Teatro Dal Verme Milano Concerto di Santa Cecilia

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia a Milano

Teatro Dal Verme

23 novembre: il Concerto di Santa Cecilia

Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21. L’ingresso in sala sarà consentito a partire dalle ore 20:15

Milano, 16 novembre 2018 – Anche quest'anno il Teatro Dal Verme apre le sue porte, ospitando venerdì 23 novembre, alle ore 21 il tradizionale concerto di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, intitolato "Dall’epopea della Grande guerra al Novecento italiano".

L’appuntamento dell’edizione 2018 è inserito nel palinsesto “Novecento italiano”. Due i temi della serata: la commemorazione della fine del primo conflitto mondiale e l’omaggio al repertorio colto italiano del XX secolo.

Sul palco si alterneranno i direttori d’orchestra Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso, il 1° Luogotenente Orchestrale Antonio Macciomei e il Maresciallo Capo Andrea Bagnolo alla guida della Civica orchestra di fiati di Milano in un’unica formazione insieme alla Fanfara del Comando Ia Regione Area e alla Fanfara del 3° Reggimento Carabinieri “Lombardia” .

In programma brani del periodo della Grande guerra e musiche di Nino Rota e Ottorino Respighi.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti disponibili.

Come da Comune di Milano.


Dal Piave a Vittorio Veneto

"1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani" al Museo della Repubblica Romana

1918-2018 Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

sabato 17 novembre 2018 ore 16.00

1918-2018Dal Piave a Vittorio Veneto, la Guerra degli Italiani intende riproporre in una rapida carrellata gli eventi salienti dell’ultimo anno di guerra combattuto sul fronte italiano, lungo la linea del Piave.

Qui l’esercito italiano, dopo la tragica rotta di Caporetto, riuscì a contenere la spinta bellica del nemico sino a ribaltare le sorti della guerra con la controffensiva finale di Vittorio Veneto, del 24 ottobre 1918, che, con il successivo armistizio di Villa Giusti, determinò la resa dell’Austria e la vittoria dell’Italia nel Primo Conflitto Mondiale.

A partire dal 9 novembre 1917 fu, infatti, il corso del fiume Piave, sino a quel momento solo strategica via di comunicazione tra le montagne e il mare, il nuovo confine italiano da difendere a qualunque costo dall’avanzata austriaca, che dopo Caporetto aveva occupato un vasto territorio italiano, pari a quasi due regioni, creando una quantità impressionante di profughi e prigionieri.

Una situazione tragica dalla quale l’Italia riuscì a risollevarsi anche grazie al sacrificio – enorme in termine di vite umane – di quei celebri ragazzi del ’99 che, mandati appena diciottenni al fronte, vi portarono le energie fresche e motivate indispensabili per ribaltare una situazione ormai pesantemente compromessa.

Lungo le sponde del fiume, sull’altura del Montello come sul massiccio del Grappa, un anno di intensi combattimenti sarà ripercorso con l’ausilio di un ricco apparato iconografico. La narrazione storica sarà arricchita inoltre dalla presentazione di alcuni cimeli autentici della Grande Guerra, che saranno illustrati per chiarire meglio le differenze tecniche e di equipaggiamento esistenti tra le diverse truppe impegnate negli scontri. Due divise storiche riproducenti fedelmente quelle in dotazione agli eserciti italiano e austro-ungarico, realizzate dalla Sartoria Storica Buosi, saranno infine presentate nelle loro peculiarità dal titolare, appassionato collezionista di divise della Prima Guerra Mondiale.

Intervengono: Mara MinasiGiovanni AdducciRemo Buosi

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio - Roma

Ingresso libero sino a esaurimento posti

Info 060608 | www.museodellarepubblicaromana.it

Testo e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


La Leggenda del Piave: donata la IV strofa aggiunta da E. A. Mario

È PATRIMONIO DELLO STATO L’AUTOGRAFO DE LA LEGGENDA DEL PIAVE: DONATA LA IV STROFA AGGIUNTA DA E. A. MARIO IL 4 NOVEMBRE 1918

La leggenda del Piave, aggiunta da  E. A. Mario il 4 novembre 1918, diventa patrimonio di tutti gli italiani; alla Biblioteca Nazionale di Napoli il 5 novembre alle ore 16,oo la cerimonia. Introduce: Francesco Mercurio presenta: Ermanno Corsi. Saranno presenti i  nipoti del grande  musicista : Delia Catalano, Mario Catalano, con Nora Palladino e Paolo Rescigno
L'autografo dell’ultima strofa era già stato affidato dagli eredi del grande poeta-musicista Giovanni Ermete Gaeta, conosciuto in tutto il mondo come E. A. Mario, alla  Biblioteca Nazionale di Napoli e viene ora ufficialmente  donato alla Biblioteca  entrando  a far parte del patrimonio italiano. Va così ad  unirsi al  vasto archivio di libri, documenti editi e inediti, e cimeli del celebre compositore, già donati dalla famiglia alla biblioteca e conservati  presso la sezione di musica e teatro Lucchesi Palli.
All’importante archivio dedicato a E. A. Mario, diedero vita nel 1998, le figlie Bruna, Delia e Italia, donando  i libri, documenti editi e inediti, fascicoli di Piedigrotte e cimeli vari del padre alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Tra gli oggetti e i ricordi personali c'erano la Commenda conferita a E. A. Mario  dal Re, i gemelli da polso che Umberto II inviò dall'esilio portoghese all’autore in occasione del suo 70° compleanno e il mandolino, dal quale E.A.Mario non si separava mai, sul quale erano nate tante canzoni in dialetto e in lingua, note e meno note, alcune di grande successo, cantate ancora oggi in tutto il mondo, create dalla genialità di questo sensibile compositore.

Come da MiBAC, redattrice Lidia Tarsitano


They Shall Not Grow Old Peter Jackson Prima Guerra Mondiale Grande Guerra

They Shall Not Grow Old: nuova vita agli archivi britannici della Prima Guerra Mondiale

Col documentario They Shall Not Grow Old, i filmati britannici della Prima Guerra Mondiale - ormai con un secolo di vita sulle spalle - potranno finalmente arrivare in modo vivido alle nuove generazioni.

