Un vantaggio evolutivo dalla maggiore tolleranza a fumo e a fuoco?

2 Agosto 2016
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Un nuovo studio, pubblicato su Molecular Biology and Evolution, relaziona di una mutazione genetica che avrebbe aiutato i moderni umani ad adattarsi al fuoco e al fumo, costituendo probabilmente un vantaggio evolutivo rispetto ai Neanderthal.

La mutazione si trova solo nei moderni umani e permetterebbe un'accresciuta tolleranza ai composti tossici generati dal fumo e dal fuoco. Se si respira fumo, è ideale metabolizzarlo non troppo velocemente, al punto da sovraccaricare il sistema e causare tossicità a livello cellulare. L'ipotesi evolutiva è che l'esposizione dei Neanderthal a grandi quantità di queste tossine possa aver condotto a problemi respiratori, diminuità capacità riproduttiva per le donne e maggiore propensione dei preadolescenti a malattie respiratorie causate da virus.

Lo studio "Divergent Ah receptor ligand selectivity during hominin evolution", di Troy D. HubbardIain A. MurrayWilliam H. BissonAlexis P. SullivanAswathy SebastianGeorge H. PerryNina G. Jablonski e Gary H. Perdew, è stato pubblicato su Molecular Biology and Evolution.

Link: Molecular Biology and EvolutionEurekAlert! via Molecular Biology and Evolution (Oxford University Press).

Un fuoco, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Dirk Beyer.


Il fuoco presso Liang Bua e la scomparsa dell'Homo floresiensis

29 Giugno 2016

Il dott. Mike Morley, dell'Università di Wollongong, Australia, con un campione di sedimenti preso da Liang Bua. Credit: Paul Jones | University of Wollongong
Il dott. Mike Morley, dell'Università di Wollongong, Australia, con un campione di sedimenti preso da Liang Bua. Credit: Paul Jones | University of Wollongong

Dopo la revisione delle stime relative alla datazione dei resti di Homo floresiensis, che li collocavano tra i 190 mila e i 60 mila anni fa, e il recente ritrovamento di strumenti litici successivi ad esso attribuiti (da datarsi invece a 50 mila anni fa), rimanevano aperte alcune questioni. In particolare, quelle relative alla convivenza con altre specie umane e riguardo quanto avvenuto nel sito in epoca successiva, tra i 46 e i 20 mila anni fa.

Una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Archaeological Science, ha cercato di colmare la lacuna circa quanto avvenuto tra i 46 mila e i 20 mila anni fa presso il sito di Liang Bua, sull'isola di Flores. Oltre a verificare un cambiamento climatico tra i 190 e i 20 mila anni fa, gli studiosi hanno effettuato ritrovamenti di focolari, da datarsi tra i 41 mila e i 20 mila anni fa. Non essendoci prove di utilizzo del fuoco da parte dell'Homo floresiensis durante i 130 mila anni di permanenza nel sito, il dott. Mike W. Morley ritiene che i candidati più probabili per la creazione di questi focolari (come mezzo per riscaldarsi o per cucinare) siano i moderni umani. Il ritrovamento spiegherebbe una sovrapposizione (e forse interazione) tra le due specie, alla quale sarebbe in ultima analisi riconducibile l'estinzione dell'Homo floresiensis sull'isola.

Il dott. Mike W. Morley sottolinea che ora sappiamo che l'Homo floresiensis sopravvisse solo fino a 50 mila anni fa presso Liang Bua, mentre i moderni umani arrivarono nel Sud Est asiatico e in Australia attorno ai 50 mila anni fa, se non prima. I nuovi ritrovamenti riducono il divario temporale tra le due specie, oltre ad essere tra le primissime testimonianze di presenza dei moderni umani nel Sud Est asiatico.

La grotta di Liang Bua sull'isola indonesiana di Flores. Credit: University of Wollongong
La grotta di Liang Bua sull'isola indonesiana di Flores. Credit: University of Wollongong

L’Homo floresiensis è un ominide dalle dimensioni ridotte, scoperto nel 2003 nella grotta di Liang Bua sull’isola indonesiana di Flores. Visse nel Tardo Pleistocene. Si tratta di un ominide di appena un metro di altezza circa, e con un cervello di dimensioni inferiori a quelle di uno scimpanzé. È stato popolarmente ribattezzato "hobbit".

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I Neanderthal usarono diossido di manganese per accendere il fuoco?

