Stati Uniti: reperti emergono con lo scioglimento delle nevi nella Foresta Nazionale Shoshone

5 Gennaio 2016
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Lo scioglimento delle nevi nella Foresta Nazionale Shoshone in Wyoming sta facendo emergere reperti che erano rimasti conservati per secoli: in particolare, si segnalano un arco di 625 anni fa e una mascella di bisonte di 660 anni fa. Il lavoro principale degli archeologi in questo momento è però quello di registrare il contesto per i reperti.
Link: Powell Tribune
Il Wyoming, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Wereldburger758 (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Usa edcp location map.svg (by Uwe Dedering). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  USA Hawaii location map.svg (by NordNordWest). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Canada location map.svg (by Yug)).
 


Luna: il primo insediamento europeo pluriennale negli Stati Uniti

17 Dicembre 2015
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Ritrovate prove del primo insediamento pluriennale di Europei negli Stati Uniti: sono relativi alla colonia di Luna, in Florida. La colonia fu fondata da Tristán de Luna y Arellano, e fu abitata dal 1559 al 1561.
Si sono ritrovati manufatti del periodo spagnolo coloniale (frammenti di ceramiche, relativi a stoviglie) e relativi a Nativi americani.
Tristán de Luna y Arellano giunse qui con 1.500 soldati, coloni, schiavi e Aztechi. Proveniva da Veracruz, nel Messico, dal quale si spostò con 11 navi. L'insediamento precede di 48 anni quello di Jamestown in Virginia. A determinare l'abbandono della colonia fu un uragano: i sopravvissuti furono poi recuperati da navi spagnole. In precedenza due relitti sono stati ritrovati nella Baia di Pensacola.
Link: University of West Florida 1, 2; WFSU; PNJ 1, 2; The History Blog.
La spiaggia di Pensacola, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Blankfaze~commonswiki.
 


Il legno delle Grandi Case a Chaco Canyon

7 Dicembre 2015
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Il legno delle grandi case dei popoli Pueblo a Chaco Canyon, costruite tra l'850 e il 1140 d. C., proveniva da due catene montuose. Pur trattandosi di un paesaggio privo di alberi, le costruzioni in questione ne fecero larghissimo uso: oltre 240 mila alberi furono utilizzati, ed è ancora possibile vederne il legno negli edifici.
A partire dall'850 e fino al 1020, la maggior parte del legno proveniva dalle Montagne Zuni, 75 km a sud. Attorno al 1060, la maggiore fonte di legno si spostò 75 km più ad ovest, presso le Montagne Chuska. È possibile anche notare dei cambiamenti nell'architettura, in quel periodo, oltre a un'espansione della Cultura Chaco. Oltre il 70% dei 170 legni considerati proveniva dalle due catene suddette.
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Le complesse attività dei cacciatori raccoglitori

26 Ottobre 2015
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Uno studio ha preso in esame i cacciatori Tsimane della Bolivia e i raccoglitori di miele Jenu Kuruba dell'India meridionale, e in particolare l'aspetto delle loro attività lavorative.
Si tratta di attività che richiedono un gran numero di competenze a questi cacciatori raccoglitori, e si verifica anche una divisione del lavoro in base al sesso. Le donne non partecipano alla raccolta del miele e alla caccia, perché non sono attività correlabili alla cura dei figli. Le attività di caccia e raccolta sono poi a loro volta suddivise in compiti specialistici affidati a diversi soggetti.
Altri due principi che si possono verificare in queste società sono la divisione intergenerazionale del lavoro e le economie di scala nella produzione.
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Impatto dei Nativi Americani sulla Foresta Amazzonica prima degli Europei

28 Ottobre 2015
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Un nuovo studio ha verificato l'impatto dei nativi americani sulle foreste amazzoniche, prima dell'arrivo degli Europei: questo sembra essere stato piuttosto limitato, arrivando al massimo ad estendersi per un giorno di cammino da un fiume.
Non si tratta solo di un'analisi storica: si sottolinea poi come le attività antropiche moderne nell'area possano avere conseguenze di lungo periodo sulla foresta.
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Due neonati, stazionamento in Beringia e popolamento delle Americhe

26 Ottobre 2015
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La Beringia, il ponte di terra che univa Siberia e Alaska, diede vita ai primi coloni dell'Emisfero Occidentale, anche se la caratterizzazione genetica di quelle popolazioni è sempre rimasta oscura. Ora si è decifrato il materiale genetico da due neonati di 11.500 anni fa, seppelliti insieme nel campo di Upward Sun River in Alaska. Questi sono successivi la fine della colonizzazione di pochi millenni appena.
I dati rilevati nello studio suggeriscono una maggiore diversità genetica nella prima Beringia rispetto ad oggi, e supporterebbero il modello della fermata in Beringia (Beringian standstill model), per il quale i Nativi Americani discenderebbero da popolazioni asiatiche che si sarebbero fermate in Beringia per un massimo di diecimila anni, per poi spostarsi rapidamente nelle Americhe attorno ai 15 mila anni fa almeno.
In otto siti esaminati si sono ritrovate poi tutte le principali discendenze di Nativi Americani, che indicano la presenza di questi nella prima popolazione in Beringia.
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Percezione dell'invecchiamento nelle società moderne e tradizionali

