Palazzo Barberini

Riallestimento di Palazzo Barberini: nuova immagine per la sezione seicentesca delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Riallestimento di Palazzo Barberini: nuova immagine per la sezione seicentesca delle Gallerie Nazionali di Arte Antica

Palazzo Barberini
Foto di Alberto Novelli

Si vestono di nuovo le Gallerie Nazionali di Arte Antica, con dieci sale dell’Ala Nord totalmente rinnovate nell’estetica e nel criterio espositivo, così come era stato effettuato in aprile per l’Ala Sud. Cinquecentocinquanta metri quadri che vengono restituiti all’area espositiva, a seguito di operazioni di rinnovamento e restauro che hanno riguardato l’architettura, l’illuminazione, la grafica e gli ausili educativi. Ciò ha consentito l’ottimizzazione del palazzo, la valorizzazione dei Barberini e della loro storia, mostrando chiaramente anche l’impatto rivoluzionario che Caravaggio apportò alla pittura italiana ed europea.

Da venerdì 13 dicembre si è così avviato un inedito percorso cronologico e geografico che procede dal tardo Cinquecento al Seicento, seguendo il progetto di allestimento ideato da Enrico Quell. Flaminia Gennari Santori, Maurizia Cicconi e Michele Di Monte hanno curato la mostra, scegliendo ottanta opere da ammirare lungo un itinerario circolare da cui osservare anche i giardini da finestre appositamente riaperte dopo tanto tempo. Un ripensamento degli spazi che congiunge gli assi visivi da un’ala all’altra dello stabile, come gli scaloni del Bernini e di Borromini.

Dalla sala iniziale sul tardo manierismo romano ed internazionale (espresso dall’arte di Pietro Francavilla, Marcello Venusti, Jacob de Backer e Joseph Heintz) alla sala sui veneti del tardo Cinquecento (racchiusi nelle produzioni di Tintoretto e nella Scuola di Tiziano col dipinto di Venere e Adone), si giunge poi alla Galleria: restaurata al fine di rivalorizzare gli affreschi di un tempo, contiene esemplari di pittura di genere, tra i quali tele inedite di Frans Francken il Giovane ed un raro “Diluvio Universale” appartenente alla Scuola di Jacopo Bassano.

Jacopo Bassano, bottega di (Bassano del Grappa 1515-Venezia 1592), Il Diluvio universale, 1580-1590. Olio su tela, 215 x 311 cm

Si procede in una sala minuta, aperta per la prima volta e contenente esclusivamente l’Altarolo portatile di Annibale Carracci, affiancata da una sala altrettanto inedita ricca di affreschi tardo cinquecenteschi e pitture di paesaggi ritraenti i Feudi Mattei per mano di Paul Bril. Ma lo spettacolo maggiore si ha nelle tre sale seguenti relative al Caravaggio: nella prima sala l’inconfondibile “Giuditta e Oloferne” è accostata ad opere di Giovanni Baglione ed Orazio Borgianni, nella seconda sala il celebre “Narciso” è affiancato da opere di Ribera e Simon Vouet, nella terza “San Francesco” meditante si affianca ad opere di Bartolomeo Manfredi e Orazio Gentileschi. Le vaste sale finali concludono la sezione con dipinti di caravaggeschi europei (Bigot, de Boulogne, Serodine, Stom) ed esponenti della scuola bolognese di pittura (Domenichino e Guercino).

Il palazzo originariamente apparteneva agli Sforza, i quali nel 1585 fecero decorare la volta del soffitto dell’attuale sala 19: pittori quali Niccolò Circigliani e Baldassarre Croce raffigurarono il patriarca Giuseppe e gli stemmi dei cardinali per indicare la protezione divina della famiglia ed i successi conseguiti. L’affresco “Carro di Apollo con le quattro stagioni” (1693 circa) dell’odierna sala 20 appartiene a Giuseppe Chiari e ritrae la nascita del giorno con Aurora alla guida del carro del sole, in riferimento al matrimonio del principe Urbano Barberini. La galleria, che adesso corrisponde alla sala 21, era riservata ad Anna Colonna Barberini: le decorazioni, fondate su un disegno di Pietro da Cortona ma realizzato dai suoi allievi, ritraggono in particolar modo le origini mitiche di Palestrina, possedimento del principe Taddeo Barberini, marito di Anna. La sala 23 era invece l’anticamera della cappella, anch’essa decorata per volere degli Sforza: aveva un quadro al centro raffigurante la natività, immagini di profeti e sibille con libri simboleggianti l’avvento del Messia.

