Le pitture rupestri di Lascaux in mostra al MANN

Venerdì 31 gennaio, Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha inaugurato la mostra interattiva itinerante “Lascaux 3.0”, allestita nella Sala del Cielo stellato e nelle sale attigue, che sarà visitabile, per la prima volta in Italia, fino al 31 maggio 2020.

Le Grotte di Lascaux, che conservano al loro interno pitture rupestri - risalenti al Paleolitico superiore - e raffiguranti più di 6000 figure tra animali, umani e segni astratti, sono state inserite dal 1979 nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Lascaux 3.0Situata nel piccolo centro di Montignac, le grotte furono scoperte l’8 settembre 1940 dal giovane Marcel Ravidat mentre passeggiava con il suo cane. Immediatamente questo rinvenimento eccezionale attirò un gruppo di studiosi che si adoperarono per documentarne il grande patrimonio. Per motivi conservativi il sito, noto come la Cappella Sistina della Preistoria, è stato interdetto alle visite dal 1963. Oggi è possibile ammirare le pitture rupestri grazie a una ricostruzione limitrofa al complesso “Lascaux II” aperta al pubblico nel 1983 e a una mostra itinerante “Lascaux 3.0”. Quest’ultima esposizione, nata da un accordo tra la Società pubblica “Lascaux – L’Esposizione Internazionale”, il Dipartimento Dorgone – Périgord e la Regione della Nouvelle Aquitaine, ha lo scopo di portare nel mondo gli ambienti principali della grotta riprodotti con la tecnica del velo di pietra introdotta nei primi anni 2000.

Lascaux 3.0 è una mostra che coniuga archeologia e nuove tecnologie, capace di emozionare il pubblico senza però trascurare l’aspetto scientifico. Grazie a un ricco apparato didattico interattivo, rigoroso ma coinvolgente, adatto a tutte le età, permette di approfondire la conoscenza non solo delle pitture rupestri ma anche di ricevere nozioni sull’epoca dell’uomo di Cro-Magnon.

Lascaux 3.0Il percorso di visita inizia con la riproduzione di una famiglia di uomini di Cro – Magnon realizzata dall’artista visuale Elizabeth Daynes, specializzata nella rappresentazione di esseri umani vissuti in epoche passate partendo dai resti fossili del cranio e dello scheletro. Grazie a quest’opera è possibile guardare in faccia gli antichi abitanti della grotta.

Nella prima sala, al centro, si trova il plastico in scala 1:10 degli ambienti della grotta di Lascaux con le relative pitture rupestri. Lungo le pareti della sala sono presenti postazioni multimediali con audio e video in cui le persone che hanno lavorato negli anni nella grotta raccontano il loro lavoro. Nella sezione chiamata l’atelier dei copisti, alcune postazioni interattive spiegano come sono stati realizzati i pannelli con le pitture presenti nella mostra.

Nella sala seguente, la sezione Il mestiere dell’archeologo, seguendo le ricerche degli studiosi che dal 1940 a oggi si sono occupati di Lascaux, approfondisce alcuni specifici aspetti della professione tra cui “cercare”, “analizzare”, “datare”, “fotografare” e“filmare”. In un’altra sezione della sala, sono presenti postazioni multimediali che svelano le tecniche pittoriche usate dagli artisti di Lascaux.

Lascaux 3.0

Nella terza sala sono esposte le riproduzioni di strumenti legati alla caccia, all’alimentazione, all’abbigliamento e alle abitazioni che permettono di scoprire alcuni aspetti della vita quotidiana degli uomini di Cro – Magnon.

Infine, dopo un video introduttivo si entra nell’ambiente immersivo che permette di passeggiare all’interno della grotta, vivendo le stesse emozioni dei primi scopritori della grotta. Questo effetto è ottenuto grazie all’istallazione di sottilissime pareti artificiali che riproducono fedelmente non solo le pitture ma anche l’effetto visivo della pietra su cui sono state dipinte. Inoltre, l’ambiente è arricchito e reso ancora più spettacolare dalla presenza di un’altra opera della Daynes raffigurante una donna di Cro – Magnon con la sua bambina.

Con Lascaux 3.0 si inaugura la stagione 2020 delle grandi mostre del MANN e si annuncia l’imminente riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria” prevista per il prossimo 28 febbraio.

Tutte le foto scattate dalla mostra interattiva Lascaux 3.0 sono di Teresa Pergamo.


Puerto Rico: primi incontri religiosi e pitture rupestri

19 Luglio 2016

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Pitture rupestri testimoniano come alcuni nelle prime generazioni di Europei ad arrivare in America siano stati coinvolti dalle credenze spirituali degli indigeni, nelle grotte di una remota isola nei Caraibi.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

L'isola di Mona era infatti una tappa chiave nel percorso dall'Europa all'America: era al cuore dei progetti coloniali spagnoli del sedicesimo secolo e fu pure indicata da Cristoforo Colombo nel 1494.

