Pompei al MANN. Ecco la nuova collezione sugli oggetti

Il Museo Archeologico di Napoli riapre la collezione degli oggetti della vita quotidiana nelle città vesuviane. Sono cinque le sale che ospitano reperti provenienti dai siti colpiti dall’eruzione del Vesuvio che si datano tra la fine del I secolo a.C. e il 79 d.C.

'C'è più Pompei da oggi al MANN: nella 'nuova' sezione dedicata alla vita quotidiana delle città vesuviane, riaperta a tempo record dopo due mesi, trovano posto reperti mai visti. Come lo straordinario piatto in vetro cameo bianco e blu, numerose terracotte e preziose suppellettili sono 'emerse' dai depositi, il nostro immenso 'giacimento' finalmente oggetto di uno storico riordino. Un lavoro che può definirsi quasi di scavo e di ricerca e che si affianca, in parallelo, a quello del Laboratorio di Restauro interno. Ancora più ricca, questa collezione unica al mondo, dal vasellame agli argenti, dagli strumenti chirurgici a quelli musicali, ci rivela il gusto per la bellezza ed anche le usanze domestiche di donne e uomini di duemila anni anni fa. Il riallestimento compiuto con passione dai nostri archeologi accompagnerà con maggior chiarezza e semplicità la meraviglia dei visitatori'', commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Per la prima volta sarà possibile ammirare una patera in vetro cammeo (I secolo a.C. - I secolo d.C.), uno splendido piatto bianco e blu, mai esposto in passato e ritrovato nella Casa del Poeta tragico di Pompei a denotare il prestigio del suo proprietario. Focus anche sulla religione domestica con l’allestimento di un nuovo nucleo di terrecotte votive, circa dieci esemplari provenienti da Pompei, così come una selezione di oggetti in osso ed avorio. il percorso di visita si articolerà inoltre in cinque micro sezioni, ognuno rappresentato da una sala espositiva: strumenti chirurgici, strumenti da larario, lucerne, elementi di arredo, ceramica invetriata, ossi ed avori, vasellame bronzeo ed argenti provenienti dalla Casa del Menandro, vetri.

Il lavoro di restyling ha previsto anche una approfondimento dei contenuti e una traduzione in inglese. In armonia con la collezione Magna Grecia, i disegni dei pannelli saranno firmati da Silvia Pertile.


Le pitture rupestri di Lascaux in mostra al MANN

Venerdì 31 gennaio, Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha inaugurato la mostra interattiva itinerante “Lascaux 3.0”, allestita nella Sala del Cielo stellato e nelle sale attigue, che sarà visitabile, per la prima volta in Italia, fino al 31 maggio 2020.

Le Grotte di Lascaux, che conservano al loro interno pitture rupestri - risalenti al Paleolitico superiore - e raffiguranti più di 6000 figure tra animali, umani e segni astratti, sono state inserite dal 1979 nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Lascaux 3.0Situata nel piccolo centro di Montignac, le grotte furono scoperte l’8 settembre 1940 dal giovane Marcel Ravidat mentre passeggiava con il suo cane. Immediatamente questo rinvenimento eccezionale attirò un gruppo di studiosi che si adoperarono per documentarne il grande patrimonio. Per motivi conservativi il sito, noto come la Cappella Sistina della Preistoria, è stato interdetto alle visite dal 1963. Oggi è possibile ammirare le pitture rupestri grazie a una ricostruzione limitrofa al complesso “Lascaux II” aperta al pubblico nel 1983 e a una mostra itinerante “Lascaux 3.0”. Quest’ultima esposizione, nata da un accordo tra la Società pubblica “Lascaux – L’Esposizione Internazionale”, il Dipartimento Dorgone – Périgord e la Regione della Nouvelle Aquitaine, ha lo scopo di portare nel mondo gli ambienti principali della grotta riprodotti con la tecnica del velo di pietra introdotta nei primi anni 2000.

Lascaux 3.0 è una mostra che coniuga archeologia e nuove tecnologie, capace di emozionare il pubblico senza però trascurare l’aspetto scientifico. Grazie a un ricco apparato didattico interattivo, rigoroso ma coinvolgente, adatto a tutte le età, permette di approfondire la conoscenza non solo delle pitture rupestri ma anche di ricevere nozioni sull’epoca dell’uomo di Cro-Magnon.

Lascaux 3.0Il percorso di visita inizia con la riproduzione di una famiglia di uomini di Cro – Magnon realizzata dall’artista visuale Elizabeth Daynes, specializzata nella rappresentazione di esseri umani vissuti in epoche passate partendo dai resti fossili del cranio e dello scheletro. Grazie a quest’opera è possibile guardare in faccia gli antichi abitanti della grotta.

