Dopo 200 anni torna da Brera a Ravenna il dipinto di Nicolò Rondinelli

Musei: MiC, dopo 200 anni torna a Ravenna il dipinto di Nicolò Rondinelli dalla Pinacoteca di Brera
Con “100 opere tornano a casa” i capolavori dell’arte statali escono dai depositi e tornano nelle sale dei musei

Nicolò Rondinelli, San Giovanni Evangelista appare a Galla Placidia Pinacoteca di Brera Museo Nazionale di Ravenna
Nicolò Rondinelli, San Giovanni Evangelista appare a Galla Placidia (1497-1500)

Il dipinto di Nicolò Rondinelli “San Giovanni Evangelista appare a Galla Placidia”, proveniente dai depositi della Pinacoteca di Brera di Milano, è tornato oggi dopo più di 200 anni al Museo Nazionale di Ravenna. L’opera è stata accolta al suo arrivo dal Direttore Regionale Musei Emilia-Romagna, Giorgio Cozzolino, dalla Direttrice del Museo Nazionale di Ravenna, Emanuela Fiori, dal Sindaco di Ravenna, Michele De Pascale e dall'Assessore alla Cultura del Comune di Ravenna, Fabio Sbaraglia.

La pala, realizzata per la basilica di San Giovanni Evangelista, celebra un miracolo legato alla consacrazione della chiesa, avvenuta all’epoca di Galla Placidia. L’episodio, raffigurato più volte in ambito ravennate, trova la più alta espressione per mano di Nicolò Rondinelli, formatosi a Venezia nella bottega di Giovanni Bellini. Le figure solenni e piene di grazia dell’augusta e dell’evangelista Giovanni, la raffinata quinta architettonica e la ricerca cromatica fanno dell’opera una dei più alti esiti della pittura romagnola tra Quattro e Cinquecento.

La tavola troverà collocazione, al termine di un nuovo allestimento, al primo piano del complesso monastico di San Vitale, nelle sale prospicienti il “grande dormitorio”, dove sono esposte altre opere provenienti dalla Chiesa di San Giovanni Evangelista, tra cui le lunette cinquecentesche con le Storie di Galla Placidia, affrescate da Francesco Longhi.

Il dipinto custodito al Museo Nazionale di Ravenna segue le altre quattro opere arrivate nei giorni scorsi nella città di Ferrara nell’ambito del progetto voluto dal ministro Franceschini “100 opere tornano a casa” per valorizzare il patrimonio storico artistico e archeologico italiano conservato nei depositi dei luoghi d’arte statali e per promuovere i musei più piccoli, periferici e meno frequentati.

Roma, 13 gennaio 2022

Musei: MiC, tornano a Ferrara i dipinti del Garofalo dai depositi della Galleria Borghese e da Brera
Con ’100 opere tornano a casa’i capolavori dell’arte escono dai depositi e tornano nelle sale dei musei
I dipinti “Pesca miracolosa” e “Noli me tangere” di Benvenuto Tisi detto il Garofalo sono arrivati questa mattina dai depositi della Galleria Borghese di Roma nella città di Ferrara, dove sono stati esposti presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Costabili insieme alla magnifica pala della “Crocifissione con la Vergine, la Maddalena e i Santi Giovanni e Vito” dello stesso autore, proveniente dalla Pinacoteca di Brera. I tre dipinti sono stati esposti temporaneamente nella sala delle carte geografiche, in attesa di essere collocati definitivamente nella Sala del Tesoro al termine del nuovo allestimento. La scelta di esporre le tre opere nella Sala del Tesoro di Palazzo Costabili trova una sua ragione d’essere nella meravigliosa volta affrescata dallo stesso Garofalo tra il 1503 e il 1506, dove spicca un affresco che raffigura personaggi di rango affacciati ad un’illusoria balconata.
L’iniziativa rientra nel progetto “100 opere tornano a casa” lanciato dal ministro della Cultura, Dario Franceschini, per dare visibilità alle opere custodite nei depositi dei luoghi d’arte, di artisti più o meno conosciuti, e promuovere i musei più piccoli, periferici e meno frequentati.
 Questi tre dipinti presentati questa mattina si aggiungono alla tela di Carlo Bononi “San Bruno in preghiera con altri monaci”, arrivata da Brera lo scorso 15 dicembre e ora visibile nella collezione permanente della Pinacoteca Nazionale di Ferrara (Gallerie Estensi).
Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti: Alan Fabbri, Sindaco di Ferrara; Marco Gulinelli, Assessore alla Cultura di Ferrara; Giorgio Cozzolino, Direttore Regionale Musei dell’Emilia Romagna; Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese; Martina Bagnoli, Direttrice delle Gallerie Estensi; Tiziano Trocchi, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara; Lucia Calzona, Storica dell’arte e curatrice della Galleria Borghese; Letizia Lodi, Storica dell’arte e curatrice della Pinacoteca di Brera.
Roma, 11 gennaio 2022

