Turchia: resti di tartarughe e testuggini nei riti funerari a Kavuşan Höyük

25 Febbraio 2016
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Scavi presso Kavuşan Höyük, nella Provincia di Diyarbakır (Turchia meridionale), hanno evidenziato l'utilizzo di tartarughe, testuggini e tartarughe palustri nei costumi funerari di epoca post-Assira. Di particolare rilevanza sarebbero in particolare i resti di tartaruga dal guscio molle dell'Eufrate (Rafetus euphraticus), che si distinguono per quantità e trattamento.
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In particolare, una tomba conteneva i resti (aventi oltre 2500 anni) di un bambino di 6-7 anni (il cui sesso non è stato determinato dagli archeologi), di una donna di età compresa tra i 45 e i 55 anni, e di diverse tartarughe macellate. Una fibula in ferro potrebbe indicare che si trattava di una bambina.
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Anche tartarughe nella dieta degli ominidi della Grotta di Qesem

1 Febbraio 2016
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A partire da 400 mila anni fa circa, l'alimentazione degli ominidi cacciatori raccoglitori della Grotta di Qesem (nei pressi di Tel Aviv) comprendeva pure le tartarughe, che erano consumate regolarmente.
I segni ritrovati sui gusci di questi animali, lì ritrovati, dimostrano infatti le sequenze di una lavorazione. Questa partiva dal romperne la corazza con un martello: l'animale era talvolta macellato e cucinato nel suo stesso guscio. La scoperta aggiunge un'ulteriore dimensione, culturale e culinaria, per questi ominidi.
Le tartarughe costituivano qui un supplemento alla dieta, oggetto di uno studio precedente, e che per questi ominidi comprendeva vegetali e anche prede più grandi. Probabilmente erano utilizzate anche come un alimento che era possibile conservare, o semplicemente quegli ominidi stavano massimizzando le risorse locali. L'animale era pure una risorsa importante di materiali non edibili.
Sebbene di rado, ancor oggi tartarughe e testuggini sono consumate nella cucina umana, soprattutto nell'Asia orientale.
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