La raccolta delle noci dell'albero del burro almeno dall'anno 100 dell'era volgare

21 Marzo 2016

Noci dell'albero del burro. Credit: Courtesy of Daphne Gallagher
Noci dell'albero del burro. Credit: Courtesy of Daphne Gallagher

Il karité, o albero del burro (Vitellaria paradoxa) è un albero diffuso in Africa, le cui noci forniscono il principale olio per cucinare della regione (sotto forma di burro di color avorio), oltre che un sapone vegetale e la materia prima per altri prodotti (creme idratanti, lozioni, ecc.).
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Ethnobiology, ha esaminato i frammenti carbonizzati dei gusci di noce della pianta, ritrovati in contesti domestici presso il sito di Kirikongo, nel Burkina Faso: questi ultimi erano caratterizzati da strati costruiti uno sopra l'altro per 1600 anni.
Si è concluso che le noci dovevano essere raccolte almeno dal 100 dell'era volgare, e cioè mille anni prima di quanto ritenuto finora. Il sito testimonia pure l'uso continuativo della pianta fino al 1500.
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Dalla storia del parassita Schistosoma mansoni, nuove conoscenze sulle popolazioni

16 Febbraio 2016
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Il nuovo sequenziamento del genoma del parassita Schistosoma mansoni rivela nuove conoscenze sulla storia delle popolazioni.
Questo platelminta (o verme piatto) è responsabile della schistosomiasi (anche nota come bilharziosi o distomatosi sanguigna), una parassitosi che ancora oggi affligge le popolazioni di diversi paesi in via di sviluppo, prevalentemente in Sud America, nei Caraibi, in Africa (Madagascar in particolare) e Medio Oriente. Lo Schistosoma mansoni infetta oggi oltre 250 milioni di persone e causa la morte di 11  mila persone ogni anno.
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Il nuovo sequenziamento rivela che il parassita avrebbe colpito per la prima volta i pescatori nei laghi dell'Africa Orientale. Si sarebbe quindi diffuso nell'Africa Occidentale (Senegal e Camerun), e poi nel Nuovo Mondo (Guadalupe) a causa del commercio di schiavi nei secoli tra il sedicesimo e il diciannovesimo.
Lo studio è partito dall'analisi delle differenze tra lo Schistosoma mansoni e lo  Schistosoma rodhaini, un parassita che colpisce invece i roditori. Si è calcolato che i due avrebbero un antenato comune nell'Africa Orientale, databile tra i 107.500 e i 147.600 anni fa. La specie risulterebbe pure più giovane di quanto ritenuto. La sua comparsa coincide coi primi ritrovamenti archeologici relativi alla pesca nelle acque dolci dell'Africa Orientale.
Il confronto dei genomi mostra poi una divergenza tra quelli dell'Africa Occidentale e quelli presenti nei Caraibi. La divergenza sarebbe da collocarsi tra il 1117 e il 1742 d. C., sovrapponendosi col commercio di schiavi nell'Atlantico, tra il sedicesimo e il diciannovesimo secolo. Oltre 22 mila Africani furono allora trasportati a Guadeloupe, nel Nuovo Mondo, sulle navi francesi.
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La più antica chiesa nei tropici, nel cuore del commercio degli schiavi nell'Atlantico

6 Novembre 2015

La più antica chiesa nei tropici, dissotterrata nel cuore del primo commercio degli schiavi nell'Atlantico

I resti di una chiesa sull'Isola di Santiago a Cabo Verde, al largo della costa dell'Africa Occidentale, datano al tardo quindicesimo secolo – quando il Portogallo colonizzò per la prima volta le isole che giocavano un ruolo centrale nel commercio globale degli schiavi in Africa. Gli scavi archeologici stanno aiutando gli abitanti di Capo Verde ad ottenere una nuova visione sulla loro notevole e a lungo oscurata storia.

Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Archeologi dell'Università di Cambridge hanno dissotterrato la più antica Chiesa Cristiana Europea ai tropici su una delle isole di Capo Verde, a 500 km al largo della costa dell'Africa Occidentale, dove i Portoghesi fondarono una fortezza per cominciare i primi commerci con l'Africa a sud del Sahara. Questo si tramutò in un commercio globale di schiavi africani a partire dal sedicesimo secolo, nel quale Capo Verde (NdT: Cabo Verde in Portoghese)giocò una parte centrale come uno dei principali centri di trasbordo.
I primi resti della chiesa di Nossa Senhora da Conceição datano a partire dal periodo attorno al 1470, con una costruzione ulteriore e più grande risalente al 1500. Ampliamenti e nuovi rivestimenti della chiesa con mattonelle importate da Lisbona sono stati anche documentati.

Questa chiesa è il più antico edificio formale coloniale europeo scoperto nell'Africa subsahariana: così affermano i ricercatori. Fu ritrovato da le rovine di Cidade Velha, la precedente capitale di Capo Verde, che al suo apice era la seconda città più ricca dell'Impero Portoghese; una città che incanalò lo schiavismo per quasi 300 anni.

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Per la genetica, la strada fuori dall'Africa passò per l'Egitto

28 Maggio 2015
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Anche se l'origine africana dei nostri progenitori è un fatto assodato, meno chiaro è invece il percorso intrapreso delle migrazioni che portarono fuori dal continente. Due strade sono state proposte: una settentrionale, attraverso l'Egitto e il Sinai; l'altra meridionale, attraverso l'Etiopia e lo stretto di Bab el Mandeb verso l'Arabia. Le teorie finora proposte son state formulate sulla base di analisi di carattere geografico, paleoclimatico, archeologico e genetico.
Un nuovo studio ha affrontato la spinosa questione esaminando materiale genetico che ha indicato nell'Egitto l'ingresso più probabile per l'esodo verso il resto del mondo. Si sono prese in considerazione le informazioni genetiche da sei diverse popolazioni dell'Africa Nord Orientale, per investigare questo avvenimento fondamentale della storia umana che avvenne 60 mila anni fa circa. Il genoma delle popolazioni fuori dall'Africa si distinse poi da quelli Egiziani più di recente che da quelli Etiopi (55 mila e 65 mila anni fa rispettivamente, mentre per gli Africani dell'Occidente si stimano 75 mila anni fa). Lo studio ha anche fornito un catalogo della diversità genomica delle popolazioni Etiopi e Africane.
Rimangono però altri dubbi: ad esempio, vi furono altre migrazioni che non hanno lasciato traccia nel genoma di oggi?
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