 

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Testi e foto dall’Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero della Cultura


Galleria Nazionale delle Marche anteprima 100 opere tornano a casa

100 opere tornano a casa: alla Galleria Nazionale delle Marche anteprima del nuovo allestimento del II piano

100 opere tornano a casa. Dai depositi ai musei.

Alla Galleria Nazionale delle Marche un’anteprima del nuovo allestimento del II piano

Galleria Nazionale delle Marche anteprima 100 opere tornano a casa
100 opere tornano a casa: alla Galleria Nazionale delle Marche un’anteprima del nuovo allestimento del II piano. @crediti fotografici Claudio Ripalti

100 opere tornano a casa: l’occasione dell’arrivo e dell’esposizione al pubblico delle cinque grandi pale provenienti dai depositi della Pinacoteca di Brera, è stato il pretesto per aprire al pubblico le prime tre sale del secondo piano della Galleria Nazionale delle Marche, anteprima del grande progetto di ampliamento e riallestimento degli spazi espositivi che sarà portato a compimento entro la prossima estate.

Queste opere, rientrate in territorio marchigiano nell’ambito del progetto “100 opere tornano a casa. Dai depositi ai musei” voluto dal Ministero della Cultura, sono tutte databili tra la seconda metà del Cinquecento e la prima metà del Seicento quindi destinate, nell’ambito della riorganizzazione degli spazi museali, alle sale poste al secondo piano del Palazzo Ducale di Urbino. Qui, dove nel precedente allestimento erano fruibili solo alcune sale destinate ad ospitare le opere dal tardo Cinquecento al Settecento, si è intrapreso un importante progetto di ristrutturazione che, oltre a triplicare lo spazio espositivo, ha comportato il riallestimento degli spazi precedentemente aperti al pubblico con un’attenta riprogettazione del sistema di illuminazione e un miglioramento del confort ambientale.

Dal 16 dicembre quindi, si tornano a visitare le prime tre sale del secondo piano già riorganizzate, dove trovano posto le opere del grande pittore urbinate Federico Barocci e dei suoi allievi e altri capolavori del tardo Cinquecento e del Seicento come Orazio Gentileschi e Francesco Guerrieri, alle quali si affiancano le nuove opere: la Madonna col Bambino in gloria e i Santi Giovanni Battista e Francesco, del Barocci, come l’Ecce Homo, incompiuto e portato a termine dall’allievo Ventura Mazza; la Madonna col Bambino, Sant’Agostino, la Maddalena e angeli, del toscano Cristoforo Roncalli; la Madonna con il Bambino in gloria e i Santi Barbara e Terenzio e l’Apparizione di Gesù Bambino a Sant’Antonio da Padova di Simone Cantarini detto il Pesarese.

Le nuove sale rappresentano quindi la prima tappa di quei lavori che permetteranno, entro pochi mesi, di dotare la Galleria Nazionale delle Marche di un più ampio spazio espositivo che permetterà di incrementare il numero delle opere esposte ampliandone l’arco cronologico fino ai nostri giorni, includendo sezioni tematiche destinate al ritratto e al paesaggio, riallestendo la prestigiosa Collezione Volponi, le sale destinate ai disegni e la galleria delle ceramiche.

