6 Novembre 2015

La più antica chiesa nei tropici, dissotterrata nel cuore del primo commercio degli schiavi nell’Atlantico

I resti di una chiesa sull’Isola di Santiago a Cabo Verde, al largo della costa dell’Africa Occidentale, datano al tardo quindicesimo secolo – quando il Portogallo colonizzò per la prima volta le isole che giocavano un ruolo centrale nel commercio globale degli schiavi in Africa. Gli scavi archeologici stanno aiutando gli abitanti di Capo Verde ad ottenere una nuova visione sulla loro notevole e a lungo oscurata storia.

Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Alcune delle tombe scoperte dagli scavi.
Archeologi dell’Università di Cambridge hanno dissotterrato la più antica Chiesa Cristiana Europea ai tropici su una delle isole di Capo Verde, a 500 km al largo della costa dell’Africa Occidentale, dove i Portoghesi fondarono una fortezza per cominciare i primi commerci con l’Africa a sud del Sahara. Questo si tramutò in un commercio globale di schiavi africani a partire dal sedicesimo secolo, nel quale Capo Verde (NdT: Cabo Verde in Portoghese)giocò una parte centrale come uno dei principali centri di trasbordo.
I primi resti della chiesa di Nossa Senhora da Conceição datano a partire dal periodo attorno al 1470, con una costruzione ulteriore e più grande risalente al 1500. Ampliamenti e nuovi rivestimenti della chiesa con mattonelle importate da Lisbona sono stati anche documentati.

Questa chiesa è il più antico edificio formale coloniale europeo scoperto nell’Africa subsahariana: così affermano i ricercatori. Fu ritrovato da le rovine di Cidade Velha, la precedente capitale di Capo Verde, che al suo apice era la seconda città più ricca dell’Impero Portoghese; una città che incanalò lo schiavismo per quasi 300 anni.

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“È una storia sociale e politica profonda, alla quale queste nuove investigazioni archeologiche stanno dando un contributo inestimabile,” ha spiegato la professoressa di Cambridge, Marie Louise Stig Sørensen.
Archeologi dall’Università e dall’Unità Archeologica di Cambridge (Cambridge Archaeological Unit – CAU) hanno appena completato gli scavi e la conservazione di questo edificio per l’esibizione pubblica, e hanno lavorato col governo di Cabo Verde e partner locali sull’archeologia della città a partire dal 2007.

“Siamo riusciti a recuperare l’intera impronta della pianta della chiesa, compresa la sagrestia, la cappella laterale e il porticato, e ora si presenta come un monumento davvero impressionante,” ha riferito Christopher Evans, Direttore del CAU.
“Evidentemente costruita attorno al 1500, la porzione più complicata è il presbiterio orientale dove si ergeva l’altare principale, e che ha visto molte ricostruzioni a causa dei danni da inondazioni repentine stagionali. Nonostante la sequenza del presbiterio si sia dimostrata complicata da sbrogliare, al di sotto di essa abbiamo esposto una cappella in stile gotico,” ha riferito.
“Questa è stata costruita come una struttura autoportante prima della stessa chiesa ed è ora l’edificio più antico conosciuto sulle isole – l’intera operazione è stata un successo enorme.”
Durante gli scavi, diverse tombe di dignitari locali sono state recuperate. Una pietra enorme trovata nella cappella laterale apparteneva a Fernão Fiel de Lugo, uno schiavista e il ‘tesoriere’ della città tra il 1542 e il 1557. “Questo è un luogo di immenso valore per il patrimonio culturale. Questi scavi hanno rivelato le tombe e le sepolture di persone che conosciamo solo dai libri di storia e che abbiamo sempre sentito come se potesse trattarsi di fiction,” ha riferito il Sindaco di Cidade Velha, dott. Manuel Monteiro de Pina.
Il team di ricerca ha scoperto un cimitero densamente affollato, scavato nel pavimento della chiesa, che dicono sarà di grande importanza per le future investigazioni accademiche. Si stima che oltre 1.000 persone siano state seppellite qui prima del 1525, fornendo una capsula temporale dei primi 50 anni di vita coloniale sull’isola.
L’analisi preliminare dei campioni mostra che circa la metà dei corpi sono africani, col resto proveniente da varie parti d’Europa. Uno scavo è programmato per raccogliere dati sull’analisi degli isotopi per ulteriori corpi, al fine di conoscere di più sulla popolazione fondatrice e la sua prima storia di schiavismo.
Scavatori al lavoro sul sito.
Scavatori al lavoro sul sito.

