Insula Occidentalis. Avviato il cantiere di messa in sicurezza

Prende avvio il cantiere di messa in sicurezza dell’Insula Occidentalis, un’area posta fra la Regio VI e la Regio VII nella parte occidentale della città e affacciata, in antico, sull’area lagunare sottostante. Le abitazioni che a partire dal II secolo a.C. occuparono la zona erano dotate di un affaccio panoramico e di terrazze disposte al di sopra delle mura urbiche.

I lavori della durata di circa un anno permetteranno nuovamente la fruizione delle ville di Marco Fabio Rufo, di Maio Castricio, della Casa del Bracciale d’oro e della Biblioteca fino ad ora inaccessibili perché sede dei laboratori di restauro del Parco.

Insula Occidentalis
Insula Occidentalis. Foto: Parco Archeologico di Pompei

L’intervento ha previsto il montaggio di una gru di 65 metri d’altezza, suggestiva costruzione moderna nel panorama antico, che consentirà a fine lavori di restituire ai visitatori la fruizione di complessi abitativi unici e ricchi per raffinatezza e bellezza paesaggistica.

Il grandioso complesso dell’Insula Occidentalis, dopo la deduzione a colonia da parte di Silla (88 a.C.), consta di una serie di terrazze degradanti verso il mare, che si vennero progressivamente ad appoggiare alle mura una volta dismesse dalla loro funzione protettiva. I complessi residenziali messi in luce soprattutto negli ultimi decenni del Novecento sono tra i più grandi della città e a tutti gli effetti possono essere considerate vere e proprie “ville urbane”.

Insula Occidentalis
Insula Occidentalis, Casa Marco Fabio Rufo. Foto: Parco Archeologico di Pompei

Da qui provengono alcuni dei reperti più preziosi della città vesuviana laddove mosaici, affreschi e arredi presenti nelle ville, delineano quel vivere colto di cui molti personaggi amavano circondarsi, soprattutto nei richiami letterari delle pitture o nella suggestiva bellezza dei giardini lussureggianti delle pareti dei triclini.

I lavori di messa in sicurezza dell’Insula Occidentalis sono finanziati da fondi CIPE del Piano Stralcio “Cultura e Turismo” Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) oltre che con i fondi del Parco Archeologico di Pompei.


Nuova vita per l'Antiquarium di Pompei

L’Antiquarium di Pompei riapre e racconta, grazie agli straordinari reperti, la storia della città dall’età sannitica  (IV secolo a.C.) e fino all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. con un focus particolare sui rapporti con l’Urbe, Roma.

Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

Nell’immaginario collettivo, l’Antiquarium di Pompei è uno dei luoghi simbolo della città ed è legato in particolare a due grandi personaggi della storia del sito, Fiorelli e Maiuri. La sua storia comincia nel lontano 1873-1874 quando l’allora direttore degli scavi Giuseppe Fiorelli lo fece realizzare nella sottostante terrazza del tempio di Venere con affaccio verso Porta Marina per ospitare una serie di reperti maggiormente rappresentativi della vita quotidiana di Pompei, oltre alcuni calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.

Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

Maiuri lo ampliò nel 1926 aggiungendo grandi mappe con aggiornamenti sugli scavi dal 1748 in poi , inserendo in esposizione nuovi reperti provenienti da Villa Pisanella a Boscoreale e dagli scavi di Via dell’Abbondanza, creando così, ante litteram, un vero e proprio percorso per guidare i visitatori nella storia di Pompei dalle origini all’eruzione.

Ricordiamo però che a devastare Pompei non fu solo il terribile vulcano, ma grossi danni la città li subì anche durante la seconda guerra mondiale nel settembre del 1943 e solo grazie all’intervento dello stesso Maiuri l’Antiquarium poté riaprire il 13 giugno del 1948 in occasione della celebrazione del secondo centenario degli scavi di Pompei. Danneggiato nuovamente durante il terremoto del 1980, solo nel 2010 venne interessato da una ristrutturazione con la realizzazione di alcuni allestimenti virtuali, ma non aprì mai al pubblico. Solo nel 2016 fu possibile una nuova riapertura con sale dedicate ad esposizioni permanenti.

Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

Il nuovo riallestimento curato dal Parco Archeologico di Pompei con Electa Editore si avvale anche del supporto di COR arquitectos & Flavia Chiaravoli che hanno pensato ad uno spazio fortemente immerso nella luce con rimandi all’idea primigenia pensata da Amedeo Maiuri. Grazie al recupero dello spazio delle gallerie originali e al restauro delle vetrine espositive risalenti agli anni ’50, l’Antiquarium rinnova ma conserva in se tutte le caratteristiche museali e di introduzione alla visita del sito di Pompei.

Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

Immenso è il patrimonio archeologico che racconta e accompagna la storia della città antica. Affreschi provenienti dalle domus più ricche e grandi della città, come la Casa del Bracciale d’oro, o gli argenti del sito di Moregine o il triclinio della Casa del Menandro. Grande attesa anche per i reperti di recente rinvenimento come i frammenti di stucco in I stile delle fauces della Casa di Orione o il tesoro di amuleti proveniente da una cassetta della Casa con Giardino, fino agli ultimi calchi delle vittime provenienti dalla villa rustica della vicina Civita Giuliana.

Antiquarium di Pompei
Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

La sequenza espositiva narra la storia di Pompei dalle origini fino all’eruzione che ne decretò la fine e, al tempo stesso, l’immortalità, grazie al lavoro di riscoperta che da decenni continua a stupire ricercatori e visitatori.

Antiquarium di Pompei
Antiquarium di Pompei. Foto Nicola Meluziis

La sequenza di 12 sale espositive suddivise nelle sezioni: Prima di Roma, Roma vs Pompei, Pompeis difficile est, Tota Italia, Hic habitat felicitas, A fundamentis reficere, L’ultimo giorno, racconta la storia di Pompei, ma anche le imprese degli studiosi, dei ricercatori, di un eroe dell’archeologia come Amedeo Maiuri (1886 – 1963) che lavorò negli scavi e organizzò, nel secondo dopoguerra l’esposizione dei reperti, dei calchi delle vittime, degli oggetti di quotidianità, della statuaria.

Antiquarium di Pompei
Foto: Pompei Parco Archeologico

Ad accompagnare il visitatore anche una guida edita da Electa curata da Massimo Osanna, Fabrizio Pesando e Luana Toniolo in edizione bilingue italiano/inglese.

 

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