspetti peculiari di questa area, non solo dal punto di vista storico-artistico ma anche naturalistico, includendo ad esempio le aree del Matese e del Parco di Roccamonfina, per provare a portare questa area finalmente fuori dagli stereotipi che la vogliono solo preda del malaffare.
Un poì ardito sembra anche, da un punto di vista storico-archeologico, l'accostamento tra la famosa Tomba del Tuffatore ritrovata a Paestum e le pitture recentemente scoperte nelle necropoli degli scavi di Cuma, evidenziate nell'itinerario cilentano.
Ed in questo stesso itinerario grave e colpevole riteniamo sia l'omissione completa del Parco Archeologico di Elea-Velia, antica ed importantissima colonia della Magna Grecia, patria tra l'altro dei famosi filosofi Parmenide e Zenon, sita nell'attuale comune di Ascea.
Altra colpevole omissione riteniamo sia quella relativa alla Casina vanvitelliana di Bacoli, in un itinerario flegreo forse un po troppo ricco di dettagli sulla Solfatara a danno di evidenze quali la Casina, fatta costruire dal re di Napoli e delle due Sicilie Ferdinando IV di Borbone nel meraviglioso contesto naturale del Lago Fusaro.
Tirando alla fine le somme di quella che riteniamo essere una guida preziosa e non stereotipata della Campania, ci sentiamo di esprimere un giudizio buono ma non ottimo rispetto ad essa, dettato soprattutto dallo spirito con cui essa si presenta e che vuole comunicare ai lettori, cioè del focalizzare l'attenzione su luoghi non usuali o agevoli al turismo di massa, per cui non andrebbero a nostro parere omessi i luoghi che abbiamo appena ricordato.

Il Parco Archeologico di Pompei partecipa alla “Notte Europea dei Ricercatori 2019”

In occasione della 14 edizione della Notte europea dei Ricercatori, il Parco Archeologico di Pompei  apre le porte al pubblico del Laboratorio di Ricerche Applicate con la sua collezione unica di reperti organici. Venerdì 27 settembre dalle ore 10.00 alle 16.00 il Laboratorio di Ricerche Applicate, sara a disposizione del pubblico per raccontare le attività scientifiche in corso a Pompei, con l’obiettivo di creare occasioni d’incontro informali e stimolanti tra ricercatori e cittadini e diffondere la cultura scientifica  e la conoscenza delle professioni della ricerca.

La visita guidata sarà possibile per piccolo gruppi con prenotazione obbligatoria al portate di Frascati Scienza: https://www.frascatiscienza.it/pagine/notte-europea-dei-ricercatori-2019/programma/?evs=2420&bycategory=&bytown=Pompei&byday=&byorgs=

La Notte Europea dei Ricercatori 2019, rientra nella manifestazione #ERN18, BE a citizEn Scientist (BEES), coordinata dall’Associazione Frascati Scienza, volta a  incoraggiare  la partecipazione dei cittadini nella ricerca scientifica e sarà l’evento di punta della Settimana della Scienza 2019, dal 21 al 28 settembre, una sette giorni ricca di iniziative di divulgazione scientifica.

Pompei

Il Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei, presso il quale sono attivi i vari specialisti, è la sezione operativa, una sorta di HUB, nel quale si esaminano e si utilizzano tutte le possibilità che le scienze e le tecnologie attuali ci offrono per raggiungere il fine della conservazione del patrimonio archeologico di Pompei. Gli interventi conservativi, di prevenzione e manutenzione sui manufatti e le strutture antiche, partono, imprescindibilmente, dall’analisi dello stato di conservazione dei beni e delle loro condizioni ambientali di custodia, per arrivare alla diagnosi attraverso l’anamnesi delle cause di degrado mediante indagini e prove non invasive e in situ.

Il Laboratorio ha, in tale ottica, il duplice fine:
- di indirizzare la ricerca conoscitiva e diagnostica sui reperti archeologici per la ricostruzione dell’ambiente vesuviano pre 79 d.C.;
- di coordinare le attività scientifiche svolte da enti di ricerca italiani e stranieri per la conoscenza e la conservazione del sito archeologico di Pompei.