26 Febbraio 2016
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Nel loro passaggio in Francia, i Neanderthal hanno spesso lasciato blocchi neri di ossidi di manganese. Solitamente, si spiega il loro utilizzo come coloranti e mezzo di espressione.
Un nuovo studio, pubblicato su Nature: Scientific Reports, sfida questa interpretazione consueta: grazie ad analisi ed esperimenti, gli autori sono giunti alla conclusione che l'utilizzo più vantaggioso e sensato del diossido di manganese era quello nell'ambito dell'accensione del fuoco.
L'utilizzo del diossido di manganese per l'accensione del fuoco non è però noto dai moderni cacciatori raccoglitori: questa conoscenza si deve perciò essere persa nel tempo. La scoperta aprirebbe pure nuove possibilità circa le capacità cognitive dei Neanderthal. Oggi non sappiamo come i Neanderthal accendessero il fuoco 50 mila anni fa, ma accendere un fuoco con una selce (e senza metallo) diventa molto più semplice utilizzando il diossido di manganese. Tipicamente, allora si sarebbe conservato del legno secco, ma grazie al diossido di manganese il fuoco avrebbe pure tollerato l'utilizzo di legno più "fresco".
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[Dall'Abstract:] Diversi siti del Musteriano in Francia hanno consegnato diversi piccoli blocchi neri. L'usuale interpretazione è che questi ‘ossidi di manganese’ fossero raccolti per le loro proprietà coloranti e nella decorazione del corpo, potenzialmente per espressioni simboliche. I Neanderthal abitualmente utilizzavano il fuoco e nel caso in cui avessero bisogno di materiale nero per decorare, fuliggine e carbonella erano prontamente disponibili, mentre ottenere ossidi di manganese avrebbe avuto costi considerevolmente superiori. Le analisi di composizione ci conducono a dedurre che gli ultimi Neanderthal a Pech-de-l’Azé I selezionavano deliberatamente diossido di manganese. Gli esperimenti di combustione e le misurazioni termo-gravimetriche dimostrano che il diossido di magnanese riduce la temperatura di autoignizione e aumenta in maniera sostanziale il tasso di combustione del carbone di legna, spingendoci a concludere che l'utilizzo più vantaggioso per il diossido di manganese fosse nell'accensione del fuoco. Con prove archeologiche di focolai e la conversione di diossido di manganese in polvere, si sostiene che i Neanderthal a Pech-de-l’Azé I utilizzarono il diossido di manganese per l'accensione di fuochi e per produrre fuoco su richiesta.
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Fuoco, Rift Valley ed evoluzione

28 Dicembre 2015
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Secondo il geografo Michael Medler, i fiumi di lava della Rift Valley africana avrebbero fornito un'occasione per usufruire da subito del fuoco e permettere quindi una più rapida evoluzione per gli ominidi che lì vivevano.

Link: Live Science
Un fuoco, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Dirk Beyer.


Spagna: prime tracce di inquinamento da metalli pesanti

21 - 22 Settembre 2015
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Alcune delle prime testimonianze di inquinamento da metalli pesanti dovute ad attività umane provengono dalla Spagna. Gli studiosi hanno preso in considerazione quattro siti che presentavano alti livelli di concentrazione: la Grotta di Gorham e la Grotta Vanguard presso Gibilterra, El Pirulejo nella Spagna meridionale e Gran Dolina nella Sierra di Atapuerca.
Nel primo caso, rame, piombo, nickel e zinco sono stati ritrovati presso focolai Neanderthal. Nel secondo erano dovuti al fuoco, mentre nel terzo erano connessi all'utilizzo della galena come pigmento o materia prima per grani di collane. Nell'ultimo caso invece si è trattato di prodotti animali e non dovuti perciò ad attività umane.
Nonostante le alte concentrazioni (nel primo caso si rientra tra gli standard moderni di "terreno contaminato"), i luoghi non dovettero costituire una minaccia per gli Homo Sapiens, e ne dimostrano un'esposizione di lungo periodo.
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L'Uomo di Pechino controllava il fuoco?

