Incontri di archeologia: da giovedì 25 ottobre, riparte il ciclo di conferenze al MANN

Un filo rosso che lega i momenti di approfondimento scientifico alle grandi mostre in programma al MANN; un’incursione costante nel contemporaneo per raccontare quanto sia perennemente viva la civiltà antica.

Si colora di presente e dinamismo la rassegna “Incontri d’archeologia” che, per la programmazione 2018/2019, giunge alla ventiquattresima edizione: come da tradizione, ogni giovedì, alle 16, gli studiosi di arte classica (e non solo) potranno trovare nell’Archeologico un felice spazio di confronto, partecipando all’ “operatività culturale” del Museo negli ambiti di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Oltre venti appuntamenti, dunque, programmati a cura del Servizio Educativo del Museo (responsabile: Lucia Emilio), saranno calendarizzati dal 25 ottobre 2018 al 29 maggio  2019 in Sala Conferenzesi partirà giovedì prossimo, dopo il saluto introduttivo del Direttore Paolo Giulierini, con l’intervento di Adele Campanelli dedicato al “Silenzio dei resti archeologici”.

Proseguirà l’8 novembre Alessandra Pagliano con un focus di approfondimento su “Le ore del sole”, esposizione prevista al Museo sino al 31 gennaio, mentre Dario Del Bufalo, la settimana successiva (15 novembre), analizzerà una delle meraviglie delle nostre collezioni, la Tazza Farnese, con particolare riferimento alle antiche tecniche di incisione delle agate; ancora, in significativo rapporto con le recenti scoperte scientifiche di matrice pompeiana, Gianni Ricciardi, giovedì 29 novembre, esporrà nuove considerazioni vulcanologiche e interpretative inerenti all’eruzione del 79 d.C.

Tre gli incontri di dicembre: giovedì 6 alle 16, Mario Grimaldi tratterà de “Il mondo degli eroi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli”, legandosi all’esperienza della mostra “MANNHERO”, che, nella sezione archeologica, ha permesso di esporre, per la prima volta, decine di reperti appartenenti ai depositi museali; a seguire, nello stesso pomeriggio alle 17.30, atmosfere natalizie nella conferenza “Presepe continuum”, per ritrovare somiglianze tra le figure delle nostre opere ed i personaggi del presepe classico napoletano. Fra teatro ed arte, ancora, si dipanerà l’analisi di Giovanni Greco che, il 20 dicembre, tratterà del dramma satiresco di Sofocle.

Si riprenderà il 17 gennaio con lo sguardo attento di Rosaria Ciardiello sulla Villa di Cicerone nelle collezioni del MANN; la settimana successiva, Gaetano Di Pasquale, docente presso il Dipartimento di Agraria dell’Università “Federico II” di Napoli, inaugurerà il percorso “Archeobotanica”, vera e propria “rassegna nella rassegna”, sviluppata in diverse date (24 gennaio, 21 febbraio e 21 marzo) per raccontare quanto il mondo della natura abbia influenzato non soltanto la creazione artistica degli antichi, ma anche la ricerca dei moderni archeologi.

Passioni ed emozioni saranno protagoniste degli incontri di febbraio: giovedì 7, Stella Pisapia si soffermerà sui pavimenti di Pompei che “raccontano storie di uomini”; il pomeriggio di San Valentino, Maria Lucia Giacco, naturalmente, seguirà un “Percorso sull’amore”.

Ancora analisi delle collezioni del MANN, con particolare riferimento ai tessuti, nell’incontro a cura di Luisa Melillo, in programma il 7 marzo; archeologia subacquea e ville tra Campania e Lazio, invece, saranno protagoniste dell’analisi di Michele Stefanile (14 marzo).

Aprile sarà il mese “consacrato” alle grandi mostre in programma al MANN: se Giuseppe Pavanello, giovedì 4, si soffermerà sul rapporto tra Canova ed il mondo classico, Simonetta Graziani anticiperà, l’11 aprile, i temi del progetto espositivo dedicato agli “Assiri all’ombra del Vesuvio”.

Sarà targato Université de Nantes, ancora, l’incontro con Ludi Chazalon del 18 aprile, dedicato a “Visualizzare la violenza dei miti nella ceramica attica”.

