Natale in casa Cupiello con Sergio Castellitto

Su Rai1 "Natale in casa Cupiello" con Sergio Castellitto e Marina Confalone

Su Rai1 "Natale in casa Cupiello" con Sergio Castellitto e Marina Confalone

Natale in casa Cupiello con Sergio Castellitto
Natale in casa Cupiello, firmata dal regista Edoardo De Angelis, con Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo

È in arrivo su Rai1 “Natale in casa Cupiello”, l’attesissima trasposizione filmica dell’intramontabile opera teatrale di Eduardo De Filippo, firmata dal regista Edoardo De Angelis. Un omaggio nel 120° anniversario della nascita del celebre drammaturgo e poeta partenopeo e una strenna per i telespettatori alla vigilia delle prossime festività natalizie.

Martedì 22 dicembre in prima serata, il film, prodotto da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, racconterà le vicende dal sapore agrodolce tratte dal capolavoro di Eduardo attraverso le straordinarie interpretazioni di Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo.

Una storia che ha saputo commuovere e divertire fino alle lacrime generazioni intere e che narra le dinamiche complesse e conflittuali di una famiglia che, Natale alle porte, si ritrova a fare i conti con una palese e profonda incapacità di comunicare.

LA STORIA
Napoli, 1950. Il giorno di Natale è vicino e, come ogni anno, Luca Cupiello prepara il presepe; è il
suo mondo perfetto, al riparo dalla realtà, dove ogni cosa trova la sua giusta collocazione. Ma a
nessuno interessa. Non a suo figlio Tommasino, nonostante i tentativi di seduzione. Non a sua
moglie Concetta, che ha ben altro a cui pensare: l’altra figlia, Ninuccia, infatti ha deciso di lasciare
il ricco marito Nicolino per l’uomo che ha sempre amato, Vittorio, e gli ha scritto una lettera per
comunicarglielo. Concetta riesce a evitare quella che per la famiglia sarebbe una sciagura, ma la
missiva capita nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero. Nicolino scopre così
il tradimento della moglie. Durante la vigilia di Natale, la sbadataggine di Luca mette di fronte i due
rivali e la realtà irrompe prepotente nel clima presepiale di casa Cupiello. Tutto sembra perduto,
ma in soccorso di Luca, morente, arriva ancora una volta il suo presepe.

PERSONAGGI

Luca Cupiello
(Sergio Castellitto)
In casa lo chiamano Lucariello. È Natale e la sua ossessione per il presepe è mal sopportata o
addirittura derisa da tutti. La famiglia Cupiello sembra presa da altre faccende più importanti. Ma
il presepe custodisce un segreto che soltanto lui conosce. Sembra inconsapevole, Lucariello, di
tutto ciò che gli accade intorno. Eppure, mentre gli altri restano disorientati, indecisi tra la libertà e
il quieto vivere, proprio lui si rivela l’unico ad avere un disegno, puro e incontestabile come l’amore.

Concetta Cupiello
(Marina Confalone)
Pragmatica e diretta, Concetta è un po' il contraltare di Luca. Questo Natale scoprirà che non
sempre la concretezza è l’arma più efficace per decifrare la realtà.

Tommasino Cupiello
(Adriano Pantaleo)
Secondogenito di Luca e Concetta, lo chiamano Nennillo. A lui sta bene, del resto crescere è faticoso. A un certo punto, però, si rende necessario.

Pasquale Cupiello
(Tony Laudadio)
Fratello di Luca e suo coinquilino, Pasquale è uno scapolo di mezza età rancoroso e collerico. In
lite perenne con Tommasino.

Ninuccia Cupiello
(Pina Turco)
Prima figlia di Luca e Concetta. Intrappolata tra un matrimonio che la rende infelice (con Nicola) e
un amore impossibile (per Vittorio), sceglie la libertà dell’amore anche se questo la scaraventa in
un campo vuoto, senza niente.

Vittorio Elia
(Alessio Lapice)
Amante di Ninuccia. Vittorio è un ragazzo bruciato dall’amore che lo porta a essere temerario al
punto di distruggere la pace di una famiglia.

Nicola Percuoco
(Antonio Milo)
Marito di Ninuccia, è un grosso commerciante che incarna il ruolo del borghese arricchito. Nicolino appare infatti elegante e distinto, ma è in realtà rozzo, trasandato e per nulla adeguato allo
status sociale che ha raggiunto. Inoltre, vede Ninuccia come un oggetto di sua proprietà e, pur
trascurandola e rendendola infelice, ne è incredibilmente geloso.

