31 Agosto – 1 Settembre 2015
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Già a partire dagli anni sessanta del secolo scorso, gli storici dell’arte sapevano che un’altra figura si nascondeva nel dipinto Un Vecchio in Costume Militare, di Rembrandt Harmenszoon van Rijn.
Oggi, grazie a due tecniche di imaging complementari (e all’analisi chimica), un nuovo studio è riuscito a rendere il secondo dipinto, quello nascosto. Il volto della figura sottostante è ricco di mercurio, indicativo dell’utilizzo di un colore vermiglio, mentre il mantello presenta rame, che però non consente di determinare il pigmento. È stato così possibile effettuare una ricostruzione digitale “falsa”, la più dettagliata fino ad oggi.
Il pittore era noto per il fatto di riutilizzare i propri lavori. I dipinti “nascosti”, sopra i quali sono intervenuti l’autore stesso o altri successivi, sono di grande interesse per gli studiosi, in quanto consentono di rivelare informazioni preziose sul modo di lavorare di un pittore o del suo laboratorio. Ovviamente queste informazioni si cerca oggi di ottenerle senza distruggere o disturbare ciò che è stato dipinto in superficie, ed è sempre più facile grazie a nuove tecniche e tecnologie.
La domanda principale ora rimane la seguente: perché Rembrandt avrebbe abbandonato l’opera iniziale, ruotando il pannello di 180°, e cominciando da capo? Secondo Yvonne Szafran, direttrice della sezione di conservazione dei dipinti del Getty Museum (dove è conservata l’opera), forse il pittore stava lavorando su qualcosa, ebbe un’idea migliore e proseguì verso quella. O forse, cominciò l’opera e la mise da parte per riprenderla in seguito.
Link: Applied Physics A – Springer; The J. Paul Getty Museum 1, 2; The Getty IrisThe History Blog; The Wall Street Journal; Gizmodo
An Old Man in Military Suit, olio su tavola, 1630-1631, dal J. Paul Getty Museum, Pubblico Dominio, via Wikipedia.

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