Puerto Rico: primi incontri religiosi e pitture rupestri

19 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Pitture rupestri testimoniano come alcuni nelle prime generazioni di Europei ad arrivare in America siano stati coinvolti dalle credenze spirituali degli indigeni, nelle grotte di una remota isola nei Caraibi.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

L'isola di Mona era infatti una tappa chiave nel percorso dall'Europa all'America: era al cuore dei progetti coloniali spagnoli del sedicesimo secolo e fu pure indicata da Cristoforo Colombo nel 1494.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Nella grotta si sono ritrovate più di 30 iscrizioni con nomi di individui, frasi in Latino e Spagnolo, date e simboli cristiani, offrendo uno spaccato sulle dinamiche religiose dell'epoca.

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Bibbia in latino del 1535 con annotazioni racconta la Riforma come processo graduale

15 Marzo 2016

Annotazioni nascoste, mescolate al testo in una Bibbia in latino del 1535 Credit: © Lambeth Palace Library
Annotazioni nascoste, mescolate al testo in una Bibbia in latino del 1535 Credit: © Lambeth Palace Library

Lo storico dott. Eyal Poleg dell'Università di Londra Queen Mary è riuscito a recuperare le preziose annotazioni presenti su una copia di una Bibbia in latino del 1535, conservata presso la Biblioteca di Palazzo Lambeth a Londra.
Si tratta di una Bibbia unica per importanza, in quanto prodotta dallo stampatore di Enrico VIII, e con la prefazione del sovrano: di essa però si sa poco o niente. Le annotazioni  sarebbero copiate dalla Grande Bibbia di Thomas Cromwell, che è considerata l'epitome della Riforma Protestante. Furono scritte tra il 1539 e il 1549 - anni davvero tumultuosi del regno del sovrano - e coperte poi con carta spessa. Sono coeve all'allontanamento dalla Chiesa di Roma, all'Atto di Supremazia, alla soppressione dei monasteri e all'esecuzione di Anna Bolena, Tommaso Moro e John Fisher. La Bibbia è pure coeva al Pellegrinaggio di Grazia, che spinse Enrico VIII a un approccio più cauto. Le annotazioni erano rimaste nascoste fino alla scoperta, avvenuta quest'anno. Per il dott. Poleg, testimonierebbero che la Riforma fu un processo graduale.
Il dott. Poleg spiega che fino a poco tempo fa si riteneva infatti la Riforma Protestante come un evento unico di rapida trasformazione, che determinò una rottura completa. Si pensava che la gente avrebbe semplicemente smesso di essere cattolica, accettando il Protestantesimo e sostituendo il Latino con l'Inglese. La nuova Bibbia testimonia invece che il passaggio fu molto più graduale, lento e complesso: il Latino e l'Inglese sono qui utilizzati insieme, testimoniando l'aspetto conservatore e quello riformista.
Il metodo utilizzato per recuperare le annotazioni è stato ingegnoso. Con l'aiuto del dott. Graham Davis, specialista per l'imaging 3D a raggi X della Scuola di Odontoiatria della stessa Università, si sono prodotte due immagini differenti delle pagine della suddetta Bibbia. Utilizzando la lastra luminosa nell'esposizione lunga si ottenevano le annotazioni insieme al testo. Togliendola si otteneva il solo testo. Un software prodotto dallo stesso dott. Davis ha poi sottratto la seconda immagine dalla prima, ricavando chiaramente le sole annotazioni.
Il dott. Poleg ha poi ritrovato sulla Bibbia anche tracce successive a quell'epoca, come una transazione tra William Cheffyn di Calais, e James Elys Cutpurse di Londra. Il secondo avrebbe pagato 20 scellini al primo o sarebbe finito in galera a Marshalsea. Cutpurse, cioè tagliaborse, è il termine usato all'epoca per indicare i borseggiatori: James Elys fu poi impiccato a Tybourn nel Luglio del 1552.
Anche questa traccia è significativa. Tre anni dopo gli anni tumultuosi dal 1539 al 1549, la situazione era più certa: i monasteri erano dissolti, la liturgia latina divenne insignificante. La stessa Bibbia finì in mani laiche.
Link: AlphaGalileoEurekAlert! via Queen Mary, University of London