Nella prima sala, al centro, si trova il plastico in scala 1:10 degli ambienti della grotta di Lascaux con le relative pitture rupestri. Lungo le pareti della sala sono presenti postazioni multimediali con audio e video in cui le persone che hanno lavorato negli anni nella grotta raccontano il loro lavoro. Nella sezione chiamata l’atelier dei copisti, alcune postazioni interattive spiegano come sono stati realizzati i pannelli con le pitture presenti nella mostra.

Nella sala seguente, la sezione Il mestiere dell’archeologo, seguendo le ricerche degli studiosi che dal 1940 a oggi si sono occupati di Lascaux, approfondisce alcuni specifici aspetti della professione tra cui “cercare”, “analizzare”, “datare”, “fotografare” e“filmare”. In un’altra sezione della sala, sono presenti postazioni multimediali che svelano le tecniche pittoriche usate dagli artisti di Lascaux.

Lascaux 3.0

Nella terza sala sono esposte le riproduzioni di strumenti legati alla caccia, all’alimentazione, all’abbigliamento e alle abitazioni che permettono di scoprire alcuni aspetti della vita quotidiana degli uomini di Cro – Magnon.

Infine, dopo un video introduttivo si entra nell’ambiente immersivo che permette di passeggiare all’interno della grotta, vivendo le stesse emozioni dei primi scopritori della grotta. Questo effetto è ottenuto grazie all’istallazione di sottilissime pareti artificiali che riproducono fedelmente non solo le pitture ma anche l’effetto visivo della pietra su cui sono state dipinte. Inoltre, l’ambiente è arricchito e reso ancora più spettacolare dalla presenza di un’altra opera della Daynes raffigurante una donna di Cro – Magnon con la sua bambina.

Con Lascaux 3.0 si inaugura la stagione 2020 delle grandi mostre del MANN e si annuncia l’imminente riapertura della sezione “Preistoria e Protostoria” prevista per il prossimo 28 febbraio.

Tutte le foto scattate dalla mostra interattiva Lascaux 3.0 sono di Teresa Pergamo.


La Doppia Erma Erodoto/Tucidide del MANN alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea

E' partita questa mattina, alla volta del Palazzo della Corte di Giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide (II sec. d.C.) del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: l'opera, che da domani sarà esposta al Palais per 18 mesi, è la terza “ambasciatrice” del MANN presso la prestigiosa istituzione lussemburghese.

Grazie al progetto“Obvia-out of boudaries viral art dissemination”, realizzato in rete con l'Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide è il nuovo prestito che unisce il MANN e la Corte di Giustizia dell'UE: la scultura è stata preceduta dall'Erma di Socrate (nel 2017, prima opera italiana in assoluto “ospitata” nel Palazzo lussemburghese) e dallo Pseudo Seneca.

"Per la terza volta il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è orgoglioso di prestare alla Corte di Giustizia un  capolavoro archeologico estremamente significativo,- ricorda il direttore del MANN, Paolo Giulierini - Si tratta infatti di un'erma di età imperiale romana con due titani della storiografia a confronto: Erodoto e Tucidide. Entrambi non scrivono in un comodo studiolo. Erodoto è un profugo cacciato dalla patria per motivi politici, e si arricchisce con viaggi e permanenze che lo vedono collegare, idealmente, almeno l'Anatolia, Babilonia, l'Egitto, Atene e la Magna Grecia. Tucidide ad un certo punto pare che sia stato esiliato da Atene in Macedonia per aver fallito un incarico militare contro gli Spartani ed abbia appoggiato, dopo il primitivo sogno di Pericle, il regime oligarchico ateniese controllato da Sparta. E tuttavia, pur nella imperfezione e difficoltà delle vite dei due personaggi, nell'opera si coglie la potenza delle idee, che acquisiscono un valore eterno e la volontà di conservare la memoria, patrimonio fondante dell'identità dei popoli. Non c'è giustizia senza storia, e non ci può essere giustizia senza memoria. Questo è il messaggio che il MANN e Napoli portano alla Corte in questa nuova occasione. Grazie al Presidente di averci dato nuovamente voce''.