“Dai testi storici abbiamo imparato dello sviluppo di una società ‘Creola’ ad un primo stadio, con la terra ereditata da persone di razza mista che potevano anche mantenere posizioni ufficiali. I resti umani ci danno l’opportunità di testare questa rappresentazione delle prime persone a Capo Verde,” ha affermato Evans.
L’importanza della scoperta, una peculiarità centrale di Cidade Velha, nella Lista dei Siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è stata ampiamente riconosciuta. Centinaia di persone hanno visitato il sito da quando sono cominciati i lavori, e gruppi di scolaresche sono stati condotti frequentemente a visitare la chiesa. Durante la sua visita, il Presidente Jorge Carlos Fonseca ha promosso il contributo da parte di questo progetto. “Posso vedere l’importanza che ha questo sito per Capo Verde, al fine di comprendere la nostra storia e la nostra identità,” ha affermato.
“La speranza è che il lavoro possa sia incoraggiare il turismo culturale, del quale c’è molto bisogno, e aiutare la nazione a costruire un senso più sfumato del suo notevole passato,” ha affermato Sørensen.
Le dieci piccole isole che costituiscono Capo Verde sono di dura roccia vulcanica, ed erano prive della presenza umana, di mammiferi e alberi, fino all’arrivo dei Portoghesi nel 1456. I Portoghesi trasformarono le isole in uno dei centri principali per il commercio transatlantico degli schiavi, portando con loro coltivazioni, bestiame e persone nella forma di commercianti, missionari e migliaia e migliaia di schiavi. Gli schiavi furono incanalati attraverso le isole dove vennero ‘smistati’ e venduti prima di essere spediti verso le piantagioni lungo il mondo atlantico.
La scoperta del Brasile, in particolare, e la fondazione di piantagioni lì, determinò l’esplosione del commercio attraverso Capo Verde. “Le isole furono un punto focale nell’ondata iniziale di globalizzazione, tutte costruite sulle spalle del commercio degli schiavi,” ha affermato Sørensen. “Gli scavi rivelano queste connessioni globali mentre i ritrovamenti comprendono fine ware e faïence dal Portogallo, vasellame in terraglia dalla Germania, porcellana cinese e ceramiche da diverse parti dell’Africa Occidentale.”
Oltre alla chiesa oggetto di scavi, ci sono circa 22 altre chiese nella piccola valle del fiume ove siede la città vecchia di Cidade Velha, compresa una grande cattedrale costruita con pietre portoghesi importate. È chiaro che la chiesa aveva un’enorme importanza qui – ad appena 15 gradi a nord dell’equatore – a partire dal tardo periodo medievale in poi, affermano i ricercatori.
Secoli dopo, gli attacchi dei pirati furono un flagello per le isole. Il corsaro francese Jacques Cassard lanciò un attacco devastante a Cidade Velha nel 1712, dal quale non si sarebbe più ripresa, e, mentre il commercio di schiavi cominciava ad essere messo fuori legge durante il diciannovesimo secolo, le isole persero la loro base finanziaria e furono trascurate dai Portoghesi. Gli isolani furono lasciati alla mercé di un paesaggio inospitale con precipitazioni erratiche che minavano le attività agricole e determinavano la scarsità dell’acqua potabile.
Capo Verde divenne una Repubblica nel 1975, e come nazione indipendente sta venendo a patti con il suo patrimonio culturale e la sua identità, radicati nella schiavitù. Il team di ricerca crede che le nuove scoperte archeologiche si dimostreranno parte integrante di questo processo.
“Capo Verde è una giovane nazione per molti versi, e ha bisogno che la sua storia sia dissotterrata e resa accessibile, di modo che possa continuare a costruire la sua identità nazionale,” ha affermato Sørensen.
Evans ha aggiunto: “I ritrovamenti finora dimostrano chiaramente le potenzialità fantastiche dell’archeologia di Capo Verde e il contributo che possono fornire al futuro di queste isole atlantiche.”

Traduzione da University of Cambridge. L’Università di Cambridge non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.

Immagine: Christopher Evans dell’Unità Archeologica di Cambridge (Cambridge Archaeological Unit – CAU) porta gli scolari in giro al sito degli scavi.
Credit: Marie Louise Stig Sørensen