Galleria Nazionale delle Marche anteprima 100 opere tornano a casa
100 opere tornano a casa: alla Galleria Nazionale delle Marche un’anteprima del nuovo allestimento del II piano. @crediti fotografici Claudio Ripalti

 

100 opere tornano a casa. Dai depositi ai musei.

16 dicembre 2021, dalle ore 16.00

Grazie al progetto del Ministero della Cultura 100 opere tornano a casa. Dai depositi ai musei ritornano nelle Marche, dopo più di due secoli di assenza, cinque importanti dipinti provenienti dai depositi della Pinacoteca di Brera di Milano. Il progetto, presentato dal Ministro della Cultura Dario Franceschini sabato scorso alla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini di Roma, vede infatti la Galleria Nazionale delle Marche tra le prime e principali protagoniste dell’iniziativa con l’arrivo e l’esposizione di cinque grandi pale d’altare.

Due di esse sono realizzazioni del grande pittore urbinate Federico Barocci. Nato da una famiglia di origine lombarda (suo avo era lo scultore Ambrogio Barocci, attivo per Federico da Montefeltro), dopo una prima formazione artistica con Battista Franco, si fece conoscere a Roma per la brillante impresa degli affreschi del Casino di Pio IV in Vaticano (1560-1563). Rientrato a Urbino per una malattia che ne compromise per sempre la salute, portò avanti nel tranquillo isolamento del ducato roveresco un inesorabile rinnovamento dell’arte moderna. Il maestro produsse capolavori per chiese marchigiane, per altre città italiane (Arezzo, Genova, Perugia, Roma) e, su commissione del duca Francesco Maria II, eseguì dipinti per importanti corti europee.

La Galleria Nazionale delle Marche, che già vanta uno dei principali nuclei di dipinti del Barocci – tra cui la giovanile Madonna di San Simone (1567 ca.) per la chiesa di San Francesco a Urbino, quella delle Stimmate di San Francesco (1594-95) per i Cappuccini della stessa città e l’incompiuta Assunzione della Vergine, quasi un testamento pittorico che mostra il metodo di lavoro dell’ultima sua maniera – si arricchisce di due nuove opere dell’insigne pittore urbinate.

Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giovanni Battista di Federico Barocci

 

Ecce Homo di Federico Barocci

Una è la Madonna col Bambino in gloria e i Santi Giovanni Battista e Francesco, databile agli anni Sessanta, proveniente dalla chiesa dei Cappuccini di Fossombrone; l’altra, è l’Ecce Homo dipinto per l’oratorio dei Disciplinati della Croce di Urbino. Questa, trasferita in Francia dopo la soppressione della confraternita urbinate, avvenuta nel 1799, ritorna in Italia, alla Pinacoteca di Brera nel 1811. Nel 1847 viene esposta nella chiesa dell’Assunta a Costa Masnaga, presso Como, per far ritorno nei depositi di Brera nel 1991. L’opera, rimasta incompiuta per la morte del maestro, venne completata nel 1613 dall’allievo e agente di bottega Ventura Mazza.

Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Maddalena e angeli di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio

Altra prestigiosa opera è la Madonna col Bambino, Sant’Agostino, la Maddalena e angeli, opera del toscano Cristoforo Roncalli, dipinta per la chiesa degli Agostiniani di Fermo, da cui fu sottratta nell’agosto 1811 dal Commissario per le Belle Arti Andrea Appiani durante le requisizioni napoleoniche. Già in cattivo stato di conservazione al suo arrivo in Lombardia, viene destinata alla chiesa di Besozzo (Varese) e rientra a Brera soltanto nel 1979, quando fu restaurata: riemersero così sulla tela la firma e la data (1611).

