Statisticall: seconda edizione 7-9 Ottobre a Treviso

STATISTICALL, SECONDA EDIZIONE DEL FESTIVAL DELLA STATISTICA A TREVISO

Conferenze, dibattiti e laboratori

CONFERENZA STAMPA di presentazione del Festival venerdì 7 ottobre ore 11, Palazzo San Leonardo Piazza dell'Università Treviso. Presenzieranno il Coordinatore del Festival (prof. Brentari), il Presidente dell'ISTAT (prof. Alleva), la Presidente della Società Italiana di Statistica (prof.ssa Pratesi), il Rettore di Ca' Foscari (prof. Bugliesi).
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A Treviso dal 7 al 9 ottobre si svolge StatisticAll, la seconda edizione del Festival della Statistica e della Demografia con una serie di iniziative scientifiche, culturali e di promozione della cultura statistica. Il Festival è promosso dalla SIS – Società italiana di Statistica e patrocinato dal MIUR, dalla Regione del Veneto e dal Comune di Treviso con la collaborazione dell'Istat Istituto Nazionale di Statistica, e dell’Università Ca’ Foscari.
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Boom di popolazioni prima della domesticazione delle piante in Nord America

2 Agosto 2016

L'area coperta dallo studio. Credit: Elic Weitzel, University of Utah.
L'area coperta dallo studio. Credit: Elic Weitzel, University of Utah.

Un nuovo studio, pubblicato su Royal Society Open Science, è giunto alla conclusione che - cinquemila anni fa nella parte orientale del Nord America - la domesticazione delle piante, per ricavarne cibo, fu in ultima analisi determinata da un boom demografico con conseguente scarsità di fonti selvatiche di cibo.

Uno degli autori dello studio, l'antropologo Elic Weitzel, ha sottolineato come per la maggior parte della storia umana, le persone siano vissute grazie a fonti di cibo selvatiche: è solo di recente che si è avuto questo cambiamento.

La ricerca ha preso in esame le datazioni al radiocarbonio di manufatti provenienti da siti archeologici dell'area, esaminando non le economie agricole pienamente sviluppate, ma il precedente passo riguardante la domesticazione. Le prime piante ad essere domesticate qui furono zucche, girasoli, Iva annua, chenopodium berlandieri. Solo le prime due rimangono importanti oggi, anche se lo è pure la quinoa, alla quale l'ultima è relazionabile. Anche dopo le domesticazioni, queste popolazioni continuarono le loro attività di caccia e foraggiamento.

Almeno 11 eventi di domesticazione sono stati identificati nella storia dell'uomo, partendo da quella del frumento nella Mezzaluna Fertile, 11.500 anni fa. Quello relativo al Nord America orientale sarebbe il nono, e si verificò 5.000 anni fa in conseguenza del boom di popolazione verificatosi tra 6.900 e 5.200 anni fa. In questo modo, permisero l'emergere delle civilizzazioni nell'area. L'inizio della sedentarietà determina un'espansione delle comunità e di una serie di cambiamenti sociali.

A lungo, sono state due le teorie sugli esordi dell'agricoltura. Per la prima, la crescita delle popolazioni e scarsità di cibo determinarono la necessità di far crescere le colture per le quali già si svolgevano attività di foraggiamento. Per la seconda, le attività di sperimentazione cominciarono in tempi di abbondanza, quando queste non erano ancora immediatamente necessarie.

