Paestum CINA Covid-19

Paestum riapre, per ora in Cina: un segnale di speranza per superare la pandemia del Covid-19

Paestum riapre, per ora in Cina.
Un segnale di speranza per superare la pandemia del Covid-19

Paestum CINA Covid-19È di ieri mattina la notizia della riapertura al pubblico della mostra “Paestum - una città del Mediterraneo antico”, inaugurata lo scorso 26 novembre a Chengdu, capoluogo della provincia del Sichuan, e chiusa all’indomani dell’emergenza sanitaria che ha messo in ginocchio la Cina.
A comunicare le importanti novità è stato Wei Quan, direttore del Sichuan Museum, che ha indirizzato una missiva a tutto il Parco Archeologico di Paestum, nella persona del direttore, Gabriel Zuchtriegel. Dalle parole del direttore cinese si colgono sentimenti di solidarietà e speranza verso l’Italia che, proprio in questi giorni, sta vivendo momenti drammatici a causa del COVID 19.
Un destino comune quello di Italia e Cina che, con la riapertura dei musei cinesi, sembra avviarsi verso un epilogo positivo.
Da oggi 18 marzo 2020 in Cina sarà nuovamente possibile ammirare i 134 reperti provenienti dai depositi di Paestum: la speranza è che anche il Parco Archeologico di Paestum e gli altri istituti culturali possano riaprire al più presto le porte ai visitatori per continuare a comunicare a tutti la storia e la cultura italiana.

Paestum CINA Covid-19Di seguito lo scambio epistolare tra il direttore del museo di Sichuan, Wei Quan, e il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel.

 

Caro Direttore, caro staff del Museo del Sichuan,
Vi ringrazio di cuore per il messaggio di solidarietà e speranza che ci avete trasmesso. Siamo commossi dalla vicinanza
che ci state dimostrando in questo momento e dallo spirito umanitario che ha sempre contraddistinto i nostri
rapporti.
In questo frangente difficile per l'Italia, con il parco e il museo di Paestum chiusi per l'emergenza sanitaria, è un
immenso piacere apprendere che la mostra in Cina "Paestum - una città del Mediterraneo antico" riaprirà al pubblico.

Grazie alla collaborazione che abbiamo messo in campo sin dal 2018, possiamo dire che il rilancio di Paestum post-pandemia è partito, seppure da una sede lontana dal sito. Ciò ci riempie di speranza e di fiducia che tutti insieme potremo superare l'attuale difficoltà e uscirne più uniti e forti.
Grazie 谢谢
a presto

Gabriel Zuchtriegel, direttore
a nome dell'intero staff di Paestum

 

Testi e immagini dall'Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Paestum.
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Un progetto per Velia: uniti per ripartire