Peter Jackson ha difatti restituito nuova vita alle immagini d'archivio della Grande Guerra, grazie ad apparecchiature d'avanguardia, e conferendo così colore, alta definizione, 3D e persino integrando voci e musica dove non c'erano. Si sono quindi affiancate le voci dei veterani, veri protagonisti del conflitto al fronte.

Non si tratta però di un'operazione meramente cosmetica. Lo scopo di Peter Jackson era quello di riportare questi uomini nel mondo moderno, di modo che potessero acquisire nuovamente la loro umanità, e non essere visti - a causa delle limitazioni delle registrazioni dell'epoca - come dei Charlie Chaplin nei filmati d'archivio. Si tratta perciò di un'operazione al contempo coraggiosa e innovativa, che sta riscuotendo un consenso unanime dalla critica.

Il punto di vista è quello britannico, poiché il punto di partenza sono gli archivi dell'Imperial War Museum e della BBC. In They Shall Not Grow Old, l'attenzione è posta sin dal titolo verso questi ragazzi giovanissimi, troppi dei quali non arriveranno a vedere la fine del conflitto. Sarà così possibile vedere come mangiavano, come dormivano, come si creavano legami di amicizia; si scopriranno le loro speranze e le loro paure.

Il documentario è stato prodotto e diretto da Peter Jackson (vincitore dell'Academy Award e regista per la trilogia del Signore degli Anelli) dal 2018, e commissionato da 14-18 NOW (programma britannico per il Centenario della Prima Guerra Mondiale), dagli Imperial War Museums e in associazione con la BBC.

They Shall Not Grow Old è stato proiettato in anteprima mondiale il 16 ottobre 2018 al London Film Festival, con una presentazione speciale e un'intervista con Mark Kermode; è stato presentato in Italia alla Festa del Cinema di Roma 2018. Sarà trasmesso su BBC Two nella mattinata dell'11 novembre 2018, alle ore 9:30; il giorno dell'armistizio coincide con la Remembrance Sunday nel Regno Unito e con il Veterans Day negli Stati Uniti. La Warner Bros. ha acquisito i diritti di distribuzione del documentario.

Non si può che sperare che il documentario arrivi quindi anche al grande pubblico italiano.

https://www.facebook.com/KermodeMayo/videos/695489050825020/

 

They Shall Not Grow Old

Nazione: Regno Unito, Nuova Zelanda

Regia: Peter Jackson

Consulenza Scientifica: Peter Connor, Chris Pugsley, Andy Robertshaw

Durata: 99’

Anno: 2018

Link: Sito UfficialeFacebookIMDb, BBC, Variety, Cinematografo, Bad Taste 1, 2,  (YouTube), Disinformatico.


Concerto al Museo della Repubblica Romana e appuntamenti alla Casa della Memoria e della Storia

Prossimi appuntamenti al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina (concerto del 4 novembre) e alla Casa della Memoria e della Storia (fino al 22 novembre).

 

Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerra

concerto al Museo della Repubblica Romana e della Memoria garibaldina

 

Domenica 4 novembre 2018, alle 21.00, al Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina si terrà il concerto Tra la tormenta e il rombo del cannone. Canti della Grande Guerrain occasione della giornata che sancì storicamente cent’anni orsono la fine delle ostilità dopo la vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto. 

 Le  canzoni  di questo concerto – promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – rievocano in questo caso la tragedia della Prima Guerra Mondiale: parlano delle sofferenze subite al fronte, descrivono i luoghi delle battaglie, raccontano il dolore per i lutti, la struggente nostalgia della casa, della madre lontana, ma anche la speranza di rivedere la donna amata, che aspetta il soldato nel luogo natio.

Sono brani toccanti che, a cent’anni dal celebre proclama di Diaz che il 4 novembre del 1918 diramò la notizia della firma dell’armistizio e della conseguente cessazione della Grande Guerra, risuoneranno ancora tra le pareti del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina in omaggio alle sofferenze immani patite dai soldati e dai loro cari nei quattro anni della guerra appena conclusa e per continuare a far riflettere sulla tragedia di un conflitto che causò oltre nove milioni di vittime tra i soldati e circa sette milioni tra i civili.

Dalla catastrofe di Caporetto (24 ottobre 1917), e dalla gravissima perdita di vite e territori che comportò, l’Italia riuscì infatti a risollevarsi, facendo rifulgere imprevedibile nel corso dell’anno successivo la “luce d’Italia”, di cui parla D’Annunzio: al destino di sconfitta che sembrava ormai inevitabile le truppe italiane seppero ribellarsi, opponendo una tenuta inaspettata sulle sponde del Piave sino a giungere al ribaltamento delle sorti di quella tragica rotta nella stessa giornata del 24 ottobre del 1918, con l’offensiva finale sferrata nella vittoriosa battaglia di Vittorio Veneto.

Al coraggio e alla generosità di quegli uomini che seppero tener testa con sacrificio alle agguerrite truppe austro-tedesche e condurre l’Italia alla fine del conflitto è dedicato questo concerto, che si avvarrà della voce di Graziella Antonucci (autrice di un’accurata ricerca storica sui brani selezionati) e della chitarra di Marco Quintiliani.

Per non dimenticare la fragile, forte umanità che fu travolta da una tragedia per tanti versi disumana.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Info:

060608 (tutti i giorni ore 9:00 - 19:00)

www.museodellarepubblicaromana.it

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI ALLA CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

 

● Martedì 6 novembre 2018 alle ore 18.15

IL MIO ZIO ITALIANO. Ricordi di Famiglia, Scutari 1943 - Roma 2017 di Eliza Çoba

Lettura scenica di Anita Pagano con la partecipazione di Ano Lushi soprano e la regia di Ottavio Costa.

La lettura scenica di una drammatica vicenda, “la piccola Storia”, delle singole persone e famiglie, offre una lente di ingrandimento per capire la “grande Storia”, dei popoli e contribuisce ad attivare e condividere così la memoria collettiva come deterrente al ripetersi delle tragedie dei popoli.