NOTE DI REGIA

Natale in casa Cupiello è una tragedia che fa ridere. Una casa distrutta e una famiglia in frantumi vengono tenute in piedi dall’ostinazione di Luca e dai suoi strumenti patetici: colla di pesce puzzolente e il sogno pulito del presepe.
Il presepe è bello e commovente perché lì ognuno ha il suo posto, il suo ruolo. Piace solo a lui però perché gli altri vogliono cambiare posizione, vogliono essere liberi. E in nome della libertà, distruggono tutto. Sospesi tra realtà e presepe, è possibile una forma di salvazione? Sì, è possibile ma affinché il bambino possa nascere e salvare il mondo trasformandolo in un vero mondo nuovo, il mondo vecchio deve morire.
Dopo un’attenta istruttoria filologica attraverso le edizioni dell’opera mutata nel corso dei decenni anche profondamente, abbiamo deciso di collocare il presente adattamento nel 1950.
Un anno emblematicamente sospeso tra la guerra e il benessere. Napoli è ancora ferita dalle bombe ma si sentono i primi vagiti di una classe media che si affermerà negli anni successivi.
Un anno sospeso tra distruzione e ricostruzione, proprio come il 2020.
È una commedia che fa piangere Natale in casa Cupiello.

Edoardo De Angelis

Per ulteriori approfondimenti vedi NewsRai dedicato.

Foto e testo da Ufficio Stampa RAI, sulla trasposizione filmica di Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo, firmata dal regista Edoardo De Angelis e con Sergio Castellitto e Marina Confalone.


Ercolano

“Lettere dal passato”: tornano le Tavolette cerate di Ercolano

In questi giorni, sotto l’hashtag #iorestoacasa, il Parco Archeologico di Ercolano ricorda, tramite la sua pagina Facebook, una vicenda relativa alla Casa del Bicentenario, già raccontata in un documentario realizzato nel 1953 da Antonio Federici, dal titolo “Lettere dal Passato”.

Da alcune tavolette di cera, sepolte in seguito all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ritrovate grazie agli scavi del sito archeologico, emerge una storia che vede contrapposte due donne: una appartenente alla famiglia dei Petronii-Calatorii, molto in vista nella comunità e probabile proprietaria della Casa del Bicentenario all’epoca dell’eruzione, Calatoria Themis; l’altra, è Petronia Justa, figlia di Petronia Vitalis, che fu schiava della famiglia.

Il documentario radiofonico “Lettere dal passato” realizzato da Antonio Federici fa riferimento alle Tavolette cerate di Ercolano, il materiale più economico su cui scrivevano i Romani: piccole tavolette che messe insieme costituivano dei libretti detti dittici, trittici o polittici a seconda del numero di tavolette.

Spalmate di cera, ci si incidevano le parole con uno stilo acuminato; un sistema riciclabile perché grattando via il testo, lo strato di cera poteva essere cancellato per poterci riscrivere. Le “Lettere dal passato” sono dunque quelle tavolette che dopo duemila anni sono giunte fino a noi attraverso le mani esperte degli archeologi che le hanno analizzate e interpretate. Il documentario esplora la genesi di questi straordinari reperti con le testimonianze dirette dei professori: Vincenzo Arangio Ruiz (Giurista, esperto di Diritto Romano); Giovanni Pugliese Caratelli (Storico dell’antichità) e Amedeo Maiuri (Archeologo) che insieme hanno impiegato le loro conoscenze in un’appassionata ricerca, spesso difficile per le lacune dei ritrovamenti e per la frammentarietà dei resti.

Gli studiosi, ai microfoni della radio, raccontano le tappe fondamentali di questi importanti rinvenimenti, parlano di alcuni abitanti dell’antica Ercolano divenuti familiari attraverso le storie che man mano si delineavano dopo la decifrazione delle tabelle. Si soffermano in particolare su una serie di tavolette di argomento giudiziario ritrovate in occasione della scoperta della Casa del Bicentenario (nota anche con il nome dell’ultimo proprietario dell’abitazione Lucio Cominio Primo). Si tratta di una serie di documenti riguardanti il cosiddetto “Processo di Giusta”, una causa promossa nel 76 d.C dalla giovane Giusta Spurii contro una ricca ercolanese: Calatoria Temide. La donna per entrare in possesso dell’eredità lasciata alla ragazza da sua madre Petronia Vitale, sosteneva che Giusta fosse nata quando Petronia era ancora una schiava in casa sua. Il processo doveva accertare se Giusta fosse nata da una ex schiava prima o dopo la sua affrancatura, la sentenza emessa non è stata rinvenuta e, dunque, la conclusione del processo è sconosciuta.

