Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile

Speciale XX Edizione del Festival Il libro possibile 

il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare,

il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste

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La XX edizione del Festival Il Libro Possibile

è cominciata da Polignano a mare con gli ospiti della prima serata:

Sangiorgi, Lagioia, Genisi, Ainis e Pellecchia, Cazzullo, Jebreal, Briganti

L’omaggio a Dante di Ferroni

le ‘Pillole di Scienza’ con Trotta, Lucente e Iacono

7 luglio 2021 – Polignano a Mare

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Polignano a Mare - Sono oltre 200 i nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica che hanno animato il dibattito culturale della XX edizione del Libro Possibile 2021, evento culturale estivo tra i più attesi d’Italia.

In un succedersi di presentazioni, dibattiti, tavole rotonde, spettacoli e reading il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, ha preso il via con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro i palchi che hanno accolto gli ospiti: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Giuliano Sangiorgi

Si è partiti mercoledì 7 luglio alle ore 19.30 a Polignano a Mare con il primo ospite: Giuliano Sangiorgi, personaggio legato al borgo che ha dato i natali a Domenico Modugno per la sua emozionante interpretazione di ‘Meraviglioso’, ha presentato il suo ultimo romanzo Il tempo di un lento (Mondadori). Il frontman dei Negramaro ha raccontato un periodo mitico, quello in cui all’improvviso si cresce e tutto cambia nel salutare l’adolescenza: ne parla con la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Rosella Santoro e Giuliano Sangiorgi

Porta il titolo di questa edizione, ’Ma il cielo è sempre più blu’, anche l’incontro successivo delle ore 20.15 con Michele Emiliano in dialogo con il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo per affrontare i temi di politica locale e nazionale e di visioni future.

Da sinistra, Enrica Simonetti e Aldo Cazzullo

Il racconto del contemporaneo al centro degli appuntamenti del festival. È un’analisi tutta sul femminile quella del saggio Le italiane (Solferino), a firma di Aldo Cazzullo. L’inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera ha rievocato alle ore 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo le figure, il carattere e le storie delle donne italiane che ha conosciuto, dalle centenarie che hanno fatto l'Italia, come Franca Valeri e Rita Levi Montalcini, alle giovani promesse di oggi, come Chiara Ferragni e Bebe Vio. Sul palco ha dialogato la responsabile della redazione Cultura e Spettacoli de La Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Rula Jebreal

Alle ore 21.30 Rula Jebreal ha raccontato “come le donne stanno tracciando la strada verso il futuro” ne Il cambiamento che meritiamo (Longanesi). Pagine in cui, restituendo la voce alla madre Nadia, ha lanciato un messaggio contro la violenza. Ha presentato la giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti.

Erri De Luca

Il focus si è spostato sul ‘nodo’ che lega genitori e figli con Erri De Luca, che alle ore 20.45 ha presentato A grandezza naturale (Feltrinelli): “storie estreme”, come le definisce lo scrittore campano, a partire dalla narrazione biblica di Isacco, simbolo del sacrificio, fino ad arrivare al pittore Marc Chagall. Riflettori sul mondo della moda e sui suoi segreti in piazza San Benedetto alle ore 20.30 con la giornalista televisiva Mariella Milani, pronta a svelarli in Fashion confidential (Sperling & Kupfer) insieme alla conduttrice di Tgnorba24, Daniela Mazzacane.

Narrativa, saggistica e scienza in programma

La narrativa rimane la protagonista della XX edizione del Libro Possibile. A partire da Nicola Lagioia, che in piazza Aldo Moro alle ore 21.15 ha presentato La città dei vivi (Einaudi). Una narrazione che nasce dal crudo omicidio di Luca Varani da parte dall’omicidio di due ragazzi di buona famiglia nella periferia romana. E lo scrittore, procedendo per cerchi concentrici, spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere. Sul palco ha presentato la giornalista de La Repubblica, Antonella Gaeta. Rimaniamo nel campo del crime made in Puglia con Gabriella Genisi alle ore 20 in piazza Aldo Moro: dopo il grande successo del commissario Lolita Lobosco, trasposta di recente in una fiction Rai, ne La regola di Santa Croce (Rizzoli) è la carabiniera Chicca Lopez a dover sciogliere i nodi di una misteriosa scomparsa in una calda estate salentina degli anni ’80. Ha presentato l’incontro il direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà. Un incendio che devasta l’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma e il proprietario di un negozio di stoffe morto: sono i particolari da cui si muove la nuova indagine di Nina Mastrantonio in La notte non perdona (Sonzogno). Un intricato mistero da risolvere per la marescialla somala nata dalla penna di Daniela Grandi, giornalista e autrice dell’emittente televisiva La7, presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.

Si è ispirato ancora una volta alla sua storia, l’attore e scrittore Paolo Stella, in Per caso (tanto il caso non esiste) (Mondadori). Un romanzo autobiografico in cui la narrazione si lega al racconto del difetto genetico che, diagnosticato in giovanissima età, gli regalò l'incontro con un bambino davvero speciale. Ha presentato alle ore 22.15 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Donatella Azzone. “Spesso la vita non somiglia alle favole: è una cosa che tutti, crescendo, dobbiamo imparare”. È la filosofia che lega le Fiabe per adulti consenzienti (Rizzoli) del poeta Guido Catalano. Un piccolo rimedio che regala al pubblico di puazza Aldo Moro alle ore 21.45 per esorcizzare la tristezza e la paura. Ha introdotto la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Nel “silenzio forzato del lockdown, diventato quasi spirituale” è nato il quinto romanzo di Roberto Emanuelli, Adesso lo sai (Sperling & Kupfer), presentato in piazza San Benedetto alle ore 22.30. Al centro della scrittura, come sempre, le passioni che bruciano in fretta, come quello che vive la protagonista Francesca. Ha presentato la scrittrice e firma culturale de La Repubblica Annarita Briganti. Al festival anche celebri ‘prime volte’ da romanzieri. Ad esempio il costituzionalista Michele Ainis, ospite alle ore 21.30 in piazza San Benedetto con Disordini (La Nave di Teseo), dove ha inscenato un cambio d’identità in puro stile kafkiano. È intervenuto l’attore Pierluigi Corallo, ha presentato il docente dell’Università del Salento Michele Troisi.

A destra, Rocío Muñoz Morales

Esordio nella narrativa anche per l’attrice Rocío Muñoz Morales, sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle ore 23, che in Un posto tutto mio (Sonzogno) tesse una trama che lega Spagna e Puglia, a partire da una masseria ereditata dalla protagonista Camilla. Amatissima voce di Radio 105, Rosario Pellecchia, conosciuto al pubblico come ‘Ross’, mostra un punto di vista insolito in Le balene mangiano da sole (Feltrinelli). Quello di un rider napoletano curioso di scoprire le vite del cliente a cui lo destina la prossima consegna: se ne è parlato con lo speaker radiofonico Carlo Chicco alle ore 21 in piazza San Benedetto. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo romanzo dello scrittore Nicky PersicoIl volo del pettirosso (Les Flâneurs), nella Terrazza dei Tuffi alle ore 21.30.

Al festival spazio anche alle celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri con il professore Giulio Ferroni. In L’Italia di Dante (La nave di Teseo) – vincitore della 46a edizione del Premio Letterario Internazionale Mondello e del premio Viareggio-Rèpaci 2020 - compie un viaggio all'interno della letteratura e della storia italiane. L’incontro è previsto alle ore 20.45 in piazza Aldo Moro.

XX edizione del Festival Il Libro Possibile: Rosella Santoro

Raccontano anche la società nei suoi mille linguaggi le opere presentate al Libro Possibile. Quello della politica, ad esempio, che Marco Cartasegna prova a declinare a un pubblico sempre più ampio in Political Map (Mondadori).  Alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro è stata presentata la guida per orientarsi in un contesto popolato da fake news, demagogia e interessi di parte, nell’incontro presentato dal giornalista de La Repubblica Piero Ricci. Come si manifestano nel territorio italiano le disuguaglianze sociali e spaziali? Hanno risposto i docenti del Politecnico di Milano e del Politecnico di Bari Arturo Lanzani Maria Valeria Mininni nel saggio che ha aperto alle ore 19.30 gli appuntamenti di piazza Aldo Moro, Ricomporre i divari. Politiche e progetti territoriali contro le disuguaglianze e per la transizione ecologica (Il Mulino). Un dibattito impreziosito dalle voci dell’avvocato Michele Laforgia e del professore ordinario dell’Università degli Studi di Bari Gianfranco Viesti. Presentata dall’architetto Mariella Annese. La Terrazza dei tuffi ha fatto da palcoscenico alle ore 19.30 all’inaugurazione dell’inedita sezione Parole di scienza, appuntamento che segna il patrocinio del Libro Possibile con importanti istituzioni scientifiche e accademiche come Ministero della Cultura, CNR, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Premio Asimov, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari e Distretto Tecnologico Aerospaziale. Le prime due pillole a tema comunicate da esperti del settore a partire da una parola chiave sono del ricercatore del Cnr Massimo Trotta (con i termini Ordine e caos), e delle docenti dell’Università di Bari Sandra Lucente e Donatella Iacono (a partire da Infinito). Con loro sul palco il giornalista Onofrio Pagone. Giovanni Scifoni alle ore 22.45 in piazza Aldo Moro ha lanciato il protagonista di Senza offendere nessuno (Mondadori) in un’impresa apparentemente impossibile: creare un mondo dove ci sia posto anche per chi non ha tutte le risposte, o per chi ha risposte strane, incoerenti, contraddittorie, paradossali. Se ne è parlato con la giornalista di Mediaset Valentina Petrucci. Focus sulla ‘buona destra’ alle ore 21 in Terrazza dei Tuffi con Filippo Rossi in Dalla parte di Jekyll (Marsilio editore). Un tema che è ritornata anche alle ore 22 in Destra d’Italia (Erga edizioni), di Marco Mensi, un’analisi storica che muove da Cavour per arrivare a Salvini. Penna (o per meglio dire, matita) graffiante, il vignettista de La Gazzetta del Mezzogiorno Nico Pillinini ha raccontato alle ore 23.30 la pandemia e i suoi effetti sulla società da una prospettiva satirica in Coronarisus, il virus infetto della politica (Progedit). Sul palco interviene il giornalista Onofrio Pagone.

Si sposta lo sguardo sul passato, a come si visse il ventennio fascista nella Bari tra le due guerre (Adda Editore) con il medico legale Franco Introna in piazza Aldo Moro alle ore 20Una difficile convivenza domestica è al centro de LAmore Inabitabile (Splendidamente), romanzo della psicologa, psicoterapeuta e scrittrice Donatella Caprioglio, presentato alle ore 23 in piazza San Benedetto. Sullo stesso palco il maratoneta Ignazio Antonacci ha svelato alle ore 19.30 un mezzo naturale molto potente per migliorare la nostra salute e il nostro benessere: la corsa.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono Rocco Anelli, Francesco Dabbicco, Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil, Mariano Rizzo, Silvia Scicchitano.

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Seconda giornata di appuntamenti al Libro Possibile

Gli scenari internazionali nell’analisi di Sangiuliano e Cardini

Attualità e storia nei libri di De Bortoli, Calabresi, Billi, Lillo e Pif

Scienza, Medicina e Ambiente con Bassetti, Quarteroni, Gallina

alla Terrazza Campanella con Ligabue e il duo Tozzi/Favata

8 giugno 2021 / Polignano a Mare

Rosella Santoro

Gli scenari della geopolitica analizzati da Gennaro Sangiuliano, il focus sul fine vita di Marco Billi e Marco Cappato, lo spettacolo tra note e problematiche ambientali con Enzo Favata e Mario Tozzi, i romanzi di Diego De Silva e Lorenzo Beccati. Seconda serata di appuntamenti del Festival Il Libro Possibile l’8 giugno con protagonista un parterre di grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. È proseguito il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Cinque le location che fanno da palcoscenico a presentazioni letterarie, dibattiti e tavole rotonde: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto, la Terrazza dei tuffi e la Terrazza Peppino Campanella. Al Libro Possibile Caffè di Polignano si concentreranno poi gli eventi dedicati ai giovani lettori.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Il racconto tra attualità e storia

L’attualità è la grande protagonista degli appuntamenti della seconda giornata del festival, declinata sui palchi da grandi nomi del settore dell’informazione. Sguardo ai (fragili) equilibri nello scacchiere delle grandi potenze mondiali alle 20.30 in piazza Aldo Moro nell’analisi del direttore del Tg2 Rai, Gennaro Sangiuliano. Si è discusso de La nuova geopolitica globale in piazza Aldo Moro insieme a Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, in un dibattito che spazia dall’egemonia degli Usa al ‘mondo multipolare’.

Alle 21 sul palco del Lungomare Cristoforo Colombo si sono rivissuti gli anni bui del ‘terrorismo rosso’ Mario Calabresi, già direttore dei quotidiani La Stampa e La Repubblica, in Quello che non ti dicono (Mondadori). Pagine in cui scava nei suoi ricordi e in una Milano scossa dagli ideali rivoluzionari delle classi operaie, per ricostruire il contesto storico in cui perse la vita il padre Luigi. Sul palco il direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele Partipilo.

Da sinistra, Marco Lillo e Pif

L’autore televisivo e scrittore Pif (Pierfrancesco Diliberto) e il giornalista de Il Fatto Quotidiano Marco Lillo raccontano la storia straordinaria – e paradossale – delle sorelle Maria Rosa e Savina Pilliu: dopo aver fatto incriminare un costruttore legato ai clan, si sono viste recapitare a casa una cartella esattoriale dallo Stato da 23mila euro per un risarcimento mai avuto. Io posso, due donne sole contro la mafia (Feltrinelli) è stato presentato sul lungomare Cristoforo Colombo alle 22.30 con il giornalista de La Repubblica Giuliano Foschini. Tema sempre al centro delle cronache è quello del fine-vita, analizzato alle 21 sotto il profilo giuridico dall’avvocato Marco Billi, con la testimonianza sul palco di piazza Aldo Moro del politico e attivista Marco Cappato, affinché “il legislatore trovi la forza per arrivare a un punto di incontro unitario tra le diverse posizioni culturali e i diversi approcci ideologici e intervenga (seppure tardivamente) a dettare una disciplina”.

A sinistra, Dario Vergassola; a destra Antonio Calabrò

Il direttore della Fondazione Pirelli, Antonio Calabrò è stato ospite alle 22.15 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con un volume dedicato a uno dei palazzi simbolo dello skyline milanese: il Pirellone, raccontato in Storie del grattacielo (Marsilio). L’incontro, presentato dal direttore di Tgnorba24, Enzo Magistà, ha visto anche la prima incursione del comico Dario Vergassola alla XX edizione del Libro Possibile con le sue pungenti domande. Alle 23.15 lo ritroviamo nei panni di scrittore con un libro legato a filo stretto alla sua Liguria: Storie vere di un mondo immaginario. Cinque racconti delle Cinque Terre (Baldini+Castoldi), presentato dal conduttore Mauro Pulpito.

Da sinistra: Moni Ovadia, Francesca Biagiotti, Riccardo Noury

Da sempre a difesa dei più deboli nel mondo, l’organizzazione umanitaria Amnesty International è stata presente alle 19.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo con il portavoce della sezione italiana Riccardo Noury: rievocati Sessant’anni dalla parte dei diritti con la testimonianza dell’attore Moni Ovadia nell’incontro condotto dalla giornalista di Rainews24 Francesca Biagiotti. Il presente di uno Stato in continuo fermento è al centro dell’incontro con lo storico Franco Cardini, autore di Turchia, ieri, oggi, domani (Edizioni Dedalo). In piazza San Benedetto alle 20 una narrazione-ponte tra passato, presente e futuro per scoprire perché la nazione guidata da Erdogan si propone sempre più come nuova potenza mondiale indipendente.