Iniziativa a cura di Occhio Blu Anna Cenerini Bova e Circolo Gianni Bosio

 

● Mercoledì 7 novembre 2018 alle ore 17.00

I 100 ANNI DI MARIO FIORENTINI INTELLETTUALE MATEMATICO PARTIGIANO

Sarà presente Mario Fiorentini che racconterà Quel drammatico mese di marzo del 1943, prima e dopo Via Rasella.

Intervengono Fabrizio De Sanctis- Presidente ANPI Provinciale di Roma, Antonio Parisella Presidente Museo Storico della Liberazione, Alessandro Portelli- storico, critico musicale e anglista, Antonio Salmeri-matematico, direttore di Euclide. Giornale di matematica per i giovani. Interventi musicali di Sara e Gabriele Modigliani.

Iniziativa a cura di ANPI in collaborazione con Museo Storico della Liberazione

 

● Sabato 10 novembre 2018 dalle ore 10.00 alle ore 20.00

CONVEGNO E ASSEMBLEA a partire dal libro Cultura popolare in Italia. Da Gramsci all'Unesco di Fabio Dei (Il Mulino, 2018).

Il volume di Fabio Dei ripercorre la storia degli studi antropologici italiani dal dopoguerra ad oggi, a partire dall’influenza esercitata dal pensiero gramsciano sulle Osservazioni sul folclore pubblicate da De Martino nel 1950. Dal concetto di “folclore progressivo”, passando attraverso gli studi di Bosio, espressione di una storiografia marxista, Fabio Dei analizza il rapporto tra culture egemoniche e subalterne, che con Cirese diventano oggetto di disciplina accademica, fino ad interpretarne i nessi e le loro inevitabili tensioni come strumenti per comprendere ciò che si intende oggi per concetto di “popolo” e di “popolare”.

In mattinata è previsto il seminario congiunto tra le tre associazioni proponenti. Nel pomeriggio è in programma l’assemblea annuale dei soci dell’AISO. Sono previsti, tra gli altri, interventi di Alessandro Portelli-Presidente Circolo Gianni Bosio, Bianca Pastori-antropologa, membro del direttivo AISO, Gabriella Gribaudi-storica, ex presidente AISO e Giovanni Contini-storico, Consiglio direttivo AISO

Iniziativa a cura del Circolo Gianni Bosio in collaborazione con AISO (Associazione di Storia Orale) e Istituto de Martino di Sesto Fiorentino

 

● Martedì 13 novembre 2018 alle ore 17.00

Presentazione del libro

LA FAMIGLIA F. di Anna Foa (editori Laterza, 2018).

Una storia familiare e autobiografica piena di riferimenti storici che fa rivivere la passione di tanti momenti importanti della storia recente, attraverso le percezioni politiche, i libri che si leggevano e il modo in cui il mondo esterno veniva filtrato da quello familiare.

Introduce Aldo Pavia-ANED. Interviene Mario Avagliano-storico. E’ presente l’autrice. Coordinamento di Fabrizio De Sanctis-ANPI.

Iniziativa a cura di ANPI, ANED e Circolo Gianni Bosio

 

In corso fino al 22 novembre 2018 la mostra foto-documentaria

L’OCCUPAZIONE ITALIANA DELLA LIBIA. VIOLENZA E COLONIALISMO 1911-1943.

Negli ultimi anni la Libia è stata quasi quotidianamente al centro dell’attenzione dei mezzi di comunicazione per i numerosi e violenti conflitti che hanno contraddistinto la sua storia recente. La mostra restituisce al visitatore la possibilità di conoscerne meglio la storia, approfondendo, in particolare, gli avvenimenti legati al periodo coloniale italiano, ancora poco noti. Le drammatiche vicende storiche di quegli anni sono narrate attraverso un percorso storico-didattico che si articola attraverso oltre duecento foto e decine di documenti provenienti dall’Archivio Nazionale di Tripoli e dai principali archivi nazionali.

 L’esposizione - organizzata dall’Istituto romano per la storia d’Italia dal fascismo alla Resistenza (IRSIFAR) e dalla Fondazione MedA - Onlus, con il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri - è promossa da Roma Capitale - Assessorato alla Crescita culturale - Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri e Zètema Progetto Cultura. È stata realizzata dallo storico Costantino Di Sante con il contributo del Centro per l’Archivio Nazionale di Tripoli e la consulenza di Salaheddin Sury, uno dei maggiori storici libici dell’età contemporanea.

 

CASA DELLA MEMORIA E DELLA STORIA

Via San Francesco di Sales, 5 (Trastevere) - 00165 Roma

dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9.30 alle ore 20.00 - Sabato e Domenica chiuso

Tel. 06/6876543 – 060608

Per saperne di più: https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS178069

INGRESSO LIBERO

Biblioteca della Casa della Memoria e della Storia

Orario di apertura per la consultazione: dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00; sabato e domenica chiuso

Testi e immagine da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Vittorio Veneto Centenario Prima Guerra Mondiale Take a walk on the art side

Vittorio Veneto: la chiamata alle Arti di "Take a Walk on the Art Side"

GIOVANI ARTISTI INTERNAZIONALI 

TAKE A WALK ON THE ART SIDE

Domenica 4 Novembre a Vittorio Veneto
gli eventi conclusivi del Centenario nel segno dell’arte
e del dialogo tra i Popoli.

Vittorio Veneto  - 31 ottobre - 4 Novembre

13 opere, 13 artisti affermati
di 12 Paesi partecipanti alla Prima Guerra Mondiale.

Con un percorso a tappe, il 4 novembre dalle 14.30 alle 18.00
inaugurazione del progetto d'arte contemporanea. 

Una “chiamata alle Arti”, un laboratorio sperimentale 
con la direzione scientifica di Dimitri Ozerkov,  
per riflettere sulla fine della guerra e l’esplosione della pace. 

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Festa collettiva e Concerto del Centenario
“ANDREA GRIMINELLI in concerto”

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Dal 31 ottobre al 3 novembre: incontri e presentazioni
per conoscere le opere e incontrare gli artisti,
aperture straordinarie e visite gratuite alla Galleria Civica.

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TAKE A WALK ON THE ART SIDE è intitolata la manifestazione che Domenica 4 novembre sarà il clou del Centenario vittoriese.