La conservazione di questi piccoli reperti carbonizzati fa di Ercolano un caso unico in tutto il mondo romano, un osservatorio privilegiato sul mondo antico, che aiuta a comprendere aspetti più disparati dalla diffusione della scrittura a tutte le classi sociali, agli aspetti legati al diritto privato romano, ma anche a conoscere da vicino tantissimi nomi e mestieri degli abitanti della città antica.

Ercolano Lettere dal Passato Tavolette Cerate di Ercolano
Scavi di Ercolano. Foto di Lalupa, CC BY-SA 3.0

Dantedì RAI

"Testimoni del tempo" e "Speciale per Dante": il Dantedì della RAI

"Testimoni del tempo" e "Speciale per Dante"

Per il Dantedì, Rai Cultura celebra il genio del poeta

 

Due programmi per celebrare la Divina Commedia e il suo sommo poeta:  in occasione del Dantedì, istituito per celebrare Alighieri il 25 marzo di ogni anno e alla vigilia del settecentesimo anniversario dalla morte, Rai Cultura dedica all’opera dantesca una programmazione in onda dal 16 al 25 marzo alle 16.00 su Rai5, con “Testimoni del tempo”, sei lezioni di Luca Serianni sulla Divina Commedia realizzate nel 2013, e a seguire “Storie della letteratura -  Speciale per Dante”, realizzato nel 2015.
La serie “Testimoni del tempo” - da lunedì 16 a sabato 21 marzo alle 16.00 - propone le sei “Lezioni” di Luca Serianni, con la regia di Daniela Mazzoli, sulla Divina Commedia. Serianni legge, commenta e analizza sei canti, due per ogni cantica, scelti tra i più noti e i meno conosciuti. Le sei puntate sono state realizzate presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana.
A seguire, lunedì 23, martedì 24 e mercoledì 25 marzo, è la volta dello “Speciale per Dante” di “Storie della Letteratura”, dei linguisti Valeria Della Valle, Giuseppe Patota, Luca Serianni e di Isabella Donfrancesco, Alessandra Urbani e Sandro Vanadia, con la regia di Laura Vitali. Ad ogni linguista è affidata la nota introduttiva di una cantica, realizzata nella cornice della Sala Dante del Casino Massimo Giustiniani in Roma, con gli affreschi dei Nazareni ispirati al poema dantesco: l’Inferno è affidato a Giuseppe Patota (Università di Siena – Arezzo), il Purgatorio a Valeria Della Valle (Università di Roma La Sapienza), il Paradiso a Luca Serianni (Università di Roma La Sapienza).
Accanto a loro 33 lettori eccellenti, scelti a suo tempo tra le figure più rappresentative della nostra scena culturale, affrontano le terzine dantesche in una ideale staffetta che vede intrecciarsi il mondo della scienza con le arti, la letteratura con la danza e il teatro, il cinema con la musica. Da Piera Degli Esposti a Francesco Piccolo, da Umberto Veronesi a Ennio Morricone, da Gian Luigi Beccaria a Ennio Calabria, da Roberto Bolle a Franco Mandelli, da Sandro Veronesi a Pupi Avati, da Giuliano Montaldo a Dacia Maraini, da Rosetta Loy a Tullio De Mauro, da Tiziano Scarpa a Ugo Gregoretti, da Marco Baliani a Valerio Magrelli, da Claudio Santamaria a Carla Fracci, da Giosetta Fioroni a Maddalena Crippa, da Jhumpa Lahiri a Flavio Caroli, da Glauco Mauri a Igiaba Scego: questi e altri i lettori che testimoniano tutta la grandiosa attualità del padre della lingua italiana. Le musiche che chiudono ogni puntata sono il singolare omaggio di Ambrogio Sparagna al poema dantesco.
Tra esegesi d’autore, approfondimenti linguistici, letture e curiosità, il giorno celebrativo di Dante diviene la straordinaria occasione per un viaggio nel testo e nelle radici dell’italiano, riscoprendole intatte nella lingua del nostro tempo.
Dantedì RAI

Gilda Zazzera Porto Marghera

'Strade di Porto Marghera': un viaggio nella storia del porto di Venezia

La storia di Porto Marghera attraverso le voci di chi la vive oggi: ex operai, lavoratori portuali e turisti. Su Rai Radio3 dal 9 al 13 marzo

 ‘STRADE DI PORTO MARGHERA’

RICERCATRICE DI CA’ FOSCARI PRODUCE AUDIODOCUMENTARIO SULLA METAMORFOSI DEL PORTO INDUSTRIALE

Gilda Zazzara: “Lungo il cammino non ho incontrato solo fantasmi e nostalgia, non solo macerie e memorie. Ho incontrato lavoratori diversi, poco visibili, più soli”.