​Rilanciare il Parco Archeologico di Elea-Velia, una sfida certamente complessa.
Il MiBACT, con DPCM n.169 del 2 dicembre 2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 Gennaio 2020, ha inteso accorpare due importanti realtà archeologiche del territorio cilentano, il Parco Archeologico di Paestum e appunto il Parco Archeologico di Elea-Velia, estendendo anche a quest'ultimo l'autonomia amministrativa; il provvedimento stesso è entrato in vigore lo scorso 5 Febbraio ed ha suscitato certamente entusiasmi e speranze per coloro i quali hanno a cuore la rinascita del sito che ebbe tra i suoi più illustri figli i due filosofi Parmenide e Zenone.
Venendo un po' agli aspetti prettamente operativi, derivanti da una prima analisi delle criticità del Parco archeologico, per Zuchtriegel sarà necessario innanzitutto procedere alla messa in sicurezza del sito nella sua complessa estensione, e quindi con urgenza al taglio dell'erba che oramai invade una buona parte degli ambienti venuti alla luce. Sarà altresì fondamentale procedere alla riapertura al pubblico di Porta Rosa, oramai inaccessibile per i visitatori dal luglio del 2017, quando si verificò nelle sue vicinanze uno spaventoso incendio che arrivò a lambire la gola nella quale essa è collocata. Da ultimo, e in prospettiva futura (ma non troppo), si punta alla ripresa delle attività di scavo e restauro degli edifici, con l'introduzione di nuovi percorsi di visita, così da migliorare costantemente il servizio offerto ai visitatori.
L'attenzione del neo-Direttore si è focalizzata poi sulla nascita del futuro Museo Archeologico di Elea-Velia, che dovrà essere necessariamente intesa come una struttura complessa, all'interno della quale al ruolo fondamentale che dovrà essere certamente destinata l'esposizione dei reperti. Le attività di restauro e i laboratori destinati sia al pubblico dei visitatori che alla formazione degli archeologi impegnati  all'interno del sito vanno affiancati di pari passo e con spazi a tale scopo previsti.
Quindi dovrà essere un Museo concepito e realizzato nell'accezione moderna che a questi spazi culturali viene data attualmente, una struttura attiva e non passiva, che si rivolga e venga incontro alle esigenze di un pubblico di visitatori ampio e variegato, che intendono la visita al luogo culturale come esperienza certamente volta all'arricchimento del proprio bagaglio di conoscenze, ma pure come luogo di relax, di svago e di intrattenimento.
Questi i punti fondamentali toccati dal neo-Direttore durante l'incontro del 7 Febbraio, presso l'auditorium della Fondazione Alario a Marina di Ascea, che oltra al Direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, ha visto presenti i rappresentanti del territorio. Scopo dell'incontro la presentazione delle idee progettuali utili al rilancio del Parco Archeologico di Elea-Velia.
Tra i presenti il sindaco di Ascea, dott. Pietro D'Angiolillo, l'ex Presidente della Provincia di Salerno ed ex parlamentare europeo Alfonso Andria, attualmente membro del consiglio di amministrazione del Parco Archeologico di Paestum, il sindaco di Capaccio avv. Franco Alfieri, e l'attuale direttrice del Parco Archeologico di Elea-Velia, dott.ssa Giovanna Scarano.
Elea Velia Paestum
In apertura è stato letto un messaggio della dott.ssa Marta Ragozzino, neoeletta direttrice ad interim del Polo Museale della Campania, dal quale Velia dipendeva fino a poche settimane fa, la quale nel complimentarsi per l'auspicato e avvenuto accorpamento, ha ribadito la propria volontà nell'operare nel segno di una collaborazione scientifica e culturale, ritenuto percorso di fondamentale importanza affinché vengano raggiunti i risultati tanto attesi.
Da segnalare l'attento e lungimirante intervento del sindaco di Ascea, dott. Pietro D'Angiolillo, il quale ha focalizzato inizialmente l'attenzione sugli aspetti più pratici ed urgenti per ridare al Parco Archeologico eleate la meritata dignità, tra cui il taglio dell'erba che da mesi ormai invade i resti degli antichi edifici, la prosecuzione delle attività di scavo, restauro e consolidamento degli ambienti. Queste azioni sono ritenute fondamentali per ridestare l'attenzione dei visitatori, oltre alla necessità di avere guide turistiche operanti in lingua straniera, e al miglioramento del trasporto pubblico da e verso Marina di Ascea, ipotizzando anche l'implementazione di un servizio più efficiente e costante dei treni Frecciarossa.
Elea Velia Paestum
Tra gli altri argomenti trattati meritano certamente attenzione quello dedicato alla tanto invocata realizzazione di una struttura museale che accolga e valorizzi adeguatamente la miriade di reperti provenienti dagli scavi effettuati nel sito e sparsi tra le cappellette poste sull'Acropoli, la struttura di Palazzo Ricci-De Dominicis ad Ascea,  i musei che temporaneamente hanno accettato di accoglierli e i depositi ad essi annessi.
Il nuovo museo "dovrebbe" sorgere, come dichiarato dal Sindaco, in una struttura ubicata appena fuori i cancelli d'ingresso al Parco Archeologico, dove insiste un'area peraltro già acquisita a patrimonio comunale e per la quale è stato già redatto un progetto esecutivo da parte del Consorzio Velia da inserire nel prossimo PUC del comune di Ascea, per cui è lecito attendersi tempi non troppo lunghi per la sua realizzazione, tanto invocata ed attesa da cittadini ed enti pubblici e privati.
Altre proposte suggerite dal sindaco vanno dalla realizzazione di percorsi di visita abbinati alle eccellenze enogastronomiche del territorio, alla realizzazione di una sorta di Consorzio Regionale dei siti archeologici della Campania, il quale possa finalmente provare a dare più spazio a tante preziose evidenze archeologiche regionali, troppo spesso lasciate nell'indifferenza più totale.
Altro intervento molto apprezzato dal pubblico in sala è stato quello del sen. Alfonso Andria, il vero motore politico di questa unione fra i due siti cilentani, il quale ha innanzitutto voluto ricordare la figura dell'archeologo Mario Napoli, lo scopritore della meravigliosa Porta Rosa nel lontano 1964, che lui stesso ebbe modo di conoscere ed apprezzare nel corso di una delle sue primissime esperienze istituzionali. L'auspicio del senatore Andria, più volte ribadito, è che dall'unione dei due parchi archeologici possa nascere una nuova concezione dell'area cilentana, che metta al centro della propria idea di valorizzazione l'assoluta eccellenza dei propri aspetti territoriali, naturalisti, storico-archeologici ed enogastronomici, così da rendere compiuto per il Cilento quel concetto - tanto caro all'UNESCO - di paesaggio culturale. Con paesaggio culturale si intende un'area geografica nella quale è presente l'opera combinata della natura e dell'uomo. Pare la sede giusta per ricordare che il Cilento con Paestum e Velia è stato inserito nella lista dei siti Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO, da questo sottoposti a tutela.
Ultimo intervento, ovviamente quello più atteso, quello del neo-Direttore del Parco Archeologico di Paestum-Velia, dott. Gabriel Zuchtriegel, il quale, ben conscio della responsabilità e delle aspettative che nella sua persona e nel suo lavoro vengono riposte, ha voluto innanzitutto chiarire che quella tra Paestum e Velia è una fusione e non una annessione, vale a dire i due siti opereranno in sinergia tenendo ben distinte le rispettive peculiarità, i contesti e gli approcci; fondamentale a tal proposito il supporto, la vicinanza e l'impegno dei vari soggetti, pubblici e privati, operanti sul territorio, coi quali sarà necessario mantenere una profonda coesione per favorire il rilancio del sito di Elea-Velia. Degli aspetti operativi toccati dal neo-Direttore si è detto in apertura di articolo.
La sfida è certamente complessa ma, usando le parole più volte ripetute nel corso della serata, uniti si vince!
Tutte le foto sono di Camillo Sorrentino, Itinerando

