Contestata la prova del Cinmar a favore dell'Ipotesi Solutreana

27 Aprile 2015
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L'infinita discussione sul popolamento delle Americhe ritorna su di un capitolo molto dibattuto negli ultimi venti anni. La cosiddetta Ipotesi Solutreana nasce nel 1998 e propone che, durante l'Ultimo Massimo Glaciale (Last Glacial Maximum, LGM) europei della cultura Solutreana abbiano colonizzato l'America, attraversando i ghiacci dell'Atlantico che si estendevano allora dalla Francia al Nord America.
La discussione si gioca su molti piani: un nuovo studio, opera di ricercatori dell'Università del Missouri e del Museo di Storia Naturale di Cleveland, mette ora in evidenza le contraddizioni relative al ritrovamento di una bifacciale (contestuale a quello di ossa di mammuth datate al radiocarbonio a 22,760 ± 90 anni fa) effettuato più di quarant'anni fa dalla nave Cinmar. L'oggetto è stato spesso citato come prova a favore dell'Ipotesi Solutreana.
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Sopravvivenza o estinzione di antiche specie animali nel Kentucky

5 Marzo - 16 Aprile 2015
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Il sito di Big Bone Lick nel Kentucky potrebbe fornire informazioni circa l'estinzione, la sopravvivenza e l'evoluzione di alcune antiche specie, come mammuth e mastodonti. Nel luogo sono presenti resti animali per un periodo di tempo di oltre 25 mila anni, alcuni già disponibili nel 1700, altri da poco dissotterrati.
Mammuth e mastodonti sono due specie diverse, ma le prove a Big Bone Lick indicano la loro presenza contemporanea. Nel mirino degli studiosi ci sarebbe il cambiamento climatico e ambientale, eventi catastrofici cosmici, che avrebbero reso più difficile la sopravvivenza, e spinto verso specie più piccole, nonché le attività umane.Leggere di più


Una nuova datazione di cacciatori dell'ultima Era Glaciale in America

23 - 27 Marzo 2015
Presso Wally's Beach, in Canada, vi sono i resti di sette cavalli e di un cammello, e costituiscono le uniche prove di caccia e macellazione di questi animali  in tempi preistorici in America. Una nuova ricerca mostra che i frammenti delle ossa degli animali sarebbero da datarsi a 13300 anni fa, uccisi in un breve lasso di tempo.
Si tratta di una scoperta molto importante, sia perché documenta il ruolo dell'uomo nell'estinzione dei grandi mammiferi alla fine dell'ultima Era Glaciale, sia perché implica la presenza umana nel continente, molto prima di quanto ritenuto finora.
https://twitter.com/NewsHour/status/580384893923905537
Lo studio "Late Pleistocene horse and camel hunting at the southern margin of the ice-free corridor: Reassessing the age of Wally’s Beach, Canada", di Michael R. WatersThomas W. Stafford, Jr.Brian Kooyman, e L. V. Hills, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America.
Link: Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America; Phys.org via Texas A&M University; PBS Newshour; Past Horizons


Due tracce precedenti la cultura di Clovis in America?

28 Febbraio - 5 Marzo 2015
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Generalmente, si ritiene che la cultura Clovis sia stata la prima a migrare in America, lasciando delle tracce datate almeno 13 mila anni fa circa. Nelle ultimissime settimane si sta però mettendo in discussione questo assunto, con gli scavi a Vero Beach, in Florida e con un ritrovamento di uno strumento litico nell'Oregon.
I lavori a Vero Beach iniziarono in realtà nel 1915 con Elias Sellards, che iniziò a parlare dell'uomo di Vero. Solo di recente si è ripreso a scavare. Al momento vi è ovviamente estrema prudenza e scetticismo.
https://twitter.com/gallennpr/status/572411745274339328
Link: NPR; Associated Press; NBC News
Punta di proiettile Clovis, foto da Wikipedia (This copyrighted image was published by an agency of the Government of the Commonwealth of Virginia), Attribuzione, caricata da Locutus Borg.
 