Il momento tanto atteso. Dopo mesi di eventi, spettacoli, riflessioni e ricordi, dopo le commemorazioni in onore delle tante vittime e del sacrificio spesso eroico di uomini e donne, ecco che a Vittorio Veneto, 100 anni dopo, esplode ancora la gioia della pace. 

Alle ore 15.00 del 4 Novembre del 1918 con l’entrata in vigore dell’armistizio di Villa Giusti si concluse ufficialmente un conflitto straziante, tra i più sanguinosi della storia umana, costato al mondo più di 37 milioni di vittime sia militari che civili, di cui almeno 16 milioni di morti e ben oltre 20 milioni di feriti e mutilati. La pace durò poco: un’altra terribile guerra presto avrebbe sconvolto il mondo. Ma ricordare ora la gioia di quel momento, l’emozione e la speranza della pacificazione raggiunta 100 anni fa, è un monito per il futuro.

Farlo in nome del dialogo tra i popoli e della creatività è la scelta forte e innovativa compiuta dal Comune di Vittorio Veneto, che ha voluto l’arte contemporanea come portavoce, cassa di risonanza, strumento di riflessione collettiva, capace di coinvolgere anche i giovani, di questo momento epocale che fu la fine della Prima Guerra Mondiale. 

Un’autentica “chiamata alle Arti” ideata da Villaggio Globale International nell’ambito delle commemorazioni intitolate “1918. Quando scoppia la pace” ha portato dunque 13 artisti internazionali rappresentativi di 12 Paesi partecipanti al conflitto, selezionati dal direttore scientifico del progetto Dimitri Ozerkov– Capo del Dipartimento d’Arte Contemporanea e del Progetto 20/21 del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo - a riflettere sul tema della pace nel luogo simbolo della conclusione della Prima Guerra Mondiale. 

Italia, Francia, Regno Unito, Russia, Austria, Germania, Ungheria, Belgio, Grecia, Repubblica Ceca, Serbia e Croazia sono dunque le nazioni riunite nuovamente a Vittorio Veneto (Treviso), che attraverso 13 opere, appositamente realizzate, daranno alla città un respiro internazionale che è finalmente quello della pace. 

Una selezione accurata e ambiziosa quella operata dal curatore russo che, oltre alla sensibilità verso la tematica, ha voluto garantire l’eterogeneità dei linguaggi e del media artistici soprattutto un altissimo livello della manifestazione.

Scultura, pittura, fotografia, installazioni artistiche, videoarte, performance e quant’altro: sono tante le forme espressive scelte dai protagonisti di questa manifestazione, in gran parte artisti con un ampio curriculum alle spalle, già famosi a livello internazionale.

Vittorio Veneto è divenuta così, in questo significativo 2018, laboratorio sperimentale per il dialogo artistico tra Paesi che un secolo fa erano in guerra tra loro, con l’obiettivo di promuovere un progetto collettivo che si fa arte pubblica, legato all’interpretazione della storia, all’essenza di questi luoghi e al significato attuale di guerra e pace. Una manifestazione quella ideata per Vittorio Veneto definita già una “Centennale”,con l’auspicio di poter scrivere anche in futuro nuove pagine d’arte e di dialogo.

Installate in siti differenti della città, le creazioni inaugurate il prossimo 4 novembre,scandiranno un percorso artisticoe allo stesso tempo urbano, dove i luoghi della guerra diventano il luogo di celebrazione della pace.

Grande fermento dunque in città nei prossimi giorni, poiché dopo mesi di conoscenza e studio del territorio, con i sopralluoghi da parte degli artisti, di visione dei progetti e individuazione dei luoghi cittadini più idonei verificatdal 31 ottobre tutti gli artisti, “ambasciatori” dei loro Paesi, inizieranno a giungere in città con Dimitri Ozerkov per procedere alle installazioni e per partecipare domenica prossima alla giornata commemorativa e inaugurale, insieme alla cittadinanza, in una sorta di straordinaria ed emozionante marcia dell’arte. 

TAKE A WALK ON THE ART SIDE, è un percorso a tappe, che il 4 novembre parte dal Museo del Cenedese alle 14.30 proseguirà per Piazza Flaminio a Serravalle alle ore 15.00, orario fatidico dell’entrata in vigore dell’armistizio; quindi Piazza del Popolo in Centro alle 16.30, Piazza Giovanni Paolo I a Ceneda alle 17.30 e cerimonia conclusiva al Museo della Battaglia alle 18.00.

Passo, passo verranno così inaugurate le opere ideate daDario Agrimi(Italia), Anaïs Chabeur (Francia), Alice Cunningham (Regno Unito) Andrey Kuzkin (Russia), Christiane Peschek (Austria), Johanna Jaeger(Germania), Zsolt Asztalos (Ungheria), Sarah Smolders (Belgio), Bill Balaskas (Grecia), Anna Hulacovà (Repubblica Ceca), Nina Ivanovic (Serbia), Philip Topolovac (Croazia) e dal duo serbo di Doplegenger.

Opere d’arte rese possibili grazie al main sponsor del Centenario, Zoppas Industries, alla collaborazione di Banca Prealpi, al sostegno dei tanti sponsor degli eventi di “1918 Quando scoppia la pace” - Abaco, Abs Group, Ascopiave, Consorzio BIM Piave, Consorzio di Tutela del Prosecco Doc, Coop, Cosema, De Nardi srl, Enel, Fadelli Srl, Falmec, Habasit, Impresa Edile Maset, Latteria Soligo, Le Macine, MOM Mobilità di Marca Spa, Permasteelisa Group, Soroptimist International-Club Conegliano Vittorio Veneto, Vittorio Veneto Servizi – e nello specifico, grazie al contributo dagli erogatori liberali “adottanti” i singoli artisti: Associazione Rotary Club Distretto 2060 (Conegliano-Vittorio Veneto, Belluno, Cadore Cortina, Conegliano, Feltre, Treviso Piave), De Luca Servizi Ambiente S.r.l,. Diemmebi S.p.A., Filatura di Vittorio Veneto S.p.A., Irinox S.p.A., Italparchetti S.p.A, Podere Sapaio S.a.S., Ristorazione Ottavian S.p.A., Sav.no Srl, TMCI Padovan S.p.A., Unindustria Treviso.

