Museo Egizio Torino

Agenda dei prossimi appuntamenti del Museo Egizio di Torino (24 agosto)

Agenda del Museo Egizio

Prossimi appuntamenti

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Tutti i venerdì di giugno, luglio e agosto, fino alle 22.30

APERTURE SPECIALI

#SpecialeEstate

Tutti i venerdì di giugno, luglio e agosto, il Museo Egizio sarà aperto fino alle 22.30, con biglietteria aperta fino a un'ora prima. Dalle 18.30, l’ingresso è a tariffa unica (5 euro).

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Dal 3 agosto all’1 settembre 2019, Mausoleo della Bela Rosin

(Strada Castello di Mirafiori, 148/7)

PapiroTour - Mostra itinerante

“Papiro Tour. L’antico Egitto in Biblioteca”

Fino a domenica 1 settembre 2019 la mostra itinerante legata all’iniziativa “PapiroTour. L’antico Egitto in Biblioteca” farà tappa al Mausoleo della Bela Rosin, nel quartiere di Mirafiori Sud (strada Castello di Mirafiori, 148/7).

La mostra è parte dell’iniziativa omonima, promossa dal Museo Egizio in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, in occasione del 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche. I cittadini possono avvicinarsi alla civiltà faraonica osservando una serie di pannelli divulgativi. Possono ammirare inoltre una replica del Libro dei Morti di Taysnakht realizzata su papiro nell’ambito di “Liberi di Imparare”, un progetto nato da una collaborazione del Museo Egizio con la Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino.

Fino al 30 marzo 2020, 12 biblioteche cittadine ospitano a turno la mostra.

Fino al 31 dicembre 2020, inoltre, gli iscritti alle Biblioteche Civiche Torinesi hanno diritto all’ingresso gratuito al Museo Egizio*.

* La promozione non è valida per i biglietti acquistati online, per i biglietti con prenotazione e per i gruppi superiori alle 10 persone.

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Venerdì 23 e 30 agosto 2019, ore 19:30

Attività didattica per adulti

Sulle tracce del passato (speciale adulti)

AAA Detective Cercansi!
Il Museo Egizio invita il suo pubblico adulto a partecipare ad una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo.
Venerdì 2, venerdì 9, venerdì 16, venerdì 23 e venerdì 30 agosto 2019, i visitatori

potranno sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia. Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all'interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende. A seguire i partecipanti, forniti di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere.
Grazie a tale dotazione i detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo!
Orario: 19:30
Durata: 90 minuti
Pubblico: adulti (edizione speciale!)
Prezzo: € 8 (biglietto d'ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E' possibile acquistare i biglietti online: 
https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio
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Venerdì 23 e 30 agosto 2019, ore 19.00

Visite speciali

Museo Egizio nascosto

Il percorso mette in luce le curiosità più interessanti relative alla fondazione del Museo. La descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti, che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia che il Museo custodisce.

Durata: 90 minuti

Pubblico: adulti

Prezzo: € 5,00 (biglietto d’ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

È possibile acquistare i biglietti anche online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-nascosto-132

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Sabato 24 e domenica 25 agosto 2019ore 11:30

Visita tematica

Formule magiche, storie e incantesimi sulle sponde del Nilo

Un percorso guidato inusuale propone ai giovani visitatori una scelta di oggetti della collezione, che offrano l'occasione di raccontare storie di maghi ultracentenari capaci di prodigi sorprendenti, come trasformare una tavoletta di cera in uno spietato coccodrillo, spalancare le acque di un lago oppure riportare magicamente in vita animali dal capo mozzato. Le famiglie hanno l’occasione di ascoltare storie e testimonianze materiali poco note, immersi nella millenaria e affascinante dimensione magica egizia.

Durata: 90 minuti
Pubblico: famiglie con bambini (bambini in età di Scuola Primaria)
Prezzo al pubblico: € 5,00 per adulti e bambini (biglietto d'ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E' possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

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Sabato 24 e domenica 25 agosto 2019, ore 10:10

Attività per famiglie

Il potere magico degli amuleti egizi

Lische conficcate in gola, morsi di serpenti e scorpioni, malattie e ogni sorta di sventura venivano scongiurati dagli abitanti dell'antica Valle del Nilo grazie al potere degli amuleti. Una visita guidata speciale svela ai partecipanti tutti gli espedienti magici di protezione, validi sia nella vita quotidiana sia nell'Aldilà. Simboli, oggetti curiosi e rituali: tutti, dal faraone al contadino, affidavano la propria incolumità alla segreta sapienza magica. Nel corso del laboratorio, sarà possibile personalizzare uno proprio amuleto, da conservare come magico alleato in ogni difficoltà.

Durata: 120 minuti

Pubblico: famiglie con bambini (bambini in età di Scuola Primaria)

Prezzo al pubblico: € 10,00 per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

E' possibile acquistare il biglietto online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-potere-magico-amuleti-egizi

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Giovedì 29 agosto, ore 15:40

Visita tematica

Divinità e regalità

Giovedì 29 agosto 2019, alle ore 15:40, non perdete la visita tematica "Divinità e regalità".
La visita conduce il pubblico alla scoperta della statuaria monumentale in ambito templare. All’interno della Galleria dei Re sono esposti esemplari di eccellenza, che raffigurano alcuni dei più noti faraoni del Nuovo Regno; l’occasione è proficua per imparare a identificare la figura del sovrano mediante i simboli di potere. Inoltre, la forma degli occhi, la sporgenza del mento, l’attaccatura di capelli e copricapo sono esaminati come elementi stilistici preziosi al fine della datazione. L’occasione è propizia per leggere insieme i nomi più celebri iscritti nei cartigli reali e condividere aneddoti meno noti sull'avventuroso viaggio, che le statue hanno affrontato per raggiungere Torino. Il percorso culmina con la visita al tempietto di Ellesiya: donato dal Governo Egiziano, in riconoscimento dell’aiuto italiano nel salvataggio dei templi nubiani, la struttura rappresenta l’ultimo apporto alle collezioni museali.
Orario: 15:40
Durata: 60 minuti
Pubblico: adulti
Prezzo: € 5 (biglietto d'ingresso escluso)
Le prenotazioni sono obbligatorie. Per prenotare chiamare 011 4406903 oppure mandare una email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

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Sabato 31 agosto e domenica 1 settembre, ore 10:10

Attività per famiglie

Fatto a mano: la tua ceramica egizia

AAA piccoli artigiani cercansi!

Sabato 31 agosto, alle ore 10:10, il Museo Egizio invita le famiglie a partecipare ad una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo: "Fatto a mano: la tua ceramica egizia".

Nel corso della visita i piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro degli artigiani dell'antico Egitto, oggi noto grazie alle indagini scientifiche e al lavoro di documentazione compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie, ma soprattutto dal suo spirito d'osservazione!

All'inizio della visita, tramite un precorso cronologico, i visitatori potranno scoprire gli utilizzi delle forme ceramiche nell'antico Egitto: pratiche, rituali, funerarie; dalle forme più semplici a quelle più particolari. Dopo, una visita alla mostra temporanea Archeologia Invisibile rivelerà ciò che l'occhio umano non può vedere! Infine, i visitatori si trasformeranno in artigiani: è il momento di sporcarsi

le mani e dare libero sfogo al proprio ego artistico! Mettersi nei panni di un artigiano è uno degli aspetti più intriganti per investigare tecniche sperimentate in antico!

Orario: 10:10
Durata: 120 minuti

Pubblico: famiglie con bambini (ragazzi tra i 5 e gli 11 anni)

Prezzo: GRATUITO (biglietto d'ingresso escluso)

Le prenotazioni sono obbligatorie. Per prenotare chiamare 011 4406903 oppure mandare una email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

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Sabato 31 agosto e domenica 1 settembre 2019, ore 10:30

Attività per famiglie

Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito

Lunedì 12 agosto 2019 alle ore 10.30, e sabato 31 agosto alle ore 11:30, torna l'attività per famiglie "Una fame da Oltretomba: menù per il corpo e per lo spirito".

Al Museo Egizio potrete scoprire le principali strategie di sopravvivenza adottate dagli antichi abitanti della Valle del Nilo mediante la coltivazione della terra e le attività di caccia, pesca e allevamento. Le esigenze nutrite nel corso della vita quotidiana per gli Egizi avrebbero dovuto essere soddisfatte anche dopo la morte, in un Aldilà popolato dalle anime dei defunti e dalle divinità. Con l'aiuto della guida, osservando curiosi reperti, cibo e ingredienti da cucina perfettamente conservati e alcune raffigurazioni sulle pareti delle tombe, si andrà alla scoperta delle abitudini alimentari degli egizi, imparando a distinguere gli "ingredienti" comuni dai prodotti più pregiati riservati alla "tavola" del faraone e degli dei.

Orari: lunedì 12 agosto ore 10:30, sabato 31 agosto ore 11:30

Durata: 90 minuti

Pubblico: bambini (6-11 anni) accompagnati dai genitori

Prezzo: € 5,00 per adulti e bambini (biglietto di ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E' possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio
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Venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, ore 10:10 e 14:40

Attività per famiglie

Gioca e impara con i LEGO sulle antiche sponde del Nilo

Da venerdì 6 a domenica 8 settembre torna l'attività per famiglie "Gioca e impara con i LEGO sulle antiche sponde del Nilo", realizzata in collaborazione con Bricks4Kidz. Dopo una visita alla scoperta della collezione, i bambini potranno costruire semplici e colorati modelli, alcuni dei quali motorizzati, che si ispirano al mondo animale, alle divinità e alla vita quotidiana dell'antico Egitto, utilizzando i mattoncini LEGO.

