Il sale, elemento di successo dell'agricoltura a Chaco Canyon

3 Ottobre 2016

Rovine a Chaco Canyon. Credit: Kenneth Barnett Tankersley
Rovine a Chaco Canyon. Credit: Kenneth Barnett Tankersley

Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Archaeological Science: Reports, ha dimostrato che - contrariamente a quanto finora ritenuto - la diversità di sali nelle acque e nel suolo sarebbe stata benefica e non nociva per la coltivazione del mais nell'antico New Mexico.

Precedenti studi avevano ritenuto che le tecniche di gestione delle acque presso i Pueblo Ancestrali durante periodi di siccità avrebbero determinato livelli tossici di salinità dell'acqua. Il nuovo studio rileva invece come il mix di solfato di calcio, insieme ai minerali vulcanici già presenti nell'area, avrebbe contribuito ad incrementare la fertilità del suolo al fine della coltivazione del mais.

Kenneth Barnett Tankersley dell'Università di Cincinnati spiega che - con un elevato livello di certezza - i Pueblo Ancestrali non abbandonarono Chaco Canyon a causa dei sali.

I Pueblo Ancestrali fiorirono in quest'area dal nono al dodicesimo secolo: pur riferendosi ad essa come a un'oasi, subirono diverse gravi siccità.

Il Chaco Wash. Credit: Kenneth Barnett Tankersley
Il Chaco Wash. Credit: Kenneth Barnett Tankersley

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Alla scoperta dei Paleoindiani e del bisonte a Water Canyon

16 Marzo 2016
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Il paesaggio degli Stati Uniti sud occidentali di 13-9 mila anni fa doveva apparire attraente per i cacciatori di allora, che potevano trovare i bisonti nelle paludi ad ovest di Socorro, nel New Mexico.
Così presso il sito paleoindiano di Water Canyon (e in altri siti degli inizi dell'Olocene) si stanno ritrovando oggi sempre più prove circa quegli antichi cacciatori. Si sono ritrovate lance e propulsori (atlatl) della cultura Clovis (13 mila anni fa), della cultura Folsom (12 mila), del complesso Cody (10,8 mila) e degli ultimi Paleoindiani nell'area (9,2 mila anni fa).
Questo particolare sito può offrire la possibilità di comprendere l'evoluzione del bisonte, che nella moderna specie è del 10-20% più piccolo di quella più antica. Rilevante è pure la possibilità di ritrovare qui i resti di quelle antiche paludi.
Link: University of New Mexico
Il New Mexico, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Usa edcp location map.svg (by Uwe Dedering). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  USA Hawaii location map.svg (by NordNordWest). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Canada location map.svg (by Yug)).


Stati Uniti: resti di mammuth da Abiquiu

15 Febbraio 2016
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Resti ossei di un animale simile a un elefante (probabilmente un mammuth) sono stati ritrovati presso Abiquiu, nel New Mexico. Le ossa sono in un mucchio disordinato, e furono oggetto di macellazione prima che una piccola inondazione le portasse nel canale.
Gli archeologi ritengono si tratti di una testimonianza delle popolazioni Clovis che vissero qui attorno a 13 mila anni fa. Molto di quanto noto riguardo la cultura Clovis qui proviene dal sito di macellazione di mammuth di Blackwater Draw, nella parte orientale dello stato. Questa sarebbe la seconda volta che manufatti Clovis vengono ritrovati congiuntamente a ossa di mammuth.
Link: University of New Mexico
Il New Mexico, da WikipediaCC BY-SA 3.0 (TUBS - Own work This vector graphics image was created with Adobe Illustrator. This file was uploaded with Commonist. This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Usa edcp location map.svg (by Uwe Dedering). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  USA Hawaii location map.svg (by NordNordWest). This vector image includes elements that have been taken or adapted from this:  Canada location map.svg (by Yug)).


Il collasso delle popolazioni native Jemez nel New Mexico

26 Gennaio 2016

Foto del 2012 dei resti dei muri nel villaggio Jemez considerato nello studio. Credit: Christopher Roos, SMU
Foto del 2012 dei resti dei muri nel villaggio Jemez considerato nello studio. Credit: Christopher Roos, SMU

In seguito all'arrivo degli Europei, i Nativi Americani furono decimati, a causa di malattie e conflitti, e fino al 1900. Le modalità, l'ordine di grandezza e le tempistiche di questo fenomeno sono state oggetto di numerose discussioni, che hanno anche riguardato gli effetti di questa diminuzione della popolazione. Taluni affermano difatti che le malattie colpirono i nativi subito dopo il contatto, altri affermano che si trattò di un fenomeno più graduale.
Foto del 2013 di foresta di pini gialli nell'area. Credit: Christopher Roos, SMU
Foto del 2013 di foresta di pini gialli nell'area. Credit: Christopher Roos, SMU

Un nuovo studio ha preso in esame questo problema, giungendo alla conclusione che il collasso delle popolazioni di nativi americani in New Mexico non avvenne nell'immediato, all'arrivo dei conquistadores Spagnoli, ma solo in seguito, con il contatto prolungato con le missioni cattoliche di frati francescani che si erano insediate.
Foto del 2012 di albero colpito dal fuoco. Credit: TJ Ferguson, U Arizona
Foto del 2012 di albero colpito dal fuoco. Credit: TJ Ferguson, U Arizona