Gli antropologi dell'Università dello Utah, Brian Codding ed Elic Weitzel. Credit: University of Utah
Gli antropologi dell'Università dello Utah, Brian Codding ed Elic Weitzel. Credit: University of Utah

Lo studio "Population growth as a driver of initial domestication in Eastern North America", di Elic M. Weitzel, Brian F. Codding, è stato pubblicato su Royal Society Open Science.
Link: Royal Society Open ScienceEurekAlert! via University of Utah


Esplosioni delle popolazioni maschili antiche legate a migrazioni e tecnologie

25 Aprile 2016
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Il più grande studio mai effettuato sulle variazioni genetiche globali riguardanti il cromosoma Y è stato pubblicato su Nature Genetics. Si sono presi in considerazione 1200 genomi da 26 popolazioni, coi dati generati dal 1000 Genomes Project.
Tutti sono correlati tra loro, e discendono da un unico antenato di 190 mila anni fa. L'albero sembrava più un cespuglio, però, con molti rami che si originavano nello stesso punto.
Si registra poi che, nel giro di poche generazioni, vi sarebbero stati aumenti esplosivi del numero di uomini con un certo tipo di cromosoma Y. Si tratta di un fenomeno registrato solo per gli uomini, e per pochi gruppi. I primi incrementi esplosivi si registrarono attorno a 50-55 mila anni fa in Asia ed Europa, e 15 mila anni fa nelle Americhe. Esplosioni vi furono poi tra i 4 e gli 8 mila anni fa, nell'Africa subsahariana, nell'Europa Occidentale, nell'Asia Meridionale e in quella Orientale. Le prime esplosioni sarebbero legate ai popolamenti dei continenti, mentre le seconde sarebbero più misteriose. La migliore spiegazione sarebbe da ricollegarsi ad avanzamenti tecnologici controllati da piccoli gruppi di uomini.
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Sulle tracce dei cambiamenti storici nel fisico dei Polacchi