19 - 20 Luglio 2015
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Da un sito nei sobborghi occidentali di Pechino vi sarebbero prove dell'utilizzo del fuoco prima di 600 mila anni fa. C'è sempre scetticismo quando si parla delle prime occorrenze di uso del fuoco (perché potrebbe essere dovuto a cause naturali), ma gli studiosi questa volta ritengono che le prove siano più ampie e sicure, in favore del fatto che l'uomo di Pechino fosse in grado di controllare l'elemento.
Link: Archaeology News Network, China Daily via Xinhua
Replica del cranio ritrovato nel 1929 presso Zhoukoudian di Homo erectus pekinensis, foto da WikipediaPubblico Dominio, caricata da e di Locutus Borg (José-Manuel Benito Álvarez (España)).
 
 


Perché gli umani costruiscono i loro fuochi allo stesso modo?

8 Giugno 2015
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Come mai, dall'alba dei tempi, gli uomini hanno costruito i loro fuochi allo stesso modo? Un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports spiega il perché.
A parità di altre variabili, infatti, i fuochi migliori sono quelli tanto alti quanto ampi: si tratta perciò della forma più efficiente per l'aria e per il flusso di calore. Questa sarebbe perciò di una di quelle cose che, senza neppure rendercene conto, si sono sempre fatte allo stesso modo, correttamente.
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[Dall'Abstract: ] Qui vediamo perché gli umani costruiscono in modo inconsapevole fuochi che sembrano tutti uguali: edifici di combustibile, tanto alti quanto ampi. Questa pila di combustibile è permeabile, l'aria la invade dalla convezione naturale e guida la combustione. Si mostra che la più rovente pila di combustibile che brucia avviene quando l'altezza della pila è più o meno la stessa del diametro della base. Studi futuri potranno indirizzarsi verso l'effetto formante del vento, il tipo di materiale, e il confezionamento. Un punto chiave è nel perché gli umani di tutte le ere si sono affidati a questo design per il fuoco, "inconsapevolmente". La ragione è che il flusso di calore dal fuoco facilita il movimento e la diffusione della massa umana sul globo.
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L'antica ossessione degli uomini per il cibo cotto

5 Giugno 2015

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Le tante trasmissioni televisive che si occupano di cibo e cucina sono oltremodo popolari in moltissimi luoghi al mondo. D'altra parte, siamo l'unica specie a far crescere il nostro cibo e a cucinarlo. Alcuni antropologi (come Richard Wrangham) hanno addirittura ipotizzato che si cominciò a cucinare addirittura 2 milioni di anni fa. Le prime prove vengono però dal Kenya, da Chesowanja (1,7 milioni di anni fa, ma ci sono contestazioni), e più di recente dalla grotta Wonderwork nel Sud Africa (1 milione di anni fa). Tuttavia l'utilizzo regolare e controllato del fuoco potrebbe essere anche di molto successivo.

Uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Society B ha preso in esame il problema. Cucinare richiede un insieme di sofisticate abilità cognitive, incluse la capacità di ragionamento causale, l'autocontrollo e la programmazione in anticipo.  Si tratta di caratteristiche che possiedono solo gli umani? Lo studio ha perciò dimostrato che gli scimpanzè preferiscono il cibo cotto, che comprendono la trasformazione avvenuta e sono in grado di generalizzare il rapporto causale, che sono disposti a pagare un prezzo in termini di tempo per ottenere cibi cotti, che sono disposti a cedere cibi crudi per trasformarli, e infine che possono trasportare o conservare cibo crudo fino alla prossima opportunità di cucinarlo.

Tutte queste considerazioni spingono perciò gli studiosi ad ammettere la possibilità che molte capacità necessarie al fine di cucinare erano possedute dai nostri antenati ominidi e primati, e che l'attività può aver preceduto la scoperta del fuoco.

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I Neanderthal si estinsero per l'incapacità di domare il fuoco?

20 Aprile 2015
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Le cause che portarono all'estinzione dei Neanderthal sono ancora oggetto di ampio dibattito: l'ultima proposta, formulata il 16 Aprile all'ottantesimo incontro annuale della Society for American Archaeology, ipotizza che ad essere determinante sia stata l'incapacità dei Neanderthal di imbrigliare il potere del fuoco, al contrario di quanto riuscirono a fare i moderni umani. Questi giunsero in Europa 45 mila anni fa, cinquemila prima dell'estinzione dei Neanderthal.
Link: Live Science; Discovery News
Ricostruzione della testa del fossile Shanidar 1, un maschio di Neanderthal che visse circa 70.000 anni fa (John Gurche 2010). Ricostruzione di John Gurche; fotografia di Tim Evanson (http://www.flickr.com/photos/[email protected]/7283199754/), da WikipediaCC BY-SA 2.0, caricata da Tim1965.