Durata: 150 minuti

Pubblico: famiglie con bambini 4-12 anni (verranno messi a disposizione modelli con difficoltà differenti, per rispondere alle diverse abilità manuali)

Costo: € 13,00 (biglietto d’ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected] L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

È possibile acquistare i biglietti anche online: https://www.ticketlandia.com/m/event/museo-egizio-gioca-e-impara-con-i-lego

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Sabato 7 e domenica 8 settembre 2019, ore 11:30

Attività per famiglie

Geroglifici: che emozione!

Grazie all’aiuto di un egittologo, ai giovani visitatori e ai loro accompagnatori che parteciperanno alla visita guidata verrà rivelato il funzionamento base dell’affascinante scrittura geroglifica. Un percorso intrigante capace di restituire vita ai messaggi trasmessi dagli antichi Egizi!

Durata: 90 minuti
Prezzo: € 5,00 per adulti e bambini (biglietto d’ingresso escluso)
Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00.
Telefono: 011 4406903 – mail: 
[email protected]

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Sabato 14 e domenica 15 settembre 2019, ore 11:30

Attività didattica

Caccia al reperto

AAA piccoli archeologi cercansi!

Sabato 14 e domenica 15 settembre 2019, alle ore 11:30, il Museo Egizio invita le famiglie a partecipare ad una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo: "Caccia al reperto!"

Nel corso della visita i piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine e documentazione compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie, ma soprattutto dal suo spirito d'osservazione!

Dopo una visita alla mostra temporanea Archeologia Invisibile, dove riveleremo ciò che l'occhio umano non può vedere, la visita si sposterà sui restanti piani del museo, approfondendo diverse tematiche: quali erano le pratiche funerarie nell'antico Egitto? Come si viveva nel villaggio degli operai di Deir el-Medina?

Nel corso della visita verrà messo alla prova lo spirito d'osservazione dei piccoli archeologi che partiranno per una vera e propria caccia alla ricerca di reperti speciali! Una volta trovati, come ogni buon archeologo, dovranno compilare la scheda reperto.

Documentare i reperti è uno degli aspetti fondamentali del mestiere dell’archeologo!

Orario: 11:30

Durata: 90 minuti

Pubblico: famiglie con bambini (ragazzi tra i 5 e gli 11 anni)

Prezzo: € 6 (biglietto d'ingresso escluso)

Le prenotazioni sono obbligatorie. Per prenotare chiamare 011 4406903 oppure mandare una email: [email protected] (fornendo i seguenti dati: nominativo, un recapito telefonico, età dei partecipanti).

L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E' possibile acquistare i biglietti online:https://www.ticketlandia.com/m/museo-egizio

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Martedì 17 settembre, ore 18:30

Visite speciali

Passeggiata del Direttore

Martedì 17 settembre 2019, alle ore 18.30, nuovo appuntamento con le Passeggiate del Direttore, percorsi museali guidati dal Direttore del Museo Egizio, Christian Greco, che propongono ogni volta un differente approfondimento tematico.

Durata: 90 minuti

Biglietto d'ingresso: € 28,00 a persona (per i possessori della carta Abbonamento Musei, € 26,00 a persona).

La prenotazione è obbligatoria: 011 4406903 - [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00.

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Sabato 21 e domenica 22 settembre, ore 12

Attività per famiglie

Papiri: occhio ai falsi dettagli!

Il Museo Egizio sperimenta nuove attività per famiglie legate alla mostra temporanea Archeologia Invisibile e cerca visitatori, grandi e piccini, disposti a testare le novità.

Sabato 21 e domenica 22 settembre 2019 partecipa al laboratorio sperimentale: "Papiri: occhio ai falsi dettagli!".

Osservazione è la parola d'ordine ed è per questo che ci rivolgiamo al restauratore che è in voi!

Come si sviluppa il laboratorio?

  1. Una visita al Piano Ipogeo e al 1° Piano museale alla scoperta dei papiri: dalla creazione di un foglio di papiro fino alle formule dei Libri dei Morti;
  2. Approfondimenti e filmati dedicati al restauro dei papiri nell'ambito della Mostra Archeologia Invisibile (3° piano);
  3. Trasferimento all'interno della sala didattica, per sperimentare il lavoro di un restauratore: osservare, individuare i frammenti estranei e ricomporre i papiri originali;
  4. Confronto sull'esperienza e valutazione dei risultati.

Mettersi nei panni di un restauratore è fondamentale per scoprire i segreti di antichi reperti!

Durata complessiva: 90 minuti

Pubblico: famiglie con bambini (bambini in età da scuola primaria)

Prezzo al pubblico: GRATUITO (biglietto d'ingresso al Museo escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – mail: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E’ possibile prenotarsi entro e non oltre sabato 21 settembre ore 10:00.

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Sabato 28 e domenica 29 settembre, ore 10:10

Attività per famiglie

Sulle tracce del passato

AAA piccoli detective Cercansi!

Il Museo Egizio invita le famiglie a partecipare ad una nuova attività didattica, da vivere in museo in modo piacevole e costruttivo.

Da martedì 13 a domenica 18 agosto 2019, i piccoli visitatori potranno farsi accompagnare dai loro genitori per sperimentare il lavoro d’indagine compiuto da un archeologo, aiutato dalle moderne tecnologie. In questo modo, utilizzando speciali programmi informatici, sarà possibile vedere come “dal vivo” lo scavo archeologico nel deserto egiziano mediante l’uso della fotogrammetria e della riproduzione in 3D degli oggetti emersi dalla sabbia.

Attraverso i potenti mezzi della tecnologia sarà possibile “sbirciare” dentro un vaso antico ancora sigillato, così come all'interno di un corpo imbalsamato senza spostare di una virgola le sue bende.

A seguire le famiglie, fornite di una torcia UV, potranno collaborare alla ricerca di errori, correzioni, mutilazioni antiche e restauri più recenti che l’occhio umano non è in grado di vedere.

Le scoperte effettuate in museo saranno annotate sul proprio quaderno che ciascuno potrà personalizzare segretamente mediante una penna magica. Grazie a tale dotazione piccoli e grandi detective potranno dare continuità alle indagini iniziate in museo!

Durata: 120 minuti

Pubblico: famiglie con bambini (ragazzi tra i 5 e gli 11 anni)

Prezzo: € 12 (biglietto d'ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: 011 4406903 – email: [email protected]. L'Ufficio Informazioni e Prenotazioni è aperto dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 19:00; il sabato, dalle 9:00 alle 13:00. E' possibile acquistare i biglietti online: https://www.ticketlandia.com/m/event/visita-museo-egizio-sulle-tracce-del-passato

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Fino al 6 gennaio 2020

Mostra temporanea

Archeologia Invisibile

Tecnologia e archeologia si incontrano al Museo Egizio per dare vita alla mostra temporanea “Archeologia Invisibile”. Il pubblico è condotto lungo un percorso che invita a vedere oltre il visibile, guardando all’interno degli oggetti del patrimonio egittologico del Museo grazie all’apporto di strumenti d’indagine e analisi scientifica che ne svelano volti inattesi.

Le tre sezioni in cui si articola “Archeologia Invisibile” - dedicate, nell’ordine, alla fase di scavo, alle analisi diagnostiche, a restauro e conservazione - propongono dimostrazioni concrete delle differenti aree di applicazione di questo connubio fra l’egittologia e le nuove tecnologie, a cui peraltro l’allestimento stesso ricorre, caratterizzandosi con installazioni multimediali e spazi d’interazione digitale per un’esperienza di visita immersiva. Il pubblico, ad esempio, viene così invitato ad addentrarsi nei luoghi di ritrovamento dei reperti, non solo avvalendosi della documentazione fotografica delle diverse fasi dello scavo, bensì con una vera e propria ricostruzione virtuale del sito di indagine che ne riporta fedelmente tutte le caratteristiche geomorfologiche, la disposizione originaria dei reperti, le aree d’intervento ecc. Analogamente, grazie all’elaborazione dei risultati degli esami radiografici e tomografici, la tecnologia rende possibile assistere allo “sbendaggio” delle mummie, invitando i visitatori a osservare da vicino ciò che è precluso alla vista, come i gioielli di raffinata fattura indossati nel viaggio verso l’aldilà, oggi replicabili grazie alla modellazione 3D.

 

Museo Egizio Torino
Il Museo Egizio di Torino. Foto di Giuliana Dea

Testo dall'Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino


L'Italia dopo la Ricostruzione, deve ricostruirsi!

Una delle domande che spesso venivano e, tutt’ora, vengono fatte ai nonni o ai genitori da parte di nipoti o figli è: come si viveva, in Italia, dopo la guerra? Come vi divertivate? Cosa facevate? Ci sono somiglianze con la nostra epoca?

Sono domande lecite, poste con quel pizzico di curiosità che anima i più piccoli alla ricerca di una identità o, almeno, desiderosi di capire la storia del nostro paese.

Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del Corriere della Sera, ha dedicato un libro alla tematica relativa alla Ricostruzione dell’Italia nel periodo post-bellico: Giuro che non avrò più fame (edito da Mondadori nel 2018). Un libro che, attraverso una scrittura lineare e concisa, racconta, con la tipicità della narrazione giornalistica, le sofferenze, i sacrifici e i divertimenti di chi, come nonni e genitori, hanno dovuto sopportare la fame, hanno combattuto per ridare all’Italia quella dignità lacerata e che hanno rischiato, anche, nell’investire in industrie che, ancora oggi, rappresentano i capisaldi dell’economia italiana.

Oggi, spesso, ci si lamenta di un cellulare retrogrado, di una linea internet poco veloce o di come ci si debba comportare e presentare sui diversi social, quasi fossimo alla ricerca di una perfezione che non esiste, non è esistita e non esisterà mai. Molti italiani restano inermi; il lavoro rappresenta un bene di prima qualità, ma, spesso, è denigrato. Molti ‘lavoretti’ non sono in linea con le nuove leve che pretendono la ‘pappa pronta’ e tanto, ma tanto riposo…

Milano, foto di anonimo, da SkyScraperCity - Milano Sparita, Pubblico Dominio

Questi discorsi, però, sono la diretta conseguenza di una mancata ricerca del passato italiano, quel passato recente che ha visto come protagonisti i nostri nonni e genitori. I giovani di un tempo, come racconta Cazzullo, non avevano tempo per lamentarsi, dovevano rimboccarsi le maniche e ricostruire l’Italia per le generazioni future. Se oggi il modus vivendi è sulla soglia della sufficienza e, alcune volte, la supera, lo si deve a chi, dal 1948 in poi, è sceso in campo per garantire quella libertà che per noi è un dato acquisito, per loro era un miraggio da rendere reale.

In ben dodici capitoli, Cazzullo esamina la situazione italiana post-bellica, prendendo in considerazione diverse tematiche: la politica, il cinema, gli imprenditori, lo sport. È esemplare come, il giornalista, spesso faccia un confronto tra gli anni post-bellici e i giorni nostri. È chiaro che i giovani del XXI secolo devono ritenersi fortunati o, almeno, devono riconoscere che la loro libertà è frutto di una lunga e dura conquista di chi, tra volontari e lavoratori d’ogni genere, ha dedicato la propria vita per instaurare quel diritto, sacro e inviolabile, insito nel concetto di democrazia.

Nel primissimo capitolo, Cazzullo si lascia ad una riflessione che suona icastica e che, spesso, non viene presa in considerazione da chi, nel continuo lamento, ritiene di vivere una vita di stenti «Avevamo 16 milioni di mine inesplose nei campi. Oggi abbiamo in tasca 65 milioni di telefonini, più di uno a testa, record mondiale. Solo un italiano su 50 possedeva un’automobile. Oggi sono 37 milioni, oltre uno su due. Tre famiglie su quattro non avevano il bagno in casa; per lavarsi dovevano uscire in cortile o sul balcone. L’Italia non esportava tecnologia, ma braccia: minatori in cambio di carbone». Questo confronto mette in mostra un differente modus vivendi che a noi risulta, ormai, quasi estraneo. Oggi l’Italia esporta menti e beni primari; gli italiani, oggi, piuttosto che scendere in piazza, si lamentano o, nel peggiore dei casi, fanno gran baccano sui social: la vita virtuale predomina su quella reale, si viaggia agli antipodi dei nostri antenati.

La politica italiana, dopo il 1945, doveva fare i conti con l’instaurazione del miglior governo possibile che garantisse stabilità e libertà ad un popolo in agonia: l’ombra del fascismo era ancora forte. La DC (Democrazia Cristiana) alle elezioni del 18 aprile 1948 vince sul Fronte Popolare, dopo una guerra politica combattuta con giornaletti, preghiere e persuasioni varie. Il partito di Alcide De Gasperi è al comando. Una nuova Italia sta crescendo.

La politica, o meglio, la guerra politica è solo uno degli ingredienti dell’Italia post-bellica. Oggi, a Natale, i regali che vanno per la maggiore sono: cellulari, viaggi, beni di lusso…ma i nostri nonni, invece, avevano regali? Certo, mandarini, fichi secchi, ceci e legumi vari: questi erano i regali. L’imperativo era far nutrire gli italiani. Lo stesso Cazzullo spiega che la tipologia di questi regali e l’ossessione per il cibo era dovuta alla volontà dei genitori di non far rivivere gli stessi stenti che loro stessi avevano vissuto durante il periodo bellico.

Si tornava a lavorare la terra; gli italiani, come dice Cazzullo, erano i ‘cinesi’ odierni: tanto lavoro e poco riposo.

Negli anni bellici e post-bellici si registrano una serie di personalità che hanno offerto all’Italia la possibilità di riscattarsi: Vittorio Valletta, Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Luigi Einaudi, Lina Merlin.

Valletta è il precursore di Marchionne, è stato colui che ha portato in alto il nome della Fiat, lo stesso Cazzullo scrive «L’idea di Valletta è semplice: fare dell’Italia un Paese industriale, e della Fiat la prima industria d’Italia». Olivetti è, giustamente, definito da Cazzullo: lo Steve Jobs degli italiani. Il sogno di Olivetti è stato quello di «[…] dare all’Italia una cultura industriale moderna. Un progetto in cui far confluire cristianità e umanesimo, le scienze sociali e l’arte, la tecnologia e la bellezza». È stato l’ideatore della famosissima Lettera 22 con la quale miriadi di italiani hanno scritto libri, pensieri, tesi e lavori. Mattei è stato il pioniere dell’industria petrolifera italiana, fondando l’Eni nel 1952; ha permesso all’Italia di mettersi alla pari di USA, Inghilterra, Olanda nella lavorazione del petrolio. È stato, anche, il fondatore del quotidiano Il Giorno. Einaudi è stato il secondo presidente della Repubblica Italiana. La sua politica ha previsto delle riforme dal punto di vista economico, come afferma Cazzullo «[…] è il vero artefice della Ricostruzione sul fronte dello Stato». Ed, infine, la Merlin colei che ha permesso alle donne quel riscatto di cui necessitavano. Durante la guerra e nell’immediato dopoguerra, le donne non avevano alcun diritto. La Merlin si è battuta, dura e coriacea, per chiudere le case chiuse: le donne non erano merce e non dovevano essere schiavizzate. Si deve a lei, anche, se nel 2016 si è giunti al divieto di licenziare le donne prima del matrimonio o del parto (disegno di legge avanzato dalla Merlin nel 1951).

A contorno di queste figure, si possono citare personalità quali: Achille Lauro, comandante e politico; amato dai napoletani perché egli stesso si prodigò per la sua terra «Sono un uomo che non ha rubato niente, che ha sempre lavorato, che ha dato ai poveri, e che prima di morire vorrebbe vedere felice questa bella e amatissima Napoli». Giuseppe Dossetti, vicesegretario della DC che, ritiratosi, si dedicò alla vita religiosa. Giuseppe Di Vittorio, strenuo difensore del Meridione, fondatore, insieme a Achille Grandi (DC) e Emilio Canevari (PSI), della CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) che vanta di essere, tutt’oggi, il più antico sindacato italiano. Guglielmo Giannini, fondatore del partito dell’Uomo Qualunque che ebbe vita effimera, osteggiato dalla Democrazia Cristiana e da Confindustria di Angelo Costa.

Come si è detto, però, dopo il 1948 gli italiani si divertivano e si dilettavano col cinema ed anche con lo sport. Ancora oggi riecheggiano le gesta del Grande Torino, cui è stato dedicato un film nel 2005 con Beppe Fiorello. Una squadra formidabile, artefice di cinque scudetti consecutivi; i componenti del Grande Toro furono i protagonisti della Nazionale che vinse per due competizioni consecutive i mondiali di calcio (1934-1938). La strage di Superga ancora oggi è ricordata ed ha lasciato una lacerazione incolmabile negli sportivi di un tempo e in quelli tutt’ora in attività; Indro Montanelli, nel tratteggiare la bellezza del suo sguardo sugli atleti Granata, dice «Gli eroi sono sempre stati immortali, agli occhi di chi in essi crede. E così crederanno, i ragazzi, che il Torino non è morto; è soltanto in trasferta».

Oggi il calcio è, giustamente, ritenuto sport nazionale. Negli anni bellici e nel dopoguerra era il ciclismo lo sport di massa. Chi può dimenticare Fausto Coppi e Gino Bartali? Due sportivi che hanno regalato all’Italia numerose vittorie nei diversi tour e che hanno divertito gli appassionati del settore nei loro ‘rispettosi’ duelli su due ruote.

Anche il cinema poteva vantare personalità di spicco: Totò, Macario, Alberto Sordi, Anna Magnani, Renato Rascel…e registi del calibro di Roberto Rossellini e Federico Fellini. Un cinema privo degli effetti scenici che si possono osservare oggi, ma ricco di quella semplicità che permetteva a chi, dopo una giornata di duro lavoro, voleva rilassarsi dinanzi alla TV (non tutti potevano permettersela!).

