Continua la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, ieri terza giornata a Licodia Eubea

Continua la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, ieri terza giornata del Festival di Licodia Eubea

Un partecipatissimo seminario e ospiti di rilievo per discutere di comunicazione archeologica, arte e archeomafie

 

Si è conclusa ieri sera, 20 ottobre, la terza giornata della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. La sessione mattutina e parte di quella pomeridiana sono state dedicate a un seminario e a un workshop dal titolo “Scava, scarriola, comunica! Quando l’archeologia (si) racconta”, dedicati al tema della comunicazione archeologica, con la partecipazione dell’archeologa e blogger Antonia Falcone e del blogger e giornalista Graziano Tavan che hanno discusso sulle forme di comunicazione dell’Antico attraverso i media tradizionali e quelli di ultima generazione.
Concluso il workshop, sono stati mostrati i primi due documentari. Alla proiezione di “Alla ricerca dei secoli bui”, di Jakob Stępnik, breve racconto incentrato sull’atmosfera percepita durante la seconda stagione di scavi condotti presso la cittadella medievale di Kodnica, in Polonia, è seguita la presentazione di “Pastori nella grotta” di Antony Grieco, docufilm con protagonista un gruppo internazionale di ricercatori, incaricati del restauro degli affreschi medievali presenti in un sistema di antiche grotte, che si sono trovati a contatto con una comunità di pastori e migranti che hanno usato quelle grotte per secoli, che hanno mostrato loro l’esistenza di una cultura ancora in vita che va protetta.

A seguire, l’incontro con il giornalista e scrittore Fabio Isman che ha presentato il suo libro “L’Italia dell’Arte venduta”. Di conservazione del patrimonio storico e artistico parla anche il documentario “Artquake” di Andrea Calderone, presentato successivamente e incentrato sul rapporto tra comunità umane, fenomeni naturali e creazione artistica, messo sempre a dura prova dopo ogni evento sismico o calamità naturale.

Dopo l’aperitivo con visita guidata al Museo Civico “Antonio Di Vita”, le ultime due proiezioni sono state quelle del film turco “Vivere tra le rovine” di Işilay Gürsu, dedicato alla complessa relazione tra archeologia e società contemporanea, sul modo in cui le comunità che vivono nei pressi dei siti archeologici sono state influenzate dall’ambiente circostante, e “Pelle d’anima” di Pierre-Oscar Lévy che racconta della riscoperta del set cinematografico del film “Peau d’Ane” di Jacques Demy, attraverso lo scavo effettuato da una squadra di archeologi che si trovano di fronte a scoperte ben al di là delle loro aspettative iniziali.

L’VIII edizione della manifestazione si concluderà oggi domenica 21 ottobre, con la proiezione degli ultimi film in concorso, la partecipazione di nuovi ospiti e l’assegnazione dei tre premi della Rassegna, il premio del pubblico “Archeoclub d’Italia, ilpremio “ArcheoVisiva per il miglior film e il premio “Antonio Di Vita”, assegnato a chi ha speso la propria professione nella promozione della conoscenza del patrimonio storico-artistico e archeologico.

Donato Laborante

 

Testo e immagini di Fabio Isman e Donato Laborante dall'Ufficio Stampa della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea


Terza giornata dell'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

In questo post guida potrete trovare tutti gli appuntamenti e i link alle schede relative alla terza giornata dell'ottava edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Ove disponibile, la scheda contiene anche un trailer.

Sabato 20 ottobre 2018

ORE 11.00 ARCHEOLOGIA E COMUNICAZIONE

Scava, scarriola, comunica! Quando l’archeologia (si) racconta

Seminario e workshop sulla comunicazione dell’Antico attraverso media tradizionali e di ultima generazione.

intervengono:

Antonia Falcone, archeologa e blogger
Graziano Tavan, giornalista e blogger

Raccontare l'archeologia sulla carta stampata e sui social media necessita di competenze ibride in grado di unire giornalismo, comunicazione e conoscenza scientifica della materia.

Quali sono gli strumenti che un buon comunicatore deve possedere per parlare di una materia tanto affascinante quanto tecnica? Come si è evoluto il panorama giornalistico dalla scoperta della tomba di Tutankhamon a oggi? Un bravo archeologo può essere anche un bravo comunicatore?

Il seminario, a cura dell'archeoblogger Antonia Falcone (Professione Archeologo) e del giornalista Graziano Tavan (Archeologia Voci dal Passato), intende rispondere a queste ed altre domande che ruotano intorno al tema della disseminazione della conoscenza archeologica, offrendo non solo spunti teorici ma soprattutto pratici a chi vuole saperne di più.

