Conte magico

Il Conte magico

Un capitolo della Storia d'Italia, quello del Risorgimento, raccontato in modo originale attraverso la storia di un individuo decisamente bizzarro.
Se non avete mai sentito parlare di Cesare Mattei e non avete mai visitato la sua splendida Rocchetta, allora dovete vedere "Il conte magico", sabato 19 ottobre, alle 21, alla "Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica di Licodia Eubea".
Il film è diretto da Marco Melluso e Diego Schiavo, e vede la partecipazione di Antonio Pisu, Luciano Manzalini, Eraldo Tutta e Roberta Giallo.
Non mancate!

Il Conte magico

Conte magicoNazione: Italia

Regia: Marco Melluso, Diego Schiavo

Durata: 80’

Anno: 2019

Produzione: Paolo Rossi per Genoma Films

Sinossi:

La vita di Cesare Mattei e della sua Rocchetta, sospesa tra storia e leggenda, narrata con umorismo e garbo, alla scoperta delle meraviglie di un territorio ricco di sorprendenti attrattive.

Partecipazioni ad altri film festival e/o proiezioni pubbliche:

  • Bellaria Film Festival

  • L’aquila e il corvo – Nuovo Cinema Aquila di Roma

Premi e riconoscimenti:

  • Premio Mangiacinema Pop

Informazioni regista:

Marco Melluso è un docente a contratto sul corso di Istituzioni di diritto romano e Storia del diritto romano. Svolge da anni ricerche sul tema della schiavitù in epoca romana, in particolar modo sul passaggio tra l’antichità romana e il Medioevo. Si occupa anche di divulgazione attraverso l’audiovisivo.

Diego Schiavo, classe 1976, sound designer, autore e regista. Nel 2000 ha lavorato come sound designer ponendo particolare attenzione all’interazione tra segno sonoro e significato. Insegna Sound Design e Suono applicato in numerosi corsi e seminari. Ha collaborato, tra gli altri, con Peter Greenaway, Giuseppe Bertolucci, Giorgio Diritti, Davide Ferrario, Vasco Rossi, Lucio Dalla, Lella Costa, Luciano Manzalini, Syusy Blady e Patrizio Roversi, Ducati Moto e Piquadro. I suoi lavori hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali.

Informazioni casa di produzione: https://genomafilms.it/

Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=nfgUVLj4qmI

Altro (articoli dedicati al film, curiosità, approfondimenti):

https://buonenotiziebologna.it/primo-piano/77-interviste/3616-il-conte-magico

Scheda a cura di: Fabio Fancello


Ottocento in Collezione Dai Macchiaioli a Segantini mostre Giuseppe De Nittis Piccadilly

Ottocento in Collezione. Dai Macchiaioli a Segantini: la mostra a Novara

MOSTRA:

OTTOCENTO IN COLLEZIONE

Dai Macchiaioli a Segantini

Novara, Castello Visconteo Sforzesco, ingresso. (Foto Massimo Ardillo)

Nel Castello Visconteo Sforzesco, a Novara in Piemonte, è possibile ammirare dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019 la mostra OTTOCENTO IN COLLEZIONE. Dai Macchiaioli a Segantini.

I. Il Risorgimento nazionale tra epica e cronaca

II. L’Italia delle regioni: scene di città ed episodi di vita contadina

III. La varietà del paesaggio

IV. Il quotidiano familiare della nuova borghesia

V. Uno sguardo oltre il confine: gli italiani a Parigi e la Maison Goupil

VI. Suggestioni dall'antico e dall'esotico

VII. Il lavoro e la nuova sensibilità ai risvolti sociali

VIII. Oltre il reale

Sono le otto sezioni che, accompagnandoci lungo le sale del castello Visconteo, ci illustrano - tramite pitture e sculture - un secolo, l’Ottocento, di guerra, di attesa, di paesaggi baciati dal sole, di vita quotidiana di uomini, di donne, di bambini,  di anziani, di animali, visti anche in interni di private case, povere e ricche. Si affrontano Temi Sociali, afferenti il lavoro, le sue ingiuste condizioni, il precariato, lo sfruttamento minorile, femminile, del mondo contadino, l’artista che diventa portavoce di una denuncia sociale.