Gilda Zazzera Porto Marghera

VENEZIA – “Venezia non è solo una città d’arte. Venezia è anche il suo porto, Porto Marghera”. Inizia così l’audio documentario ‘Strade di Porto Marghera’, un viaggio in 5 puntate che la ricercatrice di Ca’ Foscari Gilda Zazzara ha realizzato per la trasmissione di Radio3 ‘Tre Soldi’ e che andrà in onda dal 9 al 13 marzo alle 19.50 (e poi scaricabile in podcast all’indirizzo https://www.raiplayradio.it).

Il progetto nasce dal lavoro di ricerca "Memorie e narrative della deindustrializzazione. Porto Marghera/Venezia (1965-2015)”, finanziato dall’ateneo, concepito nell’ambito del centenario della fondazione di Porto Marghera (1917-2017), che Zazzara, ricercatrice e docente di Storia del lavoro al dipartimento di Studi Umanistici, ha da poco terminato.

Durante un appassionato lavoro di studio e ricerca sul campo, Zazzara ha interrogato la città, i protagonisti e gli eredi di quella che è stata una delle zone industriali più grandi d’Europa: ex operai, pescatori, lavoratori portuali e turisti. Il risultato ci racconta la metamorfosi non solo economica, ma anche culturale, politica e sociale di Porto Marghera e ci offre una delle poche prospettive che si concentrano sui decenni più recenti del porto industriale veneziano.

Il viaggio sonoro – fatto di voci, musiche e poesia – si snoda attraverso cinque tra le principali strade dell’ex area industriale, dai nomi che parlano di sviluppo e modernità: Via delle Industrie, tra il grande cantiere navale in attività e relitti di vecchie fabbriche; via dell’Elettricità, dove la centrale abbandonata è circondata da aziende di logistica; via del Commercio, cuore pulsante della nuova portualità, via della Chimica, con impianti spenti e spazi vuoti ricoperti di vegetazione, e via Fratelli Bandiera, cerniera tra la zona industriale e il quartiere residenziale, simbolo dell’incontro/scontro tra fabbriche e città.

“Lungo il cammino non ho incontrato solo fantasmi e nostalgia, non solo macerie e memorie – racconta Zazzara. Ho incontrato lavoratori diversi, poco visibili, più soli. E persone che reinventano questo luogo, dando nuovi sensi e funzioni ai suoi spazi. In queste cinque camminate, che partono dal cantiere navale “resistente” nella parte di più vecchia industrializzazione e finiscono al confine tra la zona industriale-portuale e l’abitato, fino all’ultimo lembo di Porto Marghera da cui è possibile vedere lo skyline di Venezia, mi hanno accompagnata musiche nate tra questi incroci e la voce poetica di Antonella Barina. I suoi versi raccontano il senso di appartenenza a una comunità che ha pagato un prezzo altissimo allo sviluppo e il travaglio di riconciliarsi con il passato industriale, con “madre Marghera”.

Gilda Zazzera Porto Marghera

Testo e foto dall'Ufficio Comunicazione Università Ca' Foscari Venezia


I Medici - Nel nome della famiglia

Terza stagione con "I Medici - Nel nome della famiglia"