Programma:

ore 11.00

Antonia Falcone, Il paradigma della sharing archaeology: dal diagramma stratigrafico alle Instagram stories.

ore 12.00

Graziano Tavan, Ricerca e divulgazione: l'archeologia sui giornali tra Tutankhamon e Indiana Jones.

ore 13.00

Workshop dedicato alla comunicazione archeologica attraverso le testate giornalistiche, i blog e i social media.

Evento Facebook

ORE 17.00 CINEMA E ARCHEOLOGIA

W poszukiwaniu średniowiecza

Alla ricerca dei secoli bui

Nazione: Polonia

Regia: Jakub Stępnik

Consulenza scientifica: Łukasz Miechowicz

Durata: 8’

Anno: 2017

Produzione: Jakub Stępnik

Breve racconto incentrato sulla passione per la ricerca e il modo in cui viene percepita l’atmosfera di una missione archeologica. Questo filmato riassume la seconda stagione di scavi condotti presso un deposito di derrate nella cittadella altomedievale a Chodlik, in Polonia.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/alla-ricerca-dei-secoli-bui/

Shepherds in the cave

Pastori nella grotta

Nazione: Canada - Italia

Regia: Anthony Grieco

Durata: 84’

Anno: 2016

Produzione: Anthony Grieco

Un gruppo internazionale di ricerca costituito da archeologi e restauratori inizia a lavorare al restauro degli affreschi medievali all’interno di un sistema di antiche grotte. Di fronte alle sfide della burocrazia locale e al sistematico abbandono dei siti archeologici, la squadra incontra una comunità di pastori e migranti che hanno usato le grotte per secoli, scoprendo una cultura ancora in vita che vale la pena proteggere. Il documentario è stato prodotto con il supporto del Canada Council for the Arts.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/pastori-nella-grotta/

ORE 18.30 INCONTRI DI ARCHEOLOGIA

L‘Italia dell‘Arte venduta

interviene:

Fabio Isman, giornalista e scrittore

Nel corso del nostro festival, avremo il piacere di ospitare Fabio Isman nel pomeriggio di sabato 20 ottobre, alle 18.30, che presenterà il volume L'Italia dell'arte venduta, edito da Le edizioni del Mulino.

Una vera e propria diaspora, quella delle opere d'arte italiane disperse nel mondo. "Una diaspora terribile. Che non è mai stata raccontata, se non per episodi isolati, e in modi assolutamente sporadici. E' una storia che vale la pena di narrare, al di là delle catastrofi causate dai conflitti, sempre irrispettosi dell'arte, o dei criminali scavi archeologici che alimentano i lucruosi mercati internazionali. Questa grande fuga ha condottto infinite opere di valore fuori dal nostro paese: a poco vale consolarsi col tantissimo che ci è rimasto, se non si riflette sul moltissimo che è sparito".

ORE 19.00 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Artquake

Nazione: Italia

Regia: Andrea Calderone

Consulenza scientifica: Claudio Strinati, Emanuele Guidoboni,

Francesco Doglioni, Michelange Stefàno et alii

Durata: 60’

Anno: 2017

Produzione: TIWI

L’Italia possiede una condizione unica al mondo: possiede un patrimonio storico-artistico inestimabile e presenta un elevato rischio sismico. Il film affronta questa situazione eccezionale approfondendo il rapporto tra comunità umane, fenomeni naturali e creazione artistica, un rapporto che il terremoto ogni volta mette in crisi e riafferma.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/artquake-larte-salvata/

ORE 20.00 APERITIVO AL MUSEO

Visita guidata all’interno del Museo Civico “Antonino Di Vita” con degustazione di prodotti enogastronomici.

Si rinnova anche quest'anno l'appuntamento con #aperitivoalmuseo.
Tutti i giorni, tra le 19.30 e le 20.00, il museo civico "A. Di Vita" e quello etnografico "A. M. Coniglione" di Licodia Eubea si apriranno ai visitatori per una visita guidata e un ricco apericena a base di prodotti locali.
I vini saranno gentilmente offerti dallo sponsor del festival, l'azienda vinicola Baglio di Pianetto, attenta nella produzione di bianchi e rossi che raccontino la Sicilia, ma anche sensibile ad attività culturali che la promuovano in ambito nazionale e internazionale.