 

Madonna con il Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio di Simone Canterini detto il Pesarese

Infine due grandi pale di Simone Cantarini detto il Pesarese requisite il 10 giugno 1811 in pieno periodo napoleonico: la Madonna con il Bambino in gloria e i Santi Barbara e Terenzio, opera giovanile del 1630 realizzata per la chiesa di San Cassiano Pesaro, e l’Apparizione di Gesù Bambino a Sant’Antonio da Padova, per la chiesa di San Francesco a Cagli, del 1640 circa.

Gesù Bambino appare a sant’Antonio da Padova di Simone Canterini detto il Pesarese

Le cinque grandi tele, che saranno collocate nelle sale al secondo piano del Palazzo Ducale di Urbino nella sezione dedicata a Federico Barocci e alla pittura del secondo Cinquecento e del Seicento, in spazi riordinati appositamente e dotati di un nuovo e più efficiente sistema di illuminazione, verranno presentate al pubblico giovedì 16 dicembre alle ore 16.00.

 

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Testi e foto di Claudio Ripalti dall’Ufficio Stampa della Galleria Nazionale delle Marche; per le altre foto si ringrazia l’Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero della Cultura


100 opere tornano a casa

“100 opere tornano a casa”, dai depositi al pubblico: nuovo progetto MiC

“100 opere tornano a casa”

Musei, Dario Franceschini: Cento opere d’arte “tornano a casa”, al via nuovo progetto MiC

Dai grandi ai piccoli musei, le prime cento opere lasciano i depositi per tornare visibili al pubblico

Cento opere custodite nei depositi di 14 tra i musei più importanti d’Italia, dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini agli Uffizi di Firenze, dal Museo di Capodimonte al Museo di Brera, dalla Galleria Borghese al Museo Archeologico di Ferrara, dal Museo Archeologico di Napoli al Museo di Matera, tornano finalmente nelle sale dei musei e ritrovano visibilità nei territori di provenienza per le quali erano state concepite. Il Ministero della Cultura lancia il progetto “100 opere tornano a casa”, fortemente voluto dal Ministro Dario Franceschini, per promuovere e valorizzare il patrimonio storico artistico e archeologico italiano conservato nei depositi dei luoghi d’arte statali.
100 opere tornano a casa
100 opere tornano a casa
“100 opere tornano a casa”

100 opere tornano a casa

“Questo progetto - dichiara il Ministro della Cultura Dario Franceschini - restituisce nuova vita a opere d’arte di fatto poco visibili, di artisti più o meno conosciuti, e promuove i musei più piccoli, periferici e meno frequentati. Solo una parte delle opere dei musei statali è attualmente esposta: il resto è custodito nei depositi, da cui proviene la totalità dei dipinti e dei reperti coinvolti in questa iniziativa. Queste cento opere sono soltanto le prime di un progetto a lungo termine che mira a valorizzare l’immenso patrimonio culturale di proprietà dello Stato. Un obiettivo che sarà raggiunto anche attraverso un forte investimento nella digitalizzazione e nella definizione di nuove modalità di fruizione prevedendo nuove collaborazioni come la realizzazione di una serie di documentari insieme alla RAI, che ha anche il merito di rafforzare il legame tra il territorio e l’opera d’arte”.
100 opere tornano a casa
“100 opere tornano a casa”. Foto dal deposito dei Musei Reali di Torino
100 opere tornano a casa
“100 opere tornano a casa”. Foto dal deposito dei Musei Reali di Torino
100 opere tornano a casa. Foto dal deposito dei Musei Reali di Torino
“100 opere tornano a casa”. Foto dal deposito dei Musei Reali di Torino
100 opere tornano a casa
“100 opere tornano a casa”. Foto dal deposito dei Musei Reali di Torino
Il punto di partenza del progetto è stata la banca dati, elaborata fin dal 2015 dalla Direzione Generale Musei, composta da 3.652 opere provenienti dai depositi di oltre 90 musei statali. La selezione delle opere e dei luoghi della cultura, curata dalla DG Musei insieme alle direttrici e ai direttori dei musei, ha tenuto conto di valutazioni e richieste provenienti dalle realtà periferiche. La scelta è avvenuta in base a tre criteri: opere provenienti da chiese o palazzi situati in altri territori e nel tempo confluite nei principali musei italiani, dipinti o sculture che in questo modo compiono un “ritorno a casa” nei luoghi per i quali sono stati realizzati; opere che integrano le collezioni del museo destinatario; opere che, inserite nelle collezioni di destinazione, danno vita ad accostamenti interessanti e favoriscono l’apertura dei musei verso nuovi pubblici. Grazie al progetto, numerose opere sono state restaurate e alcuni spazi museali sono stati ripensati per accoglierle.
Giocatori di carte di Salvator Rosa
Paesaggio con figure di Salvator Rosa
Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giovanni Battista di Federico Barocci
Ecce Homo di Federico Barocci
Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Maddalena e angeli di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio
Madonna con il Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio di Simone Canterini detto il Pesarese
Gesù Bambino appare a sant’Antonio da Padova di Simone Canterini detto il Pesarese