I Medici - Nel nome della famiglia

Da lunedì 2 dicembre, la terza attesissima stagione

I Medici - Nel nome della famiglia

Nuova stagione per la serie evento dedicata alla figura di Lorenzo il Magnifico e alla grande famiglia fiorentina dei Medici: una grande coproduzione internazionale, venduta in oltre cento paesi, realizzata da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Big Light Productions e Altice Group.
Il terzo attesissimo capitolo, “I Medici – Nel nome della famiglia”, per la regia di Christian Duguay, sarà proposto in otto episodi che andranno a comporre quattro prime serate in onda su Rai1, il lunedì e il martedì, a partire dal 2 dicembre. Sarà inoltre disponibile in streaming e on demand su RaiPlay e tramesso con le stesse modalità anche in Ultra HD su Rai 4K al tasto 210 del telecomando di tivùsat.
Anche questo nuovo progetto è stato infatti realizzato all’insegna dell’altissima qualità, una cura del dettaglio che ha riguardato ogni aspetto della produzione: dalla scrittura alla regia, dalle scenografie nei luoghi originali ai costumi, fino ad arrivare alla colonna sonora firmata ancora una volta da Paolo Buonvino.
Nel cast internazionale chiamato a rappresentare le vicende della nobile famiglia fiorentina Daniel Sharman torna ad interpretare il Magnifico. Accanto a lui Alessandra Mastronardi è Lucrezia Donati, Synnøve Karlsen, la moglie Clarice Orsini, Aurora Ruffino Bianca de’ Medici. In alcuni flashback rivediamo ancora Bradley James il cui personaggio, il fratello di Lorenzo, Giuliano de’ Medici, è stato assassinato nel Duomo di Firenze nella congiura ordita dalla famiglia dei banchieri de’ Pazzi.
Nella nuova stagione tante new entry italiane e internazionali, da Francesco Montanari, che nei panni del Savonarola avrà un ruolo di rilievo nei nuovi episodi, così come Neri Marcorè che darà il volto al Papa Innocenzo VIII, successore di Papa Innocenzo VIII interpretato da John Lynch. A Giorgio Marchesi è stato affidato il ruolo di Giacomo Spinelli, nuovo avversario di Lorenzo il Magnifico, mentre Johnny Harris sarà Bruno Bernardi suo nuovo consigliere.

Per ulteriori approfondimenti, NewsRai dedicato.

Testo e foto dall'Ufficio Stampa RAI.


Ben Hur

Ulisse, il piacere della scoperta: "Il mondo di Ben Hur"

Ulisse, il piacere della scoperta: "Il mondo di Ben Hur"

Ben Hur

Sabato 26 ottobre, alle 21:25 su Rai1, va in onda la quinta puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta”, dedicata al mondo di Ben Hur, il film colossal campione di incassi nel 1959, vincitore di ben 11 premi Oscar. Alberto Angela farà rivivere la storia del celebre auriga e la città di Roma del primo secolo dopo Cristo, accompagnando gli spettatori nei luoghi che hanno visto le vicende raccontate dal film, partendo dal luogo centrale delle competizioni delle quadrighe: il Circo Massimo, una struttura immensa, di cui oggi è visibile solo la grande spianata.

Ben Hur è un personaggio di fantasia, frutto della creatività di un romanziere americano. Alberto Angela racconterà, invece, un personaggio altrettanto famoso, realmente esistito: l’auriga Scorpo, un divo dell’arena molto amato, il più grande campione dell’epoca Flavia, ricordato più volte dal poeta Marziale.
Grazie a ricostruzioni grafiche e virtuali, si entrerà nella Roma di quegli anni. Chi era Scorpo e chi erano gli altri campioni dell’epoca famosi e strapagati? Come si preparavano? Come si svolgevano le gare? Oltre al Circo Massimo di Roma, molto raccontano i mosaici della villa del Casale di Piazza Armerina, in provincia di Enna.
Del film “Ben Hur” molti ricordano le scene sulle navi con gli schiavi incatenati ai remi. Dall’isola di Favignana, in Sicilia, Alberto Angela illustrerà i rostri delle navi della Prima Guerra Punica, combattuta dai cartaginesi contro i romani.

Altri luoghi delle riprese sono i Musei Capitolini, Palazzo Massimo e il Campidoglio, dove, sotto l’imponente statua di Marco Aurelio, si rivivranno i fasti dell’epoca d’oro dell’Impero romano.

Testo e immagine dall'Ufficio Stampa RAI.


Cristoforo Gorno, il narratore ideale per le Cronache dal mito

Cronache dal mito, Cristoforo Gorno ci accompagna nel mondo degli dei

Disponibile su RaiPlay la nuova serie di documentari di Cristoforo Gorno, che ci porta nel mondo degli dei greci

Cristoforo Gorno Cronache dal mito

Cristoforo Gorno è ormai una guida storica d'eccezione e le sue Cronache dal mito una conferma. Dopo aver portato il pubblico in giro per i millenni, raccontando le storie dell'antichità, del Medioevo e del Rinascimento, stavolta decide di diventare il narratore delle storie che hanno fondato la nostra civiltà. Affronta infatti gli dei e gli eroi della mitologia classica.