Aldo Cazzullo durante una conferenza su Beniamino Andreatta svoltasi a Trento. Foto di Filippo Caranti, CC BY-SA 3.0

«Molti giovani non hanno fiducia nel loro Paese, e il loro Paese non ha fiducia in loro. L’Italia investe troppo poco nelle cose per cui è importante: la cultura, l’arte, la bellezza, lo spettacolo, la ricerca». Queste sono le parole di Aldo Cazzullo in uno dei capitoli del suo libro; oggi c’è un profondo scoraggiamento, gli italiani sembrano arrendevoli e chi non s’arrende fugge all’estero per realizzarsi, dimenticandosi di come, un tempo, i loro genitori o nonni reagirono dinanzi ad un’Italia distrutta dalla guerra. Questo dipende, anche, dalle troppe comodità cui si è avvezzi nell’era della tecnocrazia, Cazzullo afferma «Il tempo della rete è il tempo del narcisismo, della fatuità, dell’effimero: fashion blogger, inventori di videogame, scrittori di ministorie pubblicitarie per smartphone; start-up tutte uguali […] Tutto molto smart, cool, trendy. Nel frattempo però si sta perdendo il gusto del lavoro ben fatto, dei mestieri d’arte, del talento delle piccole cose […]». La tecnologia non va demonizzata, certo!, ma è necessario quell’est modus in rebus oraziano che cerchi, almeno, di spingere gli italiani a rimboccarsi le maniche e dare una svolta ad uno Stato in stallo: se le formidabili personalità del passato, genitori e nonni, sono riusciti a far riemergere un’Italia distrutta, vinta e indebolita, anche Noi, sulle orme dei nostri predecessori, siamo tenuti ad offrire un valido contributo affinché la crisi che sta piegando l’Italia da anni possa cessare e che l’Italia rialzi il capo una buona volta!

Aldo Cazzullo Ricostruzione Giuro che non avrò più fameBIBLIOGRAFIA:

Aldo Cazzullo, Giuro che non avrò più fame, Milano 2018.


Vatican Coffin Project

Vatican Coffin Project: Museo Egizio, Centro Conservazione e Restauro e partner protagonisti nello studio dei sarcofagi

Museo Egizio e Centro Conservazione e Restauro protagonisti nello studio dei sarcofagi: due giorni di confronto a Torino con i partner del progetto internazionale Vatican Coffin Project

Vatican Coffin Project
Photo credit: Museo Egizio, Torino

Una due giorni densa di confronti e approfondimenti scientifici quella che ieri e oggi ha visto convergere al Museo Egizio e al Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” alcuni fra i massimi esperti internazionali nello studio dei sarcofagi, protagonisti del periodico appuntamento di aggiornamento del Vatican Coffin Project, a cui entrambe le istituzioni culturali torinesi partecipano.

Si tratta di un progetto internazionale avviato nel 2008 dai Musei Vaticani, dedicato ad approfondire la conoscenza e affinare le tecniche diagnostiche, di conservazione e restauro dei sarcofagi lignei policromi del Terzo Periodo Intermedio (1076 a.C. - 722 a.C.), i cosiddetti “sarcofagi gialli”.

Un esempio delle potenzialità dell’attività di ricerca condotta in seno al Vatican Coffin Project è offerta dalla mostra “Archeologia Invisibile” in corso al Museo Egizio: proprio all’azione del gruppo di lavoro si deve la suggestiva sala che propone la riproduzione 3D del sarcofago dello scriba Butehamon, con la tecnologica proiezione in video mapping del suo stesso processo realizzativo e decorativo. Restaurato nell’ambito di questa iniziativa, il reperto rappresenta uno fra i più significativi oggetti esposti nella Galleria dei sarcofagi. Oggetto delle indagini sono infatti, tra gli altri, lo studio della tecnica costruttiva e pittorica dei sarcofagi, l’identificazione di eventuali atelier, le analisi diagnostiche sui reperti.

Photo credit: Museo Egizio, Torino

Alla serie di incontri delle due giornate torinesi sono intervenuti, oltre al direttore del Museo Egizio, Christian Greco e ai vertici del Centro Conservazione e Restauro, gli esperti degli altri partner del progetto: i Musei Vaticani - con la direttrice del reparto Antichità Egizie, Alessia Amenta - il Museo del Louvre, il Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France e il Rijksmuseum van Oudheden di Leiden.

“Si tratta di un progetto prezioso per il Museo Egizio, - spiega Christian Greco, direttore del Museo Egizio - che ho fortemente voluto portare all’interno delle nostre attività per il suo valore, tanto sotto l’aspetto scientifico e di ricerca quanto in termini museali. L’opportunità di lavorare fianco a fianco fra istituzioni scientifiche di tale rilievo internazionale rappresenta un’occasione di arricchimento reciproco, nonché il corretto approccio con cui ha il dovere di operare chiunque, come noi, abbia l’onore e l’onere di custodire parte del patrimonio culturale dell’umanità”

Grazie a questa importante collaborazione internazionale, negli anni, il Centro ha potuto approfondire un tema scientifico di altissimo rilievo e ha costituito un team di restauratori e tecnici scientifici specializzato nell’analisi e nell’intervento conservativo sulle antichità egizie. Siamo grati ai nostri partner di progetto – dice Elisa Rosso, segretario generale del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale” – perché solo attraverso il confronto e la condivisione si aprono le strade della ricerca e dell’innovazione, obiettivi primari per un centro di formazione e ricerca come il nostro”.

Il Vatican Coffin Project, nato nel 2008 sotto la direzione scientifica del Reparto Antichità Egizie dei Musei Vaticani, coinvolge da cinque anni il Museo Egizio e il Centro Conservazione e Restauro e ha portato a un’attività continuativa di analisi e di lavoro su numerosi reperti, alcuni dei quali sono allo studio e in restauro all’interno dei laboratori del Centro e in una nuova area dedicata e visibile al pubblico al secondo piano del Museo Egizio.

 

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa del Museo Egizio di Torino


inchiostri Egitto

Uno studio rivela la composizione degli inchiostri per tessuti nell’Antico Egitto

Uno studio internazionale, coordinato dal Centro NAST -  Centro interdipartimentale Nanoscienze e Nanotecnologie e Strumentazione dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, ha dimostrato l’utilizzo di inchiostri a base di ferro nell’Antico Egitto, fornendo così nuove informazioni e prospettive riguardo alla genesi degli inchiostri nelle antiche culture mediterranee.

inchiostri EgittoPubblicato su “Scientific Reports”, rivista open access del gruppo editoriale Nature, con il titolo “Egyptian metallic inks on textiles from the 15th century BCE unravelled by non-invasive techniques and chemometric analysis”, lo studio condotto su 19 tessuti dipinti, utilizzando tecniche non invasive, ha permesso di identificare la composizione chimica dell’inchiostro nero utilizzato su lino antico egiziano. 

I tessuti oggetto dello studio fanno parte del corredo funerario della tomba egizia dell’architetto Kha e della moglie Merit, datata XV secolo a.C., una delle più importanti scoperte archeologiche in Egitto condotta, nel 1906, nei pressi del villaggio di Deir el-Medina (Luxor) da Ernesto Schiaparelli (1856-1928), allora direttore del Museo Egizio. Il corredo funerario, ad eccezione di pochi oggetti, fu trasportato a Torino e rappresenta un ununicum in egittologia: si tratta, infatti, del corredo funerario non regale più ampio e completo mai ritrovato.

Poca attenzione era stata prestata finora alla natura e alla tecnologia degli inchiostri usati sui rituali e tessuti di uso quotidiano per l'Antico Egitto

Sebbene finora un grande sforzo di ricerca sia stato dedicato allo studio dei pigmenti e dei coloranti usati nell'antico Egitto per decorare le pareti e gli arredi delle sepolture, o per scrivere su papiro, poca attenzione è stata prestata alla natura e alla tecnologia degli inchiostri usati sui rituali e tessuti di uso quotidiano, che potrebbero aver favorito il trasferimento della tecnologia dell'inchiostro metallico su supporti di papiro e pergamino.

«Abbiamo osservato che gli inchiostri su questi tessuti hanno un aspetto brunastro e hanno corroso le fibre di lino nella maggior parte dei casi – racconta Giulia Festa, autrice dello studio e ricercatrice del Centro Fermi. Questa evidenza ci ha interessato e ne abbiamo quindi studiato la composizione tramite tecniche complementari». 

Un inchiostro metallico a base di ferro, quindi, che potrebbe essere definito un antenato dell’inchiostro ferro-gallico, la cui introduzione è comunemente attribuita al III secolo a.C., come spiega Roberto Senesi del Centro NAST Roma “Tor Vergata”.

 La ricerca dimostra che per produrre un liquido di scrittura nero/marrone non solo sono stati utilizzati i sali di ferro, probabilmente in combinazione con i tannini (ancora da accertare), ma è stata aggiunta anche l'ocra, ottenendo coloranti neri simili a quelli che venivano impiegati dagli indiani Navajo all'inizio del XX secolo. «I nostri risultati – continua Giulia Festa - suggeriscono che gli antichi egizi usavano un tipo di miscela simile già 3.400 anni fa. Perché questa miscela è stata impiegata non è noto; probabilmente, il motivo è legato alla resistenza di questi inchiostri al lavaggio, a differenza del nero carbone. Ma per rispondere a questa, e ad altre domande, con certezza, come la presenza o meno di tannini, sono necessari ulteriori lavori sperimentali per valutare la composizione e la provenienza dei composti di ferro e l’analisi degli inchiostri neri sugli altri oggetti inscritti, provenienti dalla tomba di Kha, come ceramiche, papiri e legno».

