Credenze religiose e cooperazione nelle società umane

10 Febbraio 2016
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Un nuovo studio, pubblicato su Nature, sottolinea come le credenze relative a divinità onniscienti e castigatrici possano aver giocato un ruolo chiave nella cooperazione tra popolazioni distanti e nello sviluppo dei moderni stati.
La ricerca, che ha visto una collaborazione tra antropologi e psicologi, ha guardato alle modalità con cui la religione influenza la volontà di cooperare, al di là della propria cerchia sociale. Si sono effettuati colloqui ed esperimenti in molti paesi: Vanuatu, Fiji, Brasile, Mauritius, Siberia e Tanzania. Le credenze religiose in queste nazioni sono varie e comprendono quelle del Cristianesimo, dell'Induismo, dell'animismo e della venerazione degli antenati.
Certe tipologie di credenze, come quelle che implicano divinità che sono coscienti delle interazioni umane, possono influenzare la volontà di cooperazione. Se si è convinti di essere osservati, e di essere puniti da una divinità - ad esempio per avarizia o per furto - si può essere meno inclini a simili comportamenti antisociali. Coloro che hanno simili credenze possono anche essere più inclini a comportamenti più corretti nei confronti degli appartenenti alla stessa religione, sebbene distanti.
Secondo gli autori, questo genere di comportamenti può dunque contribuire a sostenere strutture che sono alla base della società moderna: istituzioni, mercati, collaborazioni. Le religioni avrebbero dunque svolto un ruolo importante nello sviluppo e per la stabilità di organizzazioni statali complesse, come gli stati.
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Basi psicologiche per il rapporto tra purificazione morale e quella del corpo?

12 Gennaio 2016
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Nelle società umane, purificazione rituale del corpo e purificazione morale spesso coincidono: ad esempio nel battesimo per i Cristiani o nel mikvah per l'Ebraismo, o nelle abluzioni nell'Islam e nel Buddhismo, o nei bagni nel Gange da parte degli Indù.
Un nuovo studio ha esplorato la possibilità che questa associazione abbia una base di carattere psicologico. Insomma, ci si è chiesti se la purezza morale sia un fenomeno universale, e se il rapporto tra moralità e purezza abbia una base psicologica universale.
La risposta non sembra essere interamente positiva, nel senso che se è vero che un rapporto tra le due componenti sarebbe presente in tutte le culture, è pure vero che si manifesta secondo modalità diverse a seconda del gruppo sociale. Ad esempio, se nell'Asia orientale il lavare il volto riduce il senso di colpa e i rimorsi, nell'Occidente lo stesso risultato si ottiene lavando le mani.
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La più antica stesura della Bibbia di Re Giacomo

14 - 15  Ottobre 2015
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La più antica stesura nota della Bibbia di Re Giacomo è stata ritrovata nel Sidney Sussex College dell'Università di Cambridge. Si tratta del libro in lingua Inglese più letto al mondo.
Il manoscritto era nascosto in un taccuino tra le carte di Samuel Ward, ministro puritano e uno dei 47 studiosi che si occuparono di correggere l'opera prima della pubblicazione. Il testo, che si compone di 70 pagine scritte a mano, sarebbe datato tra il 1604 e il 1608.
La Bibbia di Re Giacomo (King James Version, o King James Bible, o Authorized Version, anche abbreviato come KJV, KJB o AV) è la traduzione inglese della Bibbia autorizzata dalla Chiesa Anglicana. Fu commissionata da Re Giacomo I d'Inghilterra: i lavori cominciarono nel 1604 e fu quindi pubblicata nel 1611, opera di sei squadre di traduttori da Londra, Oxford e Cambridge.
Anche se altri studiosi non hanno ancora esaminato la scoperta, la si definisce già di grandissima importanza per gli ultimi decenni.
Link: The Times Literary SupplementThe New York Times; The Guardian; The Daily Mail; The TelegraphThe History Blog; Live Science; Discovery News
Frontespizio della prima edizione del 1611 della Bibbia di Re Giacomo, opera della Church of England (http://dewey.library.upenn.edu/sceti/printedbooksNew/index.cfm?TextID=kjbible&PagePosition=1 Color level (pick white point), cropped, and perspective fixed,with the GIMP 2.8), da WikipediaPubblico dominio, caricata da Jfhutson.


Cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Occuparsi di cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Studi in Malawi e Zambia evidenziano che le credenze mutevoli influenzano il modo con cui le comunità fronteggiano il cambiamento climatico

New York| Heidelberg, 15 Settembre 2015 (testo Inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)
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Gli esperti dovrebbero prendere nota delle conoscenze e credenze locali quando pianificano come aiutare le popolazioni a fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico. Questo assicurerà che tali interventi e finanziamenti siano ben spesi, e che non siano culturalmente insensibili: questo il suggerimento di Conor Murphy dell'Università Irlandese di Maynooth. Insieme a un team di ricerca interdisciplinare dalle Università in Malawi, Zambia e Irlanda ha intervistato i membri della comunità nel Malawi e nello Zambia per valutare quanto fossero bene in grado di adattarsi alle modalità di produrre cibo in un contesto di sistemi mutevoli di credenze e cambiamento climatico. I risultati sono stati pubblicati nel periodico di Springer, Climatic Change.
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Turchia: cappella dei primi Romani convertiti al Cristianesimo

4 Settembre 2015
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Scoperta una cappella di alcuni dei primissimi Romani convertiti al Cristianesimo, presso il castello di Zerzevan nel distretto di Çınar della provincia turca di Diyarbakır. Ci sarebbe anche una fonte battesimale piuttosto grande.
Il Castello era collocato tra Dara e Amida (attuale Diyarbakır) in posizione strategica: gli studiosi sottolineano come si tratti del primo luogo di venerazione durante il periodo di transizione dal politeismo al Cristianesimo.