“È un onore per la Corte di Giustizia dell’Unione europea continuare la proficua collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ed accogliere presso la propria sede la Doppia Erma di Erodoto/Tucidide – dichiara la prof.ssa Lucia Serena Rossi, giudice italiano presso la Corte di Giustizia dell’Unione europea – Questa nuova opera, preceduta dall'Erma di Socrate e dallo Pseudo Seneca, si distinguerà tra i capolavori, provenienti da tutto il mondo, esposti presso il Palais della Corte di Giustizia e testimonierà la ricchezza dei nostri Musei nonché la grande sensibilità per la divulgazione del nostro patrimonio culturale in una delle più autorevoli sedi istituzionali europee. La Corte di Giustizia, pertanto, non può che essere lieta ed orgogliosa di ricevere questa nuova e prestigiosa testimonianza della cultura italiana.”

Una scelta densa di significato, dunque, per la nuova esposizione temporanea di un capolavoro del Museo Archeologico alla Corte di Giustizia dell'UE: replica di modelli statuari bronzei risalenti al IV sec. a.C. , di cui è attestato un esiguo numero di copie di età romana, l'opera doveva far parte di un'antica galleria di erme bicipiti in un'edificio pubblico nell'area degli Horti Maecenatis all'Esquilino.

Le teste dei due storici sono legate, eppure guardano in diverse direzioni, confermando i concetti di continuità e differenza, tipici della Doppia Erma: da una parte vi è Erodoto, definito da Cicerone "il padre della storiografia", fondatore di un metodo rigoroso di analisi dei fatti, grazie a cui sono esaminate non soltanto le ragioni degli avvenimenti, ma anche le connessioni multidisciplinari del discorso; dall'altra Tucidide, "lo storico della ragione", lucidissimo narratore ed implacabile testimone della Guerra del Peloponneso, raccontata con rigore ed attenzione alla matrice economica del conflitto.

Il pensiero di Erodoto e Tucidide è alla base della cultura occidentale ed è stato riferimento imprescindibile, per gli studiosi di qualsiasi epoca, nel dibattito sui concetti di città, democrazia, giustizia.

OBVIA, OUT OF BOUNDARIES VIRAL ART DISSEMINATION è un progetto universitario adottato del MANN che nasce da un Protocollo d’intesa– dichiara la dott.ssa Daniela Savy, ricercatrice di Diritto dell'Unione europea e docente di Diritto europeo dei beni culturali – tra l'Università Federico II ed il Museo Archeologico, per la promozione dell'immagine del Museo sul piano nazionale ed internazionale ai fini dell’audience development inteso quale aumento della partecipazione dei pubblici. Arte senza confini, quindi, per coinvolgere  anche altre Istituzioni pubbliche di rilievo internazionale nell'attività di disseminazione della conoscenza delle opere custodite nel Museo”.

Il prestito della Doppia Erma alla Corte di Giustizia dell'UE in Lussemburgo inaugura una nuova stagione di prestigiose relazioni internazionali, nell'ottica della valorizzazione del patrimonio museale.


Epifania al MANN. Tra iniziative e sorprese per i più piccoli

L'Epifania si festeggia al MANN: per lunedì 6 gennaio, in occasione delle aperture straordinarie degli istituti culturali nazionali promosse dal Mibact, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli organizzerà una giornata a misura dei bambini (e delle loro famiglie).

Per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, come fantasioso pensiero per la Befana, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permetterà ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico, scoprendo le opere del MANN: i capolavori, inclusi nella mostra “Thalassa”, saranno in dialogo con i reperti normalmente esposti nelle collezioni del Museo.

La sceneggiatura "Tra mare e stelle" proporrà due temi che il MANN intende valorizzare: l'ambiente e l'intercultura; se, ad inizio della storia, un Poseidone adirato non riconoscerà il Mare nostrum oggi invaso dalla plastica, un’attenzione particolare sarà  dedicata  alle antiche migrazioni, che avvenivano soprattutto attraverso i mari, con un esplicito riferimento alle vicende della fondazione greca di Napoli.
L'efficacia didattica della guida sarà confermata dalla proposta di alcuni simpatici giochi enigmistici (crucipuzzle, "unisci i puntini" e labirinti, anch'essi tematici), pensati per fissare informazioni storiche e mitologiche, veicolandole in maniera semplice e divertente.
Sempre per il 6 gennaio, previsto un ulteriore regalo della Befana: accompagnando i bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Sarà variegata l'offerta culturale del MANN per le feste: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Anticipo di conclusione delle festività anche il 5 gennaio, data della #Domenicalmuseo per gli istituti culturali nazionali: per l'occasione, il Mibact promuoverà la nuova edizione della campagna sui "Fumetti nei Musei", valorizzando la mostra in programma all'Istituto Centrale per la Grafica di Roma.

Si segnala, infine, che sino al 12 gennaio sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro).


