21 – 22 Settembre 2015
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Alcune delle prime testimonianze di inquinamento da metalli pesanti dovute ad attività umane provengono dalla Spagna. Gli studiosi hanno preso in considerazione quattro siti che presentavano alti livelli di concentrazione: la Grotta di Gorham e la Grotta Vanguard presso Gibilterra, El Pirulejo nella Spagna meridionale e Gran Dolina nella Sierra di Atapuerca.
Nel primo caso, rame, piombo, nickel e zinco sono stati ritrovati presso focolai Neanderthal. Nel secondo erano dovuti al fuoco, mentre nel terzo erano connessi all’utilizzo della galena come pigmento o materia prima per grani di collane. Nell’ultimo caso invece si è trattato di prodotti animali e non dovuti perciò ad attività umane.
Nonostante le alte concentrazioni (nel primo caso si rientra tra gli standard moderni di “terreno contaminato”), i luoghi non dovettero costituire una minaccia per gli Homo Sapiens, e ne dimostrano un’esposizione di lungo periodo.

Lo studio “Earliest evidence of pollution by heavy metals in archaeological sites”, di Guadalupe Monge, Francisco J. Jimenez-Espejo, Antonio García-Alix, Francisca Martínez-Ruiz, Nadine Mattielli, Clive Finlayson, Naohiko Ohkouchi, Miguel Cortés Sánchez, Jose María Bermúdez de Castro, Ruth Blasco, Jordi Rosell, José Carrión, Joaquín Rodríguez-Vidal & Geraldine Finlayson, è stato pubblicato su Nature – Scientific Reports.
 
Link: Nature – Scientific Reports; Canal UHU; CENIEH; Archaeology News Network via AFP
Un fuoco, foto da WikipediaCC BY-SA 3.0, caricata da e di Dirk Beyer.

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