 

Allegoria di Trieste e dell’Istria di Annibale Strata

 

gruppo scultoreo Gladiatore che uccide un leone
gruppo scultoreo Gladiatore che uccide un leone
Testata di trave bronzea degli arredi delle navi di Caligola 37-41 d.C.
foto dal Museo delle Navi Romane di Nemi
Cista Prenestina

Solo per fare qualche esempio, grazie a questa iniziativa, torneranno visibili al pubblico due dipinti del XVII sec. di Salvator Rosa che oggi, 11 dicembre, dal deposito delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini troveranno casa al Museo Nazionale di Matera; la “Madonna con il Bambino in gloria e i santi Giovanni Battista” e “Ecce Homo” di Federico Barocci; la “Madonna con il Bambino e i santi Agostino e Maddalena e angeli” di Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio; la “Madonna con il Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio” e “Gesù Bambino appare a sant’Antonio da Padova” di Simone Canterini detto il Pesarese della Pinacoteca di Brera andranno ad arricchire la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, mentre la tela di Giovanni Baglione, dal titolo “Immacolata concezione tra i santi Pietro e Paolo” da Brera il 14 dicembre andrà a Palazzo Altieri a Oriolo Romano (Viterbo); “Allegoria di Trieste e dell’Istria” di Annibale Strata (1822-1894),  lascerà i Musei Reali di Torino per tornare al Castello di Miramare a Trieste; il gruppo scultoreo “Gladiatore che uccide un leone” che decorava la peschiera di Villa Giustiniani e il torso restituito dal Getty Museum nel 1999, dal Parco Archeologico di Ostia Antica torneranno a impreziosire la Villa di Vincenzo Giustiniani a Bassano Romano (Viterbo); La “Testata di trave bronzea” degli arredi delle navi di Caligola 37-41 d.C. dal Museo Nazionale Romano andrà il 17 dicembre al Museo delle Navi Romane di Nemi; la “Cista Prenestina” dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli tornerà al Museo Archeologico di Palestrina.
100 opere tornano a casa
100 opere tornano a casa
La valorizzazione del progetto prevede, inoltre, la collaborazione con la Rai che, attraverso Rai Doc, realizzerà un nuovo format, composto da un documentario breve e una serie di tredici episodi in presa diretta che saranno trasmessi dalle reti generaliste. Verranno raccontati la restituzione e il restauro delle opere d’arte partendo dai musei delle grandi città italiane, dai depositi dove l’opera è stata custodita e dai laboratori dove le sapienti mani dei restauratori l’hanno riportata a nuova vita. I direttori dei musei di provenienza e di quelli riceventi, i restauratori, gli storici dell’arte e gli esperti spiegheranno agli spettatori la storia dell'opera e le ragioni per cui è finita lontano dai luoghi che l’hanno vista nascere, offrendo anche spunti sulle attività dei professionisti dei beni culturali. Il format seguirà il viaggio delle opere d’arte che, una volta messe in sicurezza, saranno trasportate a bordo di pulmini speciali brandizzati con il logo “100 opere tornano a casa”, per raggiungere il museo che le accoglierà. Questo percorso, ripreso anche con i droni, diventa l’occasione per raccontare la diversità dei territori e dei luoghi d’Italia, per scoprire meglio le radici, la cornice storica, geografica, il paesaggio che ha ispirato gli artisti.
100 opere tornano a casa
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto “100 opere tornano a casa” hanno partecipato, oltre al Ministro della Cultura Dario Franceschini: Massimo Osanna, Direttore generale Musei; Caterina Bon Valsassina, già Direttrice dell’Istituto Centrale per il restauro e Direttrice generale Archeologia belle arti e paesaggio del MiC; Flaminia Gennari Santori, Direttrice della Gallerie Nazionali Barberini Corsini e Duilio Giammaria, Direttore Rai Documentari.
Il materiale completo è consultabile su https://cultura.gov.it/100opere
100 opere tornano a casa
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Testo, foto e video dall’Ufficio Stampa e Comunicazione del Ministero della Cultura