Jacob De Backer (Anversa, 1555 ca-Anversa, 1585 ca), Cristo morto sorretto da un angelo, 1580-1585 ca. Olio su tela, 158 x 118

Del resto, tra le opere ivi esposte ve ne sono molte di carattere biblico e mitologico, in un periodo in cui le immagini di culto subivano una minuziosa attività di ermeneutica visiva che incise sulla seguente storia dell’arte. Andiamo ad analizzarne alcune. Il dipinto ad olio su tela di Jacob de Backer “Cristo Morto sorretto da un angelo” (1555-1585 circa) presenta l’immagine elegante del Cristo in una dimensione immateriale raccolto da angeli adoranti che ne incrementano l’icona di culto. “Diana e Atteone”, opera in olio su rame, copia della più nota opera di Joseph Heintz il Vecchio appartenuta all’imperatore e mecenate Rodolfo II, descrive la storia di Ovidio sulla punizione di Atteone che fu tramutato in cervo per aver violato lo spazio sacro alla dea Diana presso la fonte con le sue ninfe. Le due terrecotte di “Mosé” e “Aronne” realizzate del 1585 da Pietro de Francqueville, allievo di Giambologna, sono di chiara ispirazione michelangiolesca: il Mosè assorto fu scelto in accostamento al cardinale Agnolo Niccolini, diplomatico prima e sacerdote poi, parimenti alla figura biblica coinvolta nelle questioni sia temporali che spirituali. La raffigurazione ascetica di “Cristo portacroce” (1561) compiuta da Girolamo Muziano concentra totalmente l’attenzione sulla figura dominante di Cristo, dal volto rassegnato sotto il peso della croce. “Giuditta e Oloferne” (1540-1550) è un dipinto ad olio su tavola di Jan Massijs che ritrae l’eroina biblica in veste di ammaliatrice che inganna e decapita il generale nemico, di cui brandisce la testa con abiti trasparenti e sguardo ammiccante.

Queste sono solo alcune tra le notevoli opere raccolte nel rinnovato sito. Ulteriori progetti di riallestimento sono previsti nel 2020 per la sezione dedicata al Cinquecento e nel 2021 per le sale del piano terra, in vista di una sempre migliore offerta al visitatore, in termini di fruibilità e comprensibilità, garanzie di innalzamento qualitativo.

Palazzo Barberini
Foto di Alberto Novelli

Giorni e orari di apertura: martedì-domenica 8,30-19,00. Chiusura il 25 dicembre e il 1° gennaio.

Biglietto: intero 12 euro, ridotto 2 euro (giovani dai 18 ai 25 anni d’età), gratuito per i minorenni e categorie specifiche di docenti e studenti universitari, giornalisti, guide turistiche, portatori d’handicap e accompagnatori, insegnanti e scolaresche.


Collezione Poletti L'enigma del reale Gallerie Nazionali Barberini Corsini

L’enigma del reale. Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini

L’enigma del reale. Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini  

Mostra a cura di Paola Nicita

Gallerie Nazionali di Arte Antica – Galleria Corsini

 

Apertura al pubblico24 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020

Collezione Poletti L'enigma del reale Gallerie Nazionali Barberini Corsini

Dal 24 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 le Gallerie Nazionali di Arte Antica presentano nella sede di Galleria Corsini la mostra L’enigma del reale. Ritratti e nature morte dalla Collezione Poletti e dalle Gallerie Nazionali Barberini Corsini, a cura di Paola Nicita.

Per la prima volta a Roma saranno esposte le più significative Nature morte della collezione di Geo Poletti (Milano 9 aprile 1926 - Lenno 13 settembre 2012), storico dell’arte, connoisseur, pittore e collezionista, famoso per il suo occhio e giudizio infallibile, che formò la sua raccolta a partire dagli anni Cinquanta del Novecento.

Con esse, altri quattro dipinti della sua raccolta che vengono messi a confronto con alcune opere delle Gallerie Nazionali, solitamente non esposte al pubblico, e con un’opera proveniente dal Museo nazionale di Varsavia, allo scopo di indagare relazioni, intrecci, scambi tra opere e artisti, anche inaspettati.