Archeologia e territorio negli incontri di maggio: Pierfrancesco Talamo si occuperà de “La piana campana durante la preistoria” (8 maggio), Valentina Cosentino racconterà la necropoli di Capua antica (15 maggio), Giovanna Greco estenderà lo sguardo allo spazio globale, al “tema delle migrazioni e alle storie avventurose dei Greci in Occidente” (29 maggio).

“Un appuntamento tradizionale del MANN diviene un’occasione per parlare in modo innovativo della ricerca archeologica, legata strettamente all’attività museale. Il coinvolgimento di diversi istituti e studiosi nell’allestimento del programma conferma la qualità della strada culturale intrapresa”, commenta il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini.

La partecipazione agli “Incontri di Archeologia” è gratuita, previa prenotazione presso il Servizio Educativo del MANN (dal lunedì al venerdì/ore 9-15/ tel: 0814422328 e 0814422329).


Il Polo Museale della Calabria: la sua istituzione e le sue attività

Il Polo Museale della Calabria: la sua istituzione e le sue attività

Museo Archeologico Nazionale di Locri

Locri (Reggio Calabria) - Mercoledì 20 aprile 2016 – ore 17.30

Dott.ssa Angela Tecce - Direttore Polo Museale della Calabria

Mercoledì 20 aprile 2016, alle ore 17.30, a Locri (Reggio Calabria), nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Locri, si terrà un incontro sul tema Il Polo Museale della Calabria: la sua istituzione e le sue attività.

Interverranno: Angela Tecce, direttore del Polo Museale della Calabria e Rossella Agostino, Vincenzo Ammendolia, Gregorio Aversa, Adele Bonofiglio e Nella Mari, direttori dei musei e dei luoghi d’arte afferenti al Polo.

Questi i luoghi d’arte e le strutture museali ricadenti nel Polo Museale della Calabria con i relativi responsabili attenzionati nell’assise locrese:

Cosenza - Galleria Nazionale di Cosenza: Nella Mari;

Locri (Reggio Calabria) – Parco archeologico e museo archeologico di Locri e Museo e Parco archeologico antica Caulonia di Monasterace (Reggio Calabria): Rossella Agostino;

Roccelletta di Borgia (Catanzaro) – Parco Archeologico e Museo archeologico nazionale di Scolacium, Parco archeologico e museo archeologico di Capo Colonna (Crotone) e Museo archeologico nazionale di Crotone: Gregorio Aversa;

Capo Rizzuto (Crotone) – Le Castella, La Cattolica di Stilo (Reggio Calabria) e la Chiesa di San Francesco d’Assisi di Gerace (Reggio Calabria): Vincenzo Ammendolia;

Cassano all’Ionio (Cosenza) – Museo archeologico nazionale e Parco della Sibaritide e Museo archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia: Adele Bonofiglio.

Leggere di più


Ricordi e premiazioni nel 5° anniversario del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Nella ricorrenza del 155° dell’Unità d’Italia

Ricordi e premiazioni nel 5° anniversario

del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

 Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

giovedì 17 marzo 2016 ore 12.00

image001 (26)
Nell’ambito della quinta ricorrenza dell’istituzione del Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, inaugurato a Porta San Pancrazio il 17 marzo 2011, un incontro promosso da Roma Capitale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dedicato al “Progetto accoglienza prime classi”, portato avanti dal 2011 a oggi dall’Associazione Amilcare Cipriani – Comitato Gianicolo in collaborazione con l’Istituto Superiore Federico Caffè, progetto che ha coinvolto oltre mille alunni nella conoscenza del territorio gianicolense e della storia della Repubblica Romana, anche attraverso la visita al Museo e al collegato Mausoleo Ossario Garibaldino.
 