ORE 21.30 CINEMA E ARCHEOLOGIA

Living Amid the Ruins

Vivere tra le rovine

Nazione: Turchia

Regia: Işılay Gürsu

Consulenza scientifica: Işılay Gürsu, Lutgarde Vandeput

Durata: 13’

Anno: 2017

Produzione: British Institute at Ankara

Il film esamina la complessa relazione tra archeologia e società contemporanea, concentrandosi su come le comunità che vivono vicino ai siti archeologici sono influenzate dall'ambiente circostante. I siti archeologici presenti nel cortometraggio si trovano nell'antica regione di Pisidia, situata nella catena montuosa del Tauro, nella Turchia sud-occidentale.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/vivere-tra-le-rovine/

Peau d'Âme

Pelle d’anima

Nazione: Francia

Regia: Pierre-Oscar Lévy

Consulenza scientifica: Olivier Weller

Durata: 100’

Anno: 2017

Produzione: Look at Sciences

Una squadra di archeologi intraprende uno scavo nel punto in cui Jacques Demy ha girato le scene del film “Peau d’Ane” (Pelle d’Asino): la capanna in cui Catherine Deneuve si nasconde, la radura in cui viene accolta da Delphine Seyrig e altri luoghi del set cinematografico. Seguendo questa ricerca, un’altra favola comincia a prendere forma, nascosta sottopelle, ed è quella che cerca di cogliere la magia del lavoro filmico di Jacques Demy, il fascino del testo di Charles Perrault e la pervasività del racconto, le cui origini rimandano alla tradizione orale. Siamo noi che ricerchiamo la storia, o forse è la storia stessa a compiere una ricerca su di noi? Le scoperte del nostro archeologo vanno ben al di là delle sue aspettative iniziali.

La scheda su ClassiCult: https://www.classicult.it/pelle-danima/

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Attività collaterali

Da giovedì 18 a sabato 20 ottobre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Museo Civico “Antonino Di Vita”

Aperitivo al Museo

Al termine del programma pomeridiano verrà aperto l’Aperitivo al Museo, una visita guidata all’interno dei due musei, con degustazione di prodotti enogastronomici. I ticket per la consumazione saranno in vendita presso il desk informazioni della sala proiezioni.

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Dal 18 ottobre al 18 novembre

Museo etnoantropologico “P. Angelo Matteo Coniglione”

Libia. Antiche Architetture Berbere

Mostra fotografica del regista Lucio Rosa.

Durante i giorni del Festival, la mostra sarà visitabile dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Saranno proiettati, a ciclo continuo, i film “Il segno sulla pietra”, “Libia is near”, “Fabrizio Mori, un ricordo”.

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Dal 18 ottobre al 31 dicembre

Già antica chiesa di S. Benedetto e S. Chiara

1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra

Attraverso foto d'epoca, immagini e oggetti vari la mostra racconta il contributo dato dai 137 giovani soldati partiti da Licodia Eubea allo scoppio del conflitto mondiale e il loro ruolo nel contesto di quei tragici avvenimenti. L’esposizione è a cura dell’Archeoclub d’Italia “Mario Di Benedetto”.


Licodia Eubea: parte la “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica”

Giovedì 18 ottobre giornata d’apertura della “Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

Grande attesa per uno dei festival internazionali di cinema archeologico più importanti in Italia. Quest’anno arriva alla sua ottava edizione e si preannuncia un successo

Anche quest’anno il comune ibleo di Licodia Eubea si apre al “cinema dell’Antico” e, dal 18 al 21 ottobre, ospiterà l’VIII edizione della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica.

L’apertura del festival avverrà giovedì 18 ottobre, alle ore 17.00, all’interno della suggestiva chiesa sconsacrata di S. Benedetto e S. Chiara, presso piazza Stefania Noce, in pieno centro storico.

Un palinsesto ricchissimo di opere cinematografiche, ospiti di alto livello, laboratori ed attività collaterali, legati indissolubilmente dal trait d’union della memoria, il grande tema della manifestazione.

Ben 24 film in programma, di cui 20 in concorso, riempiranno i pomeriggi e le serate della manifestazione. Si tratta di lavori di recente produzione, di respiro internazionale: Italia, Francia, Portogallo, Polonia, Spagna, Croazia, Turchia, Libia, Nuova Zelanda, Canada. È un pezzo di mondo, quello che viene raccontato attraverso i documentari: ciascuno racconta, con rigore scientifico e grande personalità, il modo in cui l’uomo decide di ricordare o dimenticare il suo passato e le rovine che lo rappresentano, ma anche gli uomini e le donne che hanno contribuito a rivelarlo, a volte celebrati come Sir Arthur Evans, scopritore del mitico palazzo di Minosse a Knosso, altre volte precipitati in un pesante oblio, come l’archeologa preistorica trentina Pia Laviosa Zambotti, morta suicida negli anni Sessanta.