Paolo Aquilanti e Michele De Feudis

Massimo Bontempelli, lo scrittore artefice del Realismo magico che Borges considerò un maestro, è stato al centro del saggio firmato da Paolo Aquilanti, Il caso Bontempelli, una storia italiana (Sellerio). Se ne è discusso con il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno, Michele De Feudis, sul lungomare Cristoforo Colombo alle 19. Anche nella seconda giornata del festival un contributo dedicato a Dante Alighieri nel 700esimo anniversario della morte. Lo ha omaggiato l’editorialista del Corriere della Sera Aldo Cazzullo in A riveder le stelle (Mondadori). Ha introdutto alle 20 in piazza Aldo Moro la docente Irene Martino.

Contributi tra medicina, scienza e ambiente

Al centro, Alfio Quarteroni; a destra, Matteo Bassetti

Altri temi del contemporaneo vengono approfonditi sui palchi del Libro Possibile. Non si può prescindere dal raccontare l’attualità senza nominare la pandemia: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 2015 l’infettivologo Matteo Bassetti, in prima linea per una corretta informazione sul Covid-19, ha spiegato come affrontare il tema senza abbandonarsi al panico e al catastrofismo in Una lezione da non dimenticare (Cairo). È stato seguito dal matematico Alfio Quarteroni che ha svelato gli Algoritmi per un nuovo mondo (Edizioni Dedalo). Un approccio che sfrutta formule e numeri per descrivere la nostra realtà quotidiana, muovendosi dalle curve epidemiologiche del Covid-19 all'intelligenza artificiale. Nei due appuntamenti, presentati dal giornalista del Tgr Rai Renato Piccoli, anche il comico Dario Vergassola che mette al centro delle sue incursioni satiriche i due luminari.

Il direttore scientifico dell’Irrcs Saverio De Bellis di Castellana Grotte, Gianluigi Giannelli, e il l’ex magistrato Armando Spataro alle 19.15 hanno trovato un link tra giurisprudenza e medicina per raccontare il metodo scientifico tra indagine penale e ricerca sanitaria nell’incontro intitolato In cerca della verità. Ha moderato la giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Carmela Formicola. Il mondo dei robot, tra innovazione, sfide e pericoli, è stato presente alle 21.30 in piazza San Benedetto nel contributo di Paolo Gallina, docente dell’Università degli Studi di Trieste. È tornato anche l’appuntamento con la sezione Parole di scienza: alle 19 nella stessa location Giovanni Ciani (Università degli studi di Bari e Istituto nazionale di Fisica Nucleare), Ivana Fuscello (Politecnico di Bari) hanno sviluppato i loro approfondimenti sul tema a partire dai termini ‘Desideri’ e ‘Spazio’ con Marco Circella della sede di Bari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

A destra, Mario Tozzi

Uno speciale appuntamento alle 18.45 tra scienza e jazz nella suggestiva Terrazza di Peppino Campanella con il musicista Enzo Favata e il geologo Mario Tozzi. L’inedita performance Uno scomodo equilibrio ha raccontato con musica e nozioni come l’uomo stia stravolgendo l’ambiente, portandosi all’autodistruzione. Tema che è ritornato in piazza San Benedetto alle 22 - con un occhio speciale sulla sostenibilità - grazie ai contributi di Nicola Armaroli, scienziato dirigente del Centro nazionale ricerche, ed Elena Ioli, fisica teorica autrice di diversi volumi sul tema. Un incontro focalizzato su Il clima che cambia e l’emergenza energia, con un importante appello: “Non abbiamo più tempo”. Le storie di chi ogni giorno combatte per salvare il pianeta tra le pagine di Come osate, l’ultimo libro di Gianfranco Mascia, che alle 23.30 ha chiuso gli appuntamenti della piazza dando parola al movimento ‘Fridays for Future’ in Italia. Si è andati Al cuore della migrazione alle 23 con Anita Paolicchi e Carolina Paolicchi dell’organizzazione umanitaria europea Sos Méditerranée Italia. In piazza San Benedetto presentano un’opera collettiva, costruita da più di 60 scrittori, poeti e artisti provenienti da tutto il bacino Mediterraneo (e non soltanto), per raccontare un fenomeno in crescita. Ha presentato il ballerino e attivista Sonny Olumati.

La grande narrativa al Libro Possibile

La narrativa rimane protagonista al festival. Dopo aver conquistato la giuria del Premio Selezione Campiello e ispirato un film, il romanzo Certi bambini di Diego De Silva torna a Polignano in un’edizione aggiornata curata da Einaudi. Alle 21.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo si è vissuta una Napoli dominata dalla camorra attraverso gli occhi del piccolo Rosario. Si è riso e si è riflettuto alle 22 in piazza Aldo Moro con la coppia Giobbe Covatta - Paola Catella, autori di Donna Sapiens (Giunti). Un racconto surreale, intelligente, esilarante per diffondere una lezione: “In natura l’essere superiore è la femmina”. Si muove tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, lo scrittore Lorenzo Beccati. Il pescatore di Lenin (Oligo), presentato alle 23 sul lungomare Cristoforo Colombo dall’inviato di Striscia La Notizia Alessio Giannone (Pinuccio), muove le fila da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre. Affonda le radici nella storia anche l’ultima opera di Luigi Panella: alle 20.30 in piazza San Benedetto si è scoperta la spy story Nel nome di Dio (Rizzoli), che si dipana tra le macerie fumiganti della Roma di Nerone e l’avanzata inarrestabile delle cariche della cavalleria templare. Ha presentato il giornalista de La Gazzetta del Mezzogiorno Massimiliano Scagliarini. È un romanzo sull'impietoso trascorrere del tempo, e su come nel ripercorrerlo si possano incontrare il perdono e la tenerezza, Sembrava bellezza (Mondadori). Alle 21 in piazza San Benedetto Teresa Ciabatti ha scavato a fondo nell’animo umano, comprendendone le debolezze nascoste. Ha presentato la giornalista di Mediaset Maria Luisa Sgobba. Sono ‘diversi’, o per meglio dire Spatriati, i protagonisti dell’omonimo romanzo di Mario Desiati: Claudia e Francesco, così lontani per carattere, ma legati da un destino comune, che abbiamo incontrato alle 22.30 in piazza Aldo Moro. Cos’è Un cuore pieno di robba (Il seme bianco)? L’attrice Federica Zacchia lo ha svelato alle 23.30 nell’incontro conclusivo della piazza: “Una raccolta di ricordi, annotazioni e pensieri che si sommano e si sgranano uno dopo l'altro, senza un ordine preciso”. Ogni famiglia ha un segreto, piccolo o grande che sia: è l’incipit da cui muove la penna della scrittrice Corinna De Cesare in Ciao Per sempre (Salani), alle 23 nella Terrazza dei Tuffi. Che ha accolto alle 22.30 l’abbraccio tra le atmosfere del noir e il mondo dello streaming de Il segreto di Mr Willer (Les Flaneurs) di Chicca Maralfa. È seguita alle 23 Anna Martellato, che ci ha accompagnati alla scoperta delle bugie che hanno connotato la vita di Mia, protagonista di Il nido delle cicale (Giunti). L’avvocato Michele Di Donna ha raccontato alle 19.30 in piazza San Benedetto una storia di cambiamento vissuta attraverso gli occhi del protagonista de L’alienazione del bene (Kimerik).

Rosella Santoro

Non mancano gli incontri ‘in musica’. A partire dal rocker Marco Ligabue, atteso alle 18 sulla Terrazza di Peppino Campanella, che in Salutami tuo fratello (Pendragon) ha rievocato i ricordi dell’infanzia e di quel momento in cui tutto cambiò per sempre: l’improvviso successo del fratello Luciano. Si è passati dal rock alla musica classica alle 22.30 in piazza San Benedetto con il pianista Emanuele Arciuli, autore de La bellezza della nuova musica (Edizioni Dedalo). I critici Ugo Sbisà e Nicola Gaeta hanno presentato in Terrazza dei Tuffi alle 20.30 Alchimia dell’istante (Auditorium), opera postuma del virtuoso del pianoforte, Gianni Lenoci.

Spazio ai giovani lettori negli incontri in programma al Libro Possibile Caffè. Pamela Giotta e Vitantonio Fanizza hanno raccontato alle 17.30 la storia di un’amicizia apparentemente impossibile nella favola illustrata La bambina e la gallina (Creativity Communications Labs). È seguito alle 18 Trifone Gargano con il suo Dante Pop e Rock (Progedit editore), presentato insieme agli alunni dell'Istituto Comprensivo ‘Balilla-Imbriani’ di Bari. Sono invece gli studenti della ‘Massari-Galilei’ di Bari a intervenire alle 18.30 durante la presentazione del libro di Dario Vergassola, Storie vere di un mondo immaginario.

A sinistra, Dario Vergassola

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Giuse Alemanno, Giuseppina Bonaviri, Domenico Diacono, Tommaso Forte, Andrea Maricelli, Francesco Minervini, Roberto Riccardi.

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TERZA GIORNATA DI APPUNTAMENTI AL FESTIVAL IL LIBRO POSSIBILE

A POLIGNANO

ATTUALITÀ ED ECONOMIA CON SANTORO, COTTARELLI E SCANZI

APPROFONDIMENTI SU GIUSTIZIA E SOSTENIBILITÀ CON SISTO E TABACCI

I ROMANZI DI CAROFIGLIO, CAROFIGLIO E ALBERTINI

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

La ricetta per la crescita economica del Paese con l’economista Carlo Cottarelli, Antonio Manzini con la nuova indagine del commissario Rocco Schiavone, i ritratti dell’attualità negli scritti dei giornalisti Michele Santoro e Andrea Scanzi, gli approfondimenti su giustizia e sostenibilità curati dai sottosegretari Francesco Paolo Sisto e Bruno Tabacci. È proseguito venerdì 8 luglio il programma formato eXXtra, messo a punto in occasione del ventesimo anniversario del Libro Possibile, con il doppio delle date e location: il 7, 8, 9 e 10 luglio “nel blu dipinto di blu” di Polignano a Mare (Ba) e altre quattro, il 22, 23 e il 29, 30 luglio nella “perla del Gargano”, Vieste (Fg). Quattro le location che hanno ospitato gli incontri con grandi nomi del mondo della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica: lungomare Cristoforo Colombo, piazza Aldo Moro, piazza San Benedetto e la Terrazza dei tuffi. Continuano poi gli appuntamenti dedicati ai giovani lettori al Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Un festival da vivere in piena sicurezza, con il pieno rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Letteratura e attualità protagonisti al festival

Antonio Manzini e Diego De Silva

I più importanti nomi del panorama letterario nazionale scelgono i palchi del festival per presentare le loro ultime opere dai toni noir. Sul lungomare Cristoforo Colombo ci siamo immersi alle 20.10 in un misterioso omicidio nella nuova avventura di Rocco Schiavone, l’amato commissario nato dalla penna di Antonio Manzini. Che in Vecchie conoscenze (Sellerio), presentato per la prima volta in Puglia al Libro Possibile, deve scontrarsi con un nemico invisibile: il suo passato. Presenta lo scrittore Diego De Silva.

Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

Un omicidio è anche al centro de La disciplina di Penelope (Mondadori): nel thriller di Gianrico Carofiglio a far luce sulla misteriosa scomparsa è un ex pubblico ministero, donna durissima e fragile, carica di rabbia e di dolente umanità. Alle 19.30 è la giornalista di Rai News 24 Francesca Biagiotti a dialogare con lo scrittore.

Francesca Biagiotti e Gianrico Carofiglio

È una Famiglia straordinaria (Sellerio) quella raccontata da Andrea Albertini alle 21.30 in piazza San Benedetto. Al centro dell’opera, la narrazione di tre dinastie destinate a unirsi: i Tolstoj, la figlia e la nipote del genio russo; i Giacosa, la famiglia del più famoso drammaturgo italiano del tempo; gli Albertini, i fratelli che fecero grande il ‘Corriere della Sera’ e osarono dire no a Mussolini. Presenta il giornalista de Il Corriere del Mezzogiorno Michele Cozzi.

Da sinistra, Carlo Cottarelli e Rosella Santoro

Il racconto del contemporaneo è uno dei fil rouge che unisce gli appuntamenti della terza giornata del Libro Possibile. L’attualità torna al centro del dibattito con l’economista Carlo Cottarelli, autore di All'inferno andata e ritorno (Feltrinelli). Alle 20.50 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo ha spiegato la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale, dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Durante l’incontro sono intervenuti il CEO di Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano e l’imprenditrice Gina Cassetta. Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani della Cattolica è anche la prima vittima delle ‘incursioni’ del comico Dario Vergassola, sempre pronto a far ridere (e riflettere) con i suoi interventi satirici.

Michele Santoro e Rosella Santoro

Da un maestro del giornalismo italiano come Michele Santoro, il ritratto di un “killer perfetto, obbediente, preciso, silenzioso, e proprio per questo indispensabile nei momenti decisivi”: Maurizio Avola. Mafia e antimafia, politica e potere, informazione e depistaggi, vicende personali e derive sociali si intrecciano in Nient’altro che la verità (Marsilio). Ha introdotto l’incontro in sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Andrea Scanzi

È invece il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, al centro dell’ultimo libro di Andrea Scanzi, Demolition Man (Rizzoli), presentato alle 23 nella stessa location. Un’analisi che si intreccia a stretto giro con l’instabilità governativa che ha caratterizzato gli ultimi governi italiani. Trasformazioni che ha vissuto in prima persona anche il sottosegretario alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Grande esperto di diritto, ha portato alle 22.30 in piazza Aldo Moro il suo progetto di riforma del sistema giudiziario, nell’incontro intitolato In nome della Costituzione: una giustizia da riformare, insieme al presidente emerito della Camera dei deputati Luciano Violante. Presenta Giuseppe De Tomaso, già direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno. L’incontro Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonimo progetto nato per evitare altre morti in mare come contraltare del fenomeno dilagante delle migrazioni. Se ne parla insieme ai curatori delle iniziative dell’associazione, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo, nell’incontro presentato dal direttore di TgNorba, Enzo Magistà, alle 21.35 sul lungomare Cristoforo Colombo. È sempre pronto a trovare il risvolto comico dell’attualità, Federico Palmaroli, diventato un fenomeno social con i suoi post satirici firmati dal santone Osho. In “Vedi de fa poco 'o spiritoso” (Rizzoli) raccoglie il meglio (e il peggio) nella sua pagina da oltre un milione di follower. Introduce l’incontro alle 23.45 in piazza Aldo Moro la giornalista di Tgnorba24, Grazia Rongo. Quanto c’è di vero nelle immagini patinate che condividiamo quotidianamente? Vogliamo davvero condividere un contenuto interessante o è solo vanità? Quali insidie galoppano nel web? Sono alcune delle domande a cui hanno risposto il corrispondente di Striscia La Notizia Pinuccio – al secolo Alessio Giannone – in Annessi e connessi (Mondadori), alle 23 sul palco di piazza San Benedetto insieme a Dario Vergassola. Sempre più figure femminili raggiungono ruoli di comando in una società ancora (troppo) maschilista: un cortocircuito analizzato alle 20 in piazza San Benedetto da Emanuela Griglié e Guido Romeo in Per soli uomini (Codice). Ha presentato il docente dell’Università del Salento, Nicola Grasso. Il web e le insidie – umane – che nasconde sono al centro di Hai comprato il perizoma o sei con il pigiamino? (Caro Diario): alle 23 nella stesa piazza Natasha Galano ha acceso un riflettore sugli adescamenti online dei pedofili, con la storia di Lucia, vittima 13enne di uno di questi ‘orchi’. Previsto l’intervento della dirigente dei Licei Cartesio di Triggiano, Maria Morisco, nell’incontro presentato dalla docente Irene Martino.

Passando a un omaggio a un’opera imprescindibile nel panorama letterario italiano, nel 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri: alle 21.15 sul palco di piazza Aldo Moro Luca Sommi in Il cammin di nostra vita (Baldini + Castoldi) ci ha guidati tra le pagine della Divina Commedia, “l’esempio più lampante ed emblematico – racconta - della storia della letteratura di un classico che non smette mai di essere attuale”.