Nel corso dell’incontro saranno rievocate le iniziative promosse in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia che hanno coinvolto il Colle, a partire dalla nascita stessa del museo, mediante la proiezione di uno slide show relativo alla giornata storica del 17 marzo 2011 ed alle attività di promozione svolte nell’arco degli ultimi cinque anni dal Comitato Gianicolo, che culminerà poi nella consegna di un riconoscimento speciale alla Preside dell’Istituto da parte dell’Associazione. Riconoscimenti saranno conferiti nell’occasione anche ad accompagnatori e guide coinvolti negli anni nelle varie attività destinate alle scolaresche.
Leggere di più


"Per una nuova primavera delle Università", incontro alla Sapienza di Roma

21 marzo
Per una nuova primavera delle Università

Rilanciare l’Università, rilanciare il Paese
lunedì 21 marzo 2016, ore 11.30
Aula I – Edificio Geologia, piazzale Aldo Moro 5 - Roma

800px-Innenhof_des_Palazzo_della_Sapienza
Il 21 marzo 2016 la Sapienza aderisce alla manifestazione nazionale "Per una nuova primavera delle Università", promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui) in contemporanea in ciascun Ateneo italiano, per richiamare l’attenzione pubblica sul ruolo fondamentale della formazione superiore e della ricerca per il rilancio e lo sviluppo del Paese.
In linea con lo spirito della proposta, la Sapienza promuove un incontro pubblico dedicato alle principali emergenze del sistema-Università, che saranno discusse dagli “addetti ai lavori” in un'ottica di condivisione e di proposta.

Leggere di più


Roma, incontro "Comunicazione e propaganda: l'esperienza della Grande Guerra nella collezione dei manifesti"

MUSEO ROMA IN TRASTEVERE, ORE 16

 COMUNICAZIONE E PROPAGANDA:

L’esperienza della Grande Guerra nelle collezioni dei manifesti

della Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

Incontro a cura di Maria Pia Critelli

comunicazione_e_propaganda_l_esperienza_della_grande_guerra_nelle_collezioni_dei_manifesti_della_biblioteca_di_storia_moderna_e_contemporanea_large
Durante la Grande Guerra il manifesto costituisce uno dei principali mezzi di propaganda e persuasione visiva. Immagini, parole e slogan vengono utilizzate per convincere ed educare la collettività, cui viene offerta una rappresentazione della guerra lontana dalla realtà del fronte e dei combattimenti, spesso amplificata attraverso altri strumenti quali le cartoline e i francobolli.
Leggere di più


Bari, settimo Mercoledì con la storia: "Medioevo e Risorgimento"

“Mercoledì con la storia”, VIII edizione
Duccio BALESTRACCI
Medioevo e Risorgimento

10348445_1165396550152136_2173911904725268012_n
Mercoledì 16 marzo 2016 alle ore 18 presso la Libreria Laterza di Bari, per il nuovo appuntamento dei Mercoledì con la storia ospiteremo Duccio Balestracci che, dialogando con Victor Rivera Magos, ci parlerà di Medioevo e Risorgimento. Partendo dal suo saggio Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (Il Mulino), lo storico senese affronterà il tema della costruzione dell’identità italiana: «Non è facile arrivare a definire un’identità nazionale per un paese che, per secoli, ne ha avute fin troppe. Ma nell’Ottocento per storici, politici, scrittori, artisti, l’epoca nella quale tutta l’Italia può identificarsi è quella medievale. Alla costruzione dell’identità medievale nazionale contribuisce in modo determinante il Risorgimento: sui palcoscenici della lirica; nelle pagine di romanzieri e poeti; nelle architetture dei puristi; sulle tele di pittori e, in generale, in tutto l’immaginario collettivo degli italiani. Una invenzione della tradizione le cui tracce sono ancora visibili nella cultura italiana contemporanea». Il presupposto del saggio di Balestracci è dunque mostrare in che modo la cultura risorgimentale abbia voluto ritrovare nei secoli medievali il momento fondativo dell’identità italiana. Un’operazione di questo calibro, infatti, comportò delle forzature e manipolazioni per rispondere alle necessità della politica: «Ci s’immagini in quale modo potesse venire enfatizzato all’epoca, in tal senso (e, seppur in ben diverso contesto, ancora in tempi recenti), un evento come la famosa battaglia di Legnano del 1176, quando i comuni italiani riuniti nella Lega Lombarda scacciarono il Barbarossa e con lui i tentativi dell’Impero di egemonizzare l’Italia del nord». Passando dalla musica alla letteratura, dalla storia all’architettura, Balestracci ci condurrà dunque alla scoperta del Medioevo letto dal Risorgimento, per insegnarci a leggere correttamente le vere tracce della nostra identità.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale nell’Università di Siena. Fra i suoi libri ricordiamo La festa in armi (2001), Le armi, i cavalli, l’oro (2003), Terre ignote strana gente (2008), editi da Laterza. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa.
Testo dall’Ufficio Stampa Associazione Centro Studi Normanno Svevi