Nuova luce a Palazzo Bonaparte con la mostra Impressionisti Segreti

NUOVA LUCE A PALAZZO BONAPARTE

La mostra Impressionisti Segreti

Articolo a cura di Gianluca Colazzo e Mariano Rizzo

Palazzo Bonaparte

Roma è talmente piena di tesori che per scovarne di nuovi basterebbe camminare, traffico permettendo, col naso per aria: spesso essi sono nascosti in piena vista, magari in una delle zone più frequentate e caotiche come Piazza Venezia. È proprio qui, esattamente di fronte all'Altare della Patria, che si trova Palazzo Bonaparte: costruito nel '600 dai marchesi D'Aste, la sua proprietà passò di mano in mano finché, nel secolo XIX, fu acquistato da Maria Letizia Ramolino Bonaparte, madre di Napoleone, la quale lo fece ristrutturare sovrapponendo alle originali forme barocche stilemi rispondenti al gusto neoclassico, e che qui visse fino alla sua morte avvenuta nel 1836. Verso la fine del '900 il palazzo, ormai conosciuto col nome della più celebre tra i suoi proprietari, fu acquistato da INA Assitalia, che vi mantenne i propri uffici direzionali fino al 2005; oggi, dopo uno scrupoloso restauro durato due anni, Palazzo Bonaparte è stato musealizzato e attrezzato per essere sede di mostre d'arte temporanee. La sua riapertura al pubblico trova degna celebrazione con la mostra Impressionisti Segreti, dedicata alla più significativa corrente artistica della Francia ottocentesca.

Raramente una mostra ha avuto un legame tanto stretto col proprio contenitore come in questo caso: Palazzo Bonaparte, fino ad ora non fruibile al pubblico, ospita opere provenienti in massima parte da collezioni private, alcune delle quali mai esposte prima; dipinti sicuramente meno noti rispetto ai grandi e celebrati capolavori dei maestri impressionisti, eppure essenziali per comprenderne l'evoluzione artistica e personale. Non sorprende dunque che a una scansione squisitamente cronologica delle opere sia stato preferito un allestimento per argomento: ciascuna delle otto sale in cui si suddivide l'esposizione riguarda infatti una differente tematica pertinente alla sfera emotiva più intima e familiare, di rado indagata prima d'ora.

