Nella storia della cultura figurativa europea l’impressionante quantità e varietà dei disegni dei Tiepolo si staglia come un grandioso monumento della grafica settecentesca.

L’arte di Giambattista Tiepolo trova infatti il proprio geniale elemento fondante nel disegno, aspetto che lo vide esprimersi quale fecondissimo artefice e insieme cifra con la quale seppe organizzare e dirigere la produzione di una singolare bottega famigliare, guidando l’attività grafica dei figli Giandomenico e Lorenzo in quello che fu l’ultimo grande esempio di una secolare tradizione veneziana di atelier. Tale inesauribile vena narrativa, intesa per lo più come esercizio autonomo, si compone di un’estesa varietà di registri calibrati dall’artista in rapporto alle diverse funzionalità della sua produzione. In tal senso la gamma delle molteplici tipologie, tecniche e tematiche dà luogo a un ‘colore del disegnò. A questa peculiare angolazione del poliedrico mondo tiepolesco si è voluta dedicare la presente occasione che trova la propria ragione nella felice possibilità di riunire una scelta di opere provenienti da raccolte italiane rimaste poco conosciute al grande pubblico, con fogli sinora raramente se non mai  esposti.

Le quattro sezioni della mostra riuniscono quindi disegni e una scelta di acqueforti secondo nuclei tematici salienti, declinandole al contempo secondo la gamma delle loro modalità tecniche: dal progetto ai ‘pensieri’, dai ‘ricordi’ ai ‘divertimenti’ e alle repliche sempre originali di Giandomenico e Lorenzo, come esercizio emulativo dell’opera paterna. Ad essi si aggiunge una calibrata selezione di dipinti, con il compito di introdurre e in qualche modo rappresentare gli esiti pittorici di ciascuna tipologia grafica.

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Curatore/i

Giorgio Marini, vicedirettore del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, con i ricercatori veneziani Massimo Favilla e Ruggero Rugolo.
Per informazioni: il sito dei Musei Capitolini