Lezioni di Storia 2016: “Ritualizzare/Riattualizzare. Costruire l’identità nella festa” con Duccio Balestracci a Barletta

Lezioni di Storia 2016 - Duccio Balestracci a Barletta

"Ritualizzare/Riattualizzare. Costruire l’identità nella festa"

10896159_579475645535991_5639536353085025783_o

Sarà Duccio Balestracci con la lezione intitolata “Ritualizzare/Riattualizzare. Costruire l’identità nella festa” ad aprire venerdì 18 marzo 2016 alle 19.00 nella Biblioteca Comunale “Sabino Loffredo” di Barletta il nuovo ciclo di seminari intitolato “Lezioni di Storia”, organizzato dall’Associazione del Centro di Studi Normanno-Svevi con la collaborazione della sezione di Barletta della Società di Storia Patria per la Puglia.

Docente di Storia Medievale nell’Università di Siena e autore per le case editrici Laterza e il Mulino, Balestracci discuterà del concetto di festa e della sua evoluzione nella Storia. Dalle giostre cavalleresche sino ai palii urbani, nella festa si celebrava la competizione tra le famiglie della città per affermare preminenza all’interno delle circuito murario, elemento imprescindibile ai ceti dominanti per costruire la rappresentazione di sé. Ma la festa è anche un rituale arcaico: codificato e rigido nella sua costruzione letteraria, come nei tornei cavallereschi, violento, istintivo e brutale nella sua dimensione più popolare, sacro e profano nella sua dimensione religiosa, spesso intrisa di elementi pagani. Celebrare la festa era questione di stomaco ma, al contempo, un fatto serissimo, fondamentale per costruire identità personali e collettive, per edificare, talvolta, il mito delle origini. Per questo, quello della festa è certamente un soggetto di grande attualità, in particolare nell’Italia delle rievocazioni che aspirano a diventare evento, dove spesso la distinzione tra festa e ricostruzione si perde, assorbita dalle mille identità locali e dai campanili. Attraverso un percorso tra le mille feste italiane, dalle cavalcate alle battaglie navali, dalle sassaiuole ai tornei cavallereschi, dal Palio di Siena alla Disfida di Barletta, Balestracci ci condurrà nel senso profondo della Festa come elemento identitario, attraverso la storia italiana, dal Medioevo al Risorgimento. Radicate nella storia e in molti casi divenute veri e propri riti collettivi, sedimentati nelle identità cittadine o elementi di auto-rappresentazione popolare, se l’Italia delle città è anche l’Italia delle feste, dove trovare le radici profonde in grado di sostenerne e attualizzarne i significati? Come riuscire a costruire la festa in modo da farne evento unico e riconoscibile nel presente?

Duccio Balestracci è professore ordinario di Storia Medievale presso il Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università degli Studi di Siena. Nella sua carriera ha lavorato sulla storia delle classi subalterne, dell'alfabetizzazione (Cilastro che sapeva leggere, Pacini 2004), della guerra (Le armi i cavalli l'oro, Laterza 2009), del confronto fra culture (Terre ignote strana gente, Laterza 2008), della festa (La festa in armi, Laterza 2001). Ha analizzato temi di storia della città, delle sue istituzioni (Il potere e la parola, Protagon 2011) e delle rappresentazioni mentali. Ha studiato aspetti dell'utilizzo e del governo delle acque in età preindustriale. Il suo ultimo libro, edito da il Mulino (2015), si intitola Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento.