Palazzo Bonaparte Impressionisti segreti

Palazzo Bonaparte Impressionisti segretiGrazie a un apparato critico di prim'ordine, che prende in esame ogni singola opera nel contesto della biografia dell'artista che l'ha realizzata, è possibile rilevare affinità e divergenze interpretative tra i differenti impressionisti nel trasferire su tela i propri luoghi del cuore, la vita quotidiana, l'esplorazione della propria personalità, gli affetti familiari; sono inoltre messi in luce, e questo è forse il principale pregio della mostra, i complessi rapporti tra gli artisti, i quali spesso andavano ben oltre la semplice condivisione di una professione. L'opera scelta per la locandina, Allo Specchio, riflette perfettamente queste premesse: la sua autrice Berthe Morisot fu infatti allieva di Manet, col quale intrattenne un rapporto di tenera amicizia, e fece da modella ad altri artisti (alcuni dei suoi ritratti sono in esposizione); nel suo dipinto si ravvisa quella dimensione intima che è alla base dell'intera mostra, nonché la piena rispondenza formale agli stilemi impressionisti.

Palazzo Bonaparte Impressionisti segreti

Palazzo Bonaparte Impressionisti segretiPalazzo Bonaparte Impressionisti segretiAlle riconoscibilissime pennellate di artisti del calibro di Monet, Gauguin, Renoir, Cézanne e Pissarro sono giustapposte quelle meno celebri, ma ugualmente evocative, di Sisley, Caillebotte e la Gonzalès; non manca una sala, la penultima, completamente dedicata agli artisti nostrani il cui linguaggio fu fortemente influenzato da quello d'oltralpe, come Boldini e Zandomeneghi. L'esposizone si conclude con le opere di Signac, Van Rysselberghe e Cross, nella cui pittura si riflette la graduale evoluzione novecentesca dell'impressionismo in divisionismo e puntinismo, fino al suo completo abbandono in favore di nuove forme espressive.

L'esposizione gode di un allestimento tecnico particolarmente efficace: l'illuminazione a luce fredda è stata studiata con accuratezza per rendere subito discernibili le tinte più tenui e sfumate come i tratti più decisi e pastosi: agli occhi del visitatore è dunque restituita tutta la potenza suggestiva dei colori, la quale del resto è uno dei capisaldi di questa corrente artistica.

Impressionisti Segreti offre inoltre l'occasione per scoprire Palazzo Bonaparte, anch'esso dotato di infrastrutture all'avanguardia per la valorizzazione dell'esposizione permanente, che consta delle pregevoli volte con pittura su intonaco, pavimenti a mosaico policromo e una maquette in gesso a grandezza naturale della statua ritraente Napoleone nelle vesti di Marte Vincitore, realizzata da Canova ed esposta presso la Pinacoteca di Brera. A metà del percorso espositivo è inoltre possibile visitare il celebre “Balconcino di Letizia”, un bussolotto coperto e interamente decorato che corre lungo l'angolo esterno del palazzo, dal quale si gode di uno spettacolare panorama su Piazza Venezia: è qui che la madre di Napoleone trascorse la sua vecchiaia, seduta a osservare la gente che passava senza essere vista, sperando, si racconta, di veder tornare suo figlio. Il suo volto sarebbe in effetti ritratto a bassorilievo su uno dei timpani che decorano le finestre sulla facciata, sporto a guardare verso l'orizzonte, come se l'attesa durasse tuttora: probabilmente non è che una delle tante, affascinanti leggende romane, ma di certo testimonia lo stretto legame tra la storia della città e questo palazzo, oggi finalmente restituito al pubblico.

La mostra Impressionisti Segreti, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia col patrocinio dell'Ambasciata di Francia in Italia e della Regione Lazio, è stata curata da Claire Durand-Ruel e Marianne Mathieu. Sarà visitabile fino al 6 marzo 2020.