Restauri a Paestum: Zuchtriegel: passo importante verso la manutenzione programmata

Al via nuovi lavori di restauro e manutenzione nel sito UNESCO di Paestum per un importo a base d’asta di 1,1mio Euro, con il contratto firmato a conclusione di una gara bandita dal Parco Archeologico e vinta dal consorzio Vittoria con sede a Bracigliano in provincia di Salerno. Come ha comunicato il Parco Archeologico, è la prima volta che un progetto di una tale portata viene bandito non su fondi europei o ministeriali, ma con i proventi del Parco stesso generati grazie alla gestione autonoma resa possibile dalla riforma Franceschini.

“Continuiamo a reinvestire gli introiti di un lavoro quotidiano di tutela, accoglienza e promozione svolto da una squadra straordinaria quale quella di Paestum, che ha portato a 140mila visitatori in più rispetto a quattro anni fa e a un bilancio ordinario più che raddoppiato, grazie anche a sponsorizzazioni e donazioni da parte di aziende e privati del territorio – sottolinea il direttore Gabriel Zuchtriegel – Con questo progetto facciamo un importante passo verso la manutenzione programmata che rappresenta la svolta decisiva nella conservazione del patrimonio: meno interventi di emergenza, più programmazione e monitoraggio continuo”.

Il progetto prevede la messa in sicurezza e il restauro di una parte dell’abitato antico di Paestum, ubicato tra il cosiddetto heroon e l’ekklesiasterion, con la creazione di nuovi percorsi e un aumento della leggibilità delle strutture antiche. Si tratta di un progetto pilota che servirà ai funzionari del parco come campione per ampliare la manutenzione programmata a tutta l’area archeologica, dove attualmente si svolge anche un importante progetto di scavi e restauri con fondi europei.

“Le campagne manutentive rappresentano un metodo complementare al restauro vero e proprio, - dichiara l’architetto del Parco Archeologico di Paestum, Lorella Mazzella - soprattutto per siti complessi come quello di Paestum per cui è stato necessario valutare cause a fenomeni di degrado in atto in una logica sistemica. Alle operazioni di manutenzione vengono affiancate ulteriori azioni di conoscenza e monitoraggio che confluiscono in un apposito sistema informativo che contribuirà, non solo a verificare l'efficacia delle operazioni di conservazione, ma anche alla programmazione dei cicli successivi di manutenzione”.