Gorno, un narratore appassionato

Non è facile come sembra raccontare i miti greci. Se le storie sono bellissime, oggi, se non si fa attenzione, per il pubblico possono risultare ostiche. Ma Cristoforo Gorno ha ormai una abilità incredibile nel tratteggiare le svolte delle vicende e i personaggi come se si trattasse dei protagonisti di una serie tv. Così ci porta nei luoghi dove le vicende mitiche si sono svolte (Itaca, Agrigento, Delfi) e qui fa rivivere quasi in diretta gli eventi.

https://www.facebook.com/raistoria/videos/378421616185795/

Fonti citate correttamente e grande vivacità della narrazione

Il motivo per cui anche Cronache dal mito è una serie di documentari di alto livello sta nella cura straordinaria con cui il team di autori fornisce agli spettatori una informazione completa. Al contrario di molti altri documentari storici, infatti, in Cronache dal mito vengono sempre aggiunti in sovrimpressione i passi degli autori classici che forniscono le notizie citate. Questo permette agli spettatori non solo di avere un preciso riscontro su ciò che si sta narrando, ma anche di riscoprire opere o versi magari sepolti nella memoria.

Un ritmo coinvolgente

La serie ha un ottimo ritmo e coinvolge. Niente tempi morti, un lessico preciso ma alla portata di tutti, una fotografia attenta che rende bene le ambientazioni e le suggestioni del racconto. Cristoforo Gorno, che si avvale di consulenze ottime (va ricordato Giorgio Ieranò, ordinario di letteratura greca a Trento ma anche autore di una serie di saggi divulgativi sulla mitologia), si muove con la consueta scioltezza, ma anche con una simpatica bonarietà. Il risultato sono dei documentari svelti ma approfonditi, che non trattano lo spettatore con sussiego, ma anzi lo invogliano ad approfondire. Che dire? Guardateli. La mitologia così è ancora più affascinante.


Ulisse Alberto Angela

Nuova stagione di Ulisse con Alberto Angela: Gerusalemme ai tempi di Gesù

Ulisse, il piacere della scoperta

La nuova stagione, con Alberto Angela e Gigi Proietti - Gerusalemme ai tempi di Gesù

Ulisse Alberto Angela
Credits: Barbara Ledda

Sabato 21 settembre, in prima serata su Rai1, prende il via la nuova stagione di Ulisse, il piacere della scoperta, sei puntate condotte da Alberto Angela e dedicate alla storia, all’arte, alla cultura.
Nella prima puntata, dal titolo Gerusalemme ai tempi di Gesù, Alberto Angela accompagnerà i telespettatori in un viaggio storico eccezionale, alla scoperta delle vicende accadute nella terra di Israele nel periodo in cui è vissuto Gesù. Si tratta di un periodo ricco di fermenti e tensioni, caratterizzato dai difficili rapporti tra gli ebrei e i romani e da un intenso fervore messianico.
L’intento di questo straordinario viaggio non è quello di raccontare Gesù, ma definire il contesto in cui si è mosso, la cornice storica, archeologica e sociale attorno alla sua figura.
Seguendo il filo narrativo della vicenda di Gesù, così come viene presentata dai Vangeli e dalla tradizione, si scopriranno alcuni aspetti della vita quotidiana nella terra d’Israele di quegli anni. Si conosceranno i protagonisti di quel periodo, a partire da Erode il grande, sotto il cui regno Gesù sarebbe nato. Un re che ha forgiato la terra di Israele, lasciando numerose e sorprendenti testimonianze architettoniche: la fortezza di Masada, la città di Cesarea Marittima, la sontuosa tomba dell’Herodion, il Tempio ristrutturato e arricchito. Sorprendenti i singolari rapporti che aveva con Marco Antonio, con Cleopatra, con Ottaviano.
Il nome del suo successore, il figlio Erode Antipa, è legato alla storia di Salomè, alla morte dei Giovanni Battista e soprattutto al ruolo avuto nel complicato processo a Gesù. Si incontreranno anche Ponzio Pilato, una figura rimasta enigmatica a causa delle poche testimonianze storiche di cui si dispone.
La puntata si muoverà da un sito all’altro, seguendo gli spostamenti di Gesù, e lo scenario principale sarà la città di Gerusalemme, la cui storia, è stato detto, è la storia del mondo. È in uno spazio relativamente ristretto che si è svolto il capitolo finale della vita di Gesù: il tempio, il monte degli ulivi, la cittadella, il calvario, il sepolcro. Siti che distano poche centinaia di metri l’uno dall’altro e che oggi sono tutti inglobati in una città per secoli crocevia di persone, popoli, merci, culture. Un luogo che continua ad essere una città cruciale per gli ebrei, per i cristiani e per l’Islam.

Ad affiancare Alberto Angela nell’affascinante racconto, ci sarà Gigi Proietti, una presenza costante di Ulisse, che darà voce ai protagonisti della storia mettendone in risalto vizi e virtù, genialità e miserie.

