"Egypt of Glory": inaugurano due mostre del Museo Egizio ad Helsinki e a Tallinn

In questi giorni Museo Egizio porta grandi novità, e ben al di fuori dalla sua sede di Torino. Tra il 9 e il 10 ottobre, infatti, si sono inaugurate due esposizioni inedite - con alcuni dei reperti più importanti della collezione - al museo Amos Rex di Helsinki e al Kumu Art Museum di Tallin. Le mostre hanno come titolo "Egypt of Glory", e saranno aperte al pubblico fino a marzo 2021, sia nel museo finlandese che in quello estone.

Egypt of Glory
La mostra Egypt of Glory al museo Amos Res di Helsinki

Così ha commentato il duplice evento Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio:

L'apertura al pubblico di queste due mostre è un segnale estremamente positivo: siamo davvero lieti e orgogliosi di poter proseguire il nostro percorso di internazionalizzazione e di diffusione della cultura egizia che il Museo sta conducendo da anni e che ci vede per la prima volta in Finlandia e in Estonia.

Il progetti progetti espositivi proposti dal Museo Egizio, infatti, permetteranno ai visitatori di comprendere meglio l'antica civiltà attraverso la pregevole collezione di reperti di diversi periodi, e di addentrarsi in diversi aspetti della cultura e della vita quotidiana nell'Egitto dei faraoni.

L'esposizione di Tallinn prende il nome di "Egypt of Glory: Art from the Nile Valley" che, come dice il titolo, è incentrata sull'arte figurativa, di cui gli Egizi si servivano in particolar modo per le rappresentazioni religiose, umane e naturali. Lo specchio dell'arte diventa un modo per aiutare il pubblico a comprendere il mondo dal punto di vista degli antichi, e il loro modo unico di concepire la realtà.

Egypt of Glory
La mostra Egypt of Glory al Kumu Art Museum di Tallinn

La mostra di Helsinki, invece, parte dai reperti materiali per introdurre un discorso più ampio sulla lunga storia dell'antico Egitto, e in particolare sulle differenze culturali, storici e sociali che si sono succedute nel corso del tempo, come testimoniano anche gli esempi di cultura materiale riconducibili alla vita quotidiana o alle pratiche funerarie e religiose. L'esposizione comprende anche un'importante selezione di oggetti di grande valore facenti parte della sezione dedicata al "Rinascimento faraonico" del I millennio a.C.

Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, ha così commentato l'importante esposizione delle due sedi:

L'Italia ha l'onore e l'onere di custodire una cultura materiale che proviene da un grande paese, l'Egitto, che ha influenzato per millenni tutto il bacino del Mediterraneo. Per questo rimane per noi imprescindibile radicare la conoscenza del patrimonio nella comunità locale, nazionale e internazionale e riuscire a suscitare l'interesse e la passione del pubblico ad ogni latitudine.
I reperti del Museo si confermano un patrimonio dell'umanità, capace di trasmettere ancora oggi delle storie universali: gli oggetti diventano così non più mute testimonianze, ma piuttosto un modo per sensibilizzare il pubblico circa l'importanza del passato, chiave di lettura fondamentale per capire noi stessi e il tempo presente.

Per maggiori informazioni:

https://amosrex.fi/en/exhibitions/egypt-of-glory/

https://kumu.ekm.ee/en/syndmus/egypt-of-glory-art-from-the-nile-valley/

Per le foto si ringrazia l'Ufficio stampa della Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino


La via eterna: una storia dimenticata

Il finlandese Antti Tuuri (Kauhava, 1944) è senza ombra di dubbio uno dei più grandi intellettuali e romanzieri del suo paese: il suo curriculum letterario è tale richiedere l'attenzione di numerosi studiosi e non solo dei “semplici” appassionati. È autore di romanzi tradotti in venti lingue, racconti, sceneggiature e notevoli curatele-traduzioni del repertorio mitico-eroico delle saghe islandesi, nonché vincitore del premio Finlandia (1997). Dal libro che oggi presentiamo, La via eterna (2019, in Finlandia Ikitie, 2011), è tratto anche il film The Eternal Road (2017) diretto da Antti-Jussi Annila, proiettato in Italia il 6 maggio 2018 presso la Casa del Cinema di Villa Borghese, durante il Nordic Film Fest.