ANGELO MORBELLI (Alessandria, 1854 – Milano, 1919). Risaiuole, 1897. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EMILIO LONGONI, (Barlassina, 1859 – Milano, 1932), La piscinina (la piccola apprendista sarta, in dialetto milanese), 1889-1890. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

L’unificazione dell’Italia, dopo il 1868, l’Italia unita, l’Italia delle Regioni, che genera nuovi soggetti pittorici e scultorei: le guerre d’indipendenza, le principali battaglie svolte, la partenza e il ritorno dal fronte, sono i temi storico risorgimentali.

LUIGI NONO (Fusina,1850-Venezia, 1918), La fanfara dei granatieri, 1875 (particolare). Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOACCHINO TOMA (Galatina, 1836 – Napoli, 1891) Piccoli patrioti, 1862. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GEROLAMO INDUINO (Milano,1825-1890), La partenza per il campo, 1866. Olio su tela. Collezione privata (Foto Claudia Di Cera)

 

FRANCESCO PAOLO MICHETTI (Tocco da Casauria, 1851- Franavilla al Mare, 1929), L’incontro, 1887. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il paesaggio naturalista è un genere pittorico che piace ancora al pubblico coevo degli artisti in mostra; la moda del ritrarre il paesaggio era nata un secolo prima, nel Settecento, con i viaggi del Grand Tour, e prosegue nel corso dell’Ottocento, concretizzandosi nelle opere esposte, con una raffigurazione della varietà paesaggistica italiana, con scene agresti e pastorali.

CARLO FORNARA (Prestinone, 1871-1968), Ultimi splendori d’autunno, 1897-1905. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EMILIO LONGONI (Barlassina, 1859- Milano, 1932), Primavera alpina, 1909 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

ANGELO MORBELLI (Alessandria, 1854 - Milano, 1919), Ave Maria, 1914.
Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GUGLIELMO CIARDI (Venezia, 1842 – 1917), Estate, 1872 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Così come osservano la natura per tentare di cogliere gli aspetti più veri del paesaggio, gli artisti osservano e descrivono anche gli aspetti più veri della contemporaneità borghese, tramite la rappresentazione delle figure femminili, queste scene di “genere”, cioè la rappresentazione della quotidianità, spesso con scopi educativi e moralistici, si concretizza in finestre affaccianti il privato interno di case borghesi.

SILVESTRO LEGA (Modigliana, 1826 – Firenze, 1895), La curiosità, 1866 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

EUGENIO PELLINI  (Marchirolo, 1864 – Milano, 1934), Pagine d’album, 1894. Fusione in Bronzo. Collezione privata. Particolare. (Foto Claudia Di Cera)

 

VITTORIO MATTEO CORCOS (Livorno,1859 – Firenze, 1933), Leggendo il “Farfulla”, 1887. Pastello su carta. (Particolare). (Foto Claudia Di Cera)

 

Gli artisti viaggiano non solo per l’Italia, ma anche in Europa e in altri continenti. In Europa, Francia, Inghilterra, dove nell'Ottocento Parigi e Londra si contendono il primato della capitale culturale e mondana e dove, da esse, nasce il fenomeno del mercato d’arte che influenzerà anche l’Italia.

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Eleganze ad Hyde Park, Londra, 1876. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Piccadilly (Giornata invernale a Londra), 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Sulla neve, 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il viaggiare in Italia, il viaggiare in Europa, e il viaggiare oltre in nostro continente, nel Medio Oriente, nel Nord Africa, in India, in Giappone, darà luogo al fenomeno dell’Esotismo, che l’aristocrazia e la ricca borghesia nutrirà con la sua curiosità, lanciando una moda, per gli oggetti di arte e arredamento provenienti da luoghi molto lontani. Gli artisti, per creare le loro opere, attingono a temi del repertorio storico, letterario, sacro.

DOMENICO MORELLI (Napoli 1823 – 1901), La Maddalena, 1875. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

DOMENICO MORELLI (Napoli 1823 – 1901), Maometto prega con i soldati nel deserto, 1885-1886. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Il percorso espositivo si conclude con la sezione intitolata Oltre il reale, dove gli artisti vogliono rappresentare sia gli aspetti più reconditi del reale sia, passando oltre il reale, attingono da altre arti, come la letteratura, la musica, la poesia, immergendosi  in suggestioni oniriche e spirituali.