È online il nuovo sito della Pinacoteca di Brera

È ONLINE IL NUOVO SITO WEB DELLA PINACOTECA DI BRERA
http://pinacotecabrera.org

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Il nuovo sito della Pinacoteca, non è solo completamente rivoluzionato dal punto di vista del design: è semplice da consultare e permette di cercare informazioni sulle opere in Museo e su tutte le attività che si svolgono a Brera in modo assolutamente innovativo.
Sarà possibile scoprire le collezioni, ammirare i capolavori con immagini ad altissima definizione, partecipare ad attività educative, accedere ad approfondimenti su restauri, guardare video, condividere eventi e sentirsi parte di un sistema di conoscenza e intrattenimento centralizzato e in aggiornamento continuo.
Abbiamo creato anche un vero e proprio calendario degli eventi, per potervi far scoprire in un solo colpo d’occhio le attività in programmazione e pianificare una visita.
Importanti novità anche per la collezione di opere on line che è ora navigabile con schede dettagliate per ogni opera e immagini grandi.
Partiamo con quasi 600 opere d’arte on line compresi tutti i capolavori. La strada è appena iniziata e continueremo a lavorare per poter arricchire l’esperienza sul web con l’intera collezione della Pinacoteca, i disegni, le fotografie e il cospicuo patrimonio di opere attualmente non esposte, insieme con le traduzioni in inglese di ogni scheda on line.
Sviluppato in modalità responsive, il nuovo sito sarà consultabile sia da computer, tablet o smartphone.? Attraverso una navigazione modulare e con opzioni ben segnalate e un design facile e piacevole, vogliamo rivolgerci a tutti, ai turisti, ai milanesi, agli appassionati d’arte, ai curiosi e ai diffidenti, desideriamo fornire informazioni utili e coinvolgenti sia per utenti occasionali sia abituali.
Come ogni nuovo sito web ci si potrebbe imbattere in qualche bug o in pagine che hanno ancora bisogno di intervento, è per questo che in homepage abbiamo voluto indicare che si tratta ancora di una versione Beta.
Roma, 8 marzo 2016

Come da MiBACT, Redattore Renzo De Simone


Milano: Positivo e Negativo. Il Valore della Memoria

28 Settembre 2015

POSITIVO E NEGATIVO. IL VALORE DELLA MEMORIA. Nell'ambito di "Conservare per ricordare". Un viaggio tra le eccellenze italiane. Ciclo di nove conferenze MiBACT per EXPO 2015

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1 ottobre 2015 ore 15.30 - 18.30
Pinacoteca di Brera - Sala della Passione, Milano
Il Convegno è incentrato sul valore della fotografia storica come memoria del patrimonio culturale italiano, e più in generale della storia italiana. L’incontro si articola in cinque “narrazioni”, affidate ad altrettanti relatori che commenteranno video e immagini tratte in prevalenza dagli archivi fotografici dell’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione.

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Conservare per Ricordare: nove conferenze MIBACT a Milano

28 Maggio 2015

CONSERVARE PER RICORDARE
Ciclo di nove conferenze MiBACT per EXPO 2015. Presentazione venerdì 5 giugno, ore 11.30 presso la Pinacoteca di Brera di Milano

#ConservareperRicordare è un ciclo di nove incontri sull’eccellenza italiana nell’ambito della cultura, organizzato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo nell’ambito di Expo 2015.  Il Ministero intende offrire uno scorcio su quelle competenze in materia di conservazione e protezione del nostro patrimonio culturale, unico al mondo e che costituisce il cuore della nostra identità nazionale. Organizzato dal MiBACT in collaborazione con i suoi Istituti centrali per la conservazione e il restauro – scuole in grado di diffondere la tradizione italiana del restauro in tutto il mondo - unitamente al Monastero di Santa Scolastica di Subiaco e alla Soprintendenza Speciale di Pompei, Ercolano e Stabia, il ciclo di conferenze vedrà quindi la partecipazione dei più qualificati esperti del settore: un’occasione unica per incontrarsi e dibattere lo stato dell’arte di questo settore, ma anche una rara possibilità per il pubblico meno specialistico di gettare uno sguardo dentro un mondo dove il restauro italiano è un esempio internazionale.
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Brera racconta "Il primato del disegno" nella tradizione artistica italiana

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Boccioni: autoritratto carboncino

Del Corno: "Milano, da Palazzo Reale a Brera, racconta come i disegni dei grandi maestri abbiano costruito il modo di rappresentare il mondo. Importanti prestiti dal Castello Sforzesco e dai più importanti musei internazionali"

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