Questo romanzo è una delle opere che più mi ha messo in difficoltà, per quanto riguarda l'ambientazione storica e il setting culturale di riferimento, nonostante la mia passione per gli ambienti finnici e slavi: ho dovuto documentarmi nel corso della lettura, per non lasciare niente in sospeso e per essere perfettamente in sintonia con lo scritto di Antti Tuuri. Questa operazione non è obbligatoria, ma credo sia consigliabile a coloro che intendono carpire tutte le connotazioni culturali del romanzo La via eterna: mi sono perciò avvalso della consultazione di diversi portali online e alcuni saggi di storia contemporanea.

Il risultato è stato di scoprire una storia che in Italia viene bellamente ignorata, forse per concentrare l'attenzione sui moti politico-bellici italiani o delle altre grandi entità nazionali degli anni '30; la Finlandia così come la Repubblica di Carelia non rivestono un ruolo di primo grado (forse nemmeno di secondo) all'interno dei testi divulgativi e scolastici. A ben ragione è giustificato il mio iniziale spaesamento.

Antti Tuuri nel 2009. Foto di Soppakanuuna, CC BY-SA 3.0

In ogni caso, nonostante l'iniziale disorientamento, il nostro autore ha un'arma affilatissima per raccontare la sua storia e per accompagnarci nei segreti di quel tempo, ovvero la prosa. La prosa di Antti Tuuri è arida, povera di figure retoriche e di qualsivoglia abbellimento; la scrittura asciutta, educata, sobria, a volte minimale ci narra limpidamente, senza edulcorazioni morfosintattiche e retoriche, il dramma dei finlandesi “comunisti-socialisti” strappati dalla regione Ostrobotnia (e non solo) e costretti con la coercizione del Movimento fascista di Lapua a un'emigrazione coatta nella Carelia Sovietica o Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Carelia (istituita nel 1923).

La Carelia è una regione storicamente importante per la Finlandia, la Russia e la Svezia ed oggi è spartita tra Finlandia e Russia, rispettivamente in Carelia settentrionale e meridionale (finlandesi) e Repubblica Autonoma di Carelia. In Russia ci sono ventidue repubbliche federali su ottantacinque, tra cui ovviamente la Carelia: queste repubbliche - a differenza delle altre cellule statali - hanno la facoltà di stilare una costituzione propria e di avere una lingua ufficiale differente dal russo, in questo caso il finlandese-careliano e un'altra lingua baltofinnica, il vepso.

Come vedete, si tratta una situazione geo-politicamente che appare complessa già di primo acchito, e anche sul piano storico possiamo incontrare delle complessità: nel 1930 il Movimento di Lapua (nato a Lapua un anno prima), intraprese una massiccia campagna di espulsione contro coloro che etichettavano come socialisti e comunisti, per “spurgare” la Finlandia dalla loro nociva presenza.

Questo movimento di estrema destra nacque dall'esperienza della Guardie Bianche (milizia anti-bolscevica) e propagandò il nazionalismo anti-comunista in tutta la nazione, ma questo fascismo corporizzato non riuscì mai a prendere le redini del governo finlandese (cfr. ribellione fallita di Mäntsälä), nonostante la sua pesante influenza in tutto il territorio. Parallelamente Stalin invocò l'aiuto dei lavoratori di tutto il mondo per creare il paradiso (utopico) socialista per eccellenza, situato proprio nella Carelia slavo-comunista.

A questo appello risposero anche tantissimi finlandesi che negli anni '10 e '20 emigrarono in America e in Canada, alla ricerca speranzosa di migliori condizioni di vita, ma in seguito alla Grande Depressione del '29 abbandonarono l'utopia capitalista per abbracciare quella socialista - propugnata da Stalin - ritornando così in Finlandia o emigrando in Carelia.