Credit: University of Leicester
Credit: University of Leicester

Nella grotta si sono ritrovate più di 30 iscrizioni con nomi di individui, frasi in Latino e Spagnolo, date e simboli cristiani, offrendo uno spaccato sulle dinamiche religiose dell'epoca.

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Impronte di rettili nella Grotta delle Bestie?

29 Febbraio - 2 Marzo 2016
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La Grotta delle Bestie (anche Grotta Mestikawi-Foggini o Grotta Foggini o Grotta Wadi Sūra II), scoperta nel 2002, si trova al confine sud occidentale dell'Egitto con la Libia. Il sito è celebre per l'arte rupestre che accoglie, nella forma di animali, figure umane e prive di testa. Assieme a queste forme d'arte di 8.000 anni fa si trovano pure contorni di mani, più che in qualsiasi altro sito nel Sahara. Alcune di queste sono minuscole, e sono state finora interpretate come appartenenti a neonati.
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, sfida ora quell'interpretazione, consegnandocene una che è forse persino più inaspettata. Le 13 piccole mani non coinciderebbero con quelle di neonati (nel campione, tra le 37 e le 41 settimane di vita, e comprendendo pure prematuri tra le 26 e le 36). Risultano più piccole, mentre le dita sarebbero invece più lunghe e affusolate: si suggerisce che possa trattarsi di impronte di rettili. In particolare, potrebbe trattarsi di varano del deserto (Varanus griseus) o di giovani coccodrilli. Se davvero così fosse, si tratterebbe da una parte di un'indicazione della presenza di questi animali in quest'area, e dall'altra di possibili informazioni sull'universo simbolico di quelle popolazioni.
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Africa: caccia con frecce avvelenate presso i popoli San

2 Febbraio 2016

Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).
Coleotteri per le frecce avvelenate usati dalle popolazioni San e loro piante ospiti (foto: CS Chaboo, se non indicato diversamente). 2 Diamphidia nigroornata Ståhl (=D. simplex Péringuey, =D. locusta Fairmaire), Namibia (Chrysomelidae) 3 Polyclada sp. (Chrysomelidae) 4 Blepharida sp., Kenya (foto: C Smith, USNM) 5 Lebistina sp. (Carabidae) 6 Diamphidia femoralis (sopra) e il suo nemico predatore-parassitoide, Lebistina (sotto), su pianta di Commiphora nel Sud Africa (foto: K Ober) 7 Lebistina sanguinea (Boheman) coleottero adulto su pianta di Commiphora in Sud Africa (foto: E. Grobbelaar, SANC, ARC-PPRI).

È noto da tempo l'utilizzo di frecce avvelenate da parte di popoli africani, per secoli. L'argomento lo si ritrova in testi di entomologia, chimica, antropologia.
Uno studio approfondito ha ora preso in considerazione questa tecnica presso i popoli San (anche noti come Boscimani, Saan o Basarwa). Si tratta in particolare di nove nazioni San in Botswana e Namibia: G|​ui, G||ana, G||​olo, Hai||on, Ju’|hoansi, Kua, Naro, Tsila e Xao-ǁ’aen. I San sono cacciatori raccoglitori tradizionali, e questo li pone in una posizione centrale per la storia dell'umanità, oltre che per molti studi di antropologia.
Alcune informazioni vengono da resoconti del Settecento, nei quali i fatti si mescolano a molte affermazioni poco credibili. La caccia con l'arco appare nelle pitture rupestri, ma non è chiaro da quando si sia cominciato ad utilizzare i veleni: gli studiosi suppongono questo sia avvenuto molto presto.
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Le più antiche rappresentazioni di eruzioni dalla Grotta di Chauvet-Pont d’Arc

10 Gennaio 2016
journal.pone.0146621.g003
Nella Grotta di Chauvet-Pont d’Arc, nel dipartimento francese dell'Ardèche, ci sarebbero le più antiche rappresentazioni di eruzioni vulcaniche.
Queste immagini apparentemente astratte, a forma di cascata (o spray, a seconda di come le si vuole vedere), furono ritrovate per la prima volta nel 1994, tra quelle raffiguranti gli animali dell'epoca. Un nuovo studio ha interpretato questi disegni astratti come raffigurazioni preistoriche del fenomeno naturale, sottolineando come già dall'entrata della grotta in questione sarebbe stato possibile osservare attività vulcaniche dell'area, 36 mila anni fa.
Fino ad oggi, quelle dell'Hasan Däg dalla Turchia centrale erano considerate come le eruzioni più antiche ad essere rappresentate (otto-novemila anni fa), sui murali della celebre Çatalhöyük.
journal.pone.0146621.g001-1
[Dall'Abstract:] Tra i dipinti e le incisioni ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc (Dipartimento dell'Ardèche, Francia), diversi segni dalla peculiare forma spray sono stati precedentemente descritti nella Galleria Megaloceros. Qui si documenta l'occorrenza di attività vulcanica di tipo stromboliano collocata a 35 km a nord ovest della grotta, e visibile dalle colline sopra l'entrata della grotta. Le eruzioni vulcaniche sono state datate, utilizzando 40Ar/39Ar, tra 29 ± 10 migliaia di anni e 35 ± 8 migliaia di anni (2σ), che si sovrappone con il 14C AMS e le età della termoluminescenza per le prime occupazioni della grotta nella Galleria Megaloceros. Il lavoro fornisce le prime prove di un'intensa attività vulcanica tra 40 e 30 migliaia di anni nella regione del Bas-Vivarais, ed è molto probabile che umani viventi nell'area dell fiume Ardèche testimoniassero una o diverse eruzioni. Si propone che i segni a forma di spray ritrovati nella grotta di Chauvet-Pont d’Arc possano essere le più antiche rappresentazioni note di eruzione vulcanica, predatando di più di 34 milioni di anni la descrizione di Plinio il Giovane dell'eruzione del Vesuvio (79 d. C.) e di 28 migliaia di anni il murale scoperto a Çatalhöyük, nella Turchia Centrale."
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Turchia: quindici pitture rupestri da Alem