Oregon: sequestrati manufatti dei Nativi Americani

24 Febbraio 2015
La polizia dello stato dell'Oregon ha sequestrato dozzine di manufatti dei Nativi Americani, destinati al mercato nero. Gli oggetti, di origine tribale, hanno dai 200 ad almeno 5000 anni.
Link: Reuters


Analisi su un'area più ampia per comprendere la Preistoria

13 Febbraio 2015
Secondo George R. Milner, antropologo della Penn State University, una delle sfide di oggi in archeologia è quella di guardare alle grandi aree per quanto riguarda il conflitto, l'interazione e i movimenti.
Le analisi di Milner, che saranno effettuate insieme a George Chaplin, partono dai dati del Nord America Orientale.
Link: Penn State


Reti sociali o reti di sopravvivenza?

7 Gennaio - 6 Febbraio 2015
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Una ricerca svolta dai ricercatori della Università dell'Arizona, Scuola di Antropologia, hanno esaminato il diverso approccio ad eventi catastrofici da parte delle comunità del Sud Ovest del Nord America, durante il periodo tra il 1200 e il 1450 d.C., caratterizzato da una grave siccità.
In questo periodo, alcune aree mantennero i loro livelli di popolazione (o addirittura li incrementarono), nonostante il decremento regionale. A reagire meglio furono quindi le comunità con reti sociali (analizzate grazie alle ceramiche) caratterizzate da connessioni più fitte con i vicini. L'eccezione sarebbe data dal gruppo degli Zuni, che però poteva contare su una vasta popolazione.
Lo studio "Are Social Networks Survival Networks? An Example from the Late Pre-Hispanic US Southwest", di Lewis Borck, Barbara J. Mills, Matthew A. Peeples, Jeffery J. Clark, è stato pubblicato sul Journal of Archaeological Method and Theory.
 
Link: Journal of Archaeological Method and Theory; Past Horizons
"Zuni girl with jar" (c.1903). Foto di Edward S. Curtis (This image is available from the United States Library of Congress's Prints and Photographs division under the digital ID cph.3c12231), da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Fito hg
 


Nord America: la pesca contribuì allo sviluppo delle ceramiche

3 Febbraio 2015
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La pesca avrebbe svolto un ruolo fondamentale, con le attività di cucina, di immagazzinamento e altre sociali (banchetti, ecc.), nello sviluppo delle ceramiche per i primi cacciatori-raccoglitori del Nord America.
In particolare, questi contenitori venivano utilizzati selettivamente per conservare beni pregiati come l'olio di pesce. Questo utilizzo sarebbe anche da vedersi nell'ambito di sviluppi più ampi nelle società dei cacciatori-raccoglitori, con assemblee stagionali, festeggiamenti collettivi e nuove articolazioni delle relazioni sociali.
Lo studio "Cooperative harvesting of aquatic resources and the beginning of pottery production in north-eastern North America", di Karine Taché e Oliver E. Craig, è stato pubblicato su Antiquity - A review of world archaeology.
Link: Antiquity; University of YorkHeritage DailyPast Horizons;
Accampamento di Shoshoni (tribù di cacciatori-raccoglitori) nelle montagne del Wind River nel Wyoming, fotografia di W. H. Jackson, del 1870, da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Rmhermen.
 
 


Alla ricerca del propulsore Paleoindiano

28 Gennaio 2015
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Pur mancando una prova archeologica, fino ad ora I primi Nord Americani sono stati sempre ritratti mentre cacciavano coi propulsori. Una serie di microfratture (ritrovate da una nuova ricerca sulle punte di lancia Paleoindiane, a partire da 11 mila anni fa), fornisce però la prima prova empirica in tal senso.
Il propulsore, ovvero lo strumento col quale lanciare giavellotti, e che ne aumenta velocità, portata e forza di penetrazione. Ed è proprio questa maggiore velocità e forza ad aver potuto determinare quelle microfratture. Utilizzato anche nell'Artico, in Australia e nel resto delle Americhe, presso gli Aztechi era noto come atlatl.
Lo studio "Finding the Paleoindian spearthrower: quantitative evidence for mechanically-assisted propulsion of lithic armatures during the North American Paleoindian Period", di W. Carl Hutchings, è stato pubblicato su Journal of Archaeological Science.
Link: Journal of Archaeological ScienceLive Science
Modo d'utilizzo di un propulsore, scansione dal Manuel d'archéologie préhistorique, celtique et gallo-romaine, di Joseph Déchelette (1862-1914). Da WikipediaPubblico dominio, caricato da 120.