Leggere di più


Studiare il DNA dal Tevere a Chicago: Franco Graziosi e la biologia molecolare in Italia

 

nell’ambito del programma della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Educare alle mostre educare alla città: EDUCARE ALLA CITTÀ I LUOGHI DELLA SCIENZA

8 incontri per scoprire e approfondire la Roma Scientifica meno nota

Incontro sul tema

STUDIARE IL DNA DAL TEVERE A CHICAGO:

FRANCO GRAZIOSI E LA BIOLOGIA MOLECOLARE IN ITALIA

a cura di Francesco Cassata

Sabato 12 marzo 2016

Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea

Via Michelangelo Caetani, 32

ABT_Cavalli_Graziosi copia

A partire da un luogo – il fiume Tevere – e dai lavori di un gruppo di biologi sulle caratteristiche di un virus batterico isolato nelle acque del fiume – il “fago alfa” – il prof. Francesco Cassata, docente di Storia contemporanea presso l’Università di Genova, ricostruisce le traiettorie scientifiche e culturali di Franco Graziosi (1923-2013), uno dei pionieri della biofisica e della biologia molecolare in Italia: dalla formazione presso l’Istituto Superiore di Sanità, negli anni quaranta e cinquanta, all’esperienza del Laboratorio Internazionale di Genetica e Biofisica di Napoli negli anni sessanta, al fianco del genetista Adriano Buzzati-Traverso; dalla nascita della European Molecular Biology Organization (EMBO) all’impegno nel campo della divulgazione scientifica, in radio e in televisione. Una stagione di radicale sviluppo e cambiamento della biologia fondamentale, sul piano nazionale e internazionale, ma anche di intensi scontri ideologici che, all’ombra della guerra fredda, attraversarono l’esperienza politica di Franco Graziosi, in un complesso e articolato rapporto con il Partito comunista italiano.

Francesco Cassata insegna Storia contemporanea all’Università di Genova. È membro dell’International Working Group on the History of Eugenics and Race (Oxford Brookes University) e dell’International Network on the History of Lysenkoism (Columbia University). Ha curato, nel 2011, con Claudio Pogliano, l’Annale Einaudi su Scienze e cultura dell’Italia unita. Le sue ricerche indagano i rapporti tra scienza e politica nel Novecento. I suoi saggi più recenti sono: Eugenetica senza tabù. Usi e abusi di un concetto (Einaudi, 2015); L'Italia intelligente. Adriano Buzzati-Traverso e il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica (Donzelli, 2013).

Leggere di più


Bari, sesto Mercoledì con la storia: "In ricordo di Nino Lavermicocca"

“Mercoledì con la storia”, VIII edizione
Pina BELLI D’ELIA – Anna Maria TRIPPUTI
In ricordo di Nino Lavermicocca

12795350_1737017113180093_6132424265925667274_n
Mercoledì 9 marzo 2016 alle ore 18 presso la Libreria Laterza di Bari, dedicheremo il nostro Mercoledì con la storia al ricordo di Nino Lavermicocca, a due anni dalla sua scomparsa. Grazie a Pina Belli D’Elia e Anna Maria Tripputi, moderate da Giulia Perrino, e in presenza dei suoi familiari, ripercorreremo l’attività storico-scientifica di un importante operatore culturale del nostro territorio. Direttore archeologo presso la Soprintendenza archeologica della Puglia, in qualità di responsabile del settore medievale della Regione, Lavermicocca ha condotto scavi ed esplorazioni di archeologia medievale in siti e villaggi risalenti alla tarda antichità e all’età bizantina, ma è stato anche promotore di associazioni culturali e animatore di dibattiti (anche all’interno dei nostri Mercoledì), mostre, attività didattiche, itinerari turistico-culturali, lasciandoci numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo, tra cui Gli insediamenti rupestri nel territorio di Monopoli (1977), Santi di strada (2001-2003), Bari bizantina. Capitale mediterranea (2003) e Bari bizantina. 1071-1156: il declino (2006). Nino Lavermicocca ha sempre creduto nell’importanza della valorizzazione del patrimonio archeologico, storico-artistico, architettonico e demoetnoantropologico barese. Lo ricorderemo per l’immensa eredità di idee, studi, interessi che ci ha lasciato, ma soprattutto per il suo essere stato un grande amante e cantore di Bari: «Ne era un pietra dei basolati, l’anima delle corti, il lampo degli archi, lo scrigno delle tradizioni, il genius loci (lo spirito del luogo) e il genius gentis (lo spirito della gente)» (L. Patruno).
Pina Belli D’Elia, «pugliese d’adozione» come ama definirsi, è stata direttrice per oltre vent’anni della Pinacoteca Provinciale di Bari. Nel 1988 è passata all’Università degli Studi di Bari per insegnare Storia dell’arte medievale. Il portato della sua ricerca sull’architettura e sulla scultura del Medioevo meridionale è condensato in due opere fondamentali: Alle sorgenti del romanico. Puglia XI secolo, catalogo della omonima mostra del 1975, e Puglia, della collana “Italia romanica” (Milano 1987, riedito nel 2003 con significativi aggiornamenti).
Anna Maria Tripputi è stata ricercatrice confermata di Storia delle tradizioni popolari presso la Facoltà di Lettere dell’Università degli Studi di Bari. Ambito prevalente della sua ricerca è la religiosità popolare, analizzata nelle sue varie manifestazioni. È autrice di saggi e monografie tra cui Bibliografia degli ex voto (1999), I luoghi del sacro(2000), Simbologia mitica e mistica delle pietre preziose (2004). Ha curato i cataloghi Tra sacro e profano (2000) e Per la gloria dell’Arcangelo (2000).
Testo dall’Ufficio Stampa Associazione Centro Studi Normanno Svevi