In concomitanza partono i lavori per il sistema di monitoraggio sismico del Tempio di Nettuno, elaborato insieme al Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno. L’uso di tecnologie avanzate sviluppate dall’Ateneo salernitano permetterà di osservare il comportamento dinamico dell’edificio millenario in tempo reale e monitorare eventuali deterioramenti strutturali. L’intervento è stato finanziato interamente da donatori privati del territorio, tra cui la famiglia D’Amico dell’azienda omonima di Pontecagnano, che ha fatto una donazione di 100mila Euro, e Roberto Savarese dell’azienda Sorrento Sapori e Tradizioni di Eboli, che ha contribuito con 10mila Euro.

 


Tempio dorico a Paestum. Ci sono novità grazie alle indagini del CNR

Dopo il ritrovamento – nel mese di giugno 2019 – di alcuni elementi smembrati di un tempietto dorico di V sec. a.C. presso le mura della città antica di Paestum in Campania, gli archeologi del Parco Archeologico, diretto da Gabriel Zuchtriegel, hanno acquisito nuovi dati che potrebbero portare all’ubicazione esatta dell’edificio – e allo scavo stratigrafico di quello che rimane nel sottosuolo di un monumento che è stato definito un “gioiello dell’architettura dorica tardo-arcaica”.

Capitello dorico. Foto: Parco archeologico di Paestum

Come il direttore insieme ai funzionari del Parco ha illustrato durante la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, svoltasi a Paestum dal 14 al 17 novembre, una prospezione geofisica, in grado di rilevare tracce sotterranee con metodi non-invasivi, ha permesso di individuare un’anomalia in corrispondenza al ritrovamento degli elementi in superficie, in via ipotetica identificabile con il tempio smembrato. La prospezione è stata condotta in collaborazione con il Parco e il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT), da un team multi-disciplinare dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) e dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente (Irea) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), sotto la direzione scientifica di Enzo Rizzo e Francesco Soldovieri. Coinvolti i ricercatori Ilaria Catapano, Luigi Capozzoli, Gregory De Martino, Gianluca Gennarelli e Giovanni Ludeno.

Nelle elaborazioni prodotte dagli scienziati del Cnr si vede una struttura rettangolare di 6 x 12 m circa. “Dimensioni che andrebbero bene con quanto abbiamo ricostruito in base agli elementi trovati in superficie, i quali permettono di ipotizzare un intercolunnio di 1,68 m”, commenta il direttore del Parco. “Quello che ci ha sorpreso è la struttura interna che si intravede: ci sembra essere un corpo centrale, una cella, circondata da un portico. Ma un tale tipo di impianto, chiamato periptero in virtù del fatto che è completamente circondato da colonne, di solito non viene adottato per edifici così piccoli, ma solo per grandi templi come quello di Nettuno a Paestum. Pertanto solo uno scavo scientifico potrà dare risposte certe”.

Prospezioni con georadar. Foto: Parco archeologico di Paestum

“Il team multidisciplinare del Cnr, costituito da Imaa e Irea, che da diversi anni in stretta collaborazione si occupa di esplorazione del sottosuolo, ha lavorato secondo un approccio multidisciplinare andando da una indagine a grande scala, come quella geomagnetica che ha investigato per circa 2 ettari individuando le zone di maggiore interesse archeologico, ad una investigazione di dettaglio”, commenta Enzo Rizzo (Cnr -Imaa).  “In una di queste aree”, continua Francesco Soldovieri (Cnr – Irea), “è stata condotta una campagna di prospezioni georadar. L’analisi dei dati georadar grazie ad approcci di elaborazione sviluppati dall’Irea ha permesso di identificare la planimetria di un ipotetico tempietto e la sua profondità di circa un metro”.

Georadar. Foto: Parco archeologico di Paestum

Il direttore del Parco ha ringraziato per “l’ampio sostegno che abbiamo ricevuto da tutte le parti”, dalla Soprintendenza di Salerno e Avellino retta da Francesca Casule e dai proprietari del terreno su cui insiste la struttura, l’Opera Pia “Pompeo Lebano” presieduta da Franco De Feo, al consorzio Ganosis quale appaltatore dei lavori di restauro e manutenzione sulle mura di Paestum che hanno portato alla scoperta del monumento nonché ai funzionari del Parco che hanno collaborato nelle attività di recupero e indagine. Non ha dimenticato di ricordare che il Parco di Paestum ha lanciato una campagna di fundraising per il recupero del tempio recentemente scoperto sulla piattaforma Artbonus (https://artbonus.gov.it/2016-5-parco-archeologico-di-paestum.html).
“Oltre all’eccezionale valore scientifico”, conclude Zuchtriegel, “il rinvenimento è per noi anche un’occasione per creare coesione e sinergie intorno al patrimonio archeologico, dimostrando in questa maniera che tutela, ricerca e valorizzazione sono parte di un unico cerchio, un’archeologia ‘circolare’ appunto, attenta ai temi della conoscenza e della fruizione accessibile e inclusiva”.