Le 28 opere in mostra sono accomunate dall’adesione alla “Pittura di Realtà” e al naturalismo caravaggesco, in tutte le sue declinazioni note e per certi versi ancora enigmatiche.

Un’esposizione fortemente voluta dalla direttrice Flaminia Gennari Santori che sottolinea: “come per la mostra di Mapplethorpe anche in questa occasione si prosegue alla Galleria Corsini con l’esplorazione del collezionismo, sia come pratica che come categoria culturale, tema costitutivo e identitario delle Gallerie Nazionali di Roma”.

Il percorso espositivo si snoda negli ambienti della Galleria Corsini, partendo dalla “Galleria del Cardinale”, dove è esposto il Democrito di Ribera, appartenente alla collezione di Geo Poletti sin dai primi anni Sessanta, e inizialmente interpretato come Geografo sorridente. Il dipinto, segnato dall’intensità dell’espressione del filosofo e da una forte aderenza ai valori naturalistici, fu realizzato dal giovane pittore valenzano nella fase del passaggio da Roma a Napoli, tra il 1615 e 1618.

La mostra prosegue nella “Camera verde”, dove la Maddalena penitente della collezione Poletti suscita stupore per la sua ostentata nudità: una ragazza poco spirituale che assume un’espressione terrena, malinconica e uno sguardo perso nel vuoto. Dopo un’intricata storia di attribuzioni, la tela è stata ascritta al contesto spagnolo prossimo a Velázquez.

Bartolomeo Manfredi (Ostiano 1582 – Roma 1622), bottega, Fauno con uva e flauto, 1620 ca.
Olio su tela, 95 x 74 cm Gallerie Nazionali Barberini Corsini

Accanto alla Maddalena anche il Bacco e il fauno (collezione Poletti) e il Fauno con uva e flauto (Gallerie Nazionali Barberini Corsini) rimandano al tema della pittura di realtà, qui interpretata con crudo realismo, ai limiti dell’asprezza, con un forte chiaroscuro. Sulle tele, la rappresentazione dell’uva e della vite introducono il tema delle “nature morte”, approfondito nella stessa “Camera Verde” e nell’adiacente “Sala Blu”.

La fortuna di questi soggetti è legata al formarsi nel Sei e Settecento delle cosiddette “Gallerie principesche di pittura”, dove erano esposti accanto ai dipinti di carattere storico, alle scene di genere e ai paesaggi. Ne sono un esempio le invenzioni festose del barocco internazionale, i banchetti sontuosi, gli spuntini eleganti, come le Allegorie delle Stagioni di Abraham Brueghel (Anversa 1631 - Napoli 1697) e di Christian Berentz (Amburgo 1658 - Roma 1722), della collezione Corsini esposte nella “Camera Verde”.

Segue la “Sala blu” in cui sono presenti le opere più significative della collezione Poletti, esposte quasi tutte senza cornice, secondo il gusto del collezionista milanese. Si tratta di opere magistrali, in cui le luci e le ombre danno drammaticità agli oggetti, animali vivi e morti, frutti e vegetali, che si stagliano nella penombra con una minuziosità fotografica e una consistenza illusionistica che amplifica il senso dell’attesa, irreale e impossibile se non nella forma perfetta della pittura.

Qui spiccano due importanti nature morte raffiguranti Vasi di fiori e frutta attribuite da Geo Poletti allo stesso Caravaggio, messe a confronto con la Natura morta con tuberosa, anch’essa di pittore caravaggesco, appartenente alla collezione delle Gallerie Nazionali e solitamente non esposta al pubblico.

Collezione Poletti L'enigma del reale Gallerie Nazionali Barberini Corsini
Evaristo Baschenis (Bergamo 1617-1677), Natura morta con cesta di mele e piatto di prugne, meloni e pere, 1645-1650 ca.
Olio su tela, 49x70,5 cm Collezione Poletti

A rappresentare le scuole regionali della natura morta italiana troviamo le “Cucine” emiliane, gli esempi veneziani di Bernardo Strozzi, fino al realismo di ispirazione caravaggesca del capolavoro giovanile di Evaristo Baschenis Natura morta con cesta di mele e piatto di prugne, meloni e pere. Qui il pittore, considerato da alcuni studiosi il massimo esponente italiano di questo genere, raggiunge una visione lucidissima della realtà.