Ha contribuito all’iniziativa - realizzata con la collaborazione dell’Associazione Synago Onlus anche il Progetto Giovani.

Dopo questo inusuale e fortemente simbolico cammino inaugurale – punteggiato da una performance a sorpresa realizzata con la collaborazione del Terzo Reggimento Genio Guastatori di Udine – festa conviviale aperta a tutti presso la Biblioteca Civica e alle ore 21.00 grande Concerto del Centenario al Teatro da Ponte (ore 21.00) con Andrea Griminelli in concerto”.

Il famoso flautista, che ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo (dal Grammy al Prix de Paris) sarà accompagnato dall’Orchestra Città di Ferrara diretta da Lorenzo Bizzarri e dal Coro Quadriclivio. Un programma densissimo con musiche di Doppler, Vivaldi, Schubert, BierstadtSaint-SaënsMascagni, Briccialdi, Monti, Morricone, Verdi, Borne.

------IN ATTESA DEL 4 NOVEMBRE: INCONTRI CON GLI ARTISTI, PRESENTAZIONI, VISITE GUIDATE GRATUITE IN GALLERIA -------

In attesa di TAKE A WALK ON THE ART SIDE intanto a Vittorio Veneto ci sarà modo, a partire dal 31 ottobre, d’incontrare e conoscere gli artisti coinvolti, provenienti da tutta Europa, per farsi raccontare, tra una chiacchierata e un brindisi, questa esperienza, i progetti, il futuro, le loro visioni.

Due presentazioni pubbliche alla cittadinanza delle opere e degli artisti sono state organizzate una presso la Galleria Civica Vittorio Emanuele II (Villa Croze) a Vittorio Veneto, Venerdì 2 novembre alle ore 18.00, per le opere installate in Centro città e a Cenedala seconda Sabato 3 novembre, sempre alle 18.00per conoscere le opere installate a Serravalle questa volta presso il Museo del Cenedese.

Ma per tutta la settimana la Galleria Civica farà da punto di riferimento per incontri nel segno dell’arte, aperitivi e visite guidate, con apertura straordinaria della Buvette viste gratuite alla Galleria: mercoledì 31 ottobre, giovedì 1 novembre e venerdì 2 novembre dalle ore 17.00 alle 19.00; sabato 3 novembre dalle 16.00 alle 22.00 e domenica 4 novembre dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 17.00.

L’arte unisce i popoli, crea ponti e abbatte i muri. L’arte contemporanea impone di pensare e grida alle anime e ai cuori di chi vuole ascoltare. A Vittorio Veneto le tante lingue dei popoli si incontrano nuovamente come in quei giorni di guerra, ma non hanno più il sapore amaro della diversità e della paura, si mescolano e si fondono in un linguaggio comune e universale.

E Vittorio Veneto torna ad essere scenario internazionale nel segno delle pace.

----TAKE A WALK ON THE ART SIDE: LE OPERE DEL PERCORSO -----------------

Nel percorso artistico del 4 Novembre a Vittorio Veneto verranno inaugurati, insieme agli artisti, i diversissimi e intriganti lavori da loro realizzati. 

Limbodi Dario Agrimi (Italia), artista concettuale già presente alla 54esima Biennale di Venezia: un’installazione su pavimento interno, in legno e petrolio, che non nasce site specfic ma che, particolarmente appropriata, viene posizionata in Municipio in Piazza del Popolo.For Disappeared Memories di Zsolt Asztalos (Ungheria) un’iconica opera a parete, monumento alla memoria vuoto di parole e di immagini, collocata presso la Torre dell’OrologioAperturesdi Bill Balaskas (Grecia), con il supporto del Museo Nazionale d’Arte Contemporanea, Athene (EMST), rievoca al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto i fasci luminosi che filtravano, esattamente in quella forma, attraverso le sottili aperture delle maschere alpine usate nella guerra in montagna: una “nuova” visione condivisa unisce due Paesi, un tempo contrapposti, con un occhio della “maschera” in Italia e l’altro installato in Austria. Anaïs Chabeur (Francia) artista visiva dalla produzione multiforme, presenta a Palazzo Todesco in Piazza Flaminio Rain of Ashesun video contemplativo, che suggerisce un ricordo perpetuo, incessante, e l’inevitabile alternarsi di guerra e pace, sotto una pioggia di cenere.We can Move Mountains” di Alice Cunningham (Regno Unito), collocata in un’area del Parco Fenderl, restituirà l’originaria e perduta altezza al monte Ortigara, ridotto durante la guerra di otto metri per le ripetute esplosioni, con un’installazione che ridisegna la sagoma originaria di questo “reduce di guerra”.
Doplgenger (Serbia) duo di artisti ricercatissimo a livello internazionale, formato da Isidora Ilic e Boško Prostran, ha scelto di lasciare a Vittorio Veneto, presso i Meschietti (diramazioni del fiume Meschio che circondano la città) un messaggio forte con un’installazione luminosa a parete, in neon e plexiglass, che punta alla responsabilità di tutti nella costruzione della pace: 
Today is the tomorrow of yesterday / Today is the yesterday of tomorrowovvero le nostre azioni non sono mai prive di conseguenze, ieri come oggi. 
Anna Hulacová (Repubblica Ceca) esplora il modo in cui l’arte popolare, quella che riflette i bisogni umani, è diventata nel XX secolo un territorio sconosciuto. I suoi “Sleeping laborers”, collocati in Piazza Meschio, sono sculture in alluminio, contadini dormienti di oggi o morti in guerra, lavoratori della società industriale del Novecento, realizzati con la vecchia tecnica di produzione di stampi per il burro. Un modo per riconnettere il presente al passato.
Il soggetto di “Landscapes” è proprio Vittorio Veneto: un’opera della giovane Nina Ivanovic (Serbia) che con il disegno, una delle sue tecniche preferite per la quale ha già ricevuto diversi riconoscimenti, dà forma allo scenario della città, tra fiumi, montagne, terra e cielo. Cinque disegni realizzati in fil di ferro troveranno sede in Piazza Foro Boario: luoghi che furono scenario di battaglie della Grande Guerra diventano nel lavoro di Nina un unico grande paesaggio fatto di bellezza e semplicità, ove non esistono più i dolori, le ingiurie e gli scempi del conflitto. 
Unstill” di Johanna Jaeger (Germania), appositamente creata per Palazzo Todesco, parla invece dello scorrere del tempo, della sua difficile percezione visiva e forse anche della perdita della memoria. Ecco il lento disperdersi nell’acqua di gocce di inchiostro nero che formano un disegno, liquido nel liquido, scandito dalle severe e reali lancette dei due orologi che sono accanto allo storico edificio. Il tempo passa, trasforma, forse cancella.
Il progetto creativo per “Quando scoppia la pace” del moscovita Andrey Kuzkin (Russia)artista che ha ormai raggiunto fama internazionale con le sue performance - è “Untitled” un cartello segnaletico di due metri per tre, in allumino, con una scritta sui due lati in italiano e in tedesco forata dai proiettili di fucile. Installato sotto l’Arco Austriaco in Piazza Flaminio testimonia che gli appelli di pace non sono ancora abbastanza efficaci: la guerra fa parte della natura umana e trasforma i luoghi, continuando a esistere e a stravolgere il mondo. Infine la giovane e già pluripremiata fotografa Christiane Peschek (Austria) con un’opera fotografica installata nella Loggia dei Granai, Sarah Smolders (Belgio) con un grande dipinto sul pavimento in Piazza Minucci Philip Topolovac (Croazia) la cui opera sarà installata in Piazzetta XXII Maggio 1870.
Con 
“Surface Study” l’artista austriaca indaga l’aspetto “epidermico” della guerra e la capacità della palle di rigenerasi dalla ferite, che la Peschek amplia, grazie alle tecniche del digitale, cancellando in postproduzione i segni del dolore. Memento mori” è invece il dipinto con cui la Smolders, sulla superficie della piazza dove forse un tempo sorgeva Casa Minucci tra altre abitazioni ricrea i contorni dell’edificio: una nuova cornice per contenere il ricordo della nostra storia collettiva, che spesso è il ricordo di una perdita.
Mapping 1” invece è una grande mappa muta fatta di 16 stampi. Topolovac descrive l’identità di un luogo qualsiasi, tentando di modellare il mondo e il rapporto con l’uomo, ma si tratta di riproduzioni meccaniche delle realtà, calchi che creano gusci vuoti. 


