19 Giugno 2015

GLI UFFIZI A CASAL DI PRINCIPE
Una mostra per proclamare il primato della luce sull’ombra

1434717215240_Luce

Venti opere d’arte per proclamare il primato della luce sull’ombra, della legalità sull’illegalità, della cultura sull’ignoranza. Si intitola La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe la mostra che si inaugura il prossimo 21 giugno nel centro del casertano con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il sostegno di Confindustria Nazionale, e che avrà – per la prima volta in Italia – una sede espositiva unica: una villa confiscata alla camorra, recuperata a fini museali e intitolata a don Peppe Diana, emblema della lotta alla criminalità. Fino al 21 ottobre sarà possibile ammirare opere di grande suggestione di mano d’artisti di grande tenore poetico. Si tratta di beni provenienti dalle collezioni degli Uffizi, del Museo di Capodimonte, della Reggia di Caserta e del Museo Campano di Capua, scelte per il loro significativo legame con il territorio che le accoglie: una selezione di estremo interesse mai esposta insieme, frutto del lavoro scientifico dei curatori che, come altri importanti partner nazionali, hanno sposato la sfida proposta da R_Rinascita: esporre per la prima volta in Italia opere del più importante museo nazionale in un bene confiscato alla camorra recuperato e reso fruibile.
Con questa mostra inizia una nuova storia, fondata su un patto di responsabilità sociale tra il mondo della cultura e della politica, tra grandi realtà imprenditoriali e associazioni culturali: Social Booster Partner: Gruppo Bassilichi – Gruppo Battistolli; Social Main Partner: Coop Italia – Unipol – Fondazione Unipolis; Building Partner: Banca Monte Paschi di Siena; Start Up Partner: Banca Popolare di Bari; Educational Partner: Soroptimist International d’Italia; Interpreises Partner: Camera di commercio di Caserta; Mobility Social Partner: Aletheia; Social Friendly Partner: Centro Commerciale Campania; Partner/sponsor: Associazione Amici degli Uffizi, Comitato don Peppe Diana. Da sottolineare che a sostenere il progetto di produzione di First Social Life, sono intervenuti il Centro Studi Sociali “Progetto San Francesco” contro le Mafie e il quotidiano Avvenire.
Nelle intenzioni degli organizzatori, la visita, la partecipazione e la condivisione di questa mostra e di questo progetto significano sostenere la rivoluzione che sta cambiando il presente e il futuro di una terra martoriata, accompagnati da un gruppo di 80 giovani, gli “Ambasciatori della Rinascita”, narratori eccezionali di una terra che vuole vincere Gomorra, scoprendo il bello ma anche il brutto, le vittorie e le sconfitte, testimoni di una comunità coraggiosa decisa ad affermare il primato della luce sull’ombra. Da segnalare che la presenza dell’impalcatura all’esterno vuol essere l’evidente contributo alla riflessione sul senso dell’architettura di camorra: la pessima edilizia della speculazione post terremoto è stata una voce economica importante del territorio; adesso, coprendo, limitando, isolando l’architettura del disastro si vuole suggerire un’altra prospettiva sociologica. La stessa struttura, permanente, nei prossimi mesi sarà il telaio sul quale sarà apposta una copertura di pannelli di canapa intrecciata a mano, trait d’union con la tradizione manifatturiera e agricola del territorio.

 
 
 
Come da MIBACT, Redattore Renzo De Simone