31 Marzo 2016

Sulle tracce dei cambiamenti storici nel fisico dei Polacchi

Modificazioni negli scheletri, oltre ad archivi d'ospedale e documenti di coscrizione - antropologi, archeologi e storici cercano di leggerli per comprendere come la guerra abbia cambiato il corpo umano, come gli abitanti di paesi e villaggi vissero sul volgere dei secoli diciannovesimo e ventesimo e se la vita nel Medio Evo fosse stressante.
Ogni generazione è leggermente più alta della generazione dei suoi genitori e nonni. Entro un decennio, un rappresentante medio delle nazioni in via di sviluppo è in media più alta di quella dei suoi predecessori di circa 0,5-2 cm. Esaminando le deviazioni da questa tendenza, gli scienziati sono in grado di valutare meglio le condizioni di vita degli antichi abitanti della Polonia - così i partecipanti alla conferenza "Corpo umano in Polonia: ieri e oggi" (NdT: "Human physique in Poland: yesterday and today"), organizzato sabato 19 Marzo all'Università Cardinale Stefan Wyszyński a Varsavia dalla Facoltà di Biologia e Scienze Ambientali dell'Università, e dal Museo di Storia Polacca.
Come il corpo umano sia influenzato dalla guerra è il soggetto della ricerca (utilizzando l'esempio della popolazione di Cracovia) di Bartosz Ogórek, storico e demografo dall'Istituto di Storia e Archivi, Università Pedagogica di Cracovia. Quando si tratta di salute, la guerra influenza particolarmente i ragazzi durante la pubertà - ha affermata alla conferenza.
"Durante la guerra a Cracovia, la cosa peggiore era di essere un ragazzo di circa dieci anni, che è l'età durante la quale gli adolescenti cominciano a mangiare moltissimo e a crescere intensivamente. I ragazzi, comunque, non avevano la quantità appropriata di cibo. La mortalità civile in questo gruppo aumentò del 170 per cento" - questo ha sottolineato Bartosz Ogórek.
Lo storico ha cercato le prove di questa tendenza nei documenti post-bellici sui coscritti, contenenti dati sulle misurazioni dei loro corpi. Ha affermato che i ragazzi nati all'inizio del ventesimo secolo, che entrarono nella pubertà durante la guerra - al momento della coscrizione, all'età di 21 anni erano più bassi dei loro pari chiamati alle armi prima della guerra.
Cattive condizioni influenzavano pure i neonati: bambini con peso inferiore nacquero durante la guerra. "Questo è un semplice meccanismo associato con una scarsa nutrizione, esposizione a malattie infettive e uno standard di vita inferiore durante il tempo di guerra" - spiega lo storico.
Ha aggiunto che le persone nate durante la guerra incrementerebbero nel tempo il loro insufficiente peso al momento della nascita. "Persino dopo la guerra, alcuni ragazzi nati nel 1915 erano un po' più bassi di quelli nati negli anni vicini. In età scolare, queste persone erano circa 2 cm più basse di quelle nate negli altri anni. La maggior parte di loro probabilmente compensò queste perdite in seguito nella vita, ma secondo i biologi potrebbe essere deleterio per la salute in età adulta" - questa la descrizione di Bartosz Ogórek.
"Le conseguenze della guerra, relativamente a salute e demografia, persistono fin quando rimangono vive le persone nate durante la guerra" - ha affermato lo storico.
Stile di vita, altezza e peso di queste persone che vivevano nei paesi e nei villaggi del Regno di Polonia e a Varsavia nel tardo diciannovesimo secolo e agli inizi del ventesimo è l'argomento della ricerca della prof.ssa Alicja Budnik dell'Università Adam Mickiewicz a Poznań. La professoressa analizza l'indice di massa corporea (NdT: BMI, o body mass index) (che, in parole povere, mostra il rapporto tra peso corporeo e altezza di una persona).
La sua analisi mostra che in termini di peso e altezza la nobiltà emerse tra i gruppi sociali, ma i borghesi stavano rapidamente recuperando.
Le donne dei paesi - specialmente dopo i 30 - hanno la tendenza a guadagnare peso, perché restavano a casa, con poco movimento e molto cibo. Spiegando questo fenomeno, il prof. Budnik ha citato un anonimo aforista, "non fidarti delle persone che mangiano poco, perché queste persone sono gelose o di cattivo carattere, e l'astinenza è una caratteristica da asociale". "Persino Leon Potocki nelle sue memorie ammise che mangiare era l'attività più importante della vita civile. Così mangiavano, e aumentavano la dimensione dei loro corpi" - ha affermato il professore.
Di conseguenza, il numero di persone che erano sovrappeso e obese crebbe nella società polacca. Alla fine del diciannovesimo secolo e agli inizi del ventesimo più della metà di uomini e donne era in sovrappeso. Gli uomini del proletariato, malnutriti e che lavoravano duro erano i più bassi e magri. Le donne nei loro strati sociali erano in condizioni migliori. "Contrariamente alla credenza popolare sui contadini poveri - sembra che non andasse così male tra loro. Almeno in alcuni luoghi" - così il prof. Budnik.
Cosa si mangiava nel Regno di Polonia alla fine del diciannovesimo secolo? La gente di paese consumava un sacco di latte, burro, carne e uova. I contadini mangiavano legumi e patate.
La dott.ssa Barbara Kwiatkowska dal Dipartimento di Antropologia all'Università di Scienze Biologiche a Wrocław traccia i cambiamenti nella struttura del corpo umano in Polonia nell'ultimo millennio. Sulla base dei teschi e delle ossa degli antichi abitanti di Wrocław, valuta le condizioni in cui vivevano le persone nel Medio Evo. "Si tratta della risposta corporea a condizioni ambientali avverse - condizioni di vita difficili, fame, malattia, parassiti e malattie causate da questi. Il corpo in queste condizioni compie uno sforzo enorme, che lascia tracce sulle ossa, tracce che un antropologo può leggere" - ha spiegato la dott.ssa Kwiatkowska.
Indicazioni di pessime condizioni di vita comprendono i cambiamenti nello smalto e malattie dentarie, osteoporosi, stress muscoloscheletrico o cosiddette linee di Harris (tracce di inibizione della crescita sulle ossa, che rimangono dopo periodi di malnutrizione, ad esempio l'hungry gap - NdT: il periodo primaverile durante il quale nei climi britannici non c'è cibo vegetale). Un segnale importante è l'altezza del corpo e il dimorfismo sessuale, ad esempio la differenza di altezza tra donne e uomini.
La dott.ssa Kwiatkowska ha guardato tali cambiamenti sugli scheletri delle persone sepolte nei secoli XII-XVI in varie località nella Wrocław medievale. Le persone più povere erano sepolte nei sobborghi; le persone più ricche nelle parti centrali della città.
La loro situazione sociale lasciò tracce sugli scheletri. "Sul sito di Ołbin dai secoli dodicesimo e tredicesimo, dove le condizioni di vita erano molto buone - le vie si incrociavano e c'era un mercato - il dimorfismo sessuale raggiunse 11 cm! Sappiamo da fonti storiche che nello stesso periodo, gli abitanti della città di Wrocław che vivevano ai margini della città erano seppelliti nel cimitero della Piazza Dominikański. Il dimorfismo tra loro era inferiore, come nella Chiesa di S. Cristoforo, dove le persone del borgo e dei villaggi circostanti erano seppellite" - così ha affermato la dott.ssa Kwiatkowska.
 