Ancora importanti ritrovamenti a Paestum

Scoperta una testa di travertino a Paestum: potrebbe essere un elemento di scultura architettonica.

Il rinvenimento è avvenuto durante una campagna di scavi stratigrafici promossa dall’Università di Bochum in Germania in collaborazione con il Parco Archeologico di Paestum e su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali (Mibact).

Testa arcaica da Paestum

“La finalità del progetto è di indagare meglio il cd. Tempio della Pace – dichiara Jon Albers, professore dell’Università di Bochum – ma abbiamo trovato anche elementi di un’epoca precedente”.

Come spiega Zuchtriegel: “In questi giorni stiamo recuperando importanti informazioni sulla scultura in pietra da Poseidonia. Il nostro auspicio è che, con il prosieguo della ricerca, riusciremo a ricostruire un quadro più dettagliato su questa forma di espressione artistica, finora poco nota a Paestum”.
Gli scavi nel cosiddetto Tempio della Pace, sul Foro romano di Paestum, continueranno ancora fino agli inizi di ottobre. Gli archeologi sperano di ottenere ulteriori elementi per inquadrare la scoperta in un contesto più ampio.


Scoperto frammento di scultura nel santuario di Athena

Il rinvenimento di una testa tardo-arcaica in pietra nel santuario di Athena, durante la campagna di scavo 2019 dell’Università degli Studi di Salerno, è l’ultima sorpresa riservata agli archeologi dal sito di Paestum.
Nei primissimi giorni di scavo, gli archeologi diretti da Fausto Longo hanno riportato alla luce un volto posto di tre quarti; il materiale pare sia lo stesso con il quale furono realizzati alcuni elementi decorativi del tempio di Athena. Il fatto che la superficie posteriore del reperto si presenti non rifinita conduce gli studiosi a ritenere che si possa trattare di un frammento di una lastra architettonica, forse una metopa; sarebbe la prima recuperata nel santuario della dea guerriera.

Testa dal santuario di Athena

“La scoperta del frammento è la dimostrazione che a Paestum c’è ancora tanto da indagare e da scoprire sulla storia di questa città – dichiara il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel – Finora la scultura in pietra da Paestum è nota soprattutto dal santuario di Hera alla Foce del Sele, ma non è detto che il quadro non possa cambiare in futuro, anche perché sappiamo che il tempio cosiddetto ‘Basilica’ con molta probabilità aveva metope scolpite: dovevano essere un centinaio, di cui finora non abbiamo traccia. La scoperta dei colleghi salernitani riapre la questione anche per il santuario di Athena”.
Questo rinvenimento si inquadra in un più ampio progetto di studi sul santuario di Athena volto a indagare l’area sacra, in particolare le fasi più antiche. “Per nostra fortuna non tutto il santuario è stato scavato negli anni ‘20 e ‘30 ed esistono ancora aree intatte da indagare – dichiara Fausto Longo, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Salerno – Anche quest’anno, l’équipe di ricerca salernitana sta scavando l’edificio sud-est al quale erano state attribuite le terrecotte architettoniche esposte nel Museo, tra i documenti più antichi provenienti da questa zona dell’area archeologica”.
Tutti i giorni sarà possibile visitare lo scavo in corso. L’appuntamento è dal lunedì al venerdì, dalle 12:00 alle 12:30, per poter osservare gli archeologi al lavoro e dialogare sui temi dell’archeologia e della ricerca archeologica di Paestum.


Paestum in un futuro senza di noi? Ultime prove per la mostra che racconta i disastri ambientali futuri scavando nel passato remoto

Quale sarà il futuro della memoria in un mondo segnato dalle catastrofi ambientali e dai cambiamenti climatici? La mostra “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”, che aprirà il 4 ottobre 2019 al Parco Archeologico di Paestum, gira intorno a questa domanda agghiacciante – ma anche stimolante se inquadrata in una prospettiva di speranza e responsabilità.