10 Dicembre 2015
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Quindici pitture rupestri sono state ritrovate presso il villaggio di Alem, vicino l'antica capitale armena di Ani, nella provincia turca orientale di Kars. Ritraggono scene di caccia con umani, cani, cavalli, capre delle nevi e cervidi.
Link: Hurriyet Daily News via Anadolu Agency
La provincia turca di Kars, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Turkey location map.svg (by NordNordWest)).
 


India: pitture rupestri del Mesolitico da Rukalagundu

25 Novembre 2015
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Pitture rupestri del Mesolitico sono state ritrovate presso la roccia nota come Rukalagundu, nel tehsil di Kadiri del distretto di Anantapur nello Stato indiano dell'Andra Pradesh. Le pitture comprendono una lucertola, un uomo che danza, strumenti per la caccia e disegni geometrici, e daterebbero al 10.000 - 8.000 a. C.
Link: Deccan Chronicle
Lo stato di Andra Pradesh, da WikipediaCC BY-SA 3.0 PlaneMad/Wikimedia, caricata da RaviC (This Image was created by User:PlaneMad. Updated by RaviCOwn work International Borders: University of Texas map libraryIndia Political map 2001 Disputed Borders: University of Texas map libraryChina-India BordersEastern Sector 1988 & Western Sector 1988Kashmir Region 2004Kashmir Maps. State and District boundaries: Census of India2001 Census State MapsSurvey of India Maps. Other sources: US Army Map Service, Survey of India Map Explorer, Columbia University ).


Cina: più di 1800 pitture rupestri dalla provincia di Heilongjang

16 Settembre 2015
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Più di 1800 pitture rupestri sono state ritrovate presso 31 siti sui Monti Dahinggan (varie rese possibili), nella provincia cinese di Heilongjang. Le pitture preistoriche ritraggono esseri umani e animali.
Link: China.org.cn via Xinhua
La provincia cinese di Heilongjiang, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  China edcp location map.svg (by Uwe Dedering)).
 


Archeologia vivente in Tanzania

19 Agosto 2015

Archeologia vivente in Tanzania

Rappresentazione di un leone. Foto di M. Grzelczyk
Rappresentazione di un leone. Foto di M. Grzelczyk
Pitture rupestri fino ad oggi sconosciute, che coprono rifugi rocciosi nel Distretto di Kondoa nella Tanzania centrale, sono state scoperte da Maciej Grzelczyck, vincitore del programma "Diamond Grant"del Ministero della Scienza. Allo stesso tempo, il ricercatore ha cominciato un progetto di ricerca etnologica intensivo, attraverso il quale spera di comprendere l'importanza delle pitture scoperte.
Il distretto di Kondoa è famoso per il gran numero di pitture rupestri prodotte su migliaia di anni. Ad ogni modo, solo un'area selezionata è sulla lista dei Beni Patrimonio dell'Umanità UNESCO. La riserva di Kondoa fu istituita sulla base della ricerca di Mary Leakey, condotta negli anni cinquanta. La ricercatrice e la sua famiglia sono noti principalmente per aver cercato i primi ominidi nella vicina Gola di Olduvai.
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Colombia: pitture rupestri dal Parco Nazionale di Chiribiquete

20 Giugno 2015
Chiribiquete_view
Pitture preistoriche rupestri sono state ritrovate su una facciata verticale nel Parco Nazionale Naturale di Chiribiquete, in Colombia. Si tratta di un'area molto remota e ancora in gran parte inesplorata: alle pitture potrebbero datare addirittura a 20 mila anni fa, e raffigurano animali come giaguari, coccodrilli, cervi, capibara, serpenti e formichieri.
Link: The Guardian
Un tepui dal Parco Nazionale Naturale di Chiribiquete, foto di Carlos Castaño Uribe, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da Morray.