L'uomo di Kennewick, geneticamente vicino ai Nativi Americani

18 - 19 Giugno 2015
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L'uomo di Kennewick, scoperto nel 1996 nello stato di Washington, e risalente a 8900 - 9000 anni fa, sarebbe legato geneticamente ai Nativi Americani più che a qualsiasi altra popolazione al mondo.
Questi i risultati di uno studio pubblicato su Nature, che si colloca nell'ambito di una discussione che, con uno studio dell'anno scorso lo correlava invece a Polinesiani e Giapponesi più che ai Nativi Americani. Non sono mancate controversie sulle origini del campione.
In questo caso i ricercatori hanno utilizzato tecniche innovative per ricavare con difficoltà il DNA, che era degradato e dominato da quello ritrovato nel suolo e in altre fonti ambientali, nonostante lo scheletro fosse in condizioni eccellenti.
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Insediamento di Nativi Americani di quattrocento anni fa dal Kansas

8 - 14 Giugno 2015
Un insediamento di Nativi Americani di quattrocento anni fa è stato scoperto nella parte centro meridionale del Kansas. Secondo l'archeologo Don Blakeslee, Arkansas City sarebbe l'antica Etzanoa. Ritrovate anche palle in ferro e piombo utilizzate come munizioni per moschetti e cannoni dagli spagnoli nei secoli sedicesimo e diciassettesimo.
Link: The Arkansas City TravelerArchaeology News Network via AP


L'impatto dei Nativi Americani sulle foreste in base alla composizione degli alberi

28 Maggio 2015
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Fino ad oggi c'è stato poco consenso circa l'estensione dell'impatto dei Nativi Americani sull'ambiente della parte orientale del Nord America, prima dell'arrivo degli Europei. I Nativi facevano già uso di tecniche che comprendevano disboscamenti e incendi, che alteravano le foreste circostanti.
Un nuovo studio prende in esame il modo con cui i Nativi Americani possono aver modificato l'ambiente circostante, utilizzando nuove tecniche e considerando i pattern di composizione forestale. Il numero di alberi resistenti al fuoco e al contempo in grado di fornire noci commestibili è difatti molto elevato in prossimità degli insediamenti di nativi. La maggior parte delle modifiche nella composizione forestale si può avvertire entro i 10 - 15 km dai siti dei villaggi. Si suggerisce perciò che questi siano stati modificati dalle pratiche di utilizzo della terra da parte degli Irochesi.
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Stati Uniti: abitazioni presso il sito preistorico di Larder

28 Maggio 2015
Un team dall'Ithaca College ha esaminato il sito preistorico di Larder, abitato duemila anni fa da Nativi Americani, presso il canale Las Vegas Wash, ritrovando alcune abitazioni.

Link: Ithaca College


Le alluvioni del Mississipi e il declino di Cahokia

4 Maggio 2015
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La fine di Cahokia, la cui storia si colloca nello stato americano dell'Illinois tra il 600 e il 1400 a. C. circa, è un enigma al quale si son date tante risposte possibili: guerre, politica, incendi, carestie. Un nuovo studio attribuisce invece questo declino alle inondazioni del fiume Mississipi, che qui assumevano un carattere anche catastrofico (megaalluvioni, o megaflood).
Secondo lo studio, l'ascesa del sito sarebbe da correlarsi a un periodo di ridotte megaalluvioni (dal 600 al 1200) che avrebbe facilitato l'intensificazione delle attività agricole, la crescita della popolazione e l'espansione dell'insediamento. L'insediamento emerse dunque come un centro regionale attorno al 1050. Il declino coincise invece con il ritorno delle megaalluvioni, a partire dal 1200. E se sicuramente i fattori umani furono importanti, secondo lo studio questo fattore critico potrebbe esser stato finora sottostimato.
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Giardini di molluschi dei nativi americani nella Columbia Britannica [Gallery]

21 - 29 Aprile 2015
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Una ricerca interdisciplinare sulle attività nella costa nord occidentale del Pacifico rivela che i nativi della Columbia Britannica non si limitavano ad agire da cacciatori-raccoglitori, ma "coltivavano" giardini di molluschi bivalvi per assicurarsi "raccolti" abbondanti.
La ricerca sta anche confrontando gli antichi metodi di allevamento dei molluschi con quelli moderni. Pur essendoci difficoltà logistiche (i giardini sono visibili per sole 72 ore l'anno) la produttività delle antiche tecniche si è rivelata assai elevata.

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Una nuova datazione di cacciatori dell'ultima Era Glaciale in America

23 - 27 Marzo 2015
Presso Wally's Beach, in Canada, vi sono i resti di sette cavalli e di un cammello, e costituiscono le uniche prove di caccia e macellazione di questi animali  in tempi preistorici in America. Una nuova ricerca mostra che i frammenti delle ossa degli animali sarebbero da datarsi a 13300 anni fa, uccisi in un breve lasso di tempo.
Si tratta di una scoperta molto importante, sia perché documenta il ruolo dell'uomo nell'estinzione dei grandi mammiferi alla fine dell'ultima Era Glaciale, sia perché implica la presenza umana nel continente, molto prima di quanto ritenuto finora.
https://twitter.com/NewsHour/status/580384893923905537
Lo studio "Late Pleistocene horse and camel hunting at the southern margin of the ice-free corridor: Reassessing the age of Wally’s Beach, Canada", di Michael R. WatersThomas W. Stafford, Jr.Brian Kooyman, e L. V. Hills, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America; Phys.org via Texas A&M University; PBS Newshour; Past Horizons


Oregon: sequestrati manufatti dei Nativi Americani

24 Febbraio 2015
La polizia dello stato dell'Oregon ha sequestrato dozzine di manufatti dei Nativi Americani, destinati al mercato nero. Gli oggetti, di origine tribale, hanno dai 200 ad almeno 5000 anni.
Link: Reuters


Ohio: tumulo ritrovato durante la costruzione di un centro commerciale

30 Gennaio 2015
La costruzione di un centro commerciale ha rivelato un'antico tumulo Indiano, a Chillicothe, in Ohio. Il tumulo viene datato tra il 200 a. C. e il 200 d. C.
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Alla ricerca del propulsore Paleoindiano

28 Gennaio 2015
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Pur mancando una prova archeologica, fino ad ora I primi Nord Americani sono stati sempre ritratti mentre cacciavano coi propulsori. Una serie di microfratture (ritrovate da una nuova ricerca sulle punte di lancia Paleoindiane, a partire da 11 mila anni fa), fornisce però la prima prova empirica in tal senso.
Il propulsore, ovvero lo strumento col quale lanciare giavellotti, e che ne aumenta velocità, portata e forza di penetrazione. Ed è proprio questa maggiore velocità e forza ad aver potuto determinare quelle microfratture. Utilizzato anche nell'Artico, in Australia e nel resto delle Americhe, presso gli Aztechi era noto come atlatl.
Lo studio "Finding the Paleoindian spearthrower: quantitative evidence for mechanically-assisted propulsion of lithic armatures during the North American Paleoindian Period", di W. Carl Hutchings, è stato pubblicato su Journal of Archaeological Science.
Link: Journal of Archaeological ScienceLive Science
Modo d'utilizzo di un propulsore, scansione dal Manuel d'archéologie préhistorique, celtique et gallo-romaine, di Joseph Déchelette (1862-1914). Da WikipediaPubblico dominio, caricato da 120.