Lo studio è parte del progetto di ricerca ARKHA (ARchaeology of the invisible: unveiling the grave-goods of KHA) nell’ambito della convenzione tra l’Università di Roma “Tor Vergata”, il Museo Egizio Torino, il Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino e l’Università di Milano Bicocca.

inchiostri EgittoLeggi l’articolo pubblicato su Scientific Reports “Egyptian metallic inks on textiles from the 15th century BCE unravelled by non-invasive techniques and chemometric analysis”, Nature, 13 Maggio 2019

Immagini dall' Ufficio Stampa di Ateneo Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".


Tempio di Ellesiya

Vi raccontiamo il cantiere didattico del tempio di Ellesiya al Museo Egizio di Torino

Il Museo Egizio di Torino conserva al suo interno importantissimi reperti archeologici e tra i ritrovamenti più importanti riproposti, possiamo facilmente citare la tomba intatta dell'architetto Kha e della moglie Merit, con il suo impressionante corredo di mobili, tessuti, vasellame, cibarie e oggetti della vita quotidiana. Forse ben pochi sono a conoscenza del fatto che – nel cosiddetto Piano 0 – sia conservato un ulteriore tesoro che va ad arricchire il Museo, una piccola perla archeologica salvata dalle acque del Lago Nasser che la avrebbero sommersa per sempre: stiamo parlando del tempio rupestre di Ellesiya, fatto costruire da Thutmosis III e ora ricostruito interamente nelle sale del museo.

Tempio di Ellesiya
Tempio di Ellesiya

Il tempio, completamente scavato nella roccia nubiana, fu fatto costruire dal faraone nel XV secolo a.C. e fu consacrato nel 1454 a.C. Si trovava nell'area dove sorge il villaggio di Ellesiya, tra la prima e la seconda cataratta del fiume Nilo, a circa 225 chilometri a sud di Assuan. Si tratta di un tempio a pianta a T rovesciata, come quasi tutti i templi rupestri dell'epoca.

Nel 1965 il Museo Egizio si accollò il monumentale lavoro di salvataggio del tempio che rischiava di essere sommerso – come già accennato – dalle acque del Lago Nasser, una volta che si fosse conclusa la di diga di Assuan. L'Egitto donò quattro dei templi salvati ai paesi che risposero alla richiesta di aiuto in maniera significativa: Dendur agli Stati Uniti (che si trova attualmente nel Metropolitan Museum di New York), Ellesiya all´Italia, Taffa ai Paesi Bassi (conservato nel Rijksmuseum van Oudheden di Leida) e Debod alla Spagna (a Madrid).

Tempio di Ellesija. Arenaria. Nuovo Regno Regno di Tutmosi III (1458-1425). Dono dal governo egiziano all’Italia (1966)
Tempio di Ellesija. Arenaria. Nuovo Regno Regno di Tutmosi III (1458-1425). Dono dal governo egiziano all’Italia (1966)

Il 22 di Aprile del 1965, l’Ambasciatore italiano al Cairo sottoscriveva l’accordo definitivo con il Governo Egiziano. I lavori di sezionamento, in sessantasei blocchi, delle pareti in arenaria del monumento, vennero affidati alle maestranze egiziane, sotto la direzione del Service des Antiquités de l’Égypte. Il salvataggio e la ricostruzione del santuario all’interno del museo furono principalmente opera del Direttore del Museo Egizio di Torino Silvio Curto, che ne diresse i delicati lavori con maestria e precisione. Il tempio venne ufficialmente inaugurato e aperto al pubblico il 4 settembre 1970.

Dal 20 maggio al 7 giugno 2019 il Museo Egizio di Torino, in collaborazione con l'Università di Torino e con il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale", ha allestito un cantiere didattico sul tempio di Ellesiya per gli studenti del Corso di Laurea in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali.

Tempio di Ellesiya
Tempio di Ellesiya

Lo scopo di questo progetto, delle sue attività di studio e di documentazione, era quello di definire future campagne diagnostiche ed eventuali progetti per l'intervento conservativo dell'opera in questione.

Di seguito, l'intervista alla referente del progetto per il Museo Egizio, Sara Aicardi, e ai curatori dello stesso.

Come si son svolte in particolare queste attività?

Nello specifico l’intervento è stato di spolveratura del fronte e dell'interno del tempio, durante il quale sono stati rimossi sostanzialmente i depositi incoerenti presenti sulla superficie tramite pennelli e aspiratori.
Successivamente è stata eseguita una attenta mappatura grafica e fotografica delle differenti fasi della tecnica esecutiva, dell'attuale stato di conservazione e degli interventi di restauro passati eseguiti principalmente durante il riassemblaggio del monumento all’inizio degli anni '70.

A tale proposito è stato possibile identificare differenti tipi di malte e di prodotti sintetici utilizzati come materiali di consolidamento o di incollaggio, che saranno soggetti in futuro ad ulteriori analisi di approfondimento per determinarne l’esatta natura chimica e valutarne eventualmente la rimozione a favore di materiali attualmente più idonei e non degradati.

Cosa ha concretamente costiuito oggetto di studio da parte dei ragazzi?

Lo studio dei ragazzi si è concentrato principalmente, appunto, nella mappatura dello stato di conservazione del Tempio, attraverso anche uno studio delle superfici tramite Fluorescenza UV e, da un punto di vista pratico, alla spolveratura delle superfici interne e esterne del monumento.

Dal mio punto di vista per gli studenti è stato interessante approcciarsi ad un reperto complesso come può essere un monumento di quelle dimensioni ricostruito all’interno di una struttura museale, una situazione non così comune da ritrovare, soprattutto durante un percorso formativo.

Di quali interventi ha bisogno il tempio e in che condizioni si trova?

Il Tempio si trova sostanzialmente in un buono stato di conservazione. Necessita sicuramente di una manutenzione e un monitoraggio costanti, soprattutto a causa dell’elevato depositarsi di depositi coerenti e incoerenti, derivato sostanzialmente dall’elevato numero di visitatori che il Museo ospita ogni giorno.

Questo progetto è stato molto interessante perché ci ha permesso di avviare un lavoro di studio e analisi del monumento nella sua interezza.

A questa prima fase sicuramente ne seguiranno altre come la mappatura di tutte le superfici tramite analisi multispettrali, l’identificazione delle differenti malte presenti e dei prodotti utilizzati nelle differenti integrazioni delle superfici.
Parallelamente si sta portando avanti uno studio strutturale del Tempio nella sua interezza (oltre la parte frontale anche di tutta quella retrostante) che ci permetta a capire e monitorare nel tempo il sistema di assemblaggio dei vari blocchi.
Sappiamo che il tempio fu fatto realizzare dal faraone Thutmosis III intorno al 1450 a.C. e che fu scavato direttamente nella roccia nella lontana Nubia (l'attuale Sudan).

Ci parli del tempio: a chi era dedicato e perché?
Che importanza aveva?

Nel 51° anno di regno (1454 a.C.), il faraone Thutmosis III fece scavare nella montagna dell’altipiano arabico, sulla riva destra del Nilo, un piccolo tempio dedicato al dio Horus di Maiam-Aniba e alla sua consorte Satet, raffigurati sul fondo della cella insieme al faraone. La presenza di edifici di culto dedicati a divinità egiziane, al di fuori del territorio egiziano, rientrava nell’ambito di una politica mirante a integrare la popolazione locale con quella egiziana, politica già inaugurata dai faraoni precedenti. È assai probabile che in quest’area esistesse già un centro abitato di una certa importanza dotato di edifici di culto, sebbene di questi non sia rimasta memoria.

Nel 1966 il tempio fu donato all’Italia in segno di gratitudine da parte della Repubblica Araba d’Egitto per l’aiuto ricevuto durante la campagna di salvataggio dei monumenti nubiani che, con la costruzione della diga di Assuan, rischiavano di rimanere sommersi dalle acque del lago Nasser.

Vi è qualche aneddoto interessante legato alla spedizione del tempio, al suo trasporto e alla sua successiva ricostruzione nelle sale del Museo?

Quale riconoscimento per l’opera prestata al salvataggio dei templi di Abu Simbel, il governo egiziano aveva destinato al nostro Paese il tempietto rupestre di Ellesiya, altrimenti destinato ad essere sommerso dalle acque del nascente lago. Purtroppo, la complessa opera burocratica e il reperimento dei fondi necessari per il salvamento, a carico dell’Italia, aveva provocato un tardivo intervento sul sito, ulteriormente complicato dall’innalzamento delle acque del nuovo lago che lo stava per sommergere. Fu necessario realizzare degli argini artificiali per allontanare l’acqua e consentire il completamento dei lavori.
I 66 blocchi raggiunsero Torino e il cortile del Museo nell’aprile del 1967, dove rimasero per più di un anno in attesa di reperire le necessarie competenze e i fondi per una ricostruzione rispettosa dell’originale all’interno del Museo.