Unendo archeologi, scienziati, scrittori e artisti contemporanei, la mostra, a cura di Paul CarterAdriana  Rispoli Gabriel Zuchtriegel, racconterà la storia del territorio di Paestum, la greca Poseidonia, attraverso il rapporto tra gli uomini e l’ambiente, in particolare il mare. Fondamentali per l’elaborazione del tema della mostra saranno le proiezioni sui cambiamenti climatici e ambientali che potrebbero investire la Piana del Sele nei prossimi 100 anni, elaborate dal Centro di Studi sui Cambiamenti Climatici nel Mediterraneo. Inoltre, in questi giorni si sono svolte con successo le prove tecniche per il video-mapping sul Tempio di Nettuno dell’artista napoletana Alessandra Franco che andrà in scena nell’ambito della mostra. Archeologia, arte e scienza: tutti uniti nel tentativo di sensibilizzare il pubblico su di un tema cruciale.

Poseidonia. Statere incuso

“Dopo le previsioni preoccupanti pubblicate da parte di scienziati di tutto il mondo, è la prima mostra che integra il discorso sui cambiamenti climatici con una prospettiva storica e archeologica –  spiegano il direttore di Paestum Gabriel Zuchtriegel e il co-curatore anglo-australiano Paul Carter, autore di Turbulence: Climate Change and the Design of Complexity – l’obiettivo è di attirare l’attenzione su una storia caratterizzata dall’espansione imperialistica, dall’asservimento coloniale, da sostanziali e insostenibili cambiamenti ambientali e, soprattutto, dalla capacità delle società umane di comprendere cambiamenti imprevisti, adattarsi e ricostruirsi. Vogliamo mostrare la rilevanza del passato per il futuro: la nostra responsabilità come custodi del patrimonio culturale è la costante reinterpretazione delle realizzazioni passate alla luce di ciò che conosciamo e di cui facciamo esperienza nel presente”.

Tra i protagonisti del progetto e del corposo catalogo, oltre a archeologi, storici e scienziati, c’è anche Andrea Marcolongo, autrice di “Una lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco” e “La misura eroica”. Nel suo contributo la scrittrice evidenzia le ragioni per le quali Poseidonia, la città di Poseidone, dio del mare, è un luogo speciale per affrontare la storia del clima e dell’ambiente: “Prima ancora di essere associato agli oceani, Poseidone era il dio chiamato da Omero ed Esiodo gaiéochos, ‘colui che feconda la terra’, oppure ennosìgaion, ‘colui che la stessa terra scuote con i terremoti’. Ecco il primo dei paradossi - saranno moltissimi, tutti affascinanti - che s’incontrano ripercorrendo a ritroso la storia della divinità che diede il nome alla città di Poseidonia, fondata da coloni greci giunti in nave da Sibari intorno al 600 a.C.”.

Installazione di Alessandra Franco

L’idea della mostra, che è co-finanziata dalla Regione Campania e comprende anche la realizzazione di vetrine cilindriche che con la loro forma richiamano l’installazione dedicata alla Tomba del Tuffatore di Carlo Alfano, è nata nel 2018 da una visita di Zuchtriegel alla Galleria Nazionale di Roma, la cui direttrice Cristiana Collu fa parte anche del comitato scientifico della mostra. “Quando vidi il quadro di Federico Cortese ‘Ruderi di un mondo che fu…’, realizzato nel 1892, che mostra i templi di Paestum sott’acqua, mi venne in mente uno studio recentemente pubblicato su Nature Communications, nel quale si prospettano danni gravi causati dall’alzamento del livello del mare e dall’erosione di costa in 42 su 49 siti UNESCO intorno al Mediterraneo analizzati dagli autori, tra cui Paestum” – racconta Zuchtriegel. Il quadro sarà l’unica opera prestata in mostra, mentre gli altri oggetti provengono dalle collezioni di Paestum; in parte si tratta di oggetti mai esposti prima.

Info:

Titolo: “Poseidonia città d’acqua: archeologia e cambiamenti climatici”

Date: 4 ottobre 2019 – 31 gennaio 2020

Luogo: Museo Archeologico Nazionale di Paestum

Tutti i giorni (escluso il lunedì) dalle ore 8:30 alle ore 19.30 (ultimo biglietto 18:50).

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al sito, nel biglietto annuale Paestum Mia e nella card Adotta un blocco.