GAETANO PREVIATI (Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920), Madonna col bambino e fiori (Trittico), 1916 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

LEONARDO BISTOLFI (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933), Testa dell’Alpe, 1906 – 1910. Marmo. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

LEONARDO BISTOLFI (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, 1933), Testa dell’Alpe, 1906 – 1910. Marmo. Collezione privata. Particolare sulla firma e dedica dell’autore dell’opera. (Foto Claudia Di Cera)

 

CARLO FORNARA (Prestinone, 1871 – 1968), Da una leggenda alpina, 1902. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

Lungo le sale e i corridoi del castello troviamo 80 opere, dipinti e sculture, appartenenti a collezioni private, ed eseguite sia da maestri, oggi, famosi sia meno conosciuti:  Mosè Bianchi, Leonardo Bistolfi, Giovanni Boldini, Odoardo Borrani, Filippo Carcano, Francesco Federico Cerruti, Guglielmo Ciardi, Vittorio Matteo Corcos, Tranquillo Cremona, Sebastiano De Albertis,  Giuseppe De Nittis, Federico Faruffini, Giovanni Fattori, Giacomo Favretto, Antonio Fontanesi, Carlo Fornara, Vincenzo Gemito, Eugenio Gignous, Giuseppe Grandi,  Vittore Grubicy de Dragon , Domenico e Gerolamo Induno, Paolo Ingegnoli, Silvestro Lega, Emilio Longoni, Cesare Maggi, Antonio Mancini, Gaetano Marzotto, Francesco Paolo Michetti, Angelo Morbelli, Domenico Morelli, Plinio Nomellini, Luigi Nono, Filippo Palizzi, Alberto Pasini, Eugenio Pellini, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Gaetano Previati, Daniele Ranzoni, Medardo Rosso, Giovanni Segantini, Giuseppe Sciuti,  Telemaco Signorini,  Ettore Tito, Gioacchino Toma, Paolo Troubetzkoy, Federico Zandomeneghi.

 

ANTONIO MANCINI, (ROMA, 1852-1930), Saltimbanchi suonatori, 1877. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

PAOLO TROUBETZKOY (Intra, 1866 – Pallanza,1938), Signora al Caffè, 1908 – 1912. Gesso. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOVANNI BOLDINI, (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), Berthe in campagna (Waiting), 1874. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIOVANNI BOLDINI, (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), Il cappellino nuovo (Lina Cavalieri), 1900 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

GIUSEPPE DE NITTIS (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884), Dans les blés, 1873. Olio su tavola. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

TELEMACO SIGNORINI (Firenze, 1835 - 1901), Ponticello a Portoferraio, 1888 circa. Olio su tela. Collezione privata. (Foto Claudia Di Cera)

 

 

INFORMAZIONI UTILI PER VISITARE LA MOSTRA: 

OTTOCENTO IN COLLEZIONE. Dai Macchiaioli a Segantini

 

 Dove: Novara, Castello Visconteo Sforzesco, piazza Martiri della Libertà

 

Quando: 20 ottobre 2018 - 24 febbraio 2019

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)

 

Aperture straordinarie:

8 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio 2019, 22 gennaio 2019

 

Biglietti:

Intero € 10,00

Ridotto € 8,00 (over 65, under 26, gruppi di almeno 15 persone, soci di enti convenzionati - FAI, Touring Club Italiano, Abbonamento Musei Lombardia)

Scolaresche € 5,00 (gruppi di studenti di scuole elementari, medie e superiori accompagnati dai loro insegnanti)

Gratuito bambini sotto i 6 anni

 

Audioguida € 3,00

 

Catalogo Edizioni METS Percorsi d'Arte € 30,00 (in mostra); € 35,00 (in libreria)

Info e Prenotazioni per gruppi ATL Novara tel. 0321.394059 - [email protected]

 

 


Emilio Gallori e il Monumento a Garibaldi sul Gianicolo

MUSEO DELLA REPUBBLICA ROMANA E DELLA MEMORIA GARIBALDINA

SABATO 10 SETTEMBRE 2016, ore 16.00

EMILIO GALLORI E IL MONUMENTO

A GARIBALDI SUL GIANICOLO

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Sabato 10 settembre 2016, il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina dedica a questo argomento una conferenza, a cura dell’Istituto Giuseppe Garibaldi, tenuta dal Prof. Franco Tamassia dal titolo Emilio Gallori e il monumento a Garibaldi sul Gianicolo, dalle ore 16.00 alle 18.00. L’iniziativa è promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, presenzia e introduce Mara Minasi, responsabile del Museo.