E’ difatti luogo di confronto con la comunità scientifica attraverso la partecipazione a programmi specifici di conservazione di manufatti complessi di eccezionale valore e  intrattiene rapporti di collaborazione con numerosi Istituti di ricerca e Dipartimenti italiani e stranieri. ​


Terme del Foro

A Pompei riaprono le Terme del Foro per le GEP 2019

21 e 22  SETTEMBRE 2019

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2019

“Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”

A POMPEI RIAPRONO LE TERME DEL FORO DOPO I  RESTAURI

Terme del Foro 

Il 21 e il 22 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, il cui tema di quest’anno è “Un due tre... Arte! - Cultura e intrattenimento”, i siti del Parco archeologico di Pompei proporranno visite straordinarie ad alcuni edifici.

Il tema scelto per le giornate è legato alla "terme", luogo prediletto dagli antichi romani per trascorrere il tempo, conversare e rilassarsi, presenti in più punti dell’antica città di Pompei, ma anche nelle Ville di Oplontis e Stabia. In tutti i siti, funzionari del Parco saranno a disposizione nel corso della mattinata per illustrare gli ambienti. Presso l’Antiquarium di Boscoreale, oltre alle sale del Museo e all'esposizione dedicata al Villaggio Protostorico di Longola, sarà visitabile Villa Regina, villa rustica incentrata sulla produzione del vino, appena riaperta dopo gli interventi di restauro.

A Pompei saranno visitabili i Praedia di Giulia Felice, con accesso contingentato al complesso termale privato della Domus, la Casa del Criptoportico, anche essa dotata di un pregiato ambiente termale, la Casa di Trittolemo e la Casa dell’Ancora. Per l’occasione riapriranno al pubblico le Terme del Foro a seguito dei restauri.

Il complesso termale è stato interessato, nell'ultimo anno, da interv​enti di messa in sicurezza e consolidamento degli ambienti della sezione maschile, inclusa la palestra,  restauro degli appartati decorativi, revisione e sostituzione delle coperture, previsti dal Grande Progetto Pompei.

Ubicate alle spalle del Tempio di Giove, e portate in luce negli anni 1823-24, si trattava del più centrale degli impianti termali della città, posto in prossimità del Foro. Vennero costruite nei primi anni della colonia sillana (secondo quarto del I secolo a.C.) e presentavano due sezioni separate per uomini e donne con ingressi indipendenti.

La sezione maschile, visitabile, che apriva su via delle Terme presenta la tipica sequenza di ambienti che includeva: l’apodyterium (spogliatoio), utilizzato anche come tepidarium (per i bagni di media temperatura), il frigidarium (per il bagno freddo) e il calidarium (per il bagno caldo).

Come molti edifici a Pompei, le terme subirono gravi danni durante il terremoto del 62 d.C. Lo stato attuale è in gran parte il risultato dei successivi lavori di restauro. Di particolare pregio la decorazione degli ambienti, tra cui le figure maschili in terracotta (telamoni) che decoravano le nicchie per riporre abiti e oggetti per il bagno e la volta con elaborati stucchi a rilievo dell’apodyterium-tepidarium. Nello stesso ambiente si può̀ notare un grande braciere in bronzo con zampe e teste bovine, che serviva per il riscaldamento.

Di rilievo nel calidarium, e oggetto di recente restauro, è il grande labrum marmoreo (bacino con acqua fredda) utilizzato per rinfrescarsi, che presenta un’iscrizione in bronzo lungo l’orlo, con il nome dei magistrati che ne finanziarono la realizzazione.

La parte femminile, più piccola, era in ristrutturazione al momento dell’eruzione e attualmente è adibita a deposito di reperti. Più di 500 lucerne trovate nella zona d’ingresso della parte maschile dovevano servire per l’illuminazione durante le aperture serali.

 

A Boscoreale, inoltre, saranno per l’occasione distribuiti degli opuscoli realizzati nell'ambito dell'Alternanza Scuola Lavoro 2018-19, promossa dal Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con l'Istituto Superiore Cesaro-Vesevus sede di Boscoreale con gli alunni della IV B del Liceo Scienze Umane, coordinati dalla prof.ssa Lucia Oliva e dalla dott.ssa Anna Maria Sodo responsabile dell'Antiquarium.

 

 

L’INGRESSO ai siti nelle due giornate, è al costo consueto.

A Pompei l’orario di apertura degli edifici citati (Terme del Foro, Terme dei Praedia di Giulia Felice, Casa del Criptoportico, Casa di Trittolemo, Casa dell’Ancora) è 9.30-17.15.

Apertura serale di sabato 21 settembre 2019: costo simbolico di € 1 con gratuità di legge. 

Testo e immagini da UFFICIO STAMPA
Parco Archeologico di Pompei - presso Antiquarium Boscoreale
web: www.pompeiisites.org
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