 

Testo e immagine da Ufficio Stampa RAI


Paolo Grassi Palazzo Reale di Milano mostre

Milano: mostra dedicata a Paolo Grassi a cento anni dalla nascita

Cultura

Ha aperto oggi a Palazzo Reale la mostra dedicata a Paolo Grassi a cento anni dalla nascita

“Paolo Grassi. Senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione…” è in programma dal 26 gennaio al 24 marzo

Paolo Grassi Palazzo Reale di Milano mostreMilano, 25 gennaio 2019 - Ha aperto oggi, sabato 26 gennaio, a Palazzo Reale, la mostra dedicata a Paolo Grassi (Milano, 30 ottobre 1919 – Londra, 14 marzo 1981). “Senza un pazzo come me, immodestamente un poeta dell’organizzazione…” - questo il titolo dell’esposizione, parole con cui Grassi definisce se stesso - è in programma fino al 24 marzo 2019.

A 100 anni dalla nascita, il Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale e Fondazione Paolo Grassi - La voce della cultura, presieduta da Davide Rampello e coordinata da Francesca Grassi, figlia di Paolo, colgono l’occasione per raccogliere l’intera ricerca sulla sua figura in archivi pubblici e privati, svolta nei dodici anni di vita della Fondazione.

Durante una carriera di quarant’anni, Paolo Grassi ha sostanziato un mestiere, quello dell’organizzatore culturale, ha creato una figura professionale che nel nostro Paese ancora non poteva dirsi individuata ed ha trovato il modo di esprimere il suo talento visionario.

A Paolo Grassi, inoltre, va ascritto il merito di aver diretto il primo teatro pubblico in Italia - il Piccolo Teatro di Milano - seguito dal 1947 al 1967 in codirezione con Giorgio Strehler e poi in direzione unica fino al 1972, lasciato per un incarico di grande responsabilità: sovrintendere dal ’72 al ‘77 il Teatro alla Scala.

Il più antico teatro lirico del mondo sotto la direzione Grassi si aprì ad innovazioni che hanno fatto scuola. Un esempio è la prima diretta televisiva in mondovisione il 7 dicembre 1976 di un’opera lirica, l’Otello di Verdi con la regia di Zeffirelli.

Anche durante gli anni di presidenza della Rai, Grassi fu un innovatore, la “terza rete” divenne di fatto, il canale culturale pubblico. È importante ricordare che Grassi implementò la produzione di film e sceneggiati televisivi poi premiati nei festival più significati (su tutti: L’albero degli zoccoli di Olmi, Padre padrone dei Taviani, Molière di Ariane Mnouchkine, Gesù di Nazareth di Zeffirelli).

Segnati dalla malattia, gli ultimi anni della sua carriera sono caratterizzati dal ritorno all’editoria, sua prima passione.

Per narrare in una mostra la lunga avventura professionale, culturale e umana di Paolo Grassi, è stato necessario individuare una visione concettuale che potesse allestire materiali diversi, come libri, documenti, ma anche immagini, filmati, oggetti, quadri, in un’atmosfera legata al mondo quasi magico della scena del Piccolo, della Scala e della piazza urbana.

L’allestimento non ha voluto essere una semplice citazione: l’intento, piuttosto, è stato quello di utilizzare materiali, modalità e linguaggi del mondo del palcoscenico, e quindi mezzi che fossero molto più vicini al mondo della scenografia teatrale.

La mostra è suddivisa in cinque sezioni, anticipata da un Prologo Familiare, un percorso attraverso foto, documenti, ritratti di Paolo Grassi e di alcuni capitoli della sua vita privata.

1. Costruzione di un progetto. Paolo Grassi prima di Paolo Grassi (1936 – 1946)

Fondamentalmente documentale con una selezione di libri, lettere, riviste, articoli, locandine, provenienti da archivi pubblici e privati.

Completa il tutto una sezione con quadri e disegni della cerchia di artisti che contribuirono alle riviste: Corrente, Palcoscenico, GUF Forlivesi.

2. Al Piccolo Teatro con Giorgio, Nina e gli altri (1947 – 1967)

2bis. Un teatro fuori le mura. La direzione solitaria (1968 – 1972)

Questa sezione riguarda i due tempi trascorsi da Grassi al Piccolo Teatro. Sarà illustrata, nella prima parte, dagli spettacoli degli esordi e dalla definizione dei rapporti con il pubblico e la politica e dagli autori simbolo come Goldoni, Brecht, Bertolazzi, Pirandello.

Inoltre, sono stati focalizzati estratti da importanti carteggi con Giorgio Strehler, Eduardo De Filippo e altri.