Spazio poi a ritratti di personaggi di spicco e racconti autobiografici, per innescare importanti riflessioni e svelare aneddoti di grande arricchimento morale. Alle 20.15 in piazza Aldo Moro Il direttore di Rai News 24 Andrea Vianello si è raccontato al pubblico attraverso la sua battaglia con l’ictus, che all’improvviso lo lasciò incapace di parlare in maniera chiara. “Una prospettiva terribile per chiunque – spiega in Ogni parola che sapevo (Mondadori) - ma ancora di più per lui, che delle parole ha fatto un’identità e un mestiere, quello di giornalista televisivo”. L’incontro, presentato dalla responsabile della redazione pugliese dell’Ansa, Paola Laforgia, ha visto anche un’incursione di Dario Vergassola. Anteprima al Libro Possibile per il nuovo libro di monsignor Filippo Santoro, Consumare la suola delle scarpe (Edizioni Paoline): intervistato alle 20.45 in piazza Aldo Moro dal vaticanista del Tg1 Fabio Zavattaro, l’arcivescovo di Taranto ha ripercorso i suoi 25 anni di episcopato. Ha dato voce ai più importanti attori internazionali, da Russell Crowe a Samuel L. Jackson; alle 23.15 sullo stesso palco Luca Ward, il più celebre doppiatore italiano, si è messo a nudo tra ricordi e confessioni nel suo esordio letterario: Il talento di essere nessuno (Sperling & Kupfer), presentato da Nica Ruggiero.

Da sinistra, Roby Facchinetti, Dario Vergassola, Rosella Santoro e Gianni Messa

L’ha resa immortale con una canzone che rimarrà nella storia della musica; ora il frontman dei Pooh Roby Facchinetti l’ha resa anche protagonista del suo ultimo libro: Katy per sempre (Sperling & Kupfer). Conosciamo così meglio la ‘Piccola Katy’ protagonista nell’omonimo brano, “una ragazza dolce e un po' ribelle con tanti sogni e un grande amore per la musica” racconta il cantautore. A chiudere l’incontro, presentato alle 23.40 sul lungomare Cristoforo Colombo dal vice caporedattore di Repubblica Bari Gianni Messa, è una nuova incursione di Dario Vergassola. Dopo il lucido ritratto di Alda Merini, la giornalista de La Repubblica Annarita Briganti ha raccontato alle 22.30 in piazza San Benedetto una delle intramontabili icone della moda, che ha portato lo stile francese ad essere amato in tutto il mondo: Coco Chanel. Una donna del nostro tempo (Cairo Editore) viene presentato dalla docente Chiara Dell’Acqua.

Roby Facchinetti

Riflessioni su ambiente e scienza

Al Libro Possibile anche riflessioni sulla scienza e sulle sfide moderne che pone la salvaguardia dell’ambiente. Temi al centro dell’incontro La sostenibilità del blu: dagli oceani allo Spazio: hanno portato il loro expertise in piazza Aldo Moro alle 19.30 il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Draghi, Bruno Tabacci, il presidente del Distretto tecnologia aerospaziale, Giuseppe Acierno, la studiosa del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Rita Lecci, e il presidente dell’Autorità Portuale di Taranto, Sergio Prete. Riflessione su Scienza e Ricerca in piazza San Benedetto alle 19 con il confronto tra Antonio Zoccoli, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, il rettore dell’Università di Bari Stefano Bronzini e il rettore del Politecnico di Bari Francesco Cupertino. Spesso al centro del dibattito, anche politico, ma come si può realizzare il progetto di ‘transizione ecologica’? La ricetta per un Rinascimento Green arriva dal confronto tra Annalisa Corrado, autrice di Le ragazze salveranno il mondo (People), l’attivista Marco Cappato e Mattia Santori, leader delle Sardine. Ha presentato alle 21.45 in piazza Aldo Moro Alessio Giannone.

Si parla di Neuroscienze e nuovi farmaci: una sfida all’incrocio tra innovazione, ricerca ed assistenza con il neurologo pugliese Giancarlo Logroscino: con lui sul palco di piazza San Benedetto alle 21 il direttore generale degli ‘Ospedali riuniti’ di Foggia, Vitangelo Dattoli. Rimanendo in campo medico, alla scoperta di ciò che è invisibile agli occhi con il chimico Gianfranco Pacchioni, autore di Il nanomondo dai virus ai transistor (Dedalo), presentato da Felice Vitulano, Head-Innovation, Marketing & Technology di Exprivia alle 22 nella stessa piazza. Le prospettive portate dai big data in rete al centro del saggio Web reputation (Giacovelli) di Angelo Deiana, presentato alle 19.30 sulla Terrazza dei Tuffi.

I tributi comunali dentro e oltre la crisi approfonditi da Antonio Uricchio e Mario Aulenta (Università degli studi di Bari). Sul palco di piazza Moro alle 19 sono intervenuti i sindaci di Bari e Polignano, Antonio Decaro e Domenico Vitto. Francesco Cristino, giornalista del Tg1, alle 22.30 nella Terrazza dei Tuffi ci ha riportati ai tempi della DDR con uno dei pochi simboli russi sopravvissuti a Berlino alla caduta del Muro: Sabbiolino, il pupazzo-conduttore della più importante trasmissione per bambini del dopoguerra. Chiude gli appuntamenti in piazza San Benedetto a mezzanotte l’opera corale Rinati - Ricomincio da me, con le storie educative sul tema dell’obesità e dei rischi ad essa legati. La pandemia è il fil rouge che lega I racconti del Coronavirus (Wip Edizioni), presentati sulla Terrazza dei Tuffi alle 20.30 da Domenico Semisa con gli interventi del direttore del Dipartimento promozione salute della Regione Puglia, Vito Montanaro. Ha raccontato un decennio con addosso la fascia tricolore il sindaco di Capurso Francesco Crudele, tra le pagine di Mano a mano (Scripta Moment). Il festival torna poi a essere vetrina del concorso letterario indetto dalla Fondazione Megamark: sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 sono stati annunciati i cinque autori finalisti del premio, tra gli sketch in musica della Rimbamband e gli interventi della direttrice di I Like Puglia, Annamaria Ferretti.

Il Premio della Fondazione Megamark, al centro Annamaria Ferretti

Tre gli appuntamenti per i piccoli lettori in programma al Libro Possibile Caffè: Marzia Stano ha raccontato alle 17.30 gli effetti positivi che la musica ha suoi più piccoli, Valentina Tafuni ha insegnato ai giovani a Essere piUmani, Paolo Comentale in Occhio d’argento (Edizioni Di Pagina) ha narrato alle 18 un'amicizia imprevista capace di trasformare la vita di un pescatore e un cane, e Roberta Leporati alle 18.30 con una storia di scoperte legate al ritrovamento di un diario in Il tesoro di carta (All Around).

La terza giornata del festival ha accolto anche un’importante inaugurazione: ha aperto le porte a Polignano in una sede rinnovata la Biblioteca di comunità ‘Raffaele Chiantera’, cresciuta negli anni con i libri donati alla città dal Libro Possibile sin dalle primissime edizioni. Tra gli ospiti che hanno partecipato alla cerimonia, il direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia, Aldo Patruno, e il sindaco di Polignano Domenico Vitto.

Da sinistra, Roby Facchinetti e Gianni Messa

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Rosa Indellicato, Federica Introna, Mariano Loiacono, Vito Marangelli, Tommaso Putignano e Gabriele Zanini, Cosimo Luigi Russo.

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IL PREMIO NOBEL WOLE SOYINKA

e

IL VINCITORE DEL PREMIO STREGA EMANUELE TREVI

TRA GLI OSPITI DELL’ULTIMA SERATA

DEL 'LIBRO POSSIBILE’ A POLIGNANO A MARE.

LA TAPPA SUCCESSIVA DEL FESTIVAL il 22, 23 e il 29, 30 LUGLIO a VIESTE

Vieste

Il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, il vincitore del Premio Strega Emanuele Trevi, i segreti della magistratura secondo Palamara e Sallusti, il ‘golpe al rallentatore’ della politica italiana raccontato da Travaglio, debutti tra romanzi e biografie con Esposito e Hassan, focus su medicina e salute con Antonella Viola e Antonio Moschetta. Un cartellone di grandi appuntamenti per concludere la prima parte del festival del Libro Possibile, che da Polignano a Mare si è preparata così a trasferirsi a Vieste per quattro serate (22-23 e poi il 29-30 luglio) a Vieste e proseguire con il programma formato eXXtra della XX edizione. Sabato 10 giugno i più importanti nomi italiani e internazionali della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica si sono alternati fino a tarda serata sui palchi del lungomare Cristoforo Colombo, di piazza Aldo Moro, di piazza San Benedetto e della Terrazza dei tuffi. Spazio anche per i giovani lettori Libro Possibile Caffè di piazza Caduti di via Fani. Garantite come sempre per la sicurezza del pubblico il rispetto delle normative nazionali contro il Covid.

Il Libro Possibile è sostenuto dalla Regione Puglia, con il patrocinio dei due Comuni che accolgono gli eventi del festival - Polignano e Vieste - del Ministero della cultura, del CNR, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del Politecnico di Bari, dell’Università di Bari, del Premio Asimov e del Distretto Tecnologico Aerospaziale.

Dal Premio Nobel Soyinka al vincitore del Premio Strega: le grandi anteprime del festival.

Sabato 10 luglio, alle ore 22 sul palco del Libro Possibile a Polignano a Mare (del lungomare Cristoforo Colombo), il premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, grande poeta, drammaturgo e scrittore nigeriano è stato protagonista di un incontro che ripercorre la sua, a dir poco, straordinaria biografia e produzione letteraria, nel giorno successivo al suo reading alla Milanesiana, ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi.

In esclusiva per il pubblico del Libro Possibile, Soyinka ha raccontato alcune anticipazioni sul prossimo libro che ha segnato dopo 50 anni il suo annunciato ritorno al romanzo, opera che sarà tradotta e pubblicata a fine anno in Italia da La Nave di Teseo. L’autore di Sul far del giorno (La nave di Teseo) viene intervistato dal direttore di Sky Tg24, Giuseppe De Bellis.

A seguire sullo stesso palco, a poche ore dall’assegnazione del Premio Strega, il vincitore Emanuele Trevi è stato atteso al Libro Possibile per la sua prima partecipazione pubblica dopo la premiazione. Assieme a Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci che organizza l’ambito premio letterario, l’autore del titolo appena premiato, Due Vite (Neri Pozza), ha raccontato al pubblico di Polignano a Mare il romanzo che ha ‘stregato’ giuria e lettori, con la storia dei due protagonisti Rocco Carbone e Pia Pera, entrambi scrittori e cari amici di Emanuele Trevi, morti prima di diventare anziani. Ha presentato l’incontro il responsabile della redazione cronaca di Repubblica Roma, Stefano Costantini.

XX edizione libro possibile
Immagini dalla passata edizione

Esordio tra i romanzieri per Salvatore Esposito, l’attore che ha prestato il volto a ‘Genny Savastano’ nella serie televisiva Gomorra. Con Lo sciamano (Sperling & Kupfer) ha portato il pubblico in una cupa spirale di orrore con un macabro doppio omicidio tra Ostia e Napoli. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 23 si sono sottoposti poi alle esilaranti domande di Dario Vergassola nell’incontro presentato dal vice caporedattore di Repubblica Bari, Gianni Messa. Marina Di Guardo ha portato in piazza Aldo Moro alle 19.30 una storia di violenze domestiche e di rinascita in Nella buona e nella cattiva sorte (Mondadori): al centro del thriller, presentato Barbara Donarini, la fuga dell’illustratrice Irene dall’influenza soggiogante del marito. Parla di sentimenti anche l’ultimo romanzo di Francesco Sole, Così è l’amore (Sperling & Kupfer), dove una relazione nasce e cresce attraverso un confronto epistolare. Presentato alle 19 in piazza Moro la giornalista Giorgia Messa. Toni noir, nella stessa location alle 20.30, per il secondo romanzo di Roberto Oliveri del Castillo, Indagine su un burattino (Città del sole). Una narrazione dove emerge la concezione della centralità della giustizia come unico argine possibile per ‘imbrigliare il Leviatano’. Si è tornati indietro nel tempo, fino all’antica Roma, alle 22 in piazza San Benedetto con l’ultimo libro di Antonella Prenner, Caesar (Rizzoli): attraverso la voce inedita di Servilia, ripercorre la vita dell’uomo che ha cambiato il destino di Roma, in bilico tra delirio di onnipotenza, trionfo e tragedia. Sul palco il rettore emerito dell’Università degli Studi di Bari, Corrado Petrocelli. Gianni Sebastiano ha portato in anteprima al Libro Possibile il suo romanzo La distanza del dubbio (Florestano): alle 21 nella Terrazza dei tuffi abbiamo scoperto un intreccio narrativo che parte dall’incontro di un manager con un vecchio amico degli anni ’70, presentato dalla responsabile della redazione cultura della Gazzetta del Mezzogiorno, Enrica Simonetti.

Tra attualità e storia si muovono altri interessanti appuntamenti del festival. I segreti della magistratura italiana, tra potere, politica e affari, sono stati svelati alle 22.45 sul lungomare Cristoforo Colombo dal magistrato Luca Palamara e dal direttore del quotidiano Libero, Alessandro Sallusti. È l’ex membro del Csm a raccontare cosa sia Il sistema (Rizzoli) e come il potere di giudici e pm non possa essere scalfito. “Tutti coloro che ci hanno provato vengono abbattuti a colpi di sentenze – racconta - o magari attraverso un abile cecchino che, alla vigilia di una nomina, fa uscire notizie o intercettazioni sulla vita privata o i legami pericolosi di un magistrato”. Gli intrighi nei palazzi di potere al centro anche dell’inchiesta a firma del giornalista Marco Travaglio, I segreti del Conticidio (PaperFirst). Il direttore de Il Fatto Quotidiano ha ripercorso le vicende – e i colpi di scena - che hanno portato al ‘golpe al ralenti’ durato tre anni per rovesciare il governo di Giuseppe Conte. Ha introdotto l’incontro conclusivo sul lungomare Cristoforo Colombo la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro. Un’altra importante firma del quotidiano, Marco Lillo ha puntato alle 20 in piazza Aldo Moro una lente su uno spinoso intrigo internazionale ne Il Caso Kashoggi (PaperFirst): analisi della morte di Jamal Khashoggi, il giornalista del Washington Post ucciso nel consolato di Riad a Istanbul il 2 ottobre del 2018. Sul palco anche il giornalista e autore televisivo Andrea Purgatori. Ripartire, ricostruire, rinascere: è la via indicata dall’inviato de La Repubblica Federico Rampini tra le pagine de I cantieri della storia (Mondadori). Un ciclo che per l’Italia deve semplicemente ripetersi: come raccontato dal giornalista, già in passato l’Italia aveva storie di tragedie collettive, sconfitte, decadenze, seguite da ‘miracoli’. Sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alle 19 la direttrice artistica del festival Rosella Santoro e il presidente della BCC San Marzano Emanuele Di Palma. È seguito Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, che alle 19.45 ha analizzato metodi, tecniche ed esperienze dell’Archeologia pubblica (Carocci editore). Sul palco l'assessore alla Cultura della Regione Puglia Massimo Bray e il rettore dell’Università di Bari, Stefano Bronzini, che sono intervenuti anche durante la presentazione in lingua inglese del libro Puglia, viaggio nel colore (Adda Editore) di Enrica Simonetti. Segue una speciale video intervista con il ministro della cultura Dario Franceschini per approfondire le sfide legate alla valorizzazione dei tesori culturali del Paese. Alle 20 in piazza San Benedetto si è parlato invece dell’’oro nero’ nella guida Turismo del vino in Italia (Edagricole – New Business Media) con l’esperta enologa Donatella Cinelli Colombini e il presidente della Commissione Politiche Ue Dario Stefàno, nell’incontro presentato dal direttore di Tgnorba24 Enzo Magistà. Giuseppe Cruciani, caustica voce del programma La Zanzara su Radio 24, ha raccontato alle 23 sullo stesso palco il sesso degli italiani in Nudi (La nave di Teseo). Con il conduttore Mauro Pulpito, passa in rassegna storie, confessioni e esperienze di persone comuni, vip, e di chi col proprio corpo lavora ogni giorno.