La mostra si conclude nella “Saletta”, dove sono affiancate per la prima volta insieme le tre versioni del Pescivendolo che sventra una rana pescatrice provenienti dalla collezione Poletti, dalle raccolte delle Gallerie Nazionali Barberini Corsini e dal Museo nazionale di Varsavia. Un’occasione imperdibile di vedere riunite le tre tele, restituendo loro il contesto di provenienza e un’inedita lettura, sia sul piano attribuzionistico che su quello storico e iconografico, grazie anche alle indagini diagnostiche effettuate in occasione della mostra. La genesi delle tele rappresenta un vero e proprio enigma su cui vale la pena soffermarsi. Il soggetto, un umile pescatore intento a estrarre le viscere di un pesce, viene qui rappresentato come nobilitato, quasi come in un “ritratto all’eroica”. Stupisce poi come tre mani diverse della stessa epoca si soffermino su un tema tanto raro, che non appartiene al genere della natura morta, bensì a quello della pittura di realtà.

Quella delle Galleria Nazionali, attribuita prima al romagnolo Guido Cagnacci e poi al fiorentino Orazio Fidani, è in realtà opera di un pittore napoletano della metà del XVII secolo. Anche le altre due versioni, quella Poletti e quella di Varsavia, sono riconducibili allo stesso ambito culturale e alla stessa epoca.

In occasione della mostra, è previsto un ciclo di visite animate Storie di nature morte a cura e delle Associazioni culturali Zebrart e “Senza titolo” e del Dipartimento educazione e ricerca del museo, dedicate ai bambini dai 5 ai 10 anni, dal 16 novembre al 1° febbraio, ogni primo e terzo sabato del mese, alle ore 16.00. Sei appuntamenti didattici condurranno i partecipanti in un viaggio alla scoperta del collezionismo e della rappresentazione della realtà, in riferimento al genere della natura morta, dal Seicento fino all'età contemporanea. La visita in mostra, accompagnata da brevi attività laboratoriali di fronte alle opere, consentirà a bambini e accompagnatori di dar vita ad una personale collezione, di sperimentare inedite composizioni di oggetti per creare una propria natura morta. Attività gratuita, previa prenotazione all’indirizzo: [email protected]Appuntamento davanti alla biglietteria. Per due accompagnatori è prevista una riduzione sul costo del biglietto a 6 euro.

Per gli adulti, per tutta la durata della mostra ogni giovedì alle ore 17.00 (escluso il 26dicembre) sono previste delle visite guidate gratuite previo acquisto del biglietto. Le visite sono a cura del personale delle Gallerie e degli studenti della Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici, Sapienza, Università di Roma, coordinate da Tullia Carratù.

In programma due conferenze con esperti del mondo dell’arte e della botanica sui temi delle opere esposte. Venerdì 13 dicembre si terrà alla Galleria Corsini la conferenza di Flavio Tarquini, coordinatore scientifico del Museo Orto Botanico | Sapienza Università di Roma, che analizzerà le specie botaniche presenti sulle tele. La seconda è in via di definizione.

Infine, a conclusione della mostra, a gennaio 2020, si terrà una giornata di studio per approfondire la conoscenza dei dipinti esposti. In particolare, alla luce dei risultati delle analisi condotte per la mostra, studiosi e specialisti del settore si confronteranno sulle opere delle collezioni Barberini Corsini e sulla relazione che intercorre tra le tre versioni del Pescivendolo che sventra una rana pescatrice.

Paola Nicita, Giovanna, Francesca e Alessandra Poletti, Flaminia Gennari Santori

In occasione della mostra sarà pubblicato un libretto/guida con un testo di Paola Nicita.

Si ringraziano la famiglia Poletti per la gentile collaborazione e BIG Broker Insurance Group/CiaccioArte per il generoso contributo.

Roma, ottobre 2019

Collezione Poletti L'enigma del reale Gallerie Nazionali Barberini Corsini

Testo e immagini dall'Ufficio Stampa Maria Bonmassar


Milano: "Dentro Caravaggio", riaperte prenotazioni per i gruppi e ampliati orari apertura della mostra

Cultura

"Dentro Caravaggio", riaperte le prenotazioni per i gruppi e ampliati gli orari di apertura della mostra

Vista la straordinaria attesa da parte del pubblico, a partire dal 18 settembre saranno aperte nuove disponibilità di prenotazione per visitare la mostra in programma a Palazzo Reale dal 29 settembre al 28 gennaio 2018.