Sito web: http://poseidonia-citta-dacqua.eu/


Capitello dorico. Parco archeologico di Paestum

Da Paestum riemergono elementi architettonici di un edificio dorico

Durante alcuni lavori di pulizia lungo il versante occidentale delle mura di Paestum, alcuni archeologi del Parco archeologico hanno scoperto capitelli, colonne, cornicioni e metope che erano coperti sotto uno spesso strato di fogliame. Probabilmente, questi elementi architettonici facevano riferimento in antico ad un edificio di stile dorico all’interno della città. La scoperta più curiosa è quella relativa ad un pannello, forse una metopa in arenaria decorata con tre rosette a rilievo, note anche in altri edifici dorici costruiti tra il VI e ed il V secolo a.C. nel territorio di Paestum. I lavori di pulizia delle mura sono stati avviati solo qualche giorno fa nell’ambito di un progetto europeo finanziato con fondi strutturali miranti al restauro e alla riqualificazione della cinta muraria della città lunga circa 5 km.

Metopa con decorazione a rosette. Parco archeologico di Paestum
Metopa con decorazione a rosette. Parco archeologico di Paestum

I reperti possono considerarsi ritrovamenti occasionali accumulati lungo le mura durante lavori agricoli negli anni ’60 ma di estremo interesse archeologico in quanto presentano ancora tracce di policromia, pittura di color rosso e di intonaco. Sembrano appartenere ad un edificio di piccole dimensioni, un tempietto o forse un portico, risalente al periodo di realizzazione della più famosa Tomba del Tuffatore di Paestum che si data tra fine VI ed inizio V secolo a.C.

Il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel spiega che la zona in passato ha restituito diverso materiale archeologico, in particolare una stipe votiva contenente statuette di divinità femminili in trono e frammenti ceramici databili tra VI e III secolo a.C. La stipe si trovava in quello che in antico era il quartiere ceramico, il kerameikos di Paestum, dove si producevano famosi vasi. Tra il quartiere artigianale e la cinta muraria doveva trovarsi anche questo piccolo edificio, un vero gioiello dell’architettura dorica magno – greca di età tardo arcaica. I preziosi reperti sono stati recuperati e portati nei depositi del Museo dove saranno sottoposti ad una serie di analisi e di interventi di consolidamento.

Capitello dorico. Parco archeologico di Paestum
Capitello dorico. Parco archeologico di Paestum

Della scoperta sono stati informati il Direttore Generale per l’Archeologia, Gino Famiglietti e il Soprintendente delle province di Salerno, Avellino e Benevento, Francesca Casule per concordare una strategia di intervento e di indagine  che mira allo studio del territorio.


Parco Archeologico di Paestum

Giornata su autismo e musei a Paestum. Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Giornata su autismo e musei a Paestum

Il Parco cresce ancora: +15% nel primo trimestre

Parco Archeologico di PaestumNumeri, ma non solo: il Parco Archeologico cresce. Aumentano, oltre ai visitatori che nei primi tre mesi del 2019 hanno fatto un balzo del +15% in avanti, anche le forme di fruizione inclusiva nella città magno-greca meglio conservata. Il 2 aprile, Giornata Mondiale sulla Consapevolezza dell'Autismo, un convegno nel Museo Archeologico Nazionale ha fatto il punto sulla fruizione del sito da parte di persone affette da disturbi dello spettro autistico. Come ha evidenziato il direttore del Parco Archeologico di Paestum, Gabriel Zuchtriegel, si è voluto creare un'occasione per "parlare non delle persone interessate, ma con loro. Spesso le persone non soffrono tanto dell'autismo, quanto dell’intolleranza e incomprensione da parte degli altri. Noi come Museo nel nostro piccolo vogliamo contribuire ad abbattere le barriere di questa mancata inclusione, perché crediamo che la diversità possa essere un arricchimento per tutti, premesso che il contesto sia tale da consentirlo."

Tra i relatori del convegno Alfonso Andria, membro del Consiglio di Amministrazione del Parco Archeologico; Vincenzo Inverso, Consigliere del Parco Nazionale del Cilento; Enrico Deuringer dell’Ufficio Stampa Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee. Sono intervenuti inoltre Paolo Maietta del Centro Europeo per l’autismo di Cicerale; Paolo Sarra dell’Associazione “Autismo fuori dal silenzio” di Eboli; Mariajosè Luongo e Marco Vasile dell’Ufficio Fruizione che hanno raccontato le esperienze vissute da tutto il gruppo di lavoro sui progetti relativi all’accessibilità messi in campo dal Parco Archeologico di Paestum. Hanno concluso i lavori Luisa Varriale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” e Giovanni Minucci, rappresentante dell’Associazione Cilento4all che, nell’ambito del progetto “Un Tuffo del Blu” dedicato a bambini e ragazzi speciali, ma in generale a tutti, si occupano anche della formazione del personale del Parco impegnato nelle attività didattiche. Nel corso della giornata sono stati esposti al pubblico alcuni lavori realizzati dagli alunni dell’IIS “Basilio Focaccia” di Salerno durante i laboratori dei linguaggi espressivo-creativo.