2019 da record per il Museo Archeologico di Napoli

673mila visitatori nel 2019: il Museo Archeologico Nazionale di Napoli segna un trend in crescita del 10% rispetto alle presenze del 2018, raggiungendo il numero più alto di ingressi mai registrati.

Alle statistiche annuali si aggiunge la compagine fidelizzata degli abbonati OpenMann: sono ottomila, infatti, i titolari di card.

Si chiude  l'anno del record assoluto di visitatori nella storia del MANN, con un incremento del 10 per cento nel 2019  rispetto al già straordinario dato del 2018. Con orgoglio, che voglio condividere con la città e il mio staff,  possiamo definirci sempre più 'il Museo Archeologico Nazionale' , il primo del paese come forza attrattiva, custode dell’antichità classica  e ambasciatore dell’Italia del mondo. I nostri tesori, per lo più provenienti dagli sterminati depositi, quest'anno sono stati ammirati in tutti i continenti da 4 milioni di persone, dalla Russia agli States ed alla Cina, grazie ad una politica che ci porta quotidianamente a dialogare con le più grandi istituzioni internazionali. Nel 2020, saremo testimonial anche alle olimpiadi di Tokyo. Tornando a Napoli, che sta vivendo un felice momento per il turismo, proprio in virtù di essere il museo pubblico  largamente più visitato, abbiamo puntato molto sulla rete con i tanti siti Extramann. L'obiettivo è  di crescere insieme, e i risultati già si vedono. Un ringraziamento va alla Regione Campania per aver sostenuto mostre importanti come ‘Canova e l’antico’ e alla Direzione Generale Musei del Mibact.  Per concludere, abbiamo lavorato quest'anno con otto cantieri aperti, per costruire un MANN più bello, fruibile al 100 per cento, ed anche in questi giorni di festa non si è fermata l' opera di riallestimento delle sale pompeiane. Nel 2020, vi aspettiamo con la nuova sezione preistoria, le grotte di Lascaux per la prima volta in Italia, gli Etruschi al MANN e la grande mostra sui Gladiatori. Mi fa piacere inoltre ricordare la nascita di MANN in Campus con la Federico II, progetto pilota in Italia definito con il rettore e neo ministro Gaetano Manfredi. Apriremo le porte agli studenti già nel corso di questo anno accademico”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

Prosegue, intanto, l’intensa programmazione delle feste natalizie al MANN: nel Salone della Meridiana, allestita la mostra “Thalassa, meraviglie sommerse dal Mediterraneo”, che presenta quattrocento reperti sulle antiche civiltà del Mediterraneo, con un focus (stazione Neapolis) dedicato anche al porto di Napoli.

All’esposizione, che sta ottenendo un ampio successo di pubblico e critica (partita, sulla pagina Facebook del MANN, la campagna social #Occhioathalassa per condividere scatti dei capolavori più amati dai visitatori), sono legati tre percorsi di approfondimento: “Pe’ terre assaje luntane”, viaggio fotografico che racconta l’emigrazione ischitana verso le Americhe; “Carte. La rappresentazione del mondo da Omero a Mercatore”, nuova occasione di valorizzazione del patrimonio della Biblioteca del MANN; “Maresistere”, originalissima creazione di Roxy in The Box, che ricostruisce, nella sala 90 dell’Archeologico, la stanza di un napoletano trasferitosi ad inizio Novecento negli States.

Sempre per promuovere l’exhibit sulle meraviglie sommerse dal Mediterraneo, sarà in dono all’infopoint dell’Archeologico, a partire dal 6 gennaio, il racconto illustrato per bambini (6/10 anni) “Thalassa. Tra mare e stelle”.

Questa particolare guida kids (ideazione e curatela: Servizi Educativi del MANN; testi: Roberta Bellucci ed Antonio Coppa; illustrazioni originali ad acquerello: Marianna Canciani) permette ai piccoli visitatori ed ai loro genitori di addentrarsi in un itinerario tematico attraverso le opere del MANN (una selezione di capolavori sia inclusi nella mostra “Thalassa”, sia normalmente esposti nelle collezioni del Museo).

In occasione della giornata dell’Epifania, previsto un ulteriore regalo: per favorire la presenza di famiglie con bambini al MANN, soltanto un genitore pagherà l’ingresso, mentre l’altro accederà gratuitamente.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli inizierà il 2020 anche all’insegna dell’attenzione all’arte contemporanea: in Atrio e nella collezione Farnese, con un corollario nel Giardino delle Fontane, presentata al pubblico la mostra “Vincendo il tempo” di Riccardo Dalisi; nella Sala del Toro Farnese, possibile sorridere e riflettere con i quaranta fotomontaggi di “Fuga dal Museo”, realizzati da Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla; nella sezione degli Affreschi, nuovo sguardo al paese del dragone con “Il contemporaneo per l’archeologia. Artisti cinesi al MANN”.

