Timo K. Mukka, L’urlo della terra

Timo Mukka è stato una rivoluzione nella letteratura finlandese degli anni ’60: sangue, morte, sesso, magia, in un piccolo villaggio lappone dove tutti vivono nella propria capanna spiando gli altri, assediati dal freddo nel lungo inverno, covando odii, desideri, passioni a volte incontrollabili. Esempio di plurilinguismo raffinato, “L’urlo della terra” è un testo che non ha smesso di scandalizzare un mondo di benpensanti, ancora oggi.

urlo della terra L'urlo della terra, di Timo K. Mukka, nella traduzione italiana di Antonio Parente e Nicola Rainò, edita da Vocifuoriscena (2022) con postfazione di Viola Čapková
La copertina di L’urlo della terra, di Timo K. Mukka, nella traduzione italiana di Antonio Parente e Nicola Rainò, edita da Vocifuoriscena (2021) nella collana Lapis, con postfazione di Viola Čapková

Amore e morte in Lapponia, oltre il Circolo polare artico. Mondo estremo, ma non periferico, quello del selvaggio Nord, territorio dove tutto accade, dominato dalla legge del più forte.

Al potere aspro e selvaggio degli elementi, gli uomini reagiscono con l’isteria artica, con l’abbandono al fanatismo delle sette religiose, con l’aperta ostilità verso tutto ciò che viene da fuori.

In questo mondo di eroi omerici, ogni giorno bisogna difendere la terra e il proprio prestigio, e persino gli anziani devono strappare letteralmente coi denti un pezzo di dignità, per continuare ad esistere. Giovani e vecchi si spiano nelle capanne anguste, pronti a disputarsi un momento di calore e d’intimità; uomini e donne si sfidano come in duello, contendendosi la carne più giovane. Tutto è lecito, se avviene all’interno del “gruppo”. Ma agli estranei nulla è concesso.

In questo mondo patriarcale, Martta, una ragazza di prorompente sensualità, infrange le regole cedendo a Oula, il lappone dagli occhi neri, lo straniero venuto dal Nord, l’innamorato errante in odore di sciamanesimo. Ne sortisce un intreccio lirico e tragico in cui la natura stessa si fa complice degli uomini, e la taiga, le nebbie e i ghiacci concorrono a creare occasioni, nascondigli, tane, tombe.

L’urlo della terra è autentica epica moderna, un grande romanzo tratteggiato dalla penna insieme realistica e poetica di un raffinato interprete della magia nordica.

Leggi la scheda su Vocifuoriscena: https://www.vocifuoriscena.it/catalogo/titoli-l_urlo_della_terra.html

Chiacchierata su Timo K. Mukka, L’urlo della terra

Sabato 17 Dicembre, ore 18:00: Incontro con Nicola Rainò, Marcello Ganassini ed Elisa Zanchetta.

L’evento è ospitato sulla Pagina Facebook di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale YouTube di ClassiCult e della Wunderkammer, sul canale Twitch della Wunderkammer, sui canali LinkedIn e Twitter di ClassiCult.

Presentazione degli oratori:

– Nicola Rainò, ha fatto studi linguistici, e ha lavorato nel mondo dell’editoria. Traduce saggi e testi letterari dall’inglese e dal finlandese. Dal finlandese ha tradotto romanzi di S. Oksanen, K. Hotakainen, T. Kyrö, A. Paasilinna, E. Itäranta, P. Statovci, M. Waltari. Dal 2002 dirige la rivista di cultura italo-finlandese La Rondine.

– Marcello Ganassini, ugrofinnista, ha curato l’edizione filologica del Kalevala e per Vocifuoriscena è direttore della sezione Letteratura finlandese.

– Elisa Zanchetta, germanista e ugrofinnista, ha conseguito la Laurea magistrale in Lingua e letteratura tedesca e ungherese presso l’Università di Padova, a cui ha associato lo studio del finlandese. Attualmente lavora come traduttrice presso diverse case editrici e, in particolare, collabora con Vocifuoriscena come consulente per le sezioni di magiaristica e ugrofinnistica.

Dove i classici si incontrano. ClassiCult è una Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Bari numero R.G. 5753/2018 – R.S. 17. Direttore Responsabile Domenico Saracino, Vice Direttrice Alessandra Randazzo

Write A Comment

Pin It