Con un progetto senza precedenti, l’Unione Europea metterà a disposizione del Museo Egizio del Cairo le nostre eccellenze museali e archeologiche. Un’operazione congiunta che vede protagonista e capofila il Museo Egizio di Torino, affiancato dal Louvre, dal British Museum, dall’Ägyptisches Museum und Papyrussammlung di Berlino, dal Rijksmuseum van Oudheden di Leida, dal Bundesamt für Bauwesen und Raumordnung (BBR), dall’IFAO, Institut Français d’Archéologie Orientale e dall’ICA – Istituto Centrale per l’Archeologia.

Il progetto prevede un percorso di tre anni e un finanziamento di 3,1 milioni di euro con i quali tutte queste prestigiose realtà culturali assisteranno il Museo Egizio del Cairo nella creazione di nuove aree espositive e nel tracciare il proprio sviluppo e potenziamento futuro. Il progetto si propone inoltre di supportare la candidatura del suddetto museo come Patrimonio UNESCO.

Stando alle ultime notizie, il Transforming the Egyptian Museum of Cairo vedrà una prima fase che concentrerà tutte le sue forze sulla revisione delle gallerie d’ingresso, sulla redazione del masterplan museale e sulla rivisitazione delle sale destinate al corredo delle Tombe Reali di Tanis. Detto questo, l’obiettivo primario resterà comunque la creazione di una visione strategica dettagliata con interventi che aiutino la gestione e la conservazione delle collezioni, il coinvolgimento del pubblico, la programmazione e la comunicazione, la generazione del reddito e il modello di gestione.

In un’ intervista, il direttore del Museo Egizio, Christian Greco, ha spiegato che “si tratta di un progetto di alto valore scientifico e culturale, che offre alle principali collezioni egittologiche europee l’opportunità non soltanto di operare in un’ottica di piena collaborazione fra esse ma, soprattutto, di intervenire sul campo, fianco a fianco con i colleghi egiziani, in un processo di reciproco accrescimento che porterà grandi benefici alla nostra attività”.

“È per noi tutti un grande privilegio – prosegue il Direttore – poter intervenire su quello che per ogni egittologo rappresenta “la madre” di tutti i musei, la culla dell’egittologia, il museo in cui è possibile trovare le più importanti collezioni al mondo. Ora, dall’unione di questi prestigiosi musei europei, mettendo a fattor comune esperienza e conoscenza del proprio patrimonio materiale, prende forma quello che mi piace definire una sorta di museo egizio impossibile, frutto del bagaglio intangibile che ciascuno di noi porta con sé in questa operazione. Per la prima volta viene infatti messo in totale condivisione il “sapere” delle rispettive collezioni, in un dialogo finalizzato a consacrare il museo di Piazza Tahrir quale fulcro dell’egittologia mondiale”.

“Questa – conclude Greco – è la nostra grande sfida: svilupperemo un masterplan volto al ripensamento del sito nella sua totalità, al di là della sola componente espositiva, capace di reinterpretare il ruolo stesso del Museo Egizio del Cairo; in primis, all’interno della società e nella sua funzione educativa per i giovani egiziani, coinvolgendo le scuole e tutte le componenti sociali, promuovendone la comunicazione in Egitto e all’estero. Ma, soprattutto, nella strategia di ricerca, anche nell’ottica di ricollegare i magnifici monumenti ospitati al suo interno con il territorio, sviluppando un percorso di potenziamento della biblioteca nonché di digitalizzazione e studio degli archivi”.