Il colle Gianicolo, dopo il Palatino, costituisce uno dei luoghi della Roma di ogni epoca dove la sacralità è più intensa e le valenze misteriche coinvolgono il visitatore di ieri e di oggi in un dialogo con le grandi anime del passato. Agli esordi del Risorgimento, la Repubblica Romana ha reso più intensa questa sacralità e il successivo pensiero laico risorgimentale ha ispirato la ricostruzione e la costruzione di un tessuto organico di monumenti (Porta San Pancrazio, il Vascello, i Monumenti di Garibaldi e di Anita, di Ciceruacchio e di Righetto, i busti della rimembranza, il Mausoleo Ossario dei caduti per Roma capitale, il Faro) dal quale emana, sulla visione di Roma che si stende ai piedi del Colle, una severa ammonizione per la coscienza etica e politica degli italiani.

L’epicentro del Colle è costituito dal Monumento a Garibaldi che l’artefice, Emilio Gallori, ha concepito, attraverso le rappresentazioni plastiche e figurative, le proporzioni e le volumetrie geometriche, come un insieme coeso ed armonico di simbologie essoteriche, cioè rivolte al pubblico più ampio, ed esoteriche, cioè rivolte al gruppo ristretto di coloro che intendono avviarsi nel sentiero della meditazione profonda sui valori che rendono una Nazione attrice nella Storia.

Franco Tamassia, già dirigente del Ministero della Pubblica Istruzione, professore di Diritto Pubblico a riposo, e Direttore dell’ ha collegato i suoi interessi professionali di giurista con lo studio dei problemi istituzionali della Nuova Italia connessi ai problemi che attualmente impegnano le trasformazioni dell’ordinamento costituzionale italiano.

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta San Pancrazio

Info 060608 – Ingresso libero fino ad esaurimento posti www.museodellarepubblicaromana.it

Testo e immagini da Ufficio Stampa Zètema - Progetto Cultura


Stasera concerto per l'Italia e per Roma: canti in memoria di Goffredo Mameli

Martedì 6 LUGLIO,

Mausoleo Ossario Garibaldino, ore 21.30

IN OMAGGIO A GOFFREDO MAMELI

 concerto

PER L’ITALIA E PER ROMA.

Canti in memoria di Goffredo Mameli

 Graziella Antonucci Voce

Marco Quintiliani Chitarra

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È il 3 giugno 1849. Al Gianicolo, davanti al Casino dei Quattro Venti infuria terribile la battaglia tra difensori della Repubblica Romana e truppe francesi filo pontificie, quando un giovane ragazzo di poco più di vent’anni, giunto da Genova animato dal più fervente spirito repubblicano ed imbevuto del pensiero di Giuseppe Mazzini, cade ferito ad una gamba. Una ferita banale, ma che presto degenera, conducendo il giovane poeta, vate della futura Italia, pupillo dei due giganti della Repubblica Romana del 1849, Garibaldi e Mazzini, ad una precoce e dolorosissima morte.
Scompare cosi uno dei fiori più freschi del ’48, Goffredo Mameli, poeta delicato e appassionato, noto per i versi di quel “Canto degli Italiani” che ancora oggi è il nostro inno Nazionale. Una perdita irreparabile e di grande valore simbolico percepita come tale anche dal nemico - per l’entusiasmo, la giovinezza, l’acume politico e la gentilezza dell’animo, per la penna tagliente e appassionata - che ne decretò l’impossibilità del rientro in patria, una volta che, il 6 luglio del 1849, dopo più di un mese di agonia, si arrese alla morte tra le cure amorevoli delle infermiere dell’Ospizio della Trinità dei Pellegrini.
Dopo una prima sepoltura monumentale al Verano, ove ancora è possibile imbattersi nella sua tomba divenuta ormai cenotafio, dal 1941 le sue spoglie riposano al Gianicolo nel sacrario sottostante il Mausoleo Ossario Garibaldino.
Ossario
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Bari, settimo Mercoledì con la storia: "Medioevo e Risorgimento"

“Mercoledì con la storia”, VIII edizione
Duccio BALESTRACCI
Medioevo e Risorgimento