Milano, 11 settembre 2017 – Vista la straordinaria attesa da parte del pubblico e il conseguente altissimo numero di prenotazioni – ad oggi sono già 61.629 tra singoli visitatori, gruppi e scolaresche –, a partire dal 18 settembre (alle ore 8) saranno aperte nuove disponibilità di prenotazione per i gruppi per visitare la mostra “Dentro Caravaggio”, in programma a Palazzo Reale dal 29 settembre al 28 gennaio 2018.

Per far fronte alle numerose richieste ad oggi pervenute e alle esigenze dei visitatori, il Comune di Milano ha infatti deciso di ampliare i consueti orari di accesso di Palazzo Reale nelle fasce serali e di riservare l’ingresso alla mostra il lunedì mattina agli studenti delle scuole.

Gli orari risultano quindi essere i seguenti:

  • Lunedì: 8:30 – 14:30 (riservato scuole)
  • Lunedì: 14:30 – 22:30
  • Martedì: 09:30 - 20:00
  • Mercoledì: 09:30 - 20:00
  • Giovedì: 09:30 - 22:30
  • Venerdì: 09:30 - 22:30
  • Sabato: 09:30 - 22:30
  • Domenica: 09:30 - 20:00

L’accesso alla mostra è consentito fino a un’ora prima della chiusura. Per ragioni straordinarie la chiusura sarà anticipata alle ore 20:00 nei giorni 29 settembre, 16 e il 23 ottobre.

Le prenotazioni possono essere effettuate sul sito della mostra e sul sito VivaTicket, oltre al numero 0292800375.

Come da Comune di Milano.


Milano, grandi mostre: dal 29 settembre a Palazzo Reale “Dentro Caravaggio”

Cultura

Grandi mostre, dal 29 settembre a Palazzo Reale “Dentro Caravaggio”

Milano, 6 giugno 2017 - II 29 settembre 1571 nasceva a Milano Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, autore in poco meno di quindici anni - morirà nel 1610 dopo una vita burrascosa finita tragicamente - di un profondo rinnovamento della tecnica pittorica caratterizzata dal naturalismo dei suoi soggetti, dall'ambientazione realistica e dall'uso personalissimo della luce e dell'ombra.

Caravaggio sarà preso a modello da molti artisti del Seicento in Italia e in tutta Europa, al punto da far nascere il termine caravaggismo per definire la sua influenza che si protrarrà, con alterne vicende, sino all'Ottocento, anche se, alla grande fama in vita, era seguito un oblio di due secoli. L'opera di Caravaggio è stata riscoperta e consacrata nel Novecento grazie agli studi di Roberto Longhi che nel 1951 gli dedicò una mostra epocale nel Palazzo Reale di Milano.
E Milano torna a omaggiare il grande artista con la mostra Dentro Caravaggio, sempre a Palazzo Reale dal prossimo 29 settembre con diciotto capolavori del Maestro riuniti qui per la prima volta tutti insieme. Un'esposizione unica non solo perché presenterà al pubblico opere provenienti dai maggiori musei italiani e da altrettanto importanti musei esteri ma perché, per la prima volta le tele di Caravaggio saranno affiancate dalle rispettive immagini radiografiche che consentiranno al pubblico di seguire e scoprire, attraverso un uso innovativo degli apparati multimediali, il percorso dell'artista dal suo pensiero iniziale fino alla realizzazione finale dell'opera.
La mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, Palazzo Reale e MondoMostre Skira, in collaborazione con il MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il Gruppo Bracco è Partner dell'esposizione per le nuove indagini diagnostiche. L'allestimento sarà progettato da Studio Cerri & Associati. La mostra è curata da Rossella Vodret, coadiuvata da un prestigioso comitato scientifico presieduto da Keith Christiansen e vuole raccontare da una prospettiva nuova gli anni della straordinaria produzione artistica di Caravaggio, attraverso due fondamentali chiavi di lettura: le indagini diagnostiche e le nuove ricerche documentarie che hanno portato a una rivisitazione della cronologia delle opere giovanili, grazie appunto sia alle nuove date emerse dai documenti, sia ai risultati delle analisi scientifiche, da diversi anni la nuova frontiera della ricerca per la storia dell'arte come per il restauro.
Saranno così presenti in mostra anche alcuni selezionati documenti, provenienti dall'Archivio di Stato di Roma e di Siena relativi alla vicenda umana e artistica di Caravaggio, che hanno cambiato profondamente la cronologia dei primi anni romani e creato misteriosi vuoti nella sua attività. Mancano, infatti, notizie tra la fine del suo apprendistato presso Simone Peterzano nel 1588 e il 1592 quando compare a Milano in un atto notarile. Così come l'arrivo a Roma è documentato solo all'inizio del 1596 e dunque rimane misteriosa la sua vicenda in questi otto anni, non pochi per un pittore che ha lavorato in tutto meno di quindici anni.
Tra i musei e le collezioni italiane che partecipano alla mostra ricordiamo: Galleria degli Uffizi, Palazzo Pitti e Fondazione Longhi, Firenze; Galleria Doria Pamphilj, Musei Capitolini, Galleria Nazionale d'Arte Antica-Palazzo Corsini, Galleria Nazionale d'Arte Antica-Palazzo Barberini, Roma; Museo Civico, Cremona; Banca Popolare di Vicenza; Museo e Real Bosco di Capodimonte e Gallerie d'Italia Palazzo Zevallos, Napoli.