Da non perdere (per ragazzi, e non solo), l’experience exhibition “Capire il cambiamento climatico”, progettata in collaborazione con National Geographic Society per conoscere cause ed effetti del riscaldamento globale.

In atmosfera natalizia, da ammirare in Atrio il suggestivo “Presepe Felix” (a cura dell’Associazione Presepistica Napoletana e con il sostegno della Regione Campania), accostato agli scatti di “Fotografare il MANN tutto l’anno” ed alle tavole del calendario 2020 della Scuola Italiana di Comix.

Per trovare un trait d’union immaginifico tra i visitatori di tutti gli istituti culturali del mondo, sino alla conclusione delle feste sarà in calendario la personale di Massimo Pacifico, “Effetto Museo”.

Possibile ammirare collezioni permanenti ed esposizioni del MANN durante tutte le giornate festive: aperture straordinarie il 31 dicembre (ore 9-14) ed il 1° gennaio (ore 14-19.30), consueti orari (ore 9-19.30) nelle altre date.

Il 5 gennaio, per l’iniziativa ministeriale #Domenicalmuseo, l’ingresso sarà gratuito.

Sino al 12 gennaio, inoltre, sarà OpenMannFest: presso la biglietteria del Museo, gli abbonamenti annuali saranno venduti a prezzi promo (15 euro per adulti, 30 per famiglie, 10 per young; nell’opzione “Academy”, per studenti universitari iscritti a qualsiasi corso di laurea o scuola di specializzazione, senza limiti di età, il costo è di 5 euro). 


fuga dal museo MANN Napoli

Le opere del MANN in fuga dal museo per scoprire Napoli

Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli è stata inaugurata martedì 2 dicembre 2019 la mostra fotografica “Fuga dal museo” che sarà visitabile fino al 24 febbraio 2020 nella Sala del Toro Farnese.

All’inaugurazione hanno partecipato il direttore del museo Paolo Giulierini e i due fotografi, Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, autori dei quaranta fotomontaggi che raccontano quale potrebbe essere la vita di alcune opere del MANN se potessero animarsi, scappare dal museo e interagire con la realtà cittadina.

fuga dal museo MANN Napoli
Afrodite a Castel dell'Ovo

Dopo il successo della mostra “Fantasmi a Pompei”, con protagonisti le figure dei mosaici e degli affreschi provenienti da Pompei e custoditi al MANN, questa volta i due fotografi hanno scelto per i loro fotomontaggi le sculture della Collezione Farnese, alcuni capolavori di Antonio Canova presenti nella recente mostra “Canova e l’Antico” e le statue dei re di Napoli della facciata di Palazzo Reale.

Con un tocco di dissacrante ironia, troviamo tra gli altri l’Atlante scorazzare in motorino senza casco lungo via San Biagio dei Librai, l’Afrodite farsi un selfie sulle terrazze di Castel dell’Ovo, il Doriforo visitare la Chiesa di San Giovanni a Carbonara, Artemide fare la spesa al mercato, la Danzatrice di Canova passeggiare sotto la pioggia in Vico San Domenico e l’Ercole Farnese incrociare la sua copia nella stazione Museo della metropolitana.

fuga dal museo MANN Napoli
Ercole Farnese in metropolitana

Come ha affermato il direttore Giulierini durante l’evento, questa è una mostra che ha il pregio di riuscire ad avvicinare il grande pubblico dei non addetti ai lavori all’archeologia grazie a un approccio leggero e divertente ma mai banale che porta i visitatori a scoprire e ricercare non solo le opere presenti nel museo ma anche gli scorci e i luoghi d’interesse di Napoli e Pozzuoli che fanno da sfondo a queste insolite scene di vita quotidiana e che, per questo motivo, meriterebbe di essere replicata in altri luoghi della città e anche in altre istituzioni culturali.

fuga dal museo MANN Napoli
L'Atlante in via San Biagio dei Librai

Tutte le foto dalla mostra “Fuga dal museo” sono di Teresa Pergamo


Il MANN  rinnova la convenzione con gli archeologi

Rinnovata il 14 novembre 2019, nella cornice della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum, la convenzione tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l'Associazione Nazionale Archeologi per l'accesso gratuito ai soci ANA fino al 2023. L'evento pestano ha fatto da cornice ad un incontro avvenuto tra il Direttore del MANN ed i vertici nazionali e regionali dell'Associazione. Ringraziamo il Direttore Paolo Giulierini per aver condiviso il rinnovo della convenzione e per la sensibilità mostrata nel sostegno della necessità della libera fruizione museale  per il professionista archeologo.