In un Paese come l’Italia, in cui l’interesse verso la distribuzione di film legati al patrimonio archeologico e storico-artistico risulta decisamente carente, un festival come quello di Licodia Eubea costituisce un’occasione unica per il pubblico siciliano di scoprire e avvicinarsi ad un genere di grande impatto e in fase di forte sperimentazione, qui rappresentato da prime regionali, nazionali e internazionali.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival

Ciò che ci sta più a cuore – afferma Alessandra Cilio, archeologa e direttrice artistica del festival – è essere in grado di offrire ogni anno un evento culturale di spessore, in grado di avvicinare la società ai grandi temi della ricerca archeologica, sensibilizzandola alla comprensione e al rispetto del nostro patrimonio culturale.”

Perché ciò sia possibile – aggiunge Lorenzo Daniele, regista e co-direttore artistico della manifestazione – è necessario che la gente abbia la possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti della ricerca archeologica, i divulgatori, i registi e gli sceneggiatori che si spendono nel campo della comunicazione del mondo antico. È per questo che, a corredo delle proiezioni, inseriamo sempre gli incontri e le conversazioni con gli specialisti del settore”.

E quest’anno, i nomi degli ospiti sono di tutto rispetto. A conversare con il pubblico del festival, nel pomeriggio di venerdì 19 ottobre, ci sarà l’archeologa Serena Raffiotta, con un intervento dal titolo: “Heritage: Patrimonio è Eredità. Tutelare il patrimonio culturale per salvare un’identità”.

Il pomeriggio di sabato 20 ottobre, invece, sarà dedicato a uno dei giornalisti più impegnati a livello internazionale nella lotta al saccheggio del patrimonio storico-artistico, Fabio Isman, che presenterà (per la prima volta in Sicilia) il recente volume “L’Italia dell’arte venduta. Collezioni disperse, capolavori fuggiti”.

Antonia Falcone

Ma le novità di questa nuova edizione del festival non finiscono qui. Oltre al consueto appuntamento dedicato alla didattica e ai cartoon per giovanissimi all’interno della sessione “Ragazzi e Archeologia” e alla “Finestra sul documentario siciliano”, la manifestazione si arricchisce di un workshop dedicato alla comunicazione del patrimonio culturale attraverso i media di ultima generazione. Il workshop “Scava, scarriola, comunica! Quando l'archeologia (si) racconta”, tenuto dall’archeo-blogger Antonia Falcone e dal giornalista Graziano Tavan, in programma la mattina del 20 ottobre, punta ad essere una “palestra formativa” aperta a studenti universitari, giornalisti e operatori museali, per i quali la padronanza di strumenti e strategie comunicative nell’ambito dei beni culturali rappresenta oggi un requisito fondamentale. Il workshop è gratuito e aperto a tutti; registrarsi è possibile, attraverso la piattaforma Eventbrite.it.

Graziano Tavan

A far da cornice al festival, ben due mostre fotografiche: la prima, “Libia. Antiche Architetture Berbere” del fotografo e regista veneziano Lucio Rosa, dedicata ad un frammento d’Africa sempre più fragile e sgretolato; la seconda, “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, organizzata e allestita dall’infaticabile sezione locale dell’Archeoclub d’Italia.

E poi, a far da intermezzo tra il pomeriggio e la sera, gli aperitivi con visita guidata alle sale espositive del museo archeologico “Antonino Di Vita” e di quello etnografico “P. Angelo Matteo Coniglione”, a base di prodotti tipici della tradizione enogastronomica licodiana. E le escursioni alla scoperta del centro storico e dell’hinterland di Licodia Eubea, location di questo festival ma, al tempo stesso, scrigno ricco di autentici gioielli architettonici e storico-artistici.

A chiudere l’edizione 2018 della Rassegna del documentario e della comunicazione archeologica sarà la premiazione del film più votato dal pubblico (Premio “Archeoclub d’Italia”) e del film ritenuto migliore da una giuria internazionale di qualità (Premio “ArcheoVisiva”), assieme al Premio “Antonino Di Vita”, conferito a chi abbia speso la propria carriera nella promozione della conoscenza del patrimonio culturale.