Il potere dei sermoni nell'Inghilterra protestante di quattrocento anni fa

4 - 8 Marzo 2016
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Qual era il potere dei sermoni declamati dai pulpiti inglesi di 400 anni fa? La reazione ai sermoni, per i credenti, poteva fare la differenza tra un'eternità di beatitudine o di tormenti infernali.
La dott.ssa Margaret Bullett spiega che se il sermone era caratteristica della religione prima del Protestantesimo, con la Riforma esso diviene mezzo per la salvezza. Negli anni ottanta del Cinquecento, l'Inghilterra era divenuto un paese protestante, e fondi venivano spesi per restaurare chiese e per reclutare i predicatori più potenti.
Il paradiso non si conquistava più con opere buone e penitenza, ma con la Riforma la dottrina della predestinazione giocò un ruolo molto importante in questo. Si poteva essere salvati o dannati, e la reazione alla predicazione della parola poteva mostrare se si era tra gli eletti o meno.
Queste alcune delle conclusioni nella tesi della dott.ssa Margaret Bullett, che si è occupata dell'importanza della predicazione nelle chiese e nelle cappelle dei Pennini tra il 1580 e il 1600. Alla fine si dimostrerebbe che la predicazione avrebbe interessato un'ampia fetta della popolazione. Per la sua ricerca, la dott.ssa ha impiegato varie fonti: registri parrocchiali, materiale dei tribunali, ballate, più di 50 sermoni.
Link: EurekAlert! via University of Huddersfield.
Pulpito della Chiesa di Tutti i Santi a Rotherham, foto di Richard Croft, da WikipediaCC BY-SA 2.0.


Credenze religiose e cooperazione nelle società umane

10 Febbraio 2016
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Un nuovo studio, pubblicato su Nature, sottolinea come le credenze relative a divinità onniscienti e castigatrici possano aver giocato un ruolo chiave nella cooperazione tra popolazioni distanti e nello sviluppo dei moderni stati.
La ricerca, che ha visto una collaborazione tra antropologi e psicologi, ha guardato alle modalità con cui la religione influenza la volontà di cooperare, al di là della propria cerchia sociale. Si sono effettuati colloqui ed esperimenti in molti paesi: Vanuatu, Fiji, Brasile, Mauritius, Siberia e Tanzania. Le credenze religiose in queste nazioni sono varie e comprendono quelle del Cristianesimo, dell'Induismo, dell'animismo e della venerazione degli antenati.
Certe tipologie di credenze, come quelle che implicano divinità che sono coscienti delle interazioni umane, possono influenzare la volontà di cooperazione. Se si è convinti di essere osservati, e di essere puniti da una divinità - ad esempio per avarizia o per furto - si può essere meno inclini a simili comportamenti antisociali. Coloro che hanno simili credenze possono anche essere più inclini a comportamenti più corretti nei confronti degli appartenenti alla stessa religione, sebbene distanti.
Secondo gli autori, questo genere di comportamenti può dunque contribuire a sostenere strutture che sono alla base della società moderna: istituzioni, mercati, collaborazioni. Le religioni avrebbero dunque svolto un ruolo importante nello sviluppo e per la stabilità di organizzazioni statali complesse, come gli stati.
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Basi psicologiche per il rapporto tra purificazione morale e quella del corpo?

12 Gennaio 2016
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Nelle società umane, purificazione rituale del corpo e purificazione morale spesso coincidono: ad esempio nel battesimo per i Cristiani o nel mikvah per l'Ebraismo, o nelle abluzioni nell'Islam e nel Buddhismo, o nei bagni nel Gange da parte degli Indù.
Un nuovo studio ha esplorato la possibilità che questa associazione abbia una base di carattere psicologico. Insomma, ci si è chiesti se la purezza morale sia un fenomeno universale, e se il rapporto tra moralità e purezza abbia una base psicologica universale.
La risposta non sembra essere interamente positiva, nel senso che se è vero che un rapporto tra le due componenti sarebbe presente in tutte le culture, è pure vero che si manifesta secondo modalità diverse a seconda del gruppo sociale. Ad esempio, se nell'Asia orientale il lavare il volto riduce il senso di colpa e i rimorsi, nell'Occidente lo stesso risultato si ottiene lavando le mani.
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La più antica stesura della Bibbia di Re Giacomo

14 - 15  Ottobre 2015
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La più antica stesura nota della Bibbia di Re Giacomo è stata ritrovata nel Sidney Sussex College dell'Università di Cambridge. Si tratta del libro in lingua Inglese più letto al mondo.
Il manoscritto era nascosto in un taccuino tra le carte di Samuel Ward, ministro puritano e uno dei 47 studiosi che si occuparono di correggere l'opera prima della pubblicazione. Il testo, che si compone di 70 pagine scritte a mano, sarebbe datato tra il 1604 e il 1608.
La Bibbia di Re Giacomo (King James Version, o King James Bible, o Authorized Version, anche abbreviato come KJV, KJB o AV) è la traduzione inglese della Bibbia autorizzata dalla Chiesa Anglicana. Fu commissionata da Re Giacomo I d'Inghilterra: i lavori cominciarono nel 1604 e fu quindi pubblicata nel 1611, opera di sei squadre di traduttori da Londra, Oxford e Cambridge.
Anche se altri studiosi non hanno ancora esaminato la scoperta, la si definisce già di grandissima importanza per gli ultimi decenni.
Link: The Times Literary SupplementThe New York Times; The Guardian; The Daily Mail; The TelegraphThe History Blog; Live Science; Discovery News
Frontespizio della prima edizione del 1611 della Bibbia di Re Giacomo, opera della Church of England (http://dewey.library.upenn.edu/sceti/printedbooksNew/index.cfm?TextID=kjbible&PagePosition=1 Color level (pick white point), cropped, and perspective fixed,with the GIMP 2.8), da WikipediaPubblico dominio, caricata da Jfhutson.


Cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Occuparsi di cambiamento climatico e credenze locali in Africa

Studi in Malawi e Zambia evidenziano che le credenze mutevoli influenzano il modo con cui le comunità fronteggiano il cambiamento climatico

New York| Heidelberg, 15 Settembre 2015 (testo Inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)
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Gli esperti dovrebbero prendere nota delle conoscenze e credenze locali quando pianificano come aiutare le popolazioni a fronteggiare gli impatti del cambiamento climatico. Questo assicurerà che tali interventi e finanziamenti siano ben spesi, e che non siano culturalmente insensibili: questo il suggerimento di Conor Murphy dell'Università Irlandese di Maynooth. Insieme a un team di ricerca interdisciplinare dalle Università in Malawi, Zambia e Irlanda ha intervistato i membri della comunità nel Malawi e nello Zambia per valutare quanto fossero bene in grado di adattarsi alle modalità di produrre cibo in un contesto di sistemi mutevoli di credenze e cambiamento climatico. I risultati sono stati pubblicati nel periodico di Springer, Climatic Change.
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Turchia: cappella dei primi Romani convertiti al Cristianesimo

4 Settembre 2015
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Scoperta una cappella di alcuni dei primissimi Romani convertiti al Cristianesimo, presso il castello di Zerzevan nel distretto di Çınar della provincia turca di Diyarbakır. Ci sarebbe anche una fonte battesimale piuttosto grande.
Il Castello era collocato tra Dara e Amida (attuale Diyarbakır) in posizione strategica: gli studiosi sottolineano come si tratti del primo luogo di venerazione durante il periodo di transizione dal politeismo al Cristianesimo.

Link: BGN News; Archaeology News Network
La provincia turca di Diyarbakır, da Wikipedia, CC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).
 


Danimarca: riti e credenze dall'isola di Bornholm

5  Agosto 2015

Gli Archeologi polacchi a Bornholm

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Disco solare di pietra ritrovato durante i rilevamenti di aprile dagli studenti dell'Istituto di Archeologia dell'Università di Varsavia. Foto di Marta Bura
Reliquie che sono prova di credenze e rituali praticati dagli abitanti dell'isola di Bornholm 5,5 migliaia di anni fa, sono stati scoperti dagli archeologi di Varsavia negli scavi in corso a Vasagård.
Il progetto di ricerca è il risultato di diversi anni di collaborazione tra l'Istituto di Archeologia di Varsavia (NdT: IA UV da ora) e il Museo di Bornholm. Come parte dell'accordo, gli studenti di archeologia dell'IA UV vengono ogni anno all'isola per gli scavi e per praticare le loro competenze. Quest'anno, cooperano con gli studenti dell'Università di Copenaghen.
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PAP © 2015

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“Fiamme eterne” di tempi antichi potrebbero essere scintilla dell'interesse dei moderni geologi

“Fiamme eterne” di tempi antichi potrebbero essere la scintilla dell'interesse dei moderni geologi

Fuoriuscite superficiali di Gas e petrolio son state parte delle pratiche religiose e culturali per migliaia di anni

New York| Heidelberg, 18 Maggio 2015 (testo Inglese cortesemente fornito da Springer, e qui tradotto)

“Pilastri di Fuoco” presso Baku, Azerbaijan | © Giuseppe Etiope
“Pilastri di Fuoco” presso Baku, Azerbaijan | © Giuseppe Etiope

Le fuoriuscite superficiali di gas e petrolio hanno avuto un ruolo formativo in molte antiche culture e società. Hanno fatto sorgere leggende riguardanti l'Oracolo di Delfi, i fuochi della Chimera e le  “fiamme eterne” che furono centrali in molte pratiche religiose - dall'Indonesia e dall'Iran all'Italia e all'Azerbaijan. I moderni geologi e coloro che si occupano di prospezione per la ricerca di petrolio e gas possono imparare molto approfondendo le storie geologiche e mitologiche sulle pratiche religiose e sociali del Mondo Antico, scrive Giuseppe Etiope dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia Italiano. La sua ricerca è ora pubblicata in un nuovo libro di Springer: Natural Gas Seepage.
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