Sulla scorta di queste migrazioni c'è il nostro protagonista Jussi Ketola, che però non abbraccia l'ideale staliniano spontaneamente, ma viene brutalmente percosso, rapito e costretto a lasciare il suo paese dai fascisti lappisti. La brutalità di queste azioni viene descritta da Tuuri placidamente e con un distacco incredibile, non per vuota empatia del narratore, bensì perché si è preferito far parlare la “Storia” e gli eventi stessi, senza il filtro del pathos e delle figure retoriche dello storytelling.

Vista dalla collina Isovuori a Jalasjärvi, in Ostrobotnia. Foto di Roquai, pubblico dominio

Il protagonista Jussi è costretto ad abbandonare la sua terra, la sua moglie Sofia in Ostrobotnia e a crearsi una nuova identità. In Finlandia lo danno tutti per morto. Nel paradiso dei lavoratori finno-careliani, nel kolchoz, Jussi cerca lentamente di rinascere, ormai ferito sia nel corpo che nell'animo. È una transizione lenta, dolorosa, a volte imposta dall'alto perché il lavoratore socialista non può permettersi di essere debole e un peso per i suoi compagni.

Il dramma raccontato di Tuuri è una tragedia nascosta a molti di noi, ignari delle pesantissime vessazioni del movimento lappista ai danni di puri innocenti. Jussi non si limita a lavorare, ma parla e inizia a pensare come un idealista staliniano, ma è sotto l'occhio vigile della polizia segreta sovietica, la quale gli obbliga anche di tenere sotto controllo i suoi compagni finlandesi.

La via eterna è una strada che unisce questi due mondi, in bilico tra la barbarie dei fanatismi e delle utopie-distopie fascio-communiste, un ritratto chiaroscurale sull'orrida realtà politica dei tempi e che non si risparmia in critiche e denunce su entrambi i fronti. Perché Jussi, nonostante abbia coltivato una nuova esistenza, è costretto ad essere tra l'incudine delle purghe staliniane e il martello del sensazionalismo xenofobo dei russi, che odiano le sanguisughe finlandesi.

E nel cuore dell'uomo c'è solo spazio per un piccolo bisogno, non il partito, non il lavoro, non il denaro o la gloria della nazione; soltanto la voglia di rivedere la sua terra.
La via eterna è un meraviglioso e cristallino arazzo che racconta una storia persa nella memoria dei macro-eventi storici. Una coraggiosa e riuscitissima pubblicazione da parti di Vocifuoriscena Edizioni, nella collana Lapis, tradotta e curata dall'ugrofinnista Marcello Ganassini.

La via eterna Antii Tuuri
La copertina del romanzo La via eterna di Antti Tuuri, pubblicato da Vocifuoriscena Edizioni nella collana Lapis, curato e tradotto da Marcello Ganassini

Il libro recensito è stato cortesemente fornito dalla casa editrice.


Nuove analisi ci informano sulla vita e la morte di Erik IX di Svezia

16 Marzo 2016

Erik IX il Santo viene messo in guardia durante la Messa. Dipinto murale dalla Cattedrale di Uppsala. Credit: Anders Damberg
Erik IX il Santo viene messo in guardia durante la Messa. Dipinto murale dalla Cattedrale di Uppsala. Credit: Anders Damberg