Ancora una volta, dunque, aggiungiamo tessere al mosaico, per incrementare la qualità dell’offerta culturale di questa manifestazione – conclude la Cilio –. Lo facciamo perché continuiamo a credere nel progetto, il cui obiettivo non è solo svelare la bellezza del cinema archeologico, ma anche di fare sistema, coinvolgendo autori, produttori, festival, pubblico e istituzioni. E, un anno dopo, siamo felici di constatare che a crederci siamo sempre di più.”

 


Al via l'VIII edizione della Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea

Giunge all’VIII edizione la Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea. Il Festival cinematografico, interamente dedicato alle arti visive, si svolge ogni anno nel mese di ottobre in un piccolo borgo siculo nel cuore degli Iblei e le cui origini si perdono nei millenni. Forti sono le tracce sul territorio di epoca preistorica, greca e romana e numerosi sono i reperti individuati nel corso delle varie indagini archeologiche, oggi custoditi nel Museo Civico intitolato allo studioso e grande conoscitore del territorio Antonino Di Vita.

L’evento si propone di sensibilizzare il pubblico ai temi riguardanti la storia e l’archeologia, attraverso un linguaggio nuovo e accattivante e soprattutto attraverso una serie di iniziative che caratterizzano il leitmotiv della rassegna cinematografica. Fulcro centrale sarà la proiezione di documentari, docu-fiction e filmati d’animazione oltre che gli incontri con specialisti del settore (archeologi, ricercatori, registi e produttori cinematografici) che animeranno i vari appuntamenti. Tanti anche gli eventi collaterali che ruoteranno attorno alle giornate, tra cui mostre fotografiche, aperitivi museali e la consegna di due prestigiosi premi assegnati dal comitato scientifico al documentario che ha ricevuto maggiori preferenze dal pubblico, il “Premio Antonino Di Vita” e il “Premio Archeoclub d’Italia”.

Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele, direttori artistici del Festival

L’edizione 2018, presentata pochi giorni fa al Monastero dei Benedettini di Catania dal direttore artistico Alessandra Cilio assieme al regista Lorenzo Daniele e al professore Massimo Frasca dell’Università di Catania, dopo uno sguardo alle edizione passate rilancia la rassegna con grandi novità, tra cui il gemellaggio con il Festival Internazionale del Cinema Archeologico di Spalato che si terrà nella capitale croata dal 7 al 9 novembre e l’aggiunta della sezione serale “Cinema ed etnoantropologia”. Ma anche la conferma delle partnership già attivate nel corso delle precedenti edizioni, come le collaborazioni con il Firenze ArcheoFilm, la rivista Archeologia Viva, la cantina Baglio di Pianetto, il Travel Vlog Foot on the Way e la società Orpheo.

Fra gli eventi collaterali che arricchiranno il palinsesto della manifestazione: il seminario e workshop sulla comunicazione dell’Antico attraverso media tradizionali e di ultima generazione, condotto da Antonia Falcone e Graziano Tavan; le due mostre “Libia. Antiche Architetture Berbere” di Lucio Rosa e “1915-1918. Licodia Eubea e i suoi figli nella Grande Guerra”, a cura della sezione locale dell’Archeoclub d’Italia. Confermato anche per questa edizione il consueto “Aperitivo al Museo”, con visite guidate all’interno del Museo Civico Antonino Di Vita e del Museo Etnoantropologico, con degustazione di prodotti enogastronomici.

Definita anche la giuria internazionale di qualità che assegnerà il premio “ArcheoVisiva” al miglior film in concorso: Luca Peyronel (docente di Archeologia presso la Statale di Milano), Jay Cavallaro (fotografo e documentarista statunitense, collaboratore di BBC e History Channel), Lada Laura (direttrice artistica del festival internazionale di cinema archeologico di Spalato), Giovanna Bongiorno (giornalista e documentarista) e Fabrizio Federici (storico dell’arte, collaboratore presso la Biblioteca Hertziana e giornalista per Artribune).

Con l’organizzazione dell’Associazione Culturale ArcheoVisiva, il patrocinio del Comune di Licodia Eubea e il sostegno di Sicilia Film Commission, dal 18 al 21 ottobre 2018 prenderà avvio l’VIII Rassegna Documentario e della Comunicazione Archeologica. Non ci resta che rimanere sintonizzati e a presto con foto e backstage dalle varie giornate. Che vinca il migliore!