Traduzione da PAP – Science & Scholarship in Poland. PAP non è responsabile dell’accuratezza della traduzione.


Statistica bayesiana per i problemi delle popolazioni del ventunesimo secolo

24 Febbraio 2016
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Thomas Bayes fu uno statistico, filosofo e ministro presbiteriano britannico del diciottesimo secolo (attorno al 1701 – 7 Aprile 1761). Il teorema che da lui prende il nome è pure alla base della statistica bayesiana, che costituisce un'alternativa alla statistica frequentistica.
Un nuovo studio, pubblicato su Population Studies: A Journal of Demography, sostiene che questa metodologia, che ormai ha più di 250 anni, può contribuire a risolvere i problemi statistici relativi alle popolazioni del ventunesimo secolo. Lo studio esamina i conseguimenti ottenuti dalla statistica bayesiana, e sostiene un utilizzo più ampio di questa metodologia nel campo della demografia e di scienze affini, con vantaggi reciproci.
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Dallo stomaco di Ötzi indizi sulla complessa storia demografica europea

7 Gennaio 2016

Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter
Ricostruzione di Kennis © Museo Archeologico dell'Alto Adige, Foto Ochsenreiter

L'Helicobacter pylori, che solitamente risiede nello stomaco della maggior parte delle persone, è un batterio diffuso a livello globale, grazie al suo ospite umano (è responsabile di gastriti e ulcere peptiche). È perciò possibile utilizzarlo per ricostruire le migrazioni umane tanto recenti quanto antiche: la sua popolazione europea attuale è un ibrido tra il batterio presente in Asia e Africa, ma vi sono diverse ipotesi riguardo luogo e tempo dell'ibridazione. Questo riflette la complessa storia demografica degli Europei.
Un nuovo studio ha ora preso in esame il genoma di un Helicobacter pylori di 5300 anni fa, contenuto nello stomaco di Ötzi, la celebre mummia del Calcolitico. Il batterio è un rappresentante quasi puro della popolazione asiatica dello stesso (e in particolare osservato oggi principalmente nell'Asia Centrale e Meridionale), per cui gli studiosi suggeriscono che la popolazione africana sia giunta in Europa nelle ultime migliaia di anni. Finora si riteneva che gli Europei del Neolitico già portassero questo ceppo del batterio al tempo in cui abbandonarono il loro stile di vita da cacciatori raccoglitori, per diventare agricoltori: evidentemente non è così.
Gli scienziati sono anche riusciti a decodificare quasi interamente il genoma del batterio. Potrebbe pure essere vera la teoria per la quale gli umani erano infettati dal batterio all'inizio della loro storia. Il compito dei ricercatori non è stato peraltro facile, visto che la mucosa di Ötzi è completamente scomparsa: si è riusciti a superare il problema recuperando i contenuti dello stomaco della mummia. Per quanto non sia possibile dire se l'Uomo di Similaun soffrisse di problemi allo stomaco, le precondizioni per questi sussistevano.
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