Approfondimenti su tematiche di rilievo nei saggi presentati al festival. L’immunologa Antonella Viola ci ha guidati alle 20.30 sul palco del lungomare Cristoforo Colombo alla scoperta del sistema immunitario umano in Danzare nella tempesta (Feltrinelli), invitando a rivolgere lo sguardo dentro noi stessi. L’incontro, condotto dalla direttrice di I Like Puglia Annamaria Ferretti, ha visto gli interventi del sindaco di Bari, Antonio Decaro, e le ‘irriverenti incursioni’ del comico Dario Vergassola. Il focus si è spostato invece su un “organo chiave per il benessere” in Ci vuole fegato (Mondadori): lo specialista di Medicina Interna Antonio Moschetta ha svelato alle 23.30 in piazza San Benedetto i segreti del più importante ‘laboratorio’ all’interno dell’uomo, che può preannunciare la vulnerabilità del nostro corpo rispetto a patologie future. Alle 21 in piazza Moro, Ardian Vehbiu - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – ha indagato i rapporti dell'Albania con il mondo oltre l'Adriatico in Cose portate dal mare (Besa). Il focus dedicato alla letteratura balcanica a trent’anni dall’approdo della nave Vlora a Bari è proseguito poi con Tom Kuka - premio dell’Unione Europea per la Letteratura – autore del romanzo L’ora del male, edito dalla stessa casa editrice. Un percorso di crescita è quello presentato anche da Andrea Colamedici e Maura Gancitano, conosciuti al pubblico come il Gruppo Tlon, in Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins). Ne hanno discusso alle 21.45 in piazza Moro con il l’inviato di Striscia la Notizia Alessio Giannone. Ha raccontato il potere della ‘leadership gentile’ alle 19.30 in piazza San Benedetto Guido Stratta, autore di Ri-evoluzione (Franco Angeli). Le 100 regole per raggiungere il successo in piazza San Benedetto alle 19 nel manuale del giornalista Giuseppe Cristini, Uno su mille… come farcela da soli. Alle 22.30 in piazza San Benedetto Sara Lucaroni, autrice di Il buio sotto la divisa (Round Robin), ha indagato le morti misteriose tra i servitori dello Stato. Con lei sul palco la giornalista Elisa Forte. Mauro Carparelli ha ripercorso alle 22.30 sulla Terrazza dei Tuffi la vita di un importante filosofo del 1600 in Giulio Cesare Vanini (Liberilibri). Simon Knight con Reset & Restart (Il mio libro) ha indicato poi alle 23 consigli sulla crescita personale a partire dalla comprensione del modo in cui funziona la mente umana e di come si può gestire.

Non sono mancate presentazioni di opere nate da riflessioni sulle esperienze personali degli autori. Omar Hassan, ex pugile e oggi affermato pittore di livello internazionale, alle 20.45 in piazza Aldo Moro ha presentato al pubblico il suo debutto in libreria: Per le strade (Baldini + Castoldi). Una biografia ‘a colori’ dove traccia una linea di congiunzione tra le sue due grandi passioni. Intreccia poi vicende biografiche ed elementi di finzione Andrea Montovoli in Io non sono grigio (Mondadori). Un romanzo intimo, appassionante e pieno di vita sulla formazione di un ragazzo che è costretto a diventare uomo troppo presto. Ha presentato in piazza Moro alle 22.15 la giornalista di Tgnorba24 Grazia Rongo. Un racconto personale, ma soprattutto una filosofia di vita: è Il Luismo (Rizzoli), l’esordio letterario di Luis Sal, star di Youtube con oltre un milione e mezzo di follower, che ha chiuso gli appuntamenti della piazza alle 23.15. Il dramma dell’abbandono da piccolissima, l’adozione, poi il contatto via web della madre naturale. Eventi che hanno formato Aurora Betti, diventata adulta prima del tempo, come racconta nel libro Mamma, sei tu? (Caro Diario), presentato alle 22.45 in piazza Moro da Gabriele Parpiglia, firma del settimanale Chi. “Un inno all’imperfezione, all’autenticità, al coraggio di rompere gli schemi, che dissacra l’immagine social-perfetta”: Alice Basso alle 21.15 in piazza Aldo Moro si è raccontata tra le pagine di Una mamma imperfetta (Caro diario), presentato dalla giornalista Giorgia Messa.

Focus sulla letteratura per i giovani al Libro Possibile Caffè con un trittico di presentazioni, impreziosite dagli interventi degli alunni delle scuole sul territorio. Si è partiti alle 17.30 con Natale Pannofino, curatore del workshop Il libro che parli, per poi proseguire alle 18 con Angelica Corrado Salati, che ha presentato i racconti fotografici per piccoli e grandi pollici verdi contenuti in Piantando piantando fioriscono storie. Ha chiuso gli appuntamenti alle 18.30 Patrizia Zammaretti con le avventure di Ghirilla…Nuvola Monella (Zarkov) che, attraverso la sua diversità, troverà una soluzione originale per risolvere un drammatico problema nella Valle dei Desideri: la siccità.

Tra gli altri autori che si sono alternati sui palchi del festival ci sono anche Nicola D’Onghia, Donato Marinelli, Ferdinando Menga, Aldo Pagano, Antonio Romano, Giandonato Salvia.

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A VIESTE con IL LIBRO POSSIBILE XX EDIZIONE

per la seconda tappa del Festival

su letteratura, legalità, scienza, attualità e musica

TRA GLI OSPITI: lo scrittore inglese PATRICK MCGRATH

e il presidente della Camera ROBERTO FICO

AL VIA IL 22 LUGLIO

con

PIERO PELÙ, FRANCESCO COSTA, GIOVANNA PANCHERI, ALESSIO GIANNONE, VITTORIO SGARBI

22, 23 luglio e 29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

Vieste

Il Libro Possibileha inaugurato a Vieste (FG) una nuova pagina della sua storia ventennale. Il 22 luglio 2021, per la prima volta in assoluto, il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro ha fatto tappa nell’antico borgo marinaro a Nord della Puglia, ribattezzato ‘La Perla del Gargano’ per la sua suggestiva bellezza.

Conclusa con successo la prima sezione nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), la XX edizione del Libro Possibile è proseguita a Vieste con quattro ulteriori serate: il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio si sono attesi sul palco della centralissima piazza Marina Piccola autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

L’ospite internazionale è Patrick McGrath (23 luglio). L’autore inglese, in quei giorni in Italia per presentare il suo ultimo thriller new gothic, ‘La lampada del diavolo ‘(La nave di Teseo), è intervenuto a Vieste accompagnato sul palco dalla lettura di alcuni suoi brani a cura del talentuoso attore foggiano, Gianmarco Saurino.

C’è stata grande attesa per l’intervento della terza carica dello Stato Roberto Fico (29 luglio) su 'SUD, cultura e ripartenza’ introdotto dal giornalista di La7 Paolo Celata. Mentre il divulgatore, geologo, saggista e presentatore TV Mario Tozzi (23 luglio) ha presentato, in anteprima assoluta per Il Libro Possibile, lo spettacolo inedito dal titolo 'I padroni del mondo’ ovvero i virus e la loro incidenza su ecologia, evoluzione e storia raccontati con il contrappunto jazz di un maestro della musica come Enzo Favata.

D’intesa con il Comune di Vieste, ampio spazio è stato dedicato al tema della LEGALITÀ, con una serie d’incontri importanti che hanno affidato alla ‘cultura della Giustizia’ l’ulteriore difesa di un territorio, come quello garganico, ancora troppo segnato dalla criminalità organizzata. A Vieste infatti Roberto Saviano (30 luglio) ha aperto la serata con il suo ultimo libro ‘Gridalo’ (Bompiani), mentre Lirio Abbate (29 luglio)tra i più apprezzati giornalisti che scrive di mafia, autore di ‘Faccia da mostro’ (Rizzoli), ha partecipato in dialogo con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo Roberto Scarpinato. Salvatore Borsellino (29 luglio), fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel '92 a Palermo, per un tributo la figura di Paolo Borsellino in dialogo con il giornalista Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it. 

Le pagine viestane del Libro Possibile dedicate alla scienza sono affidate all’immunologa Antonella Viola (30 luglio), autrice di ‘Danzare nella tempesta' (Feltrinelli) e alla biologa Barbara Gallavotti (30 luglio), giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Una riflessione sulla nostra società post pandemica è stata affidata a Paolo Crepet (29 luglio) e al suo libro ‘Oltre la Tempesta’ (Mondadori).

Dal Gargano si è guardato all’America contemporanea di Trump e Biden con l’intervista incrociata dei giornalisti Francesco Costa Giovanna Pancheri (22 luglio), rispettivamente autori di ‘Una storia americana’ (Mondadori) e ‘Rinascita Americana’ (Sem). Mentre il mondo ammira la magnificenza artistica italiana con il critico Vittorio Sgarbi (22 luglio) che ha presentato il suo libro ‘Ecce Caravaggio’ (La Nave di Teseo).

Si è parlato di diritti inviolabili e del sogno possibile di salvare vite umane nell’incontro a tre voci con Cecilia Strada, responsabile della comunicazione di ResQ - People Saving People, Gabriella Nobile fondatrice dell’associazione Mamme per la pelle e l’ex magistrato di 'Mani Pulite' Gherardo Colombo, oggi presidente onorario dell’Associazione ResQ (30 luglio)

A spiegare al pubblico ‘Le regole di un mondo senza regole’ ci hanno pensato gli imprenditori italiani tra i più apprezzati anche all’estero per il nostro made in Italy: Brunello Cucinelli, Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani (30 luglio). Mentre l’economista Carlo Cottarelli (23 luglio) è partito dal suo libro ‘All’inferno e ritorno’ (Feltrinelli) per una riflessione sulla rinascita del nostro Paese e con un’incursione telefonica di Alessio Giannone in arte Pinuccio, l’inviato da Bari di Striscia La Notizia, a sua volta protagonista (il 22 luglio) della presentazione del suo libro 'Annessi e Connessi' (Mondadori). Un altro popolare volto TV e imprenditore nella ristorazione Joe Bastianich (29 luglio) è intervenuto con il suo ultimo decalogo ‘Le regole per il successo’ (Mondadori). E il vicedirettore di Rai1, giornalista di origine tarantina, Angelo Mellone (23 luglio) ha presentato il suo libro ‘Nelle migliori famiglie’ (Mondadori).

Ancora il 23 luglio, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio nell’appuntamento ‘Il Golpe Buono e il Governo dei migliori’ ha proposto una personale e lucida analisi di attualità politica che parte dal suo ultimo lavoro editoriale ‘I segreti del Conticidio’ (PaperFirst).

La musica apre e chiude il capitolo viestano del Libro Possibile con un’incipit decisamente rock affidato all’opening del 22 luglio con il cantante Piero Pelù in veste di scrittore con il suo libro ‘Spacca l’infinito’ (Giunti). Si è proseguito con la band salentina Boomdabash (29 luglio), già in testa alle classifiche con il nuovo tormentone dell'estate firmato con Baby K, e presente a Vieste per parlare del libro ‘Salentu d’amare’ (DeAgostini). Gran finale con l’ultimo appuntamento dell’ultima sera (30 luglio) con il rapper BLIND che ha raccontato la sua storia di riscatto dalla strada al podio di XFactor, per poi scalare le classifiche musicali e adesso al suo debutto in libreria con Cicatrici’ (Mondadori).

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

Il Festival rappresenta un risultato di straordinario prestigio nell’offerta di cultura che la città è pronta ad offrire ai suoi visitatori unitamente al suo straordinario patrimonio di bellezze naturali – ricorda l’assessore alla Cultura di Vieste, Graziamaria Starace - La manifestazione si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale riscoperto e rilanciato da questa Amministrazione, che dal binomio radici-paesaggio ripone negli investimenti culturali un’aspettativa accattivante al pari della sua vocazione balneare.

Non c’era modo migliore per celebrare il ventennale del Festival del Libro Possibile anche nella prestigiosa e suggestiva cornice di Vieste, che con i suoi 2 milioni di presenze, è riconosciuta la regina del turismo in Puglia”.

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Seconda giornata di incontri a Vieste per il Libro Possibile

Atmosfere new gothic nel thriller di McGrath

Focus sulle problematiche ambientali nel nuovo spettacolo del duo Tozzi-Favata

La Puglia archeologica nel focus di Volpe

Il ‘Conticidio’ raccontato da Travaglio

23 luglio 2021 / Vieste

Le atmosfere new gothic di Patrick McGrath, l’inedito spettacolo tra musica e sostenibilità del duo Mario Tozzi / Enzo Favata, le ricette della ripartenza di Carlo Cottarelli, la Puglia dell’archeologia raccontata da Giuliano Volpe, gli intrighi della politica italiana svelati da Marco Travaglio.

Parterre di grandi nomi per la serata di venerdì 23 luglio al festival Il Libro Possibile, nel secondo giorno di appuntamenti a Vieste (Foggia). A fare da palcoscenico agli incontri nella ‘Perla del Gargano’ è piazza di Marina Piccola, che ha accolto il programma eXXtra della XX edizione della kermesse, diretta da Rosella Santoro e presieduta da Gianluca Loliva, anche il 29 e il 30 luglio. La tappa viestana del festival, sostenuto dalla Regione Puglia, ha visto il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma

Un grande ospite internazionale sceglie il palco del Libro Possibile per presentare alle 20.45 il suo ultimo thriller: Patrick McGrath ha portato a Vieste La lampada del diavolo (La nave di Teseo), un viaggio a ritroso nella Londra degli anni ’70, accompagnati dalle ombre di un passato inconfessabile del protagonista Francis McNulty. Costretto a confrontarsi con i suoi fantasmi quando un’oscura presenza verrà a fargli visita. Atmosfere neo gotiche che rivivono sul palco anche grazie alle letture dell’attore Gianmarco Saurino, nell’incontro presentato dalla direttrice del festival Rosella Santoro.

Ecologia, evoluzione, storia e pandemie sono alcuni dei temi che si intrecciano tra le note nel nuovo spettacolo del geologo Mario Tozzi e del musicista Enzo Favata. In piazza di Marina piccola hanno spiegato come sia un errore di prospettiva per l’umanità sentirsi I padroni del mondo. Suggerendo “di fare un passo indietro rispetto all’ambiente”, così da far sopravvivere 7 miliardi e mezzo di sapiens su un solo pianeta con le risorse limitate. Ha introdotto l’appuntamento di apertura della seconda serata del festival alle 20 la giornalista Giorgia Messa.

Alle 21.30 è stato l’economista Carlo Cottarelli a spiegare la ricetta per la rinascita sociale ed economica globale del Paese. Un’analisi necessaria dopo che nel 2020 la pandemia ci ha portato ad affrontare la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale, a partire dal saggio All’inferno e ritorno (Feltrinelli). Il direttore dell'Osservatorio sui Conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, al termine dell’incontro presentato dal giornalista del Corriere della Sera Michelangelo Borrillo, è anche il bersaglio di un’irriverente telefonata del comico Pinuccio (Alessio Giannone).

Siamo andati poi alla scoperta dei tesori archeologici del territorio alle 22.15 con Giuliano Volpe, già rettore dell’Università di Foggia, autore di Passeggiate archeologiche - Venti proposte per conoscere siti e storie della Puglia (EdiPuglia). Un incontro, presentato dal conduttore televisivo Mauro Pulpito, per fare da ponte tra passato e presente, con un focus sulle ultime spedizioni archeologiche in Puglia; tra cui quella, recentissima, della grotta di Venere Sosandra, santuario marittimo situato sull’Isola di Sant'Eufemia prospiciente la costa viestana, dove sono state riportate alla luce anche alcune sepolture. “Un luogo di grande importanza storica – assicura l’archeologo e accademico – con un tesoro costituito anche dal faro, che ci auguriamo non venga trasformato in un resort per pochi privilegiati, ma che invece possa diventare un museo della storia e dell’archeologia dell’Adriatico”.