Tra i prestiti più prestigiosi dall'estero: Sacra famiglia con San Giovannino (1604-1605) dal Metropolitan Museurn of Art, New York; Salomé con la testa del Battista (1607 o 1610) dalla National Gallery, Londra; San Francesco in estasi (c.1597) dal Wadsworth Atheneum of Art di Hartford; Marta e Maddalena (1598) dal Detroit Institute of Arts; San Giovanni Battista (c.1603) dal Nelson­Atkins Museum of Art di Kansas City; San Girolamo (1605-1606) dal Museo Montserrat, Barcellona.
La tecnica di Caravaggio è stata oggetto di uno studio approfondito promosso dal MiBACT che, a partire dal 2009, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo museale romano, e con l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, ha analizzato attraverso una importante campagna di indagini diagnostiche le ventidue opere autografe presenti a Roma: "Sono emerse così - afferma la curatrice Rossella Vodret - alcune costanti nelle modalità esecutive di Caravaggio, ma sono venuti anche alla luce elementi esecutivi inaspettati e finora del tutto sconosciuti: dagli strati di pittura sono affiorate una serie di immagini nascoste. Inoltre è stato sfatato il mito che Caravaggio non abbia mai disegnato, dacché sono apparsi tratti di disegno sulla preparazione chiara utilizzata nelle opere giovanili".
Il cambiamento cruciale nella sua tecnica avviene nel 1600 quando Caravaggio viene chiamato a dipingere la Cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi: primo incarico pubblico e su tele di grandi dimensioni. Gli viene dato un solo anno di tempo per completare l'opera e un compenso all'epoca straordinario: 400 scudi. Abituato a dipingere "tre teste" al giorno per appena un grosso l'una, come ci dicono le fonti documentarie, si può comprendere come questa commessa rappresenti una svolta fondamentale per la carriera e la vita dell'artista.
Nelle tele Contarelli la preparazione è scura, sempre in doppio strato, composta da terre di diverso tipo, pigmenti e olio. In sostanza, Caravaggio parte dalla preparazione scura e aggiunge soltanto i chiari e i mezzi toni, dipingendo solo le parti in luce. Di fatto non dipinge le figure nella loro interezza, ma solo una parte. In tutto il resto del quadro non c'è nulla: il fondo scuro e le parti in ombra sono resi solo con la preparazione, non c'è pittura.
Attraverso le riflettografie e le radiografie, che penetrano in diversa misura sotto la superficie pittorica, si è potuto seguire il procedimento creativo di Caravaggio, i suoi pentimenti, rifacimenti, aggiustamenti nell'elaborazione della composizione. A tale proposito opera emblematica è il San Giovannino di Palazzo Corsini, dove le analisi ci permettono di leggere l'aggiunta di un agnello, simbolo iconografico poi eliminato.
Alla campagna di indagini eseguita tra il 2009 e il 2012 sulle opere romane di Caravaggio, a cura dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro e dell'Opificio delle Pietre Dure, faranno seguito, grazie al sostegno del Gruppo Bracco, nuove importanti indagini diagnostiche sulle altre opere in mostra, comprese quelle provenienti dall'estero di cui, con un progetto congiunto Università degli Studi di Milano-Bicocca e CNR, verrà proposta in mostra una innovativa elaborazione grafica per renderle più leggibili al grande pubblico.