"Il MANN e il suo Direttore, Paolo Giulierini, confermano una visione moderna dell’istituzione museale" afferma Salvatore Agizza, Presidente ANA Campania, "proiettata alla costruzione di un tessuto connettivo con la società e la comunità territoriale, archeologi compresi". 

Alessandro Garrisi, Paolo Giulierini, Salvatore Agizza

"Il museo non è solo quel magnifico luogo in cui ogni cittadino può fruire del patrimonio storico-artistico nazionale, ma uno strumento di studio e aggiornamento professionale per gli archeologi italiani"  - dichiara Alessandro Garrisi Presidente Nazionale ANA. "Rinnoviamo quindi con grande piacere la convenzione per usufruire dell’ingresso gratuito al Museo Archeologico di Napoli e la mettiamo a disposizione di tutti gli archeologi dell’ANA. Siamo convinti che tutti gli archeologi dovrebbero ricevere la stessa possibilità in ogni museo archeologico dello Stato: una nostra proposta in questo senso è stata a suo tempo presentata alle istituzioni competenti, e ci auguriamo che l’esempio del MANN sia da stimolo alla rapida e positiva conclusione di questa istanza.


Nuova Collocazione per il Cavaliere di Casa Marafioti e laTesta del Filosofo vola al MANN

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria prosegue nel suo impegno per un’offerta espositiva dinamica e suggestiva. Mentre nel magnifico spazio di Piazza Paolo Orsi si potrà ancora visitare, fino ai primi di dicembre, la mostra “Medma. Una colonia locrese sul Tirreno”, curata dal direttore Carmelo Malacrino e dall’archeologo Maurizio Cannatà, novità riguardano il Livello B dell’allestimento permanente, dove il Museo propone una nuova collocazione per un capolavoro delle collezioni del MArRC: il cosiddetto Cavaliere di Casa Marafioti, grande gruppo fittile databile alla fine del V secolo a.C. e scoperto da Paolo Orsi nel 1911 a Locri.   

Simbolo della mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia”, che ha dominato l’offerta culturale dei mesi estivi, il Cavaliere lascia la sua precedente collocazione per essere maggiormente valorizzato.  

«L'obiettivo - dichiara Malacrino - è quello di poter ammirare il Cavaliere a 360 gradi, consentendo ai visitatori di cogliere il gruppo fittile nella sua interezza e in tutte le sue peculiarità. E al tempo stesso di collocarlo in una posizione che lo renda emblema della sezione espositiva dedicata alla Calabria in età greca. Ringrazio l’arch. Elena Nicolò e tutto l’Ufficio Tecnico del Museo per questo straordinario risultato, che contribuisce a promuovere l’arte della Calabria antica». 

Continua, poi, l’impegno del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria nel consolidare rapporti e progetti con gli altri grandi musei per promuovere la cultura della Magna Grecia. Dal 5 dicembre la "Testa del Filosofo" sarà protagonista al Museo Archeologico di Napoli, diretto da Paolo Giulierini, nella grande mostra "Thalassa. Meraviglie sommerse del Mediterraneo". 

L'esposizione, con oltre quattrocento reperti provenienti da prestigiose istituzionali italiane e internazionali, ricostruirà il volto del Mare Nostrum che, sin dall'antichità, aveva un profondo valore simbolico, culturale ed economico. 

«Un prestito temporaneo - commenta il Direttore Malacrino – che porterà grandi vantaggi per questo capolavoro, esposto insieme ai Bronzi di Riace. La nostra meravigliosa Testa bronzea sarà valorizzata in un progetto espositivo e scientifico di respiro internazionale, che il MArRC sta sostenendo anche con altri reperti. In questi anni abbiamo avuto l’onore di ospitare nelle nostre esposizioni importanti opere del Museo partenopeo, nell’ambito di relazioni istituzionali utili a rendere sempre più attrattiva l’offerta museale del Mezzogiorno d’Italia. E non è la prima volta che le bellezze artistiche e archeologiche del nostro Museo rappresentano la Calabria oltre i confini della regione, sia in Italia che all'estero. Ma non finisce qui; presto avremo la possibilità – continua Malacrino – di esporre nel nostro Museo eccezionali reperti calabresi entrati nelle collezioni borboniche e conservati a Napoli. Questi piccoli e grandi capolavori verranno presentati in una grande mostra che sarà allestita a Reggio nei primi mesi del 2020».