Un tema che ha animato per lungo tempo i dibattiti politici in Italia è invece al centro dell’incontro conclusivo della serata, intitolato Il «golpe buono» e il «governo dei migliori». Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ci ha portati alle 22.45 a scoprire I segreti del Conticidio (PaperFirst), tra accordi sottobanco e alleanze fragili per rovesciare il premier più apprezzato dall’opinione pubblica e più odiato dall’establishment, Giuseppe Conte. Ha introdotto la direttrice artistica del festival Rosella Santoro.

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LIBRO POSSIBILE XX

GRAN FINALE a VIESTE tra legalità, attualità, letteratura e scienza

con il presidente della Camera ROBERTO FICO

Roberto Saviano, Barbara Gallavotti, Antonella Viola, Cecilia Strada,

Salvatore Borsellino, Peter Gomez, Lirio Abbate, Roberto Scarpinato, Paolo Crepet, Blind, Boomdabash

29, 30 luglio

piazza Marina Piccola - VIESTE (FG)

Vieste

La ventesima edizione del ‘Libro Possibile’ si è conclusa a Vieste (FG) il 29 e 30 luglio. Il festival presieduto da Gianluca Loliva e diretto da Rosella Santoro è giunto alla tappa conclusiva con le ultime due serate nella nuova location eXXtra, ovvero la suggestiva ‘Perla del Gargano’, inaugurata quest’anno in occasione del XX anniversario.

Decisamente eXXtra anche la presenza di pubblico, che ha fatto registrare il tutto esaurito sia durante il primo capitolo del ‘Libro Possibile’ nella storica sede di Polignano a Mare (7-10 luglio), e sia nelle quattro ulteriori serate viestane il 22, 23 luglio e il 29, 30 luglio nella centralissima piazza Marina Piccola con autori nazionali, internazionali, alte cariche istituzionali e personalità di spicco della scienza, della giustizia, dell’imprenditoria.

Programma terza serata - 29 luglio

La terza serata viestana del festival si è aperta alle ore 20 con Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio. Assieme al direttore de IlFattoQuotidiano.it, Peter Gomez, presentano il progetto editoriale La casa di Paolo (PaperFirst): pagine che trasmettono, soprattutto alle nuove generazioni, l’eredità dei valori che hanno contraddistinto la lotta alle mafie del giudice.

Alle ore 20.40 lo psichiatra Paolo Crepet ha raccontato “come torneremo a stare insieme” attraverso le riflessioni contenute nel saggio Oltre la tempesta (Mondadori). Potente metafora per definire il periodo della pandemia, che ci ha lasciato “spaventati, disorientati, ora depressi o inclini all'ira, ora fiduciosi nella solidarietà collettiva – spiega – cercando di resistere nella speranza di arrivare presto a un approdo”. Ha introdotto l’incontro la giornalista Nica Ruggiero.

Sud, cultura, ripartenza: tre temi cardine da cui muove l’intervento della terza carica dello Stato, Roberto Fico, in programma alle ore 21.20. Una riflessione sul Mezzogiorno e sui suoi strumenti per tornare a crescere dopo il difficile periodo vissuto tra lockdown e restrizioni legate alla pandemia, insieme con il giornalista di La7 Paolo Celata.

Alle ore 22 invece si è andati alla scoperta del Salentu d’amare (DeAgostini), con un gruppo che attraverso la musica ha fatto conoscere in tutta Italia la cultura di un territorio dalle mille risorse: i Boomdabash. Insieme all’inviato di Striscia La Notizia, Alessio Giannone (Pinuccio), hanno raccontato i luoghi del cuore in Salento con una speciale guida ‘coast to coast’ attraverso grotte e cale, masserie e pagliare, dancehall e lidi da sogno.

Lo strapotere della criminalità organizzata è tornato al centro dell’incontro in programma alle ore 22.40 con il vicedirettore de L’Espresso, Lirio Abbate, autore di Faccia da mostro (Rizzoli). Libro in cui tratteggia il ritratto di Giovanni Pantaleone Aiello, ex agente della Squadra Mobile di Palermo, accusato di aver collaborato ai più importanti omicidi di mafia alla fine degli anni ’80. Se ne è parlato con l'ex procuratore generale presso la corte d’Appello di Palermo, Roberto Scarpinato, nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Puglia, Giancarlo Fiume.

Programma quarta serata - 30 luglio

In accordo con l’amministrazione del Comune di Vieste si è voluto dedicare l’ultima serata del Libro Possibile ai temi della giustizia. Ad aprire gli appuntamenti del 30 luglio è stato il giornalista e scrittore Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega Saviano – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle ore 20.45 il racconto del nuovo progetto umanitario per salvare le vite in mare ovvero Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Gherardo Colombo e Cecilia Strada, quest’ultima in collegamento in diretta con Vieste a bordo della nave varata la scorsa settimana. Ha moderato l’incontro il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle ore 21.25 una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti giornalista e divulgatrice scientifica ospite fissa del programma di Giovanni Floris su LA7, protagonista sul palco del Libro Possibile con la lectio magistralis 'Virus e Libertà'. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle ore 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci dell’imprenditoria che a Vieste hanno dibattuto sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle ore 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci ha accompagnati in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Alle ore 23.35 ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Tutti gli incontri di Vieste sono avvenuti nella piazza di Marina Piccola, suggestiva location affacciata sul Mare Adriatico. Uno sguardo sul blu che richiama il tema della XX edizione, Il cielo è sempre più blu’, doppio omaggio al cantautore Rino Gaetano a 40 anni dalla scomparsa, e alla questione ambientale che rende i nostri cieli sempre più pericolosamente blu alla luce della cultura che rischiara i momenti di buio.

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Si è conclusa a Vieste la XX edizione del Libro Possibile

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Saviano

Focus tra pandemia e medicina con Gallavotti e Viola

L’imprenditoria italiana si racconta con Farinetti, Stigliano e Andriani

Il progetto umanitario di ResQ con Colombo, Nobile e Strada

L’esordio letterario del rapper Blind

30 luglio 2021 / Vieste

Le voci dei maestri della Storia nel racconto di Roberto Saviano, un focus tra pandemia e medicina con Barbara Gallavotti e Antonella Viola, le regole dell’imprenditoria italiana nel dialogo tra Oscar Farinetti, Giuseppe Stigliano e Michele Andriani. E ancora: un progetto umanitario raccontato da Gherardo Colombo, Gabriella Nobile e Cecilia Strada e l’esordio letterario del rapper Blind. Il festival del Libro Possibile, diretto da Rosella Santoro e presieduto da Gianluca Loliva, ha concluso la sua XX edizione a Vieste il 30 luglio con un’ultima serata di presentazioni letterarie, lectio magistralis e dibattiti, ospitati in piazza di Marina piccola.

Ciliegina sulla torta di un evento che dal 7 luglio ha portato a Polignano e nella ‘Perla del Gargano’ oltre 200 ospiti, con i più grandi nomi della letteratura, della politica, dell’attualità, della scienza, dell’impresa, dello spettacolo e della musica. Che anche nella nuova tappa ha visto il sostegno della Regione Puglia e il patrocinio del Comune di Vieste.

Gli incontri in programma nella terza serata

Roberto Saviano

Proprio in accordo con l’amministrazione comunale si è voluto dedicare anche nell’ultima serata un focus sui temi della giustizia. E ad aprire gli appuntamenti il 30 luglio è un giornalista e scrittore che si è sempre speso nel denunciare lo strapotere della criminalità: Roberto Saviano. Alle ore 20, introdotto dalla direttrice artistica del festival Rosella Santoro, ha presentato Gridalo (Bompiani), racconto che incrocia le voci dei grandi maestri della Storia, tra cui Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King e Francesca Cabrini. “Donne e uomini le cui storie – spiega la firma de Il Corriere della Sera – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile?”.

È seguito alle 20.45 un progetto umanitario con l’obiettivo di fermare le morti connesse alle grandi migrazioni in mare. Il sogno di ResQ - la nave che salva vite umane racconta l’omonima iniziativa attraverso le voci dei curatori, Gabriella Nobile, Cecilia Strada e Gherardo Colombo. Se ne è parlato con il caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume.

Alle 21.25 è stata poi in programma una lectio magistralis condotta dalla biologa Barbara Gallavotti sul tema Virus e Libertà. Uno sguardo al presente e alla pandemia di cui ancora avvertiamo la morsa sempre più stretta nella nostra quotidianità, ma anche un’analisi lucida del futuro che ci aspetta mentre in Italia si infiamma il dibattito su green pass e spostamenti. Introduce la direttrice artistica del festival, Rosella Santoro.

Focus sul mondo dell’imprenditoria alle 22.05 con il patron di Eataly Oscar Farinetti, il CEO dell’agenzia di marketing Wunderman Thompson Italy Giuseppe Stigliano, e Michele Andriani, eccellenza dell’innovation food pugliese con l’azienda Andriani spa. Tre importanti voci del settore che a Vieste dibattono sulle Regole per un mondo senza regole, con le idee innovative che hanno permesso loro di imporsi in un mercato in continua evoluzione.

Alle 22.55 l’immunologa Antonella Viola ci accompagna in un Viaggio nella fragile perfezione del sistema immunitario. Raccontando tra le pagine di Danzare nella tempesta (Feltrinelli), nell’incontro presentato dal caporedattore del Tgr Rai Puglia Giancarlo Fiume, come il nostro organismo è capace di un'infinita potenzialità: affrontare qualsiasi nemico, codificandolo e costruendo la propria memoria. La stessa memoria che noi abbiamo imparato ad allenare con i vaccini.

Ha chiuso gli incontri della XX edizione del Libro Possibile il debutto letterario del rapper Blind alle 23.35. A Vieste ha portato Cicatrici (Mondadori) un racconto personale di rinascita e verità, tracciando tra le pagine un diario di questi suoi primi 21 anni. Muovendosi dalla vita difficile in strada al successo seguito alla partecipazione a X-Factor, che lo consacra come una delle proposte musicali più interessanti della sua generazione.

Giorgia Messa e Rosella Santoro

La XX edizione del Libro Possibile è stata sostenuta dalla Regione Puglia.

Partner istituzionali: Comune di Polignano a Mare e Comune di Vieste.

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Sito ufficiale: https://www.libropossibile.com

Testi, video e foto di anteprima dall'Ufficio Stampa nazionale e regionale Il libro possibile.


Da Caravaggio a Pasolini…senza passare dal via

Mart: da Caravaggio a Pasolini… senza passare dal via

Da Caravaggio a Pasolini…senza passare dal via - Classicult  Caravaggio Pasolini

È stata inaugurata al Mart di Rovereto la mostra che raffronta il “Seppellimento di Santa Lucia” del Merisi ad opere di Alberto Burri, Cagnaccio di San Pietro e Pier Paolo Pasolini.

Sicuramente l’abbattimento delle barriere tra le differenti modalità espressive è stato uno degli argomenti a sostegno dell’esposizioneCaravaggio. Il contemporaneo” ideata da Vittorio Sgarbi, presidente del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

È così che in questo percorso di visita, non scevro da polemiche per il prestito dell’opera caravaggesca custodita all’Ortigia, si trovano raffrontati un maestro della storia dell’arte figurativa ed uno dei più importanti intellettuali del XX secolo. In realtà l’interesse di Pasolini per la pittura ha radici profonde, ma il collegamento tra le due grandi figure, nella mostra del Mart, passa prima per altri due soggetti: Alberto Burri e Cagnaccio di San Pietro.

Tutto ha inizio dall’assunto che l’arte possa essere contemporanea, indipendentemente dalla sua datazione, se un’opera, in un certo qual senso, continua a vivere.

Così il percorso espositivo trentino, visitabile fino al 14 febbraio 2021, si apre con il “Seppellimento di Santa Lucia”, di norma conservato nella chiesa siracusana di Santa Lucia alla Badia. La tela è occupata per due terzi dallo sfondo delle catacombe dove la patrona della città sicula sta per essere inumata. Un’assenza di forma che si rapporta alle concezioni del grande maestro dell’informale: Alberto Burri. Il “Ferro” della Galleria Nazionale, una “Plastica” da collezione privata e tre opere del Mart (“Rosso e nero”, “Sacco”, “Sacco combustione”) testimoniano quanto sopra riportato.

Caravaggio Pasolini

Da Caravaggio a Pasolini…senza passare dal via - Classicult
Michelangelo Merisi detto il Caravaggio. "Seppellimento di Santa Lucia, 1608, chiesa di Santa Lucia alla Badia.

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Il capolavoro caravaggesco tornerà in Sicilia in tempo per la ricorrenza del 13 Dicembre, venendo sostituito da una copia espressamente commissionata ad un laboratorio spagnolo specializzato proprio dal Mart.

Ma le somiglianze tra due autori così distanti cronologicamente tra loro non finiscono qui. Il dipinto del 1608 ha subito dei danni nella porzione inferiore, dove il colore si dirada lasciando campo alla superficie originaria. Richiamo, secondo gli organizzatori dell'esposizione, ai “sacchi” del celebre pittore umbro.

Caravaggio il contemporaneo

Da Caravaggio a Pasolini…senza passare dal via - Classicult
Alberto Burri, "Sacco combustione, 1952-1958, collezione privata.

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Inoltre Burri e Caravaggio erano entrambi intimamente legati alla terra sicula: il primo la omaggia con una famosissima opera di land art, il “Cretto di Gibellina”, il secondo vi si rifugia dopo essere fuggito da Malta.

Prima di arrivare a Pier Paolo Pasolini il percorso espositivo si sofferma su Cagnaccio di San Pietro, maestro del realismo ancora poco valorizzato.

I naufraghi” riportano prepotentemente in primo piano il tema del corpo morto che giace ai piedi degli astanti, facendo viaggiare le menti dei visitatori verso le contemporanee tragedie del mare.

Caravaggio Pasolini

Caravaggio Pasolini
Cagnaccio di San Pietro, "I naufraghi, 1934, Mart, Collezione VAF-Stiftung.

Caravaggio Pasolini

Dal realismo pittorico al neo realismo il passo è breve: è così che entra in scena Pier Paolo Pasolini.

Nato a Bologna e trasferitosi anch’egli a Roma, non prima di essere stato allievo di Roberto Longhi, a cui si deve proprio la “riscoperta” di Caravaggio, Pasolini rappresenta letterariamente i “ragazzi di vita” che Caravaggio ritraeva. Il “Bacco” degli Uffizi, il “Ragazzo morso da un ramarro” (uno dei quali di proprietà di Longhi stesso), l’”Amor vincit omnia”.

La tragica fine dell’intellettuale, testimoniata in mostra da alcuni scatti tratti dai fascicoli del processo, il fango del luogo del suo ritrovamento si uniscono concettualmente alla raffigurazione della Santa Lucia caravaggesca.

Vita, scandali, censure, morti violente: in realtà la consonanza delle due esistenze era già stata affermata in passato da critici quali Cesare Garboli, Federico Zeri e la scrittrice Gabriella Sica.

A completare il percorso campeggiano cinque indimenticabili ritratti fotografici di Pasolini, realizzati da Dino Pedriali. Vennero resi pubblici solo 35 anni dopo la sua scomparsa.

Al Mart il legame tra antico e contemporaneo verrà esplicitato anche da altri raffronti, in un ciclo espositivo che si concluderà nel 2022: Raffaello e Picasso, Canova e Mapplethorpe.

Attualmente i cinquemila metri quadri dell’istituzione non sono dedicati solo alla mostra sopra descritta: a completare il calendario espositivo del Museo ci sono altre esposizioni interessanti, oltre alla collezione permanente. Tra queste merita un accenno “Carlo Benvenuto. L’originale”, dedicata ad uno dei più interessanti artisti contemporanei, in dialogo con de Chirico, Morandi e Guttuso.

photo credits: Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

 


Dare voce alla natura: il dialogo tra Ligabue e Vitaloni in mostra a Parma

“Ligabue & Vitaloni - Dare voce alla Natura” - La mostra a Parma

Qualche tempo fa, con l’uscita del film “Volevo Nascondermi” di Giorgio Diritti, abbiamo riscoperto la figura dell’artista Antonio Ligabue (1899-1965), superbamente interpretata da Elio Germano (per saperne di più, qui la recensione del film).