Erik IX Jedvardsson, detto il Santo, fu re di Svezia fino al 1160: è patrono, oltre che uno dei simboli del paese scandinavo. La leggenda narra della sua drammatica morte in battaglia, fuori dalla chiesa di Uppsala dove aveva appena celebrato la messa.
Purtroppo le fonti dell'epoca non parlano di lui. L'unico resoconto sulla sua vita è dunque la leggenda del santo, datata agli anni novanta del tredicesimo secolo, e che però si ritiene possa essere basata su un'altra leggenda anche parecchio più antica.
La leggenda parla di come Erik IX di Svezia fu scelto come sovrano, di come regnò giustamente e del suo essere un buon cristiano, del suo supporto alla Chiesa e della sua crociata contro la Finlandia. Fu ucciso nel 1160 da un pretendente al trono, di origine danese. I resti sono conservati dal 1257 in un reliquiario contenente 23 ossa, apparentemente dello stesso individuo, e accompagnate da una tibia non correlata.
Teschio e corona di Erik IX il Santo. Credit: Mikael Wallerstedt
Teschio e corona di Erik IX il Santo. Credit: Mikael Wallerstedt

Analisi furono condotte nel 1946, ma i metodi oggi disponibili hanno spinto ad effettuarne di nuove. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX è stato dunque aperto durante una cerimonia alla Cattedrale di Uppsala. Ricercatori di diverse discipline hanno potuto così effettuare analisi su quei resti. Le informazioni ricavate riguardano le sue condizioni generali di salute, la sua genealogia, la dieta e le probabili cause della morte.
Si tratta di un uomo tra i 35 e i 40 anni, alto 171 cm: la datazione al radiocarbonio è coerente con la morte supposta nel 1160. Non si sono ritrovate patologie: non soffriva di osteoporosi o fragilità ossea. Al contrario, la sua densità ossea è del 25% superiore a quella media moderna: si trattava di un individuo ben nutrito, di sana costituzione e che svolgeva rilevanti attività fisiche. La dieta indica il consumo di pesce d'acqua dolce, coerentemente col rispetto del divieto di consumo di carni. Sarebbe vissuto più a sud di Uppsala, nella provincia di Västergötland. Si tratta però di analisi al momento preliminari.
Tibia con tagli procurati in battaglia. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX il Santo è stato aperto durante una cerimonia a Uppsala. Credit: Anna Kjellström
Tibia con tagli procurati in battaglia. Il 23 Aprile 2014 il reliquiario di Erik IX il Santo è stato aperto durante una cerimonia a Uppsala. Credit: Anna Kjellström

Dal reliquiario si sono anche prelevati campioni di DNA: l'analisi dovrebbe però richiedere un altro anno. Il cranio presenta due ferite che però risultano guarite: sono forse spiegabili con la crociata contro la Finlandia.
La leggenda narra di come il re fu circondato da nemici che lo fecero cadere: qui fu ferito ripetutamente, lasciandolo mezzo morto. Fu quindi decapitato. Risultano in effetti almeno nove ferite, sette delle quali sulle gambe: probabilmente Erik il Santo portava un usbergo e gli arti inferiori erano meno protetti. Entrambe le tibie mostrano tagli in direzione del piede: l'assalitore era dunque di fronte. Una vertebra del collo è attraversata da un taglio: la cosa non sarebbe stata possibile durante la battaglia, senza rimuovere l'usbergo. Questi dati confermerebbero perciò un interludio tra la battaglia e la decapitazione.  Le ferite perciò non contraddicono in alcun modo il resoconto della leggenda, per quanto tarda.
Un articolo sulle scoperte verrà pubblicato sul prossimo numero del periodico Fornvännen.
Link: AlphaGalileo, EurekAlert! via Uppsala University


La storia dei virus è anche nelle ossa umane

27 Novembre - 1 Dicembre 2015
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Il DNA nei resti scheletrici rappresenta un'importante fonte di informazioni, e pure di virus infettivi. Poco è noto, tuttavia, circa la persistenza dei virus nelle ossa.
Un nuovo studio ha esaminato le ossa di settant'anni fa, di morti sui campi di battaglia della Karelia (in Finlandia) nella Seconda Guerra Mondiale. I resti presentavano ancora materiale genetico relativo a virus, fornendo per la prima volta la prova che le ossa umane sono adatte all'esplorazione alla ricerca del DNA di questi.
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Spiegate le differenze genetiche tra Finlandia ed Europa?