Come da Comune di Milano.


“Amorino dormiente” di Caravaggio in mostra a Lampedusa

“Amorino dormiente” di Caravaggio in mostra a Lampedusa

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Ha lasciato questa mattina Palazzo Pitti, alla volta di Lampedusa, l'Amorino dormiente di Caravaggio, normalmente esposto nella Galleria Palatina. L'opera si trova a Firenze dal 1667, quando venne acquistata dal Cardinal Leopoldo de’ Medici.
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Recuperati dai Carabinieri reperti archeologici e tele del Caravaggio, del Battistello

9 Ottobre 2014
OPERAZIONE DEI CARABINIERI DEL T.P.C. CHE RECUPERANO UNA PREGEVOLE TELA CARAVAGGESCA TRAFUGATA NEGLI ANNI ’80, ALTRI IMPORTANTI DIPINTI E 1.300 REPERTI ARCHEOLOGICI DI ECCEZIONALE VALORE STORICO ARTISTICO

Ammonta a 15 milioni di euro la refurtiva recuperata del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale nel corso di interventi contestualizzati in una manovra investigativa sviluppatasi, sotto il coordinamento del Proc. Agg. Giancarlo CAPALDO e del Sost. Proc. Tiziana CUGINI della Procura della Repubblica di Roma, in diverse Regioni. Tra i beni più significativi sotto il profilo artistico:

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Da Guercino a Caravaggio. Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo

26 Settembre 2014
DA GUERCINO A CARAVAGGIO. Sir Denis Mahon e l’arte italiana del XVII secolo
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Dal 26 settembre aprirà le porte a Palazzo Barberini la straordinaria mostra che Sir Denis Mahon aveva desiderato per il suo centesimo compleanno, che si terrà proprio durante il periodo più intenso delle attività del Semestre Europeo a Presidenza Italiana, grazie alla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro, realizzata dalla società Beni Culturali e con il sostegno di The Sir Denis Mahon Charitable Trust, a cura di Anna Coliva, direttrice della Galleria Borghese, da Sergey Androsov, dell’Hermitage Museum e da Mina Gregori.
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Guercino, Madonna del passero - Caravaggio, Il Suonatore di Liuto
Sir Denis Mahon dedicò la vita al Barocco italiano, le sue scoperte e i suoi studi sulla bellezza della pittura bolognese alle soglie del Seicento, portarono alla luce eccezionali artisti come Guercino, fino ad allora pittore non riconosciuto nella sua grandezza.
Il percorso espositivo ci mostrerà oltre 45 capolavori assoluti: alcuni  appartenuti alla sua collezione, insieme alle opere di Poussin, Guercino, Carracci e Caravaggio provenienti dall’Hermitage Museum di San Pietroburgo e da altre raccolte pubbliche che generosamente hanno contribuito alla eccezionale ricchezza di questa esposizione.
L’intento quindi, oltre ad un doveroso omaggio ad un grande mecenate europeo amante dell’Italia e della sua arte, è quello di mettere a un ideale confronto opere di assoluto valore affinché queste non siano  solo il risultato definitivo di conoscenze acquisite e  concluse, ma possano ancora oggi portare a momenti di studio, emozioni e discussioni, per una ulteriore riscoperta del nostro passato e della nostra storia dell’arte.
La grande generosità di Sir Denis Mahon si riconfermò con un lascito testamentario che destò clamore donando alcune significative opere anche alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
I  capolavori della Scuola Emiliana del ‘600, con artisti come Annibale Carracci, Domenichino, Guerci o, Guido Reni, Benedetto Gennari, che già erano stati destinati in donazione alla pinacoteca di Bologna dal 1990, furono trasferiti definitivamente nella ‘proprietà’ dello stato italiano grazie ad un  provvedimento dello stato britannico che ne concesse l’uscita definitiva dal paese.
Questa Mostra tiene conto dell’intero percorso di studi del mecenate, e comprende sia grandi capolavori dell’arte italiana, Guercino, Caravaggio, Guido Reni, Annibale Carracci ed altri, nonché le due grandi battaglie, capolavori di Nicolas Poussin, dipinti che fino ad oggi non era stato possibile vedere insieme.
In esposizione anche una delle opere del  Guercino più amata da Mahon - La Madonna del passero - il più grande esempio di teatro della realtà tipico dell’artista di Cento. Il quadro raffigura Maria che fa giocare Gesù con un passerotto tenuto al guinzaglio da un sottilissimo filo di seta;  e poi  Il suonatore di Liuto di Caravaggio della collezione dell’Hermitage Museum. Il Suonatore di liuto è l’unica opera di Caravaggio presente in Russia, concesso in prestito a questa mostra nonostante ricorrano i 250 anni dell’Hermitage. Tra gli altri sarà possibile ammirare inoltre il famoso Bacchino malatoprestito dalla Galleria Borghese di Roma, e il San Francesco in meditazione prestito del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona; ed infine Giuditta e Oloferne prestito della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini.
Le eccezionali attribuzioni e scoperte di Sir Denis Mahon, da Guercino a Caravaggio, hanno determinato il grande successo di una analoga mostra al Museo Statale Hermitage di San Pietroburgo, che nel 2013 ha sfiorato il milione di visitatori.
Arricchiranno la mostra alcune sfide innovative nella comunicazione, dedicate in particolar modo ai più giovani. Per la prima volta in uno spazio Museale italiano  la possibilità di utilizzare i famosi Google Glass, che offriranno al visitatore un racconto diverso all’arte barocca:  osservando alcune opere esposte, la possibilità di visualizzare sullo schermo dei Glass un racconto di approfondimento e di confronto della mostra, curiosando tra la realtà e il virtuale. E poi sarà possibile, su prenotazione, avere visite guidate ed Audioguide con uno storytelling per i più piccoli, alla scoperta del bello e della nostra arte.
Mina Gregori è una storica dell'arte italiana, accademica dei Lincei (classe di Scienze morali), professoressa emerita di Storia dell'Arte moderna presso l'Università di Firenze. Tra i suoi studi, tradotti in tutto il mondo, spiccano i saggi e le monografie sulla pittura dell'Italia settentrionale dal Quattrocento al Settecento, compreso Caravaggio, del quale è considerata un'esperta di fama planetaria
Anna Coliva dal Dicembre 2006 è Direttore della Galleria Borghese. Promotrice di importanti eventi culturali in collaborazione con le maggiori istituzioni museali internazionali quali il Louvre, Il Metropolitan Museum di New York, il Getty Museum di Los Angeles, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Museo di Berlino, l'Hermitage di San Pietroburgo.
Sergey Androsov dal 2006 è capo Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Hermitage di S. Pietroburgo Autore di otto pubblicazioni, alcune delle quali edite anche in Italia (tra cui Pietro il Grande collezionista dell'arte veneta, Venezia, 1999, ecc.), e di numerosi articoli, ha collaborato nella curatela di numerose mostre sia presso l’Hermitage di San Pietroburgo che in Italia. Nel 2006 vince il premio Grinzane-Cavour per la Storia dell’Arte.
La scheda:
Da Guercino a Caravaggio
Inaugurazione 25 settembre 2014 h. 18,00
Quando: 26 settembre 2014 - 8 febbraio 2015
Dove: Palazzo Barberini, Via delle IV Fontane 13, Roma
Orari: Martedì - Domenica 9.30 - 19.30
Lunedì 11.00 - 16.00
Il biglietto: € 12,00 / ridotto 8,50 / ridotto speciale 5,50
Per info: [email protected] / www.daguercinoacaravaggio.it
Per l’uso dei Google Glass prenotazione obbligatoria : costo del biglietto + 2 euro di prenotazione
Ufficio Stampa:
Maddalena Santeroni
3926323491
Web
http://poloromano.beniculturali.it
http://daguercinoacaravaggio.it
Informazioni Evento:

Data Inizio: 26 settembre 2014
Data Fine: 08 febbraio 2015
Costo del biglietto: Intero € 12,00; Riduzioni: Ridotto € 8,50 / Ridotto speciale € 5,50; Per informazioni 064814591
Prenotazione:Facoltativa; Telefono prenotazioni: 064814591
Luogo: Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Barberini
Orario: Martedì - Domenica 9.30 - 19.30Lunedì 11.00 - 16.00
Telefono: 064824184
E-mail: [email protected]
Sito web: http://galleriabarberini.beniculturali.it/

Come da MIBACT, Redattore Gianni Pittiglio.