Link: BGN News; Archaeology News Network
La provincia turca di Diyarbakır, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).
 


Danimarca: riti e credenze dall'isola di Bornholm

5  Agosto 2015

Gli Archeologi polacchi a Bornholm

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Disco solare di pietra ritrovato durante i rilevamenti di aprile dagli studenti dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia. Foto di Marta Bura
Reliquie che sono prova di credenze e rituali praticati dagli abitanti dell'isola di Bornholm 5,5 migliaia di anni fa, sono stati scoperti dagli archeologi di Varsavia negli scavi in corso a Vasagård.
Il progetto di ricerca è il risultato di diversi anni di collaborazione tra l'Istituto di Archeologia di Varsavia (NdT: IA UV da ora) e il Museo di Bornholm. Come parte dell'accordo, gli studenti di archeologia dell'IA UV vengono ogni anno all'isola per gli scavi e per praticare le loro competenze. Quest'anno, cooperano con gli studenti dell'Università di Copenaghen.
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PAP © 2015

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“Fiamme eterne” di tempi antichi potrebbero essere scintilla dell'interesse dei moderni geologi

“Fiamme eterne” di tempi antichi potrebbero essere la scintilla dell'interesse dei moderni geologi

Fuoriuscite superficiali di Gas e petrolio son state parte delle pratiche religiose e culturali per migliaia di anni

New York| Heidelberg, 18 Maggio 2015 (testo Inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)

“Pilastri di Fuoco” presso Baku, Azerbaijan | © Giuseppe Etiope
“Pilastri di Fuoco” presso Baku, Azerbaijan | © Giuseppe Etiope

Le fuoriuscite superficiali di gas e petrolio hanno avuto un ruolo formativo in molte antiche culture e società. Hanno fatto sorgere leggende riguardanti l'Oracolo di Delfi, i fuochi della Chimera e le  “fiamme eterne” che furono centrali in molte pratiche religiose - dall'Indonesia e dall'Iran all'Italia e all'Azerbaijan. I moderni geologi e coloro che si occupano di prospezione per la ricerca di petrolio e gas possono imparare molto approfondendo le storie geologiche e mitologiche sulle pratiche religiose e sociali del Mondo Antico, scrive Giuseppe Etiope dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Italiano. La sua ricerca è ora pubblicata in un nuovo libro di Springer: Natural Gas Seepage.
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Scienziati polacchi con il drone nella città natale di Buddha

27 Febbraio 2015

Kasper Hanus (sx) e Wojciech Ostrowski (rx) pilotano il drone. Foto di E. Smagur.
Kasper Hanus (sx) e Wojciech Ostrowski (rx) pilotano il drone. Foto di E. Smagur.

Nel villaggio di Tilaurakot in Nepal, identificato come la Kapilavastu, città nella quale Buddha trascorse i primi 29 anni della sua vita, ricercatori da Varsavia e Poznań stanno conducendo delle ricognizioni utilizzando il mezzo del drone.
Emilia Smagur nel museo locale informa gli studenti di Katmandu sulle monete ritrovate a  Tilaurakot. Foto di Jennifer Tremblay-Fitton.
Emilia Smagur nel museo locale informa gli studenti di Katmandu sulle monete ritrovate a Tilaurakot. Foto di Jennifer Tremblay-Fitton.

Il lavoro fa parte di un progetto per la conservazione del luogo di nascita di Buddha, nato sotto gli auspici dell'UNESCO, finanziato con fondi giapponesi e guidato dal Prof. Robin Coningham dell'Università di Durham, da Kosh Acharya del Pashupati Area Development Trust, in collaborazione col Dipartimento Nepalese di Archeologia e il Lumbini Development Trust.
Kasper Hanus prepara il drone per il volo. Foto di E. Smagur.
Kasper Hanus prepara il drone per il volo. Foto di E. Smagur.

Lo scopo è quello di documentare il panorama archeologico dei luoghi legati ai primi anni di vita di Buddha, e in aggiunta alla ricognizione aerea, Inglesi e Nepalesi si stanno occupando degli scavi. Si sono ritrovate oltre 500 monete d'argento in un contenitore in ceramica, probabile sacrificio di fondazione del tempio. Grazie alle fotografie aeree, invece, si è riusciti a localizzare gli elementi dell'antica città: stupa, fossati e luoghi per la fusione dell'acciaio. Si sono svolte ricerche anche nel vicino forte di Aurorakot, a dodici km di distanza.
Preparazione del drone per il volo. Foto di E. Smagur.
Preparazione del drone per il volo. Foto di E. Smagur.

Link: PAP - Science & Scholarship in Poland