11 Maggio 2015
La composizione genetica della Finlandia è differente da quella del resto dell'Europa. Un nuovo modello genetico della popolazione, sviluppato da ricercatori dell'Health Science Center dell'Università del Texas a Houston, ha messo in evidenza un collo di bottiglia nella popolazione finlandese tra i diecimila e i ventimila anni fa, che non avvenne invece altrove in Europa. Non si è riusciti a trovare una spiegazione, però. I ricercatori hanno anche confermato un altro collo di bottiglia, nella popolazione africana tra i centomila e i duecentomila anni fa, associato forse all'emergere dei moderni umani.
Lo studio "Exploring population size changes using SNP frequency spectra", di Xiaoming Liu & Yun-Xin Fu, è stato pubblicato su Nature Genetics.
Link: Nature Genetics; The University of Texas Health


Finlandia: ritrovato il relitto della Hanneke Wrome?

1 Maggio 2015
Si sarebbe ritrovato in Finlandia il relitto dell'Hanneke Wrome, una nave che trasportava diecimila monete d'oro, merci e oltre duecento persone tra passeggeri ed equipaggio. La nave, salpata da Lubecca per Tallin l'undici novembre 1468, affondò dopo nove giorni.
Link: Helsingin Sanomat; Archaeology News Network via Xinhua


Finlandia, Mar Baltico: si svela il sapore dello champagne di 170 anni fa

20 Aprile 2015
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Cinque anni fa, dal relitto di uno scuna ritrovato a 50 metri di profondità al largo dell'arcipelago finlandese delle Åland, furono recuperate 168 bottiglie di champagne di oltre 170 anni fa.
Le bottiglie proverrebbero dai produttori Veuve Clicquot Ponsardin (VCP), Heidsieck e Juglar, e si sarebbero conservate molto bene grazie alla temperatura stabile, secondo uno studio comparso su Proceedings of the National Academy of the Sciences of the United States. La loro caratteristica più notevole sarebbe l'alto contenuto in zuccheri: taluni ritengono perciò che il contenuto della nave fosse destinato al mercato russo, che però richiedeva bevande con un contenuto di zuccheri persino più elevato. Le sfumature di sapore son state descritte in termini di affinità al cuoio, ai formaggi, al metallo, al fumo, o speziate, fruttate e floreali. I ricercatori avrebbero inoltre ottenuto altre informazioni sulle procedure di vinificazione dell'epoca.
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Finlandia: la birra maleodorante di 170 anni fa

5 Marzo 2015
Nella birra di 170 anni fa, ritrovata in un relitto nel Mar Baltico presso la costa finlandese, al largo delle Isole Åland, si sarebbero verificate infiltrazioni di acqua salata. L'attività batterica ha poi determinato un decadimento del contenuto della bottiglia, e una volta aperta dagli studiosi questo si è rivelato assai maleodorante.
Link: Live Science


La creazione del fiume Vuoksi e il cambiamento ecologico e culturale

20 Agosto - 15 Settembre 2014
La creazione del fiume Vuoksi, con conseguente abbassamento del livello delle acque nel lago Saimaa, comportò 6000 anni fa (medio Olocene) la creazione di nuova terra nella Finlandia orientale.
Questi eventi diedero luogo a cambiamenti non solo ecologici ma anche culturali nella regione. La popolazione toccò un massimo nelle decadi seguenti e l'alce (Alces alces) divenne una parte sempre più consistente della dieta. Seguirono ulteriori cambiamenti.
Lo studio "Event reconstruction through Bayesian chronology: Massive mid-Holocene lake-burst triggered large-scale ecological and cultural change", di AA. VV., segnalato da Science Daily, esamina i temi suindicati.
Link: The Holocene; Science Daily 


Ritrovate punte di freccia preistoriche nel Nord della Lapponia

7 Luglio 2014
Ritrovati diversi manufatti di epoca preistorica nel Nord della Lapponia.
Link: Yle Uutiset