Gli effetti delle malattie furono devastanti: in pochi decenni (dagli anni venti agli anni novanta del Seicento), da una popolazione considerata di circa 6500 persone in 18 villaggi si scese a meno di 900 individui. Una diminuzione della popolazione dell'87%.
I villaggi considerati sono collocati nel New Mexico settentrionale, su un'area di 100 mila acri, sulle Montagne Jemez, e hanno riguardato le omonime popolazioni Jemez.
Il collasso delle popolazioni di nativi determinò quindi delle modificazioni anche nell'ambiente locale, spronando la crescita degli alberi e facilitando la diffusione di frequenti incendi.
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Il legno delle Grandi Case a Chaco Canyon

7 Dicembre 2015
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Il legno delle grandi case dei popoli Pueblo a Chaco Canyon, costruite tra l'850 e il 1140 d. C., proveniva da due catene montuose. Pur trattandosi di un paesaggio privo di alberi, le costruzioni in questione ne fecero larghissimo uso: oltre 240 mila alberi furono utilizzati, ed è ancora possibile vederne il legno negli edifici.
A partire dall'850 e fino al 1020, la maggior parte del legno proveniva dalle Montagne Zuni, 75 km a sud. Attorno al 1060, la maggiore fonte di legno si spostò 75 km più ad ovest, presso le Montagne Chuska. È possibile anche notare dei cambiamenti nell'architettura, in quel periodo, oltre a un'espansione della Cultura Chaco. Oltre il 70% dei 170 legni considerati proveniva dalle due catene suddette.
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Due bevande rituali a base di caffeina tra Stati Uniti e Messico

7 Settembre 2015
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Già nel 750 d. C., nel Sud Ovest degli Stati Uniti e nella parte Nord Occidentale del Messico si apprezzava la caffeina, sotto forma di bevande rituali a base di cacao o agrifoglio, che avevano un alto contenuto della sostanza stimolante.
La prima bevanda sarebbe cioccolata a base di cacao. La seconda, chiamata bevanda nera (NdT: black drink in Inglese) viene prodotta a partire da foglie e rametti di alcune specie di agrifoglio. Le bevande sarebbero state consumate durante riunioni comunitarie e rituali. Nessuna delle due piante cresce nel Sud Ovest degli Stati Uniti, e ci si interroga perciò sulle possibili vie commerciali che le hanno portato dai Nativi Americani dell'area. Si sospetta ovviamente il Messico e la Mesoamerica.
Gli studiosi sono giunti a questi risultati partendo da una ricerca sui residui organici presenti nei frammenti ceramici provenienti da 18 siti del Sud Ovest degli Stati Uniti e del Nord Ovest del Messico (tra la parte meridionale del Colorado e quella settentrionale dello stato di Chihuahua), per un periodo compreso tra il 750 e il 1400 d. C. Le analisi hanno rivelato  combinazioni di metilxantine (caffeina, teobromina e teofillina), rivelatrici di bevande stimolanti.
Si tenga presente che l'agrifoglio non contiene solo caffeina: foglie, bacche e altre parti della pianta sono tossiche, e il consumo è pericoloso per l'uomo e per gli animali. Le foglie di alcune specie di agrifoglio erano però utilizzate da alcune culture per produrre del tè. Ovviamente si sconsiglia vivamente l'utilizzo, in ogni forma.
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L'Ara Macao e l'emergere delle prime gerarchie Pueblo

22 Giugno 2015
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Un nuovo studio che ha preso in esame i resti di ara scarlatta (Ara Macao), ritrovati presso un insediamento Pueblo, potrebbe dimostrare che le gerarchie sociali e politiche emersero prima del previsto nella parte sud occidentale degli Stati Uniti.
I resti furono scoperti negli ultimi anni dell'Ottocento, ma in seguito alla recente scoperta di due sepolture datate tra il 775 e l'875 d. C. si è provveduto a riesaminare gli scheletri. L'animale era molto importante da un punto di vista cosmologico, coi colori rosso e arancione che indicavano il Sud, e le loro piume erano utilizzate per maschere, costumi e bastoni utilizzati nelle preghiere. L'acquisizione e il controllo della risorsa aveva perciò importanza religiosa e sociale.
Una nuova datazione degli scheletri degli animali collocano i più antichi tra il 900 e il 975 d. C., con le reti di acquisizione dalla Mesoamerica attive fino al 1150. Queste datazioni contrastano con i modelli che attualmente attribuiscono queste acquisizioni al picco dell'influenza di Chaco e della sua espansione architettonica, nell'undicesimo secolo. La maggior parte degli esemplari presi in considerazione dallo studio predatano infatti quell'epoca. Conseguentemente, si suggerisce che questi importanti segni dello status sociale fossero collegati al sorgere delle gerarchie locali in tempi anteriori.
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New Mexico: le piante allucinogene spiegano l'arte rupestre

17 Ottobre 2014
Chihuahuan_Desert_from_South_Rim_BIBE
L'arte rupestre del Sud Est degli Stati Uniti, e in particolare del New Mexico, nel deserto del Chihuahua, avrebbe trovato una chiave di lettura.
Almeno 24 pittogrammi rappresenterebbero triangoli in serie contrapposte in diversi colori. Nei pressi di questi pittogrammi si sarebbero ritrovate piante psicotrope e allucinogene, come la potenzialmente letale datura o specie selvagge e molto potenti di tabacco. A queste conclusioni sarebbe giunto il Dr. Lawrence Loendorf, della Sacred Sites Research.
Link: Western Digs
Chihuahuan Desert from South Rim BIBE, foto da Wikipedia, CC BY 2.0,  di daveynin, caricata da Ricraider.