Foto: Courtesy of Museo Egizio di Torino


Credit: Museum Director of Museo Egizio, Christian Greco; Chief Executive Officer, Art Museum of Estonia, Sirje Helme; Director of Kumu Art Museum, Kadi Polli; Museum Director of Amos Rex, Kai Kartio; Photo: Stella Ojala / Amos Rex

Il Museo Egizio porta l’antico Egitto in Nord Europa

Museo Egizio, il museo Amos Rex e l’Art Museum of Estonia annunciano una collaborazione unica. È stata infatti formalizzata in questi giorni un’intesa tra i tre enti che permetterà, a ottobre 2020, di inaugurare una mostra inedita dal titolo Egypt of Glory, costruita a partire dalle collezioni del Museo Egizio e che sarà suddivisa in due sedi: il museo Amos Rex di Helsinki e il Kumu Art Museum di Tallinn, sede principale dell’Art Museum of Estonia.

Egypt of Glory è un progetto straordinario che, con oltre 500 pezzi della collezione del Museo Egizio distribuiti in due location, permetterà di narrare la storia della civiltà egizia dalle sue origini al periodo Tolemaico. I temi del tempo e dell’arte costituiranno il fil rouge che accompagnerà i visitatori nella scoperta dell’Egitto del primo millennio” dichiara Christian Greco, direttore del Museo Egizio.

Credit: Museum Director of Museo Egizio, Christian Greco; Chief Executive Officer, Art Museum of Estonia, Sirje Helme; Director of Kumu Art Museum, Kadi Polli; Museum Director of Amos Rex, Kai Kartio; Photo: Stella Ojala / Amos Rex
Credit: Museum Director of Museo Egizio, Christian Greco; Chief Executive Officer, Art Museum of Estonia, Sirje Helme; Director of Kumu Art Museum, Kadi Polli; Museum Director of Amos Rex, Kai Kartio; Photo: Stella Ojala / Amos Rex

“All’Amos Rex e al Kumu Art Museum il nostro obiettivo è esporre, insieme, arte antica e contemporanea. Pensiamo infatti che conoscere il passato ci aiuti ad affrontare il futuro. Con questa esposizione sarà inoltre interessante vedere quale valore aggiunto le tecnologie più avanzate possono portare all’interno un’esposizione sull’antico Egitto” spiega Kai Karto, direttore del museo Amos Rex.

 “La mostra riguarderà uno degli aspetti più interessanti dell’arte e della religione dell’antico Egitto, ossia la maniera rigorosamente convenzionale e simbolica di rappresentare il mondo”, aggiunge Kadi Polli, direttore del Kumu Art Museum.

“Egypt of Glory” aprirà nelle due differenti sedi in due giorni consecutivi: al museo Amos Rex l’8 ottobre 2020 e al Kumu Art Museum il 9 ottobre.

 Date di apertura della mostra:

Amos Rex, Helsinki: 8 Ottobre 2020 – 17 Gennaio 2021

Kumu Art Museum, Tallinn: 9 Ottobre 2020 – 31 Gennaio 2021

Amos Rex è un museo d’arte dove passato, presente e futuro si incontrano. L’iconico Lasipalatsi (“palazzo di vetro”), edificio di architettura funzionalista, e i nuovi spazi espositivi che si trovano sotto la superficie della piazza si estendono su 10mila metri quadrati, dando ai visitatori la possibilità di vivere esperienze uniche sotto e sopra il livello del suolo, oltre che sullo schermo della sala cinematografica Bio Rex. Il programma di mostre dell’Amos Rex spazia dalle forme più recenti, e spesso sperimentali, dell’arte contemporanea, al Modernismo del 20° secolo, alle culture antiche.

 L’Art Museum of Estonia, che nel 2019 festeggia i 100 anni dalla fondazione, si sviluppa su più sedi museali: Kumu Art Museum, Kadriorg Art Museum, Mikkel Museum, Niguliste Museum e Adamson-Eric Museum. Il Kumu Art Museum è il principale museo a ospitare importanti mostre d’arte internazionali in Estonia.

 Il Museo Egizio – nato nel 1824 – è il più antico museo dedicato alla civiltà sviluppatasi sulle rive del Nilo e vanta la seconda collezione di antichità egizie del mondo nonché la più importante al di fuori dell’Egitto. Nei suoi quasi 200 anni di storia, il Museo si è più volte trasformato, rinnovato e ripensato, cercando di coniugare le esigenze della ricerca scientifica con quelle di fruizione del pubblico. Il percorso permanente ricostruisce la storia del Museo e delle collezioni, i contesti archeologici degli oggetti in mostra, ma anche la storia delle missioni, la loro organizzazione e il loro modo di operare.


Rinascimento Biella Sebastiano Ferraro

Il Rinascimento biellese presentato a Milano al Poldi Pezzoli

Rinascimento Biella Sebastiano FerreroGiovedì 30 maggio alle ore 18.00 al Museo Poldi Pezzoli (Via Manzoni, 12) si terrà un incontro con Mauro Natale ed Edoardo Rossetti con un’introduzione della direttrice Annalisa Zanni per presentare la mostra « Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli ».

Sebastiano Ferrero è stato una delle personalità più influenti del ducato di Savoia e dei territori lombardi durante gli anni dell’occupazione francese, dove fu nominato da Luigi XII Generale delle finanze (1499-1519).

L’autorevolezza e il potere raggiunti dal biellese Sebastiano Ferrero a Milano sono il frutto di una lunga carriera: formato alla raccolta delle imposte dal padre fin da giovane, costruì in pochi anni sia un’immensa ricchezza personale sia una fama di saggezza come consigliere, che lo portò alla testa della tesoreria del Ducato di Savoia per nove anni.

È il prestigio acquisito in quell’ufficio che determinò la chiamata da parte di Luigi XII. Sebastiano si rivelò cruciale consigliere, ma anche « banchiere » perchè prestò somme ingenti alla Corona e ad alti funzionari francesi.

Definito « figlio del merito e delle fortuna » dai suoi biografi ottocenteschi, mantenne costantemente saldi i suoi legami con Biella, sua città d’origine, dove portò l’innovazione rinascimentale con la costruzione della chiesa di San Sebastiano, lasciando una traccia perenne nella struttura stessa della città.

Biella – Torino – Milano: nel testamento Sebastiano lasciò una somma considerevole alla Chiesa della Beata Vergine Incoronata di Milano dove erano sepolti la moglie e due figli morti in battaglia, ma allo stesso tempo assegnò un lascito alla chiesa di sant’Agostino di Torino e a numerose chiese biellesi.

Consigliere maturo di giovanissimi regnanti, le sue case a Torino e a Milano erano di tale prestigio da accogliere, a Milano, Francesco I dopo la battaglia di Marignano (1515) e nello stesso anno Giuliano de Medici, a Torino, per il fidanzamento con Filiberta di Savoia.

In parallelo al legame con la casa di Francia, Sebastiano conduce una strategia di legame strettissimo con la Chiesa e la Santa Sede attraverso rapporti diretti con Giulio II, Alessandro VI e Leone X e l’ottenimento della porpora cardinalizia per i figli Giovanni Stefano e Bonifacio, che perpetueranno l’arricchimento della famiglia e la committenza di opere artistiche.

La riscoperta storica di questa figura consente di gettare nuova luce su alcune importanti iniziative milanesi.

La riproduzione della Vergine delle rocce di Leonardo; la decorazione del palazzo già Carmagnola-Dal Verme-Gallerani ad opera di Bramantino: il Ferrero acquistò nel 1509 il palazzo che il d’Amboise aveva avuto in dono dal re di Francia, già di proprietà del condottiero Francesco Carmagnola, poi del conte Pietro dal Verme suo nipote e poi donato da Ludovico il Moro alla favorita Cecilia Gallerani (la Dama con l'ermellino di Leonardo da Vinci), e al figlio di lei Cesare Sforza. Il Ferrero finì per abitare in un quartiere centrale avendo come vicini alcuni dei primi gentiluomini di Lombardia: l’edificio acquistato era il più prestigioso della Milano sforzesca (oggi il Piccolo Teatro Grassi di via Rovello e sede della CONSOB).

La mostra « Il Rinascimento a Biella. Sebastiano Ferrero e i suoi figli » mette in evidenza il ruolo particolare che ebbe in quegli anni la città di Biella (di cui era originario Ferrero), vero snodo artistico tra la Francia di Luigi XII e di Francesco I, il ducato di Savoia e Milano e pertanto aperta a influenze lombarde, sabaude e francesi.


Museo Egizio Torino

Al Museo Egizio il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali 2019

Al Museo Egizio il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali 2019

Il riconoscimento dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico di Milano conferito ieri (23 maggio, n.d.r.) nel capoluogo lombardo: a disposizione della Fondazione una borsa di studio del valore di 12 mila euro

Museo Egizio Torino
Museo Egizio di Torino. Foto di Gianni Careddu, CC BY-SA 4.0

Giunge da Milano un nuovo riconoscimento all’attività del Museo Egizio, che si è aggiudicato il Premio Gianluca Spina per l’Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali, promosso dall’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali del Politecnico meneghino e rivolto alle istituzioni culturali italiane che abbiano avviato progetti di innovazione digitale particolarmente significativi nei processi interni o nell’offerta al pubblico.