Nicola Spinosa. Pittura napoletana nel Sei e Settecento. Presenze in Calabria

Appuntamenti d’Arte

Nicola Spinosa. Pittura napoletana nel Sei e Settecento. Presenze in Calabria.

Cosenza - Palazzo Arnone

Giovedì 10 marzo 2016 – ore 17.00

Mattia Preti - Cristo risorto in veste di giardiniere appare alla Maddalena - Galleria Nazionale di Cosenza

Il direttore del Polo Museale della Calabria, Angela Tecce, e il direttore della Galleria Nazionale di Cosenza, Nella Mari, nell’ottica di una più ampia condivisione dell’operato del Polo museale e di una politica volta alla conoscenza della storia dell'arte e alla valorizzazione del patrimonio culturale della Galleria Nazionale di Cosenza e della regione Calabria, hanno inteso promuovere Appuntamenti d’arte.

Si tratta di quattro incontri tematici con la storia dell’arte meridionale e che prevedono approfondimenti dell’arte dal Seicento fino al contemporaneo, ideati soprattutto per giovani e studenti e con l'intento di coinvolgere un’ampia utenza e accrescere il legame di appartenenza nei confronti del territorio e della sua storia.

Inaugura questo percorso conoscitivo il prof. Nicola Spinosa, già Soprintendente del Polo museale napoletano e storico dell’arte di fama internazionale.

Palazzo Arnone
Palazzo Arnone

La conferenza, prevista giorno 10 marzo alle ore 17.00 nel salone delle Udienze di Palazzo Arnone è dedicata alla pittura napoletana dal naturalismo al rococò e alle sue varie presenze in Calabria, con particolare riferimento alle opere presenti in Galleria: da Jusepe de Ribera a Massimo Stanzione, da Francesco Guarino ad Andrea Vaccaro, da Mattia Preti a Luca Giordano, da Francesco Solimena a Paolo De Matteis e a Francesco De Mura.

Andrea Vaccaro - Noli me tangere - Galleria Nazionale di Cosenza

I successivi incontri di Appuntamenti d’Arte vedranno la partecipazione di docenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi della Calabria e di direttori di importanti istituzioni museali calabresi: Giovanna Capitelli il 13 aprile, Leonardo Passarelli il 12 maggio e Tonino Sicoli l'8 giugno.

----------------------------------------------------------------------------------

Appuntamenti d’Arte

Nicola Spinosa, Pittura napoletana nel Sei e Settecento. Presenze in Calabria.

Cosenza - Palazzo Arnone

Giovedì 10 marzo 2016 – ore 17.00

Polo Museale della Calabria

Direttore: Angela Tecce

Galleria Nazionale di Cosenza

Direttore: Nella Mari

Testi e immagini dall’Ufficio Stampa Polo Museale della Calabria.