In questo periodo, proprio a Parma - città molto vicina a Gualtieri, dove l’artista ha vissuto e ha dipinto per la maggior parte della sua vita - si sta svolgendo un’importante mostra che raccoglie più di 80 opere tra dipinti e sculture di Ligabue, oltre che 15 opere plastiche del nostro contemporaneo Michele Vitaloni, in un dialogo e sincretismo perfetti, dove la natura diventa il fil rouge dell’intera esposizione.

La mostra “Ligabue & Vitaloni. Dare voce alla Natura” è realizzata da Augusto Agosta Tota, Marzio Dall’Acqua e Vittorio Sgarbi, organizzata dal “Centro Studi e Archivio Antonio Ligabue di Parma” e promossa dalla “Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma”; il luogo scelto per ospitarla è Palazzo Tarasconi, nella sua prima riapertura al pubblico dopo diverso tempo.

La rassegna è inoltre dedicata alla memoria di Flavio Bucci, l’attore scomparso lo scorso 18 febbraio che, con la sua indimenticabile interpretazione, aveva dato volto ad Antonio Ligabue, nel film diretto nel 1982 da Salvatore Nocita.

Ligabue Vitaloni dare voce alla natura mostra

L’allestimento, molto minimalistico, gioca tutto sul contrasto tra gli ambienti del palazzo e i colori vibranti dei dipinti; il visitatore si immerge tra sculture e quadri anche grazie alle luci che svelano il più piccolo dettaglio e particolare, oltre che alla musica d’atmosfera caratterizzata da suoni di fiere e fruscii del vento.

Ligabue Vitaloni dare voce alla natura mostra

 

La suddivisione degli spazi favorisce un incontro tra Ligabue e Vitaloni ben riuscito, evocativo sia per la resa del dinamismo e per la vividezza della pittura del primo, sia per lo straordinario realismo e la maestosità scultorea del secondo.

E così si susseguono leopardi, tigri, leoni ma pure ben più miti (e meno esotici) cavalli, volpi, mucche in scene di vita agreste.

Antonio Ligabue, Volpe con rapace, 1959, olio su tela, cm 120x150
Michele Vitaloni, Leopardo, 2015, Busto di Leopardo, Fusione in bronzo, Dipinto ad olio, Limited Edition 9, h. 62 cm

Questo trionfo della Natura rende anche inesorabile la presa di consapevolezza, da parte dell’osservatore, del posto dell’Uomo nel disegno complessivo: ci si rimpicciolisce davanti alle imponenti sculture di Vitaloni, si partecipa passivamente al combattimento tra animali feroci nelle raffigurazioni di Ligabue.

Antonio Ligabue, Re della foresta, 1959, olio su tela, cm 190x251

Nella mostra viene dato ampio spazio anche all'attività ritrattistica del Ligabue, con un’ampia sezione in cui compaiono diversi personaggi, protagonisti nella sua vita a Gualtieri, tra cui il ben noto “Ritratto di Elba”.

Ultima sala in ordine di visita della mostra, è lo spazio dedicato alla serie di autoritratti di Antonio Ligabue; non appena si entra ci si trova in uno spazio davvero suggestivo, ovoidale, con i quadri disposti lungo le pareti in modo armonico e coerente.

Gli autoritratti sono liberamente accostati e non in ordine cronologico, il che fornisce una diversa chiave interpretativa, soggettiva rispetto agli occhi di chi guarda.

Ligabue Vitaloni dare voce alla natura mostra

Una mostra, dunque, che corona l’apogeo di Parma come capitale italiana della cultura 2020-2021: aperta dal 17 settembre 2020, è visitabile fino al 30 maggio 2021.

 

Antonio Ligabue, Re della foresta, 1959, olio su tela, cm 190x251

photo credits: Fondazione Archivio Antonio Ligabue di Parma

 


Monet e gli Impressionisti in Normandia a Palazzo Mazzetti - Asti

Dopo il grande successo della mostra Chagall. Colore e magia conclusasi il 3 febbraio che ha accolto 46.908 visitatori, grazie ad un progetto condiviso con Vittorio Sgarbi, dal 13 settembre arriva a Palazzo Mazzetti di Asti un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia.
Monet Etretat 1964


Sul
palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet - in mostra insieme a molti altri - colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo.

Grazie alla Fondazione Asti Musei, la mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia” curata da Alain Tapié, ripercorre le tappe salienti della corrente artistica: opere come Falesie a Dieppe (1834) di DelacroixLa spiaggia a Trouville (1865) di CourbetCamille sulla spiaggia (1870) e Barche sulla spiaggia di Étretat (1883) di MonetTramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir - tra i capolavori presenti in mostra - raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi dell’epoca che - immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti - hanno conferito alla Normandia l’immagine emblematica della felicità del dipingere.
Un progetto espositivo che si concentra sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, una delle collezioni più rappresentative del periodo impressionista, accanto a opere provenienti dal Musée de Vernon, dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondazione Bemberg di Tolosa.
Grand Palais


Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori francesi: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l’esperienza visiva. Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp - rappresentati nelle opere in mostra a Palazzo Mazzetti - diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista.

DELACROIX Falaises à Dieppe v. 1834
La mostra è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Asti, in collaborazione con Ponte - Organisation für kulturelles management GMBH, organizzata da Arthemisia, sponsor Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

musica lirica Teatro Romano di Benevento

Ritorna la grande lirica al Teatro Romano di Benevento con direzione artistica di Vittorio Sgarbi

LA GRANDE LIRICA

AL TEATRO ROMANO DI BENEVENTO

DIREZIONE ARTISTICA DI VITTORIO SGARBI CON KATIA RICCIARELLI

3 APPUNTAMENTI CON LA GRANDE LIRICA NELL’AREA ARCHEOLOGICA

NASCE IL CIRCUITO MUSEALE DI BENEVENTO CON CAMPANIA<ARTECARD

Ritorna la grande lirica nel Teatro Romano di Benevento.

musica lirica Teatro Romano di Benevento Vittorio Sgarbi Katia RicciarelliIl piccolo gioiello d’archeologia del Sannio, dall’eccellente acustica, torna ad essere palcoscenico naturale per la lirica, con l’evento voluto e realizzato dalla Regione Campania, “Opera Lirica al Teatro Romano”. 

Diretta da Vittorio Sgarbi e con la presenza di artisti del calibro di Katia Ricciarelli, la rassegna è realizzata attraverso la Scabec in collaborazione con il MiBAC Polo Museale della Campania, il Comune di Benevento ed in stretta sinergia con la direzione archeologica dell’area.

Un nuovo tassello che si aggiunge a un più ampio progetto di valorizzazione che la Regione ha messo in atto anche con la collaborazione delle imprese e gli operatori del territorio, per creare occasioni di sviluppo del turismo culturale dell’area sannita.

Già durante l’anno la Scabec ha realizzato infatti una serie di percorsi culturali di trekking urbano e di visite notturne per scoprire i tanti tesori d’arte, architettura e archeologia che Benevento e i suoi dintorni custodiscono. È con questo appuntamento che nasce il circuito museale della città con sette siti che entrano da settembre nel più ampio sistema integrato di musei/trasporti campania<artecard: l’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento, l’Hortus Conclusus, l’Area Archeologica Arco del Sacramento, il Museo del Sannio, il Museo Ar-cos, il Museo dell’Arco di Traiano, il Museo Diocesano e percorso archeolog-ico Ipogeo.

Il suggestivo scenario del Teatro Romano renderà ancora più affascinanti gli appuntamenti in programma, e l’acustica formidabile dell’area archeologica permetterà agli spettatori presenti di apprezzare le sfumature, anche più intime, delle partiture musicali e delle performance canore.

Tre i titoli scelti dal direttore artistico che firma anche la regia dell’opera di Leoncavallo: Rigoletto in programma il 4 agosto per la regia di Katia Ricciarelli, Pagliacci l’11 agosto, e La Vedova Allegra 7 settembre con la regia di Flavio Trevisan.

Molteplici i temi in scena: amori, intrighi, drammi, satira politica. Le musiche sono estremamente orecchiabili ed alcuni passaggi celeberrimi faranno scattare certamente la standing ovation: le arie “La donna è mobile”(Rigoletto), “Vesti la Giubba. Ridi Pagliaccio” (Pagliacci) così come la marcia “È scabroso le donne studiar” (Vedova Allegra).

È possibile acquistare i biglietti del primo spettacolo al botteghino del Teatro Romano sabato dalle 13 alle 19 e domenica dalle 13 alle 21.

Posto unico 15 €, ridotto 5 €, per under 25 e possessori di campania>artecard.

Tutti gli spettacoli sono in vendita sul circuito online www.vivaticket.it.

Per tutte le informazioni visitare il sito www.teatrobenevento.it o contattare l’Ept di Benevento al numero 08241664383.

Scabec S.p.A.

Via Generale Orsini, 30

80132 Napoli – Italia                

+39 081 5624561

+ 39 3319551994

www.scabec.it

SCHEDE SPETTACOLI

RIGOLETTO

di Giuseppe Verdi libretto di Giuseppe Maria Piave

4 agosto ore 20.30

Teatro Romano di Benevento

Piazza Ponzio Telesino

www.teatrobenevento.it

BIGLIETTO INTERO: € 15

BIGLIETTO RIDOTTO: € 5 (under 25 anni e possessori di Campania>Artecard)

Coro Lirico Bitonto Opera Festival

Orchestra Tchaikovsky di Udmurtia

Direttore Leonardo Quadrini

Regia Katia Ricciarelli

Duca di Mantova - Zi Zhao Guo

Rigoletto - Maurizio Leoni

Gilda - Annamaria Sarra

Sparafucile - Gianvito Ribba

Maddalena - Valentina Dell’aversana

Giovanna - Maria Grazia Zingariello

Conte di Monterone - Giuseppe De Ruvo

Borsa - Giuseppe Maiorana

Conte di Ceprano - Paolo Visentin

Contessa - Elena Finelli

Un paggio della duchessa - Giulia Moura

Scenografo Damiano Pastoressa

Costumi Sartoria Arrigo Milano

Service Stones Lab

Rigoletto è un'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma di Victor Hugo Le Roi s'amuse ("Il re si diverte"). Con Il trovatore(1853) e La traviata (1853) forma la cosiddetta "trilogia popolare" di Verdi.

Rigoletto è un’opera nella quale convivono diversi temi ispiratori: la decadenza lasciva del potere, la tensione interiore tra i privilegi ed i compromessi, il rapporto tra padre e figlia. Giuseppe Verdi, all’apice del suo successo, non disdegna quella che oggi definiremmo la satira politica. Un’ispirazione ben colta dalla regia di Katia Ricciarelli che del capolavoro verdiano propone un’interessante lettura al femminile.

Centrato sulla drammatica e originale figura di un buffone di corte, Rigoletto fu inizialmente oggetto della censura austriaca. La stessa sorte era toccata nel 1832 al dramma originario Le Roi s'amuse, bloccato dalla censura e riproposto solo 50 anni dopo la prima. Nel dramma di Hugo, che non piacque né al pubblico né alla critica, erano infatti descritte senza mezzi termini le dissolutezze della corte francese, con al centro il libertinaggio di Francesco I, re di Francia. Nell'opera si arrivò al compromesso di far svolgere l'azione alla corte di Mantova, a quel tempo non più esistente, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova.

L’aria “La donna è mobile” nella quale il famigerato Duca di Mantova dimostra tutta la sua sfrontatezza indifferente agli altrui sentimenti è una delle più celebri ed amate della storia dell’Opera. Il grido di dolore di Rigoletto, scoperto il rapimento della figlia, “Cortigiani, vil razza dannata” è una potente denuncia della prepotenza di un sistema di potere del quale però lo stesso buffone di corte era una pedina.

PAGLIACCI

libretto e musica di Ruggero Leoncavallo

11 agosto ore 20.30

Teatro Romano di Benevento

Piazza Ponzio Telesino

www.teatrobenevento.it

BIGLIETTO INTERO: € 15

BIGLIETTO RIDOTTO: € 5 (under 25 anni e possessori di Campania>Artecard)

Direttore d’orchestra Leonardo Quadrini

Regia Vittorio Sgarbi

M° del coro Vincenza Baglivo

Light designer scenografie e costumi Sebastiano Romano

Coreografie Filippo Stabile

Nedda ( nella Commedia Colombina) Rossana Potenza

Canio Piero Giuliacci

Tonio Alberto Mastromarino

Beppe ( nella commedia Arlecchino) Silvano Paolillo

Silvio Carlo Provenzano

Orchestra Sinfonica di Udmurtia

Coro “Opera in Puglia”

Corpo di Ballo Createdanza

Insieme alla Cavalleria Rusticana di Mascagni, Pagliacci di Leoncavallo (spesso le due opere sono rappresentate insieme) rappresenta il capolavoro assoluto del verismo melodrammatico italiano. Le vicende fantastiche e metaforiche di re e regine, cavalieri e dame lasciano spazio alla realtà nei suoi tratti più violenti. Il dramma è ispirato ad una vicenda vissuta in prima persona dall’Autore. In scena, con accenti caravaggeschi, irrompono uomini e donne reali che esprimono passioni sconvolgenti. Il momento più alto di tensione emotiva è certamente la celeberrima aria “Vesti la giubba. Ridi Pagliaccio”. Canio ha appena scoperto il tradimento della moglie, nondimeno si prepara allo spettacolo perché l’attende il pubblico che ha voglia di ridere mentre lui vorrebbe morire. L’originale regia di Vittorio Sgarbi indaga su questo dramma interiore, esaltandone le pulsioni e coinvolgendo il pubblico in un’esperienza travolgente. Stando alle parole dello stesso compositore, l'opera si ispira a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, in Calabria, dove il compositore visse da bambino alcuni anni.  Secondo i documenti dell'epoca, il suo tutore, Gaetano Scavello, era in relazione con una donna del luogo, della quale era innamorato anche un certo Luigi D'Alessandro: questi, geloso della donna e insultato pubblicamente dal tutore di Leoncavallo, la notte del 5 marzo 1865 accoltellò Scavello all'uscita da un teatro, aiutato dal fratello Giovanni; la vittima morì poche ore dopo ma fece i nomi degli assassini, che furono condannati dal padre di Leoncavallo, magistrato a Montalto. Leoncavallo in seguito affermò che l'assassinio si svolse sotto i suoi occhi e che fu eseguito da un pagliaccio che aveva appena ucciso la propria moglie, poiché sosteneva di aver trovato tra i suoi vestiti un biglietto di Scavello.

LA VEDOVA ALLEGRA

di Franz Lehar Libretto Victor Leòn - Leo Stein

7 settembre ore 20.30

Teatro Romano di Benevento Piazza Ponzio Telesino

www.teatrobenevento.it

BIGLIETTO INTERO : € 15

BIGLIETTO RIDOTTO: € 5 (under 25 anni e possessori di Campania>Artecard)

COMPAGNIA ITALIANA DI OPERETTE

(prodotta da NANIA SPETTACOLO DI MARIA TERESA NANIA)

Regia Flavio Trevisan

Coreografie Monica Emmi

Costumi Eugenio Girardi

Direzione musicale Maurizio Bogliolo

Hanna Glawary: Clementina Regina

Njegus: Claudio Pinto

Conte Danilo Danilowitsch: Massimiliano Costantino

Barone Mirko Zeta: Riccardo Sarti

Baronessa Valencienne: Irene Geninatti Chiolero

Camille De Rossillon: Vincenzo Tremante

Prascowia Bogdanowitsch: Daniela d’Aragona

Conte Bogdanowitsch: Riccardo Ciabò

Cascada: Danilo Ramon Giannini

St-Brioche: Stefano Rufini

Corpo di ballo Ensemble Nania Spettacolo: Giada Lucarini, Martina Alessandro, Martina Coiro, Erika Pentima, Idiana Perrotta, Raffaella Siani

Direzione artistica: Maria Teresa Nania

Responsabile di sartoria: Angela Toso

Direttore di scena: Filippo Sivelli

Macchinista: Danilo Olivieri

Fonica: Massimo Di Bacco

Luci: Eros Ricci

Sartoria: Sorelle Ferroni

Programmazione tour: Claudio Corucci

La celebre operetta “La Vedova Allegra” è ambientata a Parigi, presso l’Ambasciata dell’immaginario Pontevedro. Ha per protagonista Hanna Glavary, vedova del ricco banchiere di corte. L’ambasciatore pontevedrino, il Barone Zeta, riceve l’ordine di combinare un matrimonio tra Hanna e un compatriota per farsì che la dote della ricca vedova resti nelle casse dello Stato. Il Barone Zeta, coadiuvato da Njegus segretario un po’ pasticcione, tenta di risolvere la situazione, innescando però una serie di equivoci comici trascinanti che condurranno nonostante tutto ad un lieto fine.