Nella prossima settimana, infine, il direttore Malacrino rappresenterà il Museo alla RO.ME Museum Exibition, la piattaforma internazionale per la comunità professionale del settore archeologico. Il 27 novembre, alla presenza del Ministro Franceschini, sarà presente al convegno inaugurale, occasione utile, dopo Paestum, per i direttori dei musei di raccontare le esperienze e le visioni delle realtà e dei beni archeologici italiani. 


“Fuga dal museo”: al MANN la mostra fotografica di Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla

Sorriso e leggerezza: sono queste le parole chiave della mostra “Fuga dal museo”, che Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla presenteranno al pubblico, nella Sala del Toro Farnese, dal 2 dicembre 2019 (vernissage ore 17) al 24 febbraio 2020.

Quaranta fotomontaggi per immaginare quale sarebbe la “vita” delle sculture dall’Archeologico  (anche le opere d’arte, grazie al potere della fantasia, si muovono), “scappando” dalle sale del Museo verso le strade, le piazze e gli angoli più caratteristici di Napoli.

Afrodite di Capua

Dopo il successo dell’esposizione “Fantasmi a Pompei”, in cui le figure dei mosaici e degli affreschi del MANN erano trasposte, sempre grazie al fotomontaggio, negli scavi dell’antica città vesuviana, il nuovo percorso creativo seguito da Assisi e Cipolla sarà un vero e proprio atto d’amore per  la città di Napoli: Castel dell’Ovo, il lungomare, Piazza del Plebiscito, il Petraio, i vicoli del centro storico, ma anche le pensiline dei bus ed i vagoni della metropolitana, diventeranno lo sfondo per un nuovo cortocircuito temporale e visivo.

Tra ieri ed oggi, tra il candore dei marmi, la lucentezza dei bronzi e la vivacità dell’orizzonte metropolitano, potrà capitare di incontrare la scultura dell’Afrodite accovacciata in vico Lungo Gelso, ammirare la potenza dinamica del Toro Farnese in armonico dialogo con un cielo burrascoso, scontrarsi con il Doriforo nella stazione della linea 1 al Museo.

Figura maschile ideale e Figura femminile alla fermata del bus-min

Non mancheranno all’appello i capolavori di Canova, in esposizione all’Archeologico in occasione della retrospettiva sul Maestro di Possagno: la Danzatrice con le mani sui fianchi troverà, in vico san Domenico, un nuovo spazio per una simbolica esibizione, mentre Amore e Pische Stanti si abbracceranno teneramente nel Real Orto Botanico.

Immagine guida della mostra “Fuga dal museo” sarà l’ Afrodite di Capua: solo grazie alla creatività, la famosa scultura della Collezione Farnese si affaccerà per stendere i panni, trovando armonia e leggerezza del gesto nella dimensione quotidiana di un’usuale mattina del terzo millennio.

Toro Farnese con tempesta

“Il nostro progetto nasce dalla volontà di dare vita alle statue del MANN, rendendole vere creature che interagiscono con la realtà. Le sculture divengono persone, che si aggirano per le città, desiderose di scoprirne i misteri, le bellezze e le paure”, commentano Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla.


"Thalassa. Meraviglie sommerse dal Mediterraneo" dal 5 dicembre al MANN

Thalassa non è solo una mostra sul Mediterraneo antico ma è, soprattutto, un esempio di metodo. Al centro del nostro lavoro  ci sono la ricerca scientifica, il sostegno tra enti statali e territoriali, l'apporto delle Università, le professionalità dei giovani archeologi, le azioni innovative di aziende tecnologiche private. Le costellazioni del cosmo celeste dell'Atlante Farnese, simbolo della mostra, non sono dunque solo un riferimento alle rotte nel mondo antico ma, per noi, equivalgono ad una guida verso un nuovo corso. Nelle molte sezioni troverete  temi legati al Mediterraneo antico, nelle quali dialogano reperti archeologici riemersi dalle acque, tecnologia, ricostruzioni: dai tesori al commercio, dal mito all'economia, dalla vita di bordo alle ville d'otium fino ai rinvenimenti nelle acque profonde il visitatore potrà avere un quadro aggiornato dello stato dell'arte dell'archeologia subacquea del Meridione. Vi saranno naturalmente anche  le nuove scoperte provenienti dall'area portuale di Neapolis. Thalassa disegna, nel complesso, rotte culturali tra tanti siti campani, del Meridione  e di altri paesi mediterranei. Si tratta di una connessione storica che però deve rafforzare l'idea che il Mare Nostrum sia un ponte e non una separazione. In questo senso vanno intese anche le mostre collaterali, che ci parlano di migranti napoletani e Ischitani fra fine Ottocento e primi del Novecento”, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini, che sarà presente alla cerimonia di apertura della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico ed inaugurerà, domattina alle ore 10, lo stand del MANN.