La proclamazione è stata effettuata ieri sera (23 maggio, n.d.r.) nel corso del convegno di presentazione dei risultati dell’Osservatorio organizzato nell’Aula Magna Carassa e Dadda del Campus Bovisa che ha riunito circa 400 operatori del settore, dinanzi ai quali i tre finalisti del Premio hanno illustrato i propri progetti. Una doppia giuria ha selezionato il vincitore: una di esperti/relatori e l’altra del pubblico in sala e a raccogliere i consensi di entrambe è stato il format della mostra attualmente in corso al Museo Egizio, Archeologia Invisibile, proposto con la relazione progettuale dal titolo “La digitalizzazione della dimensione tangibile e intangibile del patrimonio museale: Archeologia Invisibile”.

Alla Fondazione per le Antichità Egizie di Torino è stato attribuito il diritto a una borsa di studio del valore di 12 mila euro - messa a disposizione dall’Associazione Gianluca Spina - per la partecipazione al Master in Management dei Beni e delle Istituzioni Culturali del MIP, Politecnico di Milano Graduate School of Business (Edizione 2019-2021).

 

 

Testo dall'Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino


PapiroTour

PapiroTour approda a Milano, con la mostra e tanti appuntamenti

PapiroTour

in collaborazione con

Il PapiroTour approda nel quartiere Barriera di Milano, con la mostra temporanea e tanti appuntamenti sulla civiltà egizia

 

Da martedì 7 maggio a domenica 9 giugno 2019 la mostra itinerante legata all’iniziativa “Papiro Tour. L’antico Egitto in Biblioteca” farà tappa alla Biblioteca Civica Primo Levi (Via Leoncavallo 17, Torino).

Promosso in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, PapiroTour celebra il 150° anniversario dell’istituzione del Servizio Biblioteche. Con questo progetto inclusivo, il Museo Egizio intende rinforzare il legame con il territorio raggiungendo i quartieri più distanti dal centro, dove mese dopo mese è allestita nelle biblioteche un’area espositiva sul tema del papiro e della scrittura egizia e sono organizzate delle attività divulgative. Fino al 30 marzo 2020, in tutto 12 biblioteche cittadine ospiteranno a turno la mostra. Nel quadro della stessa iniziativa, inoltre, fino al 31 dicembre 2020 è riservata la gratuità di accesso al museo a tutti i possessori della tessera di una delle Biblioteche Civiche cittadine*.

PapiroTour
Libro dei Morti di Taysnakht, figlia di Taymes_Cyperus papyrus. Epoca Tolemaica (332-30 a.C.). Tebe_Collezione Drovetti (1824). C. 1833_Pesatura del cuore

Grazie alla mostra itinerante, i cittadini possono avvicinarsi alla civiltà faraonica osservando una serie di pannelli divulgativi e una grande replica, lunga circa due metri, del Libro dei Morti di Taysnakht realizzata dai detenuti della Casa Circondariale Lorusso-Cutugno di Torino nell’ambito del progetto “Liberi di Imparare”.

Dopo una prima tappa alla Falchera, alla Biblioteca Civica Don Lorenzo Milani, l’allestimento approda alla Biblioteca Civica Primo Levi, nella zona della Barriera di Milano.

In parallelo alla mostra, sono proposti nel quartiere degli appuntamenti gratuiti per adulti e bambini.

Alla Biblioteca Cascina Marchesa (Corso Vercelli, 141/7), il 14 maggio, alle ore 17 si terrà l’incontro “Gli ostraka figurati di Deir el-Medina” con Daniela Galazzo, curatrice del Museo Egizio.

Gli ostraka sono piccoli pezzi di ceramica o pietra, usati dagli antichi Egizi per scrivere e disegnare. Ritrovati nel villaggio degli operai di Deir el-Medina, sono una preziosa testimonianza dell’arte non ufficiale dell’antico Egitto.

Alla Biblioteca Civica Primo Levi, (Via Leoncavallo 17, Torino), è atteso per il 16 maggio alle ore 17.30 l’appuntamento “Alla scoperta dei geroglifici” con il paleontologo Gualtiero Accornero.

Il 23 maggio, alle ore 17, il curatore del Museo Egizio Paolo Marini presenterà l’incontro su “L’arte nell’Antico Egitto e il Rinascimento faraonico”. Un viaggio ideale “lungo migliaia di anni” porterà alla scoperta delle bellezze dell’arte Egizia fino all’epoca che va dal 722 al 332 a.C. In questo periodo, noto come Rinascimento faraonico, si recuperano modelli artistici del passato, così come secoli dopo fecero i fiorentini del XV secolo.

Per i ragazzi a partire da 8 anni, il 25 maggio è prevista alle ore 10.30 una “Caccia al tesoro del faraone”. I posti sono limitati; per iscriversi bisogna contattare la biblioteca (tel. 01101131262).

Il 6 giugno, infine, alle ore 17.30, si terrà l’appuntamento “Nel giardino del faraone. Piante e fiori dell’antico Egitto”, con il paleontologo Gualtiero Accornero.

La rete delle Biblioteche Civiche Torinesi conta 18 sedi e un Bibliobus itinerante, con tre punti presso la Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” e l’Istituto Penale per i Minorenni “Ferrante Aporti”.

Ai servizi di prestito e alla biblioteca digitale, si aggiungono ogni mese incontri, gruppi di lettura e altre attività.

Il Museo Egizio custodisce a Torino una collezione di oltre 36.000 reperti, di cui 3.300 esposti nelle sale museali a cui si aggiungono oltre 11.000 reperti nei depositi visitabili.

La straordinaria raccolta di statue, papiri, sarcofagi e oggetti di vita quotidiana consente al visitatore un viaggio nel tempo attraverso più di 4.000 anni di storia, arte, archeologia, alla scoperta di una delle più affascinanti civiltà del passato.

 

La promozione non è valida per i biglietti acquistati online, per i biglietti con prenotazione e per i gruppi superiori alle 10 persone.

 

 

 

LE TAPPE DELLA MOSTRA:

 

10 APRILE > 4 MAGGIO 2019

BIBLIOTECA CIVICA

DON LORENZO MILANI

 

7 MAGGIO > 9 GIUGNO 2019

BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI

 

12 GIUGNO > 29 GIUGNO 2019

BIBLIOTECA CIVICA CENTRALE

 

2 LUGLIO > 26 LUGLIO 2019

BIBLIOTECA CIVICA MUSICALE ANDREA DELLA CORTE

 

3 AGOSTO > 1 SETTEMBRE 2019

MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN

 

3 SETTEMBRE > 28 SETTEMBRE 2019

BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO

 

2 OTTOBRE > 26 OTTOBRE 2019

BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE

 

5 NOVEMBRE > 23 NOVEMBRE 2019

PUNTO DI SERVIZIO BIBLIOTECARIO I RAGAZZI E LE RAGAZZE DI UTØYA

 

27 NOVEMBRE 2019 > 4 GENNAIO 2020

BIBLIOTECA CIVICA

DIETRICH BONHOEFFER

 

10 GENNAIO > 31 GENNAIO 2020

BIBLIOTECA CIVICA NATALIA GINZBURG

 

5 FEBBRAIO > 29 FEBBRAIO 2020

BIBLIOTECA CIVICA RITA ATRIA

 

4 MARZO > 29 MARZO 2020

BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI

 

 

GLI APPUNTAMENTI SPECIALI CON I CURATORI DEL MUSEO EGIZIO:

 

Calendario completo su www.museoegizio.it  

 

BIBLIOTECA CIVICA DON LORENZO MILANI

Falchera | Viale dei Pioppi, 43

Martedì 16 aprile 2019 ore 15.30

Alessia Fassone

DEL PAPIRO NON SI BUTTA VIA NULLA: UN MATERIALE MULTIUSO

L’impiego più conosciuto del papiro è legato alla fabbricazione della carta, ma gli utilizzi di questa pianta sono molteplici e spaziano dalla vita quotidiana al corredo funerario.

 

BIBLIOTECA CIVICA CASCINA MARCHESA

Rebaudengo | Corso Vercelli, 141/7

Martedì 14 maggio 2019 ore 17.00

Daniela Galazzo

GLI OSTRAKA FIGURATI DI DEIR EL-MEDINA

Gli ostraka sono piccoli pezzi di ceramica o pietra, usati dagli antichi Egizi per scrivere e disegnare. Ritrovati nel villaggio degli operai di Deir el-Medina, sono una preziosa testimonianza dell’arte non ufficiale dell’antico Egitto.

 

BIBLIOTECA CIVICA PRIMO LEVI

Barriera di Milano | via Leoncavallo, 17

Giovedì 23 maggio 2019 ore 17.00

Paolo Marini

L’ARTE NELL’ANTICO EGITTO E IL RINASCIMENTO FARAONICO

Un viaggio “lungo migliaia di anni” porterà alla scoperta delle bellezze dell’arte egizia fino all’VIII secolo a.C.

In questo periodo, noto come Rinascimento faraonico, si recuperano modelli artistici del passato, così come secoli dopo fecero i fiorentini del XV secolo.

 

BIBLIOTECA CIVICA CENTRALE

Centro | Via della Cittadella, 5

Mercoledì 12 giugno 2019 ore 17.00

Enrico Ferraris

LA CASSETTA DI KHA

Un viaggio nel mondo dei colori e nelle tecniche pittoriche degli artigiani Egizi, oggi possibile grazie alle indagini scientifiche condotte sui reperti della collezione.