Testo e immagini da Ufficio Stampa Villaggio Globale International


Pavia: mostra "Tra il vento e la neve. Prigionieri italiani nella Grande Guerra"

Tra il vento e la neve

Prigionieri italiani nella Grande Guerra

Pavia, Castello Visconteo, 21 ottobre 2018 - 27 gennaio 2019

A cura di Francesca Porreca

con la collaborazione di Carlo Perucchetti

(Centro Studi Musica e Grande Guerra di Reggio Emilia).

Inaugurazione sabato 20 ottobre, ore 16.30

Interverranno

Massimo Depaoli, Sindaco di Pavia

Giacomo Galazzo, Assessore alla Cultura

Francesca Porreca, Curatrice della mostra

Rolando Anni e Carlo Perucchetti, per la presentazione del libro

Voci e silenzi di prigionia. Cellelager 1917-1918

In occasione dell’ormai prossimo appuntamento con il centenario della fine della Grande guerra, il Comune di Pavia ha organizzato per l’autunno 2018 una serie di eventi organicamente collegati al fine di approfondire e divulgare alcuni aspetti riguardanti la prima guerra mondiale, mettendo in luce in particolare la complessa e poco nota vicenda dei prigionieri italiani nei campi di concentramento tedeschi e austriaci, già attivi nel primo conflitto, e il ruolo della Croce Rossa Internazionale, che ha tenuto vivo il canale di comunicazione tra i soldati e le loro famiglie, oltre ad assicurare un supporto medico neutrale.

Uno dei temi meno conosciuti della prima guerra mondiale è la prigionia di 600.000 italiani nei lager austriaci e tedeschi. In essi morirono oltre 100.000 soldati per le durissime condizioni di vita, nella sostanziale indifferenza dello Stato Italiano e del Comando Supremo.

Il ritrovamento presso archivi privati di una ricca e importante documentazione inedita riguardante il lager per ufficiali italiani di Celle (in Germania, vicino ad Hannover), insieme alla presenza nell’archivio dei Musei Civici del manoscritto originale di Angelo Rognoni (Pavia, 1896–1957) intitolato Gefangenen (prigioniero), che racconta la sua esperienza di prigioniero prima a Crossen am oder e poi a Celle Lager, è stato lo spunto per approfondire la ricerca su questo tema. Tra gli ufficiali prigionieri ci furono numerosi scrittori, come Carlo Emilio Gadda, Bonaventura Tecchi, Ugo Betti e non pochi artisti e musicisti, come Francesco Nonni, Angelo Rognoni e Silvio Santagostino, che scrissero numerosi diari e cartoline, realizzarono disegni, dipinti e composizioni musicali.

«Si tratta di un lavoro di elevato profilo scientifico, come la statura dei nostri Musei richiede. Ma sarà anche l’occasione di una presa di coscienza collettiva su angoli della Memoria che è doveroso tenere vivi, perché rimangano in futuro spunti di consapevolezza e di impegno. In questo percorso ci aiuteranno la ricchezza del patrimonio dei nostri Musei, le testimonianza dei cittadini pavesi che hanno voluto contribuire ad arricchire il percorso espositivo, un importante apparato di attività collaterali. Non solo una mostra, dunque, ma una vera e propria iniziativa culturale collettiva», scrivono il Sindaco Massimo Depaoli e l’Assessore alla Cultura Giacomo Galazzo nel testo di presentazione al catalogo.

I Musei Civici di Pavia hanno riordinato e studiato approfonditamente il proprio patrimonio per arricchire la mostra con lettere e cartoline dal fronte, fotografie, documenti, diari manoscritti, diari fotografici, che si uniscono al Fondo I Guerra mondiale dell’Archivio Storico Civico. Tra questi documenti, spicca la vicenda dell’infermiera della Croce Rossa Maria Cozzi, che ha documentato la vita quotidiana dell’ospedale da campo, dei soldati, delle infermiere e dei medici lì impegnati.