Thalassa. Nereide su pistrice da Villa del pauslypon, età augustea, MANN

Molteplici, dunque, i filoni tematici che saranno approfonditi dalla mostra “Thalassa”: se un focus ad hoc sarà dedicato all’archeologia subacquea, dagli albori degli studi negli anni Cinquanta del Novecento (tra i primi ritrovamenti, le statue del porto di Baia, le migliaia di lucerne dal porto di Pozzuoli, l’elmo dal relitto di Albenga) alla sperimentazione tecnologica del terzo millennio (grazie a robot e strumentazioni raffinate, è possibile oggi conoscere la ricchezza degli abissi del Tirreno), l’esposizione si connoterà come una vera e propria enciclopedia, per immagini, della vita e della cultura antica dedicata al mare.

Indispensabile, per delineare questa summa di significati, l’analisi dei carichi delle imbarcazioni che sono affondate in epoca antica: in “Thalassa”, sarà possibile ammirare raffinati gioielli in oro, pregiate coppe di vetro, parti di statue bronzee ed oggetti della vita di bordo del relitto di Antykithera, così come sezioni di nave ed anfore vinarie del relitto rinvenuto nel 1990 a largo di Punta Licosa.

Thalassa. Cratere a figure rosse. seconda metà V sec. a. C., MANN

Il mare era, dunque, la via per eccellenza dei commerci, la sconfinata distesa d’acqua che veniva solcata da costa a costa o con traversate più lunghe: a questa dimensione sarà legata la presenza, nel percorso di visita, di utensili per la preparazione e conservazione del cibo, anfore per il trasporto di olio, vino e garum, così come di lingotti di piombo che, dalla penisola iberica, raggiungevano Roma, testimoniando la ricchezza dei più importanti mercati delle province romane; eccezionale l’esposizione di lingotti in oricalco, prezioso materiale citato da Platone nei racconti su Atlantide.

Eppure il Mediterraneo era, per gli antichi, non soltanto trait d’union, reale e simbolico, tra popolazioni diverse (testimoniano una suggestiva prassi di contaminazione culturale l’applique d’oro del sito protostorico di Vivara, le coppette del II millennio a.C. provenienti dal relitto di Lipari, la dea Lakshmi in avorio proveniente da Pompei), ma base per il sostentamento delle comunità locali: nella sezione dedicata a “Il mare e le sue risorse”, saranno esposti strumenti provenienti da Pompei, Ercolano e dalle acque di Pantelleria, utilizzati per pesca di cetacei, tonno e corallo; su un’anfora saranno leggibili addirittura resti di pesce, forse garum.

Naturalmente, iMare Nostrum sarà anche raccontato attraverso i luoghi dell’otium, grazie alle sculture ritrovate sui fondali della Grotta Azzurra, ninfeo di età romana, così come ai raffinati affreschi provenienti da Pompei, Ercolano e Stabiae.

Eppure la mostra “Thalassa” andrà oltre la matrice archeologica, per promuovere un messaggio dall’alto valore culturale e didattico, ben incardinato nella programmazione culturale dell’Archeologico, come sottolinea il Direttore Paolo Giulierini: “Il mare è anche avventura, fascino dell'esotico, crocevia di culture: per questo 'Verso thalassa' abbiamo ospitato  la mostra su Corto Maltese nel quadro del progetto Obvia e questo spiega il calendario di eventi che accompagnerà i giorni iniziali dell' esposizione. Il mare è, infine, ambiente da tutelare: nel percorso si succedono le fasi antiche e quelle future del Mediterraneo mentre, praticamente a fianco, la mostra -Capire il cambiamento climatico-, realizzata con il National Geographic, ci parla di quanto le plastiche e le altre forme di inquinamento insidino le nostre acque".

Il progetto espositivo di “Thalassa” è nato nel più ampio framework di collaborazione con l’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana della Regione Siciliana: questa rete di ricerca è stata resa possibile dall’impegno del prof. Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale, scomparso tragicamente nella sciagura aerea di marzo 2019.

“Teichos. Servizi e tecnologie per l’archeologia”, ancora, ha promosso l’esposizione, che è stata realizzata anche in sinergia con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei.

La mostra ha ottenuto il patrocinio morale di: Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Campania, Comune di Napoli ed Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale (Napoli-Salerno-Castellammare di Stabia).