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Mercoledì 16 marzo 2016 alle ore 18 presso la Libreria Laterza di Bari, per il nuovo appuntamento dei Mercoledì con la storia ospiteremo Duccio Balestracci che, dialogando con Victor Rivera Magos, ci parlerà di Medioevo e Risorgimento. Partendo dal suo saggio Medioevo e Risorgimento. L’invenzione dell’identità italiana nell’Ottocento (Il Mulino), lo storico senese affronterà il tema della costruzione dell’identità italiana: «Non è facile arrivare a definire un’identità nazionale per un paese che, per secoli, ne ha avute fin troppe. Ma nell’Ottocento per storici, politici, scrittori, artisti, l’epoca nella quale tutta l’Italia può identificarsi è quella medievale. Alla costruzione dell’identità medievale nazionale contribuisce in modo determinante il Risorgimento: sui palcoscenici della lirica; nelle pagine di romanzieri e poeti; nelle architetture dei puristi; sulle tele di pittori e, in generale, in tutto l’immaginario collettivo degli italiani. Una invenzione della tradizione le cui tracce sono ancora visibili nella cultura italiana contemporanea». Il presupposto del saggio di Balestracci è dunque mostrare in che modo la cultura risorgimentale abbia voluto ritrovare nei secoli medievali il momento fondativo dell’identità italiana. Un’operazione di questo calibro, infatti, comportò delle forzature e manipolazioni per rispondere alle necessità della politica: «Ci s’immagini in quale modo potesse venire enfatizzato all’epoca, in tal senso (e, seppur in ben diverso contesto, ancora in tempi recenti), un evento come la famosa battaglia di Legnano del 1176, quando i comuni italiani riuniti nella Lega Lombarda scacciarono il Barbarossa e con lui i tentativi dell’Impero di egemonizzare l’Italia del nord». Passando dalla musica alla letteratura, dalla storia all’architettura, Balestracci ci condurrà dunque alla scoperta del Medioevo letto dal Risorgimento, per insegnarci a leggere correttamente le vere tracce della nostra identità.
Duccio Balestracci insegna Storia medievale nell’Università di Siena. Fra i suoi libri ricordiamo La festa in armi (2001), Le armi, i cavalli, l’oro (2003), Terre ignote strana gente (2008), editi da Laterza. Si è occupato di storia delle classi sociali in città e in campagna e degli aspetti della guerra e della festa.
Testo dall’Ufficio Stampa Associazione Centro Studi Normanno Svevi


Mostra "L’immagine dei milanesi nella vita quotidiana (1790-1890)"

Cultura

L’immagine dei milanesi nella vita quotidiana (1790-1890)

A Palazzo Morando dal 17 dicembre al 21 febbraio, cento anni di raffigurazioni, usi e costumi del capoluogo lombardo

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Milano, 16 dicembre 2015 – Per “Biancoinverno”, palinsesto del periodo dell'Avvento e natalizio del Comune di Milano, Palazzo Morando|Costume Moda Immagine apre la mostra “L’immagine dei milanesi nella vita quotidiana (1790-1890)”.

Curata da Alberto Milano, la mostra è promossa da Comune di Milano|Cultura, Direzione Musei Storici e Associazione Memoria & Progetto, in collaborazione con Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, ed è prodotta da d’Officina|fpe spa con allestimento di Tito Canella Architetti.

Dal 17 dicembre 2015 al 21 febbraio 2016, negli spazi espositivi al primo piano del Palazzo sono in mostra circa centocinquanta opere, in gran parte inedite, tra fogli satirici, caricature, vedute e piante della città, calendari, stampe per la decorazione della casa e pubblicità provenienti dalle Raccolte Civiche – Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli”, Galleria d’Arte Moderna e Palazzo Moriggia|Museo del Risorgimento – e da raccolte private.

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"La storia delle donne. Il problema dell'istruzione femminile in Terra di Lavoro nel processo di unificazione nazionale."

10 Marzo 2015

"La storia delle donne.Il problema dell'istruzione femminile in Terra di Lavoro nel processo di unificazione nazionale."

Presso la sede dell'Archivio di Stato di Caserta, in via Dei Bersaglieri 1, è allestita una mostra documentaria dal titolo "La storia delle donne. Il problema dell'istruzione femminile in Terra di Lavoro nel processo di unificazione nazionale" dal 9 al 31 marzo c.a. Si è evidenziata l'organizzazione dell'insegnamento elementare a seguito della legge Casati con particolare attenzione alle materie didattiche e al reclutamento delle maestre. Il periodo preso in considerazione è dal 1860 a tutto il 1880. I documenti utilizzati provengono dai fondi Prefettura e Amministrazione Provinciale.

Come da MIBACT, Redattrice Daniela Spadaro