La seconda parte costituisce, in concomitanza con il cinquantennale degli anni della Contestazione giovanile dalla quale il Piccolo non fu esente, una considerazione storica di quell’epoca di passaggio e grandi trasformazioni.

3. L’opera alla prova dei media e della comunicazione. Gli anni al Teatro alla Scala (1972 – 1977)

Questa parte della mostra si appoggia a un’installazione guidata alla visione dell’Otello e a materiale documentale riguardante i cartelloni operistici e di danza della Piccola Scala che contraddistinsero la Sovrintendenza Grassi.

4. Un riformista alla Presidenza della Rai (1977 – 1980)

Interventi e carteggi della Presidenza di Paolo Grassi alla Rai.

5. Una passione trasversale: l’editoria (1942 – 1981)

Sezione trasversale in cui è messo in luce il lavoro editoriale di Grassi: dagli inizi con Le Edizioni di Pattuglia, Poligono, Rosa e Ballo, la collezione teatro Einaudi con Gerardo Guerrieri e il lavoro editoriale con Guazzotti alla Casa Editrice Cappelli e il progetto Electa degli ultimi anni.

Un nutrito corredo intreccia la biografia di Paolo Grassi, i suoi incontri più significativi (da Chaplin a Brecht fino alla Regina Elisabetta, per fare solo qualche esempio), i viaggi e le tournée, la storia personale e il rapporto con Strehler.

La mostra, dopo la permanenza a Milano, sarà itinerante per tutto il 2019 e fino ai primi mesi del 2020.

 

Da testo lievemente modificato del Comune di Milano.


RAI1: seconda serie "I Medici", incentrata su Lorenzo il Magnifico

RAI1: I MEDICI - LORENZO IL MAGNIFICO

Da martedì 23 ottobre quattro serate in prima mondiale

Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica della prima stagione tornano, con una seconda attesissima serie, “I Medici” nella nuova produzione internazionale Rai e Lux Vide incentrata questa volta sulla figura di Lorenzo il Magnifico, uno dei principali protagonisti del Rinascimento italiano. Anche questo nuovo progetto è stato realizzato all’insegna dell’altissima qualità, una cura del dettaglio che ha riguardato ogni aspetto della produzione: dalla scrittura alla regia, dalle scenografie nei luoghi originali ai costumi, fino ad arrivare alla colonna sonora firmata ancora una volta da Skin e Paolo Buonvino. Un grande investimento editoriale che nasce sulla scia dei sette milioni di spettatori con una media share del 27,7 che hanno seguito gli episodi della prima serie andati in onda due anni fa sempre su Rai1.

“Medici – Lorenzo il Magnifico” è una produzione Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, Big Light Productions, Altice Group, distribuita da Beta Film e prodotta da Luca Bernabei e Frank Spotnitz. La serie è ideata da Frank Spotnitz e Nicholas Meyer, per la regia di Jon Cassar e Jan Maria Michelini. Gli otto episodi da 50 minuti ciascuno andranno in onda su Rai1a partire da martedì 23 ottobre per un totale di 4 prime serate. Con una narrazione ritmica, coinvolgente, piena di colpi di scena vengono messe in risalto le appassionanti dinamiche politiche ed economiche della Firenze del Quindicesimo secolo, uno dei periodi storici più importanti per la cultura del mondo intero, mettendo a fuoco in particolare la vicenda di Lorenzo, il terzo della dinastia dei Medici, un uomo tanto illuminato da essere appunto consegnato ai posteri con il celebre appellativo de “il Magnifico”.

A rappresentare le vicende della nobile famiglia fiorentina, un cast internazionale d’eccezione: Daniel Sharman, che vestirà i panni di Lorenzo De’ Medici, Bradley James, Sarah Parish, Alessandra Mastronardi, Julian Sands, Matteo Martari, Synnøve Karslen, Aurora Ruffino, Matilda Lutz, Guido Caprino, Charlie Vickers, Sebastian De Souza, Callum Blake, Jack Bannon, Jacob Fortune Lloyd, Tam Mutu, Miriam Dalmazio, Alessio Vassallo. Con la partecipazione di Filippo Nigro nel ruolo di Luca Soderini, Annabel Scholey in quello di Contessina De’ Medici, Raoul Bova nei panni di Papa Sisto IV e Sean Bean in quelli di Jacopo Pazzi. La serie evento in prima mondiale su Rai1 da martedì 23 ottobre. I primi due episodi in anteprima esclusiva su Rai Play da martedì 16 ottobre. Per visualizzare il NewsRai dedicato aprire il link.

Testo e foto da Ufficio Stampa RAI