Insieme al diario di prigionia di Angelo Rognoni, testimonianza lucidissima del campo di concentramento, la mostra mette in evidenza il lato artistico, quello più vivace e poetico, legato al futurismo, grazie ai disegni realizzati durante la prigionia a Celle e le opere di stile futurista, le composizioni parolibere, lo straordinario Film di prigionia, quasi del tutto inedito, per mostrare con quanta umanità sia stato vissuto il periodo disumano della prigionia.

Rognoni è stato a Pavia il principale esponente del Futurismo, insieme all’amico fraterno Gino Soggetti, del quale viene indagata per la prima volta la partecipazione al primo conflitto mondiale, insieme alla più nota carriera di pittore e grafico pubblicitario.

A questo materiale si sono aggiunte le numerose e interessanti testimonianze che i cittadini pavesi hanno reso pubbliche con grande generosità, per restituire alla memoria collettiva gli oggetti appartenuti ai loro famigliari coinvolti nella Grande Guerra: in mostra saranno esposti il diario di guerra e di prigionia di Giuseppe Resegotti, il diario per immagini del pittore Silvio Santagostino, il diario di Luigi Necchi, l’Autobiografia di Giulio Peduzzi, il diario di Gino Soggetti, materiali di grande interesse e del tutto inediti.

Molti saranno gli eventi collaterali sul tema, oltre alle visite guidate, per accompagnare i visitatori in questo doveroso viaggio nella memoria.

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Margherita Sarfatti: l'intensa vita dell'amante del Duce

Esistono biografie di critici d’arte avvincenti al pari delle opere da essi esaminati: è questo il caso di Margherita Sarfatti, scrittrice e giornalista divenuta celebre tra l’altro anche per la storia d’amore con il Duce.

Foto di Giuliana Dea

Appartenente ai Grassini, famiglia ebraica abbiente e rinomata, era particolarmente istruita e capace di parlare fluentemente ben quattro lingue. La sua carriera nell’imprenditoria la vide fondatrice della prima società di vaporetti a Venezia e del primo gruppo finanziario finalizzato a mutare il Lido in luogo turistico. Convertitasi al cattolicesimo, sposò l’avvocato socialista Cesare Sarfatti per poi trasferirsi a Milano dove scriverà per il quotidiano del PSI “Avanti!”, di cui diverrà responsabile per la rubrica di critica d’arte.

Foto di Giuliana Dea

Nel 1912 conobbe il dirigente del Partito Socialista Italiano, Benito Mussolini, con il quale nascerà una relazione che durerà più di vent’anni, inducendola a sostenere le posizioni del Duce e a diventare redattrice del suo quotidiano “Il Popolo d’Italia” e direttrice editoriale della sua rivista politica “Gerarchia”. Durante la Prima Guerra Mondiale morì suo figlio Roberto, al quale dedicò un monumento funebre dell’architetto Terragni. Negli anni Venti il suo salotto divenne uno dei centri culturali più frequentati di Milano, con la fondazione nel 1922 il Gruppo del Novecento, al quale aderirono molti artisti, sebbene poi si allontanarono dal suo progetto di dar vita all’arte fascista.

Foto di Giuliana Dea

Alla morte del marito, nel 1924, scrisse la biografia del Duce, che ebbe notevole successo in tutto il mondo e fu tradotta in diciotto lingue. La storia segreta con Mussolini destò le gelosie della moglie e dopo qualche anno la donna fu allontanata dal “Popolo d’Italia”, scrivendo poi per la “La Stampa” a Torino. Opposta fortemente all’alleanza con la Germania di Hitler, ruppe definitivamente la relazione con il Duce sostituita da Claretta Petacci.

Foto di Giuliana Dea

Mentre la sorella ed il marito venivano uccisi ad Auschwitz, lei si trasferì negli Stati Uniti d’America ed in Sud America dove scrisse la sua autobiografia mai pubblicata con la modificazione di “Dux” che prenderà il nome di “My fault”. Rientrata in Italia, nel 1955 pubblicò il libro di memorie “Acqua passata” per poi ritirarsi nella sua villa nei pressi di Como sino alla morte. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo un testo di versi, il romanzo “Il palazzone” e ovviamente molteplici volumi di arte, tra i quali “Storia della pittura moderna” (1930). Una vita intensa la sua, di cui ci restano dei ricordi nell’Archivio del ‘900 del Mart a Rovereto.

Foto di Giuliana Dea
Foto di Giuliana Dea

Le opere fotografate potrete trovarle negli spazi della mostra "Margherita Sarfatti: segni, colori e luci a Milano", fino al 24 febbraio 2019 al Museo del Novecento a Milano.


Vittorio Veneto: convegno nazionale "Testimoni di Guerra. Attori di Pace"

CONVEGNO NAZIONALE
DEI MUSEI DELLA GUERRA

Testimoni di Guerra. Attori di Pace

Iniziativa promossa dal Comune di Vittorio Veneto nell'ambito degli eventi per il Centenario dalla fine della Prima Guerra Mondiale
"1918. Quando scoppia la Pace"

Museo della Battaglia di Vittorio Veneto – Aula Civica
Dalle 9.30 alle 16.30

A cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale e ad oltre settanta dalla conclusione dell'ultimo conflitto, ma in un contesto di tensioni internazionali, di fronte al rinvigorire di numerosi nazionalismi appare più che mai opportuna una riflessione sul ruolo, sull'azione e sulle prospettive dei musei della guerra nati a conclusione dei conflitti, per ricordare e dare testimonianza di questi terribili eventi che hanno segnato la storia del XX secolo.

Ecco dunque che un prestigioso convegno "Testimoni di Guerra. Attori di Pace", all'interno del fitto calendario di eventi per le commemorazioni del Centenario – in corso a Vittorio Veneto – vedrà riuniti nell'Aula Civica del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, nella giornata di giovedì 13 settembre 2018, direttori e studiosi dei musei della guerra operanti a livello nazionale, con l'importante partecipazione anche di Gautier Marseille rappresentante del francese Musée de la Somme 1916.
Un incontro a testimonianza della storia che questi musei racchiudono nelle loro collezioni e un'occasione per riflettere sull'identità e sul ruolo civico, ma anche culturale ed educativo svolto da queste istituzioni per la comunità, tra passato presente e futuro.