8 - 19 Ottobre 2015
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Un nuovo studio ha confrontato le percezioni di società moderne e tradizionali circa l'invecchiamento, proponendo un test nel quale si chiedeva di giudicare alcuni aspetti in relazione alla stessa persona, mostrata giovane e digitalmente alterata per sembrare più vecchia.
In generale le società moderne come quelle tradizionali (rappresentate dagli Tsimane dell'Amazzonia) considerano l'età fattore di saggezza. C'è una differenza, però: gli Tsimane guardano con maggior favore all'invecchiamento e pensano che una persona più anziana abbia migliore memoria.
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Cambiamento climatico dietro nascita e declino degli stati in Messico e Perù

16 Ottobre 2015
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Secondo un nuovo studio, il cambiamento climatico sarebbe uno degli elementi ad avere giocato un ruolo fondamentale nella nascita e nel declino delle società agricole precolombiane in Messico e Perù.
Formazione, consolidamento e caduta degli stati preindustriali negli ultimi cinquemila anni, a livello mondiale, sono avvenute in molti contesti e con condizioni differenti. Lo studio parte dal presupposto che condizioni climatiche stabili favoriscano la formazione, mentre la volatilità persistente porterebbe al collasso episodico delle stesse società. Nonostante la necessità di un raffinamento delle datazioni archeologiche per alcune aree, gli studiosi hanno preso in considerazione Messico e Perù come primo test, e hanno trovato i dati coerenti con l'ipotesi proposta.
In Messico il discorso sarebbe perciò vero per Teotihuacán, Tula, almeno parzialmente per Tenochtitlan (caduta a causa dei Conquistador). In Perù, la situazione sarebbe simile per Wari e Tiwanaku, e per gli Inca.
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La più antica decapitazione in America

23 Settembre 2015
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Quando gli Europei giunsero in America, furono certo impressionati dall'esposizione di parti del corpo umano da parte dei Nativi. Non di rado questo comportava la decapitazione, sempre per motivi rituali e simbolici.
Si tratta di pratiche diffuse e molto antiche nelle Americhe. A confortarlo, sarebbe ora l'interpretazione di quella che sembra essere la più antica decapitazione rituale dalla sepoltura 26 a Lapa do Santo. Il sito si trova nella regione di Lagoa Santa, nello stato di Minas Gerais, nota per essere la culla della paleontologia brasiliana.
A colpire, e a indicare in modo abbastanza inequivocabile l'attività rituale nel caso in questione, è l'amputazione delle mani e la loro disposizione rispetto al cranio nella sepoltura.
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Due bevande rituali a base di caffeina tra Stati Uniti e Messico

7 Settembre 2015
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Già nel 750 d. C., nel Sud Ovest degli Stati Uniti e nella parte Nord Occidentale del Messico si apprezzava la caffeina, sotto forma di bevande rituali a base di cacao o agrifoglio, che avevano un alto contenuto della sostanza stimolante.
La prima bevanda sarebbe cioccolata a base di cacao. La seconda, chiamata bevanda nera (NdT: black drink in Inglese) viene prodotta a partire da foglie e rametti di alcune specie di agrifoglio. Le bevande sarebbero state consumate durante riunioni comunitarie e rituali. Nessuna delle due piante cresce nel Sud Ovest degli Stati Uniti, e ci si interroga perciò sulle possibili vie commerciali che le hanno portato dai Nativi Americani dell'area. Si sospetta ovviamente il Messico e la Mesoamerica.
Gli studiosi sono giunti a questi risultati partendo da una ricerca sui residui organici presenti nei frammenti ceramici provenienti da 18 siti del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Nord Ovest del Messico (tra la parte meridionale del Colorado e quella settentrionale dello stato di Chihuahua), per un periodo compreso tra il 750 e il 1400 d. C. Le analisi hanno rivelato  combinazioni di metilxantine (caffeina, teobromina e teofillina), rivelatrici di bevande stimolanti.
Si tenga presente che l'agrifoglio non contiene solo caffeina: foglie, bacche e altre parti della pianta sono tossiche, e il consumo è pericoloso per l'uomo e per gli animali. Le foglie di alcune specie di agrifoglio erano però utilizzate da alcune culture per produrre del tè. Ovviamente si sconsiglia vivamente l'utilizzo, in ogni forma.
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