Completato il trasferimento dei reperti provenienti dalla necropoli di Himera

Lo scorso 2 maggio è stato completato il trasferimento alla Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo di oltre 20.000 reperti, rinvenuti presso la necropoli di Himera, colonia greca fondata nel VII secolo a. C. e situata lungo il tracciato del raddoppio ferroviario Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo (sulla linea Palermo-Messina), in esercizio dal dicembre 2017.

Il Tempio della Vittoria a Himera. Foto di Clemensfranz, CC BY 2.5

Himera fu edificata al centro di un ampio golfo, tra i promontori di Cefalù e Termini Imerese, in prossimità della foce del fiume Imera Settentrionale. Come documentato dagli impianti urbanistici risalenti alla prima metà del VI secolo a.C., la città ebbe un rapido sviluppo edilizio e demografico. Distrutta intorno alla fine del V secolo, in seguito ad uno degli innumerevoli scontri con i Cartaginesi, parte della sua popolazione si disperse nelle campagne, mentre altri presero parte, insieme agli stessi Cartaginesi, alla fondazione di Thermai Himeraiai (Termini Imerese). Tuttavia, i resti di abitazioni erette sugli strati di distruzione della città dimostrano che una piccola parte della popolazione continuò, probabilmente, a vivere nel sito della polis. In seguito, il sito fu abitato in Età Romana e Medievale.

Lo scavo, tra i più importanti in Europa, ha restituito oltre 9.000 sepolture con relativi corredi funerari, consentendo degli studi più approfonditi sulla popolazione della città, anche dal punto di vista antropologico.

La consegna alla Soprintendenza ha portato la maggior parte dei reperti all’ “Albergo delle Povere” di Palermo, mentre i restanti sono stati distribuiti fra i siti archeologici di Solunto e della stessa Himera.

Un importante investimento complessivo di circa 17 milioni di Euro, frutto della decennale collaborazione fra Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Ferrovie dello Stato) e Soprintendenza Beni Culturali e Ambientali di Palermo, e dell’impegno del compianto assessore regionale ai Beni Culturali Sebastiano Tusa, ha consentito il finanziamento della campagna di scavo, avviata nel 2008 e conclusasi nel 2010, dei lavori di catalogazione e gli interventi di restauro.

necropoli Himera
Foto © Gruppo FS Italiane 2018

Spagna: alla ricerca dell'insediamento romano di Oba

31 Dicembre 2015
800px-Castle_of_Jimena_GWW
Sono cominciati gli scavi presso il Castillo di Jimena de la Frontera, in Andalusia. Qui gli archeologi hanno già iniziato a ritrovare i resti di uno dei più importanti insediamenti di epoca romana, che tra il primo secolo a. C. e il terzo d. C. era noto col nome di Oba.
Anche se il castello fu costruito nell'ottavo secolo d. C. dai Mori di Granada (del Califfato degli Omayyadi), secondo gli studiosi è tuttora possibile ritrovare i segni del passato più antico del luogo. Si sono scoperte le porte principali di epoca romana, le torri, le infrastrutture idrauliche, le mura e un tempio.
Il luogo era già abitato a partire dall'ottavo secolo a. C., però, con Fenici, Iberi, Cartaginesi. Jimena de la Frontera non è lontana da Gibilterra, ed è facile comprendere la posizione strategica ove sorge il Castillo.
800px-Cadiz_in_Spain.svg
Link: BBC News
Il Castillo di Jimena de la Frontera, foto di George Washington Wilson (http://gibraltarphotos.blogspot.co.uk/2012/02/1870s-gibraltar-old-photographs-by.html1879-1890) da WikipediaPubblico Dominio, caricata da Victuallers.
 
La provincia di Cadice, da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di TUBS (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Galicia in Spain (plus Canarias).svg (by TUBS). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Localización de la provincia de Álava.svg (by Ctrl-Z)).
 


Sicilia: ritrovato il più grande laboratorio greco di ceramiche a Selinunte

15 Ottobre 2014
Gli archeologi dell'Università tedesca di Bonn, capeggiati da Martin Bentz, hanno scoperto a Selinunte il più grande laboratorio greco di ceramiche mai ritrovato, datato al 550 a.C., e distrutto dai Cartaginesi un secolo e mezzo dopo.
Link: Discovery News