 

BIBLIOTECA CIVICA MUSICALE ANDREA DELLA CORTE

Parella | Corso Francia, 186

Martedì 16 luglio 2019 ore 17.00

Enrico Ferraris

IL LIBRO DEI MORTI DI MERIT

Oltre al Libro dei Morti di Kha, rinvenuto nella sua tomba nel 1906, esiste un secondo papiro funerario meno noto, attribuito alla moglie Merit e oggi conservato a Parigi.

 

MAUSOLEO DELLA BELA ROSIN

Mirafiori Sud | Strada Castello di Mirafiori, 148/7

Lunedì 5 agosto 2019 ore 20.30

Paolo Marini

LA MAGIA NEI TESTI FUNERARI DELL’ANTICO EGITTO: LA FORMULA PER VIVIFICARE GLI USHABTI

Nei Libri dei Morti del Nuovo Regno (1539 – 1077 a.C.) si trova la formula per “vivificare” gli ushabti. Queste statuette, raffiguranti il defunto, sono pronte a lavorare per lui nell’Aldilà.

 

BIBLIOTECA CIVICA ITALO CALVINO

Aurora | Lungo Dora Agrigento, 94

Mercoledì 25 settembre 2019 ore 17.30

Tommaso Montonati

PRIMA DEI LIBRI DEI MORTI: I TESTI DEI SARCOFAGI

Un incontro alla scoperta degli “antenati” del Libro dei Morti: 1.185 formule che supportavano i defunti nel viaggio nell’Aldilà, nel Medio Regno (1980 – 1700 a.C.).

 

BIBLIOTECA CIVICA CESARE PAVESE

Mirafiori Sud | Via Candiolo, 79

Martedì 8 ottobre 2019 ore 17.00

Federico Poole

ESISTE LA MALEDIZIONE DEL FARAONE?

Ha ispirato film, romanzi, articoli di giornale e inchieste… Ma esiste veramente la maledizione del faraone?

 

BIBLIOTECA CIVICA FRANCESCO COGNASSO

Lucento | Corso Cincinnato, 115

Giovedì 7 novembre 2019 ore 17.00

Divina Centore

FIORI E ALBERI SACRI NELL’ANTICO EGITTO: TRA SIMBOLISMO E MATERIALITÀ

L'interesse pratico e religioso degli Egizi per la flora si manifesta in molte delle evidenze materiali che ci sono pervenute: fiori, ghirlande e alberi assumono importanti significati simbolici.

 

PUNTO DI SERVIZIO BIBLIOTECARIO I RAGAZZI E LE RAGAZZE DI UTØYA

Campidoglio | Via Zumaglia, 39

Mercoledì 20 novembre 2019 ore 17.00

Federica Facchetti

GLI AMULETI

Indossato sia in vita che dopo la morte, un amuleto poteva allontanare o prevenire il male. Dal materiale e dalla forma dipendeva il suo potere magico: il Libro dei Morti ci spiega come usarli.

 

BIBLIOTECA CIVICA DIETRICH BONHOEFFER

Lingotto | Corso Corsica, 55

Martedì 3 dicembre 2019 ore 17.00

Susanne Töpfer

IL LIBRO DEI MORTI DI KHA

Scritto in geroglifici corsivi da uno scriba con una calligrafia nitida e precisa, e illustrato da vignette a colori di ottima qualità, il Libro dei Morti di Kha, è una preziosa testimonianza delle credenze religiose egizie.

 

BIBLIOTECA CIVICA NATALIA GINZBURG

San Salvario | Via Cesare Lombroso, 16

Mercoledì 22 gennaio 2020 ore 17.00

Paolo Del Vesco

I TESTI FUNERARI RIPRODOTTI SULLE PARETI DELLE TOMBE

Formule e preghiere per i defunti non furono scritte solo su papiro, ma anche sulle pareti delle tombe di faraoni e alti funzionari. Insieme leggeremo alcuni passi di questi testi millenari.

 

BIBLIOTECA CIVICA RITA ATRIA

Barca - Bertolla | Strada San Mauro, 26

Martedì 11 febbraio 2020 ore 17.00

Beppe Moiso

ELEMENTI ARCHITETTONICI SUI PAPIRI

I papiri non riproducono solo formule magiche ma anche elementi architettonici o sezioni di tombe: si tratta di documenti rarissimi e fondamentali per conoscere questa antica civiltà.

 

 

BIBLIOTECA CIVICA VILLA AMORETTI

Santa Rita | Corso Orbassano, 200

Giovedì 5 marzo 2020 ore 15.30

Alessia Fassone

GLI OSTRAKA ERANO SOLO LA BRUTTA COPIA DEI PAPIRI?

Certo che no! Anzi alcuni rivelano contenuti molto interessanti dal punto di vista sia storico che artistico nonostante la natura “riciclata” del materiale.

 

Testo e immagine da Ufficio stampa Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino


L’istantaneo e impulsivo rituale di Simone Mussat Sartor

Simone Mussat Sartor ci accompagna all’interno dei suoi tre progetti esposti dalla galleria Alberto Peola (Torino) al The Phair di Torino: Ss129, Cloud (2018) e Gambe (2011-in corso). I tre lavori riverberano in pieno lo spirito del fotografo che lui stesso pone tra virgolette. Lo strumento utilizzato è sempre un iPhone, che, di fatto, a centottant’anni dalla nascita della fotografia (complici in positivo anche le Polaroid) è ormai diventato il simbolo della fotografia istantanea e ‘a portata di tutti’.

La sua arte è istintiva, impulsiva, con scatti spesso in movimento. Le sequenze riprodotte si agganciano ad altre sequenze con ciclicità e continuità, il cui atto ripetuto per l’artista torinese classe 1972 porta a contrassegnare la fotografia come un rituale.

Fotografo solo con il telefono. Non sono un fotografo, non saprei neanche usarla una macchina fotografica; utilizzo uno strumento che ormai è fotografico a tutti gli effetti, con un’inquadratura più o meno simile perché non mi interessa l’ossessione del cavalletto.

Nel progetto Same Place Project (lo stesso luogo, nel quale confluiscono Ss129 e Cloud) utilizzo la fotografia come mezzo per comunicare un concetto, un mio punto di vista, ovvero quello di rimanere sullo stesso posto, che può essere una stessa piazza, una stessa strada o una stessa città e, attraverso lo strumento fotografico, mostrare come passa il tempo, come cambiano le situazioni e quello che succede: non sono io a muovermi ma ciò che sta attorno”.

Simone Mussat Sartor Same Place Project
Simone Mussat Sartor. Cloud (2018). Same Place Project. 25 fotografie, cm 108x133

 

 

Ss129: 90 cancelli in ripresi frontalmente dalla stessa statale, dietro ai quali si aprono strade sterrate, uniti in una ripetitività sempre diversa che permette di cogliere dettagli altrimenti non percepibili.

Ss129 è una statale sarda che unisce Nuoro a Oristano, nella quale io ho fotografato un centinaio di cancelli che hanno come sfondo il mare, le montagne, il cielo e svariati paesaggi perché mi interessa mostrare un aspetto non sempre così evidente; quello, ad esempio, di una strada statale lungo la quale lo sguardo di chi guida solitamente non percepisce un paesaggio differente”.

Simone Mussat Sartor Same Place Project
Simone Mussat Sartor. Cloud (2018). Same Place Project. 25 fotografie, cm 108x133

Cloud: Copenaghen, Louisiana Museum of Modern Art. L’opera è una “nuvola” nera di microfoni, riprodotta in 25 scatti fotografici, attorno alla quale si muovono solo i passi dei visitatori accompagnati dal variare della luce.

L’opera è di un’artista indiana; questo ammasso di microfoni l’ho trovato molto interessante come figura e mi sono fermato due ore a fare una serie di fotografie, come molte volte mi capita.

In questo caso l’opera, stando immobile, interagisce sia con il tempo ma anche con lo spazio e con le persone che si muovono attorno ad essa”.

Simone Mussat Sartor Same Place Project
Simone Mussat Sartor. Gambe (2011-on going). Fotografia, cm 26,5x26,5

Gambe: un’enciclopedia tutt’ora in continuo aggiornamento di gambe di donne in movimento riprese quasi sempre nell’atto di allungare il passo. Ritagli affiancati in formato quadrato che generano un senso di movimento e istantaneità a chi li osserva; quasi un’opera futurista. Dalla piccola cittadina Torinese al mondo intero.

Gambe è progetto iniziato per me da quando esiste l’iPhone, ovvero dal 2008. Ho iniziato come mi capita spesso per caso a fotografare gambe in giro per Torino, la città in cui vivo. Adesso ho 4000 scatti di archivio di gambe fotografate ovunque in ogni parte del mondo.

Trovo molto interessante l’aspetto ‘democratico’ delle gambe: non c’entra niente la bellezza tout court che noi conosciamo bene perché delle gambe che camminano sono sempre belle. Ed è questo il motore generatore che mi spinge a fare questa cosa, un po’ voyeuristica forse, ma alla fine il mio è un omaggio”.

Presso la Galleria Alberto Peola Arte Contemporanea (Via della Rocca 29, Torino – www.albertopeola.com) fino al 18 maggio è visitabile la mostra Memorie private di Simone Mussat Sartor, venti abbinamenti di tre istantanee che hanno come soggetti invariabili Zoe, Nina e Phoebe – 10, 17 e 7 anni, le figlie dell’autore. A cura di Marco Rainò.