Intanto, il Parco Archeologico di Paestum cresce anche in termini di flussi. Tra gli effetti positivi che hanno contribuito ad un ulteriore ampliamento della fruizione, aumentata del 42% negli ultimi tre anni, si annovera l'iniziativa #iovadoalmuseo voluta del Ministro Bonisoli che prevede un aumento delle gratuità. "Anche l'abbattimento di barriere economiche contribuisce all'accessibilità - rammenta il direttore - Siamo felici che Paestum si pone sempre di più come un punto di riferimento non solo storico-archeologico, ma anche socio-culturale in un territorio che ha tutte le caratteristiche per uno sviluppo virtuoso."

INFO SULLE GRATUITÀ AL PARCO ARCHEOLOGICO DI PAESTUM:

Le prime domeniche del mese da ottobre a marzo e tutti i giovedì pomeriggio ingresso gratuito dalle ore 18:00 alle 19:30, ultimo ingresso ore 18:50.

Ogni primo e terzo giovedì del mese, aperitivi al museo con SlowFood Cilento. Costo dell’iniziativa € 5,00, da pagare in biglietteria dopo aver ritirato il biglietto gratuito di ingresso al museo e all’area archeologica. L’ingresso è gratuito per chi non partecipa all’aperitivo.

L’ingrediente di questo giovedì, 4 aprile è il carciofo di Paestum, protagonista delle tavole primaverili, preparato dallo chef stellato Christian Torsiello dell’osteria Arbustico in un intrigante Lollipop al carciofo accompagnato dalla birra artigianale Fruma.

Testo e immagini da Ufficio Stampa Parco Archeologico di Paestum

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#iovadoaPaestum Aperture gratuite e aperitivi al museo tutti i giovedì pomeriggio

Il Parco Archeologico di Paestum ha approntato il suo piano delle gratuità per l’anno 2019, in approvazione del decreto Mibac del Ministro Bonisoli.

Le grandi novità di Paestum saranno l’ingresso gratuito al museo e all’area archeologica tutti i giovedì da marzo a dicembredalle ore 18:00 alle ore 19:30 e, anche, il 15 giugno, festa del Santo patrono e il 3 dicembre, giornata internazionale della disabilità. Il Parco, inoltre, darà attuazione alle disposizioni ministeriali in materia di giornate a libero accesso garantendo l’ingresso gratuito nelle prime domeniche del mese da ottobre a marzo e nella settimana della cultura dal 5 al 10 marzo 2019.

“Il Parco Archeologico di Paestum ha cercato di sfruttare al massimo le potenzialità concesse dalla forma di gestione autonoma – dichiara il direttore Gabriel Zuchtriegel – E’ stata così definita una peculiare strategia promozionale che tiene conto delle esigenze degli utenti e dell’ambito territoriale di riferimento. Con questo piano di gratuità, la nostra volontà è quella di far divenire Paestum uno scenario attivo, capace di stimolare e costruire sempre nuove forme di inclusione e accessibilità dal forte valore sociale. Ci siamo immaginati il museo come un’agorà, una piazza di incontri e confronti allietati da momenti di convivialità e diletto”.

Il Parco Archeologico di Paestum sta, oramai da diversi anni, perseguendo questo legame con il territorio e con i suoi pubblici locali su più fronti. Il biglietto annuale Paestum Mia, ad esempio, si pone quale strumento preferenziale per vivere Paestum ogni giorno, al costo di un biglietto del cinema.

A sostegno della campagna di comunicazione per le aperture gratuite pestane, è stato lanciato l’hashtag #iovadoaPaestum che riprende quello ideato dal ministro nella campagna istituzionale nazionale.

Il decreto Mibac, come da regolamento già in vigore, conserva tutte le gratuità per i minori di anni 18, per le scolaresche, per alcune tipologie di studenti e docenti, oltre che per altre categorie protette come i diversamente abili. Inoltre, riduce a € 2 il biglietto ai giovani dai 18 ai 25 anni e non più alla metà del titolo di accesso intero.