L'evento, promosso dal Comune di Vittorio Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, si svolgerà a partire dalle 9.30 aprendo con i saluti del Sindaco Roberto Tonon e del rappresentante della Regione del Veneto. Seguiranno le due sessioni di interventi; la prima dalle 10.00 alle 12.30 ruoterà attorno ai temi dei luoghi della memoria, della storia e del cambiamento dei musei della guerra nella contemporaneità, con la partecipazione di Orietta Pizzol, Direttore del Museo della Battaglia di Vittorio Veneto; Michela Bassanelli, Architetto e dottore di ricerca in architettura, autrice di pubblicazioni sulla memoria collettiva; Camillo Zadra, Direttore del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto; Stefano Basset, Direttore del Museo Storico delle Truppe Alpine; Gautier Marseille, rappresentante Musée de la Somme 1916. La seconda parte di incontri proseguirà dalle 14.30 fino alle 16.30 e verterà sulle iniziative didattiche promosse dai musei nel territorio, con gli interventi di: Giuseppe Masetti, Direttore Istituto della Resistenza di Ravenna; Anna Pisetti del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto; Mauro Passarin, Direttore del Museo del Risorgimento e della Resistenza.

A fare da cornice al convegno è il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto, con la maestosa Loggia del Cenedese affrescata nel XVI secolo da Pomponio Amalteo e l'Aula Civica ricoperta dalle pitture di Giovanni De Min (1842 – 1844), che dal 2014 ha assunto una nuova veste contemporanea. Grazie al nuovo allestimento multimediale infatti, forme, luci, suoni, colori, materiali, immagini fisse e in movimento arricchiscono i percorsi espositivi all'interno del Museo, custode anche dello straordinario fondo "Luigi Marzocchi" che comprende migliaia di fotografie, negativi e documenti personali del famoso fotografo di guerra.

Continua intanto il denso programma di iniziative "1918. Quando scoppia la Pace" per l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, che ha visto alternarsi eventi di musica, cinema, arte, dialoghi e conferenze, e vedrà svilupparsi fino al 4 novembre 2018 importanti raduni di Associazioni d'Arma e iniziative culturali. Tra cui il progetto internazionale di arte contemporanea curato da Dimitri Ozerkov, Capo Dipartimento d'Arte Contemporanea del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, con la partecipazione di 13 artisti under 40 in rappresentanza dei paesi partecipanti al conflitto.

Testo e immagini dagli Uffici Stampa
Villaggio Globale International e Comune di Vittorio Veneto


Milano: nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Palazzo Morando

Nel centenario del primo conflitto mondiale, una mostra racconta il contributo di Milano al Paese

Milano, 20 marzo 2018 – Fino al 15 luglio, a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in via Sant’Andrea 6, una mostra storico-documentaria racconta, nel centenario della fine del primo conflitto mondiale, l’enorme impegno e il contributo che il Comune e i suoi cittadini offrirono al Paese in uno dei momenti più difficili della sua storia.

Allestita nelle sale espositive al piano terra del Palazzo, “Milano e la Prima Guerra Mondiale. Caporetto, la Vittoria, Wilson” – questo il titolo completo della mostra – è curata da Barbara Bracco ed è a ingresso gratuito.

“Il Novecento Italiano è stato un secolo di straordinaria complessità culturale e sociale – afferma l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. In particolare, il primo ventennio ha rappresentato per Milano una palestra di orgoglio, solidarietà, spirito di iniziativa e creatività, come dimostra questa mostra documentando gli sforzi e la generosità del Comune e dei milanesi nel difficile percorso della ripresa del primo dopoguerra. Un periodo in cui Milano era già perfettamente in grado di fare squadra tra pubblico e privato, in una logica di condivisione che costituisce da sempre la cifra della milanesità”.

Enti pubblici e privati hanno messo a disposizione archivi e collezioni, documenti e materiali fotografici, in parte inediti, per un itinerario espositivo che inizia con la rotta di Caporetto dell’ottobre 1917, prosegue fino alla vittoria il 4 novembre 1918 e si conclude con la visita del presidente americano Woodrow Wilson nel gennaio del 1919 quando, oltre alla complessa elaborazione del lutto, Milano dovette confrontarsi con i nuovi scenari politici nazionali e internazionali.

Dopo Caporetto, il fronte si fermò sulla linea del Piave ma Milano si trovò in prima linea nell’assistenza ai feriti e nella mobilitazione industriale, ambiti in cui fin dall’inizio del conflitto aveva prodigato il proprio contributo.

Lungo il percorso espositivo – tra manifesti, fotografie di angoli della città, di ospedali e di fabbriche – emerge l’immagine di una Milano in piena espansione industriale ed economica, con una popolazione che, alla vigilia della guerra, si avvia ai 700.000 abitanti. Un capoluogo in grado di proporre una nuova forma di solidarietà a partire dall’assistenza ai soldati: ospedali specializzati precursori della moderna ortopedia, centri e luoghi di incontro come le Case del soldato, punti di ristoro, case per i feriti e per le loro famiglie.

Lo sforzo – come sarà documentato – fu anche economico. Le spese effettive sostenute dal Comune di Milano passarono infatti, nel corso della guerra, da 61 milioni di lire nel 1914 a quasi 94 milioni nel 1918. Come sostenne il sindaco Emilio Caldara, il conflitto pesò complessivamente sulle casse civiche per quasi 85 milioni di lire.

Per far fronte all’accoglienza e all’assistenza degli emigranti italiani rimpatriati nell’estate 1914 e dei profughi, che subito dopo la rotta di Caporetto approdarono a Milano dalle zone invase dal “nemico” (in tutto oltre 100mila persone), la città e la giunta riformista del sindaco Caldara seppero guidare una sollecita ed efficiente sinergia tra istituzioni pubbliche e associazioni private.

Come da Comune di Milano.