È uno spettacolo frizzante con divertenti incursioni coreografiche, imprevisti musicali e scenici rocamboleschi, l’attesissimo “È scabroso le donne studiar” inno spiritoso ai piaceri agrodolci dell’amore al ritmo di marcia. Un’allegoria leggera della vita di corte, del denaro, della seduzione.

TEATRO ROMANO DI BENEVENTO

Il Teatro Romano di Benevento fu eretto nel settore sud-occidentale della città presumibilmente sotto l’imperatore Traiano, ma inaugurato soltanto fra il 125 e il 128 d.C. da Adriano, al quale per l’occasione venne dedicata una statua con base recante l’epigrafe dedicatoria, quest’ultima visibile in corrispondenza del fronte scena.

L’edificio beneventano rappresenta il tipico modello di teatro diffuso dall’età augustea e per tutto il periodo imperiale: a differenza del teatro greco, edificato sempre sfruttando il pendio di una collina ove venivano ricavate le gradinate, quello di età romana si caratterizza per le strutture della cavea, ossia la platea semicircolare, che sorrette da archi e volte, formano una struttura chiusa che poteva essere coperta superiormente da teli (i cosiddetti velaria).

L’imponenza delle sue strutture è data dalle dimensioni: alto in origine circa 23 metri, è dotato di uno spazio orchestra di un diametro di circa 30 metri. La cavea, accessibile tramite corridoi e scalinate, misurava circa 98 metri di diametro, ma non si conserva nella sua interezza. Lo stesso fronte scena, ossia la struttura che rappresentava lo sfondo e che ospitava la scenografia, è parzialmente conservato. Tuttavia è possibile immaginare un edificio scenico piuttosto articolato, costituito da tre ordini e, nella porzione inferiore, da una grande nicchia centrale e da due “nicchioni” absidati ai lati, nei cui assi si aprivano la Porta Regia e due aperture minori. Destano molto interesse gli ambienti posti ai lati della scena, le cosiddette aulae: una di esse, posta a sinistra del fronte palco guardando la cavea, conserva ancora in parte il rivestimento in lastre marmoree policrome.

Costruito in opera cementizia con paramenti in blocchi di pietra calcarea e in laterizio, il teatro beneventano subì un importante restauro in età severiana, come testimonia un’epigrafe dedicata dalla città a Caracalla fra il 197 ed il 198 d.C.; in quella occasione l’intero fronte palco venne interessato da un significativo rifacimento.

Non è chiaro quando il monumento perse la funzione di struttura adibita agli spettacoli teatrali; le indagini archeologiche condotte negli ultimi anni hanno tuttavia appurato che il teatro ed una parte significativa del settore meridionale della città rimasero fuori dalla cinta muraria edificata nel IV secolo d.C. che rappresenta la testimonianza del restringimento del perimetro di Beneventum nella tarda antichità. Forse è a partire da questo periodo, e per tutto il medioevo, che l’edificio divenne sede di abitazioni che si impiantarono sulle strutture del complesso monumentale che venne altresì spogliato degli elementi lapidei, riutilizzati da altre costruzioni. La “parcellizzazione” e la presenza di case documentate da varie immagini risulta piuttosto evidente nelle cartografie di età moderna in particolare nella pianta urbana del Mazarini (1823), che pertanto rappresentano una testimonianza del riuso dell’edificio che continuò a vivere, ma con altre forme e funzioni. Inoltre le strutture del settore meridionale della cavea costituirono le fondazioni della chiesa di S. Maria della Verità edificata a partire dal 1782.

La “riscoperta” del teatro iniziò alla fine dell’Ottocento, quando l’architetto Almerico Meomartini effettuò a proprie spese i primi lavori di scavo riuscendo poi a realizzare una pianta piuttosto precisa dei resti nascosti dalle abitazioni. I lavori che, secondo i criteri dell’epoca, comportarono la demolizione delle strutture moderne continuarono negli anni Venti e Trenta del Novecento, per poi interrompersi a causa dei nefasti accadimenti della Seconda Guerra Mondiale: i numerosi bombardamenti devastarono gran parte del centro storico della città ma non colpirono il monumento. L’urgenza della ricostruzione e della salvaguardia dei beni culturali cittadini fece sì che l’area del teatro divenisse un vero e proprio deposito di statue, elementi lapidei, epigrafi provenienti dagli edifici danneggiati e distrutti dai bombardamenti. Gran parte di quei materiali sono ancora visibili fra le strutture e lo spazio retrostante la scena; in questo settore sono altresì conservati i resti frammentari di molte delle 56 colonne (di età romana) della cattedrale devastata dalle azioni belliche, cattedrale nella quale sono state reimpiegate solo le colonne rimaste integre e qualcuna di quelle meno danneggiate.

Dopo essere stato interessato da significativi restauri che interessarono le strutture e, in particolar modo, la cavea, il teatro fu restituito alla città ed alla sua originaria funzione: la rappresentazione dello spettacolo “Le donne al parlamento” di Aristofane, messo in scena il 26 giugno del 1957, rappresentò l’inizio di una nuova stagione del complesso monumentale beneventano.

campania>artecard

il pass si estende a Benevento

Campania>artecard è il sistema integrato musei/trasporti ideato nel 2002 dalla Regione Campania e coordinato dalla Scabec, Società Campana per i Beni Culturali, con l’obiettivo di potenziare la fruizione del patrimonio culturale della Campania.

Nato da un accordo della Regione Campania con il MiBAC, è il primo pass turistico di servizi integrati realizzato in Italia, a cui si sono ispirati in seguito altri progetti simili sia per i circuiti regionali che per le grandi città d'arte. Negli anni è passata da strumento di agevolazione dei servizi turistici a vera e propria piattaforma di servizi per la valorizzazione dei beni culturali su cui si attivano progetti specifici per la promozione e la fruizione del patrimonio regionale culturale.

Il Polo Museale della Campania, con la Provincia di Benevento, il Comune di Benevento e la Curia Arcivescovile hanno sottoscritto un protocollo per la rete del sistema museale cittadino. Il circuito museale di Benevento entra quindi nell’ampia offerta di Campania>Artecard, il più grande sistema di rete dei beni culturali della Regione Campania.

L’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento, l’Hortus Conclusus, l’Area Archeologica Arco del Sacramento, il Museo del Sannio, il Museo Arcos, il Museo dell’Arco di Traiano, il Museo Diocesano e percorso archeologico Ipogeo, sono i 7 siti della rete che, a partire dal mese di Settembre, saranno fruibili con Campania>Artecard nelle versioni del pass regionale e del pass 365. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.campaniartecard.it

TEsto e immagini da Ufficio Stampa SCABEC


Da Leonardo a Pistoletto: le Marche d'estate si mettono in mostra

Da Leonardo a Pistoletto: le Marche d'estate si mettono in mostra
Fano, Macerata, Pesaro, Recanati, Urbino

Leonardo e Vitruvio a Fano; Agostino Iacurci a Pesaro; Raffaellino del Colle a Urbino; De Nittis e Pellizza da Volpedo insieme con Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto a Recanati; Bauhaus a Macerata.
Le mostre celebrano quattro straordinari eventi per la cultura mondiale: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, i 200 anni dalla stesura de L’Infinito di Leopardi, i 100 anni della Bauhaus e i 500 anni dalla morte di Raffaello.

Tutta la bellezza dell’arte e dell’architettura in sei mostre eccezionali.

È ricchissimo il programma culturale dell'estate 2019 nelle Marche, con sei occasioni imperdibili da mettere nell’agenda degli appuntamenti d’arte e architettura.
Le splendide città di Fano, Pesaro, Urbino, Recanati e Macerata ospitano sei mostre uniche e di qualità, molto diversificate tra loro, in grado di soddisfare interessi e gusti diversi. Le mostre, prodotte da Sistema Museo, invitano a visitare i luoghi culturali delle Marche, per meravigliarsi ancora una volta con la grande bellezza dell’arte.

Le mostre celebrano quattro straordinari eventi per la cultura mondiale: i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, i 200 anni dalla stesura de L’Infinito di Leopardi, i 100 anni della Bauhaus e i 500 anni dalla morte di Raffaello.

Mostre per Leonardo e per Raffaello: Fano, Pesaro, Urbino

"Leonardo e Vitruvio": la mostra a Fano. Foto di Luigi Angelucci

Si inizia con il progetto Mostre per Leonardo e per Raffaello nelle tre città di Fano, Pesaro e Urbino, progetto diffuso e messo in campo di concerto dai tre Comuni nell’ambito delle celebrazioni promosse dal MIBAC, con il sostegno dei rispettivi Comitati nazionali, il contributo della Regione Marche.
Imperdibile la proposta della città di Fano che rende omaggio a Leonardo da Vinci, nei 500 anni dalla sua morte, raccontando per la prima volta il rapporto tra il “genio universale” e l’architetto Vitruvio. Inaugura giovedì 11 luglio, alle ore 17.30, la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell'armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”, presso la Sala Morganti del Museo del Palazzo Malatestiano. La mostra è a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini.
Da Vitruvio a Leonardo, tra architettura e scienza con al centro l'essere umano. I visitatori avranno la rara opportunità di un incontro ravvicinato con cinque disegni originali di Leonardo dal leggendario Codice Atlantico, esposti, per la prima volta nella storia recente, sulla sponda centro-adriatica d’Italia. La bella mostra affronta il multiforme rapporto fra Leonardo (1452-1519) e il testo di Vitruvio (I secolo a.C.) proprio a Fano, luogo della leggendaria basilica attribuita all’architetto romano e su cui si sono misurate intere generazioni di architetti, dal Rinascimento in avanti, da Fra Giocondo ad Andrea Palladio a Claude Perrault.

Marche mostra
"Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio": la mostra a Pesaro. Foto di Luigi Angelucci
Marche mostra
Foto di Lorenzo Palmieri

In continuità con Fano, Pesaro presenta un progetto originale in dialogo tra passato e presente a Palazzo Mosca - Musei Civici con la mostra “Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”. Curata da Marcello Smarrelli, con la consulenza scientifica di Brunella Paolini, la mostra presenta l’arte caleidoscopica di Agostino Iacurci, artista noto in tutto il mondo per i suoi monumentali dipinti murali negli spazi pubblici. A Pesaro Iacurci sperimenta una visione contemporanea del celebre trattato di Vitruvio, esposto in dieci pregiate edizioni.

La mostra su Raffaellino del colle a Urbino. Foto di Luigi Angelucci

Ad Urbino, infine, la mostra monografica curata da Vittorio Sgarbi, “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, omaggia questo delicatissimo discepolo del ‘divin pittore’ a 500 anni dalla morte. Per la prima volta si possono ammirare riunite insieme alcune delle sue opere più significative provenienti da chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Sansepolcro, Urbania, Urbino. Il percorso è introdotto da due opere di Raffaello: una tavoletta con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggifestone.
Le tre mostre di Fano, Pesaro e Urbino sono visitabili fino al 13 ottobre con un biglietto unico.

A Recanati l’Infinito nell’arte

Per chi ha scelto le Marche per le vacanze, immancabile una visita a Recanati, dove proseguono le celebrazioni per il bicentenario dalla stesura de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi. A Villa Colloredo Mels, l’invito è di lasciarsi coinvolgere in un percorso sensazionale dall’epoca romantica ad oggi. Due le mostre appena inaugurate: “La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo” a cura di Emanuela Angiuli e “Interminati spazi e sovrumani silenzi. Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto” a cura di Marcello Smarrelli. In mostra grandi artisti, come Giuseppe De Nittis, Emile René Ménard, Plinio Nomellini, Gaetano Previati, Amedeo Bocchi, Ettore Tito, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto.
Nella sezione a cura di Emanuela Angiuli “La fuggevole bellezza. Da Giuseppe De Nittis a Pellizza da Volpedo” il percorso della mostra si svolge nella rappresentazione della natura, disegnata nei luoghi della campagna, sulle rocce, lungo il mare, nei giardini, paesaggi come scenari di molteplici e variegate espressioni.
La mostra a cura di Marcello Smarrelli si propone di sondare alcuni riflessi che la questione dell’infinito ha prodotto nell’arte contemporanea. La mostra prende avvio da “Metro cubo d’infinito in stanza specchiante” di Pistoletto. L’installazione, realizzata specificamente per gli spazi di Villa Colloredo Mels, propone una nuova lettura di un’opera storica dell’autore, “Metro cubo d’infinito” (1966). “Particolare di Infinito” di Anselmo si compone di numerosi disegni a grafite che riproducono frammenti della parola “infinito”, tentativo utopistico di conferire visibilità e misurabilità al concetto. I due successivi lavori impiegano una delle tecniche più note nella produzione dell’artista, la proiezione. A duecento anni dalla stesura de L’infinito di Leopardi queste mostre, visitabili fino al 3 novembre, diventano una riflessione sull’infinitezza nell’arte, un viaggio attraverso opere straordinarie con lo sguardo rivolto “al di là della siepe”.

Macerata omaggia la storia della Bauhaus

Non poteva mancare, infine, una finestra sull’architettura. A cent’anni dalla sua fondazione, Macerata celebra la Bauhaus, la rivoluzionaria scuola tedesca. La mostra “Bauhaus 100: imparare, fare, pensare”, curata da Aldo Colonetti, vuole recuperarne la memoria storica e ripensarne le influenze nel futuro, individuando ciò che è rimasto di quello spirito rivoluzionario e interrogarsi se eè ancora possibile progettare mettendo al centro “le idee” e non “le cose”. Fino al 3 novembre è esposta ai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi, con due sezioni a Palazzo Pellicani Silvestri, ex sede della Banca d’Italia, e la biblioteca Mozzi Borgetti. Macerata è il luogo ideale: uno dei pochi italiani che hanno frequentato il Bauhaus negli anni Trenta è Ivo Pannaggi, artista maceratese, poliedrico innovatore. Il percorso a Palazzo Buonaccorsi parte da una suggestiva installazione luminosa ispirata ai colori del Bauhaus e curata da iGuzzini illuminazione, sponsor tecnico, e propone i documenti fondativi originali del movimento, selezionati dalla preziosa collezione di Italo Rota, che ne è anche curatore.

INFORMAZIONI
Fano, Pesaro e Urbino: www.mostreleonardoraffaello.it
Recanatiwww.infinitorecanati.it
Maceratawww.macerataculture.it

 

Testo e immagini da Ufficio Stampa Sistema Museo


Lorenzo Lotto Marche

Lorenzo Lotto torna nelle Marche

Lorenzo Lotto, pittore veneto, lavorò molto nelle Marche e in questa regione si conserva ancora una buona parte del suo lavoro. Esistono poi altre opere, che Lotto ha pensato per le Marche o che alle Marche sono legate, ma che varie vicende storiche hanno portato altrove; questi dipinti oggi sono tornati a Macerata per la mostra Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche, e qui rimarranno fino al 10 febbraio 2019. Assieme alle mostre di Madrid e Londra, la mostra di Macerata dà vita a un anno che il curatore Dal Pozzolo definisce “inaspettatamente lottesco”.

Lotto non è uno dei pittori più noti al grande pubblico: al suo tempo la grande novità a Venezia è la pittura tonale di Tiziano e Giorgione, ma Lotto non segue questi modelli e guarda invece più alla pittura nordica alla ricerca di una forte espressività.

I critici del suo tempo non sono generosi nel consegnarlo alla storia: Pietro Aretino preferisce Tiziano e lo scrittore Ludovico Dolce scrive che Lotto usava “cattive tinte”. Quando le opere di Lotto, poi, sono riscoperte nel Seicento è solo perché vengono confuse con quelle di Tiziano o Correggio…

Il successo della critica arriva per Lotto a metà del Novecento, con la celebre monografia di Bernard Berenson e poi con una grande mostra a Venezia nel 1953. Seguono numerose altre mostre e convegni: un successo per la critica che comunque non proietta il pittore nell’Olimpo degli artisti protagonisti delle mostre “blockbuster”. Una scelta coraggiosa da parte degli organizzatori, quindi, e un’occasione, per il pubblico, di vedere quante opere interessanti esistano al di fuori delle famose mega-mostre di cui oggi tanto si parla.

Lorenzo Lotto Marche
Lorenzo Lotto, San Cristoforo e San Sebastiano, 1538-1539, olio su tela, 162 x 56,8 cm ciascuno. Berlino, Staatliche Museen su Berlin, Gemäldegalerie

Blockbuster?

Le mostre blockbuster sono spesso criticate, tra le altre cose, perché allo scopo di riunire tutta l’opera di pittori famosi e fare il pieno di visitatori, spesso separano le opere dai loro contesti.

Al di là delle polemiche, è indubbio che esista un elemento impossibile da spostare: il territorio, e con esso l’insieme di legami, influenze, interazioni che vi si costruiscono. Enrico Maria dal Pozzolo dimostra di pensarla proprio così, e in questo caso dà vita a un’esposizione in cui le opere danno valore e sono a loro volta valorizzate dal territorio. Opere e documenti sono quindi esposti come tracce utili per scoprire la storia di un pittore nell’antica Marca di Ancona: come si mosse, cosa lo spinse, chi conobbe. Il visitatore è invitato così, non soltanto a ragionare sul lavoro di Lotto, ma anche a proiettare quel ragionamento sul territorio marchigiano, fatto di “Luoghi, tempi e persone”, come recita il titolo del catalogo.

Le Marche centro settentrionali, antica Marca di Ancona, attraggono, “richiamano” in qualche modo il pittore per tutta la sua vita: qui egli sceglie di tornare più volte per soggiorni prolungati e qui decide di ritirarsi a vivere negli ultimi anni. La mostra Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche rispetta quindi quanto promesso dal suo titolo. E io, personalmente, ci vado molto gasata perché la sfida di mettere in mostra dipinti e territorio non è facile ma penso che sia un modo molto utile di presentare la storia dell’arte.

Lorenzo Lotto Marche
Gerardo Marcatore, Sfera Terrestre , 1541, acquaforte su carta con parti acquerellate, su supporto di gesso e tela, sostenuto da centine interne di legno, diametro 41,7 cm. Urbania, Biblioteca e Museo Civico. Foto di Tea Fonzi

Territorio

Ma come si fa a parlare di un territorio nel chiuso di un museo?

Le opere nascono in un contesto preciso per ragioni precise e sul territorio restano testimonianze di tutto ciò che ci è passato: archivi, paesaggi, opere di pittori e altri artigiani ci forniscono informazioni su come poteva essere il mondo in cui il Lotto si mosse. Ed è con questo intento che in mostra sono esposte incisioni, dipinti di paesaggio, mappe, contratti, e infine un’installazione video che mostra i vari centri in cui sono custodite le opere “marchigiane” sparse sul territorio.

La mostra, infatti, prosegue idealmente in quello che il curatore descrive come un “museo virtuale”, per non trascurare opere fondamentali a ricostruire il percorso del pittore e, perché no, godere di una visita nelle zone in cui egli ha lavorato.

Lotto non lavora soltanto nelle Marche, ma anche a Bergamo, Venezia, Roma... Il percorso della mostra però, non è pensato per “rincorrere” il pittore per tutta Italia, ma per fare in modo che il visitatore lo “aspetti” qui, nella Marca di Ancona, dove Lotto ritorna periodicamente, e in questi ritorni lo si può accompagnare attraverso le sale espositive.

Lorenzo Lotto Marche
Enrico Maria dal Pozzolo illustra lo Sposalizio mistico di Santa Caterina alla presenza di san Girolamo, 1507 (collezione privata). Foto di Tea Fonzi

I ritorni di Lotto

Le sale si snodano infatti narrando la storia di Lotto dalla sua “adolescentia” agli ultimi anni, trascorsi come oblato alla Santa Casa di Loreto: una sala per ogni ritorno.

Si inizia nellla quarta sala col periodo giovanile del quale si sa molto poco. Lanciando quella che definisce una “provocazione ragionevole”, Dal Pozzolo sceglie di esporre una Sacra Famiglia fino ad ora trascurata dalla critica e che lui ritiene avvicinabile al pittore. Il piccolo dipinto è esposto a un bulino di Andrea Mantegna, pittore ammirato e osservato da Lotto.

Lorenzo Lotto Marche
Una Sacra famiglia di Lorenzo Lotto esposta vicino a un bulino di Andrea Mantegna. Foto di Tea Fonzi

Nella sala successiva, ci troviamo al secondo ritorno del pittore nelle Marche, seguito a quel soggiorno romano in cui Lotto partecipa alla decorazione degli appartamenti vaticani. Dell’esperienza romana non resta traccia perché gli affreschi sono coperti quasi subito dall’opera di Raffaello, nuovo favorito del Papa, ma restano certamente ricordi di quell’esperienza nella pittura di Lotto. Nella sala troviamo infatti l’affresco con San Vincenzo Ferrer dove si riconosce l’influenza della pittura di Raffaello, conosciuta proprio a Roma. L’affresco è l’unico lottesco conosciuto nelle Marche, dipinto per la chiesa di San Domenico a Recanati e si trova in mostra, come se fosse un dipinto, perché è stato staccato e poi montato su tela.

Le relazioni con la Marca continuano anche mentre Lotto vive lontano, tra Bergamo e Venezia, ed ecco infatti che nella sesta sala troviamo il contratto e i documenti relativi alla committenza della Pala di Santa Lucia, visibile ancora oggi a Jesi. Documenti, contratti, corrispondenza… tutti elementi che ci ricordano che l’opera d’arte che vediamo esposta non è nata dal niente ma risponde ad esigenze storiche ed è legata alle necessità e alle abitudini del suo tempo. Vedere tutto questo esposto mi piace molto, perché oltre che Arte è anche Storia.

Lorenzo Lotto MarcheDopo un soggiorno a Bergamo e Brescia, Lotto vive per un lungo periodo nelle Marche e si sposta tra diverse città per lavorare. Quelle città oggi costituiscono il “percorso esterno” alla mostra. Numerose opere sono ancora oggi visibili ad Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino. Allo stesso periodo risalgono anche opere esposte in mostra, come i due santi Cristoforo e Sebastiano, conservati a Berlino, e il bellissimo Studio per San Simone, che rappresenta il lavoro preliminare alla realizzazione della Pala dell’alabarda conservata ad Ancona.

Lorenzo Lotto Marche
Lorenzo Lotto, Studio per il San Mattia (San Simone) della pala di Ancona, 1550, disegno, 40,6 x 28,1 cm. Londra, The British Museum

Un altro periodo di assenza dalla regione inizia nel 1540, quando il pittore si trova a Venezia, ed è comunque caratterizzato da continui rapporti con le Marche. In mostra si trovano prove di queste relazioni, come il ritratto di Giovanni Maria Pizoni, protonotario apostolico ad Ancona. Il 1540 è anche l’anno in cui inizia il Libro di spese diverse: una vera e propria agenda con appunti in cui Lotto annota tutto e che permette a noi di seguire da vicino il suo operato, oltre a dare uno spaccato della società del tempo. In esposizione si trova un facsimile che ci permette di guardare da vicino con i nostri occhi il documento.

Infine l’ultimo periodo, gli anni Cinquanta del secolo XVI, quando Lotto si ritira a Loreto, dove decide di trascorrere gli anni della sua vecchiaia. Nella sala dedicata a questo momento troviamo opere di più intensa riflessione religiosa come ad esempio il San Girolamo Penitente, ma anche l’interessante documento col quale il pittore “si dona” corpo, anima e beni materiali alla Santa Casa di Loreto. Esposto anche il conseguente inventario nel quale troviamo segnate le opere e i beni lasciati alla Santa Casa, tutte opere che possiamo andare a vedere ancora oggi nel museo di Loreto.

Lorenzo Lotto Marche
Lorenzo Lotto, San Girolamo penitente 1541546, olio su tela, 99 x 90 cm. Madrid, Museo Nacional del Prado

Documenti e studiosi

All’inizio della mostra troviamo invece interessanti mappe e rappresentazioni cinquecentesche di paesaggi marchigiani, documenti che ci ricordano che Lotto non vive in un tempo come il nostro, dove prendi il treno e vai dove devi andare, ma viaggia per lunghe e tortuose vie, magari a dorso di mulo, per incontrare committenti o realizzare opere in loco.

I documenti sono oggetti che non sono fatti per essere “ammirati”, e molto spesso una piccola stampa o un foglio scritto non attirano la nostra attenzione se posti accanto a un bel dipinto. Nella mostra maceratese si vuole mostrare invece la relazione importante che si stabilisce tra documenti e dipinti, l’intento è da un lato quello di contestualizzare le opere, dall’altro quello di gettare una luce importante sul ruolo dello storico dell’arte, per il quale quei documenti sono – devono essere - pane quotidiano.

L’importanza degli storici dell’arte che hanno riabilitato Lotto è ben evidenziata fin dalla prima sala, che proprio a loro è dedicata. Qui il visitatore può “toccare con mano” le diverse posizioni che gli storici dell’arte nel corso del tempo hanno tenuto nei confronti del pittore, sono infatti esposte edizioni antiche dei libri deii primi studiosi d’arte, come Giorgio Vasari, Carlo Ridolfi e Luigi Lanzi. Nel catalogo della mostra si può vedere molto bene come lo studio della figura di Lotto sia tutt’ora in corso, svolto da studiosi che continuano ad indagare quei documenti e che affermano che ancora oggi c’è molto da scoprire…

Posso immaginare quanto sia stato difficile allestire una mostra dove dialogano oggetti diversi in continuo rimando al territorio e opere conservate in altre sedi. La cosa che mi è piaciuta di più è stata l’idea di sistemare degli sgabelli davanti ad alcuni manoscritti o incisioni, un po’ per far riposare il visitatore, come raccomandato dai manuali di museologia, un po’ per mettersi nei panni dello studioso che quei documenti li trova, magari per la prima volta, e li legge emozionato in archivio.

Lorenzo Lotto Marche
Allestimento: comodi sgabelli per osservare da vicino i portolani e le mappe. Foto di Tea Fonzi

Infine i tre “casi di studio”:

L’importanza della ricerca, specialmente per un pittore dalla fortuna critica altalenante, continua ad essere affermata nell’ultima sala, che contiene i “ tre casi di studio”.

Il primo è un inaspettato confronto tra la Madonna con Bambino di Carlo Crivelli e il dipinto di Lotto con lo stesso soggetto. La Madonna di Crivelli fa parte della collezione permamente di Palazzo Buonaccorsi e Dal Pozzolo ha scelto di affiancarle la Madonna di Lorenzo Lotto, cogliendo l’occasione per un confronto tra i due pittori, entrambi veneti con un forte legame con le Marche.

Il secondo caso è in realtà più una provocazione: si tratta della cornice che racchiudeva la Madonna con bambino e tre angeli. Il dipinto non c’è perché è stato rubato all’inizio del Novecento, curiosamente nello stesso anno del famoso furto della Gioconda. L’opera, di proprietà del Comune di Osimo non è stata più ritrovata e la cornice vuota ci ricorda la perdita subita dal patrimonio culturale pubblico e l’importanza di prendersene cura.

Il terzo caso di studio, il più significativo, è un dipinto con San Girolamo nello studio. La piccola tela, inizialmente attribuita a Lotto, fu acquistata dal un museo di Bassano del Grappa e lì esposta fino a quando Vittorio Sgarbi mise in discussione l’attribuzione e l’opera finì dimenticata nel deposito del museo. Enrico Maria dal Pozzolo ripropone l’attribuzione a Lotto avvalendosi, in questo caso, di indagini diagnostiche che confermano la sua teoria e ricollocano quindi la pittura all’interno dell operato lottesco. In questo caso il dipinto è proposto a confronto con una stampa di Durer, che con buona probabilità è servita come suo modello.

Lorenzo Lotto Marche
Il caso di studio: San Gerolamo nello studio, 1554-1556, olio su tela, 47,5x59 cm. Bassano del Grappa, Museo Civico. Foto di Tea Fonzi

Cosi l’ultima sala della mostra chiude il cerchio aperto nella prima sala: con una riflessione sul ruolo degli storici dell’arte e l’importanza del loro lavoro per il destino delle opere. Dal Pozzolo, che ci guida tra le sale, precisa di non fidarsi di chi ci propone i risultati subito come certi, perché la storia dell’arte è fatta di ricerca continua. Un buon monito per i futuri ricercatori e le nuove generazioni, più volte nominati durante la conferenza stampa e tutti invitati al convegno che si terrà a febbraio, in chiusura della mostra.

Lorenzo Lotto Marche
Lorenzo Lotto, Sacra Famiglia con Sant'Anna e San Gerolamo, 1534, olio su tela, 67,2 x 85 cm. Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

Le foto non scattate da Tea Fonzi sono fornite da Ufficio Stampa Villaggio Globale International


Musei: polemiche dopo le nomine di ieri dei 20 Direttori

18 - 19 Agosto 2015
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Sta suscitando polemiche e una viva eco nella stampa, l'annuncio fatto ieri dal Ministro Dario Franceschini, riguardante le nomine di venti nuovi direttori per alcune delle più importanti istituzioni museali italiane. Dei venti nuovi direttori, 10 sono donne e 7 stranieri.
Le accuse sono venute da Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio. Tra le critiche del primo, proprio i suddetti numeri e la scelta del concorso: Sgarbi considera le nomine una mera operazione di immagine. Il secondo è partito dal limite italiano del non aver formato carriere negli ultimi dieci anni, sottolineando le difficoltà che i direttori stranieri potranno trovare in Italia in relazione alla complessità del nostro sistema. E soprattutto, colpirebbe la leggerezza pressapochista del percorso.
Le istituzioni interessate sono: la Galleria Borghese a Roma, le Gallerie degli Uffizi a Firenze, la Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, le Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte a Napoli, la Pinacoteca di Brera a Milano, la Reggia di Caserta, la Galleria dell'Accademia a Firenze, la Galleria Estense a Modena, le Gallerie Nazionali di Arte Antica a Roma, la Galleria Nazionale delle Marche, la Galleria Nazionale dell'Umbria a Perugia, il Museo Nazionale del Bargello a Firenze, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, il Parco Archeologico di Paestum, il Palazzo Ducale di Mantova, il Palazzo Reale di Genova, il Polo Reale di Torino.
Link: ANSA; Huffington Post 1, 2; Articolo9AGI; Corriere della Sera 1, 2, 3Repubblica; RAI News; Lettera 43; Finestre sull'Arte 1, 2Aska News.
Le Gallerie degli Uffizi a Firenze, foto da WikipediaCC BY-SA 4.0, caricata da e di PetarM (Petar Milošević).
 


Sgarbi denuncia la Commissione espressasi sulla trasportabilità dei Bronzi di Riace

10 Ottobre 2014
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Vittorio Sgarbi denuncia per concussione e falso ideologico la Commissione Scientifica istituita da Dario Franceschini per verificare la trasportabilità dei Bronzi di Riace. Per Sgarbi, il parere negativo espresso da questa sarebbe una decisione "politica".
Segnaliamo anche l'intervento di Bruno Zanardi sul medesimo tema della trasportabilità, pubblicato dal Corriere della Sera e citato dallo stesso Sgarbi.
Link: ASCA; Il Giornale dell'Arte; Corriere della Sera
